è chiaramente scritto da uno “scholar”, un intellettuale “di sistema”, non da un “indipendent”, un “dilettante”, come costui vorrebbe atteggiarsi .
Ma il Kurpis è comunque notevole perché esce dal solito coro sistemico degli “scholars” per esprimere un punto di vista “indipendente” insolitamente equilibrato sino a riconoscere l’ efficacia e la razionalità della politica russa; si tradisce quando , pur abilmente, cerca di “giustificare” la politica del proprio paese.
Il suo scopo è abbastanza palese e rappresenta certamente la visione , seppur minoritaria, di una parte di quell’ establishment americano che, costatando l’ inattesa ( inattesa ? ) “resilienza” russa alla aggressione NATO, si preoccupa, direi giustamente, delle conseguenze , soprattutto adesso che gli U$A si sono impantanati in MO e vorrebbero “ congelare il fronte” in Ucraina .
Ora, io non so quanto costui sia realmente tanto ingenuo da non capire che CHI ha spinto la NATO ad aggredire la Russia ha anche spinto gli USA ad impantanarsi in MO. Facciamo pure finta che sia così . La Realtà è che comunque Kurpis riconosce che gli USA sono fortemente implicati nella guerra in Ucraina e non potranno nascondersi per sempre dietro gli €uropoidi; che quindi , se la Russia si ostina a “resistere”, un qualche “ accordo” Usa-Russia dovrà essere trovato per evitare una scontro nucleare, scaricando quindi l’ onere della “ sconfitta strategica” della “NON-sconfitta “ russa dalle spalle degli U$A a quelle della NATO-€uropa.
Ed infatti sostiene che:
“l’approccio della Russia nei confronti di ciascuno di essi dovrebbe essere fondamentalmente diverso”.
Che però è solo “tattica” perché il NEMICO della Russia è unico e POSSIEDE “ciascuno di essi”; è altrettanto vero, però, che su questo la Russia sarebbe disposta a “chiudere gli occhi”
E per spiegare questa “diversità”, Kurpis osserva che:
“i cittadini americani comuni, le élites delle zone costiere e persino gran parte dello stesso governo non nutrono un vero e proprio astio nei confronti della Federazione Russa o del suo popolo.”
Cosa che , anche fosse vera ,sarebbe però irrilevante perché CHI POSSIEDE gli USA è preda di un odio atavico contro il popolo russo che trascende ogni razionalità; gli basterebbe un po’ della solita “propaganda” per ricreare la stessa psicosi che permeava gli USA degli anni ‘50.
Ribadisco che “CHI comanda in USA” attraverso gli USA POSSIEDE anche la €uro-colonia dove ha appunto, invece, accuratamente insediato al potere
“una fazione straordinariamente potente all’interno dell’establishment europeo che è fermamente determinata a perseguire lo scontro con la Russia. “
E la ragione di tutto ciò è ovvia: gli USA non vogliono essere coinvolti in una guerra DIRETTA con la Russia e preferiscono nascondere la propria mano dietro i loro €uroburattini, i quali non contano nulla e sono solo meri Kapò, esattamente come quelli che ” comandano” a Kiev .
La preoccupazione di Kurpis è appunto che cosa accadrebbe quando:
“ i missili a lungo raggio dovessero essere lanciati più in profondità nel territorio russo “.
Lì si andrà a finire comunque e allora si che ci saranno dei “problemi! Nessuno potrà in quel frangente raccontare che quei missili siano “ucraini”; anche se derubricati a “€uropei” tramite “licenze”, essi riceverebbero l ‘ adeguata controrisposta ai danni della €uropa che li “produce”.
Ma qui l’ autore avverte, i russi ovviamente, che allora ci sarebbe una “americana”
“ linea rossa che riveste indubbiamente grande importanza, ed è l’articolo 5 del Trattato della NATO”.
Laddove però anche Kurpis sa benissimo che l’ articolo 5 è una favola e che gli U$A mai rischierebbero una guerra nucleare DIRETTA con CHIUNQUE.
Proprio qui sta il nocciolo della questione, il punto su cui gli USA devono stare molto attenti quando ” aizzano” i suoi €uroNatoisti: quando la Russia sarà posta davanti al bivio tra “oreskinare” l ‘€uropa o dichiararsi sconfitta, io sono sicuro che anche il “moderato” Putin sceglierà la prima e che sarà perfettamente preparato alle conseguenze previste dall ‘ Art 5 .
Ed è allora che gli U$A dovranno scegliere tra una guerra DIRETTA o la “sconfitta strategica” che avrebbero voluto imporre alla Russia.
A cosa potrebbe servire, quindi, questo articolo ? Ad ammiccare ad una parte della elite russa che se la NATO provocherà la Russia fino al punto di spingere all’applicazione de “ l’ articolo 5 “, non sarà stata colpa degli U$A; di conseguenza la Russia dovrebbe continuare ad essere “moderata” incassando anche i missili americani “ su licenza” tanto che comunque anche allora un “accordo” si potrà trovare, magari cambiando il burattino alla Casa Bianca” per un “Anchorage bis”.
Ma qui siamo al ridicolo, perché gli americani si riservano il diritto di fare comunque “i matti” pretendendo che la Russia sia sempre “ragionevole”. Ma un giocatore “ragionevole” come potrebbe mai fidarsi di un “matto” ?
Quindi dietro a questo furbesco articolo c’ è comunque una chiara ammissione che la “resilienza” della Russia ha scombinato tutte le “ time table” di “CHI comanda in “ ; il famoso bluff de “l’ Art 5” è scoperto. Gli americani non vogliono “morire per Danzica” e lascerebbero L’€uropa al suo meritato destino .
Ma purtroppo anche la loro ( pur maligna ) volontà , come la nostra, non conta nulla. Conta solo la volontà di CHI.
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rilancia quantomeno “ l’invito”, sempre più presente in tanti altri commenti ed in tanti blog e siti, letteralmente:
“è assolutamente sbagliato precludersi a priori strumenti che possono risultare necessari e Putin farebbe bene ad imitarli “ ( riferendosi alla NK “minacciata” dagli USA )
E perciò mi trovo costretto a fare chiarezza ( speriamo qui almeno ) che in realtà Putin non si sta precludendo nulla e che la triade nucleare russa è al massimo della sua efficienza dalla fine dell’URSS . Putin semplicemente si riserva di usarla in modo “strategico” perché l’ idea che l’ arma nucleare possa avere un uso solo “tattico” è sostanzialmente idiota.
L’ uso “ tattico” che la Russia potrebbe fare delle sue “bombe” sarebbe contro “orde di blindati” ormai lanciati nel “ cuore della Russia” esattamente come gli americani programmavano l’ uso delle loro”nukes” per fermare l’ Armata Rossa nel “ cuore dell’ €uropa”, con la bella differenza però che “l’€uropa” non era “il cuore de l’ America” !
Che vantaggio infatti potrebbe avere la Russia a “nuclearizzare” se stessa lasciando intatto il retroterra del suo invasore? Al massimo la Russia “invasa” nuclearizzerebbe direttamente e SOPRATTUTTO il proprio invasore no ?.
Anche il bombardamento nucleare AMERICANO ( meglio sempre ribadire la verità) del Giappone , per quanto sempre dichiarato come “tattico”, ormai è evidente che aveva SOPRATTUTTO lo scopo “strategico”di intimidire L’ URSS.
E anche quel gruppo di “patrioti” che spingono in Russia per un uso intimidatorio del “nucleare” in realtà ne vorrebbero solo l’ effetto ” strategico” senza pagarne le imprevedibili conseguenze, dimenticandosi questi ( idioti? provocatori? Agenti doppi? ) che i VERI decisori occidentali conoscono già perfettamente il potenziale nucleare russo.
Perché tutto questo si gioca sulla LORO “scommessa” che Putin bluffi con il suo famoso ” non saprei che farmene di un mondo dove non ci fosse più la Russia” o che quantomeno l’ elite che lo circonda non voglia perdere la propria comoda e ricca vita in un guerra nucleare incontrollabile; che quindi la Russia possa essere assalita “convenzionalmente” e tramite “proxi” finche questa pressione frantumi la società russa inducendovi effetti soprattutto “psichici” che cambino l’ attuale strategia di Putin che , come ho già spiegato , è efficace ma non risolve nulla se non rinviare il più possibile un “redde rationem” sempre più pericoloso per TUTTI.
Perché Putin riesce efficacemente e da anni a “guadagnare tempo” in modo favorevole alla Russia ma al prezzo che la posta della suddetta “scommessa” diventi sempre più “grossa”.
Ora questo non perturba Putin perché lui è fermamente deciso ad andare fino in fondo a ciò che ha detto; essendo lui un giocatore razionale cercherà in tutti i modi di farlo “il più tardi possibile”.
Quindi in questo quadro strategico la “disperazione” non è russa ma dei suoi aggressori i quali , visto che non accetteranno mai una PROPRIA sconfitta; non hanno altra possibilità che “andare avanti” con la loro “pressione “ nella speranza che qualcosa cambi in Russia o per spinta delle élites traditrici o per reazione di un popolo esasperato.
Insomma LORO sperano che “ qualcuno” “rimuova “ Putin esattamente come fu “rimosso” Stalin .
Certo, se potessero, LORO lo ammazzerebbero direttamente , ma confidano ormai soprattutto sulla sua età, perché Putin non può essere eterno e la Russia ha una bruttissima tradizione nella “ successione dello Zar” dove regolarmente ad un “grande Zar” ne è sempre succeduto uno “pessimo”.
E questo “ successore” può essere chiunque. Certo, LORO preferirebbero un venduto “liberale” ma anche “ patrioti” e “comunisti” andrebbero bene per la loro sicura insipienza geopolitica che li porterebbe a fare proprio tutte quelle cose che tanti “esperti” consigliano a Putin ( economia di guerra, leva di massa , uso “dimostrativo” del nucleare, nazionalizzazioni e financo l’ illusione di una “nuova Urss”) .
