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Lettura del rapporto di lavoro del governo cinese del 2026 e del piano della NDRC per lo sviluppo economico e sociale nazionale_Fred Gao

Lettura del rapporto di lavoro del governo cinese del 2026 e del piano della NDRC per lo sviluppo economico e sociale nazionale

Fred Gao5 marzo
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Nel complesso, il Government Work Report (GWR) del 2026 e la Bozza del Piano per lo Sviluppo Economico e Sociale Nazionale della NDRC mantengono un tono coerente e particolarmente cauto. Il linguaggio schietto della NDRC sui crescenti ostacoli agli investimenti, unito all’enfasi posta in entrambi i documenti sulla promozione dei consumi, suggerisce che i responsabili politici abbiano ora una maggiore consapevolezza dei rischi al ribasso.

Allo stesso tempo, il tasso di deficit rimane al 4%. A mio avviso, ciò riflette un orientamento politico in cui l’aggiustamento strutturale ha la priorità sulla crescita del PIL, senza alcuna propensione a una forte spinta di stimolo.

Di seguito sono elencati i punti che ritengo più degni di attenzione:

1. Per la prima volta l’obiettivo del PIL è stato fissato come intervallo

La modifica più evidente è l’obiettivo del PIL fissato in un intervallo compreso tra il 4,5% e il 5%, per la prima volta dal 2019, con l’aggiunta di “impegnarsi per risultati migliori nell’attuazione effettiva”. Si tratta della prima revisione al ribasso dopo tre anni consecutivi (2023-2025) di ancoraggio a “circa il 5%”, e l’obiettivo numerico si attesta ora al di sotto della media degli obiettivi di crescita provinciali.

Tre livelli di considerazione: il mantenimento dell’occupazione richiede una certa soglia di crescita; l’obiettivo dovrebbe guidare tutte le parti a concentrarsi su uno sviluppo di alta qualità; e deve essere in linea con la visione a lungo termine per il 2035. Il GWR esplicita anche l’obiettivo di “raddoppiare il PIL pro capite entro il 2035 rispetto al 2020”, ovvero da 73.300 RMB nel 2020 a circa 146.000 RMB, ovvero circa 20.000-24.000 USD ai tassi di cambio correnti, corrispondenti alla soglia di un’economia moderatamente sviluppata. Ciò implica che la politica macroeconomica non richiederà tassi di crescita eccessivamente elevati in futuro.

A mio avviso, l’obiettivo basato sull’intervallo riflette una maggiore cautela nei confronti dell’incertezza esterna: la leadership vuole difendere un limite di crescita che mantenga stabile l’occupazione, liberando al contempo la larghezza di banda della politica per incanalare le risorse verso settori più avanzati.

2. Linguaggio decisamente più forte sulle difficoltà

Nel 2025, il rapporto della NDRC descriveva le sfide in termini relativamente misurati, come una domanda effettiva insufficiente, “involuzione in alcuni settori” e “crescenti difficoltà aziendali”. Il rapporto del 2026 è notevolmente più schietto:

“Lo squilibrio tra una forte offerta e una debole domanda è acuto; gli investimenti nello sviluppo immobiliare continuano a diminuire; la crescita degli investimenti infrastrutturali è passata da positiva a negativa; la crescita degli investimenti manifatturieri ha subito un ulteriore rallentamento; gli investimenti complessivi subiscono una crescente pressione al ribasso; la crescita dei consumi non ha slancio; e il livello dei prezzi continua a essere basso”.

Il GWR riecheggia questo concetto nella sua valutazione interna, osservando che “l’occupazione e la crescita del reddito sono diventate più difficili per i cittadini, le tensioni tra entrate e spese fiscali in alcune località sono pronunciate e il mercato immobiliare si sta ancora adattando”. Arriva persino ad affermare, cosa insolita, che “alcuni funzionari non hanno la capacità e i mezzi per perseguire uno sviluppo di alta qualità… e alcuni hanno visioni distorte dei risultati politici”. Personalmente, apprezzo questo riconoscimento più schietto dei problemi.

L’osservazione della NDRC secondo cui “la crescita degli investimenti infrastrutturali è passata da positiva a negativa” segnala che il modello tradizionale di utilizzo della spesa infrastrutturale come strumento anticiclico sta raggiungendo i suoi limiti. Le critiche dirette del GWR alla competenza dei quadri e agli incentivi alla performance, a mio avviso, indicano che la leadership centrale sta ponendo maggiori richieste sulla qualità dell’esecuzione delle politiche.

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3. Posizione fiscale sostanzialmente stabile

In un contesto di finanze locali in difficoltà e di crescenti rischi di indebitamento, la politica fiscale è l’aspetto che i mercati osservano più da vicino quest’anno. Secondo il GWR, il rapporto deficit/PIL rimane al 4%, con un deficit di 5,89 trilioni di RMB (in aumento di soli 0,23 trilioni di RMB rispetto al 2025, ben al di sotto dell’aumento di 1,6 trilioni di RMB dell’anno scorso). La quota di obbligazioni speciali degli enti locali rimane a 4,4 trilioni di RMB. Le obbligazioni speciali ultra-lunghe del governo centrale rimangono a 1,3 trilioni di RMB, ripartite tra ammodernamenti di apparecchiature (200 miliardi di RMB), sussidi alla permuta dei beni di consumo (250 miliardi di RMB, in calo di 50 miliardi di RMB rispetto all’anno scorso) e importanti progetti infrastrutturali e di sicurezza (800 miliardi di RMB).

