ELEZIONI PRESIDENZIALI AMERICANE-AGGIORNAMENTI

QUESTA SERA PROPORREMO UNA CONVERSAZIONE A DUE CON GIANFRANCO CAMPA A COMMENTO DELLE ELEZIONI AMERICANE

CON OGGI, 4 NOVEMBRE, INTERROMPIAMO L’AGGIORNAMENTO DELLA RUBRICA. NON SI INTERROMPERA’ LA NOSTRA ATTENZIONE A QUANTO STA AVVENENDO NEGLI STATI UNITI. NON MANCHERANNO CERTAMENTE COLPI DI SCENA DEL RESTO IN QUALCHE MANIERA GIA’ PREANNUNCIATI.

Da oggi parte la rubrica con la quale cercheremo sulla base delle scarse forze disponibili di tenere aggiornati i lettori sulla competizione in corso.

 

Qualche considerazione preliminare. Prima , però, una piccola ciliegina sulla torta: secondo rumor’s attendibili Hillary Clinton sarebbe tra le papabili a Segretario alla Difesa della eventuale Presidenza Biden. Il nuovo e la pace che avanzano.

Dopo il 3 novembre scorreranno fiumi di inchiostro e di analisi sull’esito della competizione per le Presidenza Americana. Sarà comunque una battaglia cruciale di un confronto politico di rara violenza pur in uno stato e una nazione abituati a confronti accesi su temi sostanziali. Abbiamo postato qui sotto undici filmati senza nessuna finalità propagandistica. Il nostro è un sito di analisi; abbiamo un orientamento politico prevalente, ma pensiamo di essere agli antipodi da coloro i quali, in un versante politico o in quello opposto, accomunati entrambi non riescono a far di meglio che tifare per un leader straniero, spesso paradossalmente in nome del cosiddetto interesse nazionale, si chiami costui Putin, poi Trump oppure Macron, Merkel o Obama, giusto per accontentare un po’ tutti. Mancano per ora i partigiani di Biden, figura talmente scialba ed ecumenica da scoraggiare ogni ardimento. Ma non tarderanno ad apparire anche questi epigoni. Questi undici filmati sono il segno di qualcosa di nuovo che probabilmente si sta insinuando nella natura e nella qualità di quello scontro politico. Quattro anni fa l’esito elettorale e la vittoria di Trump avevano evidenziato una frattura politica delimitata abbastanza nettamente per aree geografiche, un ribaltamento dell’orientamento politico prevalente democratico degli stati del Rust Belt a favore di Trump piuttosto che del partito repubblicano e un cambiamento della natura stessa di questo partito, portato quasi a compimento con la battaglia interna vittoriosa condotta da Trump stesso. Era passato inosservato un altro aspetto. Il voto predominante del ceto medio ed operaio bianco in crisi aveva messo in ombra l’erosione incipiente, significativa anche se ridotta del voto nero ed ispanico ai danni dei democratici. Queste undici manifestazioni, avvenute anche negli stati più allineati al Partito Democratico, potrebbero essere il segnale che questa erosione comincia ad investire l’intero territorio nazionale e le varie etnie e divisioni di genere, compresa quella degli omosessuali. Trump è stato ripetutamente accusato di essere divisivo e reazionario. In realtà si sta rivelando un serio ostacolo alla frammentazione identitaria perseguita pervicacemente dal campo progressista-democratico e neocon e costruita sulle fondamenta del dirittoumanitarismo e della tutela lobbistica di minoranze di nuovo conio. Potrebbe essere piuttosto il segno della formazione di un vero movimento di unità nazionale che tenti di superare le frammentazioni su base etnica, di genere o quant’altro che stanno conducendo all’implosione di quel paese con buona pace di chi vorrebbe rappresentare Trump come esponente ed espressione di una componente razzista classica, integralista, omofoba e via dicendo; pure presente quest’ultima ma in realtà minoritaria nel movimento che si sta formando. Le presenze nello staff di Trump sono tra l’altro lì a smentire la prevalenza di queste tendenze. Non si sa se questa novità sarà sufficiente a garantire la conferma di questa presidenza e a contrastare le potenti tendenze contrarie legate all’immigrazione e alla pervasività del vecchio establishment. Sicuramente sta ponendo le basi per un confronto politico più maturo e più netto nei prossimi anni. In politica estera Trump ha lasciato sicuramente un segno. La sua resistenza all’intervento armato in Venezuela è costato il posto all’oltranzista Bolton, come pure le eccessive pressioni per un intervento in Siria e probabilmente un attacco massiccio all’Iran sono costate il posto ad altri componenti della sua amministrazione. Sarà questo, quanto segnalato prima, il segno che invece probabilmente lascerà Trump all’interno del proprio paese, a prescindere dall’esito elettorale e con buona pace di chi continua a descriverlo come un guerrafondaio, un razzista, un integralista, un suprematista e via discorrendo. I caratteri negativi di questa presidenza sono numerosi, i limiti del personaggio altrettanto, ma non sono quelli evidenziati così pervicacemente da un fronte avversario talmente compatto ed eterogeneo da destare tra i più avveduti più di qualche sospetto sulla loro genuinità. Il grande rammarico è che, a differenza delle classi dirigenti della Cina, della Russia, dell’India qui in Europa, soprattutto in Italia, non si è saputo e voluto cogliere le opportunità offerte dalle novità di quel quadro politico. Ce ne accorgeremo, forse, quando quelle finestre si chiuderanno in un senso o nell’altro, a babbo morto_Giuseppe Germinario

MAPPA ELETTORALE

https://abcnews.go.com/Politics/2020-Electoral-Interactive-Map?mapId=MjAyMDA0MTAyNjEwMTYwMzQzMTc1MzE2MTYwqUORTBgmSUhGSSNSZBKRSRKSSUgmCQ

 

 

03/11/2020 Ore 23:00

Grafici di Bloomberg che mostrano i contributi politici elargiti da aziende e dalle categorie dei lavoratori: In rosso i donatori di Trump, in blu quelli di Biden.

I principali donatori di Donald Trump includono la Polizia, i vigili, i militari, i camionisti, tassisti, elettricisti, muratori, metalmeccanici, carpentieri, piloti, contadini, etc.

Per la campagna Biden hanno donato soldi; professori, ingegneri, managers, avvocati, artisti, scienziati, dottori…In altre parole il mondo accademico, finanziario, bancario, alta tecnologia ect…

La trasformazione del partito democratico a partito degli elitisti e professionisti dell’alta finanza e delle categorie dei colletti bianchi e ora completata. Il partito Repubblicano, sotto la leadership di Trump, diventa a tutti gli effetti il partito della classe operaia, dei piccoli imprenditori, dei servitori dello stato, dei sindacati dei colletti blu.

Un mondo stravolto, sottosopra , un cambio epocale, quasi surreale..

 

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03/11/2020 Ore 22:33

Gli è stato chiesto perché non indossava una mascherina, in risposta il sostenitore di Trump ha fatto 50 flessioni dicendo di avere un sistema immunitario forte, intimidendo gli intimidatori di professione…

 

03/11/2020 Ore 22:26

I primi spogli dei seggi cominciano fra meno di 2 ore.

 

03/11/2020 Ore 22:00

Joe Biden presenta sua nipote dicendo:Questo è mio figlio, Beau BidenQuesta è mia nipote, Natalie. No aspetta, no aspetta. Abbiamo sbagliato …”  Beau Biden per chi non lo sapesse e morto di tumore la cervello nel 2015…

 

03/11/2020 Ore 21:52

Manifestazione per il presidente Donald Trump in Nigeria:

 

03/11/2020 Ore 18:00

Il campione della MMA Jorge Masvidal ha votato per Trump. La maggior parte dei lottatori MMA sono sostenitori di Trump, incluso il President dell’UFC; Dana White.

Video: President Donald Trump tells Colby Covington he’ll be watching Tyron Woodley fight

MMA News, Scores, Fantasy Games and Highlights | Yahoo Sports

MMA Legend Tito Ortiz Thanks Trump After POTUS Congratulates Him on Win | News Thud

REPORT: MMA fighter who took down anti-Trump protester becomes Antifa target on social media ...

