Rassegna stampa tedesca, 75a puntata a cura di Gianpaolo Rosani
Il drone è il segno di un modo di fare la guerra completamente nuovo. Ci sono ancora uomini
rannicchiati nelle trincee con il fucile in mano; ma sopra di loro ronzano droni semiautonomi,
guidati dall’intelligenza artificiale. La guerra del futuro è già qui da tempo. Il mondo è alle soglie di
una nuova era pericolosa. Immagini inquietanti e di difficile interpretazione ne danno
un’impressione quasi ogni giorno. Il conflitto tra Russia e Ucraina mette in luce, come sotto una
lente d’ingrandimento, la corsa allo sviluppo di nuovi sistemi di combattimento guidati dall’IA.
Protagonisti principali: gli Stati Uniti e la Cina. Per la sua portata, questo cambiamento è
paragonabile agli sconvolgimenti avvenuti all’inizio dell’era delle armi nucleari, scrive il New York
Times: «Ogni nazione sta cercando di costruire l’arsenale tecnicamente più avanzato per essere
pronta a un caso di guerra in cui i droni combattono contro altri droni, gli algoritmi contro altri
algoritmi». Andrà davvero così? E, se sì, in quanto tempo?

STERN
25.06.2026
MACCHINE SENZA PIETÀ
Le guerre del futuro saranno condotte con l’intelligenza artificiale. Alcuni militari la paragonano già alla
bomba atomica
Di Steffen Gassel
Sette giorni alla scoperta delle «destinazioni da sogno sull’Adriatico»? O piuttosto due settimane tra le
«perle insulari del Mediterraneo»? Chi sfoglia gli itinerari estivi delle navi da crociera «Mein Schiff 4» e
«Mein Schiff 5» non può fare a meno di lasciarsi trasportare dalla fantasia.
C’è qualcosa di magico, qualcosa che ricorda una favola estiva in Nord America. I Mondiali
possono essere una competizione tra nazioni, una celebrazione del patriottismo, eppure sono
piuttosto il pacifico incontro delle Nazioni Unite, la più grande festa del mondo. E certamente non
è: il temuto spettacolo di propaganda dell’uomo alla Casa Bianca. Da quasi due settimane il calcio
celebra se stesso e il mondo, e gli osservatori giungono a una conclusione non del tutto
sorprendente: non si tratta di «America First», ma di «Soccer First». Il calcio è più grande di
Trump, e soprattutto è un elemento di unione. Neanche l’attenzione-dipendente di Washington
riesce a competere con i Mondiali, soprattutto non con un evento così ricco di atmosfera. Deve
farlo impazzire. Ma allo stadio non si fa vedere. Il sospiro di sollievo collettivo è letteralmente
palpabile.

STERN
25.06.2026
L’AMORE È SENZA CONFINI
Trump qui non ha voce in capitolo: durante i Mondiali in Nord America regnano la gioia e l’amicizia. Il
calcio può davvero cambiare il mondo in questo modo?
UN MESSAGGIO DI GIOIA PER SEI MILIARDI DI SPETTATORI
Di Jan Christoph Wiechmann
A due ore dalla fine della partita, Rob Garfield è ancora allo N Stadium di Seattle e festeggia con la sua
famiglia allargata e migliaia di tifosi il passaggio degli Stati Uniti al turno successivo.
Pensioni, assicurazioni sanitarie, assistenza, mercato del lavoro, tasse e burocrazia. La coalizione
nero-rossa vuole intervenire su tutto, recuperare riforme in parte trascurate per decenni, e tutto
questo in una volta sola. Ma: come intende Merz preparare la popolazione a questo sforzo
titanico? Dov’è la promessa chiara, l’idea, il titolo ad effetto? Nella storia della Germania federale,
le grandi riforme sono state spesso accompagnate da slogan accattivanti, che in molti casi si sono
impressi nella memoria collettiva. Ciò che molti ancora oggi non capiscono è: perché la coalizione
dispone di centinaia di miliardi di euro di fondi per gli investimenti eppure intende comunque
operare tagli in molti settori? A questo proposito non esiste una struttura comunicativa di base.

