Italia e il mondo

Elezioni in Spagna e Brasile! Rassegna stampa a cura di Gianpaolo Rosani

Non si discute di proposte volte ad agevolare gli acquirenti o a far sì che i dati macroeconomici,
dopo otto anni al potere, dimostrino che il governo si traduca in un miglioramento del tenore di vita
delle fasce più umili. Ciò che viene trasmesso è solo una spietata lotta per spartirsi i posti nelle
liste, un triste spettacolo della vecchia politica che alcuni dei protagonisti della contesa dovrebbero
presumibilmente denigrare.

11.10.2026
OPINIONE
Disunione della sinistra
Le divisioni e i personalismi mettono a rischio la rappresentanza di una parte della società che esprime il
proprio malcontento nelle strade. Ciò che emerge è una mera volontà di assicurarsi i posti nelle liste, uno
spettacolo tipico della vecchia politica

A meno di una settimana dalla chiusura dei termini per la registrazione delle coalizioni elettorali, i gruppi
che gravitano attorno al PSOE sono assorti nelle rivalità e invischiati in conflitti interni.

Un fenomeno nato nell’estrema destra brasiliana, al quale contribuisce anche la sinistra: i dieci
parlamentari più votati al primo turno sono uomini e donne agli antipodi ideologici che sono
praticamente balzati da Instagram o TikTok per approdare in Parlamento. Il senatore Flávio
Bolsonaro, 45 anni, si confronterà il prossimo 25 al ballottaggio con Lula, 80 anni. La forza della
destra radicale sui social è uno dei fattori che ha alimentato il vantaggio dell’erede di Jair
Bolsonaro. I social media sono uno dei pochi ambiti in cui un veterano come Lula manca di
esperienza e conoscenza. Il suo istinto, il suo carisma, il suo mezzo secolo in politica, la sua
emozionante storia personale non sono riusciti a superare gli effetti di una decisione che nel 2026
risulta anomala. Non possiede un cellulare: Lula è «analogico».

11.10.2026
Da Instagram o TikTok a un seggio in Brasile
I 10 deputati più votati al primo turno hanno milioni di follower e scarsa esperienza politica

Di NAIARA GALARRAGA GORTÁZAR, San Paolo
Il presidente del Brasile ne ha parlato con evidente disprezzo, durante un’intervista al Palazzo dell’Alvorada,
pochi giorni prima delle elezioni di domenica scorsa. «C’è un certo deputato Nikolas, che io non conosco
nemmeno, che è un imbecille di prim’ordine.

Una decisione costituzionale, di importanza storica, apre la strada al ritorno in Spagna dell’ex
presidente Carles Puigdemont, nove anni dopo la sua fuga in seguito al processo indipendentista
che ha provocato una profonda frattura politica e sociale in Catalogna e che ha rappresentato una
delle maggiori sfide costituzionali che la Spagna abbia dovuto affrontare dalla Transizione.

11.10.2026
“Non esiste il ‘lawfare’, esiste invece un
problema di giustizia politicizzata in Spagna”
Cándido Conde-Pumpido, presidente del Tribunale costituzionale: il magistrato riceve EL PAÍS dopo la
sentenza che pone fine al dibattito giuridico sull’amnistia e sul ‘procés’. “Mettere in discussione il
Tribunale costituzionale significa mettere in discussione la democrazia”, afferma

Di M. CEBERIO / B. GARCÍA JAÉN
Cándido Conde-Pumpido (A Coruña, 77 anni), presidente della Corte costituzionale, ha redatto la sentenza
che pone fine al dibattito giuridico sull’applicazione della legge di amnistia ai leader del «procés».

La rabbia è lo stato d’animo o l’emozione dominante in Spagna quando si parla di politica (45%),
davanti alla stanchezza (26%) e alla paura (19%), secondo i dati raccolti per un sondaggio
condotto proprio questa settimana da Metroscopia e forniti a EL PAÍS. Se si guarda indietro, il
reddito medio delle famiglie non ha recuperato il livello precedente alla crisi del 2008 fino al 2024.
È stato un viaggio nel deserto troppo lungo. E il punto di arrivo, dopo tanto tempo, può sembrare
insufficiente». Questo insieme di elementi strutturali e congiunturali ha posto molti cittadini in una
situazione di aspettative deluse.

11.10.2026
La grande rabbia si riversa alle urne
La crisi immobiliare è la molla scatenante di un’indignazione alimentata da fattori quali la mancanza di
potere d’acquisto, la sfiducia nella politica e la preoccupazione per il futuro

Di A. RIZZI / Á. MUNÁRRIZ A. JIMÉNEZ BARC
Inés Caballero stava chiacchierando con due amiche nell’accampamento di Puerta del Sol giovedì scorso.