 

03/11/2020 Ore 17:53

Scene incredibili nel Michigan rurale, lunghe file di vehicle parcheggiati da cittadini recatisi a votare. La signora che commenta il video dice che non ha mai visto una scena simile in passato per altre elezioni:

 

03/11/2020 Ore 17:44

Lunghe file ai seggi sono segnalate in tutto il paese:

Ohio:Image

Pennsylvania: Aggiornamento dello stesso seggio fotografato in precedenza. La fila ora e triplicata:

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03/11/2020 Ore 17:24

Notizie moderatamente positive per Trump in Arizona: I dati delle schede finora depositate, nella contea di Maricopa (l’unica a pubblicare i dati delle schede), vedono i repubblicani in vantaggio:

Totale: 41,604 

Repubblicani: 20.728

Democratici: 7,615

Indipendenti: 13,621

 

03/11/2020 Ore 17:11

Sono dati che lasciano il tempo che trovano; ma nel giorno delle elezioni, vedere la media sondaggi quasi alla pari nel importantissimo, fondamentale, stato della Pennsylvania e qualcosa su cui riflettere…

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03/11/2020 Ore 17:00

Aggiornamento Florida qualche minuto fa:

I Repubblicani hanno superato i democratici nel conto schede, a questo punto i Democratici devono sperare che gli indipendenti hanno votato al 60% per i Democratici, non lo sapremo fino allo spoglio delle schede. A questo punto però possiamo dire che si consolida positivamente la situazione in Florida per i Repubblicani:

Rep: 3,716,427 (+26,654)

Dem: 3,689,773 

Indipendenti : 2,231,965

 

03/11/2020 Ore 16:39

Bollettino dalle aree in Florida che nel 2016 hanno votato per Trump: Si registrano lunghissime file di persone ai seggi in attesa di votare. E un buon segno per Trump, la Florida dovrebbe andare a Trump:

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03/11/2020 Ore 16:33

The first lady arriva a votare a West Palm Beach, in Florida:

 

03/11/2020 Ore 16:05

La Guardia Nazionale arriva a Chicago:

 

03/11/2020 Ore 15:58

James Comey:

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03/11/2020 Ore 15:45

Lunghe file ai seggi sono segnalate in tutto il paese:

Kentucky:

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Pennsylvania:

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Wisconsin:

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Missouri; questa mattina presto prima ancora che aprissero i seggi:

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Illinois; prima ancora che aprissero i seggi:

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Minnesota:

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03/11/2020 Ore 07:20

SONO INIZIATE UFFICIALMENTE LE ELEZIONI; IL FATIDICO “ELECTION DAY” È ARRIVATO!

Sono finiti i pronostici, le analisi e i sondaggi, da ora in poi saranno solo i veri voti a contare… e il sovversivo programma “The Hammer” della CIA..

Abbiamo il primi risultati. Dopo la mezzanotte hanno votato in due piccoli paesi del New Hampshire. Il primo; Dixville Notch, ha vinto Joe Biden con 5 voti a zero. Nel secondo; Millisfield, Trump ha vinto 16 voti a 5. 

Aggiornamento New Hampshire: 16-10 per Trump. Trump 62% Biden 38%. 🙂

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03/11/2020 Ore 06:01

Fra qualche ora Biden potrebbe essere eletto Presidente, nel suo buongiorno Hunter ci vuole mandare un messaggio chiaro e forte: Con lui e suo padre di nuovo alla Casa Bianca, ritornerà la morale, la pace e la fratellanza. La corruzione sarà debellata e dopo 47 anni in politica, Hunter ci assicura, Joe si metterà a lavorare seriamente per risolvere i problemi della nazione e del mondo.  Per dimostrare la serietà dell’impegno preso si affiderà al meglio che l’America esprime; Clinton, Harris, Obama…Insomma un messaggio di speranza per tutti:

 

03/11/2020 Ore 05:45

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03/11/2020 Ore 05:22

La calma prima della tempesta, le citta americane si preparano:

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03/11/2020 Ore 05:05

Ufficiale: Il totale delle votazioni anticipate in Arizona ha superato il totale dei voti espressi nel 2016. 

 

03/11/2020 Ore 04:45

Hahahahahaha: “Se Trump vince, i Brain Trust ( i tecnocratici ) di Washington ponderando un’uscita di scena. Dal Dipartimento di Stato, al Pentagono ad altre agenzie, alcuni alti funzionari non possono sopportare altri quattro anni di Trump.” (Foreign Policy)

https://foreignpolicy.com/2020/11/02/if-trump-wins-reelection-2020-national-security-exodus-state-department-pentagon/

 

03/11/2020 Ore 04:06

Alla vigilia di queste elezioni del 2020, riproponiamo la mappe delle elezioni del 2016. Clinton ha vinto nei grandi centri urbani, in blu, Trump ha vinto nelle zone rurali in Rosso. L’anima dell’america e rossa, lo scontro, il contrasto e reale, avviato verso un inevitabile resa dei conti… 

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03/11/2020 Ore 04:00

Secondo il Newsweek, fabbriche di troll che assumono sockpuppets (https://it.wikipedia.org/wiki/Sockpuppet), in piccole città dell’India, sono state pagate per aumentare il seguito Twitter di Joe Biden, sopratutto da quando ha nominato Kamala Harris come suo candidato vicepresidente. Decine di migliaia di queste entità seguono l’acconto di Biden e interagiscono con lui:

https://www.newsweek.com/joe-biden-kamala-harris-got-big-social-media-boost-indian-troll-farms-1544047

 

03/11/2020 Ore 03:41

Oggi Trump avra` bisogno di tutte le preghiere possibili e immaginabili:

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03/11/2020 Ore 03:37

Queste le Città dove la Guardia nazionale e` stata schierata, altre città potrebbero seguire nella giornata e nella serata di oggi:

– Washington DC
– Chicago
– Filadelfia
– Boston
– Brooklyn, New York
– Austin, Texas
– Dallas / Fort Worth
– Houston
– Sant ‘Antonio

 

03/11/2020 Ore 02:34

Altro grafico interessante che riassume vari sondaggi (anche questo no so quanto sia attendibile): Rappresenta il  livello di approvazione del presidente nei primi 1500 giorni del suo primo mandato. Si nota la costante linea bassa di Trump che però per motivi tutti da analizzare non varia quasi durate tutto la sua presidenza. Notate invece come sia abbastanza schizofrenica la linea di approvazione degli altri presidenti. Ricordatevi che George H.W.Bush (Padre) e Jimmy Carter non furono rieletti.

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03/11/2020 Ore 02:11

Interessate grafico della American Presidency Project: I livelli di approvazione nei sondaggi dei presidenti, alla vigilia delle elezioni per il secondo mandato. In rosso i Presidenti che hanno perso e non sono stati rieletti. In verde  la linea che indica Donald Trump. Non so quanto sia attendibile questo grafico ma non e incoraggiante per Trump:

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03/11/2020 Ore 01:54

In Wisconsin Democratici avanti rispetto ai repubblicani di due punti di percentuale, gli stessi democratici sono però indietro rispetto ai numeri del 2016, che sia di buon auspicio per Trump?

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03/11/2020 Ore 00:02

American Comeback Story:

 

02/11/2020 Ore 23:39

Mettiti la mascherina e vota, lo dice Obama…

 

02/11/2020 Ore 21:18

Prepararsi al caos: Negozi e rivenditori di New York  si preparano ai saccheggi e alla battaglia che verrà del dopo elezioni, dovesse Trump vincere. 

https://www.dailymail.co.uk/news/article-8905511/Preparing-mayhem-NYC-businesses-close-fear-election-unrest.html?ito=social-twitter_dailymailus

Nigel Farage per le strade di Washington, il giorno prima delle elezioni: Scene orribili a Washington DC prima delle elezioni. La democrazia e in crisi.” 

 

02/11/2020 Ore 18:24

Se tutti i voti vengono sommati in Pennsylvania, Trump perderà. Ecco perché sta facendo gli straordinari per sottrarre quanti più voti possibili da queste elezioni.”

