cerca di razionalizzare l’ attuale andamento della guerra in Ucraina che la solita macchina propagandistica occidentale ora vorrebbe venderci addirittura non più come uno “stallo” ma addirittura come una “ opportunità” per imporre alla Russia la sconfitta strategica programmata con questa “guerra ”.
In pratica sembrerebbe che il “pendolo “ dell’ “Impero occidentale”, dopo l’ evidente “battuta d’arresto” nel golfo si stia nuovamente concentrando sulla pratica “russa” dopo averla “contenuta” con lo “spirito di Anchorage” e più strettamente avvolta con la “cintura turca” nei “balcani caucasici”.
E detta così la cosa suonerebbe addirittura minacciosa per la Russia con il sempre più forte coro dei “nazionalisti” russi ad invocare di rompere questo “ cerchio” ripristinando “ la deterrenza che non c’ è” ( argomento su cui scrissi diversi mesi fa qualcosa qui ) con atti eclatanti se non addirittura strategicamente sconsiderati.
Ma se la cosa viene considerata più freddamente, come cerca di fare Simplicius, le conclusioni sono diverse; non c’ è nessuna “ crisi russa” sebbene sia sempre più evidente che la Russia sia coinvolta in una guerra da cui non può uscire.
E per capirlo bisogna innanzitutto partire dalle vere cause di queste “ crisi” , o per meglio dire di questa “ guerra mondiale a tranci ( congelabili)”. E la causa è una sola: Il sistema finanziario su cui si basa l’ impero americano sta per essere sommerso da un debito impagabile e gli “gnomi” che lo detengono hanno sempre più bisogno di una “guerra mondiale” per giustificare il LORO “non ti pago” restando non solo “in sella” ma cogliendo anche altre opportunità “ accessorie” che ne deriverebbero. Fermare Cina ad esempio; la definitiva liquidazione dell’ Europa.
E la Russia suo malgrado è stata presa come “il vilain” di questa guerra e ora non ci può fare nulla perché “ per la guerra basta uno ma per la pace bisogna essere in due”; così nella pratica la NATO andrà fino in fondo a questa guerra perché questo vogliono i suoi padroni.
Deve di conseguenza essere chiaro che NON è concedendo LORO la LORO tanto desiderata WW che la Russia risolverà il suo problema; l’ unica strategia possibile sia quella del Judoka : fronteggiare il nemico , contenendolo ed esasperandolo finché esso sarà avventato e scoperto e solo ALLORA dare LORO un “ippon” , ciò un colpo “immobilizzante” che impedisca a questa “ setta di psicopatici” di trascinare tutto il mondo con sé.
In pratica si tratta di fronteggiare il LORO “inganno” con un altro “inganno”, esercitando la pazienza del “contenimento”, facendo finta di subire fino al momento del violento “contraccolpo”.
Per questo, ovviamente, tutte le mosse possibili del nemico devono essere PREVISTE ma non PREVENUTE in modo proattivo. Caso mai esse devono essere “incanalate” secondo il percorso di un NOSTRO inganno che copriremo dicendo che NOI siamo stati ingannati dal LORO inganno.
E’ infatti abbastanza ripetuto nel variegato mondo “antimperialista” il concetto che la Russia / Putin siano state sistematicamente ingannate, dall’ aggressione alla Libia in poi attraverso le varie Min(s)kiate , Siria, Instambul ,Anchorage, etc. e che quindi “la Russia è perduta “ o , versione più raffinatamente semplificante, “ la Russia è complice, perché sta sbagliando volutamente tutto “.
Anzi in certi momenti, come l’attuale, è lo stesso Putin a dichiararsi “ingannato”., e perfino i suoi alleati più stretti come Lukaschenko fanno trapelare a mezza bocca questo concetto /sconcerto tentando un qualche appeasement personale coi “cari partners”.
Tutte cose che chi ha letto o anche solo visto qualcosa sulle “lotte di potere” ( ad esempio la trilogia del Padrino ) non può che sorridere perché vi riconosce il solito “doppio inganno”.
Ma infatti riflettiamoci un attimo : può un ex funzionario del KGB essere così facilmente e ripetutamente “ingannato” ? No di certo! Bisogna quindi valutare altre opzioni .
Ad esempio supponiamo che Putin sia, se non proprio un Gorby ( difficile essere così sciocchi), uno Eltsin molto più raffinato , uno che deve svendere la Russia ma sotto le spoglie di un “restauratore”.
Insomma un agente del NEMICO che deve prevenire e sedare la reazione del proprio paese al suo strangolamento da parte del “ Grande Capitale Apolide”. Questo può certamente essere perché il dichiararsi ( a posteriori) ripetutamente “ingannato” sarebbe appunto il giusto mascheramento per restare in sella .
Ma anche se Putin NON fosse questo “agente” , anzi fosse il suo esatto contrario , anche far credere di esserlo sarebbe la sua giusta opera di mascheramento , o no ?
. Il “doppio inganno” è l ABC di ogni “uomo dei servizi”!
Ma come se ne esce allora ? Semplicemente col solito “ precetto evangelico” “E’ dai frutti che si conoscono gli alberi “ nonché dal ben noto “Rasoio di Occam ( “entia nun sunt multiplicanda praeter necessitatem “) perché l’ inganno è una azione “binaria” ( o ci credi o non ci credi ) e chiunque che per ottenere qualcosa ammucchi una montagna di concetti contraddittori, alla fine si perderà nel suo stesso caos .
Il “ doppio inganno” è il massimo livello di falsificazione utilmente gestibile.
Ad esempio il “Grande Kapitale Apolide” già deteneva la Russia ai tempi di Eltsin quando già la Russia stava andando a pezzi; perché mai quindi ricorrere ad un finto “restauratore” , figura che doveva per forza essere convincente “restaurando” la Russia in qualche modo , laddove una bella “guerra civile” sarebbe stata molto più semplice e vantaggiosa allo scopo di dissolverla definitivamente ?
E’ molto più realistico attribuire a Putin invece “la figura” di un “restauratore” che si atteggiasse ad ingenuo /sprovveduto/ servizievole per farsi sottovalutare mentre si impadroniva del potere effettivo.
Dando per assodato quindi che Putin è quello che dice di voler essere , opinione che mi terrò finché i suoi “frutti” politici dimostreranno che era di tutt’altro “albero”, bisogna concludere che la scontata evoluzione di questa guerra nelle varie fasi A,B, C di cui ho parlato fino da l’ inizio, esattamente come l’ ho vista io, non poteva NON vederla anche lui e che quindi anche lui sia arrivato alla conclusione che una guerra NATO-Russia sia procrastinabile ma NON evitabile; che quindi anche la fase C, in cui ora stiamo entrando, fosse ampiamente prevedibile con l’ inevitabile fine dello “spirito di Anchorage” e il conseguente coro dei “patrioti russi” e perfino del suo stesso entourage sul fatto che Putin “è stato ingannato un’ altra volta”.
E qui sta il “doppio inganno”; se la strategia NATO era di ingannare la Russia coinvolgendola in una guerra diretta NATO-Russia convenzionale , anche la “riluttanza” russa ad anticipare questa escalation “ convenzionale” della NATO potrebbe essere il “controinganno” a cui partecipano involontariamente quei “patrioti” russi che si lagnano della “debolezza di Putin” invocando fantasmagorici ed inutili “ fuochi nucleari” per ripristinare la “deterrenza che non c’ è “.
Perché per ora di “fuochi di artificio “ la Russia non ne ha bisogno; ma a “tempo debito” i “fuochi” NON Nucleari russi verranno, e gli oreskhin voleranno senza alcun preavviso su “obbiettivi sensibili “ in €uropa (magari a cominciare da laddove qualche idiota starà ammassando “materiale nucleare in posizione avanzata “) e con la Russia che in quel momento terrà ANCHE lei stessa il dito sul pulsante Nucleare.
Perché quelli saranno “ cinque minuti fatali ” a cui la Russia si sta preparando da tempo, ma al quale l’ “occidente” evidentemente no.
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come ho già riportato in un commento “fast and short” contiene una gran quantità di spunti di riflessione come in genere sono gli articoli riportati da Ron Unz nel suo sito ( una vera miniera)
Innanzitutto va rimarcato il fatto che Unz sia un ebreo americano divergente dal resto della “tribù”; qualificabile, quindi, nel gruppo sempre più ristretto di ebrei ostili al “sionismo” perché non accettano che la dicotomia che pervade(va) ogni ebreo ( essere ebreo di sangue e cittadino di una nazione non-ebrea ) venga risolto nel modo sionista: porre l’ appartenenza “ di sangue” nella posizione di valore assoluto che comporti un obbligo di lealtà a Israele e di slealtà verso la nazione di appartenenza.
In sostanza Unz , si sente un americano che , pur appartenente per sangue ( e censo ) alla “classe dominante” , è indignato dal fatto che questa classe dominante che si considera straniera ed ostile, in quanto religiosamente endogama, suprematista, sociopatica, vendicativa e paranoica, abbia preso il controllo degli Stati Uniti.
Ma, come la cittadinanza romana di San Paolo , il suo essere ebreo gli fornisce un “habeas corpus” che gli permette di scrivere cose e pensieri che ad un “goy” non potrebbero essere permesse.
