Man mano che il conteggio procedeva l’atmosfera iniziò a cambiare. A un certo punto, Flávio si ritirò in una stanza inizialmente destinata alla preghiera. L’attesa di festeggiamenti, tuttavia, è stata sostituita da conversazioni private e incertezza sui prossimi passi del candidato.
26.10.2026 Gli alleati di Flávio riferiscono di un’atmosfera tesa durante l’indagine e di un incontro privato tra il senatore e i suoi avvocati dopo il ripensamento di Lula Il senatore ha seguito lo spoglio dei voti insieme a familiari e alleati in una casa a Lago Sul, Brasilia
Di Luisa Marzullo e Letícia Pille La svolta del presidente Luiz Inácio Lula da Silva (PT) ha cambiato l’atmosfera di fiducia che inizialmente prevaleva nel luogo in cui Flávio Bolsonaro (PL) stava seguendo lo spoglio dei voti, in una casa adibita a quartier generale della campagna elettorale a Lago Sul, Brasilia.
Con un risultato serrato e una svolta storica al secondo turno, Luiz Inácio Lula da Silva (PT) , 80 anni, ha vinto la corsa alla presidenza della Repubblica, domenica scorsa (25), e rimarrà alla guida del Paese per i prossimi quattro anni. Il membro del PT raggiunge il suo quarto e ultimo mandato dopo aver ottenuto oltre 64 milioni di voti, pari al 51,79% del totale.
26.10.2026 Con una svolta storica, Lula vince le elezioni e viene rieletto presidente del Brasile Il candidato del Partito dei Lavoratori si assicura il suo quarto e ultimo mandato con il 51,79% dei voti, dopo aver perso il primo turno contro il senatore Flávio Bolsonaro
Con un risultato serrato e una svolta storica al secondo turno, Luiz Inácio Lula da Silva (PT) , 80 anni, ha vinto la corsa alla presidenza della Repubblica, domenica scorsa (25), e rimarrà alla guida del Paese per i prossimi quattro anni. Il membro del PT raggiunge il suo quarto e ultimo mandato dopo aver ottenuto oltre 64 milioni di voti, pari al 51,79% del totale. Geraldo Alckmin (PSB) è il vicepresidente.
In seguito alla rielezione del presidente Luiz Inácio Lula da Silva (PT), gli avversari che si erano contesi il primo turno delle elezioni presidenziali hanno commentato il risultato questa domenica. Tra le varie posizioni, il governatore del Goiás, Ronaldo Caiado (PSD), ha riconosciuto l’esito delle urne, mentre Renan Santos, fondatore del Movimento Brasile Libero (MBL) e candidato a Missão, ha attribuito la sconfitta di Flávio Bolsonaro (PL) all’arroganza del bolsonarismo.
26.10.2026 Dopo la vittoria di Lula, Caiado prende atto dei risultati elettorali, Renan critica i sostenitori di Bolsonaro e Cury rimane in silenzio Il governatore del Goiás ha dichiarato che i democratici devono rispettare la decisione della maggioranza, mentre il fondatore dell’MBL ha attribuito la sconfitta di Flávio Bolsonaro alla posizione del bolsonarismo
Di Felipe Gelani – Rio de Janeiro In seguito alla rielezione del presidente Luiz Inácio Lula da Silva (PT), gli avversari che si erano contesi il primo turno delle elezioni presidenziali hanno commentato il risultato questa domenica. Tra le varie posizioni, il governatore del Goiás, Ronaldo Caiado (PSD), ha riconosciuto l’esito delle urne, mentre Renan Santos, fondatore del Movimento Brasile Libero (MBL) e candidato a Missão, ha attribuito la sconfitta di Flávio Bolsonaro (PL) all’arroganza del bolsonarismo.
Il discorso di Flávio vanifica completamente gli sforzi del team di marketing volti a ritrarlo come un politico civile che rispetta le regole della democrazia
26.10.2026 Sconfitto alle urne, Flávio Bolsonaro nega il risultato e si dimostra un pessimo perdente Chiedendo l’annullamento delle elezioni perse, il candidato del Partito Laburista onora la storia di golpisti del padre
Di Bernardo Mello Franco Sconfitto alle urne, Flávio Bolsonaro si è rifiutato di riconoscere il risultato e ha chiesto l’annullamento delle elezioni. In un discorso da sconfitto risentito, ha affermato di essere stato danneggiato dalla decisione del ministro Cristiano Zanin, che aveva esteso l’orario di voto.
La vittoria di Luiz Inácio Lula da Silva (PT) sul senatore Flávio Bolsonaro (PL) si è consolidata alle urne grazie alla crescita del candidato del PT nelle roccaforti di Bolsonaro, come quelle del sud e del sud-est del Paese. In questo secondo turno, Lula ha ridotto il vantaggio del suo avversario a San Paolo, Rio de Janeiro, Paraná e Rio Grande do Sul, stati che hanno eletto governatori allineati con Bolsonaro. Il candidato del PT ha inoltre incrementato il suo vantaggio nel nord-est, guadagnando quasi 3 milioni di voti rispetto al primo turno, e ha ribaltato il risultato in Minas Gerais.
26.10.2026 Svolta in Minas Gerais e impennata nelle roccaforti di Bolsonaro: confronto tra i voti di Lula e Flávio negli stati e quelli del primo turno Il Partito dei Lavoratori (PT) ha guadagnato terreno in tutti gli stati
La vittoria di Luiz Inácio Lula da Silva (PT) sul senatore Flávio Bolsonaro (PL) si è consolidata alle urne grazie alla crescita del candidato del PT nelle roccaforti di Bolsonaro, come quelle del sud e del sud-est del Paese. In questo secondo turno, Lula ha ridotto il vantaggio del suo avversario a San Paolo, Rio de Janeiro, Paraná e Rio Grande do Sul, stati che hanno eletto governatori allineati con Bolsonaro.
La fase finale del secondo turno ha accentuato la polarizzazione tra i gruppi sociali e religiosi, con pressioni dell’ultimo minuto sulle comunità e sui social network. Secondo lui, con la gara così serrata, qualsiasi fattore potrebbe decidere l’esito. La situazione è talmente incerta che qualsiasi fattore potrebbe ora far pendere la bilancia a favore o contro, che si tratti di queste ultime 24 ore di campagna elettorale, del dibattito o della pioggia.
22.10.2026 Toledo: Il vantaggio di Flávio si è ridotto, ma il candidato resta il favorito
José Roberto de Toledo Il vantaggio di Flávio Bolsonaro nei sondaggi si è ridotto nelle fasi finali della campagna elettorale , ma il candidato è ancora considerato il favorito, secondo quanto riportato dal giornalista José Roberto de Toledo nel programma A Hora su Canal UOL.
I candidati alla presidenza Luiz Inácio Lula da Silva e Flávio Bolsonaro (PL) si presentano al dibattito di TV Globo di questo venerdì, il secondo e ultimo della campagna elettorale, con una maggiore disponibilità a discutere del futuro del Paese, ma senza rinunciare al confronto politico quando necessario. Dopo un confronto giudicato scadente e ricco di attacchi domenica scorsa, la valutazione degli addetti ai lavori di entrambe le campagne è che il tono sarà diverso.