Sopra il tweet di Josh Shapiro, procuratore generale, responsabile di assicurare che le elezioni si svolgono in una maniera onesta e imparziale. Shapiro sarebbe il procuratore  generale dello stato della Pennsylvania. Ricordiamo che i procuratori, tecnicamente parlando, dovrebbe essere imparziali o almeno pretendere di essere imparziali.  Ma con i procuratori sponsorizzati da George Soros non c’e neanche piu la pretesa di imparzialità. Trump perderà la Pennsylvania…

https://fusion.inquirer.com/politics/clout/george-soros-josh-shapiro-larry-krasner-lisa-rau-attorney-general-district-attorney-independent-council-20190823.html

 

02/11/2020 Ore 17:13

Ultimo giorno di comizi:

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02/11/2020 Ore 17:01

Uno e un alieno, l’altro un barbone, ma tutte e due controllano molto della nostra vita privata, con il nostro tacito assenso…

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02/11/2020 Ore 16:31

Ultimo giorno di Comizi, Trump si gioca il tutto per tutto e lo fa negli stati battlegrounds:

Comizio a Fayetteville, Nord Carolina

Comizio a Scranton, Pennsylvania

Comizio a Traverse City, Michigan

Comizio a Kenosha, Wisconsin

Comizio a Grand Rapids, Michigan

 

02/11/2020 Ore 16:25

Dati pubblicati negli ultimi minuti : Record di 95 milioni di americani che hanno votato prima del giorno delle elezioni. Ciò rappresenta circa il 70% del totale dei voti 2016

 

02/11/2020 Ore 16:05

Anthony Fauci avrebbe dovuto essere licenziato molto tempo fa – Washington Times

https://www.washingtontimes.com/news/2020/nov/2/anthony-fauci-shouldve-been-fired-long-ago/

 

02/11/2020 Ore 15:36

Antifa e BLM bloccano l’ingresso ai seggi nella Carolina del Nord. E solo l’inizio ne vedremo delle belle domani:

 

02/11/2020 Ore 06:45

Buon Giorno da Hunter Biden! Lady Gaga ma sei tu nella foto?

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02/11/2020 Ore 06:37

Dal Blue Democratico al Rosso Repubblicano. Conteggio schede voto anticipato in tutti gli stati che hanno pubblicato fino ad ora i dati: 

Nord Carolina: Democratici 37% Repubblicani 32% Indipendenti 30%

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Wisconsin: Democratici 36% Repubblicani 44% Indipendenti 20%

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Washington: Democratici 58% Repubblicani 30% Indipendenti 18%

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Vermont: Democratici 58% Repubblicani 22% Indipendenti 20%

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Virginia: Democratici 61% Repubblicani 28% Indipendenti 11%

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Texas: Democratici 45% Repubblicani 45% Indipendenti 10%

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Rhode Island: Democratici 56% Repubblicani 13% Indipendenti 31%

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Pennsylvania: Democratici 67% Repubblicani 23% Indipendenti 8,4%

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Oregon: Democratici 43% Repubblicani 27% Indipendenti 23%

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Ohio: Democratici 44% Repubblicani 37% Indipendenti 19%

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Nevada: Democratici 41% Repubblicani 36% Indipendenti 18%

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New Mexico: Democratici 50% Repubblicani 34% Indipendenti 14%

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New Jersey: Democratici 45% Repubblicani 26% Indipendenti 28%

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Nebraska: Democratici 37% Repubblicani 46% Indipendenti 17%

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North Dakota: Democratici 25% Repubblicani 55% Indipendenti 20%

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Montana: Democratici 28% Repubblicani 44% Indipendenti 28%

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Minnesota: Democratici 36% Repubblicani 35% Indipendenti 29%

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Michigan: Democratici 61% Repubblicani 21% Indipendenti 9%

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Maryland: Democratici 69% Repubblicani 15% Indipendenti 15%

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Maine: Democratici 49% Repubblicani 23% Indipendenti 24%

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Kansas: Democratici 37% Repubblicani 45% Indipendenti 18%

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Iowa: Democratici 47% Repubblicani 33% Indipendenti 19%

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Indiana:  Democratici 39% Repubblicani 40% Indipendenti 20%

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Illinois: Democratici 56% Repubblicani 23% Indipendenti 21%

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Idaho: Democratici 20% Repubblicani 50% Indipendenti 29%

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Georgia: Democratici 46% Repubblicani 37% Indipendenti 16%

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Florida: Democratici 41% Repubblicani 37% Indipendenti 20%

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DC (Capitale)Democratici 84% Repubblicani 4% Indipendenti 11%

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Colorado: Democratici 34% Repubblicani 28% Indipendenti 37%

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California: Democratici 53% Repubblicani 22% Indipendenti 20%

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Arkansas: Democratici 35% Repubblicani 43% Indipendenti 22%

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Alaska: Democratici 26% Repubblicani 24% Indipendenti 28%

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02/11/2020 Ore 03:15

ATTENZIONE CAMPANELLO DI ALLARME (INASPETTATO) PER TRUMP IN TEXAS:

Osservate la mappa sotto: Le aree verdi includono Houston, Dallas, Austin, San Antonio, El Paso, il verde significa un’affluenza molto alta, siamo addirittura, in certe contee, come quella di Hays, al 135% di affluenza rispetto al passato.

Tutte le contee che sono in verde che registrano affluenze da record sono tradizionalmente Democratiche, specialmente l’area di Austin. Fare inferenze e` rischioso, ma se tanto mi da tanto, allora questi dati sono veramente disastrosi per Trump. Per questo  motivo il partito repubblicano del Texas e andato ieri a chiedere, con una urgente istanza alla corte suprema del Texas, di rigettare 127.000 schede nella contea di Harris, una di quelle contee in verde…La corte e rifiutato la richiesta Repubblicana:

https://thehill.com/regulation/court-battles/523861-texas-supreme-court-rejects-gop-bid-to-void-100000-votes

TRUMP E NEI GUAI! Se Trump perde il Texas perde le elezioni senza se e senza ma. Non c’è strada alla Casa Bianca per Trump senza il Texas. I conservatori sperano in un alta affluenza, nelle contee Repubblicane, nel giorno delle elezioni…

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Giusto per farvi capire, in blu sono evidenziate le aree dove Clinton e Beto O’Rourke hanno preso più voti, confrontarle con le aree verdi della mappa di sopra, non bisogna aggiungere altro…

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02/11/2020 Ore 02:45

Il gruppo, che include l’ex consigliere per la sicurezza nazionale John Bolton, Steve Schmidt, Steve Hayes, Bill Kristol e Jennifer Rubin, fanno il tifo per Liz Cheney per ripristinare l’ideologia di neo-conservatrice dopo che Trump non ci sara` piu”.

https://www.politico.com/news/magazine/2020/11/01/liz-cheney-moment-430972

 

02/11/2020 Ore 01:17

Concentriamoci sulla importantissima Nord Carolina:

Voto in Persona + Voto per posta – I voti per Posta saranno accettati fino al 3 novembre e potranno essere conteggiati fino a 9 giorni dopo l’election day (grazie Corte Suprema).

Totale schede e voto in persona aggiornati a questa notte:

Democratici 1.694.852

Repubblicani 1.438.129

Indeipendenti 1.374.232

Democartici a circa + 5,7 %

4.531.619 di voti finora conteggiati che è il 96% dei voti del 2016, quando il totale fu di 4.741.564. Di questo passo la Nord Carolina dovrebbe vedere un’affluenza da record per il giorno delle elezioni.

Ci sono in North Carolina 7.342.553 elettori. L’affluenza alle urne nel 2016 è stata del 68,98% .

Una curiosità: 4 anni fa i democratici arrivarono al giorno delle elezioni con un vantaggio di 310,000 schede rispetto ai Repubblicani e nonostante ciò persero di 170,000 voti.  I repubblicani superarono i democratici nel giorno delle elezioni di 480,000 voti non solo recuperando lo svantaggio, ma oltrepassando i democratici di 170 mila voti, questo a testimoniare come i Repubblicani sono più propensi al voto in persona. Detto questo, vista l’affluenza da record,  in questa tornata elettorale sarà difficile fare un paragone con il 2016, poiché non sappiamo di sicuro se il numero maggiore di votanti favorirà i Democratici oppure i Repubblicani.

 

01/11/2020 Ore 23:30

Qualche minuto fa; la lunga attesa per entrare al comizio di Trump in North Carolina. La Carolina e la Pennsylvania si gioca tutto li, le presidenziali nelle mani di questi due stati: 

Per Biden e Trump la Carolina e nelle loro menti…

 

 

01/11/2020 Ore 23:26

(Ballots Requests ) Schede Richieste – (Ballots Returned) Schede Compilate e Rispedite Indietro – (Ballots Remaining) Schede non-ancora rientrate. Percentuale di schede non ancora rientrate.

 

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01/11/2020 Ore 20:10

Il colpo di stato nel 2009 in Honduras .

La maggior parte degli americani non è a conoscenza della “Guerra delle Banane“. Si trattava di una serie di interventi militari americani in America Latina un secolo fa per sostenere gli interessi economici americani. Gli Stati Uniti trattavano le nazioni latinoamericane come colonie, e lo fanno ancora usando metodi segreti. Il controllo è mantenuto con corruzione, ricatto, omicidi, sanzioni e brogli elettorali. Questo a volte fallisce ed è necessario un colpo di stato. Il ruolo degli Stati Uniti di solito rimane nascosto in questi cambi di regime, ma a volte diventa ovvio, come nel colpo di stato del 2009 in Honduras.