Esso quindi viene ignorato ma non colpito; da questo suo essere intoccabilmente sospeso tra due mondi può permettersi punti di vista veramente stimolanti , come per altro altri analisti ebrei “antisionisti” quali Orlov , Shamir, Meyssan…
Qui la spinta alla riflessione di Unz era focalizzata sulla “religione olocaustica” che si sta imponendo in “occidente” nel vuoto lasciato dalle defunte religioni cristiane.
L’ argomento è ovviamente interessante ma a noi qui non dovrebbe interessare se non per il fatto che “la religione“, più che “oppio dei popoli” sia da sempre un “instrumentum regni” della ( immortale) “ classe dirigente “ magistralmente descritta da Gaetano Mosca un secolo fa .
Qui commenterò solo che Unz , come “caso di specie” abbia introdotto a dimostrazione della sua importanza, quanto la questione “olocaustica” sia stata un elemento chiave della vicenda politica di Amadinejad e sulle sue (s)fortune politiche nella lotta interna alla attuale ”classe dirigente” iraniana.
Unz infatti ci spiega come Amadinejad. sia una persona di alto livello morale ed intellettuale che ha avuto nella Rivoluzione Komeynista , come altri esponenti della classe popolare iraniana, quali Suleimani, la possibilità di emergere per le proprie “virtù” ( nel senso machiavellico) e divenire “ classe dirigente “ nel solito modo descritto sia da Machiavelli che da Mosca; in questo caso è stata la guerra di sopravvivenza che l’ Iran Komeinista ha subito dovuto combattere per la propria sopravvivenza .
Ma questa NUOVA “ classe dirigente” di origine popolare ha dovuto subito scendere a patti con quella VECCHIA, cioè l’ eterno “ stato profondo” dell’ Iran : il clero sciita prevalentemente azero.
La ragione per cui questo “ stato profondo” sia sciita ed azero è presto detto.
Come i turchi ottomani avevano invaso l’ impero bizantino “turchizzandolo”, altre tribù turche si impadronirono dell’impero persiano ma ne vennero invece “persianizzate”.
E poiché i cugini ottomani si erano eletti a campioni del sunnitismo , i “ turchi persiani” scelsero come religione del loro stato la sciitismo; conservando una propria lingua bastardizzata, chiamarono se stessi “azeri” , ragion per cui l’Iran ha da sempre uno “stato profondo “ etnicamente azero che comanda su uno stato di cultura essenzialmente persiana e il cui collante politico è la religione sciita.
Per capire meglio la cosa immaginiamoci che l’Italia post romana fosse riuscita a rimanere uno stato “romano” unitario seppur germanizzato dai conquistatori Longobardi e con il resto del mondo post-romano europeo sottoposto ad una altra tribù germanica ( diciamo i Franchi).
Allora l’ unica cosa che avrebbero potuto fare i longobardi sarebbe stato di romanizzarsi, cattolicizzandosi sotto il vescovo di Roma; avremmo avuto così una “romania” cattolica con una unica lingua neo latina e con una regione dominante laddove i longobardi si erano istallati in maggior numero e chiamata quindi lo(ngo)mbardia , dove si parlasse un bastardo romano-germanico ( chiamiamolo “lumbard” ) ma scritto in latino e un clero cattolico romano formato nelle sue più alte gerarchie proprio da “lumbard” .
E qui potete vedere che non ci siamo andati tanto lontani dato che fino a non molto tempo fa in italia c’ erano pressoché sempre signori “ lumbard” , ministri “lumbard” e grandi imprenditori/banchieri/commercianti “lumbard”.
Solo che non è andata così! Quell’ Italia non sarebbe mai esistita in quanto … i Franchi si erano cattolicizzati prima dei longobardi !
Ma torniamo a noi dopo questa divertente digressione.
In Iran lo stato è rimasto sempre unitario e il suo stato profondo sostanzialmente clericale ed azero. Quando in iran su influenza sovietica è sorta una spinta alla laicità e alla socializzazione dello stato quello stato profondo formato da “ ricchi preti azzeri” non poteva che reagire e si alleò agli angloamericani per rovesciare Mossadeq.
Il nuovo regime che verteva sullo Scià era occidentalista ed altrettanto laicista ma offriva grossi affari alla borghesia azera.
Ovviamente il basso clero sciita mordeva il freno ma non quello alto che continuava ad arricchirsi.
La laicizzazione e l’ occidentalizzazione al contrario irritavano gran gran parte della popolazione , soprattutto negli strati popolari. Ma questo, da solo, non avrebbe mai portato a rovesciare il regime se lo Scià , in base alle solite “leggi ferree della geopolitica” non fosse entrato nelle preoccupazioni di U$rael”
E così fu fatto tornare in Iran un ayatollah ribelle ferocemente ostile al regime e all’ occidentalizzazione e poi accroccata la solita “ rivoluzione” che avrebbe dovuto indebolire il paese per saccheggiarlo meglio.
Come già in Russia nel 1917, anche in Iran nel 1979 la “rivoluzione fece “ backfire”; Khomeini appoggiandosi alle forze popolari , fece un patto con il “clero azero” costituendo un regime teologico antioccidentale che lasciasse però all’alto clero tutto il potere politico e alle loro famiglie il controllo economico .
Ma come in Russia nel 1918 questo non fu accettato dai “mandanti” della rivoluzione e come in Russia nel 1919 una guerra fu scatenata tramite Iraq e con i soldi dei petro-emiri per rovesciare il regime khomeinista
Regime che per salvarsi dovette ricorrere alla mobilitazione popolare e che lasciò alla fine un equilibrio di potere nella “classe dirigente” tra il clero azero padrone della politica e dell’ economia e le “forze popolari” tenutarie del potere militare (IRGC).
Equilibrio mediato e garantito dalla guida suprema che, sempre per equilibrio di potere, deve essere un ayatollah di etnia persiana ( come khomeini e khamenei).
Le due fazioni si sono però combattute senza esclusioni di colpi. Il monopolio “ azero” de l’ economia è stato vieppiù insidiato da imprese di stato a gestione IRGC
Anche il monopolio azero del governo era stato interrotto da Amadinejad e per queso poi era stato messo da parte perché considerato divisivo e dannoso con la sua questione “olocaustica” , per altro anche mal gestita al livello mediatico ( e come altrimenti era possibile ? )
Non solo il “clero azero” aveva imposto la rimozione di Amadinejad ma pure messo su quel pasticciaccio del JPCOA di modo che ora era terrorizzato dalla possibile condidatura a presidente del popolarissimo Suleimani. Ci hanno pensato “fortunatamente” gli americani i quali lo hanno alla fine ammazzato a tradimento .
Per contenere la rabbia delle forze popolari Khameney ha trovato un nuovo punto di equilibrio con l’ elezione a presidente di Ruhani , anche lui “prete azero” ma vicino all’ IRGC.
Ma ancora “fortunatamente” un incidente ha poi liquidato Ruhani e la sua squadra spianando il ritorno al potere dei peggiori “occidentalisti”, quel duo tutto “budino&mozzarella” che da anni “ tratta” un accordo con chi poi bombarda a tradimento l’ Iran decimando la sua classe dirigente dei suoi elementi più combattivi ma lasciando quei due sempre “miracolosamente” illesi e pronti per un nuovo “round” di trattative sempre più ridicole .
Le domande qui devono quindi essere : Chi realmente ora comanda in Iran? Chi realmente “ gestisce” “budino&mozzarella” ? Chi sta giocando CHI ?
Anche U$rael non ci deve capire poi molto visto che continua disperatamente ad aggrapparsi agli squalificati “budino&mozzarella” e rimane ossessionata da Amadinejad e cerca di eliminarlo in tutti i modi , pur essendo lui ormai palesemente fuori gioco da tanto tempo .
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Giuseppe Masala è un analista “dilettante” un po’ come tutti noi perché anche lui può basarsi solo su fonti “open” ( parola che sappiamo quanto volga sempre meno ) ma per completezza , correttezza , acume, passione e onestà intellettuale è sicuramente uno dei più brillanti nel Web italiano sia in geopolitica che in economia e il suo canale Telegram è sempre aggiornato e stimolante se non addirittura bastevole da solo per una informazione completa sugli eventi in corso.
Masala scrive anche spesso in modo esteso il suo pensiero su l’ Antidiplomatico dove ieri sera è apparso un articolo, brillante come al solito, che analizza in modo preoccupato l attuale stato della guerra in Ucraina e i suoi pericolosi sviluppi
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di Giuseppe Masala per l’AntiDiplomatico
Ieri ha avuto inizio il Forum Economico di San Pietroburgo, il più importante simposio economico del paese, nato con l’ambizione di ridare slancio all’economia russa dopo il crollo del sistema sovietico e impostosi, negli anni, come uno dei più attrattivi forum economici a livello mondiale perché porta d’ingresso all’enorme spazio economico euroasiatico. Da notare che proprio in questa edizione si è avuto il ritorno di una delegazione statunitense, dopo gli anni del boicottaggio causato dal conflitto tra Mosca e Kiev. Al contrario, latitano ancora i paesi europei che insistono nella loro ostilità ostentata nei confronti di Mosca.
