Italia e il mondo

Il ritorno dei faraoni, di WS

Questo lungo articolo di MdL italiaeilmondo.com/2026/08/28/la-distopia-come-isotopo-dellutopia-_-di-marco-della-luna/

è come sempre acuto; affronta una questione che ormai sta diventando drammatica per tutti : la Distopia , questo inarrestabile MALE a cui non è lecito opporsi perché travestito da “BENE”, ci sta travolgendo tutti nel nome della Utopia .

Noi ne abbiamo già visto nel passato di simili “utopie”; anche l’ URSS era un ‘ utopia che “ cambiava gli uomini” perché inadeguati al “bene” che veniva fatto loro in loro “nome”. Questa del Fabianesimo è però molto più subdola , pervasiva e antica del bolscevismo e del comunismo stesso .

Facciamo però una precisazione : l’ umanesimo e il “filantropismo” del Fabianesimo è solo una facciata, come lo è quella della massoneria, non a caso anchessa di origine inglese; è solo una copertura degli interessi della sua classe di riferimento , cioè quella di chi può vivere bene senza dover lavorare , laddove tutti gli altri invece devono lavorare per poter sopravvivere .

Una simile “ filosofia politica” è sempre aleggiata nella storia umana e nella sua “universalistica” pretesa di “ regnare” su tutto il mondo. E non è un caso che massoneria prima e fabianesimo poi siano nati in Inghilterra , cioè il luogo primo dove una elite assolutamente scevra da ogni trascendenza religiosa abbia avuto i mezzi militari ed economici per ingerirsi in ogni luogo del mondo.

E non è un caso che il suo programma “sociale” sia oggi trasmigrato in USA, potenza imperiale “globale” ancor più di quello che fu “l’ impero inglese”.

Quindi bisogna stare molto accorti nel sintetizzare che “Il Fabianesimo, sia in latu sensu, una forma di socialismo”  perché c’ è una bella differenza che qui MDL sintetizza molto bene e che invece qui io cercherò di esplicitare. 

Tanto tempo fa, notando la predilezione degli “Gnostici ” verso il metodo “dialettico”, mi venne questa facile sintesi per descrivere l’eterna lotta tra “Gnosi” e “Verbo” aka “verità segreta” per i “pochi eletti” e “verità pubblica” per le ” deprecabili moltitudini” .

 La “dialettica” infatti come è noto si basa su 3 fasi: azione , reazione, soluzione; in termini filosofici Tesi , Antitesi , Sintesi.

Ma le società “gnostiche” non sono mai riuscite a raggiungere la “ terza fase” di una soluzione/sintesi stabile per cui ogni costrutto “gnostico” ha sempre collassato sotto la “reazione” seppure questa stessa poi non sia mai riuscita a stabilizzarsi definitivamente.

E questi sono i “corsi e ricorsi” della Storia descritti da molti pensatori da Platone a Vico.

Ma in definitiva chi sono questi “gnostici” ?

 Ora noi sappiamo da sempre che ogni società esprime una elite che ha il tempo e i mezzi per dedicarsi alla perpetuazione del proprio potere mentre “le masse” devono dedicare tutto il loro tempo e i loro pochi mezzi a procurarsi la minima sussistenza.

E la “ gnosi” come filosofia sociale “ si radica sempre in questa minoranza elitaria. Questo porta alla prima “azione”: le élites inesorabilmente si prendono tutto riducendo le masse a “mandrie di pecore”. Questa ” azione” può spaziare da una “conquista militare”, propugnata dagli “Arii” o da “l’ Islam “ alla dittatura religiosa del monachesimo tibetano; azioni ovviamente giustificate con la ” tesi” che le “élites sono migliori o diverse”-

 E questo lo possono sostenere in modi diversi . Ad esempio possono essere “eroiche”, perché hanno il tempo e i mezzi per riservarsi l’ uso delle armi come le varie nobiltà guerriere; sono “nominate da Dio”, come il clero di uno stato teocratico,

oppure sono una avanguardia rivoluzionaria in nome del popolo o addirittura sono una ” specie superiore” come “ pastori” regnanti su “mandrie di animali” .

Solitamente la realtà offre un variegato mix di tutto questo , ma comunque ” la tesi” di fondo sostiene che le élites hanno IL DIRITTO di dominio sulle masse. 

Questo nel tempo non può reggere . Lo stesso Dante, un “aristocratico”, attribuiva alla provvidenza divina il fatto di far nascere molti ” pusillanimi idioti e malvagi” nei ranghi della nobiltà e molti coraggiosi intelligenti ed onesti nei ranghi del “popolo” , ragion per cui SISTEMATICAMENTE il potere de “l’ elite” sempre si trasforma in insopportabile privilegio.

 E qui nasce la “reazione”. “Il popolo”, sotto la guida di membri insoddisfatti della élites, abbatte “l’ aristocrazia” ed introduce un qualche “socialismo” nell’ esercizio del potere. 

Ma pur questo è un transitorio perché si formano comunque nuove élites che nelle società sempre più complesse poggiano il proprio potere politico sulla disponibilità di ricchezze sempre maggiori rispetto alla ” terra e alle mandrie delle società primitive,  ragion per cui il “socialismo politico” espresso nelle assemblee non basta più.

Esso ad esempio può essere manipolato dalla elite grazie ai potenti mezzi di cui essa dispone , “in primis” quello di “creare moneta”.

Occorre quindi un socialismo più forte , un ” socialismo economico” spinto fine alla proprietà indivisa di TUTTO, come ai tempi delle tribù. 

Ma ovviamente nemmeno questo funziona. Il sistema risulta economicamente inefficiente, come si vedeva già nei MIR cosacchi e come abbiamo visto nel declino de l’ URSS. Inesorabilmente anche il ” socialismo” declina in una società dominata da una “elite” e peggio se questa è prodotta da logiche di consorterie piuttosto che dal dinamismo politico/sociale, esattamente la differenza tra URSS e Cina.

 Quindi noi abbiamo nella Storia ( azione/ tesi) = elitarismo /capitalismo e (reazione /antitesi) = popolarismo/socialismo che si alternano senza sosta .

Questo continuo “ ciclo” è ignoto alla masse sospinte sempre a “reagire”, ma è chiaro al vertice delle élites; quelle “anglosassoni” alla fine hanno trovato la soluzione /sintesi :

“capitalismo” per le “élites” e ” socialismo” per i popoli

 Che altro è infatti la famosa Agenda 2030 del “non avrai nulla e sarai felice ?” 

Una elite “possiederà ” TUTTO, poco importa se “personalmente” come nelle società capitalistiche o ” collettivamente” come in quella ” ” socialiste” e amministrerà ” le greggi” a proprio insindacabile parere ” sicut Dei” o “razza superiore”, come sostanzialmente si considerano. 

Ma questi “masters” quantomeno nei loro “piani alti” sanno benissimo che le società aristocratiche non funzionano a lungo , tanto più se queste ” aristocrazie” sono immeritevoli in quanto semplicemente ” ereditate” se non addirittura ignobili come quelle francesi del XVIII secolo.

Il modello delle aristocrazie ignobili sarebbe appunto la società immutabile dei Faraoni , millenaria, in quanto internamente “stabile” fino a che non costretta ad interagire con “società” esterne.

E infatti essa sarebbe rimasta eterna se invece che signoreggiare ” solo” sull’ Egitto essa avesse signoreggiato sull’ intero globo, cosa oggi resa assai facile dal “globalismo” e da soluzioni di controllo tecnologiche inimmaginabili fino a pochi decenni fa.

Ed  ecco qui la vera soluzione/sintesi perseguita da sempre in ogni sogno “gnostico” di ogni elite : una società faraonica di controllo totale estesa all’ intero globo.

Non è un caso infatti che la massoneria inglese abbia perseguito il suo controllo del mondo infeudando le élites dei paesi “soggetti” attraverso una “mistica” egizio-ebraica.

E un semplice ricordo qui mi ritorna di quando intuivo questo andazzo già trenta anni fa, ma non avevo i mezzi e le informazioni per spiegarlo : “ ritorneranno i Faraoni” dicevo al mio amico e collega di studio , ricavandone un sorrisino e la risposta “ Non è possibile, i partiti e sindacati non lo permetterebbero”.

Quel mio amico e collega non lo incontro da tanti anni e se lo incontrassi oggi mi troverei nell’imbarazzo tra ricordargli quelle sue scemenze o i bei tempi che non torneranno più.

Perché i Faraoni sono già qui.

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La deterrenza che non c’è, di WS_ La trappola del debito, di Rorschach

In questo articolo

italiaeilmondo.com/2026/08/22/la-russia-e-il-ragazzo-che-gridava-al-lupo-_-di-eurosiberia/

Constantin von Hoffmeister “Ribolle l’ acqua calda” arrivando alla scontata conclusione che le minacce vuote distruggono la deterrenza

Alla quale la mia impulsiva risposta è: sai che novità , stiamo sprofondando in una WW proprio perché “non c’ è deterrenza”!

Infatti io ho già trattato il problema qui, in un post intitolato ” la deterrenza che non c’è ” espressamente scritta per la “vicenda Iran” giusto un mese prima che l’ Iran venisse attaccato di nuovo e frontalmente da U$rael in un “attacco decapitante” e “a tradimento” ( come al solito).

Ora ovviamente la Russia è ben lontana da una simile condizione, ma in quel post scrissi che il problema iraniano era anche lo stesso per Russia e Cina, come nella conclusione che qui riporto testualmente 

Questo continuo “ fare da nesci” di Russia, Cina e anche Iran però pone a tutti e tre gravissimi problemi di deterrenza .  Se infatti, “cercare un accordo” è l’ unica risposta fattuale che riceve chi ti provoca , anche quando ti colpisce sempre più direttamente , l’ unico risultato che puoi ottenere è che costui ti colpirà sempre di più e sempre più spesso dosando la sua aggressività solo secondo le sue problematiche

Il mondo quindi si avvita paradossalmente verso una guerra mondiale grazie a una deterrenza che NON c’è .

E l’ Iran ne farà per primo le spese perché non ha quella deterrenza nucleare che ci ha dato la pace finché è durata l ‘ URSS e che ancora trattiene gli U$A da aggredire frontalmente Russia e Cina ma che OVVIAMENTE non li tratterrà dall’ aggredire frontalmente l’ Iran.”.  

E siccome sono stato facile profeta, adesso farò una nuova “profezia” sulla base di come le cose si sono poi evolute in Iran.