23.10.2026 Meno provocazioni, più proposte? Flávio e Lula si preparano a evitare di ripetere gli errori del primo dibattito su TV Globo Dopo un incontro giudicato deludente e pieno di attacchi domenica scorsa, la valutazione delle persone vicine a entrambe le campagne è che il tono sarà diverso
Di Jennifer Gularte e Luisa Marzullo I candidati alla presidenza Luiz Inácio Lula da Silva (PT) e Flávio Bolsonaro (PL) si presentano al dibattito di TV Globo di questo venerdì, il secondo e ultimo della campagna elettorale, con una maggiore disponibilità a discutere del futuro del Paese, ma senza rinunciare al confronto politico quando necessario.
Nel calcolo dei voti validi, utilizzato dalla Corte Elettorale per determinare il risultato elettorale e che esclude le schede bianche, le schede nulle e le risposte degli indecisi, i due candidati risultano in parità, con il 50% ciascuno. L’istituto ha intervistato 2.520 persone in questo sondaggio tra martedì (20) e giovedì (22).
22.10.2026 Datafolha: Flávio e Lula appaiono a pari merito con il 50% dei voti validi L’istituto ha intervistato 2.520 persone in questo sondaggio tra martedì (20) e giovedì (22)
Il sondaggio Datafolha , pubblicato giovedì 22, tre giorni prima del secondo turno, mostra Flávio Bolsonaro (PL) con il 47% delle intenzioni di voto, mentre il presidente Luiz Inácio Lula da Silva (PT) registra il 46%. I due candidati sono tecnicamente in parità. Tra gli intervistati, il 5% dichiara di votare scheda bianca o nulla, e il 2% è indeciso.
Nel calcolo dei voti validi, utilizzato dalla Corte Elettorale per determinare il risultato elettorale e che esclude le schede bianche, le schede nulle e le risposte degli indecisi, i due candidati risultano in parità, con il 50% ciascuno.
La Corte Elettorale sta discutendo la possibilità di limitare l’accesso ai canali WhatsApp politici con più di 200.000 follower nelle 48 ore precedenti la votazione. La portata formale sarebbe generale, ma l’impatto politico del divieto sarebbe disomogeneo: l’esercito di Lula, con oltre 7 milioni di iscritti, è diventato uno strumento centrale della reazione del Partito dei Lavoratori sui social media e nelle piazze, mentre il canale truppa di Flávio ne conta 2,5 milioni. Meta ha ammesso che i suoi filtri non sempre riconoscevano i candidati identificati dalla combinazione di nome e numero elettorale. Il Tribunale Elettorale Superiore ha ordinato correzioni e prove di parità di trattamento e, ieri, ha concesso 24 ore per valutare i provvedimenti. La Corte dovrebbe pronunciarsi nel corso della giornata.
21.10.2026 L’instabilità degli elettori aumenta e la Corte Elettorale Superiore (TSE) discute la possibilità di vietare i canali WhatsApp. In attesa di chiarimenti da parte di Meta, la Corte Elettorale Superiore ammette di aver limitato i canali WhatsApp a carattere politico con più di 200.000 follower nelle 48 ore precedenti le votazioni
Di Luiz Carlos Azedo Nella fase finale della campagna presidenziale, il numero e la volatilità degli elettori indecisi sono aumentati, forse perché la durezza degli attacchi tra i candidati ha provocato anche un maggiore distacco.
A quattro giorni dalle elezioni, il distacco tra il senatore Flávio Bolsonaro (PL) e il presidente Luiz Inácio Lula da Silva (PT) è di appena un punto percentuale, secondo un sondaggio Quaest commissionato da GLOBO e TV Globo. L’acuirsi della competizione si verifica in un contesto di crescente indecisione tra gli elettori, secondo il sondaggio spontaneo che misura il grado di convinzione di coloro che dichiarano il proprio sostegno all’uno o all’altro candidato: il numero degli indecisi è raddoppiato in una settimana, raggiungendo il 14%.
21.10.2026 Il rifiuto di Flávio, il timore del ritorno dei Bolsonaros, l’approvazione del governo: i segnali positivi per Lula nel sondaggio Quaest L’intensificarsi della disputa si verifica in un contesto di crescente indecisione degli elettori nel sondaggio spontaneo, che misura il grado di convinzione di coloro che dichiarano il proprio sostegno a un candidato o all’altro Di Caio Sartori, Julia Cople,Luis Felipe Azevedo ,Lucas Altoni, Luisa Marzullo, JenniferGularte e Victoria Azevedo, Rio de Janeiro e Brasilia Sondaggio Quaest: Flávio è al 45%, Lula al 44%; il divario si riduce a quattro giorni dalle elezioni.
A quattro giorni dalle elezioni, il distacco tra il senatore Flávio Bolsonaro (PL) e il presidente Luiz Inácio Lula da Silva (PT) è di appena un punto percentuale, secondo un sondaggio Quaest commissionato da GLOBO e TV Globo e pubblicato ieri.
La maggioranza assoluta del PP al Senato dopo le elezioni del 29 novembre è a rischio, secondo i sondaggi, a causa della decisione del PSOE e del Frente Amplio di presentarsi con liste congiunte alla Camera alta. Tale mossa ha avuto eco nella destra, che aspira non solo a confermare i propri risultati, ottenendo oltre il 50% dei 266 seggi. Il PP e Vox non possono più presentarsi in coalizione, poiché il termine per la presentazione delle liste è scaduto. Vox sta valutando di non presentarsi in diversi territori per non frammentare il voto e il leader del PP ha proposto di cedere seggi senatoriali regionali a Vox affinché quest’ultimo non si presenti in alcune circoscrizioni. Le proiezioni elaborate da EL PAÍS sono chiare: se Vox non si presentasse in 19 province, le sue possibilità di ottenere la maggioranza assoluta salirebbero al 90% e quelle di raggiungere i tre quinti dei seggi al 49%. Gli accordi sono importanti perché il sistema elettorale del Senato è fortemente maggioritario: premia il partito più votato in ogni provincia e annienta i terzi classificati.
21.10.2026 La maggioranza del PP al Senato dipende dal ritiro di Vox in 19 province Il controllo del Tribunale costituzionale scatena una dura battaglia per raggiungere i tre quinti dell’Assemblea. Vox sta valutando di non presentarsi in diversi territori per non frammentare il voto. Il sistema elettorale del Senato premia il partito più votato e schiaccia i terzi
Di B. ANDRINO / J. MARCOS, Madrid La maggioranza assoluta del PP al Senato dopo le elezioni del 29 novembre è a rischio, secondo i sondaggi, a causa della decisione del PSOE e del Frente Amplio di presentarsi con liste congiunte alla Camera alta.
Il Tribunale Costituzionale esaminerà il ricorso di tutela costituzionale presentato dal Difensore del Popolo contro la decisione della Corte Suprema di sospendere il diritto di voto dei beneficiari della «legge dei nipoti» in vista delle prossime elezioni generali del 29 novembre.
