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Controllo dei danni: Epstein è una spia russa secondo la nuova campagna mediatica delle grandi aziende_di Simplicius

Controllo dei danni: Epstein è una spia russa secondo la nuova campagna mediatica delle grandi aziende

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Il nuovo archivio Epstein ha rivelato alcune cose interessanti sui retroscena delle manovre segrete delle élite occidentali riguardo al conflitto ucraino. Conferma la maggior parte dei sospetti su una sorta di cricca di élite interne che lavorano per minare la Russia mentre sfruttano l’Ucraina per i propri motivi di lucro.

La reazione più evidente a questo fatto è stata la campagna mediatica assolutamente teatrale dei media mainstream per limitare i danni collegando Epstein a Putin, nonostante i chiari segnali che Epstein stesse cercando disperatamente di entrare in combutta con Zelensky e l’Ucraina:

A causa di questa massiccia campagna volta a offuscare la vera natura dei rapporti anti-russi di Epstein, mi sono sentito in dovere di redigere questo breve rapporto che mette in luce il vero nesso tra i giochi di potere delle élite che si svolgono sotto l’egida di Epstein.

La saga inizia con Epstein che parla con il venture capitalist croato Boris Nikolic, che era uno dei principali consulenti tecnologici di Bill Gates. Sembravano molto amici, tanto che Epstein aveva nominato Nikolic come esecutore testamentario di riservasecondo quanto riportato dai media.

Nel seguente scambio, Nikolic esorta Epstein a incontrare il dissidente russo e sedicente “figura dell’opposizione” Ilya Ponomarev, allo scopo di sostenere la sua campagna contro Putin, che dura da una vita:

Dallo scambio sopra riportato risulta più che evidente che Epstein avrebbe aiutato Ponomarev a rovesciare Putin e che menzionare Ponomarev come principale organizzatore della rivolta contro Putin era considerato un incentivo fondamentale per coinvolgere Epstein nella causa. Ma torneremo più avanti su questo collegamento.

Segue un interessante scambio con Larry Summers, ex capo economista della Banca Mondiale, ex presidente di Harvard ed ex segretario al Tesoro degli Stati Uniti, in cui Epstein afferma che Putin riteneva che Zelensky fosse “controllato dagli israeliani”:

Tenete presente che il messaggio sopra riportato risale al 6 maggio 2019, appena due settimane prima che Zelensky diventasse presidente dell’Ucraina dopo aver sconfitto Poroshenko. Infatti, solo tre mesi prima Epstein aveva apparentemente prenotato un soggiorno all’Hyatt Regency di Kiev, secondo un’e-mail di avviso contenuta nei file:

Questo avvenne durante la “fase calda” delle elezioni stesse, che si tennero un mese dopo, a marzo, il che suggerisce che Epstein si fosse recato sul posto nel bel mezzo degli eventi per aiutare Zelensky nel momento più cruciale.

Un’altra conversazione menziona Zelensky:

La cosa più interessante è che Epstein aveva iniziato a interessarsi alla questione ucraina proprio nel periodo della rivoluzione di Maidan nel 2014. È ormai risaputo che Epstein era molto legato ai Rothschild: ricordiamo che Dershowitz rivelò casualmente di essere stato presentato a Epstein da Lynn Forester de Rothschild negli anni ’90.

È interessante notare che Lynn Forester de Rothschild stessa è stata presentata a suo marito Sir Evelyn de Rothschild da Henry Kissinger alla conferenza del Gruppo Bilderberg del 1998, come riportato nella sua pagina Wiki—un altro esempio di quanto siano profondamente interconnessi i membri di questa élite mondana.

Lo stesso Epstein, tra l’altro, era anche vicino ai Rockefeller, essendo stato nominato membro del consiglio di amministrazione della Fondazione Rockefeller dallo stesso David Rockefeller, come racconta Epstein in un video. Ricordiamo che David e Jacob erano anche stretti colleghi, con molti teorici che ipotizzavano che i Rockefeller fossero semplicemente il braccio americano dei Rothschild, o in breve, i loro esecutori negli Stati Uniti:

Infatti, secondo le ricerche di Whitney Webb, la famosa villa di Epstein nell’Upper East Side di Manhattan sarebbe stata acquistata per lui dai Rockefeller.. La stessa Ghislaine Maxwell avrebbe acquistato la sua proprietà a New York nientemeno che da…Lynn Forester de Rothschild:

Un documento proveniente dall’archivio dimostra che Epstein aveva stretti rapporti commerciali con i Rothschild, ricevendo 25 milioni di dollari per servizi resi loro, apparentemente per analisi dei rischi e “servizi relativi ad algoritmi” nella risoluzione di questioni tra i Rothschild e le autorità statunitensi:

A dire il vero, è molto più probabile che Epstein non fosse un agente del Mossad, ma piuttosto un agente diretto dei Rothschild, utilizzato per ottenere un vantaggio su tutti compreso il Mossad; altrimenti perché avrebbe dovuto compromettere politici israeliani come Ehud Barak insieme ai “goyim”, come li chiamava comunemente?

E naturalmente c’è ora il famigerato scambio con Peter Thiel, in cui Epstein ammette apertamente chi rappresenta:

https://www.justice.gov/epstein/files/DataSet%2011/EFTA02470755.pdf
https://www.justice.gov/epstein/files/DataSet%2011/EFTA02470755.pdf

Perché il più potente compromissario al mondo dovrebbe essere il Mossad, quando può lavorare direttamente per le persone che hanno creato Israele e lo stesso Mossad?