Servirebbero queste mosse a qualcosa ? No, non cambierebbero la strategia di chi attacca la Russia, ma andrebbero di sicuro nella direzione che LORO vogliono: da una marginalizzazione della Russia alla sua sovraestensione, tutte cose foriere di una successiva frattura interna.
Perché il paragone che l’ amico Donato Zeno fa è inadatto; la Russia non è ancora minacciata al livello in cui è stato aggredito l’ Iran e la NATO-Ucraina non è in grado nemmeno di intestarsi una “eliminazione di Putin”. E se la sua dirigenza cominciasse a dichiarare di voler fare questo ( e lo farà perché questo è la naturale evoluzione del LORO piano ) allora sarà essa a scomparire per prima.
Come fu con Stalin , Putin potrà essere eliminato solo da un “ lavoro interno” e la sua unica “ assicurazione sulla vita” è rimanere “un moderato” che prepara un passaggio di potere ai “falchi” (Iran docet ).
Ma questo accelererà solo gli eventi perché oramai ci sono solo due “uscite”: o la”Russia collassa” o “ finirà nucleare”.
Ma i tempi e i modi di questa seconda “ uscita” li deciderà il “judoka del Kremlino” ( se ancora sarà vivo) anche se nel frattempo farà di tutto per procrastinarla.
“Salvo miracoli” non ci sono altre “soluzioni”.
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riporta benissimo il mio punto di vista che ho espresso qui fin da l’ inizio dello SMO; ne condivido pienamente la analisi geopolitica, tanto che potrei dire addirittura che abbia espresso il mio pensiero molto meglio di quanto ho fatto io!
Ho apprezzato anche la finezza di aver messo il “fattore finanziario” tra quelli che stanno determinando questa “ terza guerra mondiale” . Ma siccome io non sono uno svizzero ( come presumo sia questo Peter Hanseler) io non ho remore a definirlo il “fattore” determinante perché tutti gli altri ne sono solo “ conseguenti”o “contingenti”.
Se infatti come POTUS non ci fosse stato Trump ci sarebbe stato un altro a controfirmare le sue stesse “mosse” geostrategiche; quelle russe e iraniane non sono “azioni” ma “ reazioni” spesso anche totalmente involontarie perché, di sicuro, Putin aveva bisogno di più tempo per affrontare questa “guerra” e di sicuro lui in questo “ballo” non ci trova nessun gusto.
La “fine della diplomazia” poi è incominciata tanto tempo fa, di sicuro col pretestuoso attacco alla Serbia fatto al di fuori di ogni consesso internazionale , sebbene oggi la cosa sia resa evidente dal vedere un Lavrov, l’ ultimo dei veri diplomatici, ormai costretto a dover “trattare” con degli inaffidabili “procacciatori di affari “ e, peggio ancora, l’abbiamo visto con i “falsi colloqui” usati dagli USA per coprire i suoi attacchi a sorpresa.
E questo è un danno enorme perché nessuno potrà mai più fidarsi di un accordo con “l’ Occidente”; questo rende tutti i conflitti fomentati da “l’ Occidente” irrisolvibili se non con la sola capitolazione/annientamento di uno dei due contendenti.
Iran e Russia infatti ora sanno che con questi nemici non ci sarà “pareggio”.
E visto che ormai le due guerre si stanno “saldando”, perché questo vogliono i VERI “ agenti” di questa tragedia ( e speriamo quindi il più tardi possibile) , io do un solo nome a questo “motore di guerra” , e lo chiamo U$rael , dalle due , tre facce principali con cui esso agisce .
E uso questa crasi già da tanto tempo per questo “ircocervo” che , come nella dea Kalì, ha tante “ braccia” ma “la testa” è una sola; ed è una entità presente nella storia umana da ben prima che le sue attuali “braccia “ comparissero nella Storia.
Ma torniamo all’ argomento di oggi aggiungendo però che, dopo tante lodi a Hanseler, io non condivido le sue troppo “ottimistiche” conclusioni .
Perché, purtroppo, questa è una guerra esistenziale “e i prevedibili “ effetti a lungo termine” riportati da Peter Hanseler, sebbene siano l’ovvia e razionale conclusione della PAZZIA che stiamo osservando/subendo , non saranno mai accettati da chi questa avventura l’ ha imposta a tutti quanti NOI
Perché mosse razionali presuppongono giocatori razionali.
E noi (pochi) infatti sappiamo quanto sia stato razionale l’ ammonimento di Putin a non minacciare di morte la Russia perché LUI “non avrebbe saputo che farsene di un mondo senza la Russia ” .
Ma immaginatevi allora quanto ancor meno saranno disposti questi pazzi scatenati ad accettare un mondo di cui LORO non ne saranno più i padroni .
Alla base infatti di questa LORO “guerra alla Russia” c’ è l’ irrazionale convinzione che la Russia non avrebbe mai reagito con il “nucleare”. Ed in effetti Putin , che, ripeto, è un giocatore razionale, farà di tutto , finché lo potrà, per NON ricorrere a questa “risposta”.
Come infatti ho spiegato tante volte ,Putin vuole solo la SOPRAVVIVENZA della Russia e la sua “ vittoria” sarà solo non uscire sconfitto ( e rimanere vivo ! ) da questa guerra.
Ma “un pareggio” è impossibile se non come “momentanea tregua”; questa guerra prosegue proprio perché “l’ occidente combinato” si impegna sempre di più a infliggere alla Russia una ” sconfitta strategica ” ( cioè in sostanza la capitolazione / dissoluzione della Russia ) e così questa guerra diventa sempre più “esistenziale” anche per “ l’ attaccante”.
Se ad esempio alla Russia nel 2014 era bastato “tenersi la Crimea” e nel 2022 bastava respingere la NATO-Ucraina fuori dal Donbas , alla Russia ora è necessaria la scomparsa di questo stato fasullo NATO-terrorista chiamato Ucraina
Ma così, più la Russia respinge indietro la NATO e più la NATO le si avvicina minacciosa da tutti i lati. E’ sicuro infatti oramai che liquidata la NATO-Ucraina la Russia dovrà quantomeno “ contenere poi il revanscismo tedesco almeno cacciandolo fuori dalla Lituania con la iena polacca che allora si contenterà di ingoiare la Galizia.
Ma a quel punto la NATO avrà perso l’ attuale geometria con contraccolpi in tutta la U€ e conseguente distruzione della architettura da LORO data all’ €uropa dopo il 1991; tutto ciò sarebbe una effettiva “ sconfitta strategica” di U$rael che la Russia avrebbe ottenuto usando solo “metodi convenzionali”.
Ma allora LORO , che non sono giocatori razionali, non avrebbero questa remora; quando si vedessero ormai perdenti sul tavolo delle (loro) ” guerre convenzionali” passerebbero al “nucleare” e a quel punto più nulla potrebbe fermare l’ Armageddon.
Ed io credo che questo tipo di “exit strategy ” la vedremo per prima non in €uropa ma in Iran, perché questo “nuovo Iran” , che U$rael , nella propria pazzia ha forgiato con i propri crimini di guerra, sarà il primo osso che gli si bloccherà in gola e a cui LORO allora , presi dal panico, reagiranno con quella ” opzione Sansone”. che hanno sempre contemplato di applicare a TUTTI gli altri.
La questione quindi è molto grave perche U$rael , questo pazzo scatenato, se perde sicuramente “ andrà al nucleare” , ma resterebbe altrettanto mortale lasciarlo , non dico “vincere”, ma anche solo “pareggiare” con un qualsiasi accordo che DOPO sarebbe sicuramente violato come TUTTI quelli “ di prima”.
E saranno gli iraniani a doversi misurare per primi con questo forsennato; ma pazzi sarebbero anche russi e cinesi a lasciare l’ Iran senza aiuto contro una simile “belva”.
Perché “ Deus insanit cuius voluit perdere ” dice il famoso aforisma ma qui “perderemo “ TUTTI e quindi l’ unica strategia è solo ritardare “l’inevitabile” sperando in un qualche “miracolo”; altre soluzioni non ci sono.
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Oggi commento “libero”; a ripetere le stesse cose si diventa stancanti.
Affronterò e colmerò, quindi, una “lacuna” storica molto attinente a “l’ orizzonte degli eventi” che si sta inesorabilmente chiudendo su di noi.
Come qualcuno che mi legge avrà già intuito, sono un appassionato dilettante di Storia. Argomento che ha sempre destato il mio interesse più atavico; non solo mio, anzi direi proprio “di famiglia” , dato che, ancora assai piccolo, seguivo le discussioni di storia di mio padre e dei miei zii, tutti semianalfabeti ma anche appassionati “orecchianti” della materia.
Avendo così io avuto invece “il privilegio” di potermi “fare una cultura” , una cultura di storia me la sono fatta davvero, sebbene abbia anche avuto la buona idea di procurarmi il pane coltivando il mio “secondo interesse”. Una cosa l’avevo ben capita già alla fine del liceo: “l’ intellettuale “ che non sa far niente “di suo” per vivere deve sempre servire gli interessi di “qualcun altro”; questo vale ovviamente anche per gli storici “professionisti”.
Insomma già nei miei vent’anni e grazie proprio alla lettura di svariati libri e articoli di storia avevo già raggiunto la convinzione che nella storia “commercialmente accessibile” ci fossero parecchie VOLUTE omissioni.
Non potendo quindi, senza apposite indicazioni, girare a vuoto nei meandri delle librerie nazionali che certamente dovevano contenere ALTRI libri tenuti “fuori circuito” ( e quindi sostanzialmente “proibiti”), ho passato trenta anni della mia vita a girare vecchie librerie e “remainders” per scovare “ punti di vista” che non mi fossero già stati proposti dalla “storiografia ufficiale”.
