Italia e il mondo

Il punto zero_di WS

Essendo tutti presi dalla “narrazione” che ci sta avvolgendo, sto leggendo cose ( ad esempio qui riflessioni-del-moa-il-saggio-di-sachs-le-interviste-di-lavrov-e-la-straordinaria-dichiarazione_di-karl-sanchez/) che richiedono di fare il punto per capire come possano evolvere gli avvenimenti.

Soprattutto mi preme ribadire il “punto zero” pressoché mai citato da tutti i commentatori : il sistema finaziario estrattivo che guida l’ economia globale è fuori controllo ed esploderà . Noi non sappiamo ne “il quando” ne “ il come” ( in realtà “il come” sarà quello solito).

Di solito infatti “ il sistema” mostra di essere “ fuori controllo” con una grave crisi finanziaria che poi con vari trucchi può essere rabberciata ma non risolta, se non, alla fine, con una guerra mondiale sotto le cui macerie nascondere anche l’ insolvibilità dei debiti pregressi.

Io infatti già da tanti anni posto la relativa equivalenza

1907→ 1914 WW1

1929 → 1939 WW2

2007 → ??? WW3

Da questo confronto si nota subito l’ impressionante ritardo della WW3 , il che potrebbe indurre qualcuno ad un facile “ottimismo” ( la guerra non verrà mai ! ). Un ottimismo che io invece gelo subito facendo notare che il “tempo di attesa” non comporta alcuna “ soluzione alternativa “ perché nel frattempo il debito impagabile continua a crescere e a deprimere sempre più l’economia reale, ragion per cui semplicemente più la guerra “ ritarda” e più grosso sarà “il botto”.

“Il ritardo” infatti non serve a trovare “soluzioni diverse” ( non esistono senza rimettere in riga il Grande Kapitale ), ma serve solo ai vari attori a meglio posizionarsi, nonché ai banksters a definire gli opportuni soggetti su cui scaricare “la colpa” della guerra .

I quali “caproni espiatori “ possono anche intuire quale parte gli sarà assegnata nella “commedia” e quindi cercare di “resistere” al proprio incaprettamento.

Ad esempio nel 1914 l’operazione fu perfetta, in quanto i “caproni” di allora, gli imperi europei, non immaginarono mai la trappola in cui stavano allegramente entrando.

Nel 1939 invece la cosa fu già più problematica, perché se anche la Germania non si rese esattamente conto della trappola, la dirigenza dell’ URSS al contrario ne era molto più avvertita; l’URSS ne sarebbe rimasta ancora per un po’ fuori, in quel ruolo “falsamente neutrale” che è da sempre quello degli USA (+) , se la Germania nella sua disperazione strategica non avesse visto la sua unica via di uscita in un attacco a “l’Unione Sovietica”.

Questa volta il ruolo del “ cattivo” toccava appunto alla Russia essendo la Germania un cane fedele della “grande Finanza”, il Kapò de l’€urolager che rastrellava il surplus economico dell’€urotonnara per convogliare i profitti finanziari nei centri della “Grande Finanza “ angloamericana .

Ma la Russia ha manovrato abilmente per non farsi fregare , ragione per cui ora siamo già a 18 anni dalla corrispondente “crisi finanziaria” e ancora la “grande guerra” non c’è, almeno ufficialmente.

Ma “una guerra” al “grande Kapitale” è ogni giorno sempre più necessaria; “la resistenza” della Russia a “intestarsene “, sta comportando una fase di studio per individuare alcune “varianti” .

Una evidentissima è “ la variante cino-giapponese ” che ci viene annunciata dal rapido riarmo del Giappone e “ l’ altra “ , meno evidente, è “ la variante “€uro- tedesca”, cosa che può avere una più probabile realizzazione; i tedeschi sono da sempre le più grandi pippe della geopolitica mondiale.

Sia comuque chiaro che in tutto questo non c’è alcun “ determinismo” , cioè non è ancora detto che “Germania” e “ Giappone” eseguano poi esattamente gli “ordini ricevuti” e che magari invece non cerchino di sfuggirne. Che poi ci riescano è tutta un’altra questione (*)

Esiste anche la “ variante Israele”! “L’unica democrazia del MO“ verrebbe lanciata contro tutti i suoi vicini provocando una gigantesca crisi economica mondiale. Ma questa sarà solo una soluzione di “emergenza” perché il suo “contraccolpo” specie di “narrazione “ non sarebbe facilmente gestibile come le “altre “ varianti”.

Comunque, più ci si avvicina al “momento topico” è più tutti i giocatori copriranno le loro carte e le loro mani. Solo gli sciocchi faranno dichiarazioni roboanti su cose che non potranno gestire; quelli “bravi”, che invece hanno i mezzi per gestire “la guerra”, parleranno sino alla fine di “diplomazia” e “pace” mentre si prepareranno ad una guerra sempre meno rinviabile.

(+) Nel 1907 gli USA partirono con un gigantesco programma di armamento navale il cui scopo poteva essere finalizzato solo ad una guerra fuori dalle acque del continente americano.

E’ poi abbastanza noto che il programma del B17 partì nel 1933 e che, collegato allo sviluppo del Napalm, ci dice che il tutto servisse al bombardamento a largo raggio delle città giapponesi, notoriamente “ di legno” e quindi facilmente infiammabili.

Ma l’orientamento bellicista della amministrazione americana svoltò solo nel 1939 verso il “Germany first” con immediato decollo del “progetto Manhattan” e prima ancora che la guerra esplodesse in Europa.

Tutte “iniziative” comunque sempre perfettamente dissimulate dietro una postura fintamente “neutrale” e “ pacifista”. La mia domanda quindi è sempre la stessa: quale è il nuovo “trucco” con cui gli U$A entreranno nella WW3 ?

(*) La variante “ €uro-tedesca” , nella sua attuale accezione che prevede cioè una NATO-€uropa lanciata contro la Russia sotto una egemonia tedesca, militare al posto della vecchia “egemonia economica”, è particolarmente pericolosa per noi che vi saremo trascinati in vario modo. Lì vedremo i limiti della agibilità politica della “sora giorgia”.

Comunque ho già spiegato come i tedeschi, ancor di più i giapponesi, non possano essere così tanto fessi; probabilmente, seppur costretti , abbiano anche “ progetti propri “ .

Ma è alquanto improbabile che poi i tedeschi siano tanto abili da saltare in tempo giù dal “ treno in corsa”; cosa che invece noi dovremmo essere pronti a fare , dal momento che lo abbiamo già fatto anche le “altre due volte” seppur , “la seconda”, con esiti comunque disastrosi.

Perché NON sedersi al tavolo resterebbe sempre il miglior modo di “ non farsi male”; una cosa per noi stavolta impossibile laddove invece “le altre due volte”, al tavolo, ci siamo voluti proprio sedere noi.

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