Italia e il mondo

E’ la somma  che fa il  totale _ di WS

Come  al solito Korybko,   qui  https://italiaeilmondo.com/2026/07/21/quali-sono-le-motivazioni-alla-base-del-piano-di-rimilitarizzazione-della-germania-del-valore-di-800-miliardi-di-euro-_-di-andrew-korybko/ , solleva una montagna  di questioni   relative   al cerchio  di ferro   che  viene  sempre più stretto intorno al collo  della Russia   finché  essa, se  non  ne vorrà morire  strangolata, non  potrà che reagire  con estrema violenza .

In merito  io ho  già espresso  le mie previsioni : la Russia NON  accetterà di morire  strangolata  e sta  semplicemente rinviando  il momento  della “reazione fatale”; “momento”   che, non dubito, arriverà  certamente perché  sull’ altro lato  anche i “bankesters”  non  possono tornare indietro  dalle  decisioni fatali  che LORO stessi  hanno  già  preso per tutti noi.

Ora,   sorvolando  su tutti i punti  sollevati  da Korybko,  compresi   gli assurdi “sogni polacchi”, vorrei mettere in evidenza  che il vero punto di rottura  che spingerà  di sicuro  la Russia   a quella  “ reazione violenta”   che cerca  di procrastinare  il più possibile, sarà il riarmo NUCLEARE della  Germania  per  la indubitabile  minaccia che esso comporterebbe  per la Russia.

 Ora che un riarmo NUCLEARE del Giappone fosse previsto fin dall’ inizio dai “masters of universe”  per  “contenere”  Russia  e Cina  ne ho già è parlato altre volte  come cosa   resa evidente   dal fatto di aver concesso al Giappone non solo il “nucleare civile” ma anche l’ intero controllo della gestione / stoccaggio del combustibile  “esaurito”  e quindi   della possibile  estrazione del plutonio da  esso.

E siccome questa cosa non è  stata MAI posta alla attenzione dei media, è pressoché certo che il Giappone abbia già il plutonio per centinaia di ordigni; che quindi il Giappone possa diventare una potenza nucleare “overnight” , perché ha già in  parallelo sviluppato completamente anche la relativa missilistica.

  Ben diverse furono invece le condizioni imposte alla Germania per il suo “nucleare civile” a cominciare dal dover consegnare tutte le “scorie” a Francia ( ma anche agli USA tramite Francia ) PAGANDO per il loro “smaltimento”.

In altre parole la Germania non dovrebbe avere plutonio da nessuna parte sebbene per molti anni la pubblicistica americana lo abbia temuto, tant’é che alla Germania non è  stato nemmeno permesso di sviluppare una sua “missilistica” nazionale e che essa abbia  dovuto  pagare i soliti francesi per mettere in orbita i propri  satelliti.

  Ma ora le cose  dal punto vista  geopolitico sono cambiate; una Germania dotata di un nucleare tattico sarà un fondamentale “gendarme” imperiale sul fronte europeo e NON c’è alcun dubbio che nel suo programma di riarmo ci sia ANCHE  uno sviluppo nucleare in ACCORDO col “padrone” ( e che i mangiaranocchie si fottano ! ).

Da dove poi i Tedeschi si procurino il plutonio necessario non si sa, ma in merito si potranno riesumare le vecchie storielle della vecchia  pubblicistica americana, tipo le “miniere di sale” dell’ ex-nazista Strauss.

  Perché una volta definitivamente liquidata la NATO-Ucraina ( perché lì si finirà; il “muro di droni ” è solo l’ equivalente delle V1 tedesche: tanto “fumo” e poco “arrosto” ) è assai poco  possibile che L’ €uropa Unita in una sempre più profonda crisi economica possa mantenere un conflitto attivo contro una Russia strategicamente vincitrice in Ucraina.

Già l’impossibilità del 21° pacchetto antirusso ci mostra che ben pochi “volenterosi ” sarebbero di fatto  disposti a partire per il “fronte russo”.

 Certo tra questi pochi ci sono sia la Germania che sente finalmente l’occasione di tornare di essere  davvero”la prima in europa” anche in campo militare, che i soliti fantasticatori polacchi che pure un po’  di puzza  di bruciato   già la sentono.

In ogni   caso, però, entrambi chiederanno  le necessarie  “garanzie nucleari” che ora non hanno .

 E permettere a questi nanetti di dotarsi di armi nucleari tattiche “nazionali” non comporterebbe gravi rischi per “il padrone”. Anzi la cosa rappresenterebbe una grande opportunità di un conflitto nucleare “limitato” alla sola Europa.

 Certo, i soliti francesi digrignerebbero  un po’ i denti per poi alla fine adattersi come sempre. Il problema quindi resterebbe “russo”: permettere o meno ai “soliti idioti” di dotarsi di testate nucleari “tattiche” ?

Io credo di no e credo anche che l’ opinione pubblica russa sia già abbondantemente  “matura” per sostenere fin in fondo la necessaria “operazione preventiva ” più o meno “chirurgica”, esattamente come ora è già pronta ad andare fino in fondo a tutto quanto sarà necessario per risolvere DEFINITIVAMENTE la “questione ucraina”.

Resta  sempre sullo sfondo la possibilità  di una Germania “doppiogiochista”  che , armandosi  fino ai denti, si  svincola  dalle pastoie “atlantiste”,    non per   fare   “guerra alla Russia”,  ma  per  accordarcisi  alle spalle   degli  altri “€uroidioti”.

Ovviemente  i soliti   “vicini  sognatori”   ( francesi  e polacchi)  questo lo temono fortemente; soprattutto i francesi  che  già  vedono     ridursi   l’ esenzione  all’  €urodazio”  pagato  invece da  tutti gli altri  vecchi “inquilini paganti”   de  l’ €urolager”.

Io  direi  loro sarcasticamente   di  starsene   “tranquilli “.  La Germania  non è in grado di avere un pensiero  strategico  di questa portata;  semplicemente i tedeschi , come sempre,  andranno  avanti      dritti  fino in fondo “eseguendo  gli ordini”.

La natura  dei popoli  si può cambiare   solo modificandola  “etnicamente”,   e se  trovare   “vecchi”  tedeschi  per le   “Straßen”  è  sempre  più difficile,   l’ elite  tedesca  è  però   “etnicamente pura “, costituita da  ben  selezionati  nipotini   di  ex-nazisti  collaborazionisti.

Quindi “non c’ è due  senza  tre”  ma,   rispetto  alle precedenti “due” , stavolta i russi  saranno  molto più   “arrabbiati” e previdenti; perché  ,come diceva  il grande  Totò,  “  è la somma  che fa il  totale  “

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Dagli amici mi guardi Iddio…di WS

In questo articolo https://italiaeilmondo.com/2026/07/15/il-nuovo-terzo-fronte-la-cina-si-prepara-in-silenzio-alla-guerra-di-simplicius/ Simplicius solleva due importanti argomenti poco trattati a margine dello SVO: la questione “Starlink” e “l’alleanza” russo-cinese

Cominciamo da questo secondo argomento e sgombriamo subito il campo dalle solite bugie americane. NON esiste NESSUNA alleanza tra Cina e Russia perché si tratta di “giocatori “ INDIPENDENTI che hanno a che fare con lo stesso “bullo” ma da posizioni geopolitiche diverse; hanno sempre contemplato un possibile confronto strategico tra di loro , cosa per altro ammessa dallo stesso autore quando parla del “terzo fronte “ cinese degli anni 60-70 quando addirittura i due paesi erano entrambi “comunisti” e i rapporti di forza economici erano rovesciati.

Quindi mi sembra abbastanza ovvio che una Cina, che ha saputo trarre il suo massimo vantaggio dalla “guerra fredda” prima e dalla globalizzazione americana poi, si stia altrettanto abilmente preparando per questa INEVITABILE WW3 .. cercando però di entrarvi il PIU’ TARDI POSSIBILE!  

Ed infatti la Cina ora sta sostanzialmente lucrando sulle “disgrazie” russe ( e iraniane) da una posizione di effettiva “neutralità” consistente nel commerciare con tutti per trarne il massimo vantaggio ma facendo attenzione a due cose:

1) Non compromettersi geopoliticamente

2) Non permettere che ne la Russia ne l’ Iran crollino in mani U$raeliane.

Quindi le sue mosse sono abbastanza semplici . Non farsi tirare mai la giacchetta da nessuno , impedendo che nessuno vinca in una guerra sempre più lunga in cui la Cina ottiene ottimi affari prendendo tutti alla gola mentre discretamente si prepara per l’ inevitabile PEGGIO.

Una posizione abbastanza facile da tenere perché sostanzialmente “onesta” agli occhi di tutti gli osservatori; ragione per cui l’ affermazione di una

 cooperazione tra Mosca e Pechino (che) sta consentendo alle forze russe di stare al passo con le innovazioni ucraine, mentre la Cina ottiene l’opportunità di testare i propri prodotti in condizioni di combattimento

è sostanzialmente la solita bugia americana tesa a stanare la Cina da questa sua comoda posizione Perché NON c’ è nessuno aiuto militare diretto dalla Cina alla Russia in quanto né la Russia lo richiede, né la Cina sarebbe disposta a darlo realmente perché la politica cinese è solo quella di mantenere più a lungo possibile uno stallo di guerra lucrando al massimo con il commercio richiesto da ENTRAMBE le “parti” .

E qui veniamo alla questione “ Starlink” che è attualmente l’asso nella manica che tiene a galla la NATO-Ucraina e su cui Russia e Cina possono anche collaborare mettendoci la prima la sua grande esperienza nella elettronica di potenza e la seconda la sua immensa base industriale sostenuta da un esercito di STEM inarrivabile per numero e qualità.

Ma strategicamente questo ” Starlink” è un problema “secondario” in quanto è ovvio che il giorno che la Russia dovesse reagire con una guerra DIRETTA alle continue provocazioni NATO “Starlink” non durerebbe 24 ore sopra i cieli russi perché una volta che la Russia avrà deciso di far cadere gli ultimi veli “diplomatici” su questa aggressione che sta ricevendo dalla NATO userà i propri strumenti per spengere quella “rete”: le tecniche di emergenza di GUERRA di cui già dispone , ad esempio : una bomba H nella alta atmosfera sopra gli ostili stati europei confinanti per bruciare tutti i delicati circuiti elettrici di tutte le apparecchiature sottostanti ed in orbita

E qui veniamo ad una questione geostrategica poco trattata nemmeno dai migliori analisti quali Simplicius e che ulteriormente giustifica la “prudenza russa” nello SVO.

Nelle precedenti WW la Russia ha giocato sostanzialmente “ fair” finendo però sempre sostanzialmente “buggerata” dai suoi “ cari partners” il cui scopo recondito era di farla COMUNQUE “fuori”.