21.10.2026 IL VOTO ALL’ESTERO Il Tribunale Costituzionale (TC) cerca una «maggioranza consistente» sulla «legge dei nipoti» I magistrati di entrambi gli schieramenti del tribunale sostengono che il ricorso del Difensore del Popolo debba essere respinto in quanto prematuro. Conde-Pumpido circoscrive la competenza alla Corte Suprema mentre la questione è in fase di esame 163.020 naturalizzati. Questo è il numero di persone il cui diritto di voto potrebbe essere compromesso
Di ÁNGELA MARTIALAY MADRID Mercoledì, in seduta plenaria, il Tribunale Costituzionale (TC) esaminerà il ricorso di tutela costituzionale presentato dal Difensore del Popolo contro la decisione della Corte Suprema (TS) di sospendere il diritto di voto dei beneficiari della «legge dei nipoti» in vista delle prossime elezioni generali del 29 novembre.
La coalizione siglata tra la maggior parte dei partiti di sinistra per presentarsi con un’unica lista al Senato ha stravolto gli equilibri, aumentando le loro possibilità di conquistare seggi e riducendo, di conseguenza, quelle della destra. Per questo motivo i due partiti dello spettro conservatore stanno ora negoziando contro il tempo per trovare una «formula» che soddisfi entrambi e che ristabilisca l’equilibrio. Sulla base dei dati elettorali del 2023, la coalizione di sinistra avrebbe ribaltato le maggioranze al Senato. Una delle opzioni che si profilano è che Vox, il partito minoritario tra i due, rinunci a presentarsi in alcune circoscrizioni per invitare il voto della destra a concentrarsi sul PP. Il leader del PP ha lasciato intendere la sua offerta: concedere a Vox senatori di nomina autonoma in cambio della rinuncia da parte di quest’ultimo in alcune province.
21.10.2026 17 province senza Vox per annullare il patto di Sánchez Sulla base dei dati del 2023, solo così si potrebbe impedire la maggioranza assoluta della sinistra
Di PALOMA H. MATELLANO, MADRID A Genova e a Bambú, dove hanno sede il PP e Vox, in questi giorni si stanno facendo i conti. La coalizione siglata tra la maggior parte dei partiti di sinistra per presentarsi con un’unica lista al Senato ha stravolto gli equilibri, aumentando le loro possibilità di conquistare seggi e riducendo, di conseguenza, quelle della destra.
Feijóo vuole che il PP dia il massimo per lottare fino all’ultimo, anche nei collegi più difficili, come Lérida e Gerona. Il fatto è che il problema per non si chiama PSC, in Catalogna, né Junts ed ERC. O non solo. L’ostacolo per il PP è Vox. Il compito di Albiol è titanico. Migliorare i sei seggi di tre anni e mezzo fa; competere con Vox, da un lato, e con i socialisti e i gruppi indipendentisti, dall’altro; e strappare seggi a Lérida e Gerona. «Ci sono mancati quattro seggi per governare e due di essi erano proprio qui, a Lérida e a Gerona», gli ha ricordato Feijóo.
21.10.2026 Albiol punta a due seggi chiave di cui Feijóo ha bisogno in Catalogna Le difficoltà del Partito Popolare a farsi strada a Girona e a Lérida impediscono loro di ridurre il divario con il PSOE
Di Daniel Tercero, Barcellona «Le chiedo di percorrere tutta la Catalogna». Con queste parole, Alberto Núñez Feijóo ha affidato a Xavier García Albiol un compito titanico: far sì che il PP conquisti un seggio a Lérida e un altro a Gerona il 29 novembre. In altre parole, il candidato di Barcellona dovrà impegnarsi in tutta la regione.
Con l’obiettivo di ripulire la propria immagine in vista di elezioni in cui si misurerà la purezza della sinistra con diverse liste sul versante progressista, i socialisti hanno escluso dalle proprie liste i deputati che fino ad ora rappresentavano il partito e che possono essere considerati grandi proprietari immobiliari.
21.10.2026 Il PSOE esclude dalle liste i quattro deputati con il maggior numero di proprietà L’esclusione di Perea, Taibo, Mercadal e Martínez Salmerón, volta a rafforzare il discorso sulla questione abitativa durante la campagna elettorale, fa sì che Sánchez risulti il candidato socialista al Congresso che ricava il maggior reddito dagli affitti. Il presidente del Governo, Pedro Sánchez, sarà il candidato tra i deputati che hanno votato a favore dei decreti e che ricava il maggior reddito dalle proprie proprietà tramite gli affitti.
Di Joan Guirado La composizione delle liste del PSOE in vista delle prossime elezioni generali previste per il 29 novembre sta rappresentando un vero e proprio grattacapo per Pedro Sánchez.
A partire da questa settimana, secondo diverse fonti, l’Esecutivo avvia una serie di sedute – denominate internamente «martedì sociali» – che proseguirà senza interruzioni fino al 29 novembre. In ogni Consiglio dei Ministri è prevista l’approvazione di misure proposte dai vari dipartimenti governativi e rimaste in sospeso, al fine di portarle a termine prima delle elezioni. Con queste misure il Governo intende lanciare un chiaro messaggio politico: mentre Alberto Núñez Feijóo parla di «sacrifici» alludendo così a possibili tagli, vuol dimostrare che il suo progetto politico è completamente diverso e consiste nel continuare a migliorare i diritti e ad aumentare la spesa sociale nella misura consentita dai conti pubblici.
19.10.2026 Sánchez conclude il proprio mandato con decreti volti ad ampliare i diritti e i pacchetti sociali La Commissione permanente favorisce il raggiungimento di accordi per l’approvazione delle misure, poiché i voti di cui dispone Junts in seno a tale organo risultano irrilevanti
DI CARLOS E. CUÉ, Madrid Il Governo ha preso molto sul serio l’idea lanciata da Pedro Sánchez lo stesso giorno in cui ha indetto le elezioni. Ovvero, l’intenzione di «continuare a governare fino alle elezioni».
Elettori che si sono astenuti al primo turno o hanno votato per candidati di terzi partiti: come intendono posizionarsi questa domenica? Le campagne del senatore Flávio Bolsonaro (PL) e del presidente Luiz Inácio Lula da Silva (PT) stanno lavorando per ottenere il sostegno di questa fetta di popolazione. Il sondaggio commissionato da GLOBO e TV Globo ha indicato uno scenario di parità tecnica.
21.10.2026 Astensione, voti nulli e terze opzioni: come i voti del primo turno confluiscono verso Flávio o Lula Le campagne elettorali si stanno adoperando per conquistare il sostegno di questa fetta di popolazione nella fase finale della campagna A cura di O Globo — Rio de Janeiro
Nel bel mezzo di una corsa serrata in questo secondo turno, un sondaggio Quaest pubblicato la scorsa settimana ha mostrato come gli elettori che si sono astenuti al primo turno o hanno votato per candidati di terzi partiti intendono posizionarsi questa domenica.