Ed è stata una caccia divertente anche se non completamente soddisfacente se non a confermarmi che degli storici “ professionisti” non ci si può fidare troppo.
Ma poi è arrivato Internet e i suoi motori di ricerca , quelli iniziali, molto più liberi ed efficienti degli attuali a scandagliare la rete per riportare cose attinenti alle parole chiave messe dall’ utente; e in quel momento e in quel luogo veramente mi si è aperto un mondo di libri e articoli “dimenticati” nel fondo degli archivi e i cui riferimenti , anche solo sintetici, vecchi bibliotecari stavano diligentemente mettendo nella rete .
In una di queste “pesche miracolose” un giorno mi imbattei nelle parola “Khazaria”. In quarant’anni di letture storiche pur vaste e approfondite non la avevo mai sentito prima.
Era in un testo di una conferenza di fine anni ‘50 tenuta da un ricco signore ebreo ad una platea di americani “Wasp” e di cui un giornale americano aveva dato integrale resoconto scritto ( allora ancora si poteva).
L’argomento di quella conferenza era a dir poco “esplosivo”; lo tratterò in altro momento, ma temo che siano ancora in pochi a poterlo capire davvero. Per me non costituiva nemmeno una “novità” .
La vera questione che invece mi restava aperta era: chi “cazzo sono questi khazari e come si collocano nella storia del mondo ?”
Bene ora , dopo diverse altre ricerche, credo di aver capito.
Negli atlanti storici , almeno in quelli che ora ne parlano , la Khazaria, o meglio “l’impero khazaro” , è collocata nella Russia meridionale , tra i bassi corsi del Dniepr e del Volga e giù fino alle momtagne del Caucaso come uno dei tanti regni dei nomadi che hanno dominato quelle terre a varie riprese.
Prima di loro ce ne erano stati altri, ad esempio : i Sarmati , i Goti , gli Avari , gli Alani e gli Unni.
Mentre i primi , indoeuropei iraniani, erano venuti attraverso il Caucaso e i secondi, germanici, dalle pianure polacche, tutti gli altri erano invece sostanzialmente turco-mongoli venuti dalle steppe del kazakistan.
E anche i Khazari venuti per ultimi lo erano, giunti ad occupare le stesse pianure abbandonate nella continua spinta verso ovest ad invadere terre più ricche, di popoli più civilizzati.
Così che all’ alba del VIII secolo , quando nelle nuovamente svuotate pianure ex sarmatiche i khazari si erano già insediati da circa un secolo , essi si trovarono a dover costituire un proprio stato in opposizione a due grossi “imperi” più a sud : quello bizantino e ortodosso che controllava la costa del Mar Nero e l’ impero islamico arabo-persiano che ora centrato su Baghdad aveva già tracimato oltre il Caucaso e nell’ Asia centrale.
Quei “pagani” di khazari avevano ora bisogno per il loro impero di una religione “ di stato” onde potersi contrapporre ai due potenti vicini e, sia per convenienza politica che per affinità ideologica, scelsero “l’ ebraismo”.
Ma era un ebraismo fondato sul Talmud babilonese, proprio di quelle comunità ebraiche “fondamentaliste” che dopo la distruzione del Tempio si erano riparate a Babilonia sotto la protezione dell’ impero sassanide e che adesso si sentivano strette nel nuovo impero islamico.
Così un numero quantitativamente ristretto ma qualitativamente importante di ebrei babilonesi emigrò in Kazaria, apponendo l’imprimatur a quella classe dirigente.
E qui bisogna capire che, al contrario dei principi razziali dell’ ebraismo, l’ebraizzazione dei Khazari non è avvenuta per trasmissione di sangue quanto per “cattura” culturale. Il che spiega la marcata diversità genetica tra i ben più numerosi ebrei “ askenaziti” venuti dalla Khazaria e le comunità ebraiche sefardite delle città del mediterraneo.
In realtà la questione è un po’ più complessa perché, essendo gli ebrei i più “erranti” tra tutti gli altri popoli , gli “askenaziti”, gli ebrei del mondo tedesco, si sono formati dall’ incontro dei due flussi: i Khazari che venivano da est e una elite sefardita che risaliva dal mediterraneo verso il mondo tedesco, in una “sintesi” poi espressa nell’ “yddish” , la lingua comune degli askenaziti , con molti termini tratti dall’ ebraico scritto, ma con un idioma fortemente germanizzato.
Ma perché comunità di ebrei khazari si erano allora spinti così tanto a ovest della khazaria ? Perché nessuno ha mai tenuto a lungo le pianure sarmatiche e il primo colpo al loro “impero” lo avevano già dato i Variaghi .
Costoro erano gli equivalenti svedesi dei vichinghi danesi , solo che essi si spinsero a sud est invece che a sud- ovest, e laddove i vichinghi cercavano una “via per Roma” i Variaghi cercavano quella per Costantinopoli .
E laddove i vichinghi procedevano per mari occidentali con le navi, i variaghi procedettero nel cuore della Eurasia usando le barche.
E così attraversato il Baltico e risalendo i fiumi che vi sfociavano scesero a sud fondando PRIMA “Novgorod” ( la vera madre dei popoli russi) e poi discendendo il Dniper fondarono Kiev e da lì si aprirono la strada per il Mar Nero ai danni de l’ impero Khazaro. Fondarono così il primo regno frutto della fusione con gli slavi orientali che essi avevano sottomesso, un po’ come i “nostri” Longobardi.
Come propria capitale essi scelsero Kiev nella pianura sarmantica perché più facilmente connessa via acqua al mondo sviluppato e quindi cuore economico del loro stato, molto più di Novgorod.
Ma anche i pagani Variaghi dovevano ora scegliersi una religione di stato e trovarono molto più conveniente convertirsi all’ ortodossia della debole Costantinopoli piuttosto che a quella cattolica di Polacchi e Lituani con cui avevano già delle beghe in corso.
Tanto più che l’ ortodossia concedeva loro “l’ autocefalia”, quella indipendenza politica che il Papato di Roma non concedeva agli stati cattolici.
Ma, poco dopo, una nuova tempesta si abbattè sulle pianure della Russia : i Tartari . Essi annientarono prima i khazari e poi il Rus Kieviano, lasciando nelle fasce forestali della Russia del nord solo piccoli principati russi semi indipendenti.
Arrestati sui Carpazi, i Tartari poi costituirono un impero “tataro” padrone della Russia meridionale anche se dovettero comunque ripiegare dalla alta valle del Diniper sotto la spinta della confederazione polacco-lituana.
E fu allora che le prime comunità ebraiche khazare entrarono negli stati cattolici, ponendosi al servizio dei principi polacchi come esattori, intendenti e trafficanti vari , ma sempre gravanti in ogni caso sulle locali masse contadine slavo-ortodosse.
E’ da li che trae origine quella “ antipatia” tra slavi orientali ed ebrei che fece si che i principati russi prima e l’ impero russo poi operarono sempre per tenerli fuori dallo stato russo.
Ed è per questo che i Khazari si spinsero sempre più ad ovest negli stati “cattolici” assorbendo una cultura sempre più tedesca certificata dai loro cognomi “tedeschi” e con i quali sono poi rientrati nell’ impero russo “legalmente” attraverso l’ annessione russa della Polonia.
Nondimeno, il governo russo tentò ancora di “contenerli” nella “ Zona” , una fascia larga alcune centinaia di km che andava dal Mar Nero al golfo di Finlandia , “centellinando “ i permessi per emigrare ad est “ nella Russia russa” solo ad “assimilati” dai quali poi non a caso vennero gran parte dei bolscevichi.
La stragrande maggioranza degli “aschenaziti” invece trovò più facile sfogo emigrando negli Stati Uniti come “tedeschi” , grazie anche al fatto che la Germania era allora il paese più aperto alla integrazione degli ebrei e che ebrei askenaziti avevano sempre più preminenza nel sistema bancario degli stati (ex) “cristiani”.
Il successo della “diaspora” di questi khazari era stato di portata eccezionale per gli “ebrei” ma non per i loro “ospitanti “; era questo l’ avvertimento che, avendoli perfettamente conosciuti nel corso della propria vita, quel ricco signore ebreo voleva dare al suo uditorio una ottantina di anni fa.
Ma direi che questo ormai sia già “storia”.
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Come al solito Korybko, qui https://italiaeilmondo.com/2026/07/21/quali-sono-le-motivazioni-alla-base-del-piano-di-rimilitarizzazione-della-germania-del-valore-di-800-miliardi-di-euro-_-di-andrew-korybko/ , solleva una montagna di questioni relative al cerchio di ferro che viene sempre più stretto intorno al collo della Russia finché essa, se non ne vorrà morire strangolata, non potrà che reagire con estrema violenza .
In merito io ho già espresso le mie previsioni : la Russia NON accetterà di morire strangolata e sta semplicemente rinviando il momento della “reazione fatale”; “momento” che, non dubito, arriverà certamente perché sull’ altro lato anche i “bankesters” non possono tornare indietro dalle decisioni fatali che LORO stessi hanno già preso per tutti noi.
Ora, sorvolando su tutti i punti sollevati da Korybko, compresi gli assurdi “sogni polacchi”, vorrei mettere in evidenza che il vero punto di rottura che spingerà di sicuro la Russia a quella “ reazione violenta” che cerca di procrastinare il più possibile, sarà il riarmo NUCLEARE della Germania per la indubitabile minaccia che esso comporterebbe per la Russia.
Ora che un riarmo NUCLEARE del Giappone fosse previsto fin dall’ inizio dai “masters of universe” per “contenere” Russia e Cina ne ho già è parlato altre volte come cosa resa evidente dal fatto di aver concesso al Giappone non solo il “nucleare civile” ma anche l’ intero controllo della gestione / stoccaggio del combustibile “esaurito” e quindi della possibile estrazione del plutonio da esso.
