I khazari, questi sconosciuti _ di WS
Oggi commento “libero”; a ripetere le stesse cose si diventa stancanti.
Affronterò e colmerò, quindi, una “lacuna” storica molto attinente a “l’ orizzonte degli eventi” che si sta inesorabilmente chiudendo su di noi.
Come qualcuno che mi legge avrà già intuito, sono un appassionato dilettante di Storia. Argomento che ha sempre destato il mio interesse più atavico; non solo mio, anzi direi proprio “di famiglia” , dato che, ancora assai piccolo, seguivo le discussioni di storia di mio padre e dei miei zii, tutti semianalfabeti ma anche appassionati “orecchianti” della materia.
Avendo così io avuto invece “il privilegio” di potermi “fare una cultura” , una cultura di storia me la sono fatta davvero, sebbene abbia anche avuto la buona idea di procurarmi il pane coltivando il mio “secondo interesse”. Una cosa l’avevo ben capita già alla fine del liceo: “l’ intellettuale “ che non sa far niente “di suo” per vivere deve sempre servire gli interessi di “qualcun altro”; questo vale ovviamente anche per gli storici “professionisti”.
Insomma già nei miei vent’anni e grazie proprio alla lettura di svariati libri e articoli di storia avevo già raggiunto la convinzione che nella storia “commercialmente accessibile” ci fossero parecchie VOLUTE omissioni.
Non potendo quindi, senza apposite indicazioni, girare a vuoto nei meandri delle librerie nazionali che certamente dovevano contenere ALTRI libri tenuti “fuori circuito” ( e quindi sostanzialmente “proibiti”), ho passato trenta anni della mia vita a girare vecchie librerie e “remainders” per scovare “ punti di vista” che non mi fossero già stati proposti dalla “storiografia ufficiale”.
Ed è stata una caccia divertente anche se non completamente soddisfacente se non a confermarmi che degli storici “ professionisti” non ci si può fidare troppo.
Ma poi è arrivato Internet e i suoi motori di ricerca , quelli iniziali, molto più liberi ed efficienti degli attuali a scandagliare la rete per riportare cose attinenti alle parole chiave messe dall’ utente; e in quel momento e in quel luogo veramente mi si è aperto un mondo di libri e articoli “dimenticati” nel fondo degli archivi e i cui riferimenti , anche solo sintetici, vecchi bibliotecari stavano diligentemente mettendo nella rete .
In una di queste “pesche miracolose” un giorno mi imbattei nelle parola “Khazaria”. In quarant’anni di letture storiche pur vaste e approfondite non la avevo mai sentito prima.

Era in un testo di una conferenza di fine anni ‘50 tenuta da un ricco signore ebreo ad una platea di americani “Wasp” e di cui un giornale americano aveva dato integrale resoconto scritto ( allora ancora si poteva).
L’argomento di quella conferenza era a dir poco “esplosivo”; lo tratterò in altro momento, ma temo che siano ancora in pochi a poterlo capire davvero. Per me non costituiva nemmeno una “novità” .
La vera questione che invece mi restava aperta era: chi “cazzo sono questi khazari e come si collocano nella storia del mondo ?”
Bene ora , dopo diverse altre ricerche, credo di aver capito.
Negli atlanti storici , almeno in quelli che ora ne parlano , la Khazaria, o meglio “l’impero khazaro” , è collocata nella Russia meridionale , tra i bassi corsi del Dniepr e del Volga e giù fino alle momtagne del Caucaso come uno dei tanti regni dei nomadi che hanno dominato quelle terre a varie riprese.
Prima di loro ce ne erano stati altri, ad esempio : i Sarmati , i Goti , gli Avari , gli Alani e gli Unni.
Mentre i primi , indoeuropei iraniani, erano venuti attraverso il Caucaso e i secondi, germanici, dalle pianure polacche, tutti gli altri erano invece sostanzialmente turco-mongoli venuti dalle steppe del kazakistan.
E anche i Khazari venuti per ultimi lo erano, giunti ad occupare le stesse pianure abbandonate nella continua spinta verso ovest ad invadere terre più ricche, di popoli più civilizzati.
Così che all’ alba del VIII secolo , quando nelle nuovamente svuotate pianure ex sarmatiche i khazari si erano già insediati da circa un secolo , essi si trovarono a dover costituire un proprio stato in opposizione a due grossi “imperi” più a sud : quello bizantino e ortodosso che controllava la costa del Mar Nero e l’ impero islamico arabo-persiano che ora centrato su Baghdad aveva già tracimato oltre il Caucaso e nell’ Asia centrale.
Quei “pagani” di khazari avevano ora bisogno per il loro impero di una religione “ di stato” onde potersi contrapporre ai due potenti vicini e, sia per convenienza politica che per affinità ideologica, scelsero “l’ ebraismo”.

Ma era un ebraismo fondato sul Talmud babilonese, proprio di quelle comunità ebraiche “fondamentaliste” che dopo la distruzione del Tempio si erano riparate a Babilonia sotto la protezione dell’ impero sassanide e che adesso si sentivano strette nel nuovo impero islamico.