Decenni dopo l’emanazione della legge sulla pena di morte, il programma di rilascio temporaneo è diventato un tema centrale nelle discussioni sulla sicurezza pubblica al Congresso Nazionale . La proposta di eliminare tale beneficio ha preso slancio in seguito ad episodi di violenza che hanno coinvolto detenuti che non hanno fatto ritorno in carcere dopo aver ottenuto l’autorizzazione al rilascio temporaneo. Nell’ultimo giorno utile per la presentazione delle osservazioni, il presidente Lula da Silva ha approvato la proposta, ponendo il veto su due disposizioni chiave: una che vietava le scarcerazioni temporanee per visite familiari e un’altra che eliminava la possibilità di lasciare il carcere per attività di reinserimento sociale.
21.10.2026 Criticato dalla destra, il programma di rilascio temporaneo fu creato durante la dittatura dal nonno di un alleato di Flávio Concepito fin dal 1984, il rilascio temporaneo fu istituito dall’ultimo presidente della dittatura
Nel dibattito sulla sicurezza pubblica, la liberazione temporanea dei prigionieri, nota come “saidinha”, è stata oggetto di critiche da parte degli ambienti di destra e affonda le sue radici nella dittatura militare brasiliana. Tale beneficio fu previsto dalla Legge sulle Esecuzioni Penali, promulgata nel 1984 dall’allora presidente João Batista Figueiredo, nonno di Paulo Figueiredo, alleato politico di Flávio Bolsonaro.
Il provvedimento, spesso messo in discussione dai parlamentari conservatori e associato a dispute politiche che coinvolsero il governo Lula (PT), fu inserito nella legislazione durante il regime militare che governò il Brasile tra il 1964 e il 1985.
Feijóo presenterà lunedì a Madrid il suo «Contratto con la Spagna», che intende fungere da «chilometro zero» del suo progetto per il Paese. Il leader del PP solennizzerà le sue promesse «personali e morali», al di là delle proposte programmatiche, in un atto che «rappresenta l’atto costitutivo della nuova era che avrà inizio il 29 novembre», secondo fonti del PP. «Si tratta di come intendiamo che debba essere esercitata la presidenza; è una dichiarazione di principi su come si debba esercitare il potere».
19.10.2026 Feijóo promette di «rafforzare» lo Stato e di garantire che il 50% della popolazione della Catalogna sia di origine spagnola Presenta il suo «Contratto con la Spagna» come «punto di partenza» per «risanare» le istituzioni
Di JUANMA LAMET MADRID L’11 febbraio 2009, Alberto Núñez Feijóo firmò un «contratto» con i galiziani in cui si impegnava a realizzare «14 obiettivi» qualora fosse stato eletto, affinché alla fine della legislatura potesse essere chiamato a renderne conto qualora non li avesse rispettati.
L’ascesa conservatrice prevista dal sondaggio si delinea seggio per seggio e, di conseguenza, provincia per provincia. È su questa scala che si spiega l’emorragia di deputati che il blocco progressista sta ora affrontando: Pedro Sánchez e l’ex sindaca di Barcellona Ada Colau – investita leader di Frente Amplio – perdono seggi rispetto a quelli ottenuti dal PSOE e da Sumar tre anni fa in 23 province spagnole, alle quali se ne possono aggiungere altre sei in cui la contesa è ancora aperta. In altre parole: la sinistra rischia di vedere ridotta la propria rappresentanza in più della metà del territorio nazionale.
19.10.2026 Crollo della sinistra su tutto il territorio nazionale: potrebbe subire sconfitte in 29 province Nella maggior parte dei casi, Vox trae vantaggio dalle perdite subite dal PSOE e dal Frente Amplio, rafforzando così il blocco di destra, che si impone nell’80% del Paese. Sánchez può vincere solo in cinque circoscrizioni, Feijóo, fino a 27. INDECISI: Gli ex elettori della sinistra sono quelli che, in questo momento, nutrono maggiori dubbi
DI PALOMA H. MATELLANO, MADRID Fino a una trentina di seggi che nella legislatura uscente appartenevano a deputati di sinistra passeranno a ricoprire leader di destra se, il prossimo 29 novembre, si avverrà quanto preannuncia l’ultimo sondaggio di Sigma Dos per EL MUNDO, condotto durante la prima metà di ottobre.
Il presidente e candidato alla rielezione Lula ha annunciato oggi di aver autorizzato il suo team legale a consegnare informazioni riservate su di lui, sulla first lady Janja e sui suoi figli, tra cui Lulinha, alla Corte Elettorale Superiore e alla Corte Federale Suprema. Secondo quanto affermato dalla campagna elettorale, la pubblicazione dei documenti riservati è subordinata alla stessa condizione che il senatore e candidato Flávio Bolsonaro faccia altrettanto.
20.10.2026 Lula afferma che consegnerà documenti riservati che lo riguardano, che riguardano suo figlio Lulinha e Janja, se Flávio farà lo stesso
Fi Bruno Luiz , Fabíola Cidral e Tatiana Farah, a San Paolo e Brasilia Il presidente e candidato alla rielezione Lula (PT) ha annunciato oggi di aver autorizzato il suo team legale a consegnare informazioni riservate su di lui, sulla first lady Janja e sui suoi figli, tra cui Lulinha, alla Corte Elettorale Superiore (TSE) e alla Corte Federale Suprema (STF).
Ci sono 26.864 seggi in cui sarebbe possibile cambiare il risultato semplicemente convincendo queste persone a votare per Lula. La piattaforma guida gli elettori a concentrare le proprie iniziative in queste zone e fornisce indicazioni su come parlare “faccia a faccia” con gli altri elettori. Le campagne presidenziali di Lula e del senatore Flávio Bolsonaro stanno sfruttando i social media per colmare il divario di 2,2 milioni di voti che li separa al primo turno. Per condurre questa battaglia, i sostenitori di entrambi condividono strumenti e siti web.
19.10.2026 Le campagne di Lula e Flávio utilizzano strumenti di guerra digitale Le piattaforme di intelligence e gli strumenti di condivisione del materiale elettorale di Lula e Flávio guadagnano terreno al secondo turno Di Victor Correia
Le campagne presidenziali di Luiz Inácio Lula da Silva (PT) e del senatore Flávio Bolsonaro (PL-RJ) stanno sfruttando i social media per colmare il divario di 2,2 milioni di voti che li separa al primo turno.
Domenica, Band ha ospitato il primo dibattito tra i candidati alla presidenza della Repubblica che si contendono il secondo turno, il 25. È stato anche il primo confronto tra il senatore Flávio Bolsonaro (PL) e l’attuale presidente, Luiz Inácio Lula da Silva (PT), dopo aver saltato i dibattiti del primo turno. Secondo gli opinionisti di GLOBO, Flávio Bolsonaro ha avuto la performance migliore , sebbene molto vicina a quella del candidato del PT. Lula è caduto nella trappola delle provocazioni di Flávio e ha proiettato un’immagine di impazienza e nervosismo. Flávio è stato addestrato a non rispondere assolutamente a nulla.
