Risoluzione dei cittadini sull’impegno militare e finanziario della Francia in Ucraina

Résolution citoyenne relative à l’engagement militaire et financier de la France en Ukraine
signifiée par huissier aux présidents des deux assemblées
le 17 avril 2025
Risoluzione dei cittadini sull’impegno militare e finanziario della Francia in Ucraina
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Una brevissima risoluzione popolare di decine di personalità militari e civili è stata inviata tramite ufficiale giudiziario ai presidenti delle due assemblee il 17 aprile 2025..
La risoluzione chiede la piena applicazione della Costituzione e il controllo parlamentare di tutte le decisioni dell’esecutivo riguardanti l’Ucraina.
Il testo di questa risoluzione può, ovviamente, essere reso pubblico con ogni mezzo, tanto più che i media tradizionali non si affretteranno a menzionarne l’esistenza e il contenuto.
E’ riportato l’elenco dei primi firmatari. Sarebbe stato molto più lungo se il testo elaborato in pochissimo tempo avesse potuto circolare, sia tra i militari che tra i civili.
Spetta a tutti farsi un’idea su questo testo.
Dominique Delawarde
Da molti mesi, la Francia sta mobilitando la sua diplomazia, le sue finanze e i suoi eserciti nel conflitto russo-ucraino. Il Presidente della Repubblica non ha mai ricevuto l’approvazione né del popolo né del Parlamento.
Fedele alla sua vocazione primaria e a immagine della prima e ormai famosa “tribuna dei generali”, la Place d’Armes si unisce e porta qui alla vostra attenzione una legittima iniziativa dei nostri compagni militari e civili per chiedere il rispetto della sovranità del popolo sui temi altamente sensibili dell’impegno delle sue risorse e delle sue forze militari. Firmate insieme a noi questa risoluzione popolare!
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Risoluzione dei cittadini relativa all’impegno militare e finanziario della Francia in Ucraina firmato dall’ufficiale giudiziario ai presidenti delle due assemblee il 17 aprile 2025.
L’articolo L 4111-1 del Codice della Difesa recita: “L’Esercito della Repubblica è al servizio della Nazione. La sua missione è preparare e assicurare, con la forza delle armi, la difesa della patria e degli interessi superiori della Nazione”.
Dall’inizio del 2022 sono circolate notizie insistenti, anche se non confermate ufficialmente, sulla presenza di truppe francesi in Ucraina. Se questi fatti fossero confermati, solleverebbero un serio problema di rispetto dell’articolo 35 della Costituzione, che impone al Governo di informare il Parlamento entro tre giorni di un intervento militare all’estero e di sottoporre a votazione qualsiasi proroga oltre i quattro mesi.
Ad oggi, però, nessuna comunicazione chiara è stata fatta alle assemblee, lasciando i cittadini all’oscuro e privati del loro diritto al controllo democratico sull’uso dell’esercito.
Inoltre, gli accordi di sicurezza franco-ucraini firmati il 16 febbraio 2024, che prevedono un sostegno militare e finanziario di 3 miliardi di euro per il 2024 e un impegno militare pluriennale, avrebbero dovuto essere ratificati dal Parlamento in applicazione dell’articolo 53 della Costituzione, che richiede la ratifica parlamentare dei trattati internazionali con implicazioni finanziarie significative per le finanze pubbliche.
A titolo di esempio, il 7 febbraio 2024, l’accordo di cooperazione in materia di difesa tra Francia e Papua Nuova Guinea, pur avendo un impatto molto minore sulle finanze pubbliche rispetto all’accordo con l’Ucraina, è stato sottoposto a ratifica parlamentare ai sensi dell’articolo 531.
Ad oggi, tuttavia, il Parlamento non ha ratificato gli accordi di sicurezza franco-ucraini, il che mette in discussione la loro legalità e applicabilità, sia per la nazione che per i cittadini francesi, chiamati a contribuire finanziariamente al sostegno militare dell’Ucraina.