Solo la feroce energia di Stalin ha permesso all’ URSS di uscire “vincitore” dalla WW2 ma il prezzo è stato altissimo ed è stato pagato a carissimo prezzo due generazioni dopo , perché l’EFFETTIVA ritirata russa del 1991 è stata molto più disastrosa di quella leninista della “ pace di Brest-Litovski”; questa fu una perdita di terre “non russe”. La vergognosa dissoluzione de l’ URSS al contrario lasciò “fuori dalla Russia ” un quarto del popolo russo cosa che è la principale ragione per cui oggi la Russia sta impantanata in Ucraina.

Quindi riassumendo, quale “fiducia” oggi la Russia potrebbe riporre nei suoi “cari partners” siano essi gli ex “amici americani” o gli ex “compagni cinesi” ?

Chi pensa che Putin abbia veramente creduto allo “ spirito di Anchorage” o che creda davvero a l’ esistenza dei BRICS offende la sua intelligenza.

Putin sa benissimo che TUTTI vogliono “un pezzo di Russia “ e , incastrato con un piede in Ucraina , cerca di non agitarsi troppo per non finirci dentro con una “gamba intera” , perché purtroppo si trova di nuovo a dover risolvere il problema che inghiottì prima Nicola e a cui poi Stalin sfuggì a mala pena avendo di sicuro del problema una maggior comprensione ma molte meno risorse per fronteggiarlo.

Certo, alla fine un Putin sempre più “incastrato” potrà sempre rovesciare il tavolo e portare il mondo con se, ma quella lo capite che non è una “soluzione” , vero?

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Il destino del IV Reich, di WS

Stavolta in un commento qui ( https://italiaeilmondo.com/2026/06/29/il-misterioso-incontro-a-valdai-tra-putin-e-lukashenko-alimenta-le-speculazioni-in-mezzo-alle-ultime-minacce-di-zelensky-_-di-simplicius/#disqus_thread) l’ amico Weininger85 ha esplicitato meglio il pensiero che muove le sue continue osservazioni che mi fa tra il sarcastico e il rabbioso e quindi merita una risposta più articolata che spero Giuseppe voglia pubblicare. Una replica che però non ripeterò più perché il mio punto di vista l’ ho scritto e riscritto; saranno i fatti a decidere su chi aveva ragione.

E nel suo ultimo commento Weininger85 ci fornisce un interessante punto di vista basato però su considerazioni per me “improbabili” , come poi spiegherò in calce, perché prima sintetizzerò il suo punto di vista per come mi appare qui .

Ovviamente libero Weininger85 di correggermi laddove ritenga che io l’ abbia travisato.

Innanzitutto Weininger85 mi sembra indubitabilmente un tedescofilo ( ma non necessariamente “ariano” ) che ha una sola preoccupazione , la sopravvivenza di QUESTA Germania intesa come “elite “ e non come popolo” perché è evidente che di quello che FU il popolo tedesco non gliene frega nulla e ancor meno dei “vecchi cittadini” di una €uropa ormai campo di concentramento di cui l’ attuale Germania è il volenteroso Kapò.

Alla domanda del perché di questa “scelta tedesca” io rispondo che mi sembra evidente che a questa elite tedesca, che di questa €uropa si sente “padrona”, questa €uropa sembra un “succedaneo” di quel “ III Reich” spezzato 80 anni fa dalla “furia “ di un popolo “mongolo” ( i russi); un popolo che quindi essa odia visceralmente.

Questo IV Reich nella sua lotta per l’esistenza sta ora messo male e rischia di finire spezzato come la volta scorsa dai “cattivi russi”; da qui la rabbia “antirussa” di Weininger85 e di tutta l’ elite tedesca , NON volendo vedere invece quali siano stati i “pifferai” che già due altre volte avevano fatto sbattere contro la Russia due consecutivi Reich tedeschi. Tutto questo pure in spregio al disperato comandamento che lasciato da Bismarck ( le cui ossa penso siano state poi macinate da qualche trattore polacco).

E qui avviene la razionalizzazione di Weininger85 di questa dura realtà in un mega Komplotto con i soliti “anglosionisti” e i soliti “russosionisti” (ma con ora il sionista Putin al posto del bolscevico Stalin ), a cui però si dovrebbero ora aggiungere, questa è la novità, i “sinosionisti” e pure i “persiansionisti”!

Tutto questo è oggettivamente difficile da credere, ma supponiamo che sia così. Dove metteresti allora caro Weininger85 i “tedescosionisti” che (s)governando la Germania da 80 anni hanno così convintamente annientato il “proprio” popolo tedesco?

Di questi “nipotini del Fuhrer “ ( dalla Von der Leyen a Merz) cosa ci puoi suggerire? Sono STUPIDI o più semplicemente TRADITORI DEL POPOLO ?

In ogni caso per i tedeschi , e per tutti noi €uropoidi dei quali i tedeschi ora fungono da Kapò , la differenza è minima, e , i proverbi “ chi è causa del suo mal..” “ mal voluto…” ect.. etc.. ci dicono che queste ripetute ca..te tedesche stavolta non lasceranno ai russi altra scelta che risolvere “ la questione tedesca” ( ed €uropea ) una volta per tutte.

Ed adesso veniamo a spiegare per punti perché l’idea di una Russia ( e pure de l’ Iran ! ) come “ punta di lancia” di un Komplotto antitedesco contro questo IV Reich non ha alcun senso di realtà.

1) la “spina” ai tedeschi/ €uropoidi l’ hanno fatta saltare gli americani perché alla balla che fossero stati i russi ci credi ormai solo tu

2) Il conflitto nel golfo servirebbe a staccare il petrolio ai cinesi ( che però adesso avrebbero, volendo , il monopolio “ a sconto” di quello russo, giusto ? ), ma è un dato di fatto che, come dici tu , i fregati dal Grande Fratello americano siano ancora gli stessi fessi del punto di cui sopra



3)Se i bankesters avessero voluto offrire alla Russia post-comunista ” le buone condizioni” che dici avrebbero già fatto con quell’ idiota di Gorby .

Ora io sono sicuro che la stragrande maggioranza dei post-comunisti “becchini” dell’ Urss questo solo volevano e che questi a divenire “ammeregani” ci abbiano provato davvero per tutto il periodo eltsiniano.

Tutta l’ intera elite russa nel 1999 era “occidentalista” a cominciare dalla “mafia di Leningrado” messa su da Sobciak ,”il padrino” di Putin .

Ma nel 1999 i “bankesters ” hanno fatto l’ errore MORTALE di bombardare Belgrado.

Perché quelle bombe in realtà cadevano sulla testa degli “american boys” a Mosca, proprio all’interno di tutte la bande mafiose “occidentaliste” che prosperavano all’ ombra di Eltsin. In quel momento OGNUNO di loro ha dovuto scegliere tra essere un russo “padrone della russia” o essere solo un ricco “servo russo” degli Americani.

 Uno di costoro, un “capomandamento” di Sobciak, ha offerto loro la proposta “giusta” : “ricchi e padroni della Russia” ma non “servi”; tutti i capi della Cupola hanno detto ” si questa è la soluzione”. 

Ora solo il tempo ci dirà se costui non era li per caso e già la sua lunga presenza per ben 27 anni sulla scena ci da un indizio: nessun ” servo dei bankesters” è mai durato tanto.

4) i bankester hanno bisogno di saccheggiare le risorse russe perché sono le sole che non controllano e con questi “soldi freschi” tenere a galla la LORO Agenda ,che va dritta in tasca a soliti €uroKoglioni ormai sempre più affogati dentro la colonizzazione “afroislamica” dell ‘€uropa.

La domanda ora è : questi €uroKoglioni che ormai hanno come unica speranza quella di distruggere la Russia , cioè l’ UNICA potenza che NON aveva alcun motivo di distruggere l €uropa, meriterebbero di essere salvati ?

Io direi che per questa “ salvezza” non ci siano ne “i meriti” ne “le risorse”. Quindi tu puoi credere nel tuo Komplotto che io non condivido , ma l’ esito sarà comunque lo stesso .

Non lo era infatti fino ad un paio di anni fa , ma ora il destino del IV Reich è ormai segnato: la Russia ancora una volta dovrà spezzare la schiena della Germania, ma sarà molto meno clemente delle due volte precedenti.

Il doppio inganno _di WS

In questo articolo Simplicius

cerca di razionalizzare l’ attuale andamento della guerra in Ucraina che la solita macchina propagandistica occidentale ora vorrebbe venderci addirittura non più come uno “stallo” ma addirittura come una “ opportunità” per imporre alla Russia la sconfitta strategica programmata con questa “guerra ”.

In pratica sembrerebbe che il “pendolo “ dell’ “Impero occidentale”, dopo l’ evidente “battuta d’arresto” nel golfo si stia nuovamente concentrando sulla pratica “russa” dopo averla “contenuta” con lo “spirito di Anchorage” e più strettamente avvolta con la “cintura turca” nei “balcani caucasici”.

E detta così la cosa suonerebbe addirittura minacciosa per la Russia con il sempre più forte coro dei “nazionalisti” russi ad invocare di rompere questo “ cerchio” ripristinando “ la deterrenza che non c’ è” ( argomento su cui scrissi diversi mesi fa qualcosa qui ) con atti eclatanti se non addirittura strategicamente sconsiderati.

Ma se la cosa viene considerata più freddamente, come cerca di fare Simplicius, le conclusioni sono diverse; non c’ è nessuna “ crisi russa” sebbene sia sempre più evidente che la Russia sia coinvolta in una guerra da cui non può uscire.

E per capirlo bisogna innanzitutto partire dalle vere cause di queste “ crisi” , o per meglio dire di questa “ guerra mondiale a tranci ( congelabili)”. E la causa è una sola: Il sistema finanziario su cui si basa l’ impero americano sta per essere sommerso da un debito impagabile e gli “gnomi” che lo detengono hanno sempre più bisogno di una “guerra mondiale” per giustificare il LORO “non ti pago” restando non solo “in sella” ma cogliendo anche altre opportunità “ accessorie” che ne deriverebbero. Fermare Cina ad esempio; la definitiva liquidazione dell’ Europa.

E la Russia suo malgrado è stata presa come “il vilain” di questa guerra e ora non ci può fare nulla perché “ per la guerra basta uno ma per la pace bisogna essere in due”; così nella pratica la NATO andrà fino in fondo a questa guerra perché questo vogliono i suoi padroni.