Tutta questa operazione mediatica sulla “ Russia alle corde” ( a cui si presta anche CVH ) è la stessa che è stata perseguita con l’ Iran prima dell’ attacco DIRETTO ed è la stessa “ strategia U$raeliana” di sempre : cercare di prendere un paese “dall’ interno” come è stato fatto con Libia e Siria e due volte, ma senza un gran successo, con la Russia, o quantomeno riuscire ad indebolirlo abbastanza per portagli un attacco DIRETTO come è stato fatto con l’ Irak e recentemente con l’ Iran.

Nel caso “russo” presto si vota e quindi ci sarà un crescendo di questa strategia nella speranza di “ rompere la Russia” da “l’ interno” o quantomeno ottenere una “rimozione” di Putin , non importa COME e con CHI.

“Via l’ uomo, via il problema “ diceva ( erroneamente) Stalin , ed è così che ragiona U$rael da sempre.

E “ da sempre” più o meno gli ha funzionato: “via Stalin , via il problema” ,” via Maduro, via il problema “ , “via Arafat, via il problema” ect ect..

“Il problema” invece persiste laddove il potere è “collettivo” e “i comandanti ” non sono una espressione della “nomenklatura” ma persone capaci, i quali godono della fiducia e del rispetto del “corpo ufficiali”, con “il corpo ufficiali” che gode a sua volta del rispetto della “ truppa”.

E l’ Iran ne è appunto un esempio; la “coscienza nazionale iraniana” è tanto profonda che “rimuovere” Mossadeq , lo Scià e la “Guida suprema” ad U$rael non è servito a nulla , perché la “ guida suprema” , conscia del proprio ruolo di “servizio”, si è esposta “tenendo il punto” e avendo avuto cura di lasciare dietro di sé una struttura di potere “ a mosaico” in grado di reggersi da sola.

“ Chi comanda in “ Iran, ora ? Non si sa e, come ho già accennato un paio di volte, non è necessario che l’ attuale “guida suprema” tale sia davvero e che sia davvero “vivo”.

Khameney Jr potrebbe essere anche solo un “brand” , l’ immagine, nella sua figura di sopravvissuto al completo sterminio della propria famiglia , della inflessibile volontà iraniana di “resistere” a “ l’ennesimo invasore”.

E U$rael brancola nel buio di questo “mosaico” di potere. Certo i suoi referenti , i “preti azeri” , risparmiati dalla “mattanza” per fare i “Dercy Rodriguez” de l’ Iran sono ancora formalmente al potere e ancora formalmente invocano “l’ accordo” .

Accordo che però non viene per l’ opposizione dei “duri” de l’IRGC.

Ma chi sono “costoro” ? I nomi e le foto ci vengono dati di quelli che sono stati nominati al posto dei dirigenti precedentemente massacrati , ma è veramente così?

Ho letto recentemente su Reseau International che l’ amministrazione americana sia riuscita a ottenere tramite Pakistan un contatto diretto con l’ attuale capo “ufficiale” de l’ IRGC e che tutto quello che la dirigenza americana abbia saputo dirgli sia stata una “offerta alla Dercy” ( cioè svariati miliardi di dollari su conti ai Caraibi ) ricavandone però semplicemente un “clic”.

Perché oramai questo Iran può essere solo schiacciato con una guerra DIRETTA che U$rael esita sempre più a perseguire.

Ma ora immaginatevi quanto possa esitare U$rael e quanto sia ancora distante dal procedere ad una guerra DIRETTA con la Russia.

La via “per Mosca” più semplice per U$rael rimane quella di una “rimozione” di Putin contando sulla innata incapacità della elite russa di esprimere una continuità politica tra uno “zar” e il suo “successore”

Sarà così anche stavolta? Vedremo, di sicuro anche Putin sta tentando di creare il suo “mosaico” , che poi ci riesca davvero è tutto un altro discorso.

Tutto bene allora ? Per niente, perché queste sono guerre esistenziali e quindi non ci potrà essere “coesistenza”. Come infatti è finita la “coesistenza” U$A-URSS ? Uno dei due alla fine è SCOMPARSO! .

Ma se già un Iran non piegabile da l’ interno non ha l’ “invasibilità ” di un Irak o di una Siria, figuriamoci “ invadere” Russia e Cina !.

Così , se questi residui “stati canaglia” non collassano sotto la pressione U$raeliana, non vedo nulla che possa trattenere questa deriva verso una guerra nucleare globale.

Per la Russia la questione è molto semplice . Se , nonostante i continui avvertimenti , la sua “deterrenza “ non funziona, alla fine la Russia non avrà altra scelta tra SCOMPARIRE sotto il dominio di U$rael o SCOMPARIRE tirando TUTTO il Mondo con sé cominciando da U$rael .

Quindi tutti possono capire perché Putin non ha alcuna fretta di risolvere questo “dilemma”; Lui sa che NESSUNA mossa “esemplare” fermerebbe U$rael nella sua volontà di “liquidare “ la Russia .

Ma questo perché, vi chiederete voi ?

Perché “l’ atomica di Stalin” fermò, sia pure , come abbiamo visto, solo momentaneamente, la strategia egemonica degli U$A mentre “ l’ atomica di Putin” non ci sta riuscendo ?

Perché il “quadro è cambiato”; gli USA ALLORA erano in crescita e avevano tempo e risorse per aspettare che il “ comunismo ” cadesse come una “pera matura; ORA U$rael non ha il tempo dalla sua.

Il suo “ impero occidentale” è in caduta e l’ attuale “piramide del debito” NON può aspettare altri 40 anni senza una WW.

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Quando il mercato obbligazionario si rivolta contro il Leviatano americano

Quando il debito inizia a governare il sovrano

Simon Rorschach22 agosto∙Pagato∙Articolo ospite
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L’autore prospetta alcune vie di uscita alla trappola del debito. Manca la più probabile e la più risolutiva: quella sostenuta dal nostro WS_Giuseppe Germinario

Simon Rorschach analizza come l’enorme debito pubblico americano abbia creato un avversario che Trump non può sottomettere con minacce, bombardamenti o dazi doganali.

Lo Stato americano ha raggiunto un punto che Karl Marx avrebbe compreso immediatamente: il governo comanda eserciti, impone tasse, stampa la principale valuta di riserva mondiale e dipende ancora da uomini che decidono se prestargli denaro. Il debito federale ha superato per la prima volta i 40 trilioni di dollari, pari a circa il 126% del PIL annuo e vicino al rapporto raggiunto durante la Seconda Guerra Mondiale. Washington registra un deficit annuo di circa il 7,5% del PIL. I soli oneri per interessi superano i 1 trilione di dollari all’anno, una somma superiore al bilancio militare. Il servizio del debito è diventato la seconda voce di spesa più importante in un bilancio federale di circa 7 trilioni di dollari, dopo la previdenza sociale e l’assistenza sanitaria. Marx scrisse che il debito pubblico trasforma le entrate future dello Stato in un’attività finanziaria presente. L’America ha portato questo processo a un livello più avanzato di qualsiasi altra grande potenza precedente.

Cosa succede quando i creditori americani iniziano a chiedere un prezzo più alto per finanziare il suo sistema energetico?

Thomas Hobbes immaginava il Leviatano come la suprema autorità terrena, il potere che risolve le controversie perché ogni forza inferiore finisce per inchinarsi al suo cospetto. Il mercato obbligazionario mette in luce una debolezza in questa visione. Il governo americano può anche comandare portaerei e armi nucleari, eppure entra nel mercato come debitore. Gli acquirenti di titoli del Tesoro ne decidono il prezzo. Quando chiedono rendimenti più elevati, Washington paga. Il commentatore politico americano James Carville ha colto questa gerarchia nel 1994, quando scherzò dicendo che reincarnarsi nel mercato obbligazionario sarebbe stato meglio che tornare come presidente, Papa o stella del baseball, perché il mercato obbligazionario poteva “intimidire chiunque”. Donald Trump ora si trova di fronte allo stesso creditore sovrano.

Il messaggio dei creditori si è fatto più forte. I rendimenti dei titoli del Tesoro a trent’anni hanno superato il 5,3%, il livello più alto degli ultimi vent’anni. I costi di finanziamento a lungo termine degli Stati Uniti sono tornati a livelli che non si vedevano da prima della crisi finanziaria. Marx spesso spogliava la classe politica delle sue cerimonie per rivelare la relazione materiale che vi si cela. Qui la relazione è chiara: gli investitori vogliono più denaro in cambio dei prestiti concessi agli Stati Uniti. Tariffe, la guerra con l’Iran, minacce di annessioni, deficit in aumento e incertezza sulla politica economica americana sono tutti elementi che entrano in gioco. Ogni frazione di punto percentuale in più equivale a un voto di sfiducia.

Il Segretario del Tesoro Scott Bessent ha già tentato di calmare il mercato. Il suo dipartimento ha promesso di raddoppiare gli acquisti dei titoli del Tesoro a più lunga scadenza, nella speranza di sostenerne il prezzo e far scendere i rendimenti. La mossa ha funzionato per un breve periodo. I rendimenti trentennali sono scesi di poco più di un decimo di punto percentuale, per poi tornare ai livelli precedenti nel giro di pochi giorni. Il Leviatano di Hobbes era sovrano perché nessuna potenza interna poteva costringerlo. Il mercato obbligazionario rivela un limite a questa idea: Washington può comandare cittadini, agenzie ed eserciti, ma non può obbligare gli investitori a prestare a condizioni favorevoli. Bessent ha lanciato il segnale, gli operatori lo hanno recepito e la pressione è presto tornata.

L’economista egiziano-americano Mohamed El-Erian ha definito questa tattica “Operazione Twist”. Il Tesoro acquista titoli a più lunga scadenza, affidandosi al contempo maggiormente a emissioni a breve termine, producendo una variazione temporanea nella forma dei costi di finanziamento. Marx avrebbe riconosciuto la differenza tra riorganizzare un credito finanziario e modificare le condizioni economiche sottostanti. Il calendario dei rimborsi si sposta, ma l’onere rimane. Washington guadagna un po’ di respiro a un’estremità della curva delle scadenze, ma si assume ulteriori obbligazioni all’altra. Decenni di spesa in deficit hanno creato questa struttura, e le attuali politiche di Trump vi hanno aggiunto ulteriore pressione.

Diverse forze si contendono ora lo stesso capitale. La guerra con l’Iran, presentata come una breve campagna, si è protratta per sei mesi, alimentando la pressione inflazionistica. Le aziende americane di intelligenza artificiale stanno contraendo prestiti per trilioni di dollari per data center e infrastrutture informatiche, mettendo la domanda privata di capitali accanto all’immenso fabbisogno del governo. Il presidente della Federal Reserve, Kevin Warsh, si trova di fronte a validi motivi per adottare una politica monetaria più restrittiva, mentre Trump preme per condizioni più accomodanti. Hobbes temeva una repubblica dilaniata da potenze rivali. Nell’America di oggi, debito pubblico, spese militari, investimenti tecnologici, inflazione e politica monetaria tirano tutti la stessa corda finanziaria.