Poi ci sono le numerose conversazioni tra Epstein e Ariane de Rothschild. La più sorprendente è quella inviata proprio nel periodo della rivolta ucraina di Maidan, all’inizio del 2014, in cui Epstein prevede minacciosamente che “gli sconvolgimenti in Ucraina dovrebbero offrire molte opportunità, molte”:

Si noti che Ariane risponde dicendogli che sta uscendo da una riunione del consiglio di amministrazione, citando dati deludenti. Nella precedente e-mail con Peter Thiel, risalente al 2016, Epstein cerca di aiutare i Rothschild ad espandersi e crescere nel mercato tecnologico con l’aiuto di Thiel, il che sembra collegato alla situazione finanziaria poco brillante citata da Ariane in questa precedente e-mail.

Ricordiamo che nell’introduzione abbiamo menzionato gli amici di Ilya Ponomarev che cercavano di organizzare un incontro tra lui ed Epstein. È emerso che Ilya Ponomarev ricopriva la carica di vicepresidente della Yukos Oil Company, la più grande compagnia petrolifera e del gas della Russia.

Ponomarev ricopriva il ruolo di vicepresidente della Yukos Oil Company, all’epoca la più grande società petrolifera e del gas russa.

Il CEO di Yukos, ovviamente, era l’oligarca Mikhail Khodorkovsky, che è anche un’altra figura di spicco dell’opposizione anti-Putin. Il collegamento affascinante in questo caso è che Mikhail Khodorkovsky ha dichiarato apertamente di aver consegnato le leve di controllo segrete della Yukos direttamente a nientemeno che Jacob Rothschild in persona:

Quindi, “Lord Jacob Rothschild” è stato nominato dal fondatore e amministratore delegato della Yukos come una sorta di “interruttore di sicurezza”, figura di emergenza e di ultima istanza per la società.

È interessante notare come tutte le persone coinvolte, in particolare quelle che sono diventate famose per la loro attività di propaganda anti-russa, abbiano tutte legami diretti con il clan Rothschild. Con Epstein interessato all’Ucraina nel periodo di Maidan, che diceva nientemeno che ad Ariane de Rothschild che ci sarebbero state molte, molte opportunità derivanti dai disordini, con la stessa Rothschild che ricambiava il suo interesse nel “discutere dell’Ucraina”, è chiaro che la cricca finanziaria occidentale dei banchieri di vecchia data era dalla parte dell’Ucraina contro la Russia fin dall’inizio. Con il licenziamento di Zelensky da parte di Putin in quanto “controllato dagli israeliani”, abbiamo un quadro ancora più chiaro delle dinamiche.

E per coloro che credono che siano “entrambe le parti” a essere manipolate dai clan generazionali come i Rothschild, ricordate il video che ho pubblicato più volte in passato. È quello in cui il russo agenti del GRUI comici burloni “Vovan & Lexus” hanno fatto uno scherzo telefonico ad Alexandre de Rothschild, capo della famiglia francese Rothschild. Durante la telefonata, fingendo di essere il presidente ucraino Zelensky, i burloni hanno indotto Alexandre a fare diverse ammissioni molto interessanti:

In primo luogo, ammette che la società Rothschild fornisce consulenza diretta o collabora in qualche modo con il Ministero delle Finanze ucraino dal 2017, precisando poi di essere in contatto diretto con lo stesso ministro delle Finanze, Serhiy Marchenko. Afferma che i Rothschild hanno un debole per l’Ucraina: viene da chiedersi perché, esattamente?

Ma la parte più interessante arriva intorno all’1:38, quando “Zelensky” chiede a Rothschild se la sua azienda abbia rapporti con le élite russe. Rothschild gli risponde laconicamente che un tempo avevano un piccolo ufficio a Mosca, chiuso dopo il 2022, e che ora non c’è più alcuna presenza Rothschild in tutta la Russia. Alle 3:30, afferma in modo ancora più categorico:

“Noi di Rothschild, come organizzazione e come banca, non abbiamo praticamente alcuna esposizione in Russia. Non abbiamo clienti russi nella nostra divisione di gestione patrimoniale privata. E abbiamo avuto solo pochi clienti che potevano avere la doppia cittadinanza…”

Continua poi a sostenere con fervore l’inasprimento delle sanzioni contro la Russia per soffocare Putin, in modo che le élite nella sua sfera di influenza comincino a rivoltarglisi contro. Quale prova più schiacciante occorre per comprendere l’odio ancestrale di questa famiglia nei confronti della Russia e il desiderio di orchestrarne la distruzione?