Proprio nel giorno dell’inaugurazione di questa importante manifestazione, San Pietroburgo è stata colpita da un potente attacco di droni ucraini. Molto probabilmente negli intendimenti di Kiev vi era quello di rovinare quella che – soprattutto in occidente – viene intesa come una manifestazione che ha lo scopo di glorificare Putin e il putinismo economico. Il risultato dell’attacco è stata l’esplosione di alcuni depositi petroliferi e la distruzione di una corvetta del Flotta del Baltico della Marina Militare Russa. Una mossa, quella di Kiev, certamente propagandistica, ma che segnala anche una capacità di colpire a lunghissima distanza dal proprio territorio: chiaramente un attacco del genere non può non aver sorvolato lo spazio aereo della NATO, sempre che – addirittura – il lungo di partenza dei droni non fosse direttamente situato in territorio NATO. Ciò sempre di più chiarisce, anche a chi si è recato a San Pietroburgo per partecipare al Forum Economico, che la Russia è in realtà in guerra con buona parte dei paesi europei.
Ma al di là di questo fatto di guerra – comunque di grande portata simbolica – ad aver destato scalpore nel corso del primo giorno è stato un dibattito al quale ha partecipato l’ex agente dei servizi esteri russi, l’analista geopolitico ed esperto di sicurezza Andrey Bezrukov che attualmente svolge il ruolo di consigliere del CEO di Rosneft Igor Sechin. Sottolineo che il parere di Bezrukov è da ritenersi di primaria importanza perchè espresso da una persona facente parte della cerchia ristrettissima dei “siloviki” che fungono da guardia pretoriana dello stesso Putin nonché ne sono fonte reale di potere nella macchina dello stato e, conseguentemente, la sua opinione è da ritenersi di più che il parere di un analista. I punti fondamentali espressi da Bezrukov sono i seguenti:
La Russia rimarrà in uno stato di guerra forse per i prossimi 20 o 30 anni;
La guerra nella quale la Russia è/sarà impegnata è di nuovo tipo e non è focalizzata sulla conquista di nuovi territori. Si tratta di una guerra di attrito con l’Occidente e incentrata sul danneggiamento dei sistemi critici dell’avversario; gasdotti, depositi di petrolio, centrali elettriche, reti di telecomunicazioni. La finalità di questo tipo di guerra è quella di logorare l’avversario fino a farlo crollare di schianto.
La strategia occidentale è quella di far bollire a fuoco lento “la rana russa” così da evitare uno scontro nucleare;
Infine Bezrukov – riecheggiando quanto già sostenuto da eminenti studiosi quali Panina, Karaganov e Pilko – sostiene che l’approccio russo al conflitto è troppo morbido e sostanzialmente fa il gioco dello stesso occidente e della sua strategia della rana bollita: «Siamo lenti. Gli permettiamo troppo. Non ci temono… perché tante, tante linee rosse di cui abbiamo parlato sono rimaste solo sulla carta» ha concluso.
Come si può vedere, si tratta di dichiarazioni che lasciano intendere una assoluta sfiducia – da parte della cerchia dei siloviki – nella possibilità di avviare trattative che abbiano una reale possibilità di riportare la pace in Ucraina.
Ed effettivamente non si può non valutare correttamente quanto delineato da Bezrukov anche sulla scorta della reale condizione degli avversari della Russia;
[A] Gli USA sono invischiati in una sempre più pericolosa crisi del Debito Estero (Posizione Finanziaria Netta o NIIP che dir si voglia) e oltretutto sono insidiati sul piano tecnologico, industriale e militare dalla potenza emergente cinese;
[B] Anche Francia e UK hanno enormi problemi di debito estero che in prospettiva potrebbero tradursi in gravi crisi finanziarie sia sul piano dei conti dello stato che sul piano della stabilità del sistema finanziario nazionale;
[C] L’Unione Europea vive enormi problemi legati alla competitività sia a causa dell’inaridimento delle fonti di approvvigionamento di energia a basso costo (leggi, gas russo) sia a causa di una scarsissima capacità di innovazione dell’area economica europea.
Elementi questi che, presi complessivamente, rischiano di far perdere il proprio status all’Occidente Collettivo e che – di conseguenza – lo obbligano ad usare tutte le strategie possibili per riuscire prima a scardinare l’asse Pechino-Mosca e poi ad abbattere singolarmente sia l’orso russo che il dragone cinese.
A dimostrazione che quanto sostenuto da Bezrukov è da ritenersi corretto basta peraltro guardare alla “Grand Strategy” occidentale nei confronti della Russia che in questo momento ha tre grandi pilastri:
1) Destabilizzazione del Caucaso da attuarsi portando nella sfera occidentale, sia europea che NATO, l’Armenia e l’Azerbaijan. In questa ottica va vista sia la firma del memorandum di partenariato strategico globale USA-Armenia che il vertice UE-Armenia del 4 e 5 Maggio 2026. Questa mossa va intesa in relazione alla volontà occidentale di rompere quel sottile diaframma che separa sul piano territoriale e geografico il conflitto Russo-Ucraino da quello in Medio Oriente. Inutile far notare che la realizzazione di questo progetto creerebbe quell’enorme arco di crisi teorizzato già qualche decennio fa da Zbigniew Brzezinski e necessario per far crollare la Russia. Arco di crisi che andrebbe dal Donbass al Mar Caspio passando per il Mar Nero, il Caucaso e l’Iran.
2) Penetrazione occidentale in Asia Centrale. Questo ulteriore passo è necessario ad allargare l’arco di crisi già esistente o, al minimo, aumentare l’area nella quale la Russia è accerchiata da stati e nazioni diventate ostili: area che va dall’estremo nord della Scandinavia, percorre tutta la frontiera russo finlandese, continua poi per tutto il fianco est della Nato e infine sbocca in tutto il Caucaso del Sud fino ad arrivare al Caspio e all’Asia Centrale. Specificamente in questa ottica va visto anche il costante corteggiamento occidentale al Kazakistan che lentamente sta sfociando in una sempre più profonda partnership di Astana con la Nato.
3) Militarizzazione Groenlandia. La volontà americana di aumentare la propria sfera di influenza alla disabitata Groenlandia (territorio d’oltremare della Corona Danese) è tutt’altro che la bizzarria di una nave di folli come molti vorrebbero far credere per attaccare Trump e la sua amministrazione. La Groenlandia consente di minacciare con bombardieri e missili intermedi da nord tutta la regione russa della Siberia allargando anche qui quell’area di minaccia e di accerchiamento contro la Russia. Fatto questo che obbligherebbe la Russia a dislocare ulteriori risorse militari in Siberia, ossia un’area di mondo fino ad ora pacifica. Che l’obbiettivo di Washington sia questo è stato ben capito a Mosca, come hanno fatto intendere alcune dichiarazioni di Lavrov a riguardo della questione groenlandese.
Solo degli ingenui non possono non vedere come effettivamente il grande obbiettivo occidentale sia proprio quello di far bollire la rana russa nella pentola di un enorme arco di crisi che ne circonderà buona parte dei suoi confini, L’unico limite di questa strategia è quello della sua lentezza, dovuta al fatto che i russi non devono essere posti nelle condizioni di attaccare direttamente i paesi occidentali magari anche con un attacco nucleare dimostrativo come sempre più persone influenti chiedono a Putin. Uno Zar Putin che appare sempre più solo e isolato e che ricorda sempre più Neaville Chamberlain con la sua strategia di appeasement. Una strategia – come dimostrano le parole di Andrey Bezrukov a San Pietroburgo – ormai non condivisa neanche tra i siloviki, i pretoriani del Cremlino.
Giuseppe Masala, nasce in Sardegna nel 25 Avanti Google, si laurea in economia e si specializza in “finanza etica”. Coltiva due passioni, il linguaggio Python e la Letteratura. Ha pubblicato il romanzo (che nelle sue ambizioni dovrebbe essere il primo di una trilogia), “Una semplice formalità” vincitore della terza edizione del premio letterario “Città di Dolianova” e pubblicato anche in Francia con il titolo “Une simple formalité” e un racconto “Therachia, breve storia di una parola infame” pubblicato in una raccolta da Historica Edizioni. Si dichiara cybermarxista ma come Leonardo Sciascia crede che “Non c’è fuga, da Dio; non è possibile. L’esodo da Dio è una marcia verso Dio”.
Articolo sul quale concordo anche perché questa prossima “fase” della guerra l’ avevo prevista direi da subito ( i famosi “piani A” “B” “C” verso cui la guerra sarebbe pressoché inevitabilmente evoluta).
Consiglio quindi di leggere l’ articolo da cui ho preso il paragone usato a titolo di questo mio commento e che anche io ho spesso evocato con quel “ tempo a prestito” di cui noi tutti siamo appunto debitori a quello che già da tempo ho chiamato il “Kathecon del Kremlino”.
Bisognerebbe ora precisare meglio l’ analogie e le differenze tra i due “attori” e i problemi geopolitici che cerca(va)no di risolvere .
E ora da qui in avanti nel mio discorso sia ben chiaro che userò le iniziali degli “attori in commedia” solo ad indicare il nome dei rispettivi “frontmen” allora ed ora operanti, in quanto tutta la geopolitica che vediamo e commentiamo consiste sostanzialmente in un urto di SISTEMI, di “navi” di cui ovviamente il “capitano” è solo la persona a cui in quel momento è attribuito nominalmente “il comando” anche se spesso sostanzialmente questo non è.
