Febbre da panico, di William Schryver
Febbre da panico
| William Schryver29 settembre |

Mentre il 2026 volge al termine, tutta l’Europa è preda del panico, consapevole che gli americani intendono abbandonarla a se stessa contro i russi e, peggio ancora, l’una contro l’altra.
Quanto alla lotta contro i russi, questa è la pura realtà: se la manciata di nazioni europee coraggiosamente disposte a combattere iniziasse domani, seriamente, ad allestire le forze e gli equipaggiamenti necessari per una battaglia ad alta intensità del XXI secolo, non sarebbero in grado, in cinque anni, di organizzare, equipaggiare e schierare un esercito di nemmeno 100.000 uomini combattenti effettivi – un numero che verrebbe inghiottito da una guerra per la quale la loro esperienza, addestramento, tattiche, armamenti e logistica sono drammaticamente impreparati.
E anche se riuscissero a radunare una folla eterogenea di 100.000 persone di diverse nazionalità, non sarebbero in grado di posizionare e mantenere un esercito del genere per fare alcunché.
I russi possono colpire qualsiasi obiettivo in Ucraina, in gran parte della Polonia e della Romania, e persino spingersi fino in Germania da Kaliningrad e dalla Bielorussia.
Un esercito europeo non sarebbe autorizzato ad ammassarsi vicino alle forze russe. Verrebbe fatto a pezzi nel tentativo.
Quanto alla potenza aerea europea, è un miraggio.
La presunta potentissima aviazione statunitense ha fatto del suo meglio, lanciando qualche migliaio di missili a lungo raggio contro l’Iran, con un effetto strategico trascurabile. L’Iran non è stato disarmato in modo significativo. Anzi, sembra essere più forte ora di quanto non lo fosse all’inizio della guerra.
Né gli europei, né tantomeno gli europei e gli americani insieme, potrebbero fare qualcosa di significativo contro la Russia, e perderebbero un’enorme quantità di aerei se ci provassero.
Inoltre, gli Stati Uniti non dispongono di una minaccia significativa di attacco a medio raggio paragonabile a quella dimostrata da Russia e Iran. E non ne avranno una per un bel po’ di tempo.
Le difese aeree statunitensi si sono rivelate imbarazzanti in termini di qualità, e neanche lontanamente sufficienti in termini di quantità, anche se fossero state efficaci.
Una guerra su larga scala consuma quantità prodigiose di armamenti.
Chiunque abbia prestato attenzione ha appreso che, contrariamente alle aspettative della stragrande maggioranza delle persone, l’arsenale statunitense di armi artigianali di nicchia e non scalabili non solo ha dato scarsi risultati nei suoi vari ruoli, ma la combinazione delle guerre in Ucraina e in Iran ha ridotto le scorte statunitensi a livelli prossimi alla crisi.
Inoltre, la Marina statunitense fu cacciata dal Mar Rosso dagli yemeniti.
Pensaci.
Sono stati letteralmente cacciati via sotto il fuoco nemico, con i caricatori vuoti. Due gruppi d’attacco di portaerei in successione. Incredibile.
Si tratta senza dubbio di uno degli eventi più sconvolgenti degli ultimi anni di guerra su questo pianeta. La Marina statunitense, per sua stessa ammissione, è rimasta “traumatizzata” dall’esperienza, che secondo diversi ufficiali è stata la battaglia navale americana più intensa dalla Seconda Guerra Mondiale.
Contro gli yemeniti.
Di nuovo… pensateci.
Perché, poco tempo dopo, qualcuno da qualche parte decise: “Beh, questi Houthi sono un osso duro. Proviamo con gli iraniani. L’unica cosa che sanno fare è produrre tappeti.”
E ora, proprio mentre parliamo, due gruppi d’attacco di portaerei si nascondono da qualche parte nelle calme acque profonde del Mar Arabico, ad almeno 1000 km dalla costa iraniana.
Più ci si avvicina, più si trovano i mostri.
Non possono e non faranno nulla di significativo da quella posizione. Si stanno solo nascondendo e aspettando di essere sostituiti.
La distruzione di una nave da guerra della Marina statunitense per mano di iraniani a lungo denigrati e ridicolizzati rappresenta un esito assolutamente inaccettabile per questa guerra. Deve essere evitato a tutti i costi.
Vedete, per una serie di complesse ragioni insite nella peculiare psiche americana, la Marina degli Stati Uniti è la padrona indiscussa dei mari. Perdere una nave da guerra americana per mano di quella che sono predisposti a considerare una razza inferiore sarebbe considerata un’umiliazione intollerabile. Meglio nascondersi per ora e inventare una storia di vittoria a posteriori.
In ogni caso, dovrebbe essere da tempo evidente agli osservatori più attenti che la capacità degli Stati Uniti di intraprendere una guerra su vasta scala in qualsiasi parte del mondo è già compromessa e non può essere ripristinata nemmeno nel medio termine. Molto probabilmente non entro un decennio.
Hanno sprecato tutto. Stati Uniti, NATO e Israele hanno dilapidato mezzo secolo di sviluppo e produzione di armi, e tutto è stato inutile.
Le attrezzature belliche del XX secolo che gli sono rimaste sono semplicemente inadatte alle realtà della guerra del XXI secolo. E comunque non hanno neanche lontanamente abbastanza di nulla per combattere una guerra seria.
Come ripeto incessantemente: non esistono più guerre facili da combattere.
Quindi, sì, credo che gli europei stiano sudando freddo proprio ora. L’impero si sta ritirando rapidamente e, tra non molto, rinuncerà irreversibilmente alla sua capacità di imporre regole, confini e obbedienza al “bene superiore”.
La storia suggerisce che un’Europa in uno scenario del genere non riuscirà a coesistere in modo armonioso. È destinata a degenerare.
E così, il panico si diffuse nell’Eurozona.
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— Will Schryver
D : @imetatrolink
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