Un quarto di Reich?_di WS
Confesso che non ho capito un tubo del dibattito filosofico nella parte iniziale di questo su Osvald Spengler
ma ho capito benissimo che nel suo contributo riportato in coda Constantin von Hoffmeister vuole rendere un omaggio “ storico” a Spengler, anche solo per l’ evidente fatto che “ il Tramonto de l’ Occidente” è ora visibile a tutti nella sua evidenza, quando invece “tra le due guerre” forse i più potevano cogliervi solo quel “tramonto della Germania” che aveva ispirato le controverse riflessioni di Spengler.
Oggi Spengler invece dovrebbe essere riletto , a cominciare dai “ filotedeschi” o sedicenti tali, non solo per tutte le sue azzecate previsioni ma tanto più perché , per dirla con l’ autore, DI NUOVO
La Germania si trova nella situazione descritta da Oswald Spengler ne ” L’ora della decisione” , pubblicato nel 1933: un vecchio ordine politico controlla ancora le istituzioni, ma non controlla più l’epoca.
Giustissimo paragone questo! Ill precedente esito fu però disastroso e non solo per quel “terzo Reich “, e ,soprattutto ora che ce ne è un “quarto “ all’ orizzonte, le disastrose risultanze di “quel Reich” dovrebbe indurci a qualche riflessione più approfondita , magari cominciando da quelle che Spengler aveva già fatto per “ quel Reich “ prima di essere “ dimenticato” da TUTTI dopo una sua morte “ alquanto dubbia”.
Eppure Spengler le aveva azzeccate tutte , a cominciare da quel suo ” tra dieci anni un Reich tedesco non esisterà più “ cosa appunto poi formalizzata a Potsdam giusto 9 anni dopo la sua improvvisa “ dipartita”.
Ma certamente il paragone di Constantin von Hoffmeister tra questa “democrazia” tedesca uscita dalla WW2 e quella “ democrazia” uscita dalla WW1 contro cui si scagliò Spengler è corretta perché … fanno schifo entrambe !
Anche la ” democrazia” di Weimar infatti era corrotta , falsa, antipopolare e eterogestita; ma che cosa poi espresse la pur giusta “reazione popolare” ad essa ?
Lo vogliamo nominare quel “baubau” oggi assurto a “misura di tutti i mali” e contro cui Spengler si pronunciò da subito ?
Beh “ quella cosa” nel’ era del “ politically correct” gestito dalle AI è meglio non nominarla mai; dobbiamo però tenerla sempre ben presente per ciò che fu in realtà , compreso il disastro geopolitico che arrecò all’ intera Europa.
Tornando a “l’ oggi” in sostanza , la domanda che ogni “apota” dovrebbe farsi è : laddove non lo fu minimamente il suo “ predecessore “ , siamo sicuri che AFD sia realmente fuori dal Sistema?
Siamo sicuri che la sua “nuova” elite sia pienamente scevra da dannose “contaminazioni” e che in realtà questo ” cambiamento” possa esprimere un reale salto di “paradigma” invece che solo un ” adattamento” al Sistema” ?
A me è abbastanza evidente che le ” rivoluzioni” non siano mai realmente “popolari “, bensì conflitti interni alla elite che poggiano sulla reazione popolare al fallimento della classe dominante; esse in genere , specie se hanno successo , svelano come siano, da subito, abbastanza compromesse con quello che esse stesse dicono di voler eliminare.
E questo a volte in modo perfettamente conscio ( come Trostky con le sue valigie piene di dollari fornitegli del banchiere “americano” membro della sua stessa “tribù”), a volte in modo molto inconscio come ne l’ ideologia ” ispirata da Hess e Rosenberg e contro cui Spengler si scagliò da subito .
Quindi come si fa a capire dove queste “ rivoluzioni” sempre fatte in nome delle cose più “sacre” ( popolo , nazione , giustizia , libertà , progresso , religione ect. ) andranno a parare REALMENTE ?
Perché ogni svolta politica è sempre la risultante di svariate spinte e controspinte, spesso “ sotterranee “ ricevute; e solo dalla loro dinamica relativa si può capire , a posteriori , quali esse realmente fossero e perché ne avessero determinato il successo.
Di questo la casistica offre un’enormità di esempi, ma trattandosi di “ storia occulta” , cioè fatta dietro le quinte del palcoscenico aperto sulle “masse”, l’ argomento è ovviamente sempre ” controverso” .
Potrei ad esempio qui spiegare quanto abbia avuto peso nella “rivoluzione di Ottobre” e nella successiva nascita dell’ URSS , la “simpatia” , per altro sempre ufficialmente negata, di certi banchieri “americani”.
Ma per rilevarne i tipici processi e i nascosti intenti delle “rivoluzioni” , sempre ben lontani da quanto ufficialmente proclamato, citerò un esempio storicamente più lontano e quindi meno controvetibile: la tanto celebrata “rivoluzione francese”.
Questa infatti nel suo risultato geopolitico è stata , non “ casualmente” , il portato della infiltrazione della massoneria inglese nella borghesia francese onde spingere una Francia “ rivoluzionaria” ad esaurirsi in una guerra continentale contro le altre nazioni “cattoliche”, lasciando così nelle mani della Gran Bretagna tutti i loro possessi coloniali .
Il che è una cosa tanto evidente che oggi nessun potrebbe contestare sebbene , e non a caso , questo non sia ancora “ storia per le masse”, laddove cioè ancora nei “libri di scuola “si parla invece delle “ coalizioni reazionarie “ guarda caso però sempre costituite intorno alla suddetta Gran Bretagna.
Tornando quindi alle vicende tedesche , abbiamo visto infatti quale poi fosse la “spinta” determinante che portò il “baffetto” alla Cancelleria e , cioè, l’ adesione ad una politica capitalistica e di “potenza” con un patto suggellato dallo sterminio de “l’ala sinistra” del partito che pure tanti milioni di voti al “baffetto” aveva procurato.
Quindi davanti ad un Germania di nuovo in crisi sistemica e di nuovo generata da una ottusa elite capitalistica, un buon indizio verrà dalla politica che lo stato profondo tedesco apporterà contro questo nuovo “paria” politico.
Ad esempio, se la lasciasse vincere, significherebbe che c’erano già “ patti” in corso e che questa “svolta” servirebbe alla elite tedesca quantomeno da paravento per una cambio della sua attuale e servile geopolitica ,, una cosa che sarebbe una “furbata”, ammesso che i tedeschi fossero in grado di concepirla.
Altrimenti questa AFD sarà “ sterilizzata” perché di certo “, giunta al governo, “ quella attuale non sarebbe adatta alla proclamazione di un “ quarto Reich” ancora lanciato contro la Russia.
Ma verrà poi davvero questo “ quartino” ? Lo sapremo presto perché ci aspetta un ‘27 molto “interessante”.
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