E siccome questa cosa non è stata MAI posta alla attenzione dei media, è pressoché certo che il Giappone abbia già il plutonio per centinaia di ordigni; che quindi il Giappone possa diventare una potenza nucleare “overnight” , perché ha già in parallelo sviluppato completamente anche la relativa missilistica.
Ben diverse furono invece le condizioni imposte alla Germania per il suo “nucleare civile” a cominciare dal dover consegnare tutte le “scorie” a Francia ( ma anche agli USA tramite Francia ) PAGANDO per il loro “smaltimento”.
In altre parole la Germania non dovrebbe avere plutonio da nessuna parte sebbene per molti anni la pubblicistica americana lo abbia temuto, tant’é che alla Germania non è stato nemmeno permesso di sviluppare una sua “missilistica” nazionale e che essa abbia dovuto pagare i soliti francesi per mettere in orbita i propri satelliti.
Ma ora le cose dal punto vista geopolitico sono cambiate; una Germania dotata di un nucleare tattico sarà un fondamentale “gendarme” imperiale sul fronte europeo e NON c’è alcun dubbio che nel suo programma di riarmo ci sia ANCHE uno sviluppo nucleare in ACCORDO col “padrone” ( e che i mangiaranocchie si fottano ! ).
Da dove poi i Tedeschi si procurino il plutonio necessario non si sa, ma in merito si potranno riesumare le vecchie storielle della vecchia pubblicistica americana, tipo le “miniere di sale” dell’ ex-nazista Strauss.
Perché una volta definitivamente liquidata la NATO-Ucraina ( perché lì si finirà; il “muro di droni ” è solo l’ equivalente delle V1 tedesche: tanto “fumo” e poco “arrosto” ) è assai poco possibile che L’ €uropa Unita in una sempre più profonda crisi economica possa mantenere un conflitto attivo contro una Russia strategicamente vincitrice in Ucraina.
Già l’impossibilità del 21° pacchetto antirusso ci mostra che ben pochi “volenterosi ” sarebbero di fatto disposti a partire per il “fronte russo”.
Certo tra questi pochi ci sono sia la Germania che sente finalmente l’occasione di tornare di essere davvero”la prima in europa” anche in campo militare, che i soliti fantasticatori polacchi che pure un po’ di puzza di bruciato già la sentono.
In ogni caso, però, entrambi chiederanno le necessarie “garanzie nucleari” che ora non hanno .
E permettere a questi nanetti di dotarsi di armi nucleari tattiche “nazionali” non comporterebbe gravi rischi per “il padrone”. Anzi la cosa rappresenterebbe una grande opportunità di un conflitto nucleare “limitato” alla sola Europa.
Certo, i soliti francesi digrignerebbero un po’ i denti per poi alla fine adattersi come sempre. Il problema quindi resterebbe “russo”: permettere o meno ai “soliti idioti” di dotarsi di testate nucleari “tattiche” ?
Io credo di no e credo anche che l’ opinione pubblica russa sia già abbondantemente “matura” per sostenere fin in fondo la necessaria “operazione preventiva ” più o meno “chirurgica”, esattamente come ora è già pronta ad andare fino in fondo a tutto quanto sarà necessario per risolvere DEFINITIVAMENTE la “questione ucraina”.
Resta sempre sullo sfondo la possibilità di una Germania “doppiogiochista” che , armandosi fino ai denti, si svincola dalle pastoie “atlantiste”, non per fare “guerra alla Russia”, ma per accordarcisi alle spalle degli altri “€uroidioti”.
Ovviemente i soliti “vicini sognatori” ( francesi e polacchi) questo lo temono fortemente; soprattutto i francesi che già vedono ridursi l’ esenzione all’ €urodazio” pagato invece da tutti gli altri vecchi “inquilini paganti” de l’ €urolager”.
Io direi loro sarcasticamente di starsene “tranquilli “. La Germania non è in grado di avere un pensiero strategico di questa portata; semplicemente i tedeschi , come sempre, andranno avanti dritti fino in fondo “eseguendo gli ordini”.
La natura dei popoli si può cambiare solo modificandola “etnicamente”, e se trovare “vecchi” tedeschi per le “Straßen” è sempre più difficile, l’ elite tedesca è però “etnicamente pura “, costituita da ben selezionati nipotini di ex-nazisti collaborazionisti.
Quindi “non c’ è due senza tre” ma, rispetto alle precedenti “due” , stavolta i russi saranno molto più “arrabbiati” e previdenti; perché ,come diceva il grande Totò, “ è la somma che fa il totale “
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Cominciamo da questo secondo argomento e sgombriamo subito il campo dalle solite bugie americane. NON esiste NESSUNA alleanza tra Cina e Russia perché si tratta di “giocatori “ INDIPENDENTI che hanno a che fare con lo stesso “bullo” ma da posizioni geopolitiche diverse; hanno sempre contemplato un possibile confronto strategico tra di loro , cosa per altro ammessa dallo stesso autore quando parla del “terzo fronte “ cinese degli anni 60-70 quando addirittura i due paesi erano entrambi “comunisti” e i rapporti di forza economici erano rovesciati.
Quindi mi sembra abbastanza ovvio che una Cina, che ha saputo trarre il suo massimo vantaggio dalla “guerra fredda” prima e dalla globalizzazione americana poi, si stia altrettanto abilmente preparando per questa INEVITABILE WW3 .. cercando però di entrarvi il PIU’ TARDI POSSIBILE!
Ed infatti la Cina ora sta sostanzialmente lucrando sulle “disgrazie” russe ( e iraniane) da una posizione di effettiva “neutralità” consistente nel commerciare con tutti per trarne il massimo vantaggio ma facendo attenzione a due cose:
1) Non compromettersi geopoliticamente
2) Non permettere che ne la Russia ne l’ Iran crollino in mani U$raeliane.
Quindi le sue mosse sono abbastanza semplici . Non farsi tirare mai la giacchetta da nessuno , impedendo che nessuno vinca in una guerra sempre più lunga in cui la Cina ottiene ottimi affari prendendo tutti alla gola mentre discretamente si prepara per l’ inevitabile PEGGIO.
Una posizione abbastanza facile da tenere perché sostanzialmente “onesta” agli occhi di tutti gli osservatori; ragione per cui l’ affermazione di una
cooperazione tra Mosca e Pechino (che) sta consentendo alle forze russe di stare al passo con le innovazioni ucraine, mentre la Cina ottiene l’opportunità di testare i propri prodotti in condizioni di combattimento
è sostanzialmente la solita bugia americana tesa a stanare la Cina da questa sua comoda posizione Perché NON c’ è nessuno aiuto militare diretto dalla Cina alla Russia in quanto né la Russia lo richiede, né la Cina sarebbe disposta a darlo realmente perché la politica cinese è solo quella di mantenere più a lungo possibile uno stallo di guerra lucrando al massimo con il commercio richiesto da ENTRAMBE le “parti” .
E qui veniamo alla questione “ Starlink” che è attualmente l’asso nella manica che tiene a galla la NATO-Ucraina e su cui Russia e Cina possono anche collaborare mettendoci la prima la sua grande esperienza nella elettronica di potenza e la seconda la sua immensa base industriale sostenuta da un esercito di STEM inarrivabile per numero e qualità.
Ma strategicamente questo ” Starlink” è un problema “secondario” in quanto è ovvio che il giorno che la Russia dovesse reagire con una guerra DIRETTA alle continue provocazioni NATO “Starlink” non durerebbe 24 ore sopra i cieli russi perché una volta che la Russia avrà deciso di far cadere gli ultimi veli “diplomatici” su questa aggressione che sta ricevendo dalla NATO userà i propri strumenti per spengere quella “rete”: le tecniche di emergenza di GUERRA di cui già dispone , ad esempio : una bomba H nella alta atmosfera sopra gli ostili stati europei confinanti per bruciare tutti i delicati circuiti elettrici di tutte le apparecchiature sottostanti ed in orbita
E qui veniamo ad una questione geostrategica poco trattata nemmeno dai migliori analisti quali Simplicius e che ulteriormente giustifica la “prudenza russa” nello SVO.
Nelle precedenti WW la Russia ha giocato sostanzialmente “ fair” finendo però sempre sostanzialmente “buggerata” dai suoi “ cari partners” il cui scopo recondito era di farla COMUNQUE “fuori”.
Solo la feroce energia di Stalin ha permesso all’ URSS di uscire “vincitore” dalla WW2 ma il prezzo è stato altissimo ed è stato pagato a carissimo prezzo due generazioni dopo , perché l’EFFETTIVA ritirata russa del 1991 è stata molto più disastrosa di quella leninista della “ pace di Brest-Litovski”; questa fu una perdita di terre “non russe”. La vergognosa dissoluzione de l’ URSS al contrario lasciò “fuori dalla Russia ” un quarto del popolo russo cosa che è la principale ragione per cui oggi la Russia sta impantanata in Ucraina.
Quindi riassumendo, quale “fiducia” oggi la Russia potrebbe riporre nei suoi “cari partners” siano essi gli ex “amici americani” o gli ex “compagni cinesi” ?
Chi pensa che Putin abbia veramente creduto allo “ spirito di Anchorage” o che creda davvero a l’ esistenza dei BRICS offende la sua intelligenza.
Putin sa benissimo che TUTTI vogliono “un pezzo di Russia “ e , incastrato con un piede in Ucraina , cerca di non agitarsi troppo per non finirci dentro con una “gamba intera” , perché purtroppo si trova di nuovo a dover risolvere il problema che inghiottì prima Nicola e a cui poi Stalin sfuggì a mala pena avendo di sicuro del problema una maggior comprensione ma molte meno risorse per fronteggiarlo.
Certo, alla fine un Putin sempre più “incastrato” potrà sempre rovesciare il tavolo e portare il mondo con se, ma quella lo capite che non è una “soluzione” , vero?