Per quanto riguarda Epstein, come ultimo interessante messaggio misterioso dai file trapelati, abbiamo quanto segue. Si tratta di quella che sembra essere una catena di messaggi iMessage inviati a una misteriosa “fiamma” che Epstein stava corteggiando, presumibilmente una ragazza più giovane, che dice di provenire dall’Ucraina orientale. È datato letteralmente tre giorni dopo l’insediamento di Zelensky, vincitore delle elezioni del 2019, e qui Epstein commenta la “sofisticata corruzione” dell’Ucraina e come “si faranno enormi quantità di denaro. Enormi”. Continua immaginando lei come una donna oligarca:

https://www.justice.gov/epstein/files/DataSet%2010/EFTA01618230.pdf

Questo ovviamente si ricollega alla sua precedente osservazione ad Ariane de Rothschild secondo cui grandi opportunità attendevano nell’«upheaval» (sconvolgimento). Curiosamente, nella telefonata burlona di Vovan & Lexus, Alexandre de Rothschild afferma che il rapporto principale della sua famiglia con il ministero delle finanze ucraino riguarda la «capacità di contrarre debiti»:

È facile capire come possa svilupparsi una tale “debolezza” per un Paese che offre “opportunità” senza pari al capitalismo predatorio. Ricordiamo che “capacità di indebitamento” è solitamente un eufemismo per indicare le solite vecchie tattiche di predazione economica: privatizzazione e svendita di tutti i beni pubblici alla cricca della finanza privata, mentre il debito nazionale viene fatto lievitare a livelli stratosferici proprio a vantaggio degli stessi interessi bancari. I Rothschild si comportano come se stessero facendo un “favore” all’Ucraina, schiavizzandola con le loro secolari catene dell’usura.

Allo stesso modo, Epstein sembrava considerare l’Ucraina come un terreno fertile sia dal punto di vista finanziario che carnale. Anche durante il suo viaggio a Kiev, sembrava cercare disperatamente un modo per farsi spedire un vibratore:

https://www.justice.gov/epstein/files/DataSet%2010/EFTA01619864.pdf

Non sorprende che anche BlackRock abbia finito per piombare sull’Ucraina per la frenesia della “ricostruzione” di avvoltoiocapitalismo di rischio. Tutti i fatti indicano che l’Ucraina è un centro nevralgico per l’élite globalista mondiale, le famiglie di banchieri e i loro fornitori di piaceri, da cui estrarre ogni tipo di risorsa potente.

Ma i media corporativi e il complesso politico-mafioso ora ci abbaglieranno con la narrativa criminalmente stupida secondo cui dietro tutto ci sarebbe la Russia, come stanno sostenendo anche i principali leader mondiali:

Quando gli ucraini hanno dato fuoco alla casa di Starmer: è stata la Russia.

Uomini ucraini sorpresi mentre facevano saltare il gasdotto Nord Stream: è stata la Russia.

Un pedofilo, socio della figlia del pezzo grosso del Mossad Robert Maxwell, che indossava spesso magliette dell’IDF e sembrava recarsi ripetutamente a Kiev mentre convogliava importanti finanziamenti in Ucraina, sta in realtà lavorando anche per conto della Russia.

L’ordine di Epstein su Amazon, secondo i file resi pubblici.

Non c’è da stupirsi che la fiducia nei media e nei politici occidentali sia scesa al minimo storico. La propaganda che diffondono è ormai criminale e offensiva.


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Stati Uniti! Il gran cavaliere, il Grande Idaho, il caro estinto_con Gianfranco Campa

Non poteva mancare il suggello della diplomazia italiana al trionfo personale di una eminenza dello Stati Uniti, Anthony Fauci. Dalla provincia, però, i riconoscimenti devono pagare il pegno della distanza; rischiano di giungere in ritardo, se non fuori tempo massimo. Fauci ha ricevuto il titolo di Cavaliere di Gran Croce al crepuscolo, appena prima del pensionamento e della sua probabile caduta in disgrazia. E’ servito a puntellare le trame ordite ai danni di Trump, ha raccolto gli onori del suo fedele servizio, è caduto vittima della propria hybris. Sarà il comodo capro espiatorio dello scontro tra filo ed anticinesi nella compagine presidenziale americana. Nel frattempo lo scontro politico negli USA inizia ad assumere i connotati di identità territoriale; il Great Idhao è qualcosa in più di una fantasia di una cerchia ristretta di gruppi politici. Un ulteriore colpo alla coesione di una nazione quando i redivivi del vecchio establishment credono ancora di poter risolvere il contenzioso politico eliminando per via giudiziaria Trump, la loro ossessione dietro la quale non vogliono vedere la foresta di un movimento ormai svincolato dai destini di una persona. Il tutto condito da giochi proibiti condotti nel privato di personaggi riconosciuti per la loro filantropia, ma esposti alle manovre più oscure. Buon ascolto_Giuseppe Germinario

https://rumble.com/vhr6kd-stati-uniti-il-gran-cavaliere-il-grande-idaho.html

 

  Epstein è stato suicidato?, di Max Bonelli

 

Epstein è stato suicidato?

 

Alla notizia della morte per suicidio di Jeffrey Epstein nel carcere Metropolitan Correctional Center of Lower Manhattan si sono diffuse su internet e nei   suoi luoghi di dibattito varie teorie a sostegno della tesi che il miliardario americano  sia stato assassinato in carcere per mettere a tacere le sue eventuali imbarazzanti confessioni. Molti sono i potenti a temere rivelazioni inconfessabili di relazioni con giovanissime prostitute magari supportate da filmati hard girati sul “love” jet privato o sulla sua isola Saint James,  isola dell’arcipelago Vergini (un nome..una garanzia degli interessi del miliardario).