STERN
25.06.2026
COME POSSO RENDERLO APPETIBILE AL MIO
POPOLO?
Con le sue riforme, il governo guidato dal cancelliere Merz chiederà molto ai tedeschi, ma non ha una
narrativa in grado di suscitare entusiasmo
Di Julius Betschka e Veit Medick
Friedrich Merz ha ancora difficoltà a spiegare chiaramente quali siano esattamente le intenzioni del suo
governo. «Vogliamo riformare il nostro Paese in modo che anche le generazioni future abbiano la
possibilità di vivere in libertà, pace e benessere», ha affermato Merz di recente in occasione del vertice del
G7 a Évian, in Francia.
Giorgia Meloni ha ribattuto a Trump con un’osservazione davvero azzeccata: «Non so perché il
presidente degli Stati Uniti si comporti così nei confronti dei propri alleati». È «una vergogna», ha
affermato Meloni, «che non mostri la stessa determinazione nei confronti dei nemici
dell’Occidente», riferendosi evidentemente alle cordialità di Trump nei confronti di Vladimir Putin e
Xi Jinping. Questa donna, unico uomo in mezzo a un mare di uomini, ha semplicemente, scusate
l’espressione, dato una risposta per le rime alla caricatura di un presidente degli Stati Uniti. Oh sì,
lo so, dal punto di vista della teoria diplomatica è sicuramente altamente discutibile. Ma per un
brevissimo istante è anche incredibilmente benefico.

STERN
25.06.2026
NICO FRIED (editoriale)
«Giorgia Meloni è una presidente del governo controversa. Ora ha posto a Donald Trump una domanda
davvero interessante. Per questo dovremmo esserle grati.»
Giorgia Meloni e Donald Trump sono in contrasto. La leader italiana aveva irritato il presidente degli Stati
Uniti con la sua posizione sulla guerra in Iran.
E’ una sorta di eroe del momento. Insieme alla copresidente, la professoressa di diritto sociale
Constanze Janda, Frank-Jürgen Weise è riuscita a realizzare ciò che sembrava quasi impossibile:
mettere d’accordo dieci esperti e tre deputati su una riforma del sistema pensionistico.
All’unanimità. «Non ricordo un solo rapporto della commissione pensionistica senza voti
dissenzienti», afferma Bas, parlando di un’«opera d’arte totale». Il sollievo è palpabile, non solo
per la ministra del Lavoro, ma anche per il Cancelliere federale. Le 33 proposte della commissione
sono di «massima importanza», afferma Merz. L’introduzione di una pensione a capitalizzazione
obbligatoria nell’assicurazione pensionistica obbligatoria, è addirittura «geniale», secondo lui. «Mi
sono solo arrabbiato per non averci pensato io stesso». Il Cancelliere e la sua ministra del Lavoro
celebrano oggi la loro intesa.

26.06.2026
Riunificazione
Coalizione – Proprio sul tema controverso delle pensioni, il governo è riuscito a fare ciò che quasi nessuno
gli avrebbe più attribuito: un compromesso. E questo viene persino lodato. «Bisogna agire in fretta»,
esorta ora il Cancelliere
di Benjamin Bidder, Markus Dettmer, Sophie Garbe, Andreas Niesmann, Christian Teevs, Gerald Traufetter
Il salvatore del governo inizia con una confessione. Martedì mattina Frank-Jürgen Weise è seduto su un
podio alla Cancelleria, alla destra della ministra del Lavoro Bärbel Bas (SPD).
Un esperimento, dall’esito incerto, che potrebbe fornire soluzioni a una delle maggiori sfide
politiche, economiche e sociali dell’attuale Germania: la carenza di personale. O, per essere
precisi: la carenza di giovani. Come dovrà essere l’assistenza alla popolazione nella “repubblica
dei pensionati” del futuro, se ci saranno sempre più persone da assistere e sempre meno operatori
sanitari? Il cambiamento demografico è una crisi che coinvolge quasi tutti gli ambiti della vita:
mancano procuratrici e giudici, così come insegnanti, artigiane e fisioterapiste. Nella Sassonia-
Anhalt, regione scarsamente popolata e con la popolazione più anziana della Germania, è già
possibile intravedere questo futuro cupo.

26.06.2026
Una regione senza orari di chiusura dei negozi
Demografia: l’invecchiamento della popolazione e l’esodo colpiscono con tutta la loro forza molte regioni
rurali. Ma esistono idee non convenzionali che si possono già ammirare nella Sassonia-Anhalt
di Peter Maxwill
Qualcuno ha quindi appeso questo cartello sulla porta d’ingresso, e ci si chiede se abbia lo scopo di
rassicurare o di intimidire. «In questo studio medico», c’è scritto, «è vietato portare armi». Manganelli,
coltelli, pistole: tutto è vietato. Qualsiasi minaccia o offesa verrà denunciata.
Erfurt: il 17° congresso federale dell’AfD. Per il primo fine settimana di luglio sono attesi 600
delegati, 400 giornalisti, 400 ospiti – e soprattutto più di 50.000 contromanifestanti. In un rapporto
riservato, di cui lo SPIEGEL è in possesso, la direzione della polizia regionale prevede, in
occasione del congresso che si terrà alla Fiera di Erfurt, «un elevato rischio astratto da parte della
scena dell’estremismo di sinistra». L’intervento della polizia in occasione del congresso del partito
sarà il più grande che la capitale regionale Erfurt abbia mai visto.