Può un presidente del Governo, con otto anni di governo alle spalle, ribaltare delle aspettative
elettorali sfavorevoli facendo appello alla piazza contro le istituzioni e accentuando la propria
posizione di sinistra rispetto alle posizioni più moderate della società? Il PSOE ufficiale ritiene di sì.
La candidatura del PSOE è una candidatura «rossa»: Pedro Sánchez si è scontrato con le élite
mondiali, con Trump, con Netanyahu, con Putin, con Elon Musk e con i tecnoligarchi; è il candidato
preferito della sinistra mondiale e degli elettori di tutte le formazioni di sinistra in Spagna»,
sottolineano dal team del leader socialista, e concludono: «È stato in grado di individuare dove
risiedesse la chiave dell’anticipo elettorale: nell’edilizia abitativa, la questione che preoccupa
maggiormente gli spagnoli di ogni orientamento politico.

11.10.2026
I critici di Sánchez, in allerta: «Cerca di
rimanere a Ferraz con un risultato dignitoso»
POLITICA. La cerchia ristretta del presidente si dice addirittura entusiasta dell’avvio della campagna «in
rosso», che avrebbe risvegliato i propri sostenitori. Ma non tutti all’interno del partito avallano tale
piano. «Abbiamo abbandonato la moderazione per cercare la nostra nicchia di sinistra», criticano. Tutti,
però, ritengono impossibile riproporre la coalizione, visto il disastro di un Frente Amplio impantanato in
«accesi contrasti personali»

Di LUCÍA MÉNDEZ
«Pedro ha abbandonato il suo zaino e deve recuperarlo». Un collaboratore molto vicino a Sánchez, che
portava lo zaino, si rammaricava del cambiamento subito dal leader socialista quando è diventato
presidente del Governo.

Sànchez è deciso a governare fino all’ultimo minuto. A La Moncloa si sta valutando il «pacchetto di
misure e politiche» da approvare entro il 29 novembre. In fase di lancio, iniziative quali l’aumento
del salario minimo, la rivalutazione delle pensioni o i decreti in materia di alloggi, che sono stati
rilanciati con una certa polemica dal Consiglio dei Ministri. Si tratta di misure dall’impatto
immediato, di cui potrà beneficiare più della metà degli elettori, con le quali Sánchez, da Moncloa,
animerà la pre-campagna elettorale e la campagna stessa. Azione, effetto, decisione. Assicurarsi i
voti necessari in un contesto di necessità immediata per poter sopravvivere e resistere.

11.10.2026
Misure di sostegno da Moncloa per metà degli
elettori prima del 29 novembre
Viene delineato un elenco di interventi dall’impatto immediato: affitti, salario minimo garantito e
pensioni

Miriam González Durántez sarà la candidata
alla presidenza di Democracia 21, un nuovo
partito che il 29 novembre si presenterà a
Madrid e Barcellona, come ha annunciato ieri
l’avvocatessa e moglie dell’ex vice primo
ministro britannico Nick Clegg. Lo ha fatto nel
corso di un evento in cui ha ribadito la sua
posizione moderata, facendosi portavoce
dell’«altra politica» in contrapposizione alla
polarizzazione e alle reti clientelari del sistema
attuale.

Di RAÚL PIÑA, MADRID
I socialisti che hanno ricevuto una chiamata sul cellulare la sera del 1° ottobre hanno dedotto che ci
sarebbero state le elezioni. Pedro Sánchez, che era all’altro capo del telefono, non lo confermò, ma le
poche conversazioni che ebbe indussero i suoi interlocutori a ritenere che quella sarebbe stata la strada da
seguire.

Il favorito nei sondaggi ha previsto, davanti alla dirigenza del PP di Madrid a porte chiuse – come
anticipato da questo quotidiano – «la madre di tutte le battaglie» contro Pedro Sánchez, e in
seguito ha avvertito il Comitato Esecutivo Nazionale del PP, sempre in privato, che i partiti di
governo compiranno, a suo avviso, «azioni molto sporche». Il piano del PP è quello di rafforzare
l’impressione di una scelta binaria per stimolare il voto utile: o Sánchez o Feijóo. Ma – ed è un
«ma» importante – la verità è che la battaglia elettorale che definirà il futuro Governo è, in questo
momento, quella del rapporto di forze tra il PP e Vox. Perché, se i sondaggi non sbagliano
clamorosamente, entrambe le formazioni raggiungeranno una comoda maggioranza assoluta in
cui l’influenza del partner minore si misurerà in base al peso. I sondaggi prevedono un enorme
trasferimento di voti dal PP verso la formazione di estrema destra.

11.10.2026
La chiave per arginare le defezioni verso Vox:
«Feijóo garantisce il cambiamento»
Il PP avvia la campagna per contendersi il voto «di confine» con il partito di Abascal, che rappresenta
almeno il 10% dell’elettorato

Di JUANMA LAMET, MADRID
Le due frasi più ripetute dai portavoce del PP nella prima settimana di pre-campagna sono state
«finalmente» e «non gli lasceremo passare nemmeno una cosa».