Così un numero quantitativamente ristretto ma qualitativamente importante di ebrei babilonesi emigrò in Kazaria, apponendo l’imprimatur a quella classe dirigente.
E qui bisogna capire che, al contrario dei principi razziali dell’ ebraismo, l’ebraizzazione dei Khazari non è avvenuta per trasmissione di sangue quanto per “cattura” culturale. Il che spiega la marcata diversità genetica tra i ben più numerosi ebrei “ askenaziti” venuti dalla Khazaria e le comunità ebraiche sefardite delle città del mediterraneo.
In realtà la questione è un po’ più complessa perché, essendo gli ebrei i più “erranti” tra tutti gli altri popoli , gli “askenaziti”, gli ebrei del mondo tedesco, si sono formati dall’ incontro dei due flussi: i Khazari che venivano da est e una elite sefardita che risaliva dal mediterraneo verso il mondo tedesco, in una “sintesi” poi espressa nell’ “yddish” , la lingua comune degli askenaziti , con molti termini tratti dall’ ebraico scritto, ma con un idioma fortemente germanizzato.
Ma perché comunità di ebrei khazari si erano allora spinti così tanto a ovest della khazaria ? Perché nessuno ha mai tenuto a lungo le pianure sarmatiche e il primo colpo al loro “impero” lo avevano già dato i Variaghi .
Costoro erano gli equivalenti svedesi dei vichinghi danesi , solo che essi si spinsero a sud est invece che a sud- ovest, e laddove i vichinghi cercavano una “via per Roma” i Variaghi cercavano quella per Costantinopoli .
E laddove i vichinghi procedevano per mari occidentali con le navi, i variaghi procedettero nel cuore della Eurasia usando le barche.
E così attraversato il Baltico e risalendo i fiumi che vi sfociavano scesero a sud fondando PRIMA “Novgorod” ( la vera madre dei popoli russi) e poi discendendo il Dniper fondarono Kiev e da lì si aprirono la strada per il Mar Nero ai danni de l’ impero Khazaro. Fondarono così il primo regno frutto della fusione con gli slavi orientali che essi avevano sottomesso, un po’ come i “nostri” Longobardi.
Come propria capitale essi scelsero Kiev nella pianura sarmantica perché più facilmente connessa via acqua al mondo sviluppato e quindi cuore economico del loro stato, molto più di Novgorod.
Ma anche i pagani Variaghi dovevano ora scegliersi una religione di stato e trovarono molto più conveniente convertirsi all’ ortodossia della debole Costantinopoli piuttosto che a quella cattolica di Polacchi e Lituani con cui avevano già delle beghe in corso.
Tanto più che l’ ortodossia concedeva loro “l’ autocefalia”, quella indipendenza politica che il Papato di Roma non concedeva agli stati cattolici.
Ma, poco dopo, una nuova tempesta si abbattè sulle pianure della Russia : i Tartari . Essi annientarono prima i khazari e poi il Rus Kieviano, lasciando nelle fasce forestali della Russia del nord solo piccoli principati russi semi indipendenti.
Arrestati sui Carpazi, i Tartari poi costituirono un impero “tataro” padrone della Russia meridionale anche se dovettero comunque ripiegare dalla alta valle del Diniper sotto la spinta della confederazione polacco-lituana.
E fu allora che le prime comunità ebraiche khazare entrarono negli stati cattolici, ponendosi al servizio dei principi polacchi come esattori, intendenti e trafficanti vari , ma sempre gravanti in ogni caso sulle locali masse contadine slavo-ortodosse.
E’ da li che trae origine quella “ antipatia” tra slavi orientali ed ebrei che fece si che i principati russi prima e l’ impero russo poi operarono sempre per tenerli fuori dallo stato russo.
Ed è per questo che i Khazari si spinsero sempre più ad ovest negli stati “cattolici” assorbendo una cultura sempre più tedesca certificata dai loro cognomi “tedeschi” e con i quali sono poi rientrati nell’ impero russo “legalmente” attraverso l’ annessione russa della Polonia.
Nondimeno, il governo russo tentò ancora di “contenerli” nella “ Zona” , una fascia larga alcune centinaia di km che andava dal Mar Nero al golfo di Finlandia , “centellinando “ i permessi per emigrare ad est “ nella Russia russa” solo ad “assimilati” dai quali poi non a caso vennero gran parte dei bolscevichi.
La stragrande maggioranza degli “aschenaziti” invece trovò più facile sfogo emigrando negli Stati Uniti come “tedeschi” , grazie anche al fatto che la Germania era allora il paese più aperto alla integrazione degli ebrei e che ebrei askenaziti avevano sempre più preminenza nel sistema bancario degli stati (ex) “cristiani”.
Il successo della “diaspora” di questi khazari era stato di portata eccezionale per gli “ebrei” ma non per i loro “ospitanti “; era questo l’ avvertimento che, avendoli perfettamente conosciuti nel corso della propria vita, quel ricco signore ebreo voleva dare al suo uditorio una ottantina di anni fa.
Ma direi che questo ormai sia già “storia”.

