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La trappola iraniana_di WS

 Questo  articolo  di Simplicius

tratta   della sconfitta  tattica        già ricevuta   dagli U$A in Iran . 

 Gli U$A   non hanno la forza   convenzionale per disarmare  l’ Iran,   e la cosa    era  evidente    già da prima.  Nessun bombardamento   convenzionale   può  distruggere    fabbriche  e depositi  posti    sotto centinaia  di metri   di granito.    Non  si possono   sigillare  per sempre   tutte  le entrate  e uscite   di un formicaio , l’ unico modo  per distruggere un formicaio   è sventrarlo    cosa   che   nessun   arma NON-nucleare  può   fare .

Ma questo   “stallo”    ci porta   ad  una domanda:come piegare una entità nazionale come l’ Iran ?

Per   un simile    scopo  ci sono sempre  quattro  vie possibili :

1) corrompere una buona parte  sua elite ( es URSS o Iran 1953 ) 

2 ) generare una guerra civile ( es-. Siria) 

3) disarticolare l’ entità con bombardamenti/incursioni  per favorire la presa di potere di una fazione amica ( es Libia ma anche italia 1943) 

4) invaderla ed occuparla in modo sistematico ( esempio europa 1945 o Irak 2003 )  

E’ chiaro che la soluzione più  efficace  è sempre e solo la (4) . Senza  “ boots on the ground “le altre non possono essere altrettanto sicure .

 La ( 1) non è stata sufficiente ad impadronisrsi definitivamente  ne della Russia ne  de l’ Iran  e nemmeno la (2) è sicura dal momento anche la fazione vincente potrebbe poi avere un propria politica nazionale in base alle leggi ferree della geopolitica ( come già vediamo in Siria ).

.   La (3) anche limitata al solo bombardamento disarticolante invece può essere  molto valida se lo scopo è solo quello di impadronirsi delle risorse NON-umane di uno stato “fallito” ( es Libia) o addirittura sterminarne e cacciarne gli abitanti ( es Gaza o Libano) .

 Ora tornando a l ‘Iran per gli interessi americani la (4) è rischiosissima e basterebbe anche solo la (1) che è appunto la via che essi seguono da sempre senza successo.

 Per Israele invece questo non basta, l’ Iran  va   soprattutto “destrutturato”, perché   quando  nel 1979  per le sue ambizioni   geopolitiche U$rael  decise  e perseguì  la caduta dello Scià , l’ operazione  pur perfettamente riuscita  poi fece  “backfire “ quando il nuovo “regime”  RI-prese gli stessi obbiettivi geostrategici di quello vecchio aggiungendoci in più un odio dichiarato verso  il vecchio protettore del regime  caduto. 

La conclusione  quindi è semplice: se gli U$A non possono/vogliono applicare la (4) a l’ Iran per Israele comunque necessita che gli U$A gli applichino  quantomeno una  (2) o  (3). 

Ma pur avendoci provato,  questo , da solo ,  Israele  non può  farlo .  L’ Iran è troppo  grande e  cementato , nonostante  le numerose  diversità  regionali,  da una lunga comune civiltà.

Per   questo gli U$A  hanno sempre rifiutato  le  richieste   israeliane    ad un attacco diretto    a l’ Iran  intuendone non solo le difficoltà ma anche le pericolose conseguenze strategiche.

Questo però  finché non è  arrivato Trump, un egocentrico megalomane   che  a Israele  non può  dire   di no.  Trump   si è  fatto  convincere   che   un “bombardamento mirato”   a tradimento  avrebbe prodotto  nella  elite iraniana  non solo  quella (1)   che  la Cia   con i suoi soliti e potenti mezzi  non   era  riuscita  a cogliere  per 47  anni, ma addirittura  la (2) cioè   la  frammentazione della società iraniana   che   ne  sarebbe   conseguita  sul modello   siriano  (sebbene anche li  non si sa  per quanto tempo)   cioè  quel   “  successo  irakeno”  della  frantumazione   settaria  dello  stato  per una     facile  acquisizione  e  spoliazione delle  sue risorse NON-umane.

 E  così Trump è entrato  in una  trappola ,  forse  anche   accuratamente  preparata   come  ho  ipotizzato e descritto   un paio  di volte.

Trappola ,o meno     da cui  comunque  Trump personalmente    non potrà che uscire  da perdente,     il chi   già ci dice   che lui  farà  di tutto  per non uscirci.

Così  , da un punto di vista  strategico  la    trappola   riguarda  solo  gli U$A che   ogni  giorno  che  passa  si trovano  costretti   ad  impegnarvisi sempre  di più   e  da cui ,  come ha  spiegato  il principe  ( sionista)   dei Neocon   ,    gli  U$A  non possono  disimpeganrsi  come in Afghanistan  senza    un  costo    “geopolitico”.

 E peggio  ancora   se  poi  decidessero pure   di  trasformare il conflitto  in un Vietnam.

Ciò  detto  che   cosa  possono ora  fare  gli U$A?   Per ora hanno impostato  una   guerra  dei blocchi   in cui  sperano  sia  la società iraniana  a crollare per prima.

Ma  non basterà . La  società Iraniana è   altamente   motivata  a resistere   alla   stretta   de l’ odiato  “Satana    americano”   e ci saranno  ben prima     contraccolpi politici  nella società  americana.

Già  oggi  il  fallimento    strategico  degli U$A  in Iran   si  vede  nel   viaggio    “col capello in mano”   di Trump  a Pechino  in un disperato tentativo   di   usare la “leva   cinese”   per    “vincere”   nel Golfo , perché  avendo  Trump  scelto  ormai      di non   fare  il suo  solito   TACO mascherato  da “vittoria” , presto o  tardi  non avrà  altra  scelta  che   RI-attaccare.

 Forse   sarà un attacco  a Hormuz  ( il più  probabile)  o  un’altra  fallimentare  “ricerca  de l’ uranio “ , ma in ogni  caso  si finirebbe prima o poi   in   quel  bombardamento  a tappeto   de l  ‘Iran    che è     il  vero “desiderata”   di Israele.

Ma     è proprio  a questa    falsa uscita  che porta  la “trappola  iraniana “.  Lo  capiranno    Trump   e la sua “corte” ?  Lo vedremo dalla lezione   che prenderanno oggi  a Pechino.