Dobbiamo abituarci al fatto che ogni epoca ha i propri personaggi, che, riflessi sui social media,
danno vita a uno spettacolo grottesco. Se funzionano così bene è perché quasi sempre sono la
metafora di qualcosa che volevamo spiegare da tempo. Bisogna osservarli con attenzione. Con più
curiosità che impazienza.

11.10.2026
OPINIONI
I destini intrecciati di Puigdemont e Maricarmen
DI SALVADOR SOSTRES

Ha incaricato Sánchez di risolvere il suo problema personale. Per via di Maricarmen sono state indette le
elezioni e per via di Puigdemont è stata approvata una legge di amnistia.

Il leader di Vox Santiago Abascal non vuole anticipare ciò che accadrà il giorno dopo le elezioni:
“Farò di tutto fino al 29 novembre affinché Sánchez non riesca a raggiungere la maggioranza. Farò
di tutto per convincere gli spagnoli che la permanenza di Sánchez al potere è deleteria per gli
interessi della Spagna. Quello che posso dire è che Vox è riuscita a trovare un accordo in quattro
regioni. Questi governi funzionano in modo ragionevole. È ben lontano dalle nostre ambizioni, ma
è il sostegno che ci è stato dato. Per questo ora chiedo un sostegno maggiore. Posso garantire
che da parte nostra c’è la volontà di intendere, anzi, una volontà di intendere ancora maggiore.
Sánchez potrebbe tentare di manipolare queste elezioni. Ci stava già provando. La Corte Suprema
ha dovuto bloccare lo stratagemma della «legge dei nipoti», che mirava a concedere la
cittadinanza a piene mani a persone che non avevano più alcun legame con la Spagna”. Nella
seconda parte dell’intervista parla dell’invasione di Ceuta e delle relazioni di un futuro governo di
destra con Rabat.

11.10.2026
«Gli spagnoli devono temere il peggio. Saranno
elezioni sporche»
SANTIAGO ABASCAL, candidato di Vox attenderà l’esito delle elezioni, ma offre <«garanzie»> che il suo
partito sia disposto a trovare un accordo con il PP per allontanare Sánchez dal potere

Di José Antonio Pérez e Paloma Esteban
Santiago Abascal si prepara alle elezioni generali più decisive. La sua ossessione è quella di non ripetere gli
errori del 2023 né dare per scontata la vittoria.

Ciò che in origine era stato presentato come uno strumento legislativo per risarcire le vittime
fuggite a causa di persecuzioni politiche si è trasformato, nella pratica, in una via di
naturalizzazione di massa che può estendersi persino ai discendenti di spagnoli emigrati alla fine
del XIX secolo. Sette spagnoli su dieci ritengono che tutte le procedure di naturalizzazione tramite
la «legge dei nipoti» debbano essere sospese e riviste. Particolarmente sorprendente è il fatto che,
tra i sostenitori della sospensione di queste naturalizzazioni di massa promosse dal governo di
coalizione, si riscontri un’ampia percentuale degli elettori dei due partiti che lo compongono: la
metà degli elettori del PSOE (il 50 per cento) e il 43 per cento di quelli di Sumar.

11.10.2026
SONDAGGIO ABC
Quasi il 70% degli spagnoli chiede di frenare le naturalizzazioni tramite la “legge dei nipoti”
La metà degli elettori socialisti si oppone al fatto che una persona che ottenga il passaporto spagnolo,
pur non avendo mai vissuto nel Paese, possa votare alle elezioni. La metà degli elettori socialisti e oltre il
40% di quelli di Sumar sostengono la necessità di bloccare le pratiche

Di Patricia Romero, Madrid
L’anticipo delle elezioni generali al 29 novembre apre un nuovo scenario politico in tutto il Paese,
aggiungendo al contempo un ulteriore elemento di complessità a una questione già di per sé intricata,

ovvero il diritto di voto dei naturalizzati in virtù della cosiddetta «legge dei nipoti», il cui quadro giuridico si
trova ora a un punto critico.

Il leader del Partito Popolare si è impegnato a promuovere un «cambiamento sereno, ma deciso e
totale» nel Paese, mostrandosi convinto di poter raggiungere la carica di Capo del Governo. «Ci
metteremo in competizione, governeremo e vinceremo. Sarò il presidente che la Spagna sta
aspettando», ha proclamato durante un comizio in cui ha dato prova di forza.

11.10.2026
Feijóo si impegna a essere «il presidente che la
Spagna si aspetta»
Il PP si schiera contro «la menzogna, l’indecenza e la decadenza» del PSOE di Pedro Sánchez nel suo
primo evento di pre-campagna elettorale. «Chi ha dato l’ordine di allontanare la giudice che indaga sul
fratello di Sánchez?», chiede il leader del PP al presidente del Governo

Di Patricia Romero, Madrid
Con l’Inno alla gioia in sottofondo, tra gli applausi e una folla che sabato mattina ha affollato il centro
congressi Ifema di Madrid al grido di «Presidente, presidente!»