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E nel suo ultimo commento Weininger85 ci fornisce un interessante punto di vista basato però su considerazioni per me “improbabili” , come poi spiegherò in calce, perché prima sintetizzerò il suo punto di vista per come mi appare qui .
Ovviamente libero Weininger85 di correggermi laddove ritenga che io l’ abbia travisato.
Innanzitutto Weininger85 mi sembra indubitabilmente un tedescofilo ( ma non necessariamente “ariano” ) che ha una sola preoccupazione , la sopravvivenza di QUESTA Germania intesa come “elite “ e non come popolo” perché è evidente che di quello che FU il popolo tedesco non gliene frega nulla e ancor meno dei “vecchi cittadini” di una €uropa ormai campo di concentramento di cui l’ attuale Germania è il volenteroso Kapò.
Alla domanda del perché di questa “scelta tedesca” io rispondo che mi sembra evidente che a questa elite tedesca, che di questa €uropa si sente “padrona”, questa €uropa sembra un “succedaneo” di quel “ III Reich” spezzato 80 anni fa dalla “furia “ di un popolo “mongolo” ( i russi); un popolo che quindi essa odia visceralmente.
Questo IV Reich nella sua lotta per l’esistenza sta ora messo male e rischia di finire spezzato come la volta scorsa dai “cattivi russi”; da qui la rabbia “antirussa” di Weininger85 e di tutta l’ elite tedesca , NON volendo vedere invece quali siano stati i “pifferai” che già due altre volte avevano fatto sbattere contro la Russia due consecutivi Reich tedeschi. Tutto questo pure in spregio al disperato comandamento che lasciato da Bismarck ( le cui ossa penso siano state poi macinate da qualche trattore polacco).
E qui avviene la razionalizzazione di Weininger85 di questa dura realtà in un mega Komplotto con i soliti “anglosionisti” e i soliti “russosionisti” (ma con ora il sionista Putin al posto del bolscevico Stalin ), a cui però si dovrebbero ora aggiungere, questa è la novità, i “sinosionisti” e pure i “persiansionisti”!
Tutto questo è oggettivamente difficile da credere, ma supponiamo che sia così. Dove metteresti allora caro Weininger85 i “tedescosionisti” che (s)governando la Germania da 80 anni hanno così convintamente annientato il “proprio” popolo tedesco?
Di questi “nipotini del Fuhrer “ ( dalla Von der Leyen a Merz) cosa ci puoi suggerire? Sono STUPIDI o più semplicemente TRADITORI DEL POPOLO ?
In ogni caso per i tedeschi , e per tutti noi €uropoidi dei quali i tedeschi ora fungono da Kapò , la differenza è minima, e , i proverbi “ chi è causa del suo mal..” “ mal voluto…” ect.. etc.. ci dicono che queste ripetute ca..te tedesche stavolta non lasceranno ai russi altra scelta che risolvere “ la questione tedesca” ( ed €uropea ) una volta per tutte.
Ed adesso veniamo a spiegare per punti perché l’idea di una Russia ( e pure de l’ Iran ! ) come “ punta di lancia” di un Komplotto antitedesco contro questo IV Reich non ha alcun senso di realtà.
1) la “spina” ai tedeschi/ €uropoidi l’ hanno fatta saltare gli americani perché alla balla che fossero stati i russi ci credi ormai solo tu
2) Il conflitto nel golfo servirebbe a staccare il petrolio ai cinesi ( che però adesso avrebbero, volendo , il monopolio “ a sconto” di quello russo, giusto ? ), ma è un dato di fatto che, come dici tu , i fregati dal Grande Fratello americano siano ancora gli stessi fessi del punto di cui sopra
3)Se i bankesters avessero voluto offrire alla Russia post-comunista ” le buone condizioni” che dici avrebbero già fatto con quell’ idiota di Gorby .
Ora io sono sicuro che la stragrande maggioranza dei post-comunisti “becchini” dell’ Urss questo solo volevano e che questi a divenire “ammeregani” ci abbiano provato davvero per tutto il periodo eltsiniano.
Tutta l’ intera elite russa nel 1999 era “occidentalista” a cominciare dalla “mafia di Leningrado” messa su da Sobciak ,”il padrino” di Putin .
Ma nel 1999 i “bankesters ” hanno fatto l’ errore MORTALE di bombardare Belgrado.
Perché quelle bombe in realtà cadevano sulla testa degli “american boys” a Mosca, proprio all’interno di tutte la bande mafiose “occidentaliste” che prosperavano all’ ombra di Eltsin. In quel momento OGNUNO di loro ha dovuto scegliere tra essere un russo “padrone della russia” o essere solo un ricco “servo russo” degli Americani.
Uno di costoro, un “capomandamento” di Sobciak, ha offerto loro la proposta “giusta” : “ricchi e padroni della Russia” ma non “servi”; tutti i capi della Cupola hanno detto ” si questa è la soluzione”.
Ora solo il tempo ci dirà se costui non era li per caso e già la sua lunga presenza per ben 27 anni sulla scena ci da un indizio: nessun ” servo dei bankesters” è mai durato tanto.
4) i bankester hanno bisogno di saccheggiare le risorse russe perché sono le sole che non controllano e con questi “soldi freschi” tenere a galla la LORO Agenda ,che va dritta in tasca a soliti €uroKoglioni ormai sempre più affogati dentro la colonizzazione “afroislamica” dell ‘€uropa.
La domanda ora è : questi €uroKoglioni che ormai hanno come unica speranza quella di distruggere la Russia , cioè l’ UNICA potenza che NON aveva alcun motivo di distruggere l €uropa, meriterebbero di essere salvati ?
Io direi che per questa “ salvezza” non ci siano ne “i meriti” ne “le risorse”. Quindi tu puoi credere nel tuo Komplotto che io non condivido , ma l’ esito sarà comunque lo stesso .
Non lo era infatti fino ad un paio di anni fa , ma ora il destino del IV Reich è ormai segnato: la Russia ancora una volta dovrà spezzare la schiena della Germania, ma sarà molto meno clemente delle due volte precedenti.
cerca di razionalizzare l’ attuale andamento della guerra in Ucraina che la solita macchina propagandistica occidentale ora vorrebbe venderci addirittura non più come uno “stallo” ma addirittura come una “ opportunità” per imporre alla Russia la sconfitta strategica programmata con questa “guerra ”.
In pratica sembrerebbe che il “pendolo “ dell’ “Impero occidentale”, dopo l’ evidente “battuta d’arresto” nel golfo si stia nuovamente concentrando sulla pratica “russa” dopo averla “contenuta” con lo “spirito di Anchorage” e più strettamente avvolta con la “cintura turca” nei “balcani caucasici”.
E detta così la cosa suonerebbe addirittura minacciosa per la Russia con il sempre più forte coro dei “nazionalisti” russi ad invocare di rompere questo “ cerchio” ripristinando “ la deterrenza che non c’ è” ( argomento su cui scrissi diversi mesi fa qualcosa qui ) con atti eclatanti se non addirittura strategicamente sconsiderati.
Ma se la cosa viene considerata più freddamente, come cerca di fare Simplicius, le conclusioni sono diverse; non c’ è nessuna “ crisi russa” sebbene sia sempre più evidente che la Russia sia coinvolta in una guerra da cui non può uscire.
E per capirlo bisogna innanzitutto partire dalle vere cause di queste “ crisi” , o per meglio dire di questa “ guerra mondiale a tranci ( congelabili)”. E la causa è una sola: Il sistema finanziario su cui si basa l’ impero americano sta per essere sommerso da un debito impagabile e gli “gnomi” che lo detengono hanno sempre più bisogno di una “guerra mondiale” per giustificare il LORO “non ti pago” restando non solo “in sella” ma cogliendo anche altre opportunità “ accessorie” che ne deriverebbero. Fermare Cina ad esempio; la definitiva liquidazione dell’ Europa.
E la Russia suo malgrado è stata presa come “il vilain” di questa guerra e ora non ci può fare nulla perché “ per la guerra basta uno ma per la pace bisogna essere in due”; così nella pratica la NATO andrà fino in fondo a questa guerra perché questo vogliono i suoi padroni.
Deve di conseguenza essere chiaro che NON è concedendo LORO la LORO tanto desiderata WW che la Russia risolverà il suo problema; l’ unica strategia possibile sia quella del Judoka : fronteggiare il nemico , contenendolo ed esasperandolo finché esso sarà avventato e scoperto e solo ALLORA dare LORO un “ippon” , ciò un colpo “immobilizzante” che impedisca a questa “ setta di psicopatici” di trascinare tutto il mondo con sé.
In pratica si tratta di fronteggiare il LORO “inganno” con un altro “inganno”, esercitando la pazienza del “contenimento”, facendo finta di subire fino al momento del violento “contraccolpo”.
Per questo, ovviamente, tutte le mosse possibili del nemico devono essere PREVISTE ma non PREVENUTE in modo proattivo. Caso mai esse devono essere “incanalate” secondo il percorso di un NOSTRO inganno che copriremo dicendo che NOI siamo stati ingannati dal LORO inganno.
E’ infatti abbastanza ripetuto nel variegato mondo “antimperialista” il concetto che la Russia / Putin siano state sistematicamente ingannate, dall’ aggressione alla Libia in poi attraverso le varie Min(s)kiate , Siria, Instambul ,Anchorage, etc. e che quindi “la Russia è perduta “ o , versione più raffinatamente semplificante, “ la Russia è complice, perché sta sbagliando volutamente tutto “.
Anzi in certi momenti, come l’attuale, è lo stesso Putin a dichiararsi “ingannato”., e perfino i suoi alleati più stretti come Lukaschenko fanno trapelare a mezza bocca questo concetto /sconcerto tentando un qualche appeasement personale coi “cari partners”.