Anche l’entità del debito ha una storia. Nel 1981, il debito federale si aggirava intorno a 1.000 miliardi di dollari. Negli ultimi due decenni, è quadruplicato, accelerato dal salvataggio del sistema bancario durante la crisi finanziaria, dai vasti programmi fiscali del periodo Covid e dai ripetuti cicli di tagli fiscali. Durante le due presidenze di Trump, il debito federale è aumentato di circa 11.600 miliardi di dollari a causa dei programmi per la pandemia, delle riduzioni fiscali e della continua spesa in deficit. Marx considerava il debito pubblico come un mezzo attraverso il quale i governi potevano far fronte alle spese correnti senza gravare immediatamente sui contribuenti, impegnando al contempo le future entrate pubbliche al pagamento degli interessi e all’aumento delle tasse. Ogni nuovo trilione rappresenta quindi un’entrata che i futuri contribuenti dovranno contribuire a pagare.

Jerome Powell, membro del consiglio dei governatori della Federal Reserve, ha già definito la traiettoria insostenibile e ha avvertito di un esito negativo se la politica monetaria dovesse rimanere su questa linea. La sua preoccupazione si concentra sul tasso di crescita. I deficit federali si stanno espandendo più rapidamente dell’economia che li sostiene. Il linguaggio dell’accumulazione di Marx si adatta perfettamente al problema: una quantità si accumula rispetto a un’altra e l’equilibrio cambia nel tempo. Trump risponde con il linguaggio della forza nazionale, insistendo sul fatto che gli Stati Uniti possiedono la forza necessaria per gestire tassi di interesse elevati. Eppure il mercato obbligazionario misura la forza in base al flusso di cassa, all’inflazione, alla crescita e al rimborso previsto. La fiducia patriottica ha poco peso in questa aritmetica.

Gli Stati Uniti sono sfuggiti al tipo di crisi che ha colpito l’Argentina o la Grecia, anche se alcuni costi di indebitamento americani superano ora quelli pagati da Atene. L’economista americano Paul Krugman vede margini per una stabilità duratura, a condizione che i governi futuri risanino la situazione fiscale. Un grande vantaggio rimane: gli Stati Uniti si indebitano in dollari, la valuta che controllano. Hobbes sosteneva esplicitamente che uno Stato sovrano potesse rinunciare al potere di coniare moneta senza rinunciare alla sovranità stessa. Per gli Stati Uniti, la principale fonte di potere finanziario è stata la fiducia nel dollaro: gli stranieri devono continuare a essere disposti a detenere valuta americana e a utilizzare i propri risparmi per finanziare il debito di Washington. Dopo il 1945, il dollaro è diventato la principale valuta di riserva mondiale e i risparmi esteri sono confluiti in titoli americani. Gli investitori europei e asiatici hanno finanziato i consumi, la potenza militare, i deficit pubblici e gli investimenti privati ​​statunitensi a condizioni eccezionalmente favorevoli.

Quel sistema conferì a Washington uno straordinario privilegio. Per decenni, gli Stati Uniti poterono assorbire più beni e capitali di quanto il loro saldo interno da solo avrebbe consentito, perché gli stranieri desideravano attività in dollari. Marx descrisse il credito come un modo per concentrare risorse a distanza e nel tempo. Il sistema del dollaro svolse questo compito su scala globale. Le fabbriche tedesche, gli esportatori giapponesi, gli stati petroliferi del Golfo, le banche centrali asiatiche e i fondi internazionali accumularono dollari e riciclarono gran parte di quel denaro in debito americano. Gli Stati Uniti ricevevano beni e capitali; il resto del mondo riceveva titoli del Tesoro. Il finanziamento a basso costo divenne parte integrante dell’architettura del potere americano.

Trump ha sottoposto tale struttura a una pressione insolita. Le guerre tariffarie hanno sconvolto i vecchi rapporti commerciali. Le minacce rivolte agli alleati europei hanno indebolito le basi politiche della cooperazione finanziaria. I discorsi di annessione (Groenlandia, Canada, ecc.) e un attacco più ampio all’ordine commerciale consolidato hanno reso la politica americana più difficile da prevedere per i creditori. Marx intendeva il credito come una relazione basata sull’aspettativa. Un prestatore eroga denaro oggi perché il domani appare sufficientemente sicuro. Quando il futuro diventa più incerto, il prestatore esige un compenso. I rendimenti più elevati dei titoli del Tesoro sono il prezzo da pagare per tale incertezza.

Il Giappone offre un chiaro esempio di questa nuova pressione. Le autorità giapponesi hanno venduto ingenti quantità di titoli del Tesoro statunitensi nel tentativo di difendere lo yen, che ha toccato il suo livello più basso degli ultimi quarant’anni. Secondo alcune fonti, il Tesoro americano avrebbe poi collaborato con Tokyo sul mercato valutario per sostenere la valuta giapponese e ridurre la necessità di ulteriori vendite di titoli. Il Leviatano di Hobbes, si dice, piega al proprio volere anche gli attori più deboli. In questo caso, lo Stato americano si trova a dover modificare la propria politica in parte perché un importante creditore straniero potrebbe vendere troppi dei suoi titoli. La dipendenza finanziaria ribalta la consueta immagine del comando imperiale.

Le conseguenze si propagano rapidamente da Wall Street alla vita di tutti i giorni. I rendimenti dei titoli del Tesoro forniscono un punto di riferimento per il credito nell’intera economia americana. Quando il debito pubblico diventa più costoso, anche i mutui, i prestiti alle imprese, i finanziamenti auto e altre forme di credito al consumo tendono a diventare più cari. Marx dedicò gran parte del suo lavoro a ricondurre i movimenti astratti del capitale alle concrete relazioni della vita quotidiana. Un aumento del rendimento dei titoli del Tesoro a trent’anni appare come un numero sullo schermo di una borsa valori; in seguito si manifesta come la rata mensile di un mutuo, un acquisto di una casa non andato a buon fine, un conto della carta di credito più salato o un’azienda che accantona un investimento.

El-Erian interpreta quindi l’intervento del Tesoro tanto come un segnale politico quanto come una misura tecnica. Rendimenti più elevati acuiscono quella che lui definisce la “pressione sulla capacità di spesa” che grava sulle famiglie americane e potrebbero diventare un tema centrale nelle elezioni di medio termine per il Congresso. Le famiglie a basso reddito sono le più esposte, poiché il credito al consumo, spesso costoso, assorbe una quota maggiore del loro reddito e gli alti tassi ipotecari impediscono a un numero sempre maggiore di famiglie di acquistare una casa. Marx avrebbe trovato familiare questa ironia politica. Un governo persegue politiche in nome della propria base elettorale, mentre le conseguenze finanziarie ricadono pesantemente su quella stessa base. Molti elettori di Trump potrebbero quindi trovarsi a fronteggiare la crisi del debito attraverso le bollette mensili ben prima di rendersene conto attraverso le statistiche economiche.

L’intero sistema si basa ormai su una scommessa sulla crescita futura. Washington presume che un’America più ricca si farà carico dell’attuale debito federale. Le aziende di intelligenza artificiale scommettono in modo analogo che i profitti futuri giustificheranno i trilioni di dollari investiti oggi. I creditori accettano entrambe le scommesse finché i rendimenti attesi rimangono convincenti. Hobbes costruì il suo Leviatano per contenere la paura attraverso un’autorità politica indiscussa; l’America moderna ha costruito un Leviatano finanziario sostenuto dalla fiducia nel dollaro, nel debito del Tesoro e nella capacità produttiva dell’economia statunitense. Trump potrà anche comandare il governo, ma la creatura ha acquisito regole proprie. Man mano che il debito raggiunge livelli sempre più elevati e i creditori chiedono ricompense sempre maggiori, la domanda decisiva diventa brutalmente semplice: quanta fiducia nel futuro dell’America è ancora in vendita, e a quale prezzo?

Morire per Danzica? _ di WS

L’articolo di Jon Kurpis

italiaeilmondo.com/2026/08/14/attraverso-gli-occhiali-degli-stati-uniti-_-di-jon-kurpis/

è chiaramente scritto da uno “scholar”, un intellettuale “di sistema”, non da un “indipendent”, un “dilettante”, come costui vorrebbe atteggiarsi .

Ma il Kurpis è comunque notevole perché esce dal solito coro sistemico degli “scholars” per esprimere un punto di vista “indipendente” insolitamente equilibrato sino a riconoscere l’ efficacia e la razionalità della politica russa; si tradisce quando , pur abilmente, cerca di “giustificare” la politica del proprio paese.

Il suo scopo è abbastanza palese e rappresenta certamente la visione , seppur minoritaria, di una parte di quell’ establishment americano che, costatando l’ inattesa ( inattesa ? ) “resilienza” russa alla aggressione NATO, si preoccupa, direi giustamente, delle conseguenze , soprattutto adesso che gli U$A si sono impantanati in MO e vorrebbero “ congelare il fronte” in Ucraina .

Ora, io non so quanto costui sia realmente tanto ingenuo da non capire che CHI ha spinto la NATO ad aggredire la Russia ha anche spinto gli USA ad impantanarsi in MO. Facciamo pure finta che sia così . La Realtà è che comunque Kurpis riconosce che gli USA sono fortemente implicati nella guerra in Ucraina e non potranno nascondersi per sempre dietro gli €uropoidi; che quindi , se la Russia si ostina a “resistere”, un qualche “ accordo” Usa-Russia dovrà essere trovato per evitare una scontro nucleare, scaricando quindi l’ onere della “ sconfitta strategica” della “NON-sconfitta “ russa dalle spalle degli U$A a quelle della NATO-€uropa.

Ed infatti sostiene che:

“l’approccio della Russia nei confronti di ciascuno di essi dovrebbe essere fondamentalmente diverso”. 

Che però è solo “tattica” perché il NEMICO della Russia è unico e POSSIEDE “ciascuno di essi”; è altrettanto vero, però, che su questo la Russia sarebbe disposta a “chiudere gli occhi”

E per spiegare questa “diversità”, Kurpis osserva che:

i cittadini americani comuni, le élites delle zone costiere e persino gran parte dello stesso governo non nutrono un vero e proprio astio nei confronti della Federazione Russa o del suo popolo.”