Ciò premesso cominciamo dalle prime, le analogie
Si , entrambi ( P e C ) sono mossi dalle stesse preoccupazioni : evitare una disastrosa guerra in Europa da cui TUTTI gli europei allora erano già appena usciti distrutti e peggio sarebbe stato ancora.
Entrambi disperatamente cercando la soluzione nella diplomazia e non nella guerra, esito da evitare come la peste; ricerca poi irrisa come “apppeasement” tanto che a C rimase impressa pure l’ etichetta di “debole” , due cose che presto anche P dovrà decidere se farsi appiccare anche a se stesso o meno.
Va anche detto che in tutto questo C sapeva ( e certamente anche P lo sa ) quali “ forze” ( spoiler : la Grande Finanza) spingevano per la guerra in Europa e quale problema geopolitico ne era alla base: un impero era morente e un nuovo ordine mondiale veniva a sostituirlo.
Ma qui le analogie finiscono: P infatti non è alla guida di un “impero morente” come lo era allora C . “L’ impero russo” è defunto da tempo e non ritornerà più perché , a differenza dei tedeschi, i russi sanno apprendere le lezioni della SStoria.
Semplicemente P, da “patriota” come si considera, vuole solo che questo “nuovo ordine” sia “buono per la Russia “.
Ed in questo C e P sono ancora simili perché C era perfettamente conscio che un nuovo ordine mondiale stava venendo e anche lui da “patriota” voleva solo che fosse “ buono per l’ Inghilterra”.
Insomma se C e P fossero stati i due interlocutori nei loro rispettivi ruoli ( impero morente vs un sistema nazionale che Rivuole il suo ruolo nella Storia ) si sarebbero certamente trovati d’accordo e nel bene di tutti , quantomeno in Europa .
E qui invito calorosamente gli ingenui, sia quelli finti che quelli veri, che credono che l’ impero inglese abbia avuto miglior sorte “vincendo” la WW2 ( come volle il ringhioso botolo anglo americano che sostituì C a Downing Street ) invece che ad accordarsi geopoliticamente con la Germania , a valutare la cosa molto bene prima di “acquistare” dai “soliti” un’ altra WW.
Caso mai l’ unica discussione utile sull’ argomento sarebbe sulla considerazione che questo “appeasement” tra C e H fosse realmente possibile ( spoiler : NO).
No, perché “per far la pace bisogna sempre essere in due e per la guerra basta uno solo “ e C e H non erano sulla stessa lunghezza d’onda; H era assolutamente impreparato al problema e la geopolitica non è per “dilettanti” anche per quelli “ bravi “.
E H oltre che un dilettante era stato “caratterialmente” scelto proprio per accendere un nuova ”guerra in Europa.
Altra interessante differenza: allora H era l’ indubitabile frontman del “ sistema Germania”, ma C, che interpretava il “frontman” del “sistema inglese “, ne rappresentava solo una corrente .
ALTRE forze nel “ sistema inglese” volevano un ALTRA politica che poi si impose sino alle sue estreme conseguenze quando lui fu finalmente “rimosso”; e non è da escludere che anche P , benché apparentemente sia oggi ben saldo alla guida del “ sistema russo” , non venga poi anch’esso rovesciato come C nel prosieguo degli eventi.
P, infatti , che oggi è costretto a giocare nel ruolo che fu allora di H , è invece anche molto ben preparato; sfortunatamente per tutti noi nel ruolo che fu allora di C oggi c’ è T.
Ma T è comunque il miglior interlocutore che P possa aspettarsi e per questo P ci si è aggrappato ( il famoso “spirito di Anchorage” …) .
Ma è tutto inutile , le forze che guidano “l’ impero morente” di T sono ben più forti e maggioritarie di quelle che comunque poi liquidarono “ l’appeasement” di C ( e C stesso) .
Consideriamo poi che in entrambe le due partite ( quella che portò C alla WW2 e che spinge P alla WW3 ) c’ è anche un terzo incomodo : la “potenza extraeuropea che cresce al di là del mare” e che è destinata a essere sicuramente il perno del” nuovo ordine”, ruolo che allora era degli USA guidati da R e oggi/domani è della Cina guidata da X.
E qui altra differenza evidente è che mentre R manipolava la propria politica estera e il proprio paese proprio per portarlo in guerra onde alla fine sbaragliare tutti gli altri “giocatori” e fondare appunto il SUO “nuovo ordine mondiale” , X non sembra agitarsi affatto.
Chissà, forse X ha altri scopi o più semplicemente molta più pazienza di D…
Nella sostanza però allora D entrò in gioco solo a cose precipitate ( come probabilmente farà anche X domani). E se le cose allora andarono male fu perché C trovò in H un interlocutore “poco preparato”; purtroppo oggi volgono al peggio perché il pur meglio preparato P , che oggi è nel ruolo di H , ha trovato un incompetente burattino in T nel ruolo che allora fu di C.
Quale è la morale ? Forse che ci sono “ sceneggiatori” che mettono sempre in piedi lo stesso” spettacolo” e che se anche gli “attori” sono nuovi o scambiati i “ruoli “ sono sempre gli stessi ?
Ma allora , se il “finale” appare comunque ineluttabile, che dire a qualcuno che si chiedesse : “che fare ?”
Che è sempre quantomeno meglio sostenere gli “ attori” ben “preparati” e coloro che con il loro “appeasement” offrono a TUTTI del “ tempo a prestito” prima del inevitabile “finale”; i “bankesters “, con il loro immenso potere di “ fabbricare moneta “, le LORO WW prima o poi “l’ accendono” comunque.
mi sembra un montagna partorita per nascondere un topolino. Il semplice fatto che PRIMA del “plaza” , quando ogni paese era sovrano e aveva la PROPRIA moneta, se un paese importava “beni&servizi” più di quanto esportasse deprezzava la PROPRIA moneta e questo portava COMUNQUE ad un riequilibrio della bilancia dei pagamenti , o comprimendo le PROPRIE importazioni o estendendo le PROPRIE esportazioni.
Quindi, in un “libero mercato”, quello ipotetico di Smith, se un paese non era in grado di produrre prodotti vendibili deperiva ( esempio famoso : lo Zimbawe), se invece aveva le risorse umane per produrre qualcosa di vendibile ( esempio: Italia ), poteva addirittura svilupparsi privilegiando il reddito da lavoro su quello da capitale.
Ma negli anni ’80 l’elite americana, basandosi sulla propria posizione dominante sia come super potenza che in qualità di fornitore di moneta OBBLIGATA ( il famoso petrodollaro), ha trovato una soluzione migliore per ovviare al declino del proprio paese senza comprimere il reddito da capitale , con un semplice “carry trade” che allora fu imposto al Giappone con gli accordi del Plaza e cioè:
” Noi compriamo le VOSTRE merci ma VOI ci date i VOSTRI soldi per pagarle” ,o nei termini di quel “Plaza1” : VOI ( capitalisti giapponesi ) investite qui, di modo che NOI poi produrremo qui la VOSTRA merce”.
Ovviamente questo non era “libero mercato” ma un atto di forza tra stati per “salvare insieme il lavoro ed il capitale americano”.
È appunto questo “ Plaza” il grande sogno di Trump che vuole realizzare con la Cina: un “Plaza” per un sogno che non si avvererà mai. Non si può salvare insieme il lavoro e la rendita da capitale .
Ma prima di discutere sull’ argomento di questo articolo, sul perché, quindi, a partire dal 1991 questo “Plaza1 ” sia sostanzialmente svanito, domandiamoci perché il Giappone prima e gli €uropei dopo abbiano accettato una tale imposizione. La risposta è semplice: perché questi “fornitori” erano sostanzialmente ” neocolonie” imperiali , sostanziamente “oKKupate” e con élites “opportunamente selezionate”.
E queste “élites” potevano quindi sostanzialmente scegliere tra continuare ad arricchirsi alle condizioni americane o “passare dei guai” , quali appunto perdere un grosso mercato ( o peggio).
Il Giappone, con l’ elite meno stupida tra tutte le neocolonie USA, accettò questo “carry trade” rilasciando negli investimenti ( obbligati) in USA le tecnologie più “mature” ma mantenendo “in patria” tutto lo sviluppo del Know-out , in pratica così “ibernandosi” ma non “deprimendosi”.
Gli €uropei, invece , a cominciare dalla Grande Idiota Germania, non hanno avuto questa attenzione.
Ma questo “ Plaza 1 “ lasciava agli USA un grande problema: salvava l’ industria americana, ma “il padronato” diventava ” straniero ” e nel caso del Giappone rimaneva ancora un concorrente .
Non è un caso infatti che in quegli anni Hollywood, la principale macchina propagandistica del padronato americano, producesse film con sempre un “padrone giapponese ” nel ruolo del “vilain “.
“Crollato il muro “,a partire quindi dagli anni ‘ 90 l’ elite americana ha sviluppato una nuova strategia che chiameremo Plaza2; che il disavanzo “monetario” doveva restare nel LORO paese non sotto la forma di “ investimento diretto” ma in quella di partecipazione finanziaria (minoritaria) dentro immensi ed opachi “fondi” i quali poi reinvestivano “all’ estero” acquisendo, LORO gli “americani” , le attività economiche degli altri .