Primi fra tutti i Clinton dei quali lui era amico e sostenitore, ma anche la corona britannica era tirata in ballo con il principe Andrew, i politici  Richardson e Michtell,  anche Trump ha avuto rapporti con Epstein fino al 2004. Tanti i personaggi di quel democratico e “buonista” mondo perbene che comanda su mezzo mondo e che condanna l’alta metà per i suoi metodi dittatoriali che incominciavano a sentire un odore non piacevole nell’aria; la provvidenziale morte del possibile ricattatore ha sicuramente purificato l’ambiente per queste brave persone.

Fare speculazioni su una azione risolutiva del “deep state” sarebbe facile,

troppo semplice accusarli di un metodo “staliniano” tipo “eliminato l’uomo eliminato il problema”.

In fondo i medici legali newyorkesi si sono affrettati a confermare l’ipotesi del suicidio. Epstein, un uomo che non si faceva mancare niente nella vita, ha sicuramente ceduto sotto il peso dei rimorsi di coscienza per aver indotto alla prostituzione minorenni che dietro lauti compensi hanno alleviato le sofferenze dei potenti del mondo anglosassone. Non dimentichiamo quanto deve essere oneroso e faticoso guidare la nazione dal manifesto destino. Certo provvidenziale è stata la presenza nella sua cella di un letto a castello anche se lui era  in regime di isolamento. Lo hanno trovato in ginocchio appeso con il lenzuolo arrotolato alla sponda più alta del letto superiore.

Il lettore malizioso obbietterà subito:”come si fa ad impiccarsi se i piedi toccano per terra?

Ribatto prontamente: il poveretto nel turbinio dei rimorsi si è buttato in ginocchio per adempiere al suo insano gesto e poi basta informarsi un pochino sul metodo di suicidio più diffuso al mondo(1) per sapere che esiste il metodo “impiccagione per sospensione”.  In questo modo si ha una azione sul nervo vagale, quando il suicida con ferrea volontà, si lascia sospendere da una ringhiera del letto, come in questo caso,  svenendo in quanto il cappio agendo sul nervo vagale gli fa perdere conoscenza e quindi si ha la morte per bradicardia riflessa.

Fino a qui tutto troppo giusto e corretto se non che il diavolo si nasconde nei dettagli, come si suol dire. Si perchè il medico legale ha riscontrato la rottura dell’osso ioide che si trova alla radice della lingua. I praticanti di arti marziali ed in particolare di judo sanno che esistono diverse tecniche di strangolamento a mani nude che possono sia agire sul nervo vagale e causare (se non fermate per tempo) la morte per bradicardia riflessa, ma alcune di queste agiscono contemporaneamente sull’osso ioide e sulla cartilagine epiglottide posta dietro di esso.(2)

Un suicida per impiccagione con il metodo della sospensione non presenta

la rottura dell’osso ioide; uno strangolato per tecnica a mani nude può presentare questo tipo di rottura.(3)

Ora, confesso, al mio lettore che la febbre “conplottista”  incomincia a serpeggiare nelle mie vene e il mio immaginario ha due scene davanti a sé.

La prima che  un addetto a questo lavoro di “pulizia” viene introdotto nella cella di Epstein a cui nel frattempo negli ultimi giorni è stato inspiegabilmente  rimosso il controllo antisuicidio (quindi eliminate telecamere di sorveglianza e controllo visivo ogni 30 minuti).

Il “pulitore” un esperto di arti marziali immobilizza Epstein ed effettua una tecnica di strangolamento a mani nude da dietro poi inscena il suicidio.

In ambito militare occidentale piace molto la tecnica a forma di 4 di cui vi allego il video(4). Molto efficace forse troppo! Come nel caso di Epstein uccidi la vittima in pratica in due modi sopprimendo il nervo vagale e rompendogli l’osso ioide. Ma si sa agli americani piace eccedere ed a volte si fanno delle esagerazioni non ottimali come in questo caso.

 

La seconda immagine: due “pulitori” sono incaricati d’interrogare il miliardario per sapere dove nasconde i documenti scottanti che possono inguaiare e ricattare i potenti in questione. Hanno carta bianca possono decidere se non ottengono le informazioni di porre fine alla faccenda. Uno lo interroga, l’altro effettua degli strangolamenti a mani nude tipo “Hadaka jime”(5) per costringerlo a parlare, qualcosa va storto oppure il miliardario non ne vuole sapere di collaborare e viene eliminato.

Chi ha praticato questo tipo di tecniche sa che non sempre  si riesce a dosare la forza per evitare la rottura dell’osso ioide. D’altronde in allenamento ci si ferma ai primi cenni di soffocamento e con i moderni mezzi tecnici di eliminazione fisica “Hadaka jime” è un tantinello fuori moda come metodo di soppressione.

Da aggiungere a questo quadro “gomblottista” il direttore del carcere è stato trasferito e le due guardie carcerarie sospese dal servizio, ma questa non è la mia supposizione ma realtà. Le indagini sono in corso soprattutto per trovare i nascondigli del database di Epstein, un tesoro d’informazioni.

Sarà una moderna versione dell’Isola del tesoro di Stevenson?

Gli ingredienti ci sono tutti,l’isola di proprietà del defunto ed  anche nel capitolo iniziale di questo grande classico la scena si aprì con un omicidio.

