Italia e il mondo

Il Plaza che non ci sarà_ di WS

Il seguente  articolo

Italiaeilmondo.com/2026/06/03/lultima-volta-che-abbiamo-risolto-il-deficit-commerciale-gli-insegnamenti-dellaccordo-del-plaza-_-di-michael-starr/

 mi sembra un montagna partorita  per nascondere   un topolino.  Il  semplice fatto   che   PRIMA  del “plaza” , quando ogni paese era sovrano e aveva la PROPRIA moneta, se un paese importava “beni&servizi” più di quanto esportasse deprezzava la PROPRIA moneta e questo portava COMUNQUE ad un riequilibrio della bilancia dei pagamenti , o comprimendo le PROPRIE importazioni o estendendo le PROPRIE esportazioni.

 Quindi, in un “libero mercato”, quello ipotetico di Smith, se un paese non era in grado di produrre prodotti vendibili deperiva ( esempio famoso : lo Zimbawe), se invece aveva le risorse umane per produrre qualcosa di vendibile ( esempio: Italia ), poteva addirittura svilupparsi privilegiando il reddito  da lavoro  su  quello  da  capitale. 

 Ma negli anni ’80 l’elite americana, basandosi sulla propria posizione dominante sia come super potenza che in qualità di fornitore di moneta OBBLIGATA ( il famoso petrodollaro), ha trovato una soluzione migliore per ovviare al declino del proprio paese  senza   comprimere il  reddito da capitale ,  con un semplice “carry trade” che allora  fu imposto al Giappone con gli accordi del Plaza e cioè:

 ” Noi compriamo le VOSTRE merci ma VOI ci date i VOSTRI soldi per pagarle” ,o nei termini   di  quel “Plaza1” : VOI ( capitalisti giapponesi ) investite qui, di modo che NOI poi produrremo qui la VOSTRA merce”.

Ovviamente   questo  non  era  “libero mercato”  ma un  atto di forza  tra  stati  per    “salvare insieme il lavoro  ed il capitale americano”.

È appunto questo “ Plaza” il grande sogno di Trump  che   vuole  realizzare  con la Cina:  un “Plaza”   per un  sogno  che non si avvererà mai.   Non si può  salvare insieme  il lavoro e la rendita  da capitale . 

Ma prima di discutere sull’ argomento  di questo  articolo,  sul  perché, quindi, a partire dal 1991 questo “Plaza1 ” sia sostanzialmente svanito, domandiamoci perché il Giappone prima e gli €uropei dopo abbiano accettato una tale imposizione. La risposta è semplice: perché questi “fornitori” erano sostanzialmente ” neocolonie” imperiali , sostanziamente “oKKupate” e con élites “opportunamente selezionate”. 

E queste  “élites” potevano quindi sostanzialmente scegliere   tra  continuare ad arricchirsi  alle condizioni americane  o “passare dei guai” ,  quali appunto perdere un grosso mercato ( o peggio).

Il Giappone, con l’ elite meno stupida tra tutte le neocolonie USA,  accettò questo “carry trade” rilasciando negli investimenti ( obbligati) in USA  le tecnologie più “mature” ma mantenendo “in patria” tutto lo sviluppo del Know-out , in pratica così “ibernandosi” ma non “deprimendosi”.

Gli €uropei, invece , a cominciare dalla Grande Idiota Germania, non hanno avuto questa attenzione. 

 Ma questo  “ Plaza 1 “ lasciava agli USA un grande problema: salvava l’ industria americana, ma “il padronato” diventava ” straniero ”  e nel caso del Giappone rimaneva ancora un concorrente .

Non è un caso  infatti     che in quegli  anni   Hollywood, la principale macchina propagandistica  del padronato americano,  producesse  film  con   sempre   un “padrone  giapponese ” nel ruolo   del “vilain “.

  “Crollato il muro “,a partire quindi dagli anni ‘ 90 l’ elite americana ha sviluppato una nuova strategia che chiameremo Plaza2; che il disavanzo “monetario” doveva restare nel  LORO paese non sotto la forma di “ investimento diretto” ma in quella  di  partecipazione finanziaria (minoritaria) dentro immensi ed opachi “fondi” i quali poi reinvestivano “all’ estero” acquisendo, LORO  gli “americani” , le attività economiche   degli altri .