Deve di conseguenza essere chiaro che NON è concedendo LORO la LORO tanto desiderata WW che la Russia risolverà il suo problema; l’ unica strategia possibile sia quella del Judoka : fronteggiare il nemico , contenendolo ed esasperandolo finché esso sarà avventato e scoperto e solo ALLORA dare LORO un “ippon” , ciò un colpo “immobilizzante” che impedisca a questa “ setta di psicopatici” di trascinare tutto il mondo con sé.

In pratica si tratta di fronteggiare il LORO “inganno” con un altro “inganno”, esercitando la pazienza del “contenimento”, facendo finta di subire fino al momento del violento “contraccolpo”.

Per questo, ovviamente, tutte le mosse possibili del nemico devono essere PREVISTE ma non PREVENUTE in modo proattivo. Caso mai esse devono essere “incanalate” secondo il percorso di un NOSTRO inganno che copriremo dicendo che NOI siamo stati ingannati dal LORO inganno.

E’ infatti abbastanza ripetuto nel variegato mondo “antimperialista” il concetto che la Russia / Putin siano state sistematicamente ingannate, dall’ aggressione alla Libia in poi attraverso le varie Min(s)kiate , Siria, Instambul ,Anchorage, etc. e che quindi “la Russia è perduta “ o , versione più raffinatamente semplificante, “ la Russia è complice, perché sta sbagliando volutamente tutto “.

Anzi in certi momenti, come l’attuale, è lo stesso Putin a dichiararsi “ingannato”., e perfino i suoi alleati più stretti come Lukaschenko fanno trapelare a mezza bocca questo concetto /sconcerto tentando un qualche appeasement personale coi “cari partners”.

Tutte cose che chi ha letto o anche solo visto qualcosa sulle “lotte di potere” ( ad esempio la trilogia del Padrino ) non può che sorridere perché vi riconosce il solito “doppio inganno”.

Ma infatti riflettiamoci un attimo : può un ex funzionario del KGB essere così facilmente e ripetutamente “ingannato” ? No di certo! Bisogna quindi valutare altre opzioni .

Ad esempio supponiamo che Putin sia, se non proprio un Gorby ( difficile essere così sciocchi), uno Eltsin molto più raffinato , uno che deve svendere la Russia ma sotto le spoglie di un “restauratore”.

Insomma un agente del NEMICO che deve prevenire e sedare la reazione del proprio paese al suo strangolamento da parte del “ Grande Capitale Apolide”. Questo può certamente essere perché il dichiararsi ( a posteriori) ripetutamente “ingannato” sarebbe appunto il giusto mascheramento per restare in sella .

Ma anche se Putin NON fosse questo “agente” , anzi fosse il suo esatto contrario , anche far credere di esserlo sarebbe la sua giusta opera di mascheramento , o no ?

. Il “doppio inganno” è l ABC di ogni “uomo dei servizi”!

Ma come se ne esce allora ? Semplicemente col solito “ precetto evangelico” “E’ dai frutti che si conoscono gli alberi “ nonché dal ben noto “Rasoio di Occam ( “entia nun sunt multiplicanda praeter necessitatem “) perché l’ inganno è una azione “binaria” ( o ci credi o non ci credi ) e chiunque che per ottenere qualcosa ammucchi una montagna di concetti contraddittori, alla fine si perderà nel suo stesso caos .

Il “ doppio inganno” è il massimo livello di falsificazione utilmente gestibile.

Ad esempio il “Grande Kapitale Apolide” già deteneva la Russia ai tempi di Eltsin quando già la Russia stava andando a pezzi; perché mai quindi ricorrere ad un finto “restauratore” , figura che doveva per forza essere convincente “restaurando” la Russia in qualche modo , laddove una bella “guerra civile” sarebbe stata molto più semplice e vantaggiosa allo scopo di dissolverla definitivamente ?

E’ molto più realistico attribuire a Putin invece “la figura” di un “restauratore” che si atteggiasse ad ingenuo /sprovveduto/ servizievole per farsi sottovalutare mentre si impadroniva del potere effettivo.

Dando per assodato quindi che Putin è quello che dice di voler essere , opinione che mi terrò finché i suoi “frutti” politici dimostreranno che era di tutt’altro “albero”, bisogna concludere che la scontata evoluzione di questa guerra nelle varie fasi A,B, C di cui ho parlato fino da l’ inizio, esattamente come l’ ho vista io, non poteva NON vederla anche lui e che quindi anche lui sia arrivato alla conclusione che una guerra NATO-Russia sia procrastinabile ma NON evitabile; che quindi anche la fase C, in cui ora stiamo entrando, fosse ampiamente prevedibile con l’ inevitabile fine dello “spirito di Anchorage” e il conseguente coro dei “patrioti russi” e perfino del suo stesso entourage sul fatto che Putin “è stato ingannato un’ altra volta”.

E qui sta il “doppio inganno”; se la strategia NATO era di ingannare la Russia coinvolgendola in una guerra diretta NATO-Russia convenzionale , anche la “riluttanza” russa ad anticipare questa escalation “ convenzionale” della NATO potrebbe essere il “controinganno” a cui partecipano involontariamente quei “patrioti” russi che si lagnano della “debolezza di Putin” invocando fantasmagorici ed inutili “ fuochi nucleari” per ripristinare la “deterrenza che non c’ è “.

Perché per ora di “fuochi di artificio “ la Russia non ne ha bisogno; ma a “tempo debito” i “fuochi” NON Nucleari russi verranno, e gli oreskhin voleranno senza alcun preavviso su “obbiettivi sensibili “ in €uropa (magari a cominciare da laddove qualche idiota starà ammassando “materiale nucleare in posizione avanzata “) e con la Russia che in quel momento terrà ANCHE lei stessa il dito sul pulsante Nucleare.

Perché quelli saranno “ cinque minuti fatali ” a cui la Russia si sta preparando da tempo, ma al quale l’ “occidente” evidentemente no.

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Chi comanda in Iran _ di WS

Questo  articolo

come ho già riportato in un commento   “fast and   short”      contiene una gran quantità  di spunti   di riflessione  come  in genere  sono  gli  articoli   riportati  da  Ron Unz   nel suo  sito ( una vera miniera)

Innanzitutto  va  rimarcato  il fatto  che Unz  sia un ebreo americano   divergente   dal resto   della “tribù”;  qualificabile, quindi, nel  gruppo  sempre più ristretto  di ebrei ostili al “sionismo”  perché  non  accettano  che la dicotomia     che  pervade(va)   ogni   ebreo     (  essere  ebreo  di sangue  e cittadino  di una  nazione non-ebrea  )   venga  risolto  nel   modo  sionista:   porre  l’ appartenenza    “ di sangue” nella posizione di  valore assoluto   che  comporti   un  obbligo  di lealtà  a Israele  e   di slealtà   verso la nazione   di  appartenenza.

 In sostanza Unz ,  si  sente   un  americano   che ,  pur   appartenente  per sangue (  e censo )  alla “classe  dominante” , è indignato  dal fatto che  questa  classe dominante che  si  considera  straniera  ed ostile,  in quanto  religiosamente endogama, suprematista, sociopatica, vendicativa e paranoica, abbia  preso il controllo degli Stati Uniti.

Ma, come  la cittadinanza  romana     di San Paolo ,   il suo  essere   ebreo    gli   fornisce un  “habeas  corpus”    che  gli  permette  di scrivere   cose e pensieri   che  ad un   “goy”   non potrebbero essere permesse.

  Esso quindi  viene ignorato   ma non colpito; da  questo  suo  essere  intoccabilmente   sospeso  tra  due mondi   può permettersi punti  di vista veramente   stimolanti ,  come per altro   altri  analisti    ebrei   “antisionisti”   quali  Orlov , Shamir, Meyssan…

Qui  la spinta  alla  riflessione  di Unz   era  focalizzata   sulla  “religione olocaustica”   che  si sta imponendo in “occidente”   nel  vuoto   lasciato dalle  defunte  religioni  cristiane.

L’ argomento  è ovviamente interessante    ma     a  noi  qui  non dovrebbe interessare   se  non per il fatto  che  “la religione“, più  che “oppio   dei popoli”  sia  da sempre  un “instrumentum regni”   della  ( immortale)   “ classe  dirigente “   magistralmente  descritta  da Gaetano Mosca  un secolo fa .

Qui  commenterò solo    che  Unz ,  come “caso  di specie”   abbia  introdotto   a dimostrazione  della  sua  importanza,   quanto   la  questione “olocaustica”    sia  stata  un  elemento  chiave   della  vicenda politica  di   Amadinejad   e sulle  sue (s)fortune politiche  nella  lotta   interna  alla   attuale ”classe dirigente”  iraniana.

Unz infatti  ci spiega  come Amadinejad. sia una persona  di alto livello morale ed intellettuale  che ha avuto nella  Rivoluzione Komeynista   ,  come   altri esponenti    della  classe popolare iraniana,   quali Suleimani,   la possibilità di  emergere  per le proprie  “virtù”    ( nel senso machiavellico)      e  divenire  “ classe  dirigente “  nel  solito modo  descritto  sia     da Machiavelli   che  da Mosca; in questo caso  è stata la  guerra di sopravvivenza   che   l’ Iran Komeinista    ha  subito  dovuto combattere per la propria  sopravvivenza .

Ma   questa  NUOVA  “ classe  dirigente”   di origine popolare ha dovuto   subito  scendere  a patti    con quella  VECCHIA,    cioè   l’ eterno  “  stato profondo”  dell’ Iran  : il clero   sciita   prevalentemente   azero.

La ragione  per  cui  questo   “ stato  profondo”  sia  sciita  ed  azero  è presto  detto.

Come i turchi ottomani  avevano invaso  l’ impero  bizantino     “turchizzandolo”,  altre  tribù turche   si impadronirono    dell’impero persiano   ma ne  vennero invece  “persianizzate”.

E poiché i  cugini ottomani    si  erano eletti a campioni   del  sunnitismo ,  i  “  turchi persiani”      scelsero  come  religione   del loro stato  la sciitismo;     conservando una propria lingua   bastardizzata,  chiamarono   se  stessi  “azeri” ,  ragion per  cui  l’Iran  ha da sempre uno  “stato profondo “    etnicamente  azero     che  comanda  su uno stato  di cultura  essenzialmente persiana  e  il cui collante politico è la religione  sciita.

Per  capire meglio la cosa  immaginiamoci  che  l’Italia  post romana  fosse riuscita a rimanere uno  stato   “romano” unitario seppur   germanizzato   dai  conquistatori Longobardi   e con il  resto   del mondo post-romano  europeo  sottoposto  ad una altra  tribù  germanica ( diciamo i Franchi).