Cosa che , anche fosse vera ,sarebbe però irrilevante perché CHI POSSIEDE gli USA è preda di un odio atavico contro il popolo russo che trascende ogni razionalità; gli basterebbe un po’ della solita “propaganda” per ricreare la stessa psicosi che permeava gli USA degli anni ‘50.

Ribadisco che “CHI comanda in USA” attraverso gli USA POSSIEDE anche la €uro-colonia dove ha appunto, invece, accuratamente insediato al potere

 “una fazione straordinariamente potente all’interno dell’establishment europeo che è fermamente determinata a perseguire lo scontro con la Russia. “

E la ragione di tutto ciò è ovvia: gli USA non vogliono essere coinvolti in una guerra DIRETTA con la Russia e preferiscono nascondere la propria mano dietro i loro €uroburattini, i quali non contano nulla e sono solo meri Kapò, esattamente come quelli che ” comandano” a Kiev .

La preoccupazione di Kurpis è appunto che cosa accadrebbe quando:

“ i missili a lungo raggio dovessero essere lanciati più in profondità nel territorio russo “.

Lì si andrà a finire comunque e allora si che ci saranno dei “problemi! Nessuno potrà in quel frangente raccontare che quei missili siano “ucraini”; anche se derubricati a “€uropei” tramite “licenze”, essi riceverebbero l ‘ adeguata controrisposta ai danni della €uropa che li “produce”.

Ma qui l’ autore avverte, i russi ovviamente, che allora ci sarebbe una “americana”

linea rossa che riveste indubbiamente grande importanza, ed è l’articolo 5 del Trattato della NATO”.

Laddove però anche Kurpis sa benissimo che l’ articolo 5 è una favola e che gli U$A mai rischierebbero una guerra nucleare DIRETTA con CHIUNQUE.

Proprio qui sta il nocciolo della questione, il punto su cui gli USA devono stare molto attenti quando ” aizzano” i suoi €uroNatoisti: quando la Russia sarà posta davanti al bivio tra “oreskinare” l ‘€uropa o dichiararsi sconfitta, io sono sicuro che anche il “moderato” Putin sceglierà la prima e che sarà perfettamente preparato alle conseguenze previste dall ‘ Art 5 .

Ed è allora che gli U$A dovranno scegliere tra una guerra DIRETTA o la “sconfitta strategica” che avrebbero voluto imporre alla Russia.

A cosa potrebbe servire, quindi, questo articolo ? Ad ammiccare ad una parte della elite russa che se la NATO provocherà la Russia fino al punto di spingere all’applicazione de “ l’ articolo 5 “, non sarà stata colpa degli U$A; di conseguenza la Russia dovrebbe continuare ad essere “moderata” incassando anche i missili americani “ su licenza” tanto che comunque anche allora un “accordo” si potrà trovare, magari cambiando il burattino alla Casa Bianca” per un “Anchorage bis”.

Ma qui siamo al ridicolo, perché gli americani si riservano il diritto di fare comunque “i matti” pretendendo che la Russia sia sempre “ragionevole”. Ma un giocatore “ragionevole” come potrebbe mai fidarsi di un “matto” ?

Quindi dietro a questo furbesco articolo c’ è comunque una chiara ammissione che la “resilienza” della Russia ha scombinato tutte le “ time table” di “CHI comanda in “ ; il famoso bluff de “l’ Art 5” è scoperto. Gli americani non vogliono “morire per Danzica” e lascerebbero L’€uropa al suo meritato destino .

Ma purtroppo anche la loro ( pur maligna ) volontà , come la nostra, non conta nulla. Conta solo la volontà di CHI.

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Facciamo chiarezza _ di WS

L’amico Donato Zeno in un suo commento qui

rilancia quantomeno “ l’invito”, sempre più presente in tanti altri commenti ed in tanti blog e siti, letteralmente:

“è assolutamente sbagliato precludersi a priori strumenti che possono risultare necessari e Putin farebbe bene ad imitarli “ ( riferendosi alla NK “minacciata” dagli USA )

E perciò mi trovo costretto a fare chiarezza ( speriamo qui almeno ) che in realtà Putin non si sta precludendo nulla e che la triade nucleare russa è al massimo della sua efficienza dalla fine dell’URSS . Putin semplicemente si riserva di usarla in modo “strategico” perché l’ idea che l’ arma nucleare possa avere un uso solo “tattico” è sostanzialmente idiota.

L’ uso “ tattico” che la Russia potrebbe fare delle sue “bombe” sarebbe contro “orde di blindati” ormai lanciati nel “ cuore della Russia” esattamente come gli americani programmavano l’ uso delle loro”nukes” per fermare l’ Armata Rossa nel “ cuore dell’ €uropa”, con la bella differenza però che “l’€uropa” non era “il cuore de l’ America” !

Che vantaggio infatti potrebbe avere la Russia a “nuclearizzare” se stessa lasciando intatto il retroterra del suo invasore? Al massimo la Russia “invasa” nuclearizzerebbe direttamente e SOPRATTUTTO il proprio invasore no ?.

Anche il bombardamento nucleare AMERICANO ( meglio sempre ribadire la verità) del Giappone , per quanto sempre dichiarato come “tattico”, ormai è evidente che aveva SOPRATTUTTO lo scopo “strategico”di intimidire L’ URSS. 

E anche quel gruppo di “patrioti” che spingono in Russia per un uso intimidatorio del “nucleare” in realtà ne vorrebbero solo l’ effetto ” strategico” senza pagarne le imprevedibili conseguenze, dimenticandosi questi ( idioti? provocatori? Agenti doppi? ) che i VERI decisori occidentali conoscono già perfettamente il potenziale nucleare russo.

Perché tutto questo si gioca sulla LORO “scommessa” che Putin bluffi con il suo famoso ” non saprei che farmene di un mondo dove non ci fosse più la Russia” o che quantomeno l’ elite che lo circonda non voglia perdere la propria comoda e ricca vita in un guerra nucleare incontrollabile; che quindi la Russia possa essere assalita “convenzionalmente” e tramite “proxi” finche questa pressione frantumi la società russa inducendovi effetti soprattutto “psichici” che cambino l’ attuale strategia di Putin che , come ho già spiegato , è efficace ma non risolve nulla se non rinviare il più possibile un “redde rationem” sempre più pericoloso per TUTTI.

Perché Putin riesce efficacemente e da anni a “guadagnare tempo” in modo favorevole alla Russia ma al prezzo che la posta della suddetta “scommessa” diventi sempre più “grossa”.

Ora questo non perturba Putin perché lui è fermamente deciso ad andare fino in fondo a ciò che ha detto; essendo lui un giocatore razionale cercherà in tutti i modi di farlo “il più tardi possibile”.

Quindi in questo quadro strategico la “disperazione” non è russa ma dei suoi aggressori i quali , visto che non accetteranno mai una PROPRIA sconfitta; non hanno altra possibilità che “andare avanti” con la loro “pressione “ nella speranza che qualcosa cambi in Russia o per spinta delle élites traditrici o per reazione di un popolo esasperato.

Insomma LORO sperano che “ qualcuno” “rimuova “ Putin esattamente come fu “rimosso” Stalin .

Certo, se potessero, LORO lo ammazzerebbero direttamente , ma confidano ormai soprattutto sulla sua età, perché Putin non può essere eterno e la Russia ha una bruttissima tradizione nella “ successione dello Zar” dove regolarmente ad un “grande Zar” ne è sempre succeduto uno “pessimo”.

E questo “ successore” può essere chiunque. Certo, LORO preferirebbero un venduto “liberale” ma anche “ patrioti” e “comunisti” andrebbero bene per la loro sicura insipienza geopolitica che li porterebbe a fare proprio tutte quelle cose che tanti “esperti” consigliano a Putin ( economia di guerra, leva di massa , uso “dimostrativo” del nucleare, nazionalizzazioni e financo l’ illusione di una “nuova Urss”) .

Servirebbero queste mosse a qualcosa ? No, non cambierebbero la strategia di chi attacca la Russia, ma andrebbero di sicuro nella direzione che LORO vogliono: da una marginalizzazione della Russia alla sua sovraestensione, tutte cose foriere di una successiva frattura interna.

Perché il paragone che l’ amico Donato Zeno fa è inadatto; la Russia non è ancora minacciata al livello in cui è stato aggredito l’ Iran e la NATO-Ucraina non è in grado nemmeno di intestarsi una “eliminazione di Putin”. E se la sua dirigenza cominciasse a dichiarare di voler fare questo ( e lo farà perché questo è la naturale evoluzione del LORO piano ) allora sarà essa a scomparire per prima.

Come fu con Stalin , Putin potrà essere eliminato solo da un “ lavoro interno” e la sua unica “ assicurazione sulla vita” è rimanere “un moderato” che prepara un passaggio di potere ai “falchi” (Iran docet ).

Ma questo accelererà solo gli eventi perché oramai ci sono solo due “uscite”: o la”Russia collassa” o “ finirà nucleare”.

Ma i tempi e i modi di questa seconda “ uscita” li deciderà il “judoka del Kremlino” ( se ancora sarà vivo) anche se nel frattempo farà di tutto per procrastinarla.

“Salvo miracoli” non ci sono altre “soluzioni”.

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Deus insanit cuius voluit perdere _ di WS

Questo articolo https://italiaeilmondo.com/2026/08/05/lestate-in-cui-mori-la-pace-_-ddi-peter-hanseler/

riporta benissimo il mio punto di vista che ho espresso qui fin da l’ inizio dello SMO; ne condivido pienamente la analisi geopolitica, tanto che potrei dire addirittura che abbia espresso il mio pensiero molto meglio di quanto ho fatto io!

Ho apprezzato anche la finezza di aver messo il “fattore finanziario” tra quelli che stanno determinando questa “ terza guerra mondiale” . Ma siccome io non sono uno svizzero ( come presumo sia questo Peter Hanseler) io non ho remore a definirlo il “fattore” determinante perché tutti gli altri ne sono solo “ conseguenti”o “contingenti”.

Se infatti come POTUS non ci fosse stato Trump ci sarebbe stato un altro a controfirmare le sue stesse “mosse” geostrategiche; quelle russe e iraniane non sono “azioni” ma “ reazioni” spesso anche totalmente involontarie perché, di sicuro, Putin aveva bisogno di più tempo per affrontare questa “guerra” e di sicuro lui in questo “ballo” non ci trova nessun gusto.

La “fine della diplomazia” poi è incominciata tanto tempo fa, di sicuro col pretestuoso attacco alla Serbia fatto al di fuori di ogni consesso internazionale , sebbene oggi la cosa sia resa evidente dal vedere un Lavrov, l’ ultimo dei veri diplomatici, ormai costretto a dover “trattare” con degli inaffidabili “procacciatori di affari “ e, peggio ancora, l’abbiamo visto con i “falsi colloqui” usati dagli USA per coprire i suoi attacchi a sorpresa.