 

01/11/2020 Ore 20:00

NEW YORK: la polizia respinge i manifestanti in strada, la tensione aumenta prima delle elezioni.

 

01/11/2020 Ore 19:37

Eric Trump con i bikers in Pennsylvania:

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01/11/2020 Ore 19:29

E si comincia puntuali, come un orologio, ne vedremo delle belle: “Da venerdì scorso più di 320 cause legali sono state presentate in 45 stati, incluso Washington DC e Porto Rico secondo Election Law Blog. ‘Quasi tutte queste cause  sono state depositate dalla sinistra progressista e dai loro alleati nel Partito Democratico’, ha dichiarato al Daily Caller News Foundation; Hans von Spakovsky, manager della Election Law Reform Initiative della Heritage Foundation.” 

https://www.bizpacreview.com/2020/11/01/late-ballots-mismatched-signatures-drop-boxes-heres-how-hundreds-of-lawsuits-could-affect-the-elections-outcome-991498

 

01/11/2020 Ore 18:45

Grafico interessante che mostra la percentuale dei votanti: Super Voter, sarebbero quelli che voto sempre in ogni elezione. Frequent Voter, sarebbero quelli che votano frequentemente ma non sempre. Infrequent Voter, sarebbe coloro che votano raramente e Firt Time Voter, sono quelli che non hanno mai votato prima. Di solito il Forst Time Voter sono i giovani che si affacciano per la prima volta alla politica. Gli analisti e i mass media continuano a dire che queste elezione  saranno decise dai giovani che frequentano l’università ho che si sono già laureati. Però se analizziamo i dati , vediamo che nella casella del First Time voter la percentuale è molto più bassa rispetto al 2016. Ora potrebbe essere che molti giovani incuranti del Coronavirus, poiché si sentono meno vulnerabili, andranno a votare di persona Martedì, ma questa e solo un ipotesi. La mancanza fino ad ora di “entusiasmo” da parte dei giovani potrebbe risultare negativa per Biden, staremo a vedere:

 

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01/11/2020 Ore 18:06

Politico ogni tanto ci azzecca: “Il presidente Donald Trump e i suoi più fedeli collaboratori stanno pianificando un’enorme repulisti nel  governo,  se vincerà un secondo mandato. Licenzieranno funzionari in posizioni chiave legati sia al CDC (Anthony Fauci…) che all’intelligence (Christopher Asher Wray-Gina Haspel…), entità che Trump considera sleali, lenti e oppositori delle sue politiche

 

01/11/2020 Ore 17:50

Sondaggio tra …

Coloro che non hanno votato:

Trump 69%

Biden 27%

Coloro che hanno votato:

Biden 66%

Trump 32%

 

01/11/2020 Ore 06:00

Buon Giorno da Hunter Biden:

 

01/11/2020 Ore 05:20

Le facce dei sostenitori di Trump; attaccati, diffamati; calunniati, denigrati. Sono stati presi a uova in faccia, uccisi a sangue freddo in Denver, Portand e Milwaukee. Chiamati tutto e il contrario di tutto, ma sono ancora qui e rimarranno anche dopo che Trump non ci sara piu`:

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Denver: Trump Supporter Shot & Killed After Confrontation With Leftist Scum - Reconquista Europa

VIDEO: Agitators pelt female Trump supporter with eggs, tomatoes in San Jose - The American ...

Muslim, Sikh supporters rally for President Trump - American Politics - Jerusalem Post

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01/11/2020 Ore 04:38

Come ben sapete ai sondaggi non credo molto, lasciano il tempo che trovano. Sono utili come uno strumento, in un box di tanti strumenti, da usare per una metodologia di analisi più ampia e dettagliata. Siccome però che ricevo spesso domande sui sondaggi più attendibili da prendere come riferimento; pubblico quelli del Trafalgar Group.

I Sondaggi del Trafalgar Group sono quelli che risultano più positivi per Donald Trump. Lo erano nel 2016 e lo sono nel 2020. Anche il Trafalgar però pecca di faziosità, anche se un po`meno rispetto agli altri. Il Trafalgar non è al 100% attendibile, come del resto non lo sono i sondaggi che danno Trump indietro di 8-10 punti di percentuale rispetto a Biden. La cosa più logica da fare, se volete rendervi un’idea molto vicina alla realtà e prendere, i sondaggi del Trafalgar, togliere uno-due punti di percentuale da Trump per aggiungerli a Biden: Fatto questo avrete un sondaggio molto vicino alla reale situazione politica del momento, come potete vedera dai dati i candidati sono testa a testa negli stati Battlegrounds:

Arizona

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Nevada Image

Florida Image

Michigan Image

Minnesota Image

Wisconsin  Image

Pennsylvania  Image

Nord Carolina Image

 

01/11/2020 Ore 03:23

Cresce l’ansia dei Democratici in Pennsylvania

https://www.washingtonpost.com/

 

01/11/2020 Ore 03:00

“Incubo per la sicurezza nazionale: il laptop abbandonato di Hunter Biden contiene i numeri di telefono dei Clinton, degli ufficiali dei servizi segreti e della maggior parte del gabinetto di Obama, oltre alle prove di dipendenze da sesso e droga, il tutto protetto dalla password Hunter02 “

https://www.dailymail.co.uk/news/article-8901193/National-security-nightmare-Hunter-Bidens-laptop.html

 

01/11/2020 Ore 02:52

Questo e il New York Times di oggi, penso che si sono confusi , questo articolo doveva essere pubblicato dopo la vittoria di Biden…

“Le ospedalizzazioni per coronavirus sono in aumento a New York ma questa volta è diverso.”

I pazienti sonoassistiti più rapidamente, trascorrono meno tempo in media in ospedale e hanno meno probabilità di finire con la ventilazione meccanica, hanno detto medici e dirigenti ospedalieri“.

https://www.nytimes.com/2020/10/30/nyregion/new-york-city-coronavirus-hospitals.html

 

01/11/2020 Ore 02:38

Come è iniziato e come e` finito:

2008 Image

2020 Image

 

01/11/2020 Ore 02:28

Beverly Hills qualche ora fa:

 

01/11/2020 Ore 01:25

Si è appena concluso il più grande comizio mai tenuto, politicamente parlando, in Pennsylvania. Migliaia di persone si sono assediate per ascoltare il discorso del presidente Trump.

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https://twitter.com/T_S_P_O_O_K_Y/status/1322697133536006145?s=20

Paroganto a Biden:

 

31/10/2020 Ore 20:00

CAMBIA LA MAPPA ELETTORALE: Trump perde il Wisconsin ma acquista l’Arizona e il New Hampshire. A questo punto siamo troppo vicini all’election day per provare a fare altre previsioni. Biden dovrebbe vincere sul filo del rasoio, tutto dipenderà dalla Nord Carolina e soprattutto dalla Pennsylvania. La Pennsylvania diventa il centro dell’universo …

Joe Biden
Joe Biden
274
Donald Trump
Donald Trump
264

 

31/10/2020 Ore 19:37

Situazione allarmante per Trump in Pennsylvania, di questo passo Trump perde lo stato del “Keystone”: 

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31/10/2020 Ore 19:27

Trump e` ora in vantaggio in Arizona:

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31/10/2020 Ore 19:14

Si un buon patriota, mettiti la maschera..

 

31/10/2020 Ore 19:05

Previsioni meteo il giorno delle elezioni, freddo negli stati “Battlegrounds”, il voto in persona potrebbe essere compromesso dalla situazione atmosferica, non e` una buona notizia per Trump:

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31/10/2020 Ore 19:00

Quasi 10 milioni di persone hanno votato in California:

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31/10/2020 Ore 18:54

Importantissimo: Quadro generale di tutte  le schede, in tutti gli stati dell’unione, che hanno pubblicato i loro dati; aggiornato alla data odierna: 

Per aiutarvi a leggere i quadri ecco il significato delle abbreviazioni: VBM: Voto Per Posta – IP: Voto In Persona – N/A : Stati che non pubblicano i dati delle schede – Dem Retur: Schede Consegnate dai Democratici – Rep Retur: Schede Consegnate dai Repubblicani –  Other Retur: Schede Consegnate dagli Indipendenti – TOT RETUR: Totale Schede Consegnate – % of the 2016 vote: Percentuale delle schede consegnate rispetto al 2016 –  % Dem: Percentuale dei democratici che hanno consegnato le loro schede – % Rep: Percentuale dei repubblicani che hanno consegnato le loro schede. 