19.10.2026 Chi ha vinto il dibattito tra i due, Flávio Bolsonaro o Lula? Gli opinionisti di GLOBO esprimono le loro valutazioni. I candidati alla presidenza che si sfideranno al secondo turno il 25 si sono confrontati per la prima volta questa domenica
Dibattito presidenziale su Band: i commentatori di GLOBO commentano il primo incontro tra Lula e Flávio Bolsonaro. Dibattito sulla banda musicale: Sidônio affronta Flávio durante la pausa pubblicitaria, dopo che il senatore appare ripetutamente sullo sfondo dell’inquadratura di Lula. Domenica, Band ha ospitato il primo dibattito tra i candidati alla presidenza della Repubblica che si contendono il secondo turno, il 25. È stato anche il primo confronto tra il senatore Flávio Bolsonaro (PL) e l’attuale presidente, Luiz Inácio Lula da Silva (PT), dopo aver saltato i dibattiti del primo turno. Secondo gli opinionisti di GLOBO, Flávio Bolsonaro ha avuto la performance migliore , sebbene molto vicina a quella del candidato del PT.
Flávio Bolsonaro a Morro do Cristo, a Salvador. Da lì i suoi sostenitori hanno marciato fino a Farol da Barra, dove si è tenuto un comizio elettorale per il senatore. Il candidato ha completato il percorso a bordo di un camion con impianto audio. Al suo fianco c’erano personalità politiche provenienti da fuori dello stato, come il governatore di San Paolo, Tarcísio de Freitas (Republicanos), e il deputato federale Nikolas Ferreira (PL-MG). Questo evento rientra nelle attività della campagna elettorale del senatore in vista del secondo turno delle elezioni del 2026, che si terrà il 25 ottobre.
18.10.2026 Flávio Bolsonaro riceve il titolo di cittadino onorario di Salvador in una cerimonia al Farol da Barra Il senatore ha ricevuto l’onorificenza dal consigliere comunale Cezar Leite (PL), autore della proposta. Mettere
Di Sara Santos Il senatore e candidato alla presidenza Flávio Bolsonaro (PL-RJ) ha ricevuto sabato 17 il titolo di cittadino onorario di Salvador. Nel corso di una cerimonia svoltasi durante un evento politico al Farol da Barra , nella capitale di Bahia, il parlamentare ha ricevuto l’onorificenza dal consigliere comunale Cézar Leite (PL), autore della proposta.
Quest’anno il tasso di astensione è stato il più alto dal 1998, raggiungendo il 21,08%, pari a 33,5 milioni di elettori. I dati del Tribunale Elettorale Superiore mostrano che la distribuzione non è uniforme ed è concentrata soprattutto tra i giovani e gli anziani. Al primo turno, le fasce di elettori tra i 18 e i 29 anni e gli over 70 hanno totalizzato 16,05 milioni di assenti, ovvero il 48,8% delle astensioni a livello nazionale, pur rappresentando solo il 31,4% dell’elettorato. Tra gli ultrasettantenni, nonostante il tasso di astensione sia diminuito rispetto al 2022 (dal 58,8% al 49,1%), si registra il maggior numero di elettori da convincere dalle campagne: 8,46 milioni. Flávio Bolsonaro (PL) e Luiz Inácio Lula da Silva (PT) hanno concentrato i loro sforzi sul recupero degli elettori che non si sono recati alle urne, soprattutto nelle grandi città del Sud-Est, dove quest’anno il tasso di astensione è aumentato. La parte di elettori che si astiene volontariamente può essere persuasa ad andare a votare. Se si parla di una differenza di 2 o 3 milioni di voti tra i candidati, vale la pena investire in questo tipo di comunicazione perché può essere molto più efficace che cercare di convincere gli elettori dell’altro candidato a cambiare il loro voto.
18.10.2026 L’astensione degli anziani nelle principali città e il rischio di demobilitazione rappresentano una sfida per Lula e Flávio Bolsonaro Le campagne elettorali si sono concentrate sul raggiungimento degli elettori che hanno smesso di recarsi alle urne, soprattutto nei grandi comuni della regione sud-orientale. Sondaggio Ipespe: Flávio Bolsonaro ottiene il 48% delle intenzioni di voto contro il 46% di Lula al secondo turno. Datafolha: metà dei brasiliani riscontra gravi difetti nella democrazia del paese.
Di Dimitrius Dantas, Luisa Marzullo, Victoria Azevedo E Jennifer Gularte
Con il margine di voti più esiguo al primo turno delle elezioni presidenziali dal ritorno alla democrazia, le campagne di Flávio Bolsonaro (PL) e Luiz Inácio Lula da Silva (PT) hanno concentrato i loro sforzi sul recupero degli elettori che non si sono recati alle urne, soprattutto nelle grandi città del Sud-Est, dove quest’anno il tasso di astensione è aumentato.
Possibile disparità di trattamento tra le candidature del presidente Luiz Inácio Lula da Silva (PT) e di Flávio Bolsonaro nei sistemi di distribuzione dei contenuti della società che controlla Instagram, Facebook e WhatsApp. La denuncia formale richiede un’indagine sul possibile ricevimento di benefici economici da parte della campagna del senatore senza la dovuta registrazione, il che, secondo la coalizione, potrebbe costituire un reato ai sensi dell’articolo 350 del Codice elettorale. Nel documento inviato all’ONU, la campagna di Lula ripercorre episodi che, a giudizio della coalizione, hanno compromesso la parità di condizioni tra i candidati.
18.10.2026 La coalizione di Lula intraprende azioni legali contro le Nazioni Unite, la Procura Generale e la Polizia Federale in merito a presunti vantaggi indebiti concessi a Flávio presso Meta. Il rapporto evidenzia discrepanze nella distribuzione dei video, nei suggerimenti di profili e nella produzione di annunci pubblicitari da parte dell’intelligenza artificiale dell’azienda; il gruppo richiede un’indagine sulla possibile omissione di benefici nei resoconti delle campagne.
Di Fernanda Strickland La coalizione “Brasile pronto per di più”, formata dalla Federazione Brasile della Speranza, PSB, PDT e dalla Federazione PSOL/Rede, ha contattato sabato 17 ottobre organizzazioni internazionali e autorità brasiliane per valutare i possibili vantaggi per la campagna di Flávio Bolsonaro (PL) derivanti dalla distribuzione di contenuti politici attraverso le piattaforme digitali di Meta.
La missione di colmare il divario di 2,2 milioni di voti si preannuncia estremamente ardua. In ogni caso, i voti ci sono. Ciò che è in discussione è la possibilità che Lula li ottenga. La domanda da porsi in questo momento è: quale ragione spingerebbe qualcuno che solo due settimane fa negava di aver votato per il presidente a cambiare idea e a digitare 13 domenica prossima? Questo è il punto cruciale. Il problema è che, per quanto si impegni per superare lo svantaggio, non sembra avere un’idea molto coerente di cosa debba fare, sembra che il PT (Partito dei Lavoratori), all’improvviso, si sia reso conto che gli argomenti che gli hanno garantito la vittoria in cinque delle sei elezioni presidenziali tenutesi in Brasile in questo secolo si stanno ora dimostrando, come si è visto al primo turno, incapaci di produrre i voti necessari per assicurarsi un nuovo mandato.