E questo è un danno enorme perché nessuno potrà mai più fidarsi di un accordo con “l’ Occidente”; questo rende tutti i conflitti fomentati da “l’ Occidente” irrisolvibili se non con la sola capitolazione/annientamento di uno dei due contendenti.

Iran e Russia infatti ora sanno che con questi nemici non ci sarà “pareggio”.

E visto che ormai le due guerre si stanno “saldando”, perché questo vogliono i VERI “ agenti” di questa tragedia ( e speriamo quindi il più tardi possibile) , io do un solo nome a questo “motore di guerra” , e lo chiamo U$rael , dalle due , tre facce principali con cui esso agisce .

E uso questa crasi già da tanto tempo per questo “ircocervo” che , come nella dea Kalì, ha tante “ braccia” ma “la testa” è una sola; ed è una entità presente nella storia umana da ben prima che le sue attuali “braccia “ comparissero nella Storia.

Ma torniamo all’ argomento di oggi aggiungendo però che, dopo tante lodi a Hanseler, io non condivido le sue troppo “ottimistiche” conclusioni .

Perché, purtroppo, questa è una guerra esistenziale “e i prevedibili “ effetti a lungo termine” riportati da Peter Hanseler, sebbene siano l’ovvia e razionale conclusione della PAZZIA che stiamo osservando/subendo , non saranno mai accettati da chi questa avventura l’ ha imposta a tutti quanti NOI

Perché mosse razionali presuppongono giocatori razionali.

E noi (pochi) infatti sappiamo quanto sia stato razionale l’ ammonimento di Putin a non minacciare di morte la Russia perché LUI “non avrebbe saputo che farsene di un mondo senza la Russia ” .

Ma immaginatevi allora quanto ancor meno saranno disposti questi pazzi scatenati ad accettare un mondo di cui LORO non ne saranno più i padroni . 

Alla base infatti di questa LORO “guerra alla Russia” c’ è l’ irrazionale convinzione che la Russia non avrebbe mai reagito con il “nucleare”. Ed in effetti Putin , che, ripeto, è un giocatore razionale, farà di tutto , finché lo potrà, per NON ricorrere a questa “risposta”.

Come infatti ho spiegato tante volte ,Putin vuole solo la SOPRAVVIVENZA della Russia e la sua “ vittoria” sarà solo non uscire sconfitto ( e rimanere vivo ! ) da questa guerra.

Ma “un pareggio” è impossibile se non come “momentanea tregua”; questa guerra prosegue proprio perché “l’ occidente combinato” si impegna sempre di più a infliggere alla Russia una ” sconfitta strategica ” ( cioè in sostanza la capitolazione / dissoluzione della Russia ) e così questa guerra diventa sempre più “esistenziale” anche per “ l’ attaccante”.

Se ad esempio alla Russia nel 2014 era bastato “tenersi la Crimea” e nel 2022 bastava respingere la NATO-Ucraina fuori dal Donbas , alla Russia ora è necessaria la scomparsa di questo stato fasullo NATO-terrorista chiamato Ucraina

Ma così, più la Russia respinge indietro la NATO e più la NATO le si avvicina minacciosa da tutti i lati. E’ sicuro infatti oramai che liquidata la NATO-Ucraina la Russia dovrà quantomeno “ contenere poi il revanscismo tedesco almeno cacciandolo fuori dalla Lituania con la iena polacca che allora si contenterà di ingoiare la Galizia.

Ma a quel punto la NATO avrà perso l’ attuale geometria con contraccolpi in tutta la U€ e conseguente distruzione della architettura da LORO data all’ €uropa dopo il 1991; tutto ciò sarebbe una effettiva “ sconfitta strategica” di U$rael che la Russia avrebbe ottenuto usando solo “metodi convenzionali”.

Ma allora LORO , che non sono giocatori razionali, non avrebbero questa remora; quando si vedessero ormai perdenti sul tavolo delle (loro) ” guerre convenzionali” passerebbero al “nucleare” e a quel punto più nulla potrebbe fermare l’ Armageddon.

Ed io credo che questo tipo di “exit strategy ” la vedremo per prima non in €uropa ma in Iran, perché questo “nuovo Iran” , che U$rael , nella propria pazzia ha forgiato con i propri crimini di guerra, sarà il primo osso che gli si bloccherà in gola e a cui LORO allora , presi dal panico, reagiranno con quella ” opzione Sansone”. che hanno sempre contemplato di applicare a TUTTI gli altri.

La questione quindi è molto grave perche U$rael , questo pazzo scatenato, se perde sicuramente “ andrà al nucleare” , ma resterebbe altrettanto mortale lasciarlo , non dico “vincere”, ma anche solo “pareggiare” con un qualsiasi accordo che DOPO sarebbe sicuramente violato come TUTTI quelli “ di prima”.

E saranno gli iraniani a doversi misurare per primi con questo forsennato; ma pazzi sarebbero anche russi e cinesi a lasciare l’ Iran senza aiuto contro una simile “belva”.

Perché “ Deus insanit cuius voluit perdere ” dice il famoso aforisma ma qui “perderemo “ TUTTI e quindi l’ unica strategia è solo ritardare “l’inevitabile” sperando in un qualche “miracolo”; altre soluzioni non ci sono.

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I khazari, questi sconosciuti _ di WS

Oggi commento “libero”; a ripetere le stesse cose si diventa stancanti.

Affronterò e colmerò, quindi, una “lacuna” storica molto attinente a “l’ orizzonte degli eventi” che si sta inesorabilmente chiudendo su di noi.

Come qualcuno che mi legge avrà già intuito, sono un appassionato dilettante di Storia. Argomento che ha sempre destato il mio interesse più atavico; non solo mio, anzi direi proprio “di famiglia” , dato che, ancora assai piccolo, seguivo le discussioni di storia di mio padre e dei miei zii, tutti semianalfabeti ma anche appassionati “orecchianti” della materia.

Avendo così io avuto invece “il privilegio” di potermi “fare una cultura” , una cultura di storia me la sono fatta davvero, sebbene abbia anche avuto la buona idea di procurarmi il pane coltivando il mio “secondo interesse”. Una cosa l’avevo ben capita già alla fine del liceo: “l’ intellettuale “ che non sa far niente “di suo” per vivere deve sempre servire gli interessi di “qualcun altro”; questo vale ovviamente anche per gli storici “professionisti”.

Insomma già nei miei vent’anni e grazie proprio alla lettura di svariati libri e articoli di storia avevo già raggiunto la convinzione che nella storia “commercialmente accessibile” ci fossero parecchie VOLUTE omissioni.

Non potendo quindi, senza apposite indicazioni, girare a vuoto nei meandri delle librerie nazionali che certamente dovevano contenere ALTRI libri tenuti “fuori circuito” ( e quindi sostanzialmente “proibiti”), ho passato trenta anni della mia vita a girare vecchie librerie e “remainders” per scovare “ punti di vista” che non mi fossero già stati proposti dalla “storiografia ufficiale”.

Ed è stata una caccia divertente anche se non completamente soddisfacente se non a confermarmi che degli storici “ professionisti” non ci si può fidare troppo.

Ma poi è arrivato Internet e i suoi motori di ricerca , quelli iniziali, molto più liberi ed efficienti degli attuali a scandagliare la rete per riportare cose attinenti alle parole chiave messe dall’ utente; e in quel momento e in quel luogo veramente mi si è aperto un mondo di libri e articoli “dimenticati” nel fondo degli archivi e i cui riferimenti , anche solo sintetici, vecchi bibliotecari stavano diligentemente mettendo nella rete .

In una di queste “pesche miracolose” un giorno mi imbattei nelle parola “Khazaria”. In quarant’anni di letture storiche pur vaste e approfondite non la avevo mai sentito prima.

Era in un testo di una conferenza di fine anni ‘50 tenuta da un ricco signore ebreo ad una platea di americani “Wasp” e di cui un giornale americano aveva dato integrale resoconto scritto ( allora ancora si poteva).

L’argomento di quella conferenza era a dir poco “esplosivo”; lo tratterò in altro momento, ma temo che siano ancora in pochi a poterlo capire davvero. Per me non costituiva nemmeno una “novità” .

La vera questione che invece mi restava aperta era: chi “cazzo sono questi khazari e come si collocano nella storia del mondo ?”

Bene ora , dopo diverse altre ricerche, credo di aver capito.

Negli atlanti storici , almeno in quelli che ora ne parlano , la Khazaria, o meglio “l’impero khazaro” , è collocata nella Russia meridionale , tra i bassi corsi del Dniepr e del Volga e giù fino alle momtagne del Caucaso come uno dei tanti regni dei nomadi che hanno dominato quelle terre a varie riprese.

Prima di loro ce ne erano stati altri, ad esempio : i Sarmati , i Goti , gli Avari , gli Alani e gli Unni.

Mentre i primi , indoeuropei iraniani, erano venuti attraverso il Caucaso e i secondi, germanici, dalle pianure polacche, tutti gli altri erano invece sostanzialmente turco-mongoli venuti dalle steppe del kazakistan.

E anche i Khazari venuti per ultimi lo erano, giunti ad occupare le stesse pianure abbandonate nella continua spinta verso ovest ad invadere terre più ricche, di popoli più civilizzati.

Così che all’ alba del VIII secolo , quando nelle nuovamente svuotate pianure ex sarmatiche i khazari si erano già insediati da circa un secolo , essi si trovarono a dover costituire un proprio stato in opposizione a due grossi “imperi” più a sud : quello bizantino e ortodosso che controllava la costa del Mar Nero e l’ impero islamico arabo-persiano che ora centrato su Baghdad aveva già tracimato oltre il Caucaso e nell’ Asia centrale.

Quei “pagani” di khazari avevano ora bisogno per il loro impero di una religione “ di stato” onde potersi contrapporre ai due potenti vicini e, sia per convenienza politica che per affinità ideologica, scelsero “l’ ebraismo”.

Ma era un ebraismo fondato sul Talmud babilonese, proprio di quelle comunità ebraiche “fondamentaliste” che dopo la distruzione del Tempio si erano riparate a Babilonia sotto la protezione dell’ impero sassanide e che adesso si sentivano strette nel nuovo impero islamico.

Così un numero quantitativamente ristretto ma qualitativamente importante di ebrei babilonesi emigrò in Kazaria, apponendo l’imprimatur a quella classe dirigente.