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31/10/2020 Ore 18:30

Lunghe file vengono segnalate in Pennsylvania per il comizio di Trump:

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31/10/2020 Ore 18:25

Kamala Harris è stata presentata come “Prossimo presidente degli Stati Uniti” durante un comizio in Texas:

 

31/10/2020 Ore 17:44

ATTENZIONE: IMPORTANTE AGGIORNAMENTO DELLA MAPPA ELETTORALE STASERA ALLE 20:00

 

31/10/2020 Ore 17:31

Il Collegio Elettorale e sotto assalto dai neoliberali-neoconservatori, dai democratici progressisti, ma il collegio elettorale garantisce una elezione presidenziale equa ed è legittimato dall’articolo II della Costituzione degli Stati Uniti. Gli elettori dovrebbero prestare attenzione a questo documento che è tra i cardini della costituzione e fondazione degli Stati Uniti. La parola d’ordine  e proteggere il Collegio elettorale a tutti i costi.

Gli elettori del Colorado martedì si esprimeranno su un referendum che potrebbe ribaltare la decisione del 2019, dai legislatori del Colorado, controllata dai democratici di aderire al National Popular Vote Interstate Compact (NPV compact), privando potenzialmente il movimento dei nove voti elettorali del collegio elettorale dello stato del Colorado.

Cos’e NPV Compact? Il NPV compact è un gruppo di stati che concordarono nel 2019, di assegneranno i loro voti elettorali al candidato presidenziale che vince il voto popolare nazionale, indipendentemente  dal risultato del collegio elettorale. Secondo il sito web del movimento NPV, ci sono attualmente 15 stati e Washington DC che sono nel patto, per un totale di 196 voti elettorali.

Uno di questi stati è il Colorado, che nel 2019 ha approvato la legislazione per aderire al patto. Gli elettori del Colorado martedi avranno l’opportunità di ribaltare quella legge e uscire dal patto, dopo che un gruppo anti-NPV  ha raccolto più di 225.000 firme a sostegno dell’abrogazione della legge. 

https://www.foxnews.com/politics/colorado-vote-movement-presidential-elections-popular-vote

 

31/10/2020 Ore 17:20

Sembra che tra tutti gli  stati “competitivi”, Trump sia messo meglio in Florida e Arizona, mentre è più debole in Pennsylvania.

 

31/10/2020 Ore 06:08

Buon Giorno da Hunter Biden:

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31/10/2020 Ore 06:01

ATTENZIONE ABBIAMO LA MAPPA DELLA PREVISIONE FINALE DELLA CAMERA DEI DEPUTATI:

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Secondo le nostre previsione i democratici perderanno 4 seggi e i repubblicani guadagnano 5 seggi. I democratici manterranno il controllo della camera per un totale di 229 (-4) contro  206 (+5) dei repubblicani. Sono 435 in totale i seggi a disposizione.

U.S. congressional apportionment
state representatives
Alabama 7
Alaska 1
Arizona 9
Arkansas 4
California 53
Colorado 7
Connecticut 5
Delaware 1
Florida 27
Georgia 14
Hawaii 2
Idaho 2
Illinois 18
Indiana 9
Iowa 4
Kansas 4
Kentucky 6
Louisiana 6
Maine 2
Maryland 8
Massachusetts 9
Michigan 14
Minnesota 8
Mississippi 4
Missouri 8
Montana 1
Nebraska 3
Nevada 4
New Hampshire 2
New Jersey 12
New Mexico 3
New York 27
North Carolina 13
North Dakota 1
Ohio 16
Oklahoma 5
Oregon 5
Pennsylvania 18
Rhode Island 2
South Carolina 7
South Dakota 1
Tennessee 9
Texas 36
Utah 4
Vermont 1
Virginia 11
Washington 10
West Virginia 3
Wisconsin 8
Wyoming 1
Total 435

 

 

31/10/2020 Ore 05:31

Circondati e molestati: L’autobus di Kamala / Biden viene scortato fuori da New Braunfels, Texas dell’esercito trumpiano…

 

31/10/2020 Ore 05:17

Brett Lorenzo Favre; l’ex grande quarterback, ora in pensione, sostiene Trump: “Il mio voto e per chi rende grande questo paese; libertà di parola, di religione, diritto alle armi, onesti cittadini che pagano le tasse, polizia e militari. In queste elezioni abbiamo libertà di scelta, che tutti dovrebbero rispettare. Per me e per i principi sopra elencati, il mio voto va a Donald Trump

Il sostegno di Favre potrebbe aiutare Trump in Wisconsin, dove per tanti anni ha giocato nella squadra dei Green Bay Packers.

https://twitter.com/BrettFavre/status/1322154221584732163?s=20

 

31/10/2020 Ore 04:41

Signori e Signori o meglio dire masculoni (come dicono al paese dei mie genitori), sotto un editoriale del Los Angeles Times: “Opinione: Trump è un “uomo per uomini”: Perché alcuni uomini di colore sono attratti dalla mascolinità tossica del presidente” 

https://www.latimes.com/opinion/story/2020-10-28/la-ol-black-trump-voters-men

 

31/10/2020 Ore 03:34

Bloomberg News riporta che la campagna presidenziale di Biden e preoccupata per l’affluenza alle urne di neri e  ispanici. Appare evidente che le due comunità mancano dell’entusiasmo necessario per andare in massa a votare. Ciò potrebbe creare problemi a Biden il giorno delle elezioni.

https://www.bloomberg.com/news/articles/2020-10-30/biden-aides-see-warning-signs-in-black-latino-turnout-so-far?sref=dCXr1Xoe

 

31/10/2020 Ore 03:16

Azione di disturbo dei sostenitori di Trump al comizio di Biden:

 

31/10/2020 Ore 02:00

Il 54% delle persone presenti al comizio del Minnesota di Trump non erano elettori repubblicani. Al comizio di Green Bay, in Wisconsin, il  52.6% dei partecipanti non erano Repubblicani. A proposito di comizi, Nigel Farage era presente a uno dei comizii e ha anche parlato alla platea.

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31/10/2020 Ore 01:24

Puntualmente sono arrivati i Democratici a smorzare l’entusiasmo repubblicano in Florida. Nelle ultime, ore visto come il panico ha cominciato ad avvolgere i democratici della Florida, il DNC, cioè i vertici del partito, hanno annunciato che sono pronti 5000 (non e un errore) avvocati da dispiegare in Florida per facilitare un eventuale riconteggio delle schede. Gli avvocati sono coordinati dalla studio legale Perkins Coie. Il famoso Perkins Coie, finanziato da George Soros.

https://www.thedailybeast.com/biden-has-4000-lawyers-on-standby-in-florida-for-possible-election-recount

 

31/10/2020 Ore 01:09

Qualcuno dalla platea, durante il comizio di Trump, si diverte a stracciare le foto dei politici democratici.

 

31/10/2020 Ore 00:33

Parata pro-Trump dei motociclisti a Gerusalemme:

 

31/10/2020 Ore 00:22

In questa pazza era politica di Trump, in molti posti degli Stati Uniti, certi meccanismi tradizionali si sono inceppati: In questo video due gruppi a confronto; da lato i sostenitori di Biden sul marciapiede opposto, tutti di colore bianco, dall’altro i sostenitori di Trump con membri della comunità nera. Fino a qualche anno fa era impensabile una cosa del genere. Che vinca o che perda il fenomeno politico Trump andrà seriamente analizzato senza incorrere nelle solite pochezze intellettuali del razziata, maschilista, suprematista bianco e stupidaggini varie…

 

31/10/2020 Ore 00:11

Qualcuno sperava che il Texas, in questo ciclo elettorale, era in gioco per i democratici, i numeri sembrano invece confermare l’onda Trumpiana che si appresta a inondare il Texas. 

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31/10/2020 Ore 00:05

ll presidente Trump ha iniziato Ottobre con la diagnosi del Coronavirus e finirà ottobre dopo aver tenuto 34 comiziin 13 diversi stati, incredibile…

 

31/10/2020 Ore 00:03

Gallup pone una domanda fondamentale al cittadino USA: State meglio di 4 anni fa? Nonostante la pandemia e i Fake News; il sondaggio mostra l’indice di approvazione di Trump al di sopra di Obama, Clinton o persino Reagan, che sono stati tutti facilmente rieletti. Che sia un presagio di rielezione per Trump…

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30/10/2020 Ore 23:45

Ultimo aggiornamento dall Florida. Che giornata incredibile! Il vantaggio dei Democratici si e ridotto di oltre 49mila schede solo nella giornata di oggi. La differenza ora è di 114 mila schede. I repubblicani hanno superato le prestazioni del 2016 in termini di schede. Trump dovrebbe vince comodamente la Florida.