  Allora l’ unica  cosa che avrebbero potuto  fare i longobardi  sarebbe  stato  di romanizzarsi,  cattolicizzandosi    sotto   il vescovo  di  Roma;   avremmo  avuto così una “romania”  cattolica  con  una unica lingua neo latina    e con una regione    dominante  laddove  i longobardi si erano istallati   in maggior numero e  chiamata quindi  lo(ngo)mbardia , dove si  parlasse un   bastardo  romano-germanico ( chiamiamolo  “lumbard”  )    ma scritto in latino   e un clero  cattolico  romano  formato     nelle  sue più alte    gerarchie   proprio   da  “lumbard” .

E  qui potete  vedere  che   non ci siamo andati  tanto lontani  dato  che   fino a non molto  tempo  fa  in  italia    c’ erano    pressoché     sempre  signori  “ lumbard”  ,  ministri  “lumbard”      e grandi imprenditori/banchieri/commercianti  “lumbard”.

Solo  che non è andata così!  Quell’ Italia   non  sarebbe mai  esistita  in quanto    … i Franchi si erano  cattolicizzati  prima   dei  longobardi !

Ma torniamo a noi dopo  questa  divertente  digressione.

 In Iran  lo  stato  è rimasto  sempre unitario  e  il  suo  stato profondo   sostanzialmente  clericale  ed  azero.  Quando in iran  su  influenza    sovietica   è   sorta  una spinta  alla    laicità  e  alla  socializzazione  dello  stato   quello   stato  profondo    formato  da “  ricchi preti  azzeri”  non poteva  che reagire  e  si alleò  agli  angloamericani  per rovesciare  Mossadeq.

 Il   nuovo regime      che  verteva    sullo  Scià   era occidentalista  ed altrettanto laicista  ma offriva   grossi affari  alla borghesia   azera.

Ovviamente  il basso  clero sciita mordeva il freno  ma non  quello alto che    continuava  ad arricchirsi.

  La laicizzazione e l’ occidentalizzazione al contrario irritavano  gran gran parte  della popolazione , soprattutto  negli  strati popolari.  Ma questo, da solo, non avrebbe mai  portato a rovesciare  il  regime    se  lo Scià , in base  alle  solite  “leggi ferree  della geopolitica”   non    fosse     entrato nelle preoccupazioni  di U$rael”

E  così   fu fatto      tornare  in Iran  un   ayatollah   ribelle   ferocemente  ostile  al regime  e  all’ occidentalizzazione   e  poi accroccata  la solita “ rivoluzione”   che avrebbe  dovuto indebolire il paese   per  saccheggiarlo meglio.

Come  già in Russia  nel 1917, anche in Iran  nel 1979  la  “rivoluzione   fece “ backfire”; Khomeini  appoggiandosi  alle forze popolari ,  fece un patto  con il “clero azero”  costituendo un  regime  teologico    antioccidentale    che lasciasse però all’alto clero  tutto il potere politico   e alle loro famiglie  il  controllo economico  . 

Ma  come in Russia nel 1918    questo non fu accettato   dai  “mandanti”  della  rivoluzione  e come in Russia nel  1919  una guerra  fu scatenata  tramite     Iraq    e con i soldi   dei petro-emiri   per rovesciare il regime khomeinista

Regime che per salvarsi  dovette  ricorrere  alla mobilitazione popolare  e che lasciò  alla  fine  un  equilibrio  di potere    nella  “classe  dirigente”   tra     il clero  azero   padrone della politica  e  dell’ economia   e   le “forze popolari”  tenutarie   del potere militare (IRGC).

 Equilibrio mediato  e garantito  dalla   guida  suprema   che, sempre per equilibrio  di potere,   deve  essere un ayatollah    di  etnia persiana  (  come khomeini  e khamenei).

Le due  fazioni   si sono però combattute  senza  esclusioni  di colpi. Il monopolio “  azero” de l’ economia     è stato vieppiù insidiato   da  imprese  di stato  a  gestione  IRGC  

Anche il monopolio  azero  del governo     era stato interrotto da  Amadinejad  e per queso poi    era  stato  messo  da parte  perché  considerato  divisivo  e dannoso   con  la sua  questione “olocaustica” , per  altro  anche mal gestita  al livello mediatico (  e come altrimenti era possibile ? ) 

Non  solo  il “clero azero”  aveva imposto  la rimozione   di Amadinejad    ma pure messo su quel  pasticciaccio    del JPCOA         di modo  che  ora era terrorizzato   dalla  possibile  condidatura  a presidente   del popolarissimo  Suleimani. Ci hanno pensato “fortunatamente”   gli americani i quali lo hanno  alla  fine  ammazzato  a tradimento .

Per  contenere    la rabbia   delle forze popolari    Khameney  ha  trovato un nuovo punto di  equilibrio  con l’ elezione a presidente  di Ruhani , anche lui “prete azero”  ma vicino  all’ IRGC.

Ma  ancora  “fortunatamente”  un  incidente   ha poi  liquidato  Ruhani   e  la sua  squadra    spianando il ritorno  al potere   dei  peggiori “occidentalisti”,       quel  duo tutto  “budino&mozzarella”  che da anni  “  tratta”  un  accordo  con  chi poi  bombarda  a tradimento  l’ Iran   decimando  la sua classe  dirigente   dei suoi elementi più combattivi   ma lasciando quei   due  sempre “miracolosamente”  illesi  e pronti per un nuovo “round”  di trattative  sempre più ridicole .

Le domande  qui  devono  quindi essere  :   Chi  realmente  ora comanda  in Iran?  Chi  realmente   “ gestisce”  “budino&mozzarella” ?  Chi   sta  giocando  CHI ?

Anche U$rael   non ci deve  capire  poi molto   visto  che continua    disperatamente  ad  aggrapparsi  agli  squalificati  “budino&mozzarella”  e  rimane ossessionata  da Amadinejad  e   cerca di eliminarlo in tutti i modi ,  pur  essendo lui ormai   palesemente  fuori  gioco  da tanto tempo .

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Il Chamberlain del Kremlino _ di WS

Giuseppe Masala  è   un  analista “dilettante”  un po’  come tutti noi   perché  anche lui può basarsi  solo   su  fonti “open”  (   parola  che  sappiamo   quanto  volga  sempre meno  )  ma  per  completezza   , correttezza , acume,  passione    e  onestà intellettuale è  sicuramente  uno    dei più brillanti    nel Web  italiano sia in  geopolitica  che  in economia  e il  suo  canale Telegram è sempre aggiornato e stimolante     se non  addirittura bastevole  da solo  per una informazione  completa  sugli  eventi in corso.

Masala  scrive   anche  spesso in modo  esteso  il suo pensiero  su  l’ Antidiplomatico   dove     ieri  sera è apparso  un articolo,  brillante  come al  solito,   che analizza  in modo preoccupato  l attuale  stato  della  guerra  in Ucraina  e i suoi  pericolosi   sviluppi

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https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-voci_di_guerra_da_san_pietroburgo_sulle_agghiaccianti_dichiarazioni_dellex_agente_segreto_andrey_bezrukov/29296_67313/

Voci di guerra da San Pietroburgo. Sulle (agghiaccianti) dichiarazioni dell’ex agente segreto Andrey Bezrukov

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di Giuseppe Masala per l’AntiDiplomatico

Ieri ha avuto inizio il Forum Economico di San Pietroburgo, il più importante simposio economico del paese, nato con l’ambizione di ridare slancio all’economia russa dopo il crollo del sistema sovietico e impostosi, negli anni, come uno dei più attrattivi forum economici a livello mondiale perché porta d’ingresso all’enorme spazio economico euroasiatico. Da notare che proprio in questa edizione si è avuto il ritorno di una delegazione statunitense, dopo gli anni del boicottaggio causato dal conflitto tra Mosca e Kiev. Al contrario, latitano ancora i paesi europei che insistono nella loro ostilità ostentata nei confronti di Mosca.

Proprio nel giorno dell’inaugurazione di questa importante manifestazione, San Pietroburgo è stata colpita da un potente attacco di droni ucraini. Molto probabilmente negli intendimenti di Kiev vi era quello di rovinare quella che –  soprattutto in occidente – viene intesa come una manifestazione che ha lo scopo di glorificare Putin e il putinismo economico. Il risultato dell’attacco è stata l’esplosione di alcuni depositi petroliferi e la distruzione di una corvetta del Flotta del Baltico della Marina Militare Russa. Una mossa, quella di Kiev, certamente propagandistica, ma che segnala anche una capacità di colpire a lunghissima distanza dal proprio territorio: chiaramente un attacco del genere non può non aver sorvolato lo spazio aereo della NATO, sempre che – addirittura – il lungo di partenza dei droni non fosse direttamente situato in territorio NATO. Ciò sempre di più chiarisce, anche a chi si è recato a San Pietroburgo per partecipare al Forum Economico, che la Russia è in realtà in guerra con buona parte dei paesi europei.

Ma al di là di questo fatto di guerra – comunque di grande portata simbolica – ad aver destato scalpore nel corso del primo giorno è stato un dibattito al quale ha partecipato l’ex agente dei servizi esteri russi,  l’analista geopolitico ed esperto di sicurezza Andrey Bezrukov che attualmente svolge il ruolo di consigliere del CEO di Rosneft Igor Sechin. Sottolineo che il parere di Bezrukov è da ritenersi di primaria importanza perchè espresso da una persona facente parte della cerchia ristrettissima dei “siloviki” che fungono da guardia pretoriana dello stesso Putin nonché ne sono fonte reale di potere nella macchina dello stato e, conseguentemente, la sua opinione è da ritenersi di più che il parere di un analista.  I punti fondamentali espressi da Bezrukov sono i seguenti:

  • La Russia rimarrà in uno stato di guerra forse per i prossimi 20 o 30 anni;
  • La guerra nella quale la Russia è/sarà impegnata è di nuovo tipo e non è focalizzata sulla conquista di nuovi territori. Si tratta di una guerra di attrito con l’Occidente e incentrata sul danneggiamento dei sistemi critici dell’avversario; gasdotti, depositi di petrolio, centrali elettriche, reti di telecomunicazioni. La finalità di questo tipo di guerra è quella di logorare l’avversario fino a farlo crollare di schianto.
  • La strategia occidentale è quella di far bollire a fuoco lento “la rana russa” così da evitare uno scontro nucleare;
  • Infine Bezrukov – riecheggiando quanto già sostenuto da eminenti studiosi quali Panina, Karaganov e Pilko – sostiene che l’approccio russo al conflitto è troppo morbido e sostanzialmente fa il gioco dello stesso occidente e della sua strategia della rana bollita: «Siamo lenti. Gli permettiamo troppo. Non ci temono… perché tante, tante linee rosse di cui abbiamo parlato sono rimaste solo sulla carta» ha concluso.