18.10.2026 UNO SGUARDO A RIO Lula minaccia Lula Oltre a Flávio Bolsonaro, il candidato Luiz Inácio Lula da Silva si trova ad affrontare un potente avversario in queste elezioni. E quell’avversario è Luiz Inácio Lula da Silva
L’esito delle elezioni non è ancora definitivo e il presidente Luiz Inácio Lula da Silva, del partito PT, ha la possibilità, nella volata finale, di assicurarsi il diritto di rimanere al Palácio do Planalto per altri quattro anni. Almeno, questo è ciò che si può dedurre dai risultati elettorali.
Il primo sondaggio Quaest per il secondo turno delle elezioni presidenziali, pubblicato ieri, mostra che la sfida tra il senatore Flávio Bolsonaro (PL) e il presidente Luiz Inácio Lula da Silva (PT) rimane serrata a più di una settimana dal primo turno di votazioni. L’indagine, commissionata da GLOBO e TV Globo, indica uno scenario di parità tecnica, entro il margine di errore di due punti percentuali, con il candidato del PL in vantaggio numericamente, con il 46% delle intenzioni di voto, contro il 44% del candidato del PT. Un ulteriore 9% dichiara di voler votare scheda bianca, annullare il proprio voto o non votare, mentre l’1% è indeciso. Lo staff di Lula ha valutato che i dibattiti su Band e Globo, rispettivamente domenica prossima e il 23, saranno decisivi per la scelta del nuovo presidente. Anche lo staff di Flávio ritiene di avere margini per dare una scossa alla campagna elettorale in questa fase finale. Il senatore punta sui dibattiti e sul rafforzamento della mobilitazione sui social media.
15.10.2026 Quaest dimostra che la migrazione dalla terza opzione a Flávio non è automatica e indica il vantaggio di Lula tra coloro che si sono astenuti. La differenza di due punti percentuali indicata dal sondaggio è praticamente identica a quella registrata al primo turno
Di Paolo Assad,Bernardo Yoneshigue e Bruno Alfano Il primo sondaggio Quaest per il secondo turno delle elezioni presidenziali, pubblicato ieri, mostra che la sfida tra il senatore Flávio Bolsonaro (PL) e il presidente Luiz Inácio Lula da Silva (PT) rimane serrata a più di
I preparativi per il primo grande scontro del ballottaggio presidenziale e le strategie digitali sono i temi principali del programma A TARDE Elezioni di questo mercoledì 14.
14.10.2026 A TARDE Elections analizza le strategie di Lula e Flávio e il voto sulla fine del sistema 6×1 L’edizione odierna esamina a fondo la battaglia tra i candidati in merito alla narrazione online. A cura della redazione
I preparativi per il primo grande scontro del ballottaggio presidenziale e le strategie digitali sono i temi principali del programma A TARDE Elezioni di questo mercoledì 14. Presentato da Eduardo Dias, con il commento di Léo Almeida e Cássio Moreira, il programma andrà in onda alle 15:00 su A TARDE Play su YouTube . https://atarde.com.br/eleicoes/a-tarde-eleicoes-analisa-estrategias-de-lula-e-flavio-e-votacao-do-fim-da-escala-6×1-1405661
I sostenitori di Lula hanno occupato il lungomare di Copacabana a Rio de Janeiro e hanno tenuto manifestazioni in 11 capitali di stato, tra cui Brasilia, martedì. Tuttavia, i sostenitori di Bolsonaro prevedono di raggiungere o addirittura superare il numero di manifestanti mobilitati dalla sinistra. L’ondata di manifestazioni a favore di Lula è stata una reazione al suo passaggio al secondo turno, dove è stato superato dal figlio maggiore di Jair Bolsonaro. L’attuale presidente ha ottenuto il 45% dei voti, contro il 47% di Flávio. Fino ad allora, il candidato del Partito dei Lavoratori era considerato il favorito, nonostante lo stretto margine di voti.
15.10.2026 Le campagne elettorali di Lula e Flávio Bolsonaro stanno preparando una mobilitazione nelle piazze. Flávio promette una grande manifestazione domenica in Avenida Paulista. Lo stesso giorno, a Rio de Janeiro, i sostenitori di Lula vogliono riempire Candelária e Copacabana.
La manifestazione di domenica in Avenida Paulista a sostegno della rielezione del presidente è stata considerata la più grande dell’attuale campagna elettorale (fonte: Ricardo Stuckert/Lula Campaign)
La campagna del candidato presidenziale Flávio Bolsonaro (PL) ha reagito alle recenti manifestazioni di piazza a favore del presidente Luiz Inácio Lula da Silva (PT) e ha indetto una serie di eventi di destra in vista del secondo turno delle elezioni. L’evento principale si terrà domenica in Avenida Paulista a San Paolo, dove la mobilitazione pro-PT è iniziata lo scorso fine settimana.
Ciò che salta all’occhio è la fortissima dimensione regionale del voto: il Nordeste, rimasto fedele a Lula, si contrappone a tutto il resto del Paese, che sembra essersi schierato con Flávio Bolsonaro. I suoi sostenitori hanno prevalso in 14 dei 26 Stati, nonché nel Distretto Federale di Brasília, e stanno registrando una forte crescita sia alla Camera dei deputati che al Senato. Sebbene sembri improbabile che il secondo turno ribalti la tendenza, rimane un’incognita: il comportamento degli elettori che si sono astenuti al primo turno. Hanno rappresentato il 21%, il livello più alto dal 1998.
14.10.2026 Elezioni brasiliane: cosa rivelano i dati del primo turno Flávio Bolsonaro ha superato Lula al primo turno delle elezioni presidenziali brasiliane, con il 47% dei voti contro il 45%. · La mappa elettorale contrappone il Nordeste, fedele a Lula, al resto del Paese, in particolare al Sud · Il bacino di voti pende nettamente a destra in vista del secondo turno del 25 ottobre
di HERVÉ THÉRY Domenica 4 ottobre, i brasiliani hanno votato per eleggere il proprio presidente, ma anche i governatori degli Stati, i deputati federali e quelli delle assemblee statali, nonché una parte dei senatori.
Il Congresso Nazionale ha promulgato l’Emendamento Costituzionale che pone fine al sistema di sei giorni lavorativi e un solo giorno di riposo (6×1) e prevede l’introduzione del sistema 5×2, con due giorni di riposo a settimana, per tutti i lavoratori in Brasile entro due mesi. . I leader dell’opposizione non hanno partecipato alla seduta. L’emendamento prevede anche una graduale riduzione dell’orario di lavoro dalle attuali 44 ore a 40 ore settimanali, senza riduzione di stipendio, entro un periodo di transizione di 14 mesi. Nata dalla pressione delle piazze e rispondendo a una storica richiesta di lavoratori e sindacati, la proposta ha completato il suo iter mercoledì scorso.
16.10.2026 Il Congresso approva un emendamento che pone fine all’orario di lavoro 6×1 Il PEC è stato approvato mercoledì al Senato con 75 voti favorevoli e 1 contrario
Il Congresso Nazionale ha promulgato, questo venerdì (16), l’Emendamento Costituzionale n. 141 del 2026 , che pone fine al sistema di sei giorni lavorativi e un solo giorno di riposo (6×1) e prevede l’introduzione del sistema 5×2, con due giorni di riposo a settimana, per tutti i lavoratori in Brasile entro due mesi.