 

Max Bonelli

 

(1)https://it.wikipedia.org/wiki/Impiccagione

 

(2)https://it.wikipedia.org/wiki/Epiglottide

 

(3)https://www.youtube.com/watch?v=YJ5EhLWKXoU

 

(4) https://www.youtube.com/watch?v=LppnEfRoFIM

 

 

 

(5)https://www.youtube.com/watch?time_continue=3&v=mkcxkqGsE64

 

 

 

CASO EPSTEIN! Debolezze e vulnerabilità dei potenti_di Gianfranco Campa

Alle 6.30, ora di New York, del 10 agosto 2019, Jeffrey Epstein, 66 anni, si è suicidato nella sua cella dove era detenuto in attesa di processo. L’ufficio responsabile delle carceri federali ha annunciato che Jeffrey Epstein si è impiccato in una cella del Metropolitan Correctional Center di Manhattan. Già il Il 24 luglio,  Epstein era stato trovato ferito e semi-cosciente nella sua cella di prigione con segni di strangolamento sul collo. Da lì fu presa la decisione di metterlo sotto speciale sorveglianza. Non è ancora chiaro se quell’incidente fosse un tentativo di suicidio o una aggressione di un altro detenuto.

La morte di Jeffrey Epstein in regime di detenzione è equiparabile alla versione italiana di morti “opportune”, di uomini potenti e scomodi che muoiono in prigione bevendo un caffè al cianuro. Data la riconosciuta brutalità, gli americani a differenza degli italiani preferiscono spezzare il collo piuttosto che servire un espresso mattutino avvelenato. Comunque sia, Epstein non c’è più; le conseguenze della morte del pedofilo newyorkese sono tutte ancora de decifrare. Si spenderanno fiumi di parole, di ipotesi, di opinioni; tutti diventeranno esperti del caso Epstein. La sua morte verrà strumentalizzata a scopi politici, a seconda della appartenenze ideologiche. Per i Repubblicani il caso Epstein mostra la evidente immoralità e corruzione dei politici democratici, visti i nomi del calibro di Clinton, Richardson e Mitchell (tutti politici democratici di peso) coinvolti nello scandalo. Per i democratici il caso Epstein rappresenta l’ennesima prova del carattere indecente di Donald Trump, visto che il presidente è stato più volte accusato di molestie sessuali. E non è detto che, approfittando della contingenza, per colpire il bersaglio grosso costoro non esitano a sacrificare qualche nobile decaduto di casa propria. Trump ed Epstein sono stati amici fino al 2004 il momento in cui l’amicizia fra i due si interruppe bruscamente. Epstein fu messo letteralmente alla porta.

Epstein era stato arrestato lo scorso 7 luglio  all’aeroporto del New Jersey su mandato di cattura del distretto meridionale federale di New York in quanto indagato per cospirazione, traffico di ragazze minorenni e violenza carnale. Per queste accuse Epstein rischiava fino a 45 anni di carcere. I casi cui si riferiscono le accuse dei procuratori di New York riguardano attività illecite nelle residenze di Epstein di New York e Florida. Il  procuratore a capo dell’inchiesta a carico di Jeffrey Epstein è Maurene Comey, figlia di James Comey, ex capo del FBI. Un particolare questo passato stranamente inosservato ai più,  ma che aggiunge alla già tenebrosa, complicata,  storia di Jeffrey Epstein, una dimensione politica particolare, visto il ruolo determinante che il padre, James Comey, ha avuto nel sollevare Hillary Clinton dallo scandalo delle 33000 email secretate prima e nella costruzione del Russiagate dopo. Non è quindi inverosimile sospettare che l’inchiesta su Epstein, avviata dal covo di vipere anti-trumpiane del distretto meridionale federale di New York, tenda a risucchiare Trump nel giro di Epstein e allo stesso momento lasciare nell’ombra o perlomeno a sminuire i collegamenti di Bill Clinton con i loschi affari di Epstein. Se questa ipotesi fosse vera, per i procuratori di New York sarà una impresa improba il tentativo di salvataggio della reputazione di Bill Clinton nonostante le sue ventisei visite accertate nelle case del matematico.

Il caso Epstein, il tipico esempio di quando si chiudono le porte della stalla dopo che i buoi sono già scappati. 

La morte di Epstein avviene il giorno dopo in cui la corte d’appello federale di Manhattan aveva dato l’assenso nel rendere pubblico il dossier di 2.000 pagine di documenti che descrivono con dovizia di particolari le accuse di abusi sessuali ai danni di ragazze minorenni. La morte di Epstein dopo la pubblicazione di questi documenti non è probabilmente una coincidenza così fortuita. I documenti resi pubblici sono il frutto delle testimonianze di alcune delle vittime del pedofilo Epstein; tra di esse Virginia Giuffrè. Il  plico dei documenti giudiziari è una fonte immane di informazioni dettagliate che descrivono i crimini di Epstein; svelano molti dei nomi coinvolti nella trama. Tra di essi Donald Trump, Bill Clinton, l’avvocato di fama mondiale Alan Dershowitz, e il Principe Andrew, duca di York .

Ai documenti pubblicati dalla Corte Federale si aggiungono testimonianze e prove che negli anni, altri personaggi conosciuti e potenti, sono stati associati al circuito di Epstein: Bill Gates, Richard Branson, Tony Blair, Michael Bloomberg, Naomi Campbell, Dustin Hoffman, Larry Summers, attori come Kevin Spacey, Woody Allen, Alec Baldwin, George Mitchell, l’ex senatore democratico, Bill Richardson, ex governatore democratico del Nuovo Messico, Les Wexner, amministratore e fondatore della catena Victoria Secrets, ect ect ect. ect .