Come si può vedere, si tratta di dichiarazioni che lasciano intendere una assoluta sfiducia – da parte della cerchia dei siloviki – nella possibilità di avviare trattative che abbiano una reale possibilità di riportare la pace in Ucraina.

Ed effettivamente non si può non valutare correttamente quanto delineato da  Bezrukov anche sulla scorta della reale condizione degli avversari della Russia; 

[A] Gli USA sono invischiati in una sempre più pericolosa crisi del Debito Estero (Posizione Finanziaria Netta o NIIP che dir si voglia) e oltretutto sono insidiati sul piano tecnologico, industriale e militare dalla potenza emergente cinese;

[B] Anche Francia e UK hanno enormi problemi di debito estero che in prospettiva potrebbero tradursi in gravi crisi finanziarie sia sul piano dei conti dello stato che sul piano della stabilità del sistema finanziario nazionale;

[C] L’Unione Europea vive enormi problemi legati alla competitività sia a causa dell’inaridimento delle fonti di approvvigionamento di energia a basso costo (leggi, gas russo) sia a causa di una scarsissima capacità di innovazione dell’area economica europea.

Elementi questi che, presi complessivamente, rischiano di far perdere il proprio status all’Occidente Collettivo e che – di conseguenza – lo obbligano ad usare tutte le strategie possibili per riuscire prima a scardinare l’asse Pechino-Mosca e poi ad abbattere singolarmente sia l’orso russo che il dragone cinese.

A dimostrazione che quanto sostenuto da  Bezrukov è da ritenersi corretto basta peraltro guardare alla “Grand Strategy” occidentale nei confronti della Russia che in questo momento ha tre grandi pilastri:

1) Destabilizzazione del Caucaso da attuarsi portando nella sfera occidentale, sia europea che NATO, l’Armenia e l’Azerbaijan. In questa ottica va vista sia la firma del memorandum di partenariato strategico globale USA-Armenia che il vertice  UE-Armenia del 4 e 5 Maggio 2026. Questa mossa va intesa in relazione alla volontà occidentale di rompere quel sottile diaframma che separa sul piano territoriale e geografico il conflitto Russo-Ucraino da quello in Medio Oriente. Inutile far notare che la realizzazione di questo progetto creerebbe quell’enorme arco di crisi teorizzato già qualche decennio fa da Zbigniew Brzezinski  e necessario per far crollare la Russia.  Arco di crisi che andrebbe dal Donbass al Mar Caspio passando per il Mar Nero, il Caucaso e l’Iran.

2) Penetrazione occidentale in Asia Centrale. Questo ulteriore passo è necessario ad allargare l’arco di crisi già esistente o, al minimo, aumentare l’area nella quale la Russia è accerchiata da stati e nazioni diventate ostili: area che va dall’estremo nord della Scandinavia, percorre tutta la frontiera russo finlandese, continua poi per tutto il  fianco est della Nato e infine sbocca in tutto il Caucaso del Sud fino ad arrivare al Caspio e all’Asia Centrale. Specificamente in questa ottica va visto anche il costante corteggiamento occidentale al Kazakistan che lentamente sta sfociando in una sempre più profonda partnership di Astana con la Nato.

3) Militarizzazione Groenlandia. La volontà americana di aumentare la propria sfera di influenza alla disabitata Groenlandia (territorio d’oltremare della Corona Danese) è tutt’altro che la bizzarria di una nave di folli come molti vorrebbero far credere per attaccare Trump e la sua amministrazione. La Groenlandia consente di minacciare con bombardieri e missili intermedi da nord tutta la regione russa della Siberia allargando anche qui quell’area di minaccia e di accerchiamento contro la Russia. Fatto questo che obbligherebbe la Russia a dislocare ulteriori risorse militari in Siberia, ossia un’area di mondo fino ad ora pacifica. Che l’obbiettivo di Washington sia questo è stato ben capito a Mosca, come hanno fatto intendere alcune dichiarazioni di Lavrov  a riguardo della questione groenlandese.

Solo degli ingenui non possono non vedere come effettivamente il grande obbiettivo occidentale sia proprio quello di far bollire la rana russa nella pentola di un enorme arco di crisi che ne circonderà buona parte dei suoi confini, L’unico limite di questa strategia è quello della sua lentezza, dovuta al fatto che i russi non devono essere posti nelle condizioni di attaccare direttamente i paesi occidentali magari anche con un attacco nucleare dimostrativo come sempre più persone influenti chiedono a Putin. Uno Zar Putin che appare sempre più solo e isolato e che ricorda sempre più Neaville Chamberlain  con la sua strategia di appeasement. Una strategia – come dimostrano le parole di  Andrey Bezrukov a San Pietroburgo – ormai non condivisa neanche tra i siloviki, i pretoriani del Cremlino.Giuseppe Masala

Giuseppe Masala

Giuseppe  Masala, nasce in Sardegna nel 25 Avanti Google, si laurea in economia e  si specializza in “finanza etica”. Coltiva due passioni, il linguaggio  Python e la  Letteratura.  Ha pubblicato il romanzo (che nelle sue ambizioni dovrebbe  essere il primo di una trilogia), “Una semplice formalità” vincitore  della terza edizione del premio letterario “Città di Dolianova” e  pubblicato anche in Francia con il titolo “Une simple formalité” e un  racconto “Therachia, breve storia di una parola infame” pubblicato in  una raccolta da Historica Edizioni. Si dichiara cybermarxista ma come  Leonardo Sciascia crede che “Non c’è fuga, da Dio; non è possibile.  L’esodo da Dio è una marcia verso Dio”.

 Articolo  sul quale concordo  anche perché    questa  prossima “fase”  della  guerra  l’ avevo prevista  direi  da   subito  ( i famosi  “piani A”  “B”    “C”   verso cui la guerra   sarebbe pressoché inevitabilmente  evoluta).

Consiglio  quindi  di leggere l’ articolo    da cui  ho preso  il paragone usato a   titolo di questo mio  commento  e che    anche io  ho spesso  evocato  con   quel “ tempo a prestito”  di cui  noi tutti  siamo    appunto  debitori  a  quello  che  già  da tempo ho  chiamato il  “Kathecon  del Kremlino”.

Bisognerebbe  ora precisare  meglio   l’ analogie e le differenze tra i due  “attori” e i problemi  geopolitici  che  cerca(va)no  di risolvere .

 E ora  da  qui in avanti  nel mio  discorso   sia  ben chiaro  che    userò   le iniziali  degli “attori in commedia”   solo ad indicare  il  nome dei rispettivi “frontmen” allora  ed ora operanti,   in quanto  tutta la geopolitica che vediamo  e commentiamo    consiste  sostanzialmente in un urto  di SISTEMI,  di “navi” di  cui ovviamente  il “capitano”  è   solo  la persona   a  cui   in quel momento   è attribuito nominalmente  “il comando”  anche  se spesso   sostanzialmente  questo non è.

 Ciò   premesso  cominciamo  dalle prime, le analogie

Si ,  entrambi  ( P  e C )  sono mossi  dalle stesse preoccupazioni :  evitare  una disastrosa  guerra in  Europa   da  cui  TUTTI gli europei allora  erano già  appena usciti  distrutti   e peggio sarebbe stato   ancora.

  Entrambi    disperatamente  cercando   la soluzione  nella diplomazia  e non nella  guerra, esito   da evitare come la peste;   ricerca  poi irrisa  come “apppeasement”  tanto  che a  C rimase impressa  pure l’ etichetta  di “debole” ,     due   cose  che presto  anche P  dovrà  decidere  se  farsi  appiccare anche  a se  stesso  o meno.

 Va  anche  detto   che  in tutto  questo C sapeva   (  e certamente anche P lo sa )      quali  “ forze”  (  spoiler : la Grande Finanza)  spingevano  per la guerra in  Europa e  quale problema geopolitico  ne era alla base:  un impero  era morente   e  un  nuovo ordine mondiale    veniva  a sostituirlo.

Ma   qui le analogie finiscono: P infatti  non è alla guida  di un “impero morente”  come lo era allora C . “L’ impero russo”    è defunto  da tempo  e non ritornerà più perché  , a differenza  dei tedeschi, i russi  sanno apprendere le lezioni  della SStoria.

 Semplicemente P,  da “patriota”    come si  considera, vuole  solo che  questo “nuovo ordine”  sia “buono per la Russia “.

 Ed in questo     C e P sono ancora  simili  perché C   era perfettamente  conscio che un  nuovo ordine mondiale    stava venendo  e  anche lui  da “patriota”     voleva  solo   che  fosse “ buono per l’ Inghilterra”.

Insomma   se C e P  fossero  stati  i due interlocutori   nei loro  rispettivi ruoli   ( impero morente   vs  un  sistema nazionale     che  Rivuole il suo  ruolo nella  Storia )  si sarebbero certamente  trovati  d’accordo e nel bene  di tutti ,  quantomeno  in Europa .

E   qui  invito   calorosamente gli ingenui,  sia  quelli   finti  che   quelli  veri,    che credono  che  l’ impero inglese abbia  avuto  miglior  sorte   “vincendo” la WW2    ( come  volle  il  ringhioso  botolo anglo americano   che  sostituì  C a  Downing  Street )  invece  che   ad  accordarsi  geopoliticamente  con la Germania ,     a valutare  la cosa molto  bene prima di   “acquistare”  dai “soliti”  un’ altra WW.

Caso mai   l’ unica  discussione    utile  sull’ argomento  sarebbe  sulla considerazione che questo  “appeasement”   tra  C   e H   fosse  realmente possibile   ( spoiler : NO).

No,  perché   “per   far la pace  bisogna  sempre  essere in due  e per la guerra  basta uno solo “  e  C  e H   non erano  sulla stessa lunghezza d’onda;  H   era  assolutamente impreparato  al problema   e  la geopolitica  non è per “dilettanti”  anche per  quelli “ bravi “.

 E  H  oltre  che un dilettante   era  stato “caratterialmente”  scelto  proprio  per  accendere  un nuova ”guerra in Europa.

Altra  interessante  differenza:  allora   H  era l’ indubitabile   frontman  del “ sistema  Germania”, ma  C,    che interpretava   il “frontman”  del “sistema inglese “, ne  rappresentava  solo una corrente .

ALTRE  forze    nel “ sistema inglese”  volevano  un  ALTRA politica    che poi  si impose sino alle  sue estreme  conseguenze  quando lui  fu finalmente  “rimosso”; e non è da escludere  che anche P , benché    apparentemente   sia oggi ben saldo  alla  guida  del “ sistema russo” , non  venga poi anch’esso   rovesciato    come C nel prosieguo  degli eventi.