Gli Stati che hanno accettato, come l’Italia, volenti o nolenti questa logica, hanno smesso così di prosperare perché i “fondi” americani puntano al massimo sfruttamento “in loco” fino ad estrazione completa del Know-out e alla successiva chiusura delle attività da aprire dove la redditività è massima ( non certo in U$A ) .
Pensateci bene a questa “ trovata”! Non è bellissimo dal LORO punto di vista? Certo, il popolo americano non ci guadagna niente, se non posti di “killers del Grande Kapitale“; ma così tutto quanto viene prodotto nel mondo fluisce nella disponibiltà delle élites ” americane” e tutto il mondo diventa “americano” , cioè LORO.
E così “fine della storia” verso un nuovo sistema feudale con in cima LORO, “ the masters of universe” e giù fino a miliardi di schiavi controllati da una catena di volenterosi valvassini e valvassori, le elites coloniali, esse stesse sottoposte al controllo dei “missi dominici” , i vari “contractors” arruolati tra le declinanti classi medie” dell’ impero.
Certo ci sono alcune élites asiatiche che, al contrario di quelle europee e sudamericane, hanno resistito ad un tale “drenaggio” semplicemente “strizzando i testicoli” alla propria classe capitalista. Il loro surplus commerciale rimaneva in USA non sotto forma di partecipazione ai “fondi” ma in sottoscrizione di Bond, cosa che lasciava comunque un margine di manovra ai propri governi e lasciava difeso il proprio Know-out .
Ed è così che l’ Asia è comunque prosperata e l ‘Europa è affondata.
Ovviamente in questo la Cina ha fatto da battistrada; ne è il massimo esempio nel suo operare
nella massima ambiguità per cogliere tutti i vantaggi del sistema “plaza 2 ” senza “pagar gabella” politica .
Fino a che , più o meno in contemporanea del “non serviam” di Putin, è divenuto chiaro a “chi comanda in ” U$A che il governo cinese non avrebbe mai lasciato mano libera in Cina ai fondi “americani”.
Anzi, da allora la Cina ha sempre più ridotto il deposito “in dollari “del proprio surplus, lasciando questo “onere” alle neocolonie U$A che così hanno accelerato il proprio declino.
Ma come ora era possibile “isolare ” dal sistema dollaro una Cina “ fabbrica del mondo” che comunque continuava a pagare “grossi dividendi” ai capitalisti americani? I cinesi sono stati molto abili a rallentare nelle élites americane la effettiva percezione del REALE pericolo cinese.
Ed adesso è tardi per “fermare” una Cina” che si è posizionata per tempo per trarre il massimo vantaggio ANCHE dalla inevitabile fine della “globalizzazione”; di quel sistema imperiale del capitalismo americano entro cui essa ha saputo abilmente crescere fino a diventare il VERO “too big to fail”.
Adesso solo la Cina può fermare se stessa e solo nello stesso modo con cui gli USA hanno fermato se stessi 60 anni fa.
Perché a questo punto la domanda ovvia diventa : come e perché gli imperi “declinano”?
E la risposta è facile e l’ aveva già data Toynbee preconizzando la fine dell’ impero inglese che pure aveva servito per una intera vita.
Gli imperi declinano sempre nello stesso modo e sempre a partire da un evento irreversibile, cioè da quando le élites rompono il loro patto “SPQR” che le aveva fatte grandi alla guida dei propri popoli.
Il Partito Comunista (?) Cinese sta rompendo il suo “SPQR” ? No , o quantomeno NON ancora; non ci sarà quindi un “Plaza3”.
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Avevo scritto questo commento qualche giorno fa ma poi non l’ avevo inviato al buon Giuseppe per questo senso sempre più opprimente di ineluttabilità e di inutilità a scrivere sempre le stesse cose .
Poi però sono intervenuti due fatti “ovvi”
1) Qualche idiota a Roma eseguendo per certo agli “ordini” di un “governo “ di certo non molto più intelligente mi ha reso inaccessibile questo ottimo sito . Certo si può ovviare a simili “ piccinerie” con giochetti sulle VPN, ma il segnale è chiaro. Andremo in guerra che ci piaccia o no e sono sicuro che agli italiani piacerà , o se lo faranno piacere come quel fatidico 10 giugno 1940 , salvo poi appendere i “soliti idioti” da qualche parte unendo così vergogna alla propria stupidità.
2) Il massacro del dormitorio ha finalmente convinto i dirigenti russi a togliersi definitivamente i guanti , e di sicuro non se li rimetteranno più.
Certo “manovreranno” ancora ma la collisione ormai è inevitabile e al Kremlino lo sanno.
Quindi che senso ha ancora discettare de “l’ inevitabile “ ? Perché concentrarsi ancora sul “ rumore della cascata” ? Meglio concentrarsi su questa bella estate che potrebbe essere anche l’ ultima degna di questo nome , no ?
Saluto quindi qui l’ ottimo Giuseppe e tutti gli amici che mi hanno sopportato leggendomi .
sia perché”l’ Ucrainizzazione” della NATO-€uropa e il relativo subappalto della “pressione” sulla Russia da parte del “padrone americano” è una strategia che si vedeva almeno dal 2014 ,sia perché essa sta ora sempre più accelerando in questo ( apparente) stallo con le provocazioni antirusse sempre più stringenti parte di un piano sostanzialmente semplice e , a suo modo, anche “logico”.
Perché non solo per preservare ma anche estendere il proprio dominio globale i “master of universe” devono soggiogare gli ultimi “ stati canaglia”, cioè quelli che disobbediscono ai LORO “diktat” .
Inizialmente essi hanno cominciato da quelli “piccoli”, in base al “bastonarne uno per educarne cento” sperando , anche con simili “esempi” , di tirare al proprio servizio anche le elites di quelli più “grossi”.
Ma alcune di questi più “grossi” ( Russia , Cina ) non solo hanno dato chiari sintomi di non volersi sottomettere , ma addirittura hanno preso a far crescere i propri Stati a velocità superiore usando il (da LORO) odiato “capitalismo di stato “ e sfruttando le pieghe del LORO “mercato globale”.
E poiché non è stato LORO possibile usare il solito “vecchio trucco” di aizzare il confronto “strategico” e autodistruttivo tra questi due sistemi secondo il classico “gioco inglese”, è stato deciso, probabilmente dopo il famoso “ non serviam” di Putin a Monaco, di sottometterle “una alla volta” cominciando dalla Russia , da LORO considerata il bersaglio più fragile , meno costoso e più succoso.
In pratica è stato deciso , laddove si era dimostrato impossibile con Putin di continuare a farlo da “l’interno”, di reimpadronirsi della Russia effettuandovi , come nel 1917, una pressione ” convenzionale” fino a spezzarla, ma evitando il “backfire” del 1917 tale che alla fine la Russia cascasse in mano ad una fazione incontrollabile che sotto pressione potesse andare addirittura “nucleare” .
Ma se questo ultimo “accidente” poi avvenisse , per chi ha comandato questo “piano” è fondamentale che “ l’accidente”rimanga comunque configurato alla sola Europa, lasciando quindi in secondo piano la “testa del serpente” che ha dato origine al tutto e che NON sta sul nostro Continente.
Perché anche così l’ esito del piano resterebbe “vantaggioso” per chi lo ha concepito, sebbene definitivamente mortifero per gli europei tutti .
Ma d’altronde “ fuck the EU” come disse “quella” no ?
Sulle ragioni per cui a questi “”bankesters ” che dominano il mondo da almeno 200 anni sia necessaria una simile WW3, confinata quanto meno (come sempre) al continente euroasiatico, ho già scritto ad libidum e adesso non ci resta che aspettare che gli “avvenimenti” convincano anche quei “benpensanti” che , non dubito, ancora si fisseranno sulla “cattiva Germania”.
La quale, in effetti, più che cattiva è soprattutto innatamente stupida e quindi ottima per la parte del vilain , cioè del solito “volenteroso idiota” (esattamente come le altre due volte).
Perché ormai è chiaro che anche stavolta la Germania non rinuncerà ad essere protagonista di un altra WW , no ?
Ora giunti a questo punto le domande dovrebbero essere due :
1) perché le euroelites hanno aderito all’unisono a questo piano autodistruttivo ?
2) Cosa dovrebbe fare la Russia per uscire da questa trappola?
La risposta alla prima domanda è facile :le €uroelites sono state accuratamente selezionate allo scopo. Esse sono soltanto una massa di “zelenski” : ignoranti , avide, ricattabili e prive di ogni minima risorsa intellettuale ed empatica che possa portarle ad un qualche pensiero indipendente dal “programma” che gli è stato innestato in testa fin da quando sono emerse dalle LORO “scuole” per “giovani leader”.
Anzi , più questo “programma” si mostra distruttivo ANCHE per i loro personali interessi e più essi ci si aggrapperanno, mentendo anche a se stesse, vedendo nel successo di questo progetto l’ unica personale ancora di salvezza.
Quindi nessuno si faccia illusioni! NESSUNO in €uropa raccoglierà VERAMENTE i segnali di pericolo e NESSUNO invertirà la “rotta” di questo nostro TRANS-Atlantico.