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Non si discute di proposte volte ad agevolare gli acquirenti o a far sì che i dati macroeconomici, dopo otto anni al potere, dimostrino che il governo si traduca in un miglioramento del tenore di vita delle fasce più umili. Ciò che viene trasmesso è solo una spietata lotta per spartirsi i posti nelle liste, un triste spettacolo della vecchia politica che alcuni dei protagonisti della contesa dovrebbero presumibilmente denigrare.
11.10.2026 OPINIONE Disunione della sinistra Le divisioni e i personalismi mettono a rischio la rappresentanza di una parte della società che esprime il proprio malcontento nelle strade. Ciò che emerge è una mera volontà di assicurarsi i posti nelle liste, uno spettacolo tipico della vecchia politica
A meno di una settimana dalla chiusura dei termini per la registrazione delle coalizioni elettorali, i gruppi che gravitano attorno al PSOE sono assorti nelle rivalità e invischiati in conflitti interni.
Un fenomeno nato nell’estrema destra brasiliana, al quale contribuisce anche la sinistra: i dieci parlamentari più votati al primo turno sono uomini e donne agli antipodi ideologici che sono praticamente balzati da Instagram o TikTok per approdare in Parlamento. Il senatore Flávio Bolsonaro, 45 anni, si confronterà il prossimo 25 al ballottaggio con Lula, 80 anni. La forza della destra radicale sui social è uno dei fattori che ha alimentato il vantaggio dell’erede di Jair Bolsonaro. I social media sono uno dei pochi ambiti in cui un veterano come Lula manca di esperienza e conoscenza. Il suo istinto, il suo carisma, il suo mezzo secolo in politica, la sua emozionante storia personale non sono riusciti a superare gli effetti di una decisione che nel 2026 risulta anomala. Non possiede un cellulare: Lula è «analogico».
11.10.2026 Da Instagram o TikTok a un seggio in Brasile I 10 deputati più votati al primo turno hanno milioni di follower e scarsa esperienza politica
Di NAIARA GALARRAGA GORTÁZAR, San Paolo Il presidente del Brasile ne ha parlato con evidente disprezzo, durante un’intervista al Palazzo dell’Alvorada, pochi giorni prima delle elezioni di domenica scorsa. «C’è un certo deputato Nikolas, che io non conosco nemmeno, che è un imbecille di prim’ordine.
Una decisione costituzionale, di importanza storica, apre la strada al ritorno in Spagna dell’ex presidente Carles Puigdemont, nove anni dopo la sua fuga in seguito al processo indipendentista che ha provocato una profonda frattura politica e sociale in Catalogna e che ha rappresentato una delle maggiori sfide costituzionali che la Spagna abbia dovuto affrontare dalla Transizione.
11.10.2026 “Non esiste il ‘lawfare’, esiste invece un problema di giustizia politicizzata in Spagna” Cándido Conde-Pumpido, presidente del Tribunale costituzionale: il magistrato riceve EL PAÍS dopo la sentenza che pone fine al dibattito giuridico sull’amnistia e sul ‘procés’. “Mettere in discussione il Tribunale costituzionale significa mettere in discussione la democrazia”, afferma
Di M. CEBERIO / B. GARCÍA JAÉN Cándido Conde-Pumpido (A Coruña, 77 anni), presidente della Corte costituzionale, ha redatto la sentenza che pone fine al dibattito giuridico sull’applicazione della legge di amnistia ai leader del «procés».
La rabbia è lo stato d’animo o l’emozione dominante in Spagna quando si parla di politica (45%), davanti alla stanchezza (26%) e alla paura (19%), secondo i dati raccolti per un sondaggio condotto proprio questa settimana da Metroscopia e forniti a EL PAÍS. Se si guarda indietro, il reddito medio delle famiglie non ha recuperato il livello precedente alla crisi del 2008 fino al 2024. È stato un viaggio nel deserto troppo lungo. E il punto di arrivo, dopo tanto tempo, può sembrare insufficiente». Questo insieme di elementi strutturali e congiunturali ha posto molti cittadini in una situazione di aspettative deluse.
11.10.2026 La grande rabbia si riversa alle urne La crisi immobiliare è la molla scatenante di un’indignazione alimentata da fattori quali la mancanza di potere d’acquisto, la sfiducia nella politica e la preoccupazione per il futuro
Di A. RIZZI / Á. MUNÁRRIZ A. JIMÉNEZ BARC Inés Caballero stava chiacchierando con due amiche nell’accampamento di Puerta del Sol giovedì scorso.
Può un presidente del Governo, con otto anni di governo alle spalle, ribaltare delle aspettative elettorali sfavorevoli facendo appello alla piazza contro le istituzioni e accentuando la propria posizione di sinistra rispetto alle posizioni più moderate della società? Il PSOE ufficiale ritiene di sì. La candidatura del PSOE è una candidatura «rossa»: Pedro Sánchez si è scontrato con le élite mondiali, con Trump, con Netanyahu, con Putin, con Elon Musk e con i tecnoligarchi; è il candidato preferito della sinistra mondiale e degli elettori di tutte le formazioni di sinistra in Spagna», sottolineano dal team del leader socialista, e concludono: «È stato in grado di individuare dove risiedesse la chiave dell’anticipo elettorale: nell’edilizia abitativa, la questione che preoccupa maggiormente gli spagnoli di ogni orientamento politico.
11.10.2026 I critici di Sánchez, in allerta: «Cerca di rimanere a Ferraz con un risultato dignitoso» POLITICA. La cerchia ristretta del presidente si dice addirittura entusiasta dell’avvio della campagna «in rosso», che avrebbe risvegliato i propri sostenitori. Ma non tutti all’interno del partito avallano tale piano. «Abbiamo abbandonato la moderazione per cercare la nostra nicchia di sinistra», criticano. Tutti, però, ritengono impossibile riproporre la coalizione, visto il disastro di un Frente Amplio impantanato in «accesi contrasti personali»
Di LUCÍA MÉNDEZ «Pedro ha abbandonato il suo zaino e deve recuperarlo». Un collaboratore molto vicino a Sánchez, che portava lo zaino, si rammaricava del cambiamento subito dal leader socialista quando è diventato presidente del Governo.
Sànchez è deciso a governare fino all’ultimo minuto. A La Moncloa si sta valutando il «pacchetto di misure e politiche» da approvare entro il 29 novembre. In fase di lancio, iniziative quali l’aumento del salario minimo, la rivalutazione delle pensioni o i decreti in materia di alloggi, che sono stati rilanciati con una certa polemica dal Consiglio dei Ministri. Si tratta di misure dall’impatto immediato, di cui potrà beneficiare più della metà degli elettori, con le quali Sánchez, da Moncloa, animerà la pre-campagna elettorale e la campagna stessa. Azione, effetto, decisione. Assicurarsi i voti necessari in un contesto di necessità immediata per poter sopravvivere e resistere.