E qui bisogna capire che, al contrario dei principi razziali dell’ ebraismo, l’ebraizzazione dei Khazari non è avvenuta per trasmissione di sangue quanto per “cattura” culturale. Il che spiega la marcata diversità genetica tra i ben più numerosi ebrei “ askenaziti” venuti dalla Khazaria e le comunità ebraiche sefardite delle città del mediterraneo.

In realtà la questione è un po’ più complessa perché, essendo gli ebrei i più “erranti” tra tutti gli altri popoli , gli “askenaziti”, gli ebrei del mondo tedesco, si sono formati dall’ incontro dei due flussi: i Khazari che venivano da est e una elite sefardita che risaliva dal mediterraneo verso il mondo tedesco, in una “sintesi” poi espressa nell’ “yddish” , la lingua comune degli askenaziti , con molti termini tratti dall’ ebraico scritto, ma con un idioma fortemente germanizzato.

Ma perché comunità di ebrei khazari si erano allora spinti così tanto a ovest della khazaria ? Perché nessuno ha mai tenuto a lungo le pianure sarmatiche e il primo colpo al loro “impero” lo avevano già dato i Variaghi .

Costoro erano gli equivalenti svedesi dei vichinghi danesi , solo che essi si spinsero a sud est invece che a sud- ovest, e laddove i vichinghi cercavano una “via per Roma” i Variaghi cercavano quella per Costantinopoli .

E laddove i vichinghi procedevano per mari occidentali con le navi, i variaghi procedettero nel cuore della Eurasia usando le barche.

E così attraversato il Baltico e risalendo i fiumi che vi sfociavano scesero a sud fondando PRIMA “Novgorod” ( la vera madre dei popoli russi) e poi discendendo il Dniper fondarono Kiev e da lì si aprirono la strada per il Mar Nero ai danni de l’ impero Khazaro. Fondarono così il primo regno frutto della fusione con gli slavi orientali che essi avevano sottomesso, un po’ come i “nostri” Longobardi.

Come propria capitale essi scelsero Kiev nella pianura sarmantica perché più facilmente connessa via acqua al mondo sviluppato e quindi cuore economico del loro stato, molto più di Novgorod.

Ma anche i pagani Variaghi dovevano ora scegliersi una religione di stato e trovarono molto più conveniente convertirsi all’ ortodossia della debole Costantinopoli piuttosto che a quella cattolica di Polacchi e Lituani con cui avevano già delle beghe in corso.

Tanto più che l’ ortodossia concedeva loro “l’ autocefalia”, quella indipendenza politica che il Papato di Roma non concedeva agli stati cattolici.

Ma, poco dopo, una nuova tempesta si abbattè sulle pianure della Russia : i Tartari . Essi annientarono prima i khazari e poi il Rus Kieviano, lasciando nelle fasce forestali della Russia del nord solo piccoli principati russi semi indipendenti.

Arrestati sui Carpazi, i Tartari poi costituirono un impero “tataro” padrone della Russia meridionale anche se dovettero comunque ripiegare dalla alta valle del Diniper sotto la spinta della confederazione polacco-lituana.

E fu allora che le prime comunità ebraiche khazare entrarono negli stati cattolici, ponendosi al servizio dei principi polacchi come esattori, intendenti e trafficanti vari , ma sempre gravanti in ogni caso sulle locali masse contadine slavo-ortodosse.

E’ da li che trae origine quella “ antipatia” tra slavi orientali ed ebrei che fece si che i principati russi prima e l’ impero russo poi operarono sempre per tenerli fuori dallo stato russo.

Ed è per questo che i Khazari si spinsero sempre più ad ovest negli stati “cattolici” assorbendo una cultura sempre più tedesca certificata dai loro cognomi “tedeschi” e con i quali sono poi rientrati nell’ impero russo “legalmente” attraverso l’ annessione russa della Polonia.

Nondimeno, il governo russo tentò ancora di “contenerli” nella “ Zona” , una fascia larga alcune centinaia di km che andava dal Mar Nero al golfo di Finlandia , “centellinando “ i permessi per emigrare ad est “ nella Russia russa” solo ad “assimilati” dai quali poi non a caso vennero gran parte dei bolscevichi.

La stragrande maggioranza degli “aschenaziti” invece trovò più facile sfogo emigrando negli Stati Uniti come “tedeschi” , grazie anche al fatto che la Germania era allora il paese più aperto alla integrazione degli ebrei e che ebrei askenaziti avevano sempre più preminenza nel sistema bancario degli stati (ex) “cristiani”.

Il successo della “diaspora” di questi khazari era stato di portata eccezionale per gli “ebrei” ma non per i loro “ospitanti “; era questo l’ avvertimento che, avendoli perfettamente conosciuti nel corso della propria vita, quel ricco signore ebreo voleva dare al suo uditorio una ottantina di anni fa.

Ma direi che questo ormai sia già “storia”.

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E’ la somma  che fa il  totale _ di WS

Come  al solito Korybko,   qui  https://italiaeilmondo.com/2026/07/21/quali-sono-le-motivazioni-alla-base-del-piano-di-rimilitarizzazione-della-germania-del-valore-di-800-miliardi-di-euro-_-di-andrew-korybko/ , solleva una montagna  di questioni   relative   al cerchio  di ferro   che  viene  sempre più stretto intorno al collo  della Russia   finché  essa, se  non  ne vorrà morire  strangolata, non  potrà che reagire  con estrema violenza .

In merito  io ho  già espresso  le mie previsioni : la Russia NON  accetterà di morire  strangolata  e sta  semplicemente rinviando  il momento  della “reazione fatale”; “momento”   che, non dubito, arriverà  certamente perché  sull’ altro lato  anche i “bankesters”  non  possono tornare indietro  dalle  decisioni fatali  che LORO stessi  hanno  già  preso per tutti noi.

Ora,   sorvolando  su tutti i punti  sollevati  da Korybko,  compresi   gli assurdi “sogni polacchi”, vorrei mettere in evidenza  che il vero punto di rottura  che spingerà  di sicuro  la Russia   a quella  “ reazione violenta”   che cerca  di procrastinare  il più possibile, sarà il riarmo NUCLEARE della  Germania  per  la indubitabile  minaccia che esso comporterebbe  per la Russia.

 Ora che un riarmo NUCLEARE del Giappone fosse previsto fin dall’ inizio dai “masters of universe”  per  “contenere”  Russia  e Cina  ne ho già è parlato altre volte  come cosa   resa evidente   dal fatto di aver concesso al Giappone non solo il “nucleare civile” ma anche l’ intero controllo della gestione / stoccaggio del combustibile  “esaurito”  e quindi   della possibile  estrazione del plutonio da  esso.

E siccome questa cosa non è  stata MAI posta alla attenzione dei media, è pressoché certo che il Giappone abbia già il plutonio per centinaia di ordigni; che quindi il Giappone possa diventare una potenza nucleare “overnight” , perché ha già in  parallelo sviluppato completamente anche la relativa missilistica.

  Ben diverse furono invece le condizioni imposte alla Germania per il suo “nucleare civile” a cominciare dal dover consegnare tutte le “scorie” a Francia ( ma anche agli USA tramite Francia ) PAGANDO per il loro “smaltimento”.

In altre parole la Germania non dovrebbe avere plutonio da nessuna parte sebbene per molti anni la pubblicistica americana lo abbia temuto, tant’é che alla Germania non è  stato nemmeno permesso di sviluppare una sua “missilistica” nazionale e che essa abbia  dovuto  pagare i soliti francesi per mettere in orbita i propri  satelliti.

  Ma ora le cose  dal punto vista  geopolitico sono cambiate; una Germania dotata di un nucleare tattico sarà un fondamentale “gendarme” imperiale sul fronte europeo e NON c’è alcun dubbio che nel suo programma di riarmo ci sia ANCHE  uno sviluppo nucleare in ACCORDO col “padrone” ( e che i mangiaranocchie si fottano ! ).

Da dove poi i Tedeschi si procurino il plutonio necessario non si sa, ma in merito si potranno riesumare le vecchie storielle della vecchia  pubblicistica americana, tipo le “miniere di sale” dell’ ex-nazista Strauss.

  Perché una volta definitivamente liquidata la NATO-Ucraina ( perché lì si finirà; il “muro di droni ” è solo l’ equivalente delle V1 tedesche: tanto “fumo” e poco “arrosto” ) è assai poco  possibile che L’ €uropa Unita in una sempre più profonda crisi economica possa mantenere un conflitto attivo contro una Russia strategicamente vincitrice in Ucraina.

Già l’impossibilità del 21° pacchetto antirusso ci mostra che ben pochi “volenterosi ” sarebbero di fatto  disposti a partire per il “fronte russo”.

 Certo tra questi pochi ci sono sia la Germania che sente finalmente l’occasione di tornare di essere  davvero”la prima in europa” anche in campo militare, che i soliti fantasticatori polacchi che pure un po’  di puzza  di bruciato   già la sentono.

In ogni   caso, però, entrambi chiederanno  le necessarie  “garanzie nucleari” che ora non hanno .

 E permettere a questi nanetti di dotarsi di armi nucleari tattiche “nazionali” non comporterebbe gravi rischi per “il padrone”. Anzi la cosa rappresenterebbe una grande opportunità di un conflitto nucleare “limitato” alla sola Europa.

 Certo, i soliti francesi digrignerebbero  un po’ i denti per poi alla fine adattersi come sempre. Il problema quindi resterebbe “russo”: permettere o meno ai “soliti idioti” di dotarsi di testate nucleari “tattiche” ?

Io credo di no e credo anche che l’ opinione pubblica russa sia già abbondantemente  “matura” per sostenere fin in fondo la necessaria “operazione preventiva ” più o meno “chirurgica”, esattamente come ora è già pronta ad andare fino in fondo a tutto quanto sarà necessario per risolvere DEFINITIVAMENTE la “questione ucraina”.

Resta  sempre sullo sfondo la possibilità  di una Germania “doppiogiochista”  che , armandosi  fino ai denti, si  svincola  dalle pastoie “atlantiste”,    non per   fare   “guerra alla Russia”,  ma  per  accordarcisi  alle spalle   degli  altri “€uroidioti”.

Ovviemente  i soliti   “vicini  sognatori”   ( francesi  e polacchi)  questo lo temono fortemente; soprattutto i francesi  che  già  vedono     ridursi   l’ esenzione  all’  €urodazio”  pagato  invece da  tutti gli altri  vecchi “inquilini paganti”   de  l’ €urolager”.