Questo ‘ €uroTitanic su cui noi siamo tutti imbarcati andrà a sbattere contro la nave russa e in prima classe ci saranno fino in fondo “balli e canti” nella suprema convinzione che a” spezzarsi” sarà solo il “rompighiaccio” russo perché per questi pessimi capitani non è concepibile cambiare rotta .
E questo soprattutto perché in tutti loro c’è il maligno retropensiero che loro COMUNQUE non periranno con la loro nave, perché hanno già tutti la loro personale “barca di salvataggio” con la quale al peggio potranno raggiungere la terra “americana” dove ( credono loro ) hanno già residenze pronte e piene di dollari.
E veniamo alla seconda domanda.
Può il rompighiaccio russo sfuggire alla collisione con l’ €uroTitanic che gli punta sistematicamente addosso ? No, può solo sperare che ritardando la collisione ci sia tempo per un qualche “miracolo”.
Ma questa è una strategia pericolosa perché ad ogni virata russa, nella cabina di comando de l’ €uroTitanic si rafforza la convinzione che il rompighiaccio viri per conclamata debolezza e che quindi “l’ urto” venga ancora più perseguito da un ‘€uroTitanic con le “macchine” ancor più “avanti tutta”.
Si, ma come fare a mostrarsi “ letali” senza dare comunque un “urto d’ assaggio” ? Ma se poi si da a questa “nave dei folli” solo un “urto leggero” che eviti un “affondamento” come si può essere sicuri che anch’esso non sarà travisato ancora come una manifestazione di “debolezza.
D’altronde non è molto più grande la stazza del TRANS-Atlantico, o no ?
Così il margine di irriparabilità si assottiglia sempre più e per il Rompighiaccio russo non ci sono alternative : “virare finché si può” , dando sempre maggior segnali della propria letalità nella speranza , sempre più fievole, che nella plancia de l’ €uroTitanic ci sia qualcuno con un po’ di cervello, ma ..
Ma quando alla fine di questo “ gioco del pollo” il capitano russo giudicherà “l’ urto non più evitabile , esso non avrà altra alternativa che mettersi di prora spingendo “ avanti tutta” mirando alla fiancata de l’ €uroTitanic.
E allora vedremo se davvero sul TRANS-Atlantico ci sarà abbastanza tempo per mettere in mare le “scialuppe” della Prima Classe !
Essendo io “passeggero di terza classe” ogni volta che vedo virare il “rompighiaccio” sono contento di questo” tempo a prestito” , sebbene veda benissimo che l’ urto sia ormai sempre più inevitabile e non per colpa del “rompighiaccio”.
tratta della sconfitta tattica già ricevuta dagli U$A in Iran .
Gli U$A non hanno la forza convenzionale per disarmare l’ Iran, e la cosa era evidente già da prima. Nessun bombardamento convenzionale può distruggere fabbriche e depositi posti sotto centinaia di metri di granito. Non si possono sigillare per sempre tutte le entrate e uscite di un formicaio; l’ unico modo per distruggerlo è sventrarlo, cosa che nessun arma NON-nucleare può fare .
Ma questo “stallo” ci induce ad una domanda: come piegare una entità nazionale come l’ Iran ?
Per un simile scopo ci sono sempre quattro vie possibili :
1) corrompere una buona parte sua elite ( es URSS o Iran 1953 )
2 ) generare una guerra civile ( es-. Siria)
3) disarticolare l’ entità con bombardamenti/incursioni per favorire la presa di potere di una fazione amica ( es Libia, ma anche italia 1943)
4) invaderla ed occuparla in modo sistematico ( esempio europa 1945 o Irak 2003 )
E’ chiaro che la soluzione più efficace è sempre e solo la (4) . Senza “ boots on the ground “le altre non possono essere altrettanto sicure .
La ( 1) non è stata sufficiente ad impadronirsi definitivamente né della Russia né dell’ Iran; nemmeno la (2) è sicura dal momento che anche la fazione vincente potrebbe poi avere un propria politica nazionale in base alle leggi ferree della geopolitica ( come già vediamo in Siria ).
. La (3), anche limitata al solo bombardamento disarticolante, può essere al contrario molto valida se lo scopo è solo quello di impadronirsi delle risorse NON-umane di uno stato “fallito” ( es Libia) o addirittura sterminarne e cacciarne gli abitanti ( es Gaza o Libano) .
Tornando ora all ‘Iran per gli interessi americani la (4) è rischiosissima e basterebbe anche solo la (1), la via appunto che essi seguono da sempre senza successo.
Per Israele invece questo non basta. L’ Iran va soprattutto “destrutturato”, perché quando nel 1979 per le sue ambizioni geopolitiche U$rael decise e perseguì la caduta dello Scià , l’ operazione pur perfettamente riuscita poi fece “backfire “ quando il nuovo “regime” RI-prese gli stessi obbiettivi geostrategici di quello vecchio aggiungendoci in più un odio dichiarato verso il vecchio protettore del regime caduto.
La conclusione quindi è semplice: se gli U$A non possono/vogliono applicare la (4) all’ Iran, per Israele comunque necessita che gli U$A gli applichino quantomeno una (2) o (3).
Pur avendoci provato, Israele da solo non può farlo . L’ Iran è troppo grande e cementato , nonostante le numerose diversità regionali, da una lunga comune civiltà.
Per questo gli U$A hanno sempre rifiutato le richieste israeliane di un attacco diretto all’ Iran intuendone non solo le difficoltà ma anche le pericolose conseguenze strategiche.
Questo, però, finché non è arrivato Trump, un egocentrico megalomane che a Israele non può dire di no. Trump si è fatto convincere che un “bombardamento mirato” a tradimento avrebbe prodotto nella elite iraniana non solo quella (1) che la Cia con i suoi soliti e potenti mezzi non era riuscita a cogliere per 47 anni, ma addirittura la (2), la frammentazione quindi della società iraniana che ne sarebbe conseguita sul modello siriano (sebbene anche lì non si sa per quanto tempo); quel “ successo irakeno” della frantumazione settaria dello stato per una facile acquisizione e spoliazione delle sue risorse NON-umane.
E così Trump è caduto in una trappola , forse anche accuratamente preparata, come da me ipotizzato e descritto un paio di volte.
Trappola o meno da cui comunque Trump personalmente non potrà che uscire da perdente; un esito al quale lui farà di tutto per sfuggire.
Così , da un punto di vista strategico, la trappola riguarda solo gli U$A che ogni giorno che passa si trovano costretti ad impegnarvisi sempre di più e da cui , come ha ben spiegato il principe ( sionista) dei Neocon, gli U$A non possono disimpeganrsi , esattamente come in Afghanistan, senza un costo “geopolitico”.
Peggio ancora se poi decidessero pure di trasformare il conflitto in un Vietnam.
Ciò detto, che cosa possono ora fare gli U$A? Per ora hanno impostato una guerra dei blocchi con la quale sperano sia la società iraniana a crollare per prima.
Ma non basterà . La società Iraniana è altamente motivata a resistere alla stretta dell’ odiato “Satana americano” e ci saranno ben prima contraccolpi politici nella società americana.
Già oggi il fallimento strategico degli U$A in Iran si vede nel viaggio “col capello in mano” di Trump a Pechino in un disperato tentativo di usare la “leva cinese” per “vincere” nel Golfo; avendo Trump scelto ormai di non fare il suo solito TACO mascherato da “vittoria” , presto o tardi non avrà altra scelta che RI-attaccare.
Forse sarà un attacco a Hormuz, il più probabile, o un’altra fallimentare “ricerca dell’ uranio “; in ogni caso si finirebbe prima o poi in quel bombardamento a tappeto dell‘Iran, il vero “desiderata” di Israele.
Ma è proprio a questa falsa uscita che porta la “trappola iraniana “. Lo capiranno Trump e la sua “corte”? Lo vedremo dalla lezione che prenderanno oggi a Pechino.
Ho infatti già spiegato altre volte il paradosso romano che vede apparentemente il suo culmine di potenza nella tardo-repubblica ingessata ne “l’impero” di Ottaviano quando invece , nei termini appunto delle “risorse mobilitabili”, essa aveva certamente avuto il suo culmine all’alba della seconda guerra punica.
Queste due fasi della romanità sono contrapposte nella loro filosofia politica. La prima repubblica romana era guidata nel proprio accrescimento da una filosofia politica sostanzialmente difensiva che poneva nell’ accrescimento del numero dei suoi cittadini e del possesso della terra per farli prosperare gli elementi chiave della propria sopravvivenza mentre la tardo repubblica poneva a proprio obbiettivo primario la conquista di stati e l’ accumulo di danaro da questa derivabili
Gli storici romani ci hanno dato numerose testimonianze del disprezzo della prima repubblica romana per l’ oro e la moneta in genere e del suo rifiuto di quella economia “servile” che nello stato romano prese poi una parte rilevante solo dopo quella seconda guerra punica che aveva lasciato le terre romane vuote di centinaia di migliaia di cittadini ma anche lo stato romano padrone di altrettanti “prigionieri” da impiegare come schiavi per coltivarle in senso “capitalistico” laddove prima esse erano coltivate da cittadini romani al solo fine della sussistenza delle proprie famiglie.