11.10.2026 Misure di sostegno da Moncloa per metà degli elettori prima del 29 novembre Viene delineato un elenco di interventi dall’impatto immediato: affitti, salario minimo garantito e pensioni
Miriam González Durántez sarà la candidata alla presidenza di Democracia 21, un nuovo partito che il 29 novembre si presenterà a Madrid e Barcellona, come ha annunciato ieri l’avvocatessa e moglie dell’ex vice primo ministro britannico Nick Clegg. Lo ha fatto nel corso di un evento in cui ha ribadito la sua posizione moderata, facendosi portavoce dell’«altra politica» in contrapposizione alla polarizzazione e alle reti clientelari del sistema attuale.
Di RAÚL PIÑA, MADRID I socialisti che hanno ricevuto una chiamata sul cellulare la sera del 1° ottobre hanno dedotto che ci sarebbero state le elezioni. Pedro Sánchez, che era all’altro capo del telefono, non lo confermò, ma le poche conversazioni che ebbe indussero i suoi interlocutori a ritenere che quella sarebbe stata la strada da seguire.
Il favorito nei sondaggi ha previsto, davanti alla dirigenza del PP di Madrid a porte chiuse – come anticipato da questo quotidiano – «la madre di tutte le battaglie» contro Pedro Sánchez, e in seguito ha avvertito il Comitato Esecutivo Nazionale del PP, sempre in privato, che i partiti di governo compiranno, a suo avviso, «azioni molto sporche». Il piano del PP è quello di rafforzare l’impressione di una scelta binaria per stimolare il voto utile: o Sánchez o Feijóo. Ma – ed è un «ma» importante – la verità è che la battaglia elettorale che definirà il futuro Governo è, in questo momento, quella del rapporto di forze tra il PP e Vox. Perché, se i sondaggi non sbagliano clamorosamente, entrambe le formazioni raggiungeranno una comoda maggioranza assoluta in cui l’influenza del partner minore si misurerà in base al peso. I sondaggi prevedono un enorme trasferimento di voti dal PP verso la formazione di estrema destra.
11.10.2026 La chiave per arginare le defezioni verso Vox: «Feijóo garantisce il cambiamento» Il PP avvia la campagna per contendersi il voto «di confine» con il partito di Abascal, che rappresenta almeno il 10% dell’elettorato
Di JUANMA LAMET, MADRID Le due frasi più ripetute dai portavoce del PP nella prima settimana di pre-campagna sono state «finalmente» e «non gli lasceremo passare nemmeno una cosa».
Dobbiamo abituarci al fatto che ogni epoca ha i propri personaggi, che, riflessi sui social media, danno vita a uno spettacolo grottesco. Se funzionano così bene è perché quasi sempre sono la metafora di qualcosa che volevamo spiegare da tempo. Bisogna osservarli con attenzione. Con più curiosità che impazienza.
11.10.2026 OPINIONI I destini intrecciati di Puigdemont e Maricarmen DI SALVADOR SOSTRES
Ha incaricato Sánchez di risolvere il suo problema personale. Per via di Maricarmen sono state indette le elezioni e per via di Puigdemont è stata approvata una legge di amnistia.
Il leader di Vox Santiago Abascal non vuole anticipare ciò che accadrà il giorno dopo le elezioni: “Farò di tutto fino al 29 novembre affinché Sánchez non riesca a raggiungere la maggioranza. Farò di tutto per convincere gli spagnoli che la permanenza di Sánchez al potere è deleteria per gli interessi della Spagna. Quello che posso dire è che Vox è riuscita a trovare un accordo in quattro regioni. Questi governi funzionano in modo ragionevole. È ben lontano dalle nostre ambizioni, ma è il sostegno che ci è stato dato. Per questo ora chiedo un sostegno maggiore. Posso garantire che da parte nostra c’è la volontà di intendere, anzi, una volontà di intendere ancora maggiore. Sánchez potrebbe tentare di manipolare queste elezioni. Ci stava già provando. La Corte Suprema ha dovuto bloccare lo stratagemma della «legge dei nipoti», che mirava a concedere la cittadinanza a piene mani a persone che non avevano più alcun legame con la Spagna”. Nella seconda parte dell’intervista parla dell’invasione di Ceuta e delle relazioni di un futuro governo di destra con Rabat.
11.10.2026 «Gli spagnoli devono temere il peggio. Saranno elezioni sporche» SANTIAGO ABASCAL, candidato di Vox attenderà l’esito delle elezioni, ma offre <«garanzie»> che il suo partito sia disposto a trovare un accordo con il PP per allontanare Sánchez dal potere
Di José Antonio Pérez e Paloma Esteban Santiago Abascal si prepara alle elezioni generali più decisive. La sua ossessione è quella di non ripetere gli errori del 2023 né dare per scontata la vittoria.
Ciò che in origine era stato presentato come uno strumento legislativo per risarcire le vittime fuggite a causa di persecuzioni politiche si è trasformato, nella pratica, in una via di naturalizzazione di massa che può estendersi persino ai discendenti di spagnoli emigrati alla fine del XIX secolo. Sette spagnoli su dieci ritengono che tutte le procedure di naturalizzazione tramite la «legge dei nipoti» debbano essere sospese e riviste. Particolarmente sorprendente è il fatto che, tra i sostenitori della sospensione di queste naturalizzazioni di massa promosse dal governo di coalizione, si riscontri un’ampia percentuale degli elettori dei due partiti che lo compongono: la metà degli elettori del PSOE (il 50 per cento) e il 43 per cento di quelli di Sumar.
11.10.2026 SONDAGGIO ABC Quasi il 70% degli spagnoli chiede di frenare le naturalizzazioni tramite la “legge dei nipoti” La metà degli elettori socialisti si oppone al fatto che una persona che ottenga il passaporto spagnolo, pur non avendo mai vissuto nel Paese, possa votare alle elezioni. La metà degli elettori socialisti e oltre il 40% di quelli di Sumar sostengono la necessità di bloccare le pratiche
Di Patricia Romero, Madrid L’anticipo delle elezioni generali al 29 novembre apre un nuovo scenario politico in tutto il Paese, aggiungendo al contempo un ulteriore elemento di complessità a una questione già di per sé intricata,
ovvero il diritto di voto dei naturalizzati in virtù della cosiddetta «legge dei nipoti», il cui quadro giuridico si trova ora a un punto critico.
Il leader del Partito Popolare si è impegnato a promuovere un «cambiamento sereno, ma deciso e totale» nel Paese, mostrandosi convinto di poter raggiungere la carica di Capo del Governo. «Ci metteremo in competizione, governeremo e vinceremo. Sarò il presidente che la Spagna sta aspettando», ha proclamato durante un comizio in cui ha dato prova di forza.
11.10.2026 Feijóo si impegna a essere «il presidente che la Spagna si aspetta» Il PP si schiera contro «la menzogna, l’indecenza e la decadenza» del PSOE di Pedro Sánchez nel suo primo evento di pre-campagna elettorale. «Chi ha dato l’ordine di allontanare la giudice che indaga sul fratello di Sánchez?», chiede il leader del PP al presidente del Governo
Di Patricia Romero, Madrid Con l’Inno alla gioia in sottofondo, tra gli applausi e una folla che sabato mattina ha affollato il centro congressi Ifema di Madrid al grido di «Presidente, presidente!»