Bisogna chiarire che le connessioni di Epstein negli ambienti delle élite internazionali ha portato giocoforza negli anni ad associare Epstein a molte figure e celebrità potenti. Nei circoli elitisti è facile incontrare le stesse persone; in questo senso non tutti coloro che sono stati fotografati a fianco di Epstein erano partecipi oppure consapevoli dei comportamenti immorali e criminosi del finanziere.

Ci sono tre categorie di individui che hanno frequentato il pedofilo Epstein:

1 Quelli che hanno incrociato la strada di Epstein senza coltivare necessariamente una amicizia stretta, ma solo una conoscenza generica.

2 Quelli che erano amici di Epstein e non erano necessariamente al corrente delle sue malefatte

3 Quelli che, prove alla mano, ero amici partecipi,  beneficiari e complici dei suoi loschi comportamenti.

ll nome di Epstein è assurto alle cronache solo negli ultimi tempi; in realtà Epstein, in determinati ambienti della politica, della finanza, della giustizia e dei complottisti era già una vecchia conoscenza da almeno quindici anni, per una serie di motivi ovviamente non del tutto edificanti.

La vita di Jeffrey Epstein è incredibilmente complicata da narrare e decifrare. Principalmente per due motivi: Jeffrey Epstein, nonostante la trovata tardiva notorietà tra i mass media e la gente comune, per quasi tutta la sua vita è riuscito a condurre una esistenza riservata e accessibile solo a un gruppo ristretto di persone potenti e selezionate; come prima accennato la vita di Epstein è stata un complicato intreccio di un network che si snoda fra rapporti nazionali, internazionali, sociali e di affari con potenti figure di rilevanza mondiale.

Veniamo ai fatti, quelli  inconfutabili e documentabili. I complotti, le teorie della cospirazione le lasciamo per il momento ai margini di questa storia anche se giocano un ruolo importante intorno alla figura del protagonista e meritano per lo meno una menzione.

Partiamo dal principio!

Epstein ha cominciato la sua carriera come insegnante  in una scuola di Manhattan. Iniziò a insegnare nel settembre del 1974 alla Dalton school. E qui dobbiamo contraddire una teoria di cospirazione che in questi giorni serpeggia nei social media secondo la quale il padre dell’attuale procuratore generale Bill Barr, cioè Donald Barr, fosse, nel settembre del 1974, uno degli amministratori della Dalton e avrebbe assunto personalmente Jeffrey Epstein alla scuola come insegnante. La verità è che Donald Barr aveva lasciato la scuola Dalton nel Marzo del 1974, sei mesi prima che Epstein iniziasse ivi a lavorare. Quindi le strade del procuratore generale Bill Barr, Donald Barr ed Epstein non si sono incrociate. E’ pura forzatura che questi due cognomi siano stati associati alla stessa scuola.

Nel 1978 Epstein fu assunto da Alan Greenberg come consulente finanziario per la banca Bear Sterns, grosso istituto di investimento globale che fallì con la crisi del 2008. Apparentemente Greenberg fu colpito dalle abilità matematiche di Epstein, nel frangente professore dei suoi figli, studenti della Dalton.

Nel 1981, in circostanze non del tutto chiarite, Epstein fu licenziato da  Bear Stearns. In quello stesso anno Epstein avvio un’attività in proprio fondando un istituto di consulenza finanziaria chiamata Intercontinental Assets Group. Nel 1988 Epstein fondò un’altra società di gestione finanziaria cui diede il proprio nome: La Epstein Inc. Questa seconda finanziaria era specializzata nel gestire il portafoglio di clienti con almeno un miliardo di dollari a disposizione. E durante questo periodo, a contatto con molti miliardari a livello nazionale e internazionale, che Epstein conosce potenti entità, figure del mondo politico, mediatico, finanziario e anche scientifico. Infatti, Epstein organizzava frequentemente conferenze in ambito scientifico con lo scopo di raccogliere fondi per finanziare vari progetti. Non è sorprendente;  Epstein, come ho detto in precedenza,  ha iniziato la sua carriera come professore di matematica. Tra gli scienziati amici di Epstein figurano Stephen Hawking,  Martin Nowak e Lawrence Krauss. Quest’ultimo è uno scienziato di spicco, un fisico teorico di fama internazionale con alle spalle molti anni di ricerca. Autore di numerosi libri di successo e prolifico docente noto per il suo stile vivace e accattivante. Le sue lezioni di cosmologia raccolgono regolarmente migliaia se non milioni di visualizzazioni su YouTube. Senza sminuire le capacità intellettuali di un grande scienziato, Krauss è purtroppo stato  accusato da molte donne di molestie sessuali; comportamenti di cui Krauss si sarebbe reso responsabile nel corso di oltre un decennio.

Alla metà degli anni 2000, nel 2005 per l’esattezza, la stampa americana riportò la notizia che la polizia di Palm Beach, in Florida, fu contattata dalla madre di una ragazzina di 14 anni, in quanto la figlia, per 400 dollari di ricompensa, era stata costretta a spogliarsi di fronte a Epstein nella sua casa di Palm Beach e fargli un massaggio. Quella denuncia portò la Polizia di Palm Beach ad aprire una inchiesta di undici mesi in cui emerse che oltre 40 ragazzine minorenni furono abusate da Epstein nella sua residenza a Palm Beach. In quella stessa residenza la polizia fece irruzione con un mandato di perquisizione e vi raccolse quantità industriali di indizi sui comportamenti e i loschi affari di Epstein.