Tutte cose che chi ha letto o anche solo visto qualcosa sulle “lotte di potere” ( ad esempio la trilogia del Padrino ) non può che sorridere perché vi riconosce il solito “doppio inganno”.
Ma infatti riflettiamoci un attimo : può un ex funzionario del KGB essere così facilmente e ripetutamente “ingannato” ? No di certo! Bisogna quindi valutare altre opzioni .
Ad esempio supponiamo che Putin sia, se non proprio un Gorby ( difficile essere così sciocchi), uno Eltsin molto più raffinato , uno che deve svendere la Russia ma sotto le spoglie di un “restauratore”.
Insomma un agente del NEMICO che deve prevenire e sedare la reazione del proprio paese al suo strangolamento da parte del “ Grande Capitale Apolide”. Questo può certamente essere perché il dichiararsi ( a posteriori) ripetutamente “ingannato” sarebbe appunto il giusto mascheramento per restare in sella .
Ma anche se Putin NON fosse questo “agente” , anzi fosse il suo esatto contrario , anche far credere di esserlo sarebbe la sua giusta opera di mascheramento , o no ?
. Il “doppio inganno” è l ABC di ogni “uomo dei servizi”!
Ma come se ne esce allora ? Semplicemente col solito “ precetto evangelico” “E’ dai frutti che si conoscono gli alberi “ nonché dal ben noto “Rasoio di Occam ( “entia nun sunt multiplicanda praeter necessitatem “) perché l’ inganno è una azione “binaria” ( o ci credi o non ci credi ) e chiunque che per ottenere qualcosa ammucchi una montagna di concetti contraddittori, alla fine si perderà nel suo stesso caos .
Il “ doppio inganno” è il massimo livello di falsificazione utilmente gestibile.
Ad esempio il “Grande Kapitale Apolide” già deteneva la Russia ai tempi di Eltsin quando già la Russia stava andando a pezzi; perché mai quindi ricorrere ad un finto “restauratore” , figura che doveva per forza essere convincente “restaurando” la Russia in qualche modo , laddove una bella “guerra civile” sarebbe stata molto più semplice e vantaggiosa allo scopo di dissolverla definitivamente ?
E’ molto più realistico attribuire a Putin invece “la figura” di un “restauratore” che si atteggiasse ad ingenuo /sprovveduto/ servizievole per farsi sottovalutare mentre si impadroniva del potere effettivo.
Dando per assodato quindi che Putin è quello che dice di voler essere , opinione che mi terrò finché i suoi “frutti” politici dimostreranno che era di tutt’altro “albero”, bisogna concludere che la scontata evoluzione di questa guerra nelle varie fasi A,B, C di cui ho parlato fino da l’ inizio, esattamente come l’ ho vista io, non poteva NON vederla anche lui e che quindi anche lui sia arrivato alla conclusione che una guerra NATO-Russia sia procrastinabile ma NON evitabile; che quindi anche la fase C, in cui ora stiamo entrando, fosse ampiamente prevedibile con l’ inevitabile fine dello “spirito di Anchorage” e il conseguente coro dei “patrioti russi” e perfino del suo stesso entourage sul fatto che Putin “è stato ingannato un’ altra volta”.
E qui sta il “doppio inganno”; se la strategia NATO era di ingannare la Russia coinvolgendola in una guerra diretta NATO-Russia convenzionale , anche la “riluttanza” russa ad anticipare questa escalation “ convenzionale” della NATO potrebbe essere il “controinganno” a cui partecipano involontariamente quei “patrioti” russi che si lagnano della “debolezza di Putin” invocando fantasmagorici ed inutili “ fuochi nucleari” per ripristinare la “deterrenza che non c’ è “.
Perché per ora di “fuochi di artificio “ la Russia non ne ha bisogno; ma a “tempo debito” i “fuochi” NON Nucleari russi verranno, e gli oreskhin voleranno senza alcun preavviso su “obbiettivi sensibili “ in €uropa (magari a cominciare da laddove qualche idiota starà ammassando “materiale nucleare in posizione avanzata “) e con la Russia che in quel momento terrà ANCHE lei stessa il dito sul pulsante Nucleare.
Perché quelli saranno “ cinque minuti fatali ” a cui la Russia si sta preparando da tempo, ma al quale l’ “occidente” evidentemente no.
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come ho già riportato in un commento “fast and short” contiene una gran quantità di spunti di riflessione come in genere sono gli articoli riportati da Ron Unz nel suo sito ( una vera miniera)
Innanzitutto va rimarcato il fatto che Unz sia un ebreo americano divergente dal resto della “tribù”; qualificabile, quindi, nel gruppo sempre più ristretto di ebrei ostili al “sionismo” perché non accettano che la dicotomia che pervade(va) ogni ebreo ( essere ebreo di sangue e cittadino di una nazione non-ebrea ) venga risolto nel modo sionista: porre l’ appartenenza “ di sangue” nella posizione di valore assoluto che comporti un obbligo di lealtà a Israele e di slealtà verso la nazione di appartenenza.
In sostanza Unz , si sente un americano che , pur appartenente per sangue ( e censo ) alla “classe dominante” , è indignato dal fatto che questa classe dominante che si considera straniera ed ostile, in quanto religiosamente endogama, suprematista, sociopatica, vendicativa e paranoica, abbia preso il controllo degli Stati Uniti.
Ma, come la cittadinanza romana di San Paolo , il suo essere ebreo gli fornisce un “habeas corpus” che gli permette di scrivere cose e pensieri che ad un “goy” non potrebbero essere permesse.
Esso quindi viene ignorato ma non colpito; da questo suo essere intoccabilmente sospeso tra due mondi può permettersi punti di vista veramente stimolanti , come per altro altri analisti ebrei “antisionisti” quali Orlov , Shamir, Meyssan…
Qui la spinta alla riflessione di Unz era focalizzata sulla “religione olocaustica” che si sta imponendo in “occidente” nel vuoto lasciato dalle defunte religioni cristiane.
L’ argomento è ovviamente interessante ma a noi qui non dovrebbe interessare se non per il fatto che “la religione“, più che “oppio dei popoli” sia da sempre un “instrumentum regni” della ( immortale) “ classe dirigente “ magistralmente descritta da Gaetano Mosca un secolo fa .
Qui commenterò solo che Unz , come “caso di specie” abbia introdotto a dimostrazione della sua importanza, quanto la questione “olocaustica” sia stata un elemento chiave della vicenda politica di Amadinejad e sulle sue (s)fortune politiche nella lotta interna alla attuale ”classe dirigente” iraniana.
Unz infatti ci spiega come Amadinejad. sia una persona di alto livello morale ed intellettuale che ha avuto nella Rivoluzione Komeynista , come altri esponenti della classe popolare iraniana, quali Suleimani, la possibilità di emergere per le proprie “virtù” ( nel senso machiavellico) e divenire “ classe dirigente “ nel solito modo descritto sia da Machiavelli che da Mosca; in questo caso è stata la guerra di sopravvivenza che l’ Iran Komeinista ha subito dovuto combattere per la propria sopravvivenza .
Ma questa NUOVA “ classe dirigente” di origine popolare ha dovuto subito scendere a patti con quella VECCHIA, cioè l’ eterno “ stato profondo” dell’ Iran : il clero sciita prevalentemente azero.
La ragione per cui questo “ stato profondo” sia sciita ed azero è presto detto.
Come i turchi ottomani avevano invaso l’ impero bizantino “turchizzandolo”, altre tribù turche si impadronirono dell’impero persiano ma ne vennero invece “persianizzate”.
E poiché i cugini ottomani si erano eletti a campioni del sunnitismo , i “ turchi persiani” scelsero come religione del loro stato la sciitismo; conservando una propria lingua bastardizzata, chiamarono se stessi “azeri” , ragion per cui l’Iran ha da sempre uno “stato profondo “ etnicamente azero che comanda su uno stato di cultura essenzialmente persiana e il cui collante politico è la religione sciita.
Per capire meglio la cosa immaginiamoci che l’Italia post romana fosse riuscita a rimanere uno stato “romano” unitario seppur germanizzato dai conquistatori Longobardi e con il resto del mondo post-romano europeo sottoposto ad una altra tribù germanica ( diciamo i Franchi).
Allora l’ unica cosa che avrebbero potuto fare i longobardi sarebbe stato di romanizzarsi, cattolicizzandosi sotto il vescovo di Roma; avremmo avuto così una “romania” cattolica con una unica lingua neo latina e con una regione dominante laddove i longobardi si erano istallati in maggior numero e chiamata quindi lo(ngo)mbardia , dove si parlasse un bastardo romano-germanico ( chiamiamolo “lumbard” ) ma scritto in latino e un clero cattolico romano formato nelle sue più alte gerarchie proprio da “lumbard” .
E qui potete vedere che non ci siamo andati tanto lontani dato che fino a non molto tempo fa in italia c’ erano pressoché sempre signori “ lumbard” , ministri “lumbard” e grandi imprenditori/banchieri/commercianti “lumbard”.
Solo che non è andata così! Quell’ Italia non sarebbe mai esistita in quanto … i Franchi si erano cattolicizzati prima dei longobardi !
Ma torniamo a noi dopo questa divertente digressione.
In Iran lo stato è rimasto sempre unitario e il suo stato profondo sostanzialmente clericale ed azero. Quando in iran su influenza sovietica è sorta una spinta alla laicità e alla socializzazione dello stato quello stato profondo formato da “ ricchi preti azzeri” non poteva che reagire e si alleò agli angloamericani per rovesciare Mossadeq.
Il nuovo regime che verteva sullo Scià era occidentalista ed altrettanto laicista ma offriva grossi affari alla borghesia azera.
Ovviamente il basso clero sciita mordeva il freno ma non quello alto che continuava ad arricchirsi.
