Svolta oscura: Zelensky annuncia gravi minacce contro gli aeroporti russi e i “cieli” civili, di Simplicius
Svolta oscura: Zelensky annuncia gravi minacce contro gli aeroporti russi e i “cieli” civili
| Simplicius 2 settembre |
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Finalmente abbiamo la risposta su quale sarà la prossima grande mossa di Zelensky — e sicuramente porterà il conflitto alla sua fase finale.
Per cominciare, ricordiamo che solo poco più di una settimana fa avevamo riferito che l’Ucraina stava per sferrare una nuova massiccia campagna terroristica contro gli aeroporti civili russi: https://italiaeilmondo.com/2026/08/21/svelati-i-piani-per-massicci-attacchi-aeroportuali-ucraini-contro-la-russia-mentre-kiev-viene-colpita-da-un-altro-inarrestabile-sciame-balistico-di-simplicius/
La notizia proviene da questo articolo dell’Atlantic:

Stasera Zelensky ha mantenuto la sua promessa annunciando, in un discorso rivolto direttamente alla popolazione, la nuova campagna di provocazioni:

Si presti attenzione alla gravissima minaccia diretta riportata di seguito, articolata in due parti:


Una cosa che ora risulta assolutamente certa è che la visita del direttore della CIA a Mosca ovviamente abbia avuto qualcosa a che fare con tutto questo. La sua visita potrebbe aver avuto molteplici sfaccettature, ma ora non ci resta che supporre che questa fosse la ragione principale e determinante: lanciare un ultimo avvertimento alla Russia: «Se non smetterete di distruggere le infrastrutture dell’Ucraina, una nuova campagna terroristica senza precedenti contro i vostri aeroporti bloccherà tutti i viaggi verso le vostre città principali».
L’unica domanda che rimane è se la CIA sia coinvolta nella faccenda, oppure se stesse davvero avvertendo la Russia delle intenzioni dell’Ucraina. Beh, dopotutto potrebbe trattarsi di una domanda piuttosto teorica e superflua.
La prima visita in Russia di un direttore della CIA in carica dal 2022, che prefigura il lancio di una nuova grande offensiva contro gli aeroporti russi, non va certamente considerata una “coincidenza”.
Non esistono coincidenze del genere.
È stato lanciato un ultimo avvertimento alla Russia e ora entriamo in una nuova fase del conflitto.
L’operazione speciale di 40 giorni di Zelensky è fallita e l’unica scelta che gli resta è quella di intensificare le azioni fino a provocare un nuovo livello di “disagio” nella vita dei civili russi.
Da parte sua, durante la conferenza stampa tenutasi oggi a Bishkek in occasione del vertice della SCO, Putin ha già lanciato una controminaccia all’Ucraina, affermando di aver autorizzato una nuova campagna “massiccia” di attacchi contro le infrastrutture energetiche ucraine:

Putin: «In risposta ai continui attacchi del regime di Kiev alle infrastrutture civili e al settore energetico e dei combustibili… …le Forze Armate della Federazione Russa hanno ricevuto l’ordine di preparare e sferrare attacchi su vasta scala contro gli impianti energetici ucraini»
A Putin è stato chiesto specificatamente anche della minaccia relativa al nuovo aeroporto, e lui ha risposto che la Russia “troverà una risposta”, dopo aver anche affermato:
“Questa è una dichiarazione di terrorismo di Stato. Kiev chiede la ripresa dei negoziati e incontri faccia a faccia, ma noi non negoziamo con i terroristi” – Putin in merito all’ultima dichiarazione di Zelensky che minaccia il traffico aereo civile in Russia
Uno degli altri sviluppi significativi di questa vicenda è stata la natura apparentemente coordinata della nuova iniziativa della Germania volta a preparare le proprie azioni di escalation contro la Russia a seguito di un attacco sotto falsa bandiera in un aeroporto.

Sembra troppo inverosimile che sia una “coincidenza” il fatto che la Russia venga incastrata per aver attaccato gli aeroporti tedeschi con droni esplosivi proprio pochi giorni prima che l’Ucraina annunci un’operazione su vasta scala volta a mettere fuori uso gli aeroporti russi. Ci sono chiari indizi che si tratti di una campagna orchestrata, che non è altro che la Fase 2.0 del piano ucraino-occidentale volto a fomentare il dissenso socio-politico in Russia e ad alimentare una rivolta contro Putin.
Come al solito, tuttavia, sarà probabilmente l’Ucraina a sostenere i costi e le conseguenze più pesanti di questo piano, dopo che la Russia avrà reagito con misure di ritorsione. L’unica differenza in questo caso è che gli aeroporti ucraini hanno già da tempo cessato le operazioni, il che significa che la parte di “ritorsione” delle conseguenze negative dovrà necessariamente essere di natura asimmetrica — da qui gli accenni di Putin riguardo alla ricerca di una risposta adeguata.
Una cosa è chiara: la precedente Fase 1.0 è fallita, e ora l’Ucraina viene messa in ginocchio, mentre Putin è stato sempre più costretto a giocare “senza esclusione di colpi”.