4. Politica monetaria

Secondo il GWR, la politica monetaria mantiene la sua posizione “adeguatamente accomodante” e continua a “dare grande importanza alla promozione della crescita economica e a una ragionevole ripresa del livello dei prezzi”. Ha eliminato la frase “ridurre il coefficiente di riserva obbligatoria e i tassi di interesse al momento opportuno”. Ciò indica che, sebbene la tendenza all’allentamento persista, il ritmo dei tagli del coefficiente di riserva obbligatoria e dei tassi sarà più mirato. Credo che ciò rifletta probabilmente le preoccupazioni relative alla pressione sui tassi di cambio e al rischio di una circolazione inattiva dei fondi nel sistema finanziario.

Allo stesso tempo, il GWR chiede esplicitamente di “ottimizzare e innovare gli strumenti strutturali di politica monetaria, ampliandone opportunamente la portata e migliorandone l’attuazione”. Ciò indica un ruolo crescente per gli strumenti monetari mirati. Alcuni interpretano questo come una preferenza della Banca Centrale Cinese per iniezioni di liquidità mirate attraverso strumenti mirati rispetto a tagli dei tassi su larga scala.

5. La politica industriale intensifica la lotta contro l’“involuzione”, ma si appoggia su strumenti basati sul mercato

La bozza del piano della NDRC prevede il “rafforzamento della governance della capacità nei settori chiave”, indicando l’acciaio, la raffinazione del petrolio, la fusione del rame, l’allumina e la trasformazione del carbone in prodotti chimici come settori che richiedono una riduzione della capacità o una supervisione più rigorosa. Tuttavia, vale la pena sottolineare la formulazione specifica:

“Rafforzare l’applicazione delle norme antimonopolio e anticoncorrenza sleale, regolamentare i prezzi di mercato e adottare un approccio globale per limitare la concorrenza ‘involutiva’… Incoraggiare le industrie emergenti a mantenere una moderata ridondanza di capacità per promuovere la concorrenza e l’innovazione.”

Ciò suggerisce che il governo non intende imporre tagli di capacità attraverso decreti amministrativi, ma piuttosto fare affidamento su standard di qualità, regolamentazione dei prezzi e meccanismi di concorrenza di mercato per affrontare l’involuzione. L’esplicito sostegno alla “moderata ridondanza di capacità” nei settori emergenti è un correttivo alle precedenti preoccupazioni secondo cui una riduzione aggressiva della capacità potrebbe soffocare l’innovazione.

Il GWR integra tutto questo dal punto di vista della costruzione di un mercato nazionale unificato e della disciplina degli enti locali. Propone di “regolamentare le attività di promozione economica degli enti locali, stilare liste positive e negative per l’attrazione degli investimenti e standardizzare gli incentivi fiscali e i sussidi fiscali”. Questo approccio mira direttamente alla pratica degli enti locali di creare “paradisi fiscali” per attrarre investimenti, un tentativo da parte del governo centrale di frenare alla radice la corsa alla capacità duplicata, alimentata dalla concorrenza basata sui sussidi tra le località.

6. L’obiettivo dell’indice dei prezzi al consumo è stato abbassato al 2% per il secondo anno consecutivo, con aspettative di inflazione contenute

L’obiettivo dell’indice dei prezzi al consumo (IPC) per il 2026 rimane “intorno al 2%”, mentre dal 2021 al 2024 era stato costantemente fissato a “intorno al 3%”. Fissare l’obiettivo al 2% per due anni consecutivi è in parte un cenno alla realtà, ma segnala anche che i responsabili politici non si aspettano una ripresa significativa dei prezzi nel breve termine. Ciò è coerente con il tono complessivamente cauto delle politiche.

7. Nuove specifiche sull’apertura

La bozza del piano della NDRC introduce diverse misure di apertura degne di nota: l’ampliamento dell’accesso al mercato con particolare attenzione al settore dei servizi; il costante avanzamento di programmi pilota nelle telecomunicazioni a valore aggiunto, nella biotecnologia e negli ospedali interamente di proprietà straniera; l’attiva promozione dell’adesione al DEPA e al CPTPP; e l’impegno per far entrare in vigore il prima possibile il protocollo di aggiornamento dell’accordo di libero scambio Cina-ASEAN 3.0.

Il GWR, da parte sua, chiede di “ampliare l’uso transfrontaliero del renminbi” e di “ampliare attivamente le importazioni e promuovere uno sviluppo commerciale equilibrato”. Nel contesto di crescenti pressioni esterne, l’espressione “promuovere uno sviluppo commerciale equilibrato” è particolarmente degna di nota: segnala la volontà della Cina di modificare proattivamente la propria posizione sugli squilibri commerciali, lasciando spazio a potenziali negoziati.

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