ISRAELE ENTRA UFFICIALMENTE IN BALLO SUL FINALE, MA …., di Antonio de Martini

ISRAELE ENTRA UFFICIALMENTE IN BALLO SUL FINALE, MA ….

Nell’allegato in lingua inglese su cui potete clikkare sotto il post, c’è un “tweet”del quotidiano ” TIMES OF ISRAEL” che rivela ( a meno non si tratti di un apocrifo) quel che il mondo sospettava da anni, ossia il coinvolgimento diretto dello stato di Israele con gli assassini jihadisti del DAESCH ( detto anche ISIS, EI ecc).

Il giornale – della sinistra moderata – rivela che è il DAESCH a comunicare all’aeronautica israeliana quali obbiettivi colpire in Siria. È la prova di un affiatamento operativo accurato e non effimero.

Dopo anni di propaganda e spiegazioni improbabili della funzione del signor Abdelrahman ( a Coventry) e della signorina Katz ( negli USA) come liberi addetti stampa dei jihadisti, la verità affiora prepotente.

Dietro agli orrendi misfatti del DAESCH, si celavano gli israeliani che perseguivano il doppio risultato di aggredire la Siria, neutralizzandola, e di creare una pessima stampa agli arabi in generale presentati come una genia di barbari mozzateste che bruciano vivi i loro conterranei.

Difficile adesso non pensare che gli attentati in Europa non siano stati sincronizzati con i coincidenti appelli ( as es. di Netanyahu dopo gli attentati di Parigi e del rabbino capo di Barcellona) agli ebrei francesi e a quelli spagnoli, a emigrare in Israele in cerca di protezione.

In realtà per compensare la bilancia demografica cronicamente deficitaria dello Stato di Israele, che è, da sempre, la priorità N 1 della dirigenza locale e dell’Agenzia sionista, preoccupate per l’ormai quarantennale esodo di israeliani verso Canada, Stati Uniti e Australia, paesi dalle grandi potenzialità economiche e che garantiscono una serenità e progetti di vita impensabili in Palestina.

Sembra quindi rivelarsi vincente la strategia araba di creazione e mantenimento, tra gli israeliani, di uno stato di insicurezza permanente con un minimo, ma costante, di attacchi alla cieca contro gli abitanti (coltello nelle città e missili artigianali nel contado) che negli anni ha prodotto il convincimento generale di invivibilità del territorio controllato dal governo.

A questa notizia da Gerusalemme si aggiunge quella del Presidente Trump, che ha dichiarato venerdì con la sua abituale rudezza, di dubitare ormai della volontà di pace di Israele ( avrebbe forse potuto dire di Netanyahu).

Il giorno successivo, la Casa Bianca, ha dichiarato falsa l’asserzione del premier israeliano di aver discusso con Trump della legalizzazione degli insediamenti abusivi nei territori occupati.

Il quadro si delinea.

Siamo in presenza di uno stato dominatore, aggressivo e tecnologico che ha vinto tutte le battaglie militari e diplomatiche ed ora constata che rischia di aver perso la guerra o almeno il suo principale alleato.

Reagisce, abbattendo le carte e ammettendo delitti e complicità inconfessabili per tentare di liberarsi dalla stretta mortale di Netanyahu e sodali che preferiscono distruggere tutto pur di non lasciare il potere a chi vuole la pace.

#WhiteHelmets #svpol https://t.co/y1lkrNAZjF
(https://twitter.com/ProfessorsBl…/status/962587850268168192…)

Un commento

  • “Israele entra ufficialmente in ballo sul finale, ma…” di Antonio De Martini: nella sua scabra semplicità e disarmante incontestabilità di un’analisi che indica Daesch alleato di fatto d’Israele (ci voleva tanto per arrivarci? si, forse De Martini…), una descrizione dell’attuale situazione mediorientale che riecheggia la classicità delle grida dei bambini dove nella fiaba di Andersen “I vestiti nuovi dell’imperatore” urlano “il Re è nudo”. Veramente molto singolare che nella versione mediorientale della fiaba in questione sia ora il bambinone Donald Trump a guidare il coro. Si fa quindi sempre più difficile che il re di questa fiaba possa comportarsi come quello di Andersen, che nonostante lo sputtanamento riuscì a continuare a camminare imperterrito con tutto il seguito facendo finta di niente…

    Massimo Morigi – 14 febbraio 2018

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