Uno dei motivi per cui l’Ucraina non ha altra scelta che intensificare il conflitto è che la sua precedente campagna di attacchi si è progressivamente rivelata sempre meno efficace, per ragioni spiegate da Putin:

In breve, le raffinerie russe hanno iniziato a proteggersi in vari modi, tra cui l’installazione di grandi reti anti-drone e strutture metalliche sopra le parti più sensibili. Questa tendenza si intensificherà al punto che gli attacchi dell’Ucraina diventeranno quasi inutili, e solo un’ulteriore escalation potrà dare a Zelensky la dose di dopamina di cui ha bisogno.
In definitiva, RWA ha seguito il ragionamento corretto al riguardo:

Più l’Ucraina si avvicina alla sua fine, più drastiche diventeranno le azioni terroristiche.
L’aspetto più pericoloso di tutta questa situazione è che la Russia potrebbe arrivare a ritenere che queste escalation non provengano da Kiev, ma da Londra e da altre parti. Ecco perché oggi è stato chiesto a Putin se il Regno Unito possa essere oggetto di una rappresaglia russa:

Ecco perché è stata orchestrata la recente campagna coordinata volta a fomentare l’escalation tra Russia ed Europa: le élite che tirano le fila vogliono che la Russia venga messa alle strette, senza altra scelta che quella di attaccare l’Europa, in modo che la NATO sia “costretta” a rispondere all’unisono come ultima, disperata speranza:

È proprio questo il punto sostenuto dall’ultimo articolo del WSJ:

Che la Russia sarà sempre più costretta a prendere in considerazione l’ipotesi di colpire le “retrovie protette” dell’Ucraina, ovvero l’Europa, dopo aver distrutto praticamente tutto il resto di valore presente nel territorio ucraino vero e proprio.
La Russia si trova ad affrontare un’asimmetria fondamentale nel tentativo di costringere l’Ucraina alla resa con attacchi aerei sempre più intensi contro centri commerciali, centrali elettriche, porti e altre infrastrutture. Kiev può contare su un entroterra sicuro al di là dei propri confini – i suoi vicini europei – per la resilienza economica e la logistica militare.
Il Cremlino, le cui raffinerie, i cui porti e le cui industrie della difesa sono anch’essi sotto attacco da parte dei missili e dei droni ucraini, non dispone di una simile riserva. Gli attacchi all’economia militarizzata della Russia si traducono in modo più diretto in un danno alla capacità del Paese di portare avanti la guerra.
Questo squilibrio geopolitico compensa, in misura significativa, il vantaggio della Russia in termini di potenza di fuoco. È inoltre diventato il motivo principale alla base di quella che, secondo i funzionari occidentali, è una campagna russa sempre più estesa di sabotaggi, attacchi informatici e altre operazioni ibride volte a intimidire i leader e gli elettori europei.
Questo è ormai l’ultimo fronte rimasto della guerra: trasformarla da un conflitto per procura puramente ucraino a uno che coinvolga direttamente l’Europa.
È improbabile che la Russia abbocchi all’esca, poiché ha dimostrato di essere in grado di contrastare qualsiasi stratagemma escogitato dall’Occidente, anche se spesso lo fa dopo che il danno più grave è già stato fatto. Ma quel danno è riparabile, e Putin probabilmente farà affidamento sulla consapevolezza che la Russia è in grado di riprendersi da qualsiasi brutta sorpresa, pur portando avanti la sua campagna disciplinata contro il nemico ucraino.
Detto questo, ci sono sempre imprevisti e eventi “cigno nero” che potrebbero verificarsi: l’Ucraina potrebbe colpire una centrale nucleare, lo stesso Cremlino, o sferrare qualche altro attacco estremamente devastante che potrebbe costringere Putin a reagire. Ma ricordiamo che la Russia ha già subito eventi come gli attentati terroristici del Crocus, che hanno causato la morte di quasi 200 persone e recavano chiaramente l’impronta dei servizi segreti ucraini e occidentali. Sarebbe difficile immaginare un attacco peggiore di quello, tale da costringere Putin ad agire in un modo imprevedibile.
Ma non si sa mai.
Tutto ciò che possiamo dire è che, mentre l’Ucraina sta affrontando il momento più critico, ci si deve aspettare che altre brutte sorprese, vere e proprie “scatole di Pandora”, si abbattano sulla Russia.
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