26.06.2026
Città in stato di emergenza
Proteste: Erfurt si prepara al più grande dispiegamento di forze di polizia della sua storia: all’inizio di
luglio l’AfD terrà il proprio congresso. I contro-manifestanti di estrema sinistra potrebbero far degenerare
la situazione
DI Wolf Wiedmann-Schmidt, Steffen Winter
Il colore blu un tempo rese ricca Erfurt. Per oltre quattro secoli i turingi commerciarono una pianta speciale,
la guada. Il mercato di Erfurt era il più grande dell’Europa centrale. Grazie alla manna finanziaria derivante
dall’Isatis tinctoria, come si chiama in latino questa pianta della famiglia delle crucifere, già nel 1392 la città
poté permettersi una propria università.
In questi giorni il termometro in Germania potrebbe battere record di caldo, non solo per una
giornata di giugno. Potrebbe essere superato anche il valore più alto mai registrato dall’inizio delle
rilevazioni meteorologiche: 41,2 gradi Celsius, raggiunto nel luglio 2019 a Tönisvorst e Duisburg-
Baerl. In Germania la pericolosità del caldo viene spesso sottovalutata. È giunto il momento di
definire le ondate di calore per quello che sono: assassine di massa e nemiche della crescita.

26.06.2026
Assassini di massa e killer della crescita
Il caldo costa migliaia di vite e danneggia gravemente l’economia. La Germania deve smetterla una volta
per tutte di minimizzarne la gravità
Di Susanne Götze
È giugno e l’Europa è in fiamme. Sulle mappe dei servizi meteorologici si è estesa un’area di alta pressione,
il continente è immerso nel rosso e nel viola. A circa 1500 metri di altitudine – là dove i meteorologi
misurano il calore di una massa d’aria per escludere le influenze locali – le temperature sono attualmente
superiori di oltre dieci gradi alla media pluriennale.
Nella foresta Rūdninkai, a sud della capitale lituana, gli ebrei fuggiti dal ghetto di Wilna (oggi
Vilnius) opposero resistenza agli occupanti tedeschi insieme ai partigiani sovietici. In questi giorni,
all’interno della NATO si scontrano due visioni storiche fondamentalmente diverse: mentre il
governo federale tedesco sostiene «con forza» la conservazione dell’ex campo dei partigiani ebrei,
il governo lituano preferirebbe demolire quel relitto della propaganda sovietica. In Lituania i
partigiani ebrei non sono considerati eroi, ma nemici. Questo perché durante la guerra
combatterono al fianco degli odiati russi, sotto la direzione di Mosca. Per i tedeschi, la visione
lituana della storia suona inquietante, come un ribaltamento dei ruoli tra carnefici e vittime. Ma non
è solo lì che la memoria della Seconda guerra mondiale è meno univoca di quanto sembri dalla
prospettiva tedesca. Su chi sia considerato un eroe e chi un criminale, si discute da tempo non
solo in Lituania, ma anche altrove, tra il Mar Baltico e il Mar Nero.

19.06.2026
Carri armati nella foresta dei partigiani
Controversie: la Bundeswehr dovrebbe difendere il fianco orientale della NATO dalla Russia. Tuttavia, il
suo campo di addestramento si trova in un’area storicamente delicata. Gli ebrei che qui combatterono
contro Hitler sono considerati nemici dello Stato in Lituania.
di Solveig Grothe
Aušra Mikulskienė ha già accompagnato più volte visitatori stranieri alle cavità sotterranee nella foresta
vicino a Rūdninkai, a sud della capitale lituana Vilnius. È uno dei pochi luoghi in Europa in cui ebrei ed ebree
combatterono attivamente contro il proprio sterminio.
Putin ha fatto della vittoria nella Seconda guerra mondiale il fulcro del suo patriottismo nazionale.
Egli presenta l’attacco all’Ucraina come la continuazione della lotta contro il fascismo – o come
una lotta contro un presunto «Occidente collettivo». La Germania è in questo contesto un bersaglio
gradito alla propaganda, perché concetti come «genocidio», «nazismo» e «fascismo» si prestano
facilmente a essere strumentalizzati.