Io  direi  loro sarcasticamente   di  starsene   “tranquilli “.  La Germania  non è in grado di avere un pensiero  strategico  di questa portata;  semplicemente i tedeschi , come sempre,  andranno  avanti      dritti  fino in fondo “eseguendo  gli ordini”.

La natura  dei popoli  si può cambiare   solo modificandola  “etnicamente”,   e se  trovare   “vecchi”  tedeschi  per le   “Straßen”  è  sempre  più difficile,   l’ elite  tedesca  è  però   “etnicamente pura “, costituita da  ben  selezionati  nipotini   di  ex-nazisti  collaborazionisti.

Quindi “non c’ è due  senza  tre”  ma,   rispetto  alle precedenti “due” , stavolta i russi  saranno  molto più   “arrabbiati” e previdenti; perché  ,come diceva  il grande  Totò,  “  è la somma  che fa il  totale  “

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Dagli amici mi guardi Iddio…di WS

In questo articolo https://italiaeilmondo.com/2026/07/15/il-nuovo-terzo-fronte-la-cina-si-prepara-in-silenzio-alla-guerra-di-simplicius/ Simplicius solleva due importanti argomenti poco trattati a margine dello SVO: la questione “Starlink” e “l’alleanza” russo-cinese

Cominciamo da questo secondo argomento e sgombriamo subito il campo dalle solite bugie americane. NON esiste NESSUNA alleanza tra Cina e Russia perché si tratta di “giocatori “ INDIPENDENTI che hanno a che fare con lo stesso “bullo” ma da posizioni geopolitiche diverse; hanno sempre contemplato un possibile confronto strategico tra di loro , cosa per altro ammessa dallo stesso autore quando parla del “terzo fronte “ cinese degli anni 60-70 quando addirittura i due paesi erano entrambi “comunisti” e i rapporti di forza economici erano rovesciati.

Quindi mi sembra abbastanza ovvio che una Cina, che ha saputo trarre il suo massimo vantaggio dalla “guerra fredda” prima e dalla globalizzazione americana poi, si stia altrettanto abilmente preparando per questa INEVITABILE WW3 .. cercando però di entrarvi il PIU’ TARDI POSSIBILE!  

Ed infatti la Cina ora sta sostanzialmente lucrando sulle “disgrazie” russe ( e iraniane) da una posizione di effettiva “neutralità” consistente nel commerciare con tutti per trarne il massimo vantaggio ma facendo attenzione a due cose:

1) Non compromettersi geopoliticamente

2) Non permettere che ne la Russia ne l’ Iran crollino in mani U$raeliane.

Quindi le sue mosse sono abbastanza semplici . Non farsi tirare mai la giacchetta da nessuno , impedendo che nessuno vinca in una guerra sempre più lunga in cui la Cina ottiene ottimi affari prendendo tutti alla gola mentre discretamente si prepara per l’ inevitabile PEGGIO.

Una posizione abbastanza facile da tenere perché sostanzialmente “onesta” agli occhi di tutti gli osservatori; ragione per cui l’ affermazione di una

 cooperazione tra Mosca e Pechino (che) sta consentendo alle forze russe di stare al passo con le innovazioni ucraine, mentre la Cina ottiene l’opportunità di testare i propri prodotti in condizioni di combattimento

è sostanzialmente la solita bugia americana tesa a stanare la Cina da questa sua comoda posizione Perché NON c’ è nessuno aiuto militare diretto dalla Cina alla Russia in quanto né la Russia lo richiede, né la Cina sarebbe disposta a darlo realmente perché la politica cinese è solo quella di mantenere più a lungo possibile uno stallo di guerra lucrando al massimo con il commercio richiesto da ENTRAMBE le “parti” .

E qui veniamo alla questione “ Starlink” che è attualmente l’asso nella manica che tiene a galla la NATO-Ucraina e su cui Russia e Cina possono anche collaborare mettendoci la prima la sua grande esperienza nella elettronica di potenza e la seconda la sua immensa base industriale sostenuta da un esercito di STEM inarrivabile per numero e qualità.

Ma strategicamente questo ” Starlink” è un problema “secondario” in quanto è ovvio che il giorno che la Russia dovesse reagire con una guerra DIRETTA alle continue provocazioni NATO “Starlink” non durerebbe 24 ore sopra i cieli russi perché una volta che la Russia avrà deciso di far cadere gli ultimi veli “diplomatici” su questa aggressione che sta ricevendo dalla NATO userà i propri strumenti per spengere quella “rete”: le tecniche di emergenza di GUERRA di cui già dispone , ad esempio : una bomba H nella alta atmosfera sopra gli ostili stati europei confinanti per bruciare tutti i delicati circuiti elettrici di tutte le apparecchiature sottostanti ed in orbita

E qui veniamo ad una questione geostrategica poco trattata nemmeno dai migliori analisti quali Simplicius e che ulteriormente giustifica la “prudenza russa” nello SVO.

Nelle precedenti WW la Russia ha giocato sostanzialmente “ fair” finendo però sempre sostanzialmente “buggerata” dai suoi “ cari partners” il cui scopo recondito era di farla COMUNQUE “fuori”.

Solo la feroce energia di Stalin ha permesso all’ URSS di uscire “vincitore” dalla WW2 ma il prezzo è stato altissimo ed è stato pagato a carissimo prezzo due generazioni dopo , perché l’EFFETTIVA ritirata russa del 1991 è stata molto più disastrosa di quella leninista della “ pace di Brest-Litovski”; questa fu una perdita di terre “non russe”. La vergognosa dissoluzione de l’ URSS al contrario lasciò “fuori dalla Russia ” un quarto del popolo russo cosa che è la principale ragione per cui oggi la Russia sta impantanata in Ucraina.

Quindi riassumendo, quale “fiducia” oggi la Russia potrebbe riporre nei suoi “cari partners” siano essi gli ex “amici americani” o gli ex “compagni cinesi” ?

Chi pensa che Putin abbia veramente creduto allo “ spirito di Anchorage” o che creda davvero a l’ esistenza dei BRICS offende la sua intelligenza.

Putin sa benissimo che TUTTI vogliono “un pezzo di Russia “ e , incastrato con un piede in Ucraina , cerca di non agitarsi troppo per non finirci dentro con una “gamba intera” , perché purtroppo si trova di nuovo a dover risolvere il problema che inghiottì prima Nicola e a cui poi Stalin sfuggì a mala pena avendo di sicuro del problema una maggior comprensione ma molte meno risorse per fronteggiarlo.

Certo, alla fine un Putin sempre più “incastrato” potrà sempre rovesciare il tavolo e portare il mondo con se, ma quella lo capite che non è una “soluzione” , vero?

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Il destino del IV Reich, di WS

Stavolta in un commento qui ( https://italiaeilmondo.com/2026/06/29/il-misterioso-incontro-a-valdai-tra-putin-e-lukashenko-alimenta-le-speculazioni-in-mezzo-alle-ultime-minacce-di-zelensky-_-di-simplicius/#disqus_thread) l’ amico Weininger85 ha esplicitato meglio il pensiero che muove le sue continue osservazioni che mi fa tra il sarcastico e il rabbioso e quindi merita una risposta più articolata che spero Giuseppe voglia pubblicare. Una replica che però non ripeterò più perché il mio punto di vista l’ ho scritto e riscritto; saranno i fatti a decidere su chi aveva ragione.

E nel suo ultimo commento Weininger85 ci fornisce un interessante punto di vista basato però su considerazioni per me “improbabili” , come poi spiegherò in calce, perché prima sintetizzerò il suo punto di vista per come mi appare qui .

Ovviamente libero Weininger85 di correggermi laddove ritenga che io l’ abbia travisato.

Innanzitutto Weininger85 mi sembra indubitabilmente un tedescofilo ( ma non necessariamente “ariano” ) che ha una sola preoccupazione , la sopravvivenza di QUESTA Germania intesa come “elite “ e non come popolo” perché è evidente che di quello che FU il popolo tedesco non gliene frega nulla e ancor meno dei “vecchi cittadini” di una €uropa ormai campo di concentramento di cui l’ attuale Germania è il volenteroso Kapò.

Alla domanda del perché di questa “scelta tedesca” io rispondo che mi sembra evidente che a questa elite tedesca, che di questa €uropa si sente “padrona”, questa €uropa sembra un “succedaneo” di quel “ III Reich” spezzato 80 anni fa dalla “furia “ di un popolo “mongolo” ( i russi); un popolo che quindi essa odia visceralmente.

Questo IV Reich nella sua lotta per l’esistenza sta ora messo male e rischia di finire spezzato come la volta scorsa dai “cattivi russi”; da qui la rabbia “antirussa” di Weininger85 e di tutta l’ elite tedesca , NON volendo vedere invece quali siano stati i “pifferai” che già due altre volte avevano fatto sbattere contro la Russia due consecutivi Reich tedeschi. Tutto questo pure in spregio al disperato comandamento che lasciato da Bismarck ( le cui ossa penso siano state poi macinate da qualche trattore polacco).

E qui avviene la razionalizzazione di Weininger85 di questa dura realtà in un mega Komplotto con i soliti “anglosionisti” e i soliti “russosionisti” (ma con ora il sionista Putin al posto del bolscevico Stalin ), a cui però si dovrebbero ora aggiungere, questa è la novità, i “sinosionisti” e pure i “persiansionisti”!

Tutto questo è oggettivamente difficile da credere, ma supponiamo che sia così. Dove metteresti allora caro Weininger85 i “tedescosionisti” che (s)governando la Germania da 80 anni hanno così convintamente annientato il “proprio” popolo tedesco?

Di questi “nipotini del Fuhrer “ ( dalla Von der Leyen a Merz) cosa ci puoi suggerire? Sono STUPIDI o più semplicemente TRADITORI DEL POPOLO ?

In ogni caso per i tedeschi , e per tutti noi €uropoidi dei quali i tedeschi ora fungono da Kapò , la differenza è minima, e , i proverbi “ chi è causa del suo mal..” “ mal voluto…” ect.. etc.. ci dicono che queste ripetute ca..te tedesche stavolta non lasceranno ai russi altra scelta che risolvere “ la questione tedesca” ( ed €uropea ) una volta per tutte.

Ed adesso veniamo a spiegare per punti perché l’idea di una Russia ( e pure de l’ Iran ! ) come “ punta di lancia” di un Komplotto antitedesco contro questo IV Reich non ha alcun senso di realtà.

1) la “spina” ai tedeschi/ €uropoidi l’ hanno fatta saltare gli americani perché alla balla che fossero stati i russi ci credi ormai solo tu

2) Il conflitto nel golfo servirebbe a staccare il petrolio ai cinesi ( che però adesso avrebbero, volendo , il monopolio “ a sconto” di quello russo, giusto ? ), ma è un dato di fatto che, come dici tu , i fregati dal Grande Fratello americano siano ancora gli stessi fessi del punto di cui sopra



3)Se i bankesters avessero voluto offrire alla Russia post-comunista ” le buone condizioni” che dici avrebbero già fatto con quell’ idiota di Gorby .