Nel rapporto della polizia di Palm Beach è documentato in dettaglio come veniva gestito il giro di pedofilia gestito da Epstein. La sua fidanzata, Ghislaine Maxwell, aiutava a reclutare le adolescenti per suo conto.

Chi era questa signora Maxwell, fidanzata di Epstein?

Brevemente apro una parentesi: Ghislaine Maxwell è la figlia del defunto ex magnate inglese Robert Maxwell; personaggio controverso, morto affogato nella isole Canarie, in circostanze sospette nel 1991. Ghislaine Maxwell faceva da intermediaria nel reclutare le giovani vittime per soddisfare le abitudini pedofile di Epstein. Secondo il rapporto della polizia, la testimonianza di una delle vittime di Epstein, una certa Haley Roberts, riferiva che Maxwell ed Epstein reclutavano le ragazze dai quartieri più poveri degli Stati Uniti. Ma anche dall’Est Europeo, dalla Francia e nel Sud America.

Uno altro intermediario per il reclutamento di bambine era, secondo alcune testimonianze delle vittime, il francese Jean-Luc Brunel. Il francese Brunel è il co-fondatore di MC2, un’agenzia di modelle con sede a Tel Aviv e Miami.

L’inchiesta della polizia di Palm Beach, cominciata nel Marzo del 2005 e conclusasi nel Febbraio del 2006, raccomandava al procuratore federale di convalidare quattro capi di accusa contro Jeffrey Epstein. Le quattro imputazioni configurano la violenza carnale ai danni di ragazze minorenni. Imputazione che, se convalidate dal procuratore, avrebbe dovuto portare ad un processo a seguito del quale Epstein rischiava il carcere a vita. Gli uffici del  procuratore locale e federale decisero però di temperare le accuse contro Epstein, riducendo i  capi di accusa ad uno solo, cambiandolo da violenza carnale a sollecitazione alla prostituzione. Un capo di accusa appunto mitigato rispetto a quelli di violenza carnale.

All’epoca il trattamento benevolente mostrato dai giudici e procuratori federali nei riguardi di Epstein, fece imbestialire la polizia di Palm Beach. Il capo della polizia Michael Raider, accusò il procuratore della contea di Palm Beach di essersi sottomesso alla volontà di gente ricca e potente, prima per aver minimizzato la moltitudine di prove presenti nel rapporto della polizia e poi per aver trasmesso la responsabilità investigativa all’FBI, trasferendo il procedimento penale dalla corte locale a quella federale.

Il patteggiamento tra le autorità giudiziarie federali e gli avvocati di Epstein consistette nel pagamento per danni materiali, psichici e fisici alle vittime di Epstein di un indennizzo di svariati milioni di dollari sommati a diciotto mesi di carcere dei quali  tredici effettivamente scontati e per di più in stato di semilibertà.

Come conseguenza del patteggiamento le migliaia di pagine di documenti relativi all’inchiesta della polizia di Palm Beach furono messi sotto sigillo istruttorio prevenendone la diffusione.

Al processo penale con condanna definitiva ridotta a tredici mesi, sequì per Epstein una causa civile intentata dagli avvocati delle vittime. Nel 2008 gli avvocati rappresentati di alcune delle vittime di Epstein, fecero causa civile sia contro Epstein sia contro il governo americano reivindicando, in linea con la legge federale, il diritto a togliere il sigillo alle 1500 pagine di documenti e riaprire quindi il processo criminale; richiesta motivata dalla scoperta di nuovi elementi incriminatori contro Epstein. La richiesta delle vittime di Epstein di pubblicare il dossier fu respinta dal giudice. Una decisione che ha rinforzato negli anni la convinzione che Epstein avesse delle connessioni e conoscenze in settori potenti della politica e giustizia americana.

Qui apriamo la parentesi su i servizi di intelligence.  Il procuratore che nel 2006 si rifiutò di procedere contro Epstein sui quattro capi di imputazione generati dell’inchiesta della polizia di Palm Beach era Alexander Acosta.

Chi e`Acosta?

È stato, fino alle sue dimissioni, avvenute il 19 di luglio scorso , segretario al lavoro dell’amministrazione Trump. Le dimissioni di Acosta risultano alquanto sospette, visto che Epstein era stato arrestato qualche giorno prima della decisione di Acosta. Una semplice coincidenza,oppure Acosta sapeva che l’arresto di Epstein avrebbe indotto un enorme interesse sul suo operato?

Le feroci critiche della polizia di Palm Beach, delle vittime di Epstein e in generale dei cittadini comuni costrinsero Acosta all’epoca, nel 2006 appunto, a difendersi con energia dalle accuse di corruzione e favoritismi arrivate da tutti i fronti. Acosta disse che non c’erano abbastanza prove per garantire una condanna di Epstein al processo. Disse anche che all’epoca fu soggetto a una pressione enorme da parte di avvocati rappresentanti di vari personaggi di rilievo, ma la cosa più importante che ammise fu la pesante pressione giunta anche dall’FBI; gli fece capire in sostanza che Epstein era un loro collaboratore. Una dichiarazione scioccante di Acosta. All’epoca non fece scalpore ma ora, con Epstein sepolto con i suoi segreti, assume un enorme e torbido significato.