Inoltre, poiché l’articolo 55 della Costituzione stabilisce che “i trattati o gli accordi debitamente ratificati o approvati hanno, dal momento della loro pubblicazione, un’autorità superiore a quella delle leggi, fatta salva, per ogni accordo o trattato, la sua applicazione da parte dell’altra parte”, l’assenza di una regolare ratifica da parte del Parlamento solleva la questione della legalità delle consegne di armi dalle scorte dell’esercito francese all’Ucraina per l’uso contro la Federazione Russa, contro la quale il nostro Paese non è in guerra.
L’articolo 411-3 del Codice penale francese recita: “L’atto di consegnare a una potenza straniera, a una società o a un’organizzazione straniera o controllata da stranieri, o ai loro agenti, materiali, costruzioni, attrezzature, installazioni o apparecchiature destinate alla difesa nazionale è punibile con trent’anni di reclusione e una multa di 450.000 euro“.
Infine, le recenti dichiarazioni del Presidente della Repubblica, che fanno riferimento al possibile dispiegamento di truppe francesi nel maggio 2025 e alla messa in comune dell’uso di armi nucleari, richiedono un dibattito parlamentare preventivo per garantire la legittimità di tali scelte a nome della nazione. Questa è la conditio sine qua non per la legalità dell’intervento dell’esercito. Un esercito che agisce senza un chiaro mandato del Parlamento non sarebbe più al servizio della Nazione, ma di un potere esecutivo isolato, in contraddizione con lo spirito della nostra Costituzione e con l’articolo 16 della Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino del 1789, che sancisce la separazione dei poteri come garante dei diritti: “Ogni società in cui la garanzia dei diritti non è assicurata, né la separazione dei poteri determinata, non ha Costituzione“.
Per questo motivo noi, cittadini ed ex militari, riteniamo che il Parlamento debba essere consultato sulla prosecuzione dell’intervento militare francese e/o del suo coinvolgimento in Ucraina, ai sensi dell’articolo 35 della Costituzione, e che debba anche essere chiamato a ratificare gli accordi di sicurezza franco-ucraini del 16 febbraio 2024, in conformità con l’articolo 53.
Proposta di risoluzione:
Noi, cittadini ed ex militari, chiediamo ai deputati e ai senatori:
1. Pubblicare nella Gazzetta Ufficiale tutte le informazioni sulla presenza delle truppe francesi in Ucraina dal 2022, come previsto dall’articolo 35;
2. Tenere un dibattito, seguito da una votazione, sul proseguimento di questo intervento, ai sensi dell’articolo 35;
3. Decidere sulla ratifica degli accordi di sicurezza franco-ucraini del 16 febbraio 2024, in conformità con l’articolo 53;
4. Inserire la presente risoluzione all’ordine del giorno entro 15 giorni dalla sua presentazione, al fine di garantire il pieno esercizio del controllo parlamentare.