19.06.2026
«Stalin non voleva credere che la Germania
avrebbe attaccato il suo Paese»
Intervista dello SPIEGEL: suo padre, soldato sovietico, sopravvisse alla battaglia di Stalingrado, mentre la
sua bisnonna fu uccisa nell’Olocausto. La storica Irina Scherbakova parla della visione russa della guerra
di sterminio di Hitler.
L’intervista è stata condotta dalle redattrici Eva-Maria Schnurr e Anastasia Trenkler
Scherbakova, nata nel 1949, è membro fondatore dell’organizzazione russa per i diritti umani Memorial.
Dal 1989 l’ONG si occupa, tra l’altro, dell’elaborazione storica della dittatura comunista, in particolare dei
crimini dell’era staliniana.
La narrativa secondo cui la nazionale sarebbe lo specchio della società tedesca presenta una
notevole debolezza: in questo Mondiale, infatti, non scende in campo per la Germania nemmeno
un giocatore di origine turca. E questo nonostante i turchi costituiscano il gruppo più numeroso di
immigrati in questo Paese. Molti tedeschi di origine turca vivono già in terza o addirittura quarta
generazione in questo Paese, e di talenti calcistici non mancano. Qui quindi c’è qualcosa che non
va, e la domanda è: perché?

19.06.2026
Se il cuore non batte per la Germania
Nella rosa della nazionale tedesca ai Mondiali, metà dei giocatori ha un passato di immigrazione. Ciò che
salta all’occhio: mancano i nomi turchi.
Di Katrin Elger
La partita d’esordio della Germania ai Mondiali di calcio ha regalato gioia a molti tifosi. 7-1 contro Curaçao.
Quattro gol sono stati segnati da giocatori con un passato di immigrazione: Felix Nmecha, Jamal Musiala,
Nathaniel Brown e Deniz Undav. La Germania è un paese di immigrazione – e questo si riflette in questa
nazionale. Metà della rosa ha un background migratorio.
Spesso sono i lavori edili o gli scavi a riportare alla luce i morti, ricordando ai tedeschi che molti
crimini sono ancora irrisolti, anche nel Paese che ama definirsi campione mondiale della cultura
della memoria. Molti ancora oggi sanno poco di ciò che i loro padri, nonni e bisnonni hanno
commesso nell’Unione Sovietica, di come abbiano ucciso e contribuito a deportare persone in
Germania, e di quanti europei dell’Est abbiano trovato la morte sul suolo tedesco. Allo stesso
tempo, la commemorazione di questi crimini è politicamente carica come non lo era da tempo. Ciò
è dovuto soprattutto alla guerra che il presidente russo Vladimir Putin sta conducendo oggi in
Ucraina e che giustifica con la lotta contro i «nuovi nazisti». Da quando la Germania fornisce
all’Ucraina carri armati da combattimento e obici, anche la Repubblica Federale è nuovamente
considerata in Russia un aggressore, uno «Stato ostile». La Germania sarebbe alla ricerca di una
«rivincita» per la Seconda guerra mondiale, si leggeva a febbraio in una dichiarazione del
Ministero degli Esteri russo. Una strumentalizzazione maliziosa della storia. Ma una
strumentalizzazione alla quale il governo federale, così come la società tedesca, devono fare
fronte, ad esempio quando si tratta di nuove forniture di armi all’Ucraina.

19.06.2026
La nostra guerra contro la Russia
85 anni fa la Germania nazista invase l’Unione Sovietica. Le ripercussioni dei crimini sulle famiglie e sulla
politica – La colpa sepolta – Storia contemporanea – Con il nome in codice «Operazione Barbarossa»,
nell’estate del 1941 le truppe di Hitler invasero l’Unione Sovietica. Una guerra di sterminio le cui tracce
sono visibili ancora oggi anche in Germania. Il conflitto con la Russia di Putin minaccia di riaprire vecchie
ferite.
di Felix Bohr, Christoph Gunkel, Katja Iken, Frederik Seeler, Frank Thadeusz
Nella sabbia della Marca, a sud di Berlino, i morti di un crimine dimenticato stanno venendo alla luce. Lo
storico Stefan Gerbing ci guida attraverso l’erba e la boscaglia fino a raggiungere la barriera antirumore
dell’autostrada A10 nei pressi di Ludwigsfelde. Lì il terreno è smosso in alcuni punti.
CONTRIBUITE!!! La situazione finanziaria del sito sta diventando insostenibile per la ormai quasi totale assenza di contributi
Il sito Italia e il Mondo non riceve finanziamenti pubblici o pubblicitari. Se vuoi aiutarci a coprire le spese di gestione (circa 6.000 € all’anno), ecco come puoi contribuire:
– Postepay Evolution: Giuseppe Germinario – 5333171135855704;
– IBAN: IT30D3608105138261529861559
PayPal: PayPal.Me/italiaeilmondo
Tipeee: https://it.tipeee.com/italiaeilmondo
Puoi impostare un contributo mensile a partire da soli 2€! (PayPal trattiene 0,52€ di commissione per transazione).
Contatti: italiaeilmondo@gmail.com – x.com: @italiaeilmondo – Telegram: https://t.me/italiaeilmondo2 – Italiaeilmondo – LinkedIn: /giuseppe-germinario-2b804373