Ora io sono sicuro che la stragrande maggioranza dei post-comunisti “becchini” dell’ Urss questo solo volevano e che questi a divenire “ammeregani” ci abbiano provato davvero per tutto il periodo eltsiniano.

Tutta l’ intera elite russa nel 1999 era “occidentalista” a cominciare dalla “mafia di Leningrado” messa su da Sobciak ,”il padrino” di Putin .

Ma nel 1999 i “bankesters ” hanno fatto l’ errore MORTALE di bombardare Belgrado.

Perché quelle bombe in realtà cadevano sulla testa degli “american boys” a Mosca, proprio all’interno di tutte la bande mafiose “occidentaliste” che prosperavano all’ ombra di Eltsin. In quel momento OGNUNO di loro ha dovuto scegliere tra essere un russo “padrone della russia” o essere solo un ricco “servo russo” degli Americani.

 Uno di costoro, un “capomandamento” di Sobciak, ha offerto loro la proposta “giusta” : “ricchi e padroni della Russia” ma non “servi”; tutti i capi della Cupola hanno detto ” si questa è la soluzione”. 

Ora solo il tempo ci dirà se costui non era li per caso e già la sua lunga presenza per ben 27 anni sulla scena ci da un indizio: nessun ” servo dei bankesters” è mai durato tanto.

4) i bankester hanno bisogno di saccheggiare le risorse russe perché sono le sole che non controllano e con questi “soldi freschi” tenere a galla la LORO Agenda ,che va dritta in tasca a soliti €uroKoglioni ormai sempre più affogati dentro la colonizzazione “afroislamica” dell ‘€uropa.

La domanda ora è : questi €uroKoglioni che ormai hanno come unica speranza quella di distruggere la Russia , cioè l’ UNICA potenza che NON aveva alcun motivo di distruggere l €uropa, meriterebbero di essere salvati ?

Io direi che per questa “ salvezza” non ci siano ne “i meriti” ne “le risorse”. Quindi tu puoi credere nel tuo Komplotto che io non condivido , ma l’ esito sarà comunque lo stesso .

Non lo era infatti fino ad un paio di anni fa , ma ora il destino del IV Reich è ormai segnato: la Russia ancora una volta dovrà spezzare la schiena della Germania, ma sarà molto meno clemente delle due volte precedenti.

Il doppio inganno _di WS

In questo articolo Simplicius

cerca di razionalizzare l’ attuale andamento della guerra in Ucraina che la solita macchina propagandistica occidentale ora vorrebbe venderci addirittura non più come uno “stallo” ma addirittura come una “ opportunità” per imporre alla Russia la sconfitta strategica programmata con questa “guerra ”.

In pratica sembrerebbe che il “pendolo “ dell’ “Impero occidentale”, dopo l’ evidente “battuta d’arresto” nel golfo si stia nuovamente concentrando sulla pratica “russa” dopo averla “contenuta” con lo “spirito di Anchorage” e più strettamente avvolta con la “cintura turca” nei “balcani caucasici”.

E detta così la cosa suonerebbe addirittura minacciosa per la Russia con il sempre più forte coro dei “nazionalisti” russi ad invocare di rompere questo “ cerchio” ripristinando “ la deterrenza che non c’ è” ( argomento su cui scrissi diversi mesi fa qualcosa qui ) con atti eclatanti se non addirittura strategicamente sconsiderati.

Ma se la cosa viene considerata più freddamente, come cerca di fare Simplicius, le conclusioni sono diverse; non c’ è nessuna “ crisi russa” sebbene sia sempre più evidente che la Russia sia coinvolta in una guerra da cui non può uscire.

E per capirlo bisogna innanzitutto partire dalle vere cause di queste “ crisi” , o per meglio dire di questa “ guerra mondiale a tranci ( congelabili)”. E la causa è una sola: Il sistema finanziario su cui si basa l’ impero americano sta per essere sommerso da un debito impagabile e gli “gnomi” che lo detengono hanno sempre più bisogno di una “guerra mondiale” per giustificare il LORO “non ti pago” restando non solo “in sella” ma cogliendo anche altre opportunità “ accessorie” che ne deriverebbero. Fermare Cina ad esempio; la definitiva liquidazione dell’ Europa.

E la Russia suo malgrado è stata presa come “il vilain” di questa guerra e ora non ci può fare nulla perché “ per la guerra basta uno ma per la pace bisogna essere in due”; così nella pratica la NATO andrà fino in fondo a questa guerra perché questo vogliono i suoi padroni.

Deve di conseguenza essere chiaro che NON è concedendo LORO la LORO tanto desiderata WW che la Russia risolverà il suo problema; l’ unica strategia possibile sia quella del Judoka : fronteggiare il nemico , contenendolo ed esasperandolo finché esso sarà avventato e scoperto e solo ALLORA dare LORO un “ippon” , ciò un colpo “immobilizzante” che impedisca a questa “ setta di psicopatici” di trascinare tutto il mondo con sé.

In pratica si tratta di fronteggiare il LORO “inganno” con un altro “inganno”, esercitando la pazienza del “contenimento”, facendo finta di subire fino al momento del violento “contraccolpo”.

Per questo, ovviamente, tutte le mosse possibili del nemico devono essere PREVISTE ma non PREVENUTE in modo proattivo. Caso mai esse devono essere “incanalate” secondo il percorso di un NOSTRO inganno che copriremo dicendo che NOI siamo stati ingannati dal LORO inganno.

E’ infatti abbastanza ripetuto nel variegato mondo “antimperialista” il concetto che la Russia / Putin siano state sistematicamente ingannate, dall’ aggressione alla Libia in poi attraverso le varie Min(s)kiate , Siria, Instambul ,Anchorage, etc. e che quindi “la Russia è perduta “ o , versione più raffinatamente semplificante, “ la Russia è complice, perché sta sbagliando volutamente tutto “.

Anzi in certi momenti, come l’attuale, è lo stesso Putin a dichiararsi “ingannato”., e perfino i suoi alleati più stretti come Lukaschenko fanno trapelare a mezza bocca questo concetto /sconcerto tentando un qualche appeasement personale coi “cari partners”.

Tutte cose che chi ha letto o anche solo visto qualcosa sulle “lotte di potere” ( ad esempio la trilogia del Padrino ) non può che sorridere perché vi riconosce il solito “doppio inganno”.

Ma infatti riflettiamoci un attimo : può un ex funzionario del KGB essere così facilmente e ripetutamente “ingannato” ? No di certo! Bisogna quindi valutare altre opzioni .

Ad esempio supponiamo che Putin sia, se non proprio un Gorby ( difficile essere così sciocchi), uno Eltsin molto più raffinato , uno che deve svendere la Russia ma sotto le spoglie di un “restauratore”.

Insomma un agente del NEMICO che deve prevenire e sedare la reazione del proprio paese al suo strangolamento da parte del “ Grande Capitale Apolide”. Questo può certamente essere perché il dichiararsi ( a posteriori) ripetutamente “ingannato” sarebbe appunto il giusto mascheramento per restare in sella .

Ma anche se Putin NON fosse questo “agente” , anzi fosse il suo esatto contrario , anche far credere di esserlo sarebbe la sua giusta opera di mascheramento , o no ?

. Il “doppio inganno” è l ABC di ogni “uomo dei servizi”!

Ma come se ne esce allora ? Semplicemente col solito “ precetto evangelico” “E’ dai frutti che si conoscono gli alberi “ nonché dal ben noto “Rasoio di Occam ( “entia nun sunt multiplicanda praeter necessitatem “) perché l’ inganno è una azione “binaria” ( o ci credi o non ci credi ) e chiunque che per ottenere qualcosa ammucchi una montagna di concetti contraddittori, alla fine si perderà nel suo stesso caos .

Il “ doppio inganno” è il massimo livello di falsificazione utilmente gestibile.

Ad esempio il “Grande Kapitale Apolide” già deteneva la Russia ai tempi di Eltsin quando già la Russia stava andando a pezzi; perché mai quindi ricorrere ad un finto “restauratore” , figura che doveva per forza essere convincente “restaurando” la Russia in qualche modo , laddove una bella “guerra civile” sarebbe stata molto più semplice e vantaggiosa allo scopo di dissolverla definitivamente ?

E’ molto più realistico attribuire a Putin invece “la figura” di un “restauratore” che si atteggiasse ad ingenuo /sprovveduto/ servizievole per farsi sottovalutare mentre si impadroniva del potere effettivo.

Dando per assodato quindi che Putin è quello che dice di voler essere , opinione che mi terrò finché i suoi “frutti” politici dimostreranno che era di tutt’altro “albero”, bisogna concludere che la scontata evoluzione di questa guerra nelle varie fasi A,B, C di cui ho parlato fino da l’ inizio, esattamente come l’ ho vista io, non poteva NON vederla anche lui e che quindi anche lui sia arrivato alla conclusione che una guerra NATO-Russia sia procrastinabile ma NON evitabile; che quindi anche la fase C, in cui ora stiamo entrando, fosse ampiamente prevedibile con l’ inevitabile fine dello “spirito di Anchorage” e il conseguente coro dei “patrioti russi” e perfino del suo stesso entourage sul fatto che Putin “è stato ingannato un’ altra volta”.

E qui sta il “doppio inganno”; se la strategia NATO era di ingannare la Russia coinvolgendola in una guerra diretta NATO-Russia convenzionale , anche la “riluttanza” russa ad anticipare questa escalation “ convenzionale” della NATO potrebbe essere il “controinganno” a cui partecipano involontariamente quei “patrioti” russi che si lagnano della “debolezza di Putin” invocando fantasmagorici ed inutili “ fuochi nucleari” per ripristinare la “deterrenza che non c’ è “.

Perché per ora di “fuochi di artificio “ la Russia non ne ha bisogno; ma a “tempo debito” i “fuochi” NON Nucleari russi verranno, e gli oreskhin voleranno senza alcun preavviso su “obbiettivi sensibili “ in €uropa (magari a cominciare da laddove qualche idiota starà ammassando “materiale nucleare in posizione avanzata “) e con la Russia che in quel momento terrà ANCHE lei stessa il dito sul pulsante Nucleare.

Perché quelli saranno “ cinque minuti fatali ” a cui la Russia si sta preparando da tempo, ma al quale l’ “occidente” evidentemente no.

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