E’ appunto dopo la vittoria nella seconda guerra punica che la repubblica romana lasciò la sua precedente lenta espansione basata su di una rete di alleanze imposte e colonie agricole romane di esclusivo interesse strategico, e prese quella rapida dinamica imperialistica basata sulla “moneta” che ha portato il mondo romano prima ad una “splendida stasi “ e poi alla inevitabile fine.
In questa deriva confermando la visione della storia di Toynbee e del suo fondamentale precetto che bisogna sempre stare molto accorti al COME “si vincono” le inevitabili sfide che ogni società deve affrontare nel corso della propria vita.
A distruggere la “romanitas” è stata infatti la deriva della propria filosofia politica dalla ” patria” dei tempi del frugale Camillo del ” non auro sed ferro..” a “l’ imperium” di quel Crasso, uomo allora più ricco del mondo, poi morto alla conquista dell’oro partico.
E tutti i tentativi di fermare questa deriva poi fatti, sono state solo “toppe” che hanno fallito perché non sono riuscite a modificare la “filosofia dello stato”.
La “sfida” che allora il “mondo romano” fallì è la stessa che sta portando al fallimento il “mondo occidentale” oggi , per aver portato allo stesso errore di aver posto “il danaro”, che è sostanzialmente solo un “mezzo di scambio” , a valore supremo della società e quindi al di sopra de “l’uomo” che è invece l’ elemento base della produzione di ogni risorsa della società.
Ed è la stessa sfida che adesso attende la Cina , sfida di cui però , l’ attuale elite cinese , vuoi per la cultura propria “atavica” che per la sua formazione ideologica formalmente “marxista” , sembra aver preso molto sul serio , a giudicare dal suo approccio prudente alle conseguenze del proprio straordinario successo.
D’altronde che “la Cina s diversa” non solo lo avevano da subito capito uomini di valore ( es il giovane Napoleone) ma questo sta già negli atti della sua storia. La Cina era già un “impero” quando Roma muoveva i suoi primi passi ed è ora di nuovo qui , un “impero” di stazza mondiale, 1500 anni dopo la fine della “romanitas”.
Certo , anche Cina ha subito nella sua storia gravi declini seguiti da devastanti invasioni “barbariche”, ma le ha digerite e la sua “cinesità” è sempre riemersa “ aggiornata” e vincente. Ragione per cui, coerentemente, un Mao o uno Xi possono a ragione sentirsi eredi diretti di Confucio e Lao , mentre da noi il nostro “Dux” fu da subito chiaramente solo la macchietta di un “Caesar” e di un “Augustus”.
Ma posta come è oggi la Cina davanti a questa sfida, nuova per lei, di poter divenire “padrona del mondo”, solo il futuro ci dirà se questa “ Nuova Cina” darà una risposta “diversa”.
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L’ ultimo articolo di Simplicius qui https://italiaeilmondo.com/2026/04/04/disastro-loperazione-eta-della-pietra-comincia-a-ritorcersi-contro-di-loro_di-simplicius/
snocciola dati che fanno sempre più credere che l’ Iran stia affrontando questa aggressione U$raeliana ben più preparata di quanto fosse mai ipotizzabile prima e che i suoi aggressori , o di certo quantomeno gli U$A, ne siano rimasti sorpresi e privi di una qualche strategia che non sia una pericolosa escalation.
Ed infatti qui https://smoothiex12.blogspot.com/2026/04/here-is-colonel-general.html una persona competente prospetta ora l’ ipotesi strategica che fu anche la mia il 7-10-23; si fosse cioè in presenza di un “gioco triplo” in cui Israele certamente usava la reazione palestinese alle proprie provocazioni per risolvere i suoi problemi strategici cacciando i palestinesi dalla Palestina, ma che al contempo l’ Iran avrebbe poi potuto usare la reazione israeliana all’ attacco di Hamas per risolvere i propri problemi strategici cacciando gli U$A dal MO.
Se questo fosse , quello iraniano sarebbe un piano lucido e complesso finalizzato a farsi aggredire sul proprio terreno simulando una debolezza pagata col sangue delle proprie elites prima ancora che di quelle del popolo. Una mossa che ai nostri occhi di “moderni” pare assurda fino all’ impossibile, ma che è stata spesso usata in passato da élites moralmente superiori alle nostre attuali e per le quali il termine “noblesse oblige” non era allora un modo di dire usato per giustificare spese da nababbi.
Se si usa questa chiave di lettura però tante passate incongruenze politiche iraniane risulterebbero ora spiegabili, come certi “martirii” mal prevenuti e mai vendicati in modo decente ( Sulemaini , Raisi, Nashrallah ed infine lo stesso khamenei ) e quella continua ostinazione a “trattare” con un nemico aggressivo e bugiardo.
L’ ho infatti detto spesso qui sopra sotto forma di domanda . Come era possibile che l’ Iran non potesse dotare gli Hez di cercapersone sicure? Come era possibile che non venisse mai posto un valido rimedio alla penetrazione spionistica U$raeliana?
Come era possibile che l’ Iran non si dotasse di una ricerca nucleare “sigillata” come la NK? Come era possibile una simile postura di debolezza che contraddice ogni manuale di strategia se non appunto voler apparire deboli e confusi per attirare il nemico in una trappola?
E come poteva funzionare una simile strategia con un aggressore astuto senza prima attirarlo con un sacrificio che lo invogliasse all’aggressione, senza quindi infliggere in risposta perdite che lo confermassero nelle sue sicurezze di schiacciante superiorità ?
Perché qui non c’ è soltanto la “resilienza” iraniana alle bombe U$raeliane, ma anche la RESISTENZA di un Hezbollah che sta decimando un esercito israeliano entrato in forza nel Libano nella convinzione che gli Hez fossero non solo “ decapitati” ma pesantemente indeboliti dalla precedente “guerra per Gaza” in cui gli Israeliani si sono considerati vincitori grazie alle “mediazioni” del suo socio-golem americano.
E non è solo questo! Per lanciare questa operazione ormai “stallata” in Libano, a Israele deve essere sembrata decisiva pure la presa U$raeliana della Siria tramite il suo ISIS; una soluzione che tagliava così il “cordone di terra” tra gli Hez e l’Iran. Quel cordone che però evidentemente aveva trovato altre strade come quelle che da sempre raggiungono gli Huthi nello Yemen super assediato.
E alla luce di questa constatazione si può trovare anche una spiegazione logica della rapida ritirata iraniana dalla Siria interpretata di sicuro anche da U$raele come un altro importante segno di debolezza.
In conclusione, però, chiediamoci se tutto questo può essere vero.
Dovesse esserlo, l’ Iran non potrebbe aver architettato tutto questo da solo perché non potrebbe vincere strategicamente questa guerra senza avere la certezza di un aiuto russo-cinese non tanto dissimile da quello ricevuto dal Nord Vietnam per espellere, seppur a carissimo prezzo, gli USA dal sud-est asiatico.
Soprattutto però in questo caso più che quello militare sarebbe determinante l’aiuto politico nel convincere “alleati” sunniti di U$rael che la loro sicurezza sarebbe comunque garantita una volta espulsi definitivamente gli U$A dal MO.
Perché U$rael ora sta pesantemente sulle scatole anche a loro e il petrolio del MO è troppo fondamentale per la sicurezza globale per lasciarlo nelle mani di simili malfattori.
Ma questa ipotesi sarà vera? Io la riterrei improbabile perché troppo complessa; ma se è vera sarebbe un capolavoro.
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“Arriva la bomba che scoppia e rimbomba…” cantava Johnny Dorelli nei “formidabili ‘60 “ e questo articolo me l’ ha fatta tornare in mente. Descrive una situazione in cui l’elemento chiave è la capacità dell’ Iran di gestire a proprio piacimento il transito attraverso Hormuz; è così che l’Iran tiene tutti in scacco, compresa “l’amica” Cina che almeno un pedaggio politico glielo deve.
E non sembra proprio tanto facile sloggiarlo da lì, per altro “casa sua”.
Di questo particolarmente furioso ovviamente è Trump, la cui carriera politica ormai si può considerare chiusa COMUNQUE vadano le cose.
Immagino che, da “affarista” quale è, Trump avrà comunque trattato prima con i suoi “superiori” la sua PERSONALE “buonuscita”, anche se di queste garanzie non mi fiderei tanto. Un “ Trump morto” in un ” attentato iraniano “ sarebbe per LORO una buona “opportunità” per una “escalation” della quale parlerò dopo .
C’è però una incognita; noi non sappiamo quanto realmente l’Iran possa reggere al proprio martirio. D’altronde alla NATO in effetti occorsero 78 giorni di bombardamenti; la politica serba alla fine capitolò senza che le proprie forze di terra fossero state minimamente intaccate.
E anche l’ Iran è lasciata sola esattamente come la Serbia allora; il sostegno “russocinese” all’Iran non è di un livello tanto superiore a quello che fu dato allora alla Serbia, nonostante che per Russia e Cina la posta strategica sia ora molto più alta.
L’ unica differenza è che l’ Iran è molto più grosso della Serbia e occupa una posizione strategica assai superiore da cui può fare molto male agli ascari di U$rael ,compresa la furbesca Arabia Saudita sui cui cieli gli aerei U$raelani volano e si riforniscono senza problemi.