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30/10/2020 Ore 18:26

Sono istrionici i sostenitori di Trump; si mettono a seguire l’Autobus della campagna di Biden con bandiere di Trump e con il carro funebre che porta la dicitura: Fondazione Clinton-Servicio Suicidi:

 

30/10/2020 Ore 06:13

Buon Giorno da Hunter Biden:

 

30/10/2020 Ore 05:40

Secondo l’Economist (da prendere con le pinze), il 41% dei sostenitori di Trump prevede di votare in persona, il giorno delle elezioni. Solo il 16% dei sostenitori di Biden dice di voler far lo stesso. Pertanto, l’84% dei votanti di Biden, avranno espresso la loro preferenza prima del 3 novembre.

 

30/10/2020 Ore 05:22

E in Arizona siamo ora alla pari! La media sondaggi tra i due candidati a 47,0%

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30/10/2020 Ore 05:17

Chi lo indossa meglio?

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30/10/2020 Ore 05:15

Anche la CNN comincia a suonare l’allarme: “I Repubblicani stanno rapidamente colmando il divario del voto anticipato in questi stati: Florida, Nord Carolina, Iowa e Nevada.” 

https://www.cnn.com/2020/10/29/politics/republicans-democrats-early-voting/index.html

Il nostro blog ha gia messo la Florida e l’Iowa nella casella di Trump, mentre abbiamo Il Nevada e la North Carolina nella casella di Biden. Ma stiamo monitorando la situazione e grazie alla nostra metodologia ci troviamo pronti, se,i dati confermano, a spostare gli altri due stati nella casella di Trump.

 

30/10/2020 Ore 05:11

Panico fra i Democratici; hanno perso la Florida e se ne accorgono solo ora, basta che chiedono al nostro blog, li avremmo potuti mettere in guardia noi…

Dobbiamo fermare l’emorragia” Intitola Politico:

https://www.politico.com/news/2020/10/29/miami-voter-turnout-democrats-433643

 

30/10/2020 Ore 05:01

Buone notizie dal Nevada per Trump; I democratici hanno avuto un’altra giornata difficile. I repubblicani continuano a sommergere di shede elttorali i democratici nelle zone rurali del “Silver State”. I democratici sono indietro del 30% nelle zone rurali. Questa contrastante, profonda differenza, fra le zone rurali e le aree metropolitane e ormai un tema ricorrente in questa americana del 21 secolo.

Detto ciò il Nevada rimane nella casella di Biden  poiché i Democratici sono ancora in vantaggio su i Repubblicani di circa 45 mila schede. Ma e un vantaggio che va assottigliandosi col passare delle ore. Rimaniamo  vigili sulla fluida situazione in Nevada.

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30/10/2020 Ore 04:41

Il muro con il Messico continua ad essere costruito senza sosta, a ritmo forsennato,  si lavora 24 ore al giorno. Se Trump vince, sarà completato entro i prossimi due anni, se perde, si andrà avanti fino al 20 di Gennaio, quando l’amministrazione Biden, al primo giorno della sua presidenza, bloccherà i lavori.

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30/10/2020 Ore 04:18

Trump ha dedicato molto tempo e sforzi nel migliorare le condizioni di vita nelle comunità Afro-Americana, più di qualsiasi altro candidato presidenziale Repubblicano. Molti artisti e figure sportive della comunità nera sono usciti allo scoperto con il loro sostegno a Trump. Fra questi ci sono Herschel Walker,  50 Cent, Ice Cube, Kanye West, Lil Wayne, Mike Tyson e molti altri. 

13 Black Celebrities Who Supported Trump | Newsmax.com

These 15 Black Celebrities Are Voting for Donald Trump in the 2020 US Election (Confession ...

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Stiamo assistendo a un cambio culturale che avrà ramificazioni rivoluzionarie nella politica a stelle e strisce, che Trump vinca o perda. Il monopolio Democratico sulle comunità nere e minoritarie si sta sfaldando e non importa quello che dice LeBron o Michelle Obama.

Molti nella comunità afro-americana sono stanchi di promesse non mantenute. Che Trump riesca a togliere ai democratici abbastanza voti da vincere le elezioni nella comunità nere e altamente improbabile, ma Trump ora viaggia intorno al 18-20% di approvazione fra i neri. Numeri così i Repubblicani non li aveva mai visti. La ragione di questo spostamento a destra non e casuale, soprattutto negli ultimi due anni. Con questi numeri, chi verrà dopo Trump, nei Repubblicani, potrà costruire qualcosa di importante. Le fondamenta sono state gettate.

https://www.latimes.com/california/story/2020-10-17/ice-cube-black-men-trump-biden-voter-cwba

Molti fra la comunità nera attribuisce, a ragione, la paternità del famoso disegno di legge sul crimine del 1994, responsabile per l’incarcerazione di moltissimi neri, a politici come Joe Biden e Hillary Clinton. La stessa Kamala Harris e stata un procuratrice distrettuale altamente prolifica, mettendo in galera un numero altissimo di membri delle comunità minoritarie. Trump ha invece, con il sostegno del congresso, passato una riforma di legge che ha annullato di fatto quella razzista e persecutoria del 1994. Il risultato è evidente; i numeri dicono che gli americani incarcerati sono scesi al punto più basso in quasi 25 anni. Un calo del 17% rispetto al 2007. Anche la quota di prigionieri neri è diminuita del 22,6%, cioè più del doppio. Andatelo a dire a qualche giornalista nostrano che fa analisi fasulle sulle elezioni americane nelle comunità nere usando propaganda democratica… 

https://freebeacon.com/policy/american-prisons-are-the-emptiest-theyve-been-since-1995-new-data-show/

Secondo un rapporto di Rasmussen quasi un terzo degli elettori neri voterà per Trump, personalmente credo che il numero sia un po esagerato però se non e un terzo e sicuramente molto più alto di quattro anni fa.

https://www.washingtonexaminer.com/news/nearly-one-third-of-black-voters-will-vote-for-trump-rasmussen-report-finds

 

30/10/2020 Ore 03:33

Lo scoppio di rivolte di massa e saccheggi in tutta l’America è allarmante di per sé, ma altrettanto agghiacciante è un nuovo sondaggio: La maggior parte degli studenti universitari americani credono che ciò sia giustificato. Lo scricchiolio dell’impero che comincia a frantumarsi…

https://fee.org/articles/65-of-college-students-say-rioting-and-looting-is-justified-new-poll-finds/

 

30/10/2020 Ore 02:17

Oltre 80 milioni di americani hanno votato fino ad ora alle presidenziali del 2020. Mancano all’appello, dei voti per posta, ancora altre 39 milioni di schede, Più i voti di chi si recherà in persona ai seggi  il 3 di Novembre.

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30/10/2020 Ore 01:30

Pioggia sul comizio di Biden questa notte in Tampa, Florida. Comizio interrotto e tutti a casa.

 

29/10/2020 Ore 18:00

La Pennsylvania! Uno degli stati che deciderà il risultato delle elezioni. Confronto media sondaggi interessante; sia Biden sia Hillary hanno/avevano lo stesso vantaggio su Trump alla vigilia delle elezioni. Confronto 2016-2020: 3,5% di vantaggio nel 2016 3,5% di vantaggio nel 2020. Cambierà questa volta il risultato finale?

2016

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2020

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29/10/2020 Ore 17:41

Importante aggiornamento in Arizona: Fino ad ora hanno votato 2,022,444 di elettori. Questo equivale al 78,6% dei voti totali del 2016. I numeri rivelano un quasi testa a testa. Poche miglia di schede separano i due partiti., bisogna vedere gli indipendenti (unaffiliated) per chi voteranno; saranno probabilmente loro a decidere il voto in Arizona.

 

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29/10/2020 Ore 17:32

Situazione in lieve miglioramento in Nord Carolina per Trump, anche se rimane la decisione della Corte Suprema di ieri a complicare la situazione. Comunque sia, ad oggi, questi sono i dati: Il vantaggio dei Democratici  è sceso a 285.000 schede. Nel 2016, quando i Democratici persero in Nord Carolina di 3 punti di percentuale, avevano un vantaggio, alla vigilia del giorno delle votazioni, di 310.000 schede. Se il trend continua si arriverà al giorno delle elezioni con un vantaggio dei democratici di 230,00 schede. Se usiamo i parametri del 2016 allora Trump potrebbe vincere la Nord Carolina di 4 punti. Detto questo senza dati più attendibili sul voto della comunità nera e con la decisione appena presa dalla Corte Suprema, teniamo la North Carolina ancora nella casella di Biden.