Molte domande sorgono spontanee su questo presunto rapporto Servizi-Epstein.

Che tipo di compito assolveva Epstein nell’FBI? Cosa poteva offrire Epstein in termini di operazioni di controspionaggio dell’FBI? Il ruolo di Epstein potrebbe essere stato solo e semplicemente quello di una spia per conto dell’FBI su operazioni anti-prostituzione, anti-pedofilia. Quest’ultima ipotesi sembra la meno probabile.

Le affermazioni di Acosta invece si prestano purtroppo ad un’altra interpretazione. La sensazione è che Epstein contribuiva ed era la pedina principale di un rapporto  di spionaggio tra diverse agenzie di intelligence.

A sostegno di questa ipotesi abbiamo la testimonianza di alcuni inquilini del palazzo dove viveva Epstein a New York. L’ex primo ministro israeliano ed ex capo dell’intelligence militare israeliana, Ehud Barak, era stato visto spesso entrare ed uscire dal lussuoso condominio di Jeffrey Epstein a New York. I condomini del 301, collocato sulla 66th St. est, sapevano quando Ehud Barak era presente a casa di Epstein, poiché erano visibili macchine appariscenti parcheggiate fuori la strada, di fronte al condominio e guardie della sicurezza piazzate nell’androne.

Le voci più ricorrenti sono  quelle che descrivono Epstein come doppio agente di FBI e Mossad. Se così fosse tutte quelle personalità potenti e importanti che per anni hanno frequentato Epstein potrebbero improvvisamente ritrovarsi da predatori di giovani donne a prede dei servizi di intelligence; quindi ricattabili. E più che plausibile che Epstein abbia registrato, con telecamere nascoste, gli incontri spinti e osè di questi personaggi. Si sa poi che spesso l’uomo quando si ritrova in un situazione, chiamiamola di intimità, parla dicendo più di quello che dovrebbe e vorrebbe.

Che materiale possedeva Epstein sui visitatori facoltosi che hanno  frequentato la piccola Saint James, isola dell’arcipelago delle Vergini, nella sua abitazione a Palm Beach e in quella di New York? Quanto materiale aveva accumulato negli anni Epstein? Documenti che potevano contenere rivelazioni talmente scabrose da poter ricattare un numero considerevole di uomini ricchi e potenti? In questo senso sarei più che curioso di sapere che cosa gli agenti dell’FBI hanno sequestrato nel corso dell’irruzione nell’isola di Epstein, piuttosto di sapere come sia morto Epstein. Suicidio o non suicidio a questo punto non fa più differenza. Ci sono domande ben più importanti cui rispondere riguardo ai trascorsi di Jeffrey Epstein

I video e le foto della moltitudine di agenti federali confluiti sull’ isola di Jeffrey Epstein, mi lasciano più irrequieto della morte stessa di Epstein. Gli agenti hanno sequestrato tonnellate di indizi utili a fare chiarezza sulle attività di Epstein. L’unico problema è che stiamo parlando di funzionari appartenenti ad  un’agenzia che prima ha protetto Epstein e poi l’ha usato per i propri scopi. Sarebbe poi la stessa agenzia che ha indagato su Hillary Clinton e l’ha alleggerita dai sospetti. La stessa agenzia che ha chiuso la sua inchiesta sulla strage di Las Vegas senza trovare un apparente movente. La stessa agenzia che ha utilizzato la corte FISA per ottenere dai giudici il permesso di sorvegliare  gli associati di Trump usando come prova il fasullo dossier di Christopher Steele. Come disse un tale Andreotti: “a pensare male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca”.

Così la domanda da porsi è la seguente: Gli agenti sono andati lì per raccogliere indizi utili a far luce una volta per tutte sugli intrecci, sui rapporti intricati e tentacolari di un personaggio enigmatico come Epstein, oppure per distruggere e coprire le tracce di qualcuno e qualcosa o di troppe cose? Questa foga investigativa sarebbe tornata utile molti anni fa per prevenire la vittimizzazione di centinaia di povere ragazze minorenni da parte di Epstein.

A proposito di ragazze; Quante sono le ragazze minorenni che Epstein ha coinvolto nel suo giro? Juan Alessi, ex manager delle proprietà di Epstein, disse che in un arco di 10 anni, c’erano state più di 100 ragazze  che entravano e uscivano dalle proprietà di Epstein. Cento sarebbe quindi il numero di partenza; una stima per difetto, Probabilmente si tratta di centinaia di ragazze che negli anni sono state coinvolte nel giro di sfruttamento , sequestro e violenza perpetrata ai loro danni da Epstein e dai suoi associati.

Dopo la morte di Epstein Ghislaine Maxwell diventa la figura principale di questa inchiesta. Dopo Epstein, Maxwell è la protagonista che conosce i segreti più intimi del giro di Epstein, quella che più di tutti, dopo di lui, si è resa responsabile delle tratte di ragazze minorenni introdotte in quel torbido giro. Maxwell sarà la chiave per risolvere molti dei misteri che Epstein si è portato con sé all’inferno. Sempre che faccia in tempo a parlare.

NB Qui sotto tutta la documentazione citata nell’articolo con relativo motore di ricerca per facilitare l’accesso a dati specifici. E’ in lingua originale, ma vale la pena scorrerlo_Giuseppe Germinario

https://www.documentcloud.org/documents/6250471-Epstein-Docs.html