Carlo di Borgogna e il suo progetto temerario, di WS
Nella precedente divagazione abbiamo lasciato la Lotaringia interamente all’ interno de Sacro Romano Impero Germanico principalmente riorganizzata in due regni , separati dalle Alpi, che rispondevano entrambi a l’ imperatore Sassone: il Regno di Italia ( l’ ex Longobardia ) , e il regno di Burgundia ( o Borgogna) dal nome del popolo germanico che si era installato nella valle della Saona prima della loro sottomissione ai Franchi.
Questo regno di Borgogna subì da subito la pressione francese e già da l’ anno mille con la crisi imperiale della “guerra delle investiture” solo l’ alta valle del Rodano rimase all’ impero come “franca contea” insieme al territorio originario dei Franchi della valle del Reno spezzettato però in una miriade di principati e città-stato secondo la stessa traiettoria in cui si era frantumato anche il Regno d’ Italia.
In Francia del defunto Regno di Borgogna sopravvisse di nome solo il ducato di Borgogna, feudo di confine affidato sempre ad un ramo cadetto della dinastia francese.
Uno di questi però , Filippo l ‘Ardito, nel 1300 colse l’ occasione di rendere indipendenti ed ereditarii i propri dominii.
E qui bisogna fare la piccola digressione che al contrario del l’impero tedesco il regno francese rimase sempre molto più compatto e centralizzato .
Non ci furono mai in Francia “lotte per le investiture” e le ambizioni della aristocrazia francese furono sempre dirottate “all’ esterno”; dalla conquista normanna de l’ Inghilterra prima e de l’italia meridionale poi , alle crociate , e alla conquista angioina del regno di Napoli e perfino al lontanissimo Regno di Ungheria.
In Francia i diritti feudali non solo erano revocabili , ma in base alla legge salica rientravano prima o poi tutti nella piena disponibilità del re.
Ma quando il Re di Francia provò a revocare i diritti feudali francesi del Re “normanno” d’ Inghilterra questi aveva abbastanza forza per resistergli ed addirittura invadergli il Regno , e fu in quella fase che il suo parente e vassallo duca di Borgogna ribellò al Re di Francia conquistando così l’ indipendenza di fatto dei propri possessi.
E questi Valois di Borgogna traendo spinta dalla ricchezza dei propri possessi con abili strategie anche matrimoniali si erano poi estesi anche su gran parte delle limitrofe regioni imperiali tantè che il duca di Borgogna era contemporaneamente nobile francese e feudatario tedesco .
I “Borgognoni” , appunto, inizialmente nelle guerra dei cento anni aiutarono gli inglesi ma poi ricevuto dal re di Francia il riconoscimento della propria piena autonomia alla fine aiutarono la Francia ad espellere gli inglesi rimanendo legati al regno di Francia solo da un formale vassallaggio dei propri possessi francesi , e il loro informale “regno” su terre francesi e tedesche prosperò.
“ I Grandi Signori de l’ Occidente” come furono allora chiamati perché potenti più di un re ma senza averne alcun titolo formale.
E non è un caso che la fioritura della Signoria borgognona corrispondesse a quella delle Signorie italiane , ma la sua potenza era su scala maggiore, ben più del nostro più potente Ducato , quello di Milano, al massimo della sua estensione (1402)
Ma il problema geopolitico dei “ Grandi Signori del’ Occidente “ era “francese”. Infatti cacciati gli inglesi la monarchia francese aveva rapidamente recuperato forza e cercava ogni pretesto per espandersi sottomettendo quei ricchi “ex-vassalli” , e non solo sulle terre che ancora gli appartenevano “legalmente” , ma anche su quelle tedesche sucui l’ Imperatore non aveva la forza per sostenere i propri diritti anche se formalmente li rivendicava in toto.
Quando Carlo poi detto “il Temerario” ( ma più correttamente “l’ Ardito” come il suo antenato Filippo ) successe al padre la pressione francese era diventata insostenibile perché i domini di Carlo per quanto ricchi ed estesi erano strategicamente fragili ( vedi la mappa qui sotto).
Carlo doveva costruire uno stato più compatto e la sua idea era quella di ricostituire il regno di Burgundia all’ interno del Sacro Romano Impero inteso come esso si era poi evoluto : una confederazione di stati “regionali” indipendenti al proprio interno ma soggetti ad una autorità politica comune, decisa in una “dieta” ed espressa da un imperatore eletto, così come quella religiosa era espressa da un papa anchesso elettivo.