P,  infatti , che  oggi è   costretto a giocare nel ruolo  che fu allora di H , è invece  anche molto ben preparato;  sfortunatamente   per  tutti noi    nel  ruolo  che  fu  allora  di C  oggi c’ è  T.

Ma T   è comunque  il miglior  interlocutore     che P possa aspettarsi   e per  questo   P ci si è  aggrappato  ( il  famoso “spirito di Anchorage” …) .

Ma è tutto inutile  , le forze  che guidano  “l’ impero morente”  di T  sono ben più  forti  e maggioritarie  di quelle   che  comunque poi liquidarono  “ l’appeasement”  di C  (  e C  stesso) . 

Consideriamo poi  che   in  entrambe le due partite  (  quella  che portò  C alla WW2  e che spinge P   alla  WW3 )  c’ è  anche un      terzo incomodo : la    “potenza  extraeuropea che cresce al di là  del mare”      e  che è  destinata   a essere  sicuramente  il perno  del” nuovo ordine”,  ruolo  che  allora     era   degli  USA guidati  da    R e oggi/domani   è  della Cina  guidata  da X.

E  qui  altra  differenza evidente   è che mentre  R manipolava la propria politica estera   e il proprio paese   proprio per  portarlo in  guerra  onde  alla  fine sbaragliare  tutti  gli altri “giocatori”  e  fondare  appunto il SUO “nuovo ordine mondiale” , X  non sembra  agitarsi  affatto.

 Chissà,   forse   X ha altri scopi o  più semplicemente molta più pazienza   di   D…

Nella  sostanza però  allora   D entrò in gioco  solo  a cose precipitate  (  come probabilmente farà anche  X domani).   E  se  le  cose   allora andarono male  fu  perché  C       trovò  in H un interlocutore  “poco preparato”;  purtroppo    oggi  volgono al peggio    perché   il  pur meglio preparato  P ,  che oggi è   nel ruolo  di H , ha trovato  un  incompetente burattino in  T  nel ruolo   che  allora  fu di  C.

Quale è la morale ?  Forse  che ci   sono  “ sceneggiatori”   che mettono  sempre in piedi lo stesso” spettacolo”   e  che   se anche      gli “attori”  sono  nuovi  o scambiati i  “ruoli “ sono  sempre gli stessi ?

Ma  allora   ,  se  il “finale”   appare  comunque  ineluttabile,   che dire  a  qualcuno  che si chiedesse : “che fare ?” 

Che è sempre  quantomeno  meglio  sostenere    gli “ attori”     ben “preparati”    e  coloro   che  con il loro “appeasement”   offrono   a TUTTI  del “  tempo a prestito”   prima   del inevitabile  “finale”; i “bankesters “,  con il loro immenso potere  di  “ fabbricare moneta “,  le  LORO  WW    prima o poi    “l’ accendono”  comunque.

Il Plaza che non ci sarà_ di WS

Il seguente  articolo

Italiaeilmondo.com/2026/06/03/lultima-volta-che-abbiamo-risolto-il-deficit-commerciale-gli-insegnamenti-dellaccordo-del-plaza-_-di-michael-starr/

 mi sembra un montagna partorita  per nascondere   un topolino.  Il  semplice fatto   che   PRIMA  del “plaza” , quando ogni paese era sovrano e aveva la PROPRIA moneta, se un paese importava “beni&servizi” più di quanto esportasse deprezzava la PROPRIA moneta e questo portava COMUNQUE ad un riequilibrio della bilancia dei pagamenti , o comprimendo le PROPRIE importazioni o estendendo le PROPRIE esportazioni.

 Quindi, in un “libero mercato”, quello ipotetico di Smith, se un paese non era in grado di produrre prodotti vendibili deperiva ( esempio famoso : lo Zimbawe), se invece aveva le risorse umane per produrre qualcosa di vendibile ( esempio: Italia ), poteva addirittura svilupparsi privilegiando il reddito  da lavoro  su  quello  da  capitale. 

 Ma negli anni ’80 l’elite americana, basandosi sulla propria posizione dominante sia come super potenza che in qualità di fornitore di moneta OBBLIGATA ( il famoso petrodollaro), ha trovato una soluzione migliore per ovviare al declino del proprio paese  senza   comprimere il  reddito da capitale ,  con un semplice “carry trade” che allora  fu imposto al Giappone con gli accordi del Plaza e cioè:

 ” Noi compriamo le VOSTRE merci ma VOI ci date i VOSTRI soldi per pagarle” ,o nei termini   di  quel “Plaza1” : VOI ( capitalisti giapponesi ) investite qui, di modo che NOI poi produrremo qui la VOSTRA merce”.

Ovviamente   questo  non  era  “libero mercato”  ma un  atto di forza  tra  stati  per    “salvare insieme il lavoro  ed il capitale americano”.

È appunto questo “ Plaza” il grande sogno di Trump  che   vuole  realizzare  con la Cina:  un “Plaza”   per un  sogno  che non si avvererà mai.   Non si può  salvare insieme  il lavoro e la rendita  da capitale . 

Ma prima di discutere sull’ argomento  di questo  articolo,  sul  perché, quindi, a partire dal 1991 questo “Plaza1 ” sia sostanzialmente svanito, domandiamoci perché il Giappone prima e gli €uropei dopo abbiano accettato una tale imposizione. La risposta è semplice: perché questi “fornitori” erano sostanzialmente ” neocolonie” imperiali , sostanziamente “oKKupate” e con élites “opportunamente selezionate”. 

E queste  “élites” potevano quindi sostanzialmente scegliere   tra  continuare ad arricchirsi  alle condizioni americane  o “passare dei guai” ,  quali appunto perdere un grosso mercato ( o peggio).

Il Giappone, con l’ elite meno stupida tra tutte le neocolonie USA,  accettò questo “carry trade” rilasciando negli investimenti ( obbligati) in USA  le tecnologie più “mature” ma mantenendo “in patria” tutto lo sviluppo del Know-out , in pratica così “ibernandosi” ma non “deprimendosi”.

Gli €uropei, invece , a cominciare dalla Grande Idiota Germania, non hanno avuto questa attenzione. 

 Ma questo  “ Plaza 1 “ lasciava agli USA un grande problema: salvava l’ industria americana, ma “il padronato” diventava ” straniero ”  e nel caso del Giappone rimaneva ancora un concorrente .

Non è un caso  infatti     che in quegli  anni   Hollywood, la principale macchina propagandistica  del padronato americano,  producesse  film  con   sempre   un “padrone  giapponese ” nel ruolo   del “vilain “.

  “Crollato il muro “,a partire quindi dagli anni ‘ 90 l’ elite americana ha sviluppato una nuova strategia che chiameremo Plaza2; che il disavanzo “monetario” doveva restare nel  LORO paese non sotto la forma di “ investimento diretto” ma in quella  di  partecipazione finanziaria (minoritaria) dentro immensi ed opachi “fondi” i quali poi reinvestivano “all’ estero” acquisendo, LORO  gli “americani” , le attività economiche   degli altri .

Gli Stati che hanno  accettato, come l’Italia, volenti o nolenti questa logica, hanno smesso così di prosperare  perché i “fondi” americani puntano al massimo sfruttamento “in loco” fino ad estrazione completa del Know-out  e alla  successiva chiusura delle attività  da aprire dove la redditività è massima ( non certo in U$A ) .

  Pensateci bene a questa  “  trovata”! Non è bellissimo dal  LORO punto di vista?  Certo,   il popolo  americano  non ci guadagna niente,   se non posti di  “killers   del Grande Kapitale“;   ma  così tutto quanto viene prodotto nel mondo  fluisce nella disponibiltà delle élites ” americane” e tutto il mondo diventa “americano” ,  cioè LORO.

 E  così “fine della storia” verso un  nuovo  sistema  feudale    con  in cima LORO,   “  the masters of universe” e giù   fino  a miliardi   di schiavi   controllati   da  una  catena di  volenterosi valvassini  e valvassori, le  elites  coloniali,    esse stesse  sottoposte  al controllo   dei    “missi  dominici”  ,   i vari “contractors”   arruolati   tra le  declinanti     classi  medie” dell’ impero.

 Certo ci sono alcune élites  asiatiche  che, al contrario di quelle europee e sudamericane, hanno resistito ad un tale “drenaggio” semplicemente “strizzando i testicoli” alla propria classe capitalista. Il loro surplus commerciale rimaneva in USA non sotto forma di partecipazione ai “fondi” ma in  sottoscrizione di Bond,  cosa che lasciava comunque un margine di manovra ai propri governi e lasciava difeso il proprio Know-out .

Ed è così che l’ Asia è  comunque prosperata e l ‘Europa è affondata.

Ovviamente in questo la Cina ha fatto da battistrada;  ne è il massimo esempio  nel suo operare

 nella massima ambiguità per  cogliere  tutti i vantaggi del sistema “plaza 2 ”   senza “pagar gabella” politica .

Fino a che , più o meno in contemporanea del “non serviam” di Putin, è divenuto  chiaro a “chi comanda in ” U$A che il governo cinese non avrebbe mai lasciato mano libera in Cina ai fondi “americani”.

 Anzi, da allora la Cina ha sempre più ridotto il  deposito “in dollari “del proprio surplus, lasciando questo “onere” alle neocolonie U$A che così hanno accelerato il proprio declino.

 Ma come ora  era possibile “isolare ” dal sistema dollaro una Cina  “ fabbrica del mondo” che comunque continuava a pagare “grossi dividendi” ai capitalisti americani? I cinesi sono stati molto abili a rallentare nelle élites americane la effettiva percezione del REALE pericolo cinese.

 Ed adesso è tardi per “fermare” una Cina” che si è posizionata per tempo per trarre il massimo vantaggio  ANCHE  dalla inevitabile fine della “globalizzazione”; di quel sistema imperiale del capitalismo americano entro cui essa ha saputo abilmente crescere fino a diventare il VERO “too big to fail”.

Adesso solo la Cina può fermare se stessa e solo nello stesso modo con cui gli USA hanno fermato se stessi 60 anni fa.

  Perché  a questo punto la domanda ovvia diventa : come e perché gli imperi “declinano”?

E la risposta  è facile    e  l’ aveva  già data  Toynbee  preconizzando la fine dell’ impero inglese  che pure aveva   servito per una intera  vita.

 Gli imperi declinano    sempre nello stesso modo  e sempre a  partire  da un evento irreversibile,  cioè  da quando le élites rompono il loro patto “SPQR” che le aveva  fatte  grandi alla guida dei propri  popoli.

Il Partito Comunista (?) Cinese   sta  rompendo    il suo  “SPQR” ?   No , o quantomeno  NON ancora; non  ci sarà quindi un “Plaza3”.

