Il Generale e la UE che non fu_di WS
Leggere queste tardive considerazioni (https://italiaeilmondo.com/2026/02/03/vita-e-morte-dellunione-europea_di-andre-larane/ ) mi fa solo ridere amaramente.
Svegliarsi adesso è tardi e a volte mi domando se non sia anche peggio visto che oramai ci si può fare ben poco, in quanto la ” decostruzione degli Stati-Nazione” europei per asservirli agli interessi del Grande Kapitalismo ” anglosassone” è nel principio fondante di questa UE e viene da lontano.
Ma siamo arrivati fin qui perché sostanzialmente lo abbiamo voluto NOI TUTTI , non solo le nostre , all’uopo “ben selezionate” , élites dalle quali purtroppo noi ci siamo fatti convincere facilmente perché non c’ erano abbastanza voci contrastanti altrettanto udibili dalla “massa”, né questa era poi veramente in grado di capire la fregatura.
Ed il meccanismo di questo processo ci era anche stato ben messo davanti in un noto “ falso profetico”, a dimostrazione della abilità di chi questo “progetto” lo ha pensato e perseguito per un vasto lasso di tempo con tenacia, sicurezza e abbondanza di mezzi.
Ma questo è un discorso generale, che a chi lo vuol vedere, verrà sempre più chiaro nel nostro “inferno prossimo venturo”; concentriamoci qui invece sulle dinamiche che hanno portato a questo LORO importante risultato : l’ attuale UE.
Nella fattispecie a portarci “qui” è stato infatti il “non detto” di questo progetto politico-economico e che Trump ha ora solo messo brutalmente allo scoperto.
E in questo ” non detto” c’ è sempre stata , quantomeno dalla morte di De Gaulle, la volontà di Francia e Germania di servire questo progetto per trarne un sotto-vantaggio al livello “nazionale”, una cosa iconicamente ben rappresentata dai reciproci “sorrisini” alle spalle del nostro pur ridicolo Berlusconi di Sarkozy e Merkel , queste due mere “creature” del colonialismo americano.
Perché il loro piano, qualunque esso fosse, era cieco ed autodistruttivo . “Gestire” infatti una “unione” creata da ALTRI , operandovi per il solo proprio e ALTRUI “vantaggio” a danno di tutti i restanti “membri”, è solo fare il Kapò di un Lager la cui finalità appunto non è un “accrescimento” ma solo una “distruzione”.
La data “fatale” è stata quel 1992 quando a Mastricht si è deviato definitivamente da un progetto possibile di Europa = Grande Svizzera verso questo €urolager del Grande Kapitale “ anglosassone” a gestione franco-tedesca.
Quella data per noi è risultata doppiamente fatale perché come sottoprodotto di quell ‘ accordo abbiamo avuto l’assalto DIRETTO della finanza “angloamericana” al nostro “ Sistema-Italia” con anche il placet di Francia e Germania interessate anch’esse a prendersi una fetta.
Ma si era persa la strada per un “modello svizzero” già molto prima . Ho infatti già spiegato quanto il MEC avesse appunto accidentalmente ricomposto “l’ unità carolingia” attraverso una ricomposizione “lotaringica” della irrisolvibile dicotomia franco-tedesca. Accidentale perché la divisione della Germania ne aveva amputato gran parte delle terre “ sassoni” e l’ aveva riportata quindi ad una dimensione “renana” .
E nel formato MEC la cosa aveva funzionato seppur sempre peggio causa i continui “allargamenti”; da Maastricht la distruzione è diventata evidente e si è poi accelerata sempre più, fino al suo prossimo culmine raggiunto i quale tutto sarà fuso in una NATO-€uropa lanciata in un conflitto mortale con la Russia, cosa che è da sempre il progetto di chi finanziò l’ ascesa dello psicopatico che questo fine lo mise per scritto nel suo programma.