La laicizzazione e l’ occidentalizzazione al contrario irritavano gran gran parte della popolazione , soprattutto negli strati popolari. Ma questo, da solo, non avrebbe mai portato a rovesciare il regime se lo Scià , in base alle solite “leggi ferree della geopolitica” non fosse entrato nelle preoccupazioni di U$rael”
E così fu fatto tornare in Iran un ayatollah ribelle ferocemente ostile al regime e all’ occidentalizzazione e poi accroccata la solita “ rivoluzione” che avrebbe dovuto indebolire il paese per saccheggiarlo meglio.
Come già in Russia nel 1917, anche in Iran nel 1979 la “rivoluzione fece “ backfire”; Khomeini appoggiandosi alle forze popolari , fece un patto con il “clero azero” costituendo un regime teologico antioccidentale che lasciasse però all’alto clero tutto il potere politico e alle loro famiglie il controllo economico .
Ma come in Russia nel 1918 questo non fu accettato dai “mandanti” della rivoluzione e come in Russia nel 1919 una guerra fu scatenata tramite Iraq e con i soldi dei petro-emiri per rovesciare il regime khomeinista
Regime che per salvarsi dovette ricorrere alla mobilitazione popolare e che lasciò alla fine un equilibrio di potere nella “classe dirigente” tra il clero azero padrone della politica e dell’ economia e le “forze popolari” tenutarie del potere militare (IRGC).
Equilibrio mediato e garantito dalla guida suprema che, sempre per equilibrio di potere, deve essere un ayatollah di etnia persiana ( come khomeini e khamenei).
Le due fazioni si sono però combattute senza esclusioni di colpi. Il monopolio “ azero” de l’ economia è stato vieppiù insidiato da imprese di stato a gestione IRGC
Anche il monopolio azero del governo era stato interrotto da Amadinejad e per queso poi era stato messo da parte perché considerato divisivo e dannoso con la sua questione “olocaustica” , per altro anche mal gestita al livello mediatico ( e come altrimenti era possibile ? )
Non solo il “clero azero” aveva imposto la rimozione di Amadinejad ma pure messo su quel pasticciaccio del JPCOA di modo che ora era terrorizzato dalla possibile condidatura a presidente del popolarissimo Suleimani. Ci hanno pensato “fortunatamente” gli americani i quali lo hanno alla fine ammazzato a tradimento .
Per contenere la rabbia delle forze popolari Khameney ha trovato un nuovo punto di equilibrio con l’ elezione a presidente di Ruhani , anche lui “prete azero” ma vicino all’ IRGC.
Ma ancora “fortunatamente” un incidente ha poi liquidato Ruhani e la sua squadra spianando il ritorno al potere dei peggiori “occidentalisti”, quel duo tutto “budino&mozzarella” che da anni “ tratta” un accordo con chi poi bombarda a tradimento l’ Iran decimando la sua classe dirigente dei suoi elementi più combattivi ma lasciando quei due sempre “miracolosamente” illesi e pronti per un nuovo “round” di trattative sempre più ridicole .
Le domande qui devono quindi essere : Chi realmente ora comanda in Iran? Chi realmente “ gestisce” “budino&mozzarella” ? Chi sta giocando CHI ?
Anche U$rael non ci deve capire poi molto visto che continua disperatamente ad aggrapparsi agli squalificati “budino&mozzarella” e rimane ossessionata da Amadinejad e cerca di eliminarlo in tutti i modi , pur essendo lui ormai palesemente fuori gioco da tanto tempo .
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Giuseppe Masala è un analista “dilettante” un po’ come tutti noi perché anche lui può basarsi solo su fonti “open” ( parola che sappiamo quanto volga sempre meno ) ma per completezza , correttezza , acume, passione e onestà intellettuale è sicuramente uno dei più brillanti nel Web italiano sia in geopolitica che in economia e il suo canale Telegram è sempre aggiornato e stimolante se non addirittura bastevole da solo per una informazione completa sugli eventi in corso.
Masala scrive anche spesso in modo esteso il suo pensiero su l’ Antidiplomatico dove ieri sera è apparso un articolo, brillante come al solito, che analizza in modo preoccupato l attuale stato della guerra in Ucraina e i suoi pericolosi sviluppi
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di Giuseppe Masala per l’AntiDiplomatico
Ieri ha avuto inizio il Forum Economico di San Pietroburgo, il più importante simposio economico del paese, nato con l’ambizione di ridare slancio all’economia russa dopo il crollo del sistema sovietico e impostosi, negli anni, come uno dei più attrattivi forum economici a livello mondiale perché porta d’ingresso all’enorme spazio economico euroasiatico. Da notare che proprio in questa edizione si è avuto il ritorno di una delegazione statunitense, dopo gli anni del boicottaggio causato dal conflitto tra Mosca e Kiev. Al contrario, latitano ancora i paesi europei che insistono nella loro ostilità ostentata nei confronti di Mosca.
Proprio nel giorno dell’inaugurazione di questa importante manifestazione, San Pietroburgo è stata colpita da un potente attacco di droni ucraini. Molto probabilmente negli intendimenti di Kiev vi era quello di rovinare quella che – soprattutto in occidente – viene intesa come una manifestazione che ha lo scopo di glorificare Putin e il putinismo economico. Il risultato dell’attacco è stata l’esplosione di alcuni depositi petroliferi e la distruzione di una corvetta del Flotta del Baltico della Marina Militare Russa. Una mossa, quella di Kiev, certamente propagandistica, ma che segnala anche una capacità di colpire a lunghissima distanza dal proprio territorio: chiaramente un attacco del genere non può non aver sorvolato lo spazio aereo della NATO, sempre che – addirittura – il lungo di partenza dei droni non fosse direttamente situato in territorio NATO. Ciò sempre di più chiarisce, anche a chi si è recato a San Pietroburgo per partecipare al Forum Economico, che la Russia è in realtà in guerra con buona parte dei paesi europei.
Ma al di là di questo fatto di guerra – comunque di grande portata simbolica – ad aver destato scalpore nel corso del primo giorno è stato un dibattito al quale ha partecipato l’ex agente dei servizi esteri russi, l’analista geopolitico ed esperto di sicurezza Andrey Bezrukov che attualmente svolge il ruolo di consigliere del CEO di Rosneft Igor Sechin. Sottolineo che il parere di Bezrukov è da ritenersi di primaria importanza perchè espresso da una persona facente parte della cerchia ristrettissima dei “siloviki” che fungono da guardia pretoriana dello stesso Putin nonché ne sono fonte reale di potere nella macchina dello stato e, conseguentemente, la sua opinione è da ritenersi di più che il parere di un analista. I punti fondamentali espressi da Bezrukov sono i seguenti:
La Russia rimarrà in uno stato di guerra forse per i prossimi 20 o 30 anni;
La guerra nella quale la Russia è/sarà impegnata è di nuovo tipo e non è focalizzata sulla conquista di nuovi territori. Si tratta di una guerra di attrito con l’Occidente e incentrata sul danneggiamento dei sistemi critici dell’avversario; gasdotti, depositi di petrolio, centrali elettriche, reti di telecomunicazioni. La finalità di questo tipo di guerra è quella di logorare l’avversario fino a farlo crollare di schianto.
La strategia occidentale è quella di far bollire a fuoco lento “la rana russa” così da evitare uno scontro nucleare;
Infine Bezrukov – riecheggiando quanto già sostenuto da eminenti studiosi quali Panina, Karaganov e Pilko – sostiene che l’approccio russo al conflitto è troppo morbido e sostanzialmente fa il gioco dello stesso occidente e della sua strategia della rana bollita: «Siamo lenti. Gli permettiamo troppo. Non ci temono… perché tante, tante linee rosse di cui abbiamo parlato sono rimaste solo sulla carta» ha concluso.
Come si può vedere, si tratta di dichiarazioni che lasciano intendere una assoluta sfiducia – da parte della cerchia dei siloviki – nella possibilità di avviare trattative che abbiano una reale possibilità di riportare la pace in Ucraina.
Ed effettivamente non si può non valutare correttamente quanto delineato da Bezrukov anche sulla scorta della reale condizione degli avversari della Russia;
[A] Gli USA sono invischiati in una sempre più pericolosa crisi del Debito Estero (Posizione Finanziaria Netta o NIIP che dir si voglia) e oltretutto sono insidiati sul piano tecnologico, industriale e militare dalla potenza emergente cinese;
[B] Anche Francia e UK hanno enormi problemi di debito estero che in prospettiva potrebbero tradursi in gravi crisi finanziarie sia sul piano dei conti dello stato che sul piano della stabilità del sistema finanziario nazionale;
[C] L’Unione Europea vive enormi problemi legati alla competitività sia a causa dell’inaridimento delle fonti di approvvigionamento di energia a basso costo (leggi, gas russo) sia a causa di una scarsissima capacità di innovazione dell’area economica europea.
Elementi questi che, presi complessivamente, rischiano di far perdere il proprio status all’Occidente Collettivo e che – di conseguenza – lo obbligano ad usare tutte le strategie possibili per riuscire prima a scardinare l’asse Pechino-Mosca e poi ad abbattere singolarmente sia l’orso russo che il dragone cinese.
A dimostrazione che quanto sostenuto da Bezrukov è da ritenersi corretto basta peraltro guardare alla “Grand Strategy” occidentale nei confronti della Russia che in questo momento ha tre grandi pilastri:
1) Destabilizzazione del Caucaso da attuarsi portando nella sfera occidentale, sia europea che NATO, l’Armenia e l’Azerbaijan. In questa ottica va vista sia la firma del memorandum di partenariato strategico globale USA-Armenia che il vertice UE-Armenia del 4 e 5 Maggio 2026. Questa mossa va intesa in relazione alla volontà occidentale di rompere quel sottile diaframma che separa sul piano territoriale e geografico il conflitto Russo-Ucraino da quello in Medio Oriente. Inutile far notare che la realizzazione di questo progetto creerebbe quell’enorme arco di crisi teorizzato già qualche decennio fa da Zbigniew Brzezinski e necessario per far crollare la Russia. Arco di crisi che andrebbe dal Donbass al Mar Caspio passando per il Mar Nero, il Caucaso e l’Iran.