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Il Trans-Atlantico e il rompighiaccio _ di WS

 Nota  di prefazione.

Avevo scritto questo   commento  qualche giorno  fa  ma poi  non l’ avevo  inviato  al  buon Giuseppe   per  questo  senso  sempre più opprimente   di ineluttabilità   e di inutilità  a scrivere  sempre le stesse   cose .

Poi però sono intervenuti  due  fatti  “ovvi”

1)  Qualche idiota      a Roma  eseguendo per certo   agli “ordini”   di un “governo “   di certo non molto più intelligente     mi ha reso   inaccessibile   questo  ottimo sito . Certo   si può ovviare   a simili “ piccinerie”  con     giochetti    sulle VPN,     ma il segnale è chiaro. Andremo in guerra    che ci piaccia o no     e sono  sicuro  che   agli italiani  piacerà , o  se lo  faranno piacere  come  quel fatidico   10 giugno  1940 ,  salvo poi   appendere  i  “soliti idioti”  da  qualche parte    unendo  così  vergogna   alla propria stupidità.

2)    Il massacro  del dormitorio  ha finalmente  convinto   i dirigenti  russi   a togliersi definitivamente i  guanti , e di sicuro non se li rimetteranno più.

Certo “manovreranno”  ancora ma la collisione  ormai  è inevitabile  e  al Kremlino  lo sanno.

Quindi che senso ha ancora  discettare   de “l’ inevitabile “   ?   Perché  concentrarsi    ancora  sul “ rumore  della  cascata” ?   Meglio    concentrarsi   su  questa  bella  estate   che  potrebbe   essere  anche l’ ultima  degna   di questo nome , no ?

Saluto  quindi    qui  l’ ottimo Giuseppe  e  tutti gli amici  che  mi hanno  sopportato  leggendomi .

Ad  Majora !

  Ritengo  necessaria  una  riflessione  un po’ più  estesa   su    questo  articolo  di Simplicius   https://italiaeilmondo.com/2026/05/20/la-svr-russa-lascia-intendere-attacchi-contro-i-centri-decisionali-della-nato-dopo-le-ultime-provocazioni-con-i-droni-_-di-simplicius/

  sia  perché”l’ Ucrainizzazione” della NATO-€uropa e il relativo subappalto della “pressione” sulla Russia da parte del “padrone americano” è una strategia che si vedeva almeno dal 2014   ,sia perché essa  sta ora   sempre  più  accelerando  in  questo ( apparente)   stallo con   le provocazioni  antirusse  sempre più stringenti  parte di un  piano  sostanzialmente  semplice e  , a suo  modo, anche “logico”.

Perché  non solo  per preservare ma anche  estendere  il proprio  dominio  globale  i “master  of universe”   devono    soggiogare   gli ultimi “  stati canaglia”,   cioè  quelli   che  disobbediscono  ai  LORO  “diktat” .

 Inizialmente essi  hanno  cominciato  da quelli “piccoli”,    in base   al “bastonarne uno per educarne  cento”  sperando  , anche  con simili  “esempi” , di  tirare  al proprio   servizio    anche   le elites  di quelli più  “grossi”.

 Ma  alcune di questi  più “grossi” ( Russia , Cina )  non solo hanno  dato  chiari sintomi   di non volersi  sottomettere , ma  addirittura   hanno preso  a  far  crescere  i propri  Stati  a  velocità  superiore usando      il (da LORO) odiato     “capitalismo  di stato “   e  sfruttando le pieghe   del LORO   “mercato  globale”. 

E poiché non è  stato  LORO possibile  usare  il solito “vecchio  trucco”   di aizzare  il  confronto “strategico” e  autodistruttivo   tra  questi   due  sistemi   secondo il classico “gioco inglese”,  è   stato   deciso, probabilmente  dopo il famoso “  non  serviam”       di Putin  a Monaco,   di       sottometterle  “una  alla  volta”   cominciando  dalla  Russia  ,  da LORO  considerata il bersaglio più  fragile , meno costoso  e più  succoso.

In pratica  è stato  deciso , laddove   si  era  dimostrato impossibile con Putin      di continuare a   farlo  da “l’interno”,  di    reimpadronirsi  della  Russia  effettuandovi   , come nel 1917,  una pressione ” convenzionale”  fino a spezzarla, ma evitando  il  “backfire”   del 1917   tale   che  alla  fine  la Russia    cascasse in mano  ad una fazione  incontrollabile  che  sotto pressione     potesse  andare  addirittura  “nucleare” .

Ma se  questo ultimo  “accidente” poi  avvenisse , per chi ha comandato  questo “piano” è fondamentale     che  “ l’accidente”rimanga comunque configurato alla sola Europa, lasciando quindi in secondo piano la  “testa  del serpente”  che ha dato origine al tutto  e che  NON  sta     sul nostro  Continente.

Perché   anche   così   l’ esito    del piano  resterebbe  “vantaggioso”  per  chi lo ha concepito,  sebbene    definitivamente  mortifero  per  gli europei  tutti .

Ma d’altronde “  fuck the EU”  come disse  “quella” no ?

Sulle ragioni per cui a questi  “”bankesters ” che dominano il mondo da almeno 200 anni   sia necessaria una simile WW3, confinata quanto meno (come sempre) al continente euroasiatico, ho già scritto ad libidum e adesso non ci resta che aspettare che gli “avvenimenti” convincano anche  quei  “benpensanti”  che ,  non dubito, ancora   si  fisseranno sulla “cattiva Germania”.

La quale,  in effetti, più che cattiva è soprattutto  innatamente stupida e quindi  ottima per  la parte   del vilain   , cioè  del  solito “volenteroso  idiota” (esattamente come le altre due volte).

Perché ormai  è chiaro  che anche  stavolta  la Germania  non rinuncerà   ad  essere  protagonista   di un altra WW , no ?

 Ora giunti  a questo punto  le domande dovrebbero essere due :

 1) perché le euroelites hanno aderito all’unisono a questo piano autodistruttivo ? 

2) Cosa dovrebbe fare la Russia per uscire da questa trappola?  

La risposta alla prima domanda è facile :le €uroelites sono state accuratamente selezionate allo scopo. Esse sono soltanto una massa di “zelenski” : ignoranti , avide, ricattabili e prive di ogni minima risorsa intellettuale ed empatica che possa portarle ad un qualche pensiero indipendente dal “programma” che gli è stato innestato in testa fin   da quando sono emerse  dalle  LORO “scuole”  per  “giovani leader”.

Anzi , più questo “programma” si mostra distruttivo ANCHE per i loro personali interessi e più essi ci si aggrapperanno, mentendo anche a se stesse, vedendo  nel successo di questo progetto  l’ unica personale ancora di salvezza.

Quindi nessuno si faccia illusioni! NESSUNO  in €uropa raccoglierà VERAMENTE i segnali di pericolo e NESSUNO invertirà la “rotta” di questo  nostro   TRANS-Atlantico.

 Questo ‘ €uroTitanic   su cui noi siamo tutti imbarcati  andrà a sbattere contro la nave  russa  e in prima classe ci saranno fino in fondo “balli e canti” nella suprema convinzione che a” spezzarsi” sarà solo il “rompighiaccio”  russo  perché per questi pessimi  capitani non è concepibile  cambiare  rotta .

E  questo    soprattutto perché in tutti loro c’è il maligno  retropensiero che loro COMUNQUE non periranno con la loro nave, perché   hanno già  tutti la loro personale “barca di salvataggio” con la quale al peggio potranno raggiungere la   terra  “americana”   dove ( credono loro ) hanno già residenze  pronte e piene di dollari.

E veniamo alla seconda  domanda.

Può il rompighiaccio    russo    sfuggire  alla collisione   con l’  €uroTitanic  che  gli punta  sistematicamente  addosso ?  No,  può  solo  sperare  che ritardando la collisione   ci sia  tempo per un qualche  “miracolo”.

Ma questa  è una strategia  pericolosa   perché   ad ogni   virata   russa,    nella  cabina di comando  de l’ €uroTitanic  si  rafforza    la convinzione    che il  rompighiaccio  viri  per    conclamata  debolezza   e   che quindi     “l’ urto” venga  ancora più perseguito   da un  ‘€uroTitanic  con le  “macchine”  ancor più   “avanti  tutta”.

Si, ma   come  fare  a mostrarsi  “ letali”  senza  dare    comunque  un “urto d’ assaggio” ?   Ma se  poi   si da  a  questa  “nave  dei folli”    solo  un  “urto leggero”     che eviti  un  “affondamento”   come  si può  essere sicuri  che  anch’esso non  sarà  travisato   ancora come una manifestazione   di “debolezza.

   D’altronde   non  è molto più grande  la stazza  del TRANS-Atlantico, o no ?

Così  il margine   di   irriparabilità     si assottiglia    sempre più  e  per il Rompighiaccio  russo    non  ci sono  alternative :    “virare  finché  si può” ,  dando  sempre maggior  segnali   della propria letalità  nella  speranza  , sempre più fievole,   che nella plancia    de l’ €uroTitanic   ci sia  qualcuno  con un  po’  di cervello, ma ..

Ma     quando  alla  fine   di questo  “ gioco  del pollo”   il capitano  russo  giudicherà   “l’ urto  non  più evitabile   ,  esso non avrà  altra alternativa  che mettersi       di prora   spingendo  “ avanti tutta” mirando  alla  fiancata  de l’ €uroTitanic.

E   allora  vedremo    se  davvero  sul TRANS-Atlantico    ci sarà   abbastanza  tempo  per mettere in mare  le   “scialuppe” della Prima  Classe !

Essendo  io  “passeggero  di terza  classe”   ogni  volta   che  vedo  virare  il “rompighiaccio”   sono  contento   di  questo”   tempo  a prestito” ,  sebbene   veda benissimo  che  l’ urto  sia  ormai  sempre più  inevitabile  e non per colpa   del “rompighiaccio”.

La trappola iraniana_di WS

 Questo  articolo  di Simplicius

tratta   della sconfitta  tattica        già ricevuta   dagli U$A in Iran . 

 Gli U$A   non hanno la forza   convenzionale per disarmare  l’ Iran,   e la cosa    era  evidente    già da prima.  Nessun bombardamento   convenzionale   può  distruggere    fabbriche  e depositi  posti    sotto centinaia  di metri   di granito.    Non  si possono   sigillare  per sempre   tutte  le entrate  e uscite   di un formicaio; l’ unico modo  per distruggerlo   è sventrarlo,    cosa   che   nessun   arma NON-nucleare  può   fare .

Ma questo   “stallo”    ci induce   ad  una domanda: come piegare una entità nazionale come l’ Iran ?