L’ interessante novità nel progetto di Carlo era che il suo Impero, riportandovi all’ interno la Lotaringia, non era più specificatamente “ germanico”, e che da quel punto di vista lui “ francese” e signore su terre tedesche avrebbe avuto anche la giustificazione per ricreare un impero “ sovranazionale” risolvendo così la frantumazione politica della Cattolicità.
A questo scopo Carlo agì inizialmente diplomaticamente per trovare alleati in Italia tra i due ducati “imperiali” interessati perché per vari pretesti entrambi sottoposti ugualmente alla pressione francese : il ducato di Savoia e il ducato di Milano e finanche nel Regno di Napoli che “imperiale” non era mai stato ma che anchesso coi francesi aveva dei problemi perché anche li il re francese accampava dei diritti .
Tentò inizialmente anche un approccio inglese stabilendo con loro una onerosa alleanza antifrancese, ma senza successo perché il suo nemico Luigi XI non dormiva, e usando notevoli somme aizzò conflitti interni alla casa reale inglese di modo che gli inglesi presero soldi da entrambi senza far nulla .
Ma soprattutto il re francese, fece una cosa che poi risultò decisiva: deviò l’ espansionismo svizzero nella alta valle del Rodano dopo avergli appianato con ingenti somme il loro secolare conflitto con la contea del Tirolo.
Carlo incontrò l’ insuccesso anche nella sua richiesta di farsi nominare Re di Burgundia da l’imperatore Federico III di Asburgo il quale era “imperatore” , in quanto signore della derelitta marca d’ Austria, ma eletto tale solo perché abbastanza debole ed esterno alle cose di Germania da non essere una minaccia per tutti gli altri potentati tedeschi.
Federico non era uno stupido, anzi aveva anche lui grandi ambizioni certificate dalla accurata educazione imposta a suo figlio Massimiliano ( il prossimo protagonista di questa storia ), e temeva che un ricco e potente Re di Burgundia potesse poi sfilare il titolo di imperatore alla sua famiglia che questo titolo se lo era aggiudicato al contrario proprio per la propria debolezza dovuta soprattutto alla cronica carenza di danaro, che era il motivo per cui Carlo sperava di comprarsi da Federico il titolo di “Re”.
Inutilmente però, perché probabilmente fu anche per il denaro francese ricevuto che Federico rifiutò .
Ma Federico vedeva anche i limiti della propria impotenza imperiale. Da sempre infatti l’ Austria aveva problemi con il suo vicino Regno d’ Ungheria che ormai la circondava da 3 lati .
Un vicino invero ora distrarro dalla crescente minaccia turca, ma cosa sarebbe successo a l’ Austria e alla cristianità di cui lui si sentiva, seppur solo formalmente, imperatore , alla fine di quel “ confronto” ?
Così in risposta contropropose a Carlo una alleanza da siglare con il matrimonio del figlio di Federico , Massimiliano , con l’ unica figlia di Carlo, Maria.
In questo modo Federico , cioè Massimiliano, con il danaro dei borgognoni avrebbe avuto i mezzi per assoldare le milizie con cui diventare veramente un Imperatore sia verso i riottosi vassalli interni che verso i nemici esterni, francesi , ungheresi o turchi che fossero.
Questo non era proprio quello che Carlo voleva ma comprese subito che il progetto di Federico collimava col suo e che proprio il legame di sangue tra le due casate lo avrebbe reso vincente .
Anche i due giovani si incontrarono e si piacquero e così il fidanzamento fu ufficializzato.
Ma Carlo, uomo di impulso poco incline ad usare la diplomazia, poggiando sulla già acquisita seppur implicita alleanza con Federico, passò subito a l’ azione per stabilizzare i propri possessi lungo tutta la riva sinistra del Reno sottomettendovi tutte le città e i potentati tedeschi .
Ora Carlo aveva finalmente un “ regno” e non un “patchwork” di possessi familiari!
Luigi XI, vedeva il disegno e le mosse di Carlo ma non osava entrare in guerra diretta con lui . Però usava l’ arte de l’ intrigo per sollevare ribellioni interne al ducato e il proprio danaro per alimentare una alleanza antiborgognona di tutti quei potentati tedeschi , sia di quelli già spotestati che di quelli che ancora restavano sulla “via verso l’ Italia”: l’ obbiettivo che la propaganda francese diceva essere il progetto espansionistica di Carlo.