2) Penetrazione occidentale in Asia Centrale. Questo ulteriore passo è necessario ad allargare l’arco di crisi già esistente o, al minimo, aumentare l’area nella quale la Russia è accerchiata da stati e nazioni diventate ostili: area che va dall’estremo nord della Scandinavia, percorre tutta la frontiera russo finlandese, continua poi per tutto il fianco est della Nato e infine sbocca in tutto il Caucaso del Sud fino ad arrivare al Caspio e all’Asia Centrale. Specificamente in questa ottica va visto anche il costante corteggiamento occidentale al Kazakistan che lentamente sta sfociando in una sempre più profonda partnership di Astana con la Nato.
3) Militarizzazione Groenlandia. La volontà americana di aumentare la propria sfera di influenza alla disabitata Groenlandia (territorio d’oltremare della Corona Danese) è tutt’altro che la bizzarria di una nave di folli come molti vorrebbero far credere per attaccare Trump e la sua amministrazione. La Groenlandia consente di minacciare con bombardieri e missili intermedi da nord tutta la regione russa della Siberia allargando anche qui quell’area di minaccia e di accerchiamento contro la Russia. Fatto questo che obbligherebbe la Russia a dislocare ulteriori risorse militari in Siberia, ossia un’area di mondo fino ad ora pacifica. Che l’obbiettivo di Washington sia questo è stato ben capito a Mosca, come hanno fatto intendere alcune dichiarazioni di Lavrov a riguardo della questione groenlandese.
Solo degli ingenui non possono non vedere come effettivamente il grande obbiettivo occidentale sia proprio quello di far bollire la rana russa nella pentola di un enorme arco di crisi che ne circonderà buona parte dei suoi confini, L’unico limite di questa strategia è quello della sua lentezza, dovuta al fatto che i russi non devono essere posti nelle condizioni di attaccare direttamente i paesi occidentali magari anche con un attacco nucleare dimostrativo come sempre più persone influenti chiedono a Putin. Uno Zar Putin che appare sempre più solo e isolato e che ricorda sempre più Neaville Chamberlain con la sua strategia di appeasement. Una strategia – come dimostrano le parole di Andrey Bezrukov a San Pietroburgo – ormai non condivisa neanche tra i siloviki, i pretoriani del Cremlino.
Giuseppe Masala, nasce in Sardegna nel 25 Avanti Google, si laurea in economia e si specializza in “finanza etica”. Coltiva due passioni, il linguaggio Python e la Letteratura. Ha pubblicato il romanzo (che nelle sue ambizioni dovrebbe essere il primo di una trilogia), “Una semplice formalità” vincitore della terza edizione del premio letterario “Città di Dolianova” e pubblicato anche in Francia con il titolo “Une simple formalité” e un racconto “Therachia, breve storia di una parola infame” pubblicato in una raccolta da Historica Edizioni. Si dichiara cybermarxista ma come Leonardo Sciascia crede che “Non c’è fuga, da Dio; non è possibile. L’esodo da Dio è una marcia verso Dio”.
Articolo sul quale concordo anche perché questa prossima “fase” della guerra l’ avevo prevista direi da subito ( i famosi “piani A” “B” “C” verso cui la guerra sarebbe pressoché inevitabilmente evoluta).
Consiglio quindi di leggere l’ articolo da cui ho preso il paragone usato a titolo di questo mio commento e che anche io ho spesso evocato con quel “ tempo a prestito” di cui noi tutti siamo appunto debitori a quello che già da tempo ho chiamato il “Kathecon del Kremlino”.
Bisognerebbe ora precisare meglio l’ analogie e le differenze tra i due “attori” e i problemi geopolitici che cerca(va)no di risolvere .
E ora da qui in avanti nel mio discorso sia ben chiaro che userò le iniziali degli “attori in commedia” solo ad indicare il nome dei rispettivi “frontmen” allora ed ora operanti, in quanto tutta la geopolitica che vediamo e commentiamo consiste sostanzialmente in un urto di SISTEMI, di “navi” di cui ovviamente il “capitano” è solo la persona a cui in quel momento è attribuito nominalmente “il comando” anche se spesso sostanzialmente questo non è.
Ciò premesso cominciamo dalle prime, le analogie
Si , entrambi ( P e C ) sono mossi dalle stesse preoccupazioni : evitare una disastrosa guerra in Europa da cui TUTTI gli europei allora erano già appena usciti distrutti e peggio sarebbe stato ancora.
Entrambi disperatamente cercando la soluzione nella diplomazia e non nella guerra, esito da evitare come la peste; ricerca poi irrisa come “apppeasement” tanto che a C rimase impressa pure l’ etichetta di “debole” , due cose che presto anche P dovrà decidere se farsi appiccare anche a se stesso o meno.
Va anche detto che in tutto questo C sapeva ( e certamente anche P lo sa ) quali “ forze” ( spoiler : la Grande Finanza) spingevano per la guerra in Europa e quale problema geopolitico ne era alla base: un impero era morente e un nuovo ordine mondiale veniva a sostituirlo.
Ma qui le analogie finiscono: P infatti non è alla guida di un “impero morente” come lo era allora C . “L’ impero russo” è defunto da tempo e non ritornerà più perché , a differenza dei tedeschi, i russi sanno apprendere le lezioni della SStoria.
Semplicemente P, da “patriota” come si considera, vuole solo che questo “nuovo ordine” sia “buono per la Russia “.
Ed in questo C e P sono ancora simili perché C era perfettamente conscio che un nuovo ordine mondiale stava venendo e anche lui da “patriota” voleva solo che fosse “ buono per l’ Inghilterra”.
Insomma se C e P fossero stati i due interlocutori nei loro rispettivi ruoli ( impero morente vs un sistema nazionale che Rivuole il suo ruolo nella Storia ) si sarebbero certamente trovati d’accordo e nel bene di tutti , quantomeno in Europa .
E qui invito calorosamente gli ingenui, sia quelli finti che quelli veri, che credono che l’ impero inglese abbia avuto miglior sorte “vincendo” la WW2 ( come volle il ringhioso botolo anglo americano che sostituì C a Downing Street ) invece che ad accordarsi geopoliticamente con la Germania , a valutare la cosa molto bene prima di “acquistare” dai “soliti” un’ altra WW.
Caso mai l’ unica discussione utile sull’ argomento sarebbe sulla considerazione che questo “appeasement” tra C e H fosse realmente possibile ( spoiler : NO).
No, perché “per far la pace bisogna sempre essere in due e per la guerra basta uno solo “ e C e H non erano sulla stessa lunghezza d’onda; H era assolutamente impreparato al problema e la geopolitica non è per “dilettanti” anche per quelli “ bravi “.
E H oltre che un dilettante era stato “caratterialmente” scelto proprio per accendere un nuova ”guerra in Europa.
Altra interessante differenza: allora H era l’ indubitabile frontman del “ sistema Germania”, ma C, che interpretava il “frontman” del “sistema inglese “, ne rappresentava solo una corrente .
ALTRE forze nel “ sistema inglese” volevano un ALTRA politica che poi si impose sino alle sue estreme conseguenze quando lui fu finalmente “rimosso”; e non è da escludere che anche P , benché apparentemente sia oggi ben saldo alla guida del “ sistema russo” , non venga poi anch’esso rovesciato come C nel prosieguo degli eventi.
P, infatti , che oggi è costretto a giocare nel ruolo che fu allora di H , è invece anche molto ben preparato; sfortunatamente per tutti noi nel ruolo che fu allora di C oggi c’ è T.
Ma T è comunque il miglior interlocutore che P possa aspettarsi e per questo P ci si è aggrappato ( il famoso “spirito di Anchorage” …) .
Ma è tutto inutile , le forze che guidano “l’ impero morente” di T sono ben più forti e maggioritarie di quelle che comunque poi liquidarono “ l’appeasement” di C ( e C stesso) .
Consideriamo poi che in entrambe le due partite ( quella che portò C alla WW2 e che spinge P alla WW3 ) c’ è anche un terzo incomodo : la “potenza extraeuropea che cresce al di là del mare” e che è destinata a essere sicuramente il perno del” nuovo ordine”, ruolo che allora era degli USA guidati da R e oggi/domani è della Cina guidata da X.
E qui altra differenza evidente è che mentre R manipolava la propria politica estera e il proprio paese proprio per portarlo in guerra onde alla fine sbaragliare tutti gli altri “giocatori” e fondare appunto il SUO “nuovo ordine mondiale” , X non sembra agitarsi affatto.
Chissà, forse X ha altri scopi o più semplicemente molta più pazienza di D…
Nella sostanza però allora D entrò in gioco solo a cose precipitate ( come probabilmente farà anche X domani). E se le cose allora andarono male fu perché C trovò in H un interlocutore “poco preparato”; purtroppo oggi volgono al peggio perché il pur meglio preparato P , che oggi è nel ruolo di H , ha trovato un incompetente burattino in T nel ruolo che allora fu di C.
Quale è la morale ? Forse che ci sono “ sceneggiatori” che mettono sempre in piedi lo stesso” spettacolo” e che se anche gli “attori” sono nuovi o scambiati i “ruoli “ sono sempre gli stessi ?
Ma allora , se il “finale” appare comunque ineluttabile, che dire a qualcuno che si chiedesse : “che fare ?”
Che è sempre quantomeno meglio sostenere gli “ attori” ben “preparati” e coloro che con il loro “appeasement” offrono a TUTTI del “ tempo a prestito” prima del inevitabile “finale”; i “bankesters “, con il loro immenso potere di “ fabbricare moneta “, le LORO WW prima o poi “l’ accendono” comunque.