Per   un simile    scopo  ci sono sempre  quattro  vie possibili :

1) corrompere una buona parte  sua elite ( es URSS o Iran 1953 ) 

2 ) generare una guerra civile ( es-. Siria) 

3) disarticolare l’ entità con bombardamenti/incursioni  per favorire la presa di potere di una fazione amica ( es Libia, ma anche italia 1943)

4) invaderla ed occuparla in modo sistematico ( esempio europa 1945 o Irak 2003 )  

E’ chiaro che la soluzione più  efficace  è sempre e solo la (4) . Senza  “ boots on the ground “le altre non possono essere altrettanto sicure .

 La ( 1) non è stata sufficiente ad impadronirsi definitivamente  né della Russia né  dell’ Iran; nemmeno la (2) è sicura dal momento che anche la fazione vincente potrebbe poi avere un propria politica nazionale in base alle leggi ferree della geopolitica ( come già vediamo in Siria ).

. La (3), anche limitata al solo bombardamento disarticolante, può essere  al contrario molto valida se lo scopo è solo quello di impadronirsi delle risorse NON-umane di uno stato “fallito” ( es Libia) o addirittura sterminarne e cacciarne gli abitanti ( es Gaza o Libano) .

Tornando ora all ‘Iran per gli interessi americani la (4) è rischiosissima e basterebbe anche solo la (1), la via appunto che essi seguono da sempre senza successo.

 Per Israele invece questo non basta. L’ Iran  va   soprattutto “destrutturato”, perché   quando  nel 1979  per le sue ambizioni   geopolitiche U$rael  decise  e perseguì  la caduta dello Scià , l’ operazione  pur perfettamente riuscita  poi fece  “backfire “ quando il nuovo “regime”  RI-prese gli stessi obbiettivi geostrategici di quello vecchio aggiungendoci in più un odio dichiarato verso  il vecchio protettore del regime  caduto.

La conclusione  quindi è semplice: se gli U$A non possono/vogliono applicare la (4) all’ Iran, per Israele comunque necessita che gli U$A gli applichino  quantomeno una  (2) o  (3).

Pur avendoci provato,  Israele da solo  non può  farlo .  L’ Iran è troppo  grande e  cementato , nonostante  le numerose  diversità  regionali,  da una lunga comune civiltà.

Per   questo gli U$A  hanno sempre rifiutato  le  richieste   israeliane  di un attacco diretto    all’ Iran  intuendone non solo le difficoltà ma anche le pericolose conseguenze strategiche.

Questo, però,  finché non è  arrivato Trump, un egocentrico megalomane   che  a Israele  non può  dire   di no.  Trump   si è  fatto  convincere   che   un “bombardamento mirato”   a tradimento  avrebbe prodotto  nella  elite iraniana  non solo  quella (1)   che  la Cia   con i suoi soliti e potenti mezzi  non   era  riuscita  a cogliere  per 47  anni, ma addirittura  la (2),   la  frammentazione quindi della società iraniana   che   ne  sarebbe   conseguita  sul modello   siriano  (sebbene anche lì  non si sa  per quanto tempo);  quel   “  successo  irakeno”  della  frantumazione   settaria  dello  stato  per una     facile  acquisizione  e  spoliazione delle  sue risorse NON-umane.

 E  così Trump è caduto  in una  trappola ,  forse  anche   accuratamente  preparata,   come  da me  ipotizzato e descritto   un paio  di volte.

Trappola o meno     da cui  comunque  Trump personalmente    non potrà che uscire  da perdente;     un esito   al quale lui  farà  di tutto  per sfuggire.

Così  , da un punto di vista  strategico,  la    trappola   riguarda  solo  gli U$A che   ogni  giorno  che  passa  si trovano  costretti   ad  impegnarvisi sempre  di più   e  da cui ,  come ha  ben spiegato  il principe  ( sionista)   dei Neocon,    gli  U$A  non possono  disimpeganrsi , esattamente come in Afghanistan,  senza    un  costo    “geopolitico”.

 Peggio  ancora   se  poi  decidessero pure   di  trasformare il conflitto  in un Vietnam.

Ciò  detto,  che   cosa  possono ora  fare  gli U$A?   Per ora hanno impostato  una   guerra  dei blocchi   con la quale  sperano  sia  la società iraniana  a crollare per prima.

Ma  non basterà . La  società Iraniana è   altamente   motivata  a resistere   alla   stretta   dell’ odiato  “Satana    americano”   e ci saranno  ben prima     contraccolpi politici  nella società  americana.

Già  oggi  il  fallimento    strategico  degli U$A  in Iran   si  vede  nel   viaggio    “col capello in mano”   di Trump  a Pechino  in un disperato tentativo   di   usare la “leva   cinese”   per    “vincere”   nel Golfo; avendo  Trump  scelto  ormai      di non   fare  il suo  solito   TACO mascherato  da “vittoria” , presto o  tardi  non avrà  altra  scelta  che   RI-attaccare.

 Forse   sarà un attacco  a Hormuz, il più  probabile,  o  un’altra  fallimentare  “ricerca  dell’ uranio “; in ogni  caso  si finirebbe prima o poi   in   quel  bombardamento  a tappeto   dell‘Iran,    il  vero “desiderata”   di Israele.

Ma     è proprio  a questa    falsa uscita  che porta  la “trappola  iraniana “.  Lo  capiranno    Trump   e la sua “corte”?  Lo vedremo dalla lezione   che prenderanno oggi  a Pechino.

La Cina è diversa?_di WS

 Questo  articolo  di Ugo Bardi  https://italiaeilmondo.com/2026/05/01/limpero-romano-e-limpero-doccidente-un-crollo-parallelo-lungo-percorsi-contrapposti__di-ugo-bardi/ è ottimo  perché pone in primo piano il concetto basilare  che la  forza  di una società stia in  quelle “risorse mobilitabili”  che sono  fondamentali in ogni  crisi  e  quindi anche  in ogni  guerra, e come queste siano sempre state   prima deviate e quindi poi distrutte da una politica di potenza “ imperiale” delle élites incentrata su una organizzazione ” finanziaria” dell’economia.

  Ho infatti già spiegato altre volte il paradosso romano che vede apparentemente il suo culmine di potenza nella tardo-repubblica ingessata ne  “l’impero” di Ottaviano quando invece , nei termini appunto delle “risorse mobilitabili”, essa aveva certamente avuto il suo culmine all’alba della seconda guerra punica.

  Queste due fasi della romanità sono contrapposte nella loro filosofia politica. La prima repubblica romana era guidata nel proprio accrescimento da una filosofia politica  sostanzialmente difensiva che poneva nell’  accrescimento  del  numero dei suoi cittadini e del possesso della terra per farli prosperare   gli  elementi chiave della propria sopravvivenza  mentre  la  tardo repubblica poneva  a proprio obbiettivo primario  la conquista di  stati  e l’ accumulo  di  danaro da questa derivabili

Gli storici romani ci hanno dato numerose testimonianze del disprezzo  della prima repubblica  romana per l’ oro e la moneta in genere e del  suo rifiuto di quella economia  “servile”  che nello stato romano prese poi una parte rilevante solo dopo quella seconda guerra punica che aveva lasciato le terre romane vuote di centinaia di migliaia di cittadini ma anche lo stato romano padrone  di altrettanti  “prigionieri”  da impiegare  come schiavi per coltivarle in senso “capitalistico” laddove prima esse erano coltivate da  cittadini  romani al solo fine della sussistenza  delle proprie  famiglie.

E’  appunto dopo la vittoria nella seconda guerra punica che la  repubblica  romana   lasciò  la  sua precedente  lenta  espansione  basata  su  di una   rete  di  alleanze imposte  e   colonie   agricole romane   di esclusivo interesse   strategico,   e prese quella rapida dinamica imperialistica basata sulla “moneta” che  ha portato il mondo romano  prima ad una   “splendida stasi “  e poi alla inevitabile  fine.

In questa  deriva    confermando   la visione  della  storia  di Toynbee  e  del suo  fondamentale precetto   che bisogna  sempre   stare  molto  accorti  al COME   “si vincono”  le inevitabili  sfide  che ogni  società  deve  affrontare  nel corso della propria vita.

  A distruggere la “romanitas”  è stata infatti la deriva della propria filosofia politica dalla ” patria” dei tempi del frugale Camillo del ” non auro sed ferro..”  a “l’ imperium” di  quel Crasso, uomo allora più ricco del mondo, poi morto alla conquista dell’oro partico.

 E  tutti i tentativi   di fermare  questa  deriva poi fatti,  sono state  solo “toppe”  che  hanno  fallito  perché  non  sono  riuscite  a modificare    la “filosofia  dello stato”.

La “sfida”  che  allora   il “mondo  romano”  fallì  è  la stessa   che   sta portando al fallimento il “mondo occidentale” oggi , per aver portato allo stesso  errore   di aver posto   “il danaro”, che è sostanzialmente solo  un “mezzo  di scambio” ,  a  valore   supremo  della  società     e quindi    al di sopra   de  “l’uomo”   che è  invece l’ elemento base  della produzione di ogni  risorsa    della società.

Ed è la stessa  sfida   che  adesso  attende la Cina  , sfida  di cui però  , l’ attuale elite  cinese  , vuoi per la  cultura propria “atavica”  che  per la   sua   formazione  ideologica  formalmente   “marxista” , sembra  aver preso  molto  sul serio  , a giudicare   dal  suo approccio prudente  alle  conseguenze   del proprio  straordinario  successo.

D’altronde  che  “la Cina  s diversa”  non solo lo avevano   da  subito  capito  uomini  di valore  ( es  il giovane Napoleone)  ma   questo  sta già negli  atti  della  sua  storia. La Cina   era  già  un “impero”  quando Roma  muoveva i suoi primi passi  ed è ora di nuovo qui , un “impero” di  stazza mondiale,  1500 anni   dopo la fine della “romanitas”.

Certo , anche  Cina  ha subito  nella sua storia   gravi  declini seguiti  da  devastanti  invasioni “barbariche”, ma  le ha  digerite  e  la sua “cinesità”   è sempre  riemersa   “ aggiornata”  e  vincente.   Ragione per  cui,  coerentemente,   un Mao   o uno Xi  possono   a ragione  sentirsi  eredi   diretti  di  Confucio   e  Lao , mentre   da noi  il  nostro  “Dux”      fu    da   subito  chiaramente   solo la macchietta      di un “Caesar”   e  di  un “Augustus”.

Ma   posta  come è oggi la Cina  davanti a  questa   sfida, nuova per lei,  di  poter  divenire “padrona  del mondo”, solo il futuro ci dirà   se    questa  “ Nuova Cina”    darà  una   risposta “diversa”.

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