 

29/10/2020 Ore 17:00

Record di crescita del PIL del 33,1% nell’ultimo quarto nonostante il Coronavirus! Potrebbe avere un impatto nelle elezioni presidenziali.

 

29/10/2020 Ore 16:40

Il vantaggio dei Democratici in Florida prosegue inesorabilmente nel suo collasso. Ora è previsto intorno ai 150 mila nel giorno delle elezioni; ciò implica la vittoria di Trump in Florida.  Una curiosità; chi ha vinto in Florida, nelle ultime 6 elezioni è diventato Presidente. 

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29/10/2020 Ore 05:00

Buon Giorno da Hunter Biden:

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29/10/2020 Ore 04:45

“NO MORE LOCKDOWN
No more government overreach
No more fascist police
Disturbing our peace
No more taking of our freedom
And our God-given rights
Pretending it’s for our safety
When it’s really to enslave
Who’s running our country?
Who’s running our world?
Examine it closely
And watch it unfurl
No more lockdown
No more threats
No more Imperial College
Scientists making up crooked facts
No more lockdown
No more pulling the wool over our eyes
No more celebrities telling us
Telling us what we’re supposed to feel
No more status quo
Put your shoulder to the wheel

No more lockdown
No more lockdown
No more lockdown
No more lockdown

No more lockdown
No more government overreach
No more fascist police
Disturbing our peace
No more taking of our freedom
And our God-given rights
Pretending it’s for our safety
When it’s really to enslave
Who’s running our country?
Who’s running our world?
Examine it closely
And watch it unfurl
No more lockdown
No more threats
No more Imperial College scientists
Making up crooked facts
No more lockdown
No more pulling the wool over our eyes
No more celebrities telling us
How we’re supposed to feel
No more status quo
Gotta put your shoulder to the wheel”

 

29/10/2020 Ore 04:26

L’ex presidente Barack Obama con Joe Biden faranno un comizio congiunto Sabato in Michigan, un giorno dopo che il presidente Trump ha  programmato di visitare il Michigan. Tutte le strade della presidenza passano dal Michigan…

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29/10/2020 Ore 04:04

Come sapete non ci affidiamo solo ai sondaggi per prevedere la nostra mappa elettorale, ma in un momento così delicato, equilibrato e di difficile interpretazione nell’importantissimo stato dell’Arizona i sondaggi possono aiutare a decifrare una  situazione in costante evoluzione.

Se Trump dovesse vincere in Arizona, la presidenza potrebbe essere a portata di mano. Le  brutte notizie che arrivano della Nord Carolina sono compensate da quelle dell’Arizona. Secondo l’ultimo sondaggio ipsos Trump e Biden sono ora pari in Arizona (47% – 47%). Lo stesso sondaggio la scorsa settimana vedeva Biden in vantaggio di 4 punti: 

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29/10/2020 Ore 03:49

Biden trasmetterà un programma radiofonico di 90 minuti rivolto agli elettori neri nelle stazioni “gospel” di tutto il paese. Che il signore lo benedica:

https://thehill.com/homenews/campaign/523258-biden-to-air-90-minute-radio-programs-targeting-black-voters

 

29/10/2020 Ore 03:34

Decisione sconcertante della Corte Suprema che consentirà di ricevere e di contare le schede elettorali, per posta, nella Carolina del Nord, fino a 9 giorni dopo il 3 di Novembre; una vittoria per i democratici. Questa decisione dovrebbe sigillare il destino di Trump in Nord Carolina, che era già precario e lo vedeva in serie difficoltà. I democratici preferiscono il voto per posta; il conteggio prolungato delle schede ritardatarie vuol dire di fatto la sconfitta di Trump e di conseguenza è possibile che stiamo assistendo agli ultimi giorni della presidenza Trump. 

Con questa decisione la Corte Suprema di fatto annulla il concetto di Election Day, il giorno delle elezioni, riscrivendo un nuovo capitolo nella storia politica americana. Questa decisione è in linea con quelle presa sul Wisconsin e Pennsylvania. Thomas ha votato contro e la Barrett non si è ancora insediata, dovrebbe iniziare il suo lavoro ufficialmente lunedì.

 

29/10/2020 Ore 01:15

A proposito di Arizona; sia Kamala Harris che Trump hanno tenuto in contemporanea  comizi in Arizona; questo mentre Joe Biden è tornato oggi a rifugiarsi nella cantina di casa. Le immagini sotto mostrano due diversi modi di misurare l’entusiasmo per i candidati. Se le elezioni fossero decise solo dall’entusiasmo dei propri sostenitori, Trump allora vincerebbe in maniera travolgente, ma non sono il numero delle persone presenti ai comizi che ci danno una reale stima di chi vincerà le imminenti elezioni.

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29/10/2020 Ore 00:49

Un caccia F-16 ha intercettato un aereo che stava volando in un’area riservata durante la manifestazione del presidente Trump a Bullhead City in Arizona

I funzionari del comando della difesa aerospaziale nordamericana affermano che l’aereo è stato intercettato intorno alle 14:00, dopo che i funzionari hanno notato che era entrato nell’area di restrizione temporanea del volo che circonda Bullhead City. Nel video, durante il comizio si sente e si vede il caccia nel cielo lanciare quello che si chiama, in gergo tecnico dei flare. I flare sono  usati anche per deviare la traiettoria di un missile. Trump sente il rumore della caccia e lo scambia per una dimostrazione celebrativa dell’aviazione. Solo dopo si saprà la reale ragione dello ‘spettacolo” della F-16. 

 Questa la versione ufficiale del NORAD: “Intorno alle 14:00 un velivolo NORAD F-16 ha intercettato un velivolo dell’aviazione generale che era entrato nell’area di restrizione di volo temporanea che circondava Bullhead City senza autorizzazione adeguata. L’aereo in violazione non rispondeva alle procedure di intercettazione iniziali, ma stabiliva la comunicazione radio dopo che il caccia NORAD ha  dispiegato razzi di segnalazione. L’aereo è stato scortato fuori dall’area riservata senza ulteriori incidenti.

 

 

28/10/2020 Ore 22:25

Il NORAD ha inviato un F-16 per intercettare un aereo sconosciuto che volava vicino al comizio di Trump in Arizona: Tentativo di attentato?

 

28/10/2020 Ore 18:40

Molti uomini latini sostengono il presidente Trump in questa elezione:

https://www.npr.org/2020/10/28/928359082/many-latino-men-are-supporting-president-trump-in-tuesdays-vote?utm_campaign=storyshare&utm_source=twitter.com&utm_medium=social

 

28/10/2020 Ore 06:21

Ne avevamo già accennato in precedenza; ci sono problemi per Biden in Nevada. Ora lo conferma anche il Nevada Independent: “L’ultima analisi dimostra che i Democratici stanno perdendo punti nei loro distretti chiave“. Il Nevada rimane nella casella di Biden, ma potrebbe spostarsi in quella di Trump nelle prossime ore, attendiamo ulteriori conferme:

https://thenevadaindependent.com/article/the-early-voting-blog-3

 

28/10/2020 Ore 06:21

Biden arriva in Georgia nel luogo del suo comizio e viene accolto dai sostenitori di…Trump

 

28/10/2020 Ore 06:15

Trump ora ha scavalcato, nella media dei sondaggi, Biden in Florida. Come avevamo previsto già qualche giorno fa, la nostra metodologia ci aveva spinto a spostare la Florida nella casella di Trump, questi dati confermano quello che già noi sapevamo.

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28/10/2020 Ore 06:03

Record storico dei votanti per posta nel Mississippi:

169 mila schede richieste

146 mila schede restituite

https://mississippitoday.org/2020/10/26/mississippi-absentee-voting-continues-its-record-pace-in-2020/

 

28/10/2020 Ore 06:00

Vantaggio dei repubblicani delle schede spedite per posta e in persona; 42% contro il 36% dei Democratici. Se il Wisconsin rimane nella casella di Trump la strada per la vittoria rimane ottenibile da parte del Donald:

 

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28/10/2020 Ore 05:25

In ogni singola elezione ci dicono che i giovani americani sono finalmente molto interessati alla politica e che hanno intenzione di votare. Ogni singola elezione i mass media e gli    analisti politici ci dicono che questa volta è la volta buona, ogni singola elezione. Ma se guardiamo ai dati dal 1986, che siano le presidenziali o le elezioni medio termine,  l’impegno dei giovani rimane basso. Che quest’anno sia la volta buona?

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28/10/2020 Ore 05:25

Joe Biden sale sul podio per un comizio a Warm Springs, Georgia, ogni commento e superfluo…

Ma sì facciamolo un paragone:

 

 

28/10/2020 Ore 05:11

Con 69,4 milioni di voti espressi fino ad ora e con 6 giorni dalle elezioni, l’America ha già superato il 50% di tutti i voti espressi nel 2016. Sono numeri da record.