Il mio giudizio quindi rimane “open”; è al contempo pessimista perché alla fine l’Iran sarà in qualche modo sconfitto; non potrà più reggere il massacro della propria popolazione civile. Anche “ottimista”, però e comunque in quanto, se l’Iran riuscirà a resistere almeno un altro mesetto sarà dimostrato che non potrà essere occupato da U$rael e tantomeno dai dispregevoli loro “alleati” e in realtà servi.
L’Iran insomma resterà dove è sempre stato, uno stato unitario , seppure in una condizione di ” stato fallito”, ma comunque sempre una gigantesca pietra sullo stomaco di tutti quanti gli altri che ne usciranno tutti strategicamente sconfitti .
In primis gli “amici” dell’ Iran che NON gli avranno fornito gli aiuti dovuti; i vari SCO/BRICS che da allora saranno solo “sigle” politicamente defunte.
In secundis i “vicini” sunniti che ne usciranno completamente destabilizzati, ridotti a semplici “pompe di benzina” senza alcuna rilevanza politica, esattamente come la Libia e il Sudan. Ed in più , come giusta punizione , anche facili prede del colonialismo ebraico.
In tertiis saranno strategicamente sconfitti anche i “vincitori” .
Israele, in quanto non avrà più nessuna preminenza e nessuna attrattiva. Sarà un “paria”, seppur ancora temuto , odiato da tutto il mondo a cominciare da chi lo ha servito rimediandone un danno senza ritorno.
E ovviamente sconfitti anche gli americani che non potranno più considerarsi padroni del MO e sconfitti quindi anche nell’idea di poter strangolare energeticamente un’Asia sempre più potente .
Ed infine altrettanto ovviamente , non solo sconfitti ma anche annientati saranno gli €uropoidi, questi SSS “, Servi dei Servi di Sion.
In questo quadro disastroso che alla fine deprimerà “in un modo o nell’ altro” il nostro futuro per molti anni ci può essere un’aggravante; laddove U$rael si illudesse di evitare la propria “vittoria di Pirro ” con un eclatante impiego del “nucleare” a cui io peraltro penso che l’ Iran si sia già preparato con la “controrisposta”.
Questo si che sarebbe, per dirla eufemisticamente, “ un guaio grosso”; da quel momento non sarà più possibile far tornare il “genio nella lampada “.
Che “le bombe” le tirino direttamente gli U$A o anche solo il suo “cane matto” per poter poi proclamare il solito “ possible denial” , non farà alcuna differenza. La percezione che U$rael non ha più remore all’ impiego della “bomba”, per di più dopo averci macinato gli attributi per 50 anni sul “nucleare iraniano”, avrà effetti incontrollabili sulle altre due VERE potenze nucleari le quali, se non sono SCEME, si metteranno a “nuclearizzare” subito tutti i propri “ vicini scomodi” prima che U$real doti di “pungiglioni nucleari “ anche altri suoi “tafani” , che si chiamino ucraina , polonia , turkia, germania, taiwan o giappone ( le minuscole sono volute ) .
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La scelta di Mojtaba Khamenei come nuova guida suprema dell’Iran incoraggerà i sostenitori della linea dura,
Che è appunto cosa abbastanza ovvia visto che Khameney jr sarebbe l’unico scampato per miracolo al completo sterminio della sua famiglia, ascendenti , discendenti e collaterali compresi.
E quindi qui ci dovremmo chiedere a cosa mirasse una simile strategia di sterminio U$raeliana.
Una simile vigliaccata doveva mirare per forza a sostituire la “guida suprema “ con uno dei soliti “preti azeri”; ma da dove gli U$raeliani traevano la loro certezza che questi azeri sempre “miracolosamente” risparmiati avrebbero potuto con certezza raggiugere quel posto una volta ucciso Khameney sr. e tutta la sua discendenza ?
Da dove in particolare derivava la LORO convinzione che le strutture militari e paramilitari iraniane, profondamente indurite e ideologizzate, una volta decapitate dei loro generali, avrebbero dovuto obbedire a dei “politici moderati” che QUANTOMENO si erano dimostrati dei deficienti facendosi gabbare ripetutamente da subdoli assassini?
Con questo io voglio dire che Khameney jr. , una figura non di spicco dell’establishment iraniano, per diretto volere di suo padre ( altro che Ciccio Kim che “alleva” la figlia tredicenne ) , oggi potrebbe anche non essere vivo e semplicemente il suo COGNOME essere usato come un “brand” da una nuova elite iraniana che U$rael ha fatto uscire dalle pastoie in cui era tenuta da quella vecchia, realizzando così, di fatto, sì un effettivo ” regime change”, ma all’ incontrario di quanto ufficialmente dichiarato nel compiere una simile vigliaccata.
Ma era veramente imprevedibile tutto questo? Io non credo .
Io penso invece che i “bankesters” padroni di U$rael abbiano attaccato l’ Iran proprio per scatenare il collasso della economia globale se non addirittura la WW3 che non riuscivano ad ottenere povocando Russia e Cina.
E questo spiega anche l’ evidente mollezza di Russia e Cina nel sostenere l’ Iran, un paese AMICO e AGGREDITO di cui per altro nessuno dei due può permettersi la caduta sotto le grinfie di U$rael.
Proprio qui, sull’ Iran sarà misurato l’ effettivo spessore politico, di Putin soprattutto, ma anche di Xi, uno per altro bravissimo a rimanere sempre defilato.
Ma possono davvero sia l’ uno che l’altro restare defilati su questa guerra ?
Io non credo. Mi sembra evidente che aiuteranno l’ Iran solo per il minimo indispensabile a non cadere; non vogliono cacciarsi nella trappola dei “bankesters”, ma nemmeno possono permettersi di dargliela vinta fino al punto di lasciargli prendere l’ Iran.
C’è allora c’ è chiedersi quanto l’ Iran sia stato vittima inconsapevole di questa guerra che U$rael gli ha portato così vigliaccamente.
Commentai infatti qui nei giorni successivi al fatidico 7 ottobre 2023 che probabilmente eravamo dentro un triplo gioco nel quale Israele aveva operato per farsi attaccare da Hamas , per poi così chiudere una volta per tutte la partita con i palestinesi , ma che l’ Iran avrebbe operato per farsi poi attaccare da U$rael e chiudere a sua volta con il dominio U$A del MO.
E più resiste l’ Iran , continuando a colpire duro Israele ed impantando sempre più gli U$A nel golfo e più questa ipotesi diventa reale.
Possono mai i marines sbarcare anche solo nell’ isola di karg senza dover riportare parecchi sacchi neri a casa?
Certo gli americani possono bombardare per mesi l’ Iran; se l’ Iran può parimenti fare altrettanto con Israele e i petrostati suoi clienti e complici , imponendo ogni giorno agli U$A una spesa di un miliardo di dollari e a tutto il mondo “occidentale” una rimessa economica dieci volte superiore, alla fine la vittoria strategica sarà di chi resisterà di più.
L’esito dipenderà solo da Russia e Cina. Vogliono costoro realmente affrancarsi da U$rael o no ?
Per concludere, un’ultima considerazione: più resiste l’ Iran , colpendo i propri aggressori e più costoro saranno tentati di chiudere con un attacco nucleare più o meno “mirato”.
Ma non era appunto spingere la Russia ad un uso disperato del “nucleare” ciò a cui mirava la provocazione NATO alla Russia?
Se infatti l’uso “tattico” del nucleare da una parte “ chiude” una guerra, sempre che poi le cose non precipitino, dall’altro crea un paria, cioè uno “sconfitto strategico” che pur aggredendo, in ultima analisi non aveva nessuna altra soluzione per NON perdere che usare “la bomba”.
E’ solo per questo motivo che gli USA non usarono mai la bomba contro il Vietnam del Nord.
Qui qualcuno più smagato potrebbe pensare che laddove gli U$A non potessero usare “la bomba” per disimpegnarsi dal golfo, questo potrebbe benissimo essere fatto da Israele che userebbe la bomba, che ufficialmente NON ha. Gli U$A resterebbero padroni del MO lasciando l’ Iran bastonato morto.
Ma c’è un grosso MA.
Se l’ Iran avesse realmente concepito la strategia di farsi attaccare da U$rael avrebbe necessariamente anche preso in considerazione questa eventualità rimanendo VOLUTAMENTE ad uno stato “ subnucleare” salvo poi poter rispondere LEGITTIMAMENTE e MORALMENTE giustificato nello stesso modo; fosse solo con “bombe sporche” che rendessero inabitabile Israele e la Riviera degli Sceicchi.
Mi sono infatti sempre chiesto perché l’Iran, pur avendo i mezzi e le competenze, non si sia mai dotato della “bomba”.
Dicevano che era la “fatwa” di khameney sr , ma ora è assai probabile che “junior”, vivo o morto che sia , non la confermerà. E chi mai ora potrebbe dargli torto?
Sarà così? Io continuo a pensare che l’ Iran abbia fatto un errore a non dotarsi della bomba , ma forse il paese non era abbastanza “ sigillato” per riuscire a farlo senza venire bloccato dal proprio mortale nemico.
”Sigillato” ora lo è e la domanda di tutte le cancellerie è: dove è finito l’ uranio iraniano arricchito ? Chi ne è in controllo ?
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