I primi firmatari…
Generali dell’esercito Bertrand de LAPRESLE, Generale dell’esercito (2S), Esercito
Jean-Marie FAUGERE, Generale (2S), Esercito francese
Tenenti generali
Maurice LE PAGE, Tenente Generale (2S), Esercito Francese
Maggiori Generali
Philippe CHATENOUD, Maggiore Generale (2S) dell’Esercito
Philippe GALLINEAU, Maggiore Generale, Esercito Francese
Generali di brigata
Dominique DELAWARDE, Generale di Brigata (2S), Esercito francese
Alexandre LALANNE-BERDOUTICQ, Generale di Brigata (2S), Esercito francese
Marc JEANNEAU, Generale (2S), Esercito
Paul PELLIZZARI, Generale di brigata (2S), Esercito francese
Marc PAITIER, Generale di Brigata (2S), Esercito francese
Antoine MARTINEZ, Generale di brigata aerea (2S), Forza aerea e spaziale francese
Claude GAUCHERAND, Contrammiraglio (2S), Marina francese,
Hubert de GEVIGNEY, Contrammiraglio (2S), Marina francese,
Jean-Marie PARAHY, generale (2S), Artiglieria,
Michel DE CET, Generale (2S), Gendarmeria,
Laurent AUBIGNY, Generale di Brigata Aérienne (2S), Armée de l’Air et de l’Espace,
Jean-François BOIRAUD, Generale di Brigata (2S), Artiglieria,
DANIELSCHAEFFER, Generale di Brigata (2S), Quadro Speciale,
Michel Georges CHOUX, Generale di Brigata (2S), Esercito,
Colonnelli
Yves BRÉART de BOISANGER, Colonnello (er), Esercito TDM
Alain CORVEZ, Colonnello (er) INF, Esercito
Paul BUSQUET de CAUMONT, Colonnello
Bernard DUFOUR, colonnello (er) TDM, Armée de terre Inf
Daniel BADIN, colonnello (er) ART, Armée de terre
Jacques PELLABEUF, colonnello (er) INF, esercito francese
Hubert de GOËSBRIAND, Colonnello (er), Esercito, ABC
Éric GAUTIER, Colonnello (er), Esercito
Didier FOURCADE, colonnello (er), esercito, ABC
Pierre BRIÈRE, Colonnello (er), Esercito INF
Pascal BEGUE, colonnello commissario, esercito francese
Jacques de FOUCAULT, Colonnello (er) INF, Esercito francese
Philippe RIDEAU, colonnello dell’esercito francese.
Jacques HOGARD, Colonnello (er) INF-LE, Esercito
Frédéric PINCE, Colonnello (ER) TDM, Esercito
François RICHARD, Colonnello (ER) – Esercito
Erwan CHARLES, Colonnello (Er), Esercito, ABC
Frédéric SENE, Colonnello (H), Forze aeree e spaziali francesi
Régis CHAMAGNE, colonnello, Armée de l’air et de l’espace,
Philippe de MASSON d’AUTUME, Capitano (H), Marina francese
Christophe ASSEMAT, ufficiale superiore (er), esercito francese
Olivier FROT, colonnello commissario, esercito francese
Denis KREMER, Ufficiale medico capo (er), Servizio sanitario dell’esercito
Bruno WEIBEL, Ufficiale medico superiore, Corpo sanitario delle forze armate francesi
Jean-Pierre RAYNAUD, Ufficiale medico capo, Servizio sanitario delle forze armate
Marc HUMBERT, Cadre spécial, Armée de Terre
Tenente Colonnello
Vincent TUCCI, Tenente Colonnello (er) ABC-LE, Esercito
Alain de CHANTERAC, Tenente Colonnello (er) TDM, Esercito
Bernard DUFOUR, colonnello (er) INF, Armée de terre
Pierre RINGLER, tenente colonnello (er) ART de Montagne, Esercito francese
Gérald LACOSTE, tenente colonnello (er)INF, esercito, consigliere comunale di Antibes
Benoit de RAMBURES, tenente colonnello (er) TDM, esercito francese
Louis ACACIO ROIG, tenente colonnello (er) INF, esercito francese
Bertrand de SAINT ANDRE, Tenente Colonnello (er) INF, Esercito francese
Franck HIRIGOYEN, tenente colonnello, esercito francese
Thierry LEDUCQ, tenente colonnello (er), GEN, esercito,
Rémi BEVILLARD, tenente colonnello (er) INF-LE
Laurent CAZAUMAYOU, Tenente Colonnello, Esercito,
Franck PUGET, tenente colonnello (er) ABC, Esercito
Pierre LAMY, Tenente Colonnello (er) TDM, Esercito francese
Denis CARTON, Tenente Colonnello (er) ART, Esercito francese
Jean-Luc CHAZOTTES, Capitano (R) di Fregata, Marina francese