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28/10/2020 Ore 05:09

Ultime dalla Florida: 6.858.326 voti espressi (posta + di persona)

Democratici: 2.820.778 (41,1%)

Repubblicani: 2.572.910 (37,5%)

Indipendenti: 1.464.638 (21,4%)

Il vantaggio dei Democratici diminuisce a 247.868 e dovrebbe scomparire nel giorno delle elezioni.

Oggi sono state elaborate in totale 415.861 schede.

 

28/10/2020 Ore 05:04

Comizio “ drive-in” ad Atlanta di Biden con i rapper Common e Offset come invitati di eccellenza. Questo è il  più grande comizio che si sia visto fino ad ora di Biden da quando ha iniziato a tenere questi eventi “drive-in.”  L’unico problema è che il rapper Common è attualmente accusato di violenza sessuale da una collega che sostiene di aver cercato di costringerla a fare sesso orale. Immaginatevi Trump avere sul palco una artista accusato di violenza sessuale come rappresentante del suo movimento politico…

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28/10/2020 Ore 04:33

Qualche giorno fa ho postato delle foto di una manifestazione pro Trump della comunità` Amish. Incuriosito sono andato a procurarmi un po di numeri per capire se il voto Amish potrebbe influenzare il risultato delle votazioni soprattutto negli stati Battleground: Gli elettori Amish potrebbero influenzare il voto finale solo se le votazioni, in certi stati, sono decise su filo del rasoio. 350.665 Popolazione totale degli Amish. 

Nel battleground states la popolazione Amish e subdivisa  in questa maniera: 

  • 81.500 in Pennsylvania
  • 78.280 in Ohio
  • 22.235 in Wisconsin
  • 16.525 in Michigan

 

28/10/2020 Ore 04:22

Interstatale 27 da Seaford a Montauk, nello stato di New York. C’erano 9.604 auto nel corteo pro Trump più molti sostenitori su strade secondarie e su ogni cavalcavia della interstatale:

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28/10/2020 Ore 04:22

La campagna presidenziale di Biden, in questa ‘ultima settimana, prima delle elezioni, aveva deciso di nascondere Joe nella cantina di casa poi ha cambiato idea e lo fa uscire allo scoperto.  Cosa è successo? Sarà che i sondaggi non sono poi così favorevoli come vogliono farci credere?  Le visite in Florida  e negli stati del Rust Belt sono un segno che Biden sta avendo problemi grossi in quegli stati. Poi ci sono anche l’Arizona e il Nevada. Mentre la visita in Arizona e logica poiché si tratta di uno stato in bilico, cioè` può andare a qualsiasi dei due candidati, la visita in Nevada invece dimostra che la macchina organizzativa di Biden ha paura di perdere il vantaggio nel “silver state” :

 

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28/10/2020 Ore 03:15

Buone notizie per Trump in Nevada; i Repubblicani hanno avuto fino ad ora un rendimento di tutto rispetto. Ad oggi, hanno votato 744,203 degli aventi al diritto, che sarebbe l’equivalente del 61,1% del totale dei voti nelle elezioni del 2016. I democratici rimangono favoriti con 47,3% delle schede elaborate mentre i Repubblicani sono al 44,3 %. I democratici pero` sono indietro di molti punti rispetto alla loro prestazione, nello stesso periodo, alle elezioni del 2016, quando erano al 51,2%. Biden rimane in controllo del Nevada ma mostra segni di affaticamento.

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28/10/2020 Ore 02:49

Joe Biden, durante l’udienza al senato nel 1991 per la conferma del glorioso giudice Clarence Thomas, fece di tutto per calunniare e distruggere la carriera e la reputazione di questo mite, nobile e onesto uomo.

Flashback: Biden Rejected FBI's Clarence Thomas Report

John Roberts e il giudice capo della Corte Suprema, ma in realtà Thomas, dopo 29 anni di servizio, con l’avvento della Berrett, prende ora di fatto saldamente il controllo della maggioranza della Corte Suprema. Le elezioni del 2020 saranno molto probabilmente decise dalla Corte Suprema…Come si dice;  ciò che fai trovi? 

Biden ti manda i saluti Thomas:

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28/10/2020 Ore 02:24

Perché la JP Morgan si fa questa domanda quando tutti i sondaggi ci dicono che Trump perde? 

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28/10/2020 Ore 02:11

Lo stato del Texas pianifica di schierare fino a 1.000 truppe della Guardia nazionale in previsione di disordini post-elettorali, se il buongiorno si vede dal mattino…

 

28/10/2020 Ore 02:02

A una settimana dalle elezioni, secondo molti (quasi tutti) sondaggi, Trump e morto che cammina…

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27/10/2020 Ore 17:10

Migliaia di sostenitori di Donald Trump in attesa del suo arrivo per un comizio a Lansing, Michigan. Il Michigan e un importante stato battleground. Video registrato qualche minuto fa:

 

 

27/10/2020 Ore 15:27

Grafico interessante; alla domanda quali sono le possibilità che Trump venga rieletto?

Gli aggregatori di sondaggi contro la piazza scommesse. Anche se tutti danno la vittoria di Trump a meno del 50% vale la pena notare che i scommettitori sono più ottimistici degli aggregatori di sondaggi: 

3% per il Lean Tossup

13% per FiveThirtyEight

Piazza scommesse: circa il 35%

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27/10/2020 Ore 15:07

Il “Boston Herald” il giornale di Boston ha, questa mattina, annunciato il suo sostegno a Trump. Considerato che Boston è una roccaforte democratica e che quattro anni fa nessun quotidiano o testata giornalistica aveva annunciato il sostegno a Trump, questa decisione dell’Herald e` stupefacente. 

https://www.bostonherald.com/2020/10/27/the-herald-endorses-president-trump/

 

27/10/2020 Ore 07:24

Benvenuti in Pennsylvania; il cowboy solitario di Trump:

 

27/10/2020 Ore 07:16

Proprio mentre stavamo per spostare la Nord Carolina nella casella di Biden, buone notizie arrivano per Trump; gli ultimi dati  mostrano Trump in miglioramento nelle ultime ore su Biden.  Comunque sia, Trump in North Carolina, sta mostrando ancora una debolezza preoccupante. Per il momento la Nord Carolina rimane nella casella elettorale di Trump, con riserva…

Voto anticipato della Carolina del Nord:
Democratici 49,7% (+5,7)
Repubblicani 44%

Voto anticipato nel 2016, per fare un confronto:
Democratici 54,2% (+12,5)
Repubblicani 41,7%

 

27/10/2020 Ore 05:22

Interessante grafico che mostra un sondaggio in cui se i Democratici, i Repubblicani e gli indipendenti fossero divisi in più partiti, stile Europa, che fetta di percentuale dell’elettorato queste entità attirerebbero: Nazionalisti 16% – Conservatori 25% – Acela (centristi) 11% – Labor (liberali) 26% – Partito Verde 11% 

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27/10/2020 Ore 05:00

Mentre le presidenziali del 2020 si avviano all’epilogo, il democratico Joe Biden è in testa secondo molti sondaggi. Però se confrontiamo la media sondaggi di approvazione del presidente Trump con quella di Obama, nello stesso giorno, 26 ottobre, la media di Trump è del 52%. mentre quella di Obama era del 48% nel 2012.

 

27/10/2020 Ore 04:48

Il capo indiano della tribù del “Crow Indian Tribe” sostiene Trump: “Perché cambiare il cavallo nel mezzo della corsa?

 

27/10/2020 Ore 04:36

Il vantaggio dei Democratici in Florida e ora di +302, 811 schede. Solo oggi i Repubblicani hanno recuprato piu` 52 mila schede dal vantaggio Democratico! Secondo i calcoli che vi abbiamo spiegato nei nostri post precedenti, di questo passo, i Democratici arriveranno al 3 di Novembre con meno di 200 mila voti di vantaggio. Questo  significa che Trump vince la Florida comodamente. 

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27/10/2020 Ore 04:20

In Texas gli elettori hanno espresso fino ad ora il 77,9% del totale dei voti contati, in tutto lo stato, paragonato alle elezioni presidenziali del 2016.

Repubblicani 51,9% (+13,1)

Democratici 38,8%

Il Texas dovrebbe rimanere fermamente nella casella di Trump

 

27/10/2020 Ore 04:05

Durante il comizio di Jill Biden (moglie di Joe) si stacca il cartello, segno brutto o buono? Lo sapremo la prossima settimana, forse…