. Tra questi “ potentati” , tutti formalmente soggetti a l’ Impero, particolarmente allarmati e bellicosi erano gli Svizzeri ,praticamente imbattibili e specialmente sulle loro montagne.
Preminenti tra loro erano i Bernesi che da soli non osavano entrare nelle terre borgognone ma erano interessati , anche perché spinti da l’oro francese , ad attaccare il ben più debole ducato di Savoia , alleato di Carlo, per sottrargli il Vaud.
Cosa che fecero. E l’ impulsivo Carlo , uomo del medioevo, epoca in cui l’ onore contava più della convenienza, divise le sue forze e partì in soccorso del duca di Savoia andando a sbattere contro l ‘intera fanteria svizzera al completo a Morat e perdipiù in un terreno montano sfavorevole alla sua cavalleria.
Il duca , pesantemente battuto, con le sue residue forze ripiegò nelle sue terre per raccogliervi le altre truppe che aveva lasciato indietro, ma si trovò la strada sbarrata da l’ ex duca di Lorena che egli aveva cacciato e che, con soldi francesi, era rientrato nel suo ducato .
Carlo invece di aggiraralo lo assaltò , lo insegui e lo assediò in Nancy. Ma mentre lo assediava, vi fu raggiunto e ucciso dalle ingenti forze svizzere che, ingaggiate dai francesi, lo avevano anchesse inseguito.
La morte del duca provocò il collasso del suo stato che i francesi cominciarono ad occupare perché tutte le città e i principati che Carlo aveva sottomesso non avevano più protezione e sia la ricca borghesia che nobiltà borgognona non sentivano nessuna identità nazionale da difendere.
Non solo il progetto di Carlo era fallito , ma l’ intera Signoria era persa. Il re di Francia aveva trionfato senza direttamente combattere e si prendeva tutto, in quanto gli svizzeri che avevano fatto il lavoro per lui tornavano nelle loro valli carichi di oro trattenendosi solo alcune valli alpine di quello che era stato il più ricco potentato europeo .
L’orfana Maria abbandonata dalla nobiltà e dalle città borgognone non aveva alcuna protezione se non quella dei suoi sudditi fiamminghi presso cui si era rifugiata , e un povero e lontano “promesso” dall’ altra parte del continente.
Ed è qui che costui entra in scena, come un cavaliere medioevale a difesa della sua “promessa”, per riprendere, con un imprevedibile successo, il progetto che un futuro suocero nemmeno veramente conosciuto aveva così clamorosamente fallito.
Ma questa è un ‘altra storia per un’ altra digressione.
Noi qui però ci dovremmo chiedere che cosa voleva Carlo ? Poteva Carlo convivere col Re di Francia fortemente intenzionato a riprendersi la “sua” Borgogna ? Certamente no e quindi doveva agire nella direzione intrapresa. Il suo “regno multinazionale” infatti poteva sopravvire solo all’interno di un Impero “multinazionale” e solo in alleanza di quei potentati italiani ugualmente interessati a difendersi da l’ espansionismo francese e a mantenersi autonomi dentro la struttura “ federale” di un Impero multinazionale.
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Voleva forse così Carlo ricreare la Lotaringia ? Probabilmente no ma volente o nolente doveva comunque aprirsi quella “ strada per l’ Italia” sebbene per farlo avrebbe dovuto usare un approccio più prudente .
L’ ultimo “ Grande Signore de l’ Occidente” era un uomo del passato che pur disponendo di molto danaro non ne aveva capito la profonda corruttela morale e civile che esso comporta.
E comunque le città e i nobili del suo informale “regno” che gli si ribellarono in nome del loro danaro non hanno poi mai più conosciuto lo splendore che fu di quel “ regno”.
Ed è divertente e istruttivo notare che il “regno di Burgundia” abbia avuto nella stesse fasi storiche la stessa dinamica del suo “fratellastro del sud” , non a caso poi unificato dagli “ alleati” savoiardi di Carlo.
Ma solo le diverse circostanze geografiche ( la geografia è sempre geopolitica) hanno fatto si che oggi esista uno stato chiamato “Italia” mentre i residui del “regno di Burgundia” ,volendoli oggi anche mettere insieme, al massimo si chiamano “ Benelux”
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