Ma ho già scritto altrove su questo, torniamo invece al MEC
Il progetto MEC era proprio nato fin dall’ inizio a questo scopo, portato avanti da “l’ agente” Monnet : fare gli “Stati Uniti di Europa” come strumento integrato del Grande Capitalismo “ angloamericano”. Ma De Gaulle uscendo dalla Nato , la struttura militare gemella, aveva stoppato il processo al livello di sola “alleanza economica” : La CEE.
Affermando il concetto di una Europa “dall’Atlantico agli Urali” con tutti i suoi popoli dentro, De Gaulle spezzava la rete “atlantista” e poneva come obbiettivo una comune collaborazione tra tutti i popoli europei ognuno lasciato nelle sue specificità.
E dato che , a conseguenza di una seconda distruttiva guerra in Europa , i vincitori angloamericani ne avevano già creato “il format”, si poteva certamente cominciare dalla CEE (fig1)

Fig1: il MEC
per avviare una collaborazione più stringente tra i popoli dell’ ex impero carolingio (Fig2) quelli che più a lungo avevano avuto una comune, seppur spesso conflittuale, interazione.

Fig2: l’Impero Carolingio
Per chiudere appunto, la fonte di questi devastanti conflitti, Francia e Germania, si riconciliarono formalmente nel 1963 ponendo le basi di quel “direttorio” franco-tedesco che poi ci ha portato fin qui, non ostante i progetti di De Gaulle fossero certamente altri.
Perché purtroppo le basi di quel progetto erano divergenti. Per De Gaulle era fondamentale costituire un nucleo strategico di Europa separato dagli “angloamericani” e quel nucleo non poteva essere che centrato sulla Francia, unico stato continentale europeo formalmente “vincitore” che poteva quindi dotarsi dell’ atomica e quindi rendere inconsistente il mito della “minaccia sovietica” su cui si basava il colonialismo americano dell’ Europa.
Ma la classe politica negli altri paesi della CEE ancora “sotto occupazione” non poteva oggettivamente seguirlo staccandosi dalla NATO; nemmeno poi i tedeschi volevano farlo, perché solo l’ “amicizia” anglomericana manteneva in loro il sogno di rifare quella Grande Germania che avrebbe ridato corpo ai timori francesi ( e ridevastato l’ Europa) .
I fattori di fallimento dell’ idea di De Gaulle c’erano già tutti e l’ unico modo per evitarla era appunto NON espandere la CEE e tenere l’ Italia maggiormente dalla propria parte.
Solo così la CEE avrebbe potuto essere quel “nocciolo critico”.
Trattavasi ovviamente di un equilibrio difficile , ma col tempo le cose potevano solo migliorare.
Io non so se questo fosse realmente il suo piano; è comunque indubbio che “le General” non volesse nuovi apporti “non carolingi” e tantomeno una adesione inglese.
Ma questo suo veto durò finché lui visse; i “bankesters” avevano altre idee e sapevano aspettare.
Ed infatti “il banchiere dei Rothshild francesi“, suo successore Pompidou, ci tirò dentro la Gran Bretagna dei loro cugini inglesi e già lì fu sicuramente la fine di un progetto “ Grande Svizzera”.
Chiunque però può capire che la storia sarebbe stata diversa se il progetto del Generale non fosse stato tradito dal suo delfino “banchiere”. Solo la volontà del Generale poteva trattenere le superiori forze dei Bankesters “anglosassoni” che poi ci hanno portato alla attuale situazione.
Quale è la morale di tutto questo ? Che un solo uomo per quanto grande non basta a portare avanti una politica in grado di contrastare un progetto secolare di chi ha la continuità e i mezzi per portarlo avanti, a cominciare dal mettere sempre i propri uomini dentro la squadra di quel “solo uomo” financo pure il suo “delfino”/successore.
E’ già successo e purtroppo succederà ancora.
Non ci credete ? Guardate quanti “banchieri” sono già a guidare la politica degli stati “atlantici” , e loro non sono nemmeno i veri “bankesters”; ne sono solo i meri “ funzionari”.
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