Frédéric TENAIRI, tenente colonnello (er), Gendarmeria Nazionale
Comandanti
Gilbert SANDMAYER, Capo Battaglione (er) INF TDM, Esercito
Fabrice SAINT-POL, Capitaine de corvette H
Capitani
Xavier MOREAU, Capitano (er) INF, Esercito
Antonius STREICHENBERGER, Capitano, Esercito
Tenenti
Jean-Paul PAGES, Guardiamarina di 1a classe (R), Marina francese
Maggiori
Dominique PERRIN, Maggiore (h), Esercito GSEM
Roger PETRY, Maggiore (er) INF, Esercito
Ufficiale di garanzia capo
Marc-André ANGLES, Ufficiale capo di gara (er), Esercito
Antoine NIETO, Ufficiale capo di TDM (er), Esercito
Claude ZIELINSKI, ufficiale capo di gara, Esercito
Jacques KERIBIN, Ufficiale di gara, Ispettore DRSD, Aeronautica Militare Francese
Sergenti capo
Alain PIALAT, maréchal des logis-chef (er) Gendarmerie Nationale
CIVILI
Pierre BREUIL, Prefetto onorario
Gilles de FONT-RÉAULX, Saint-Cyrien
2 ore
poco dopo il generale Delawarde ha aggiunto quanto segue, che ha inoltrato via e-mail ad alcuni ” contatti:
” re – Buongiorno a tutti,
visto lo tsunami di reazioni positive alla risoluzione dei cittadini inviata questa mattina, devo darvi alcune informazioni aggiuntive che dovreste tenere in considerazione.
1 – Non sono l’autore di questo testo e non ho nemmeno partecipato alla sua stesura. Sono solo un firmatario e non merito alcun elogio.
2 – Questa risoluzione popolare è stata diffusa sul sito web di Place d’Armes, che continua a raccogliere firme. In poche ore sono state raccolte diverse migliaia di firme.
https://www.place-armes.fr/r%C3%A9solution-citoyenne?utm_campaign=746f0991-c554-49b0-bc8e-1befe8c7e982&utm_source=so&utm_medium=mail&cid=7753db3c-f961-41cd-afcd-bee66f9f4f48
3 – Uno dei miei corrispondenti mi ha fatto notare un’imprecisione su uno dei punti del testo, che indubbiamente indebolisce, ma solo in parte, l’argomentazione del testo. Il voto di approvazione dell’accordo di sostegno all’Ucraina del 16 febbraio 2024, che impegna la Francia per dieci anni, sembra aver avuto luogo il 12 marzo 2024, all’Assemblea Nazionale, ben prima delle ultime elezioni europee e legislative,
La RN si è astenuta… e per questo è stata accusata dal primo ministro sayan dell’epoca, ATTAL, di essere “pro-Putin “. Questa è ovviamente l’accusa che è in agguato per tutti coloro che rifiutano il guerrafondaio fino alla boutiste propugnato dai nostri politici neoconservatori che ancora tengono banco con l’appoggio incondizionato dei media sovvenzionati.
Rimane ovviamente il problema della messa in comune degli armamenti nucleari francesi e dell’invio di truppe di terra in Ucraina, questioni che non sono ancora state risolte da un dibattito in parlamento, e quello della fornitura a una potenza straniera di armi ed equipaggiamenti assegnati alla difesa nazionale che contravviene ;a una potenza straniera di armi ed equipaggiamenti assegnati alla difesa nazionale che viola l’articolo 411-3 del Codice penale..
Tuttavia, dobbiamo essere consapevoli che, ancora oggi, un voto in parlamento su tutte queste questioni sarebbe a favore della guerra, o meglio del sostegno all’Ucraina fino in fondo.
La rappresentanza nazionale è pietrificata dal timore di essere accusata di essere favorevole a Putin. Teme anche lo sfogo mediatico della stampa sovvenzionata che farebbe pagare caro al suo autore ogni voto che rifiutasse di sostenere fino in fondo l’Ucraina. A troppi parlamentari non importa nulla degli interessi del Paese, cercano solo di essere rieletti con il necessario supporto mediatico.
La RN? Si sarebbe astenuto, come sempre su tutte le questioni importanti ”
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