Gli Stati che hanno  accettato, come l’Italia, volenti o nolenti questa logica, hanno smesso così di prosperare  perché i “fondi” americani puntano al massimo sfruttamento “in loco” fino ad estrazione completa del Know-out  e alla  successiva chiusura delle attività  da aprire dove la redditività è massima ( non certo in U$A ) .

  Pensateci bene a questa  “  trovata”! Non è bellissimo dal  LORO punto di vista?  Certo,   il popolo  americano  non ci guadagna niente,   se non posti di  “killers   del Grande Kapitale“;   ma  così tutto quanto viene prodotto nel mondo  fluisce nella disponibiltà delle élites ” americane” e tutto il mondo diventa “americano” ,  cioè LORO.

 E  così “fine della storia” verso un  nuovo  sistema  feudale    con  in cima LORO,   “  the masters of universe” e giù   fino  a miliardi   di schiavi   controllati   da  una  catena di  volenterosi valvassini  e valvassori, le  elites  coloniali,    esse stesse  sottoposte  al controllo   dei    “missi  dominici”  ,   i vari “contractors”   arruolati   tra le  declinanti     classi  medie” dell’ impero.

 Certo ci sono alcune élites  asiatiche  che, al contrario di quelle europee e sudamericane, hanno resistito ad un tale “drenaggio” semplicemente “strizzando i testicoli” alla propria classe capitalista. Il loro surplus commerciale rimaneva in USA non sotto forma di partecipazione ai “fondi” ma in  sottoscrizione di Bond,  cosa che lasciava comunque un margine di manovra ai propri governi e lasciava difeso il proprio Know-out .

Ed è così che l’ Asia è  comunque prosperata e l ‘Europa è affondata.

Ovviamente in questo la Cina ha fatto da battistrada;  ne è il massimo esempio  nel suo operare

 nella massima ambiguità per  cogliere  tutti i vantaggi del sistema “plaza 2 ”   senza “pagar gabella” politica .

Fino a che , più o meno in contemporanea del “non serviam” di Putin, è divenuto  chiaro a “chi comanda in ” U$A che il governo cinese non avrebbe mai lasciato mano libera in Cina ai fondi “americani”.

 Anzi, da allora la Cina ha sempre più ridotto il  deposito “in dollari “del proprio surplus, lasciando questo “onere” alle neocolonie U$A che così hanno accelerato il proprio declino.

 Ma come ora  era possibile “isolare ” dal sistema dollaro una Cina  “ fabbrica del mondo” che comunque continuava a pagare “grossi dividendi” ai capitalisti americani? I cinesi sono stati molto abili a rallentare nelle élites americane la effettiva percezione del REALE pericolo cinese.

 Ed adesso è tardi per “fermare” una Cina” che si è posizionata per tempo per trarre il massimo vantaggio  ANCHE  dalla inevitabile fine della “globalizzazione”; di quel sistema imperiale del capitalismo americano entro cui essa ha saputo abilmente crescere fino a diventare il VERO “too big to fail”.

Adesso solo la Cina può fermare se stessa e solo nello stesso modo con cui gli USA hanno fermato se stessi 60 anni fa.

  Perché  a questo punto la domanda ovvia diventa : come e perché gli imperi “declinano”?

E la risposta  è facile    e  l’ aveva  già data  Toynbee  preconizzando la fine dell’ impero inglese  che pure aveva   servito per una intera  vita.

 Gli imperi declinano    sempre nello stesso modo  e sempre a  partire  da un evento irreversibile,  cioè  da quando le élites rompono il loro patto “SPQR” che le aveva  fatte  grandi alla guida dei propri  popoli.

Il Partito Comunista (?) Cinese   sta  rompendo    il suo  “SPQR” ?   No , o quantomeno  NON ancora; non  ci sarà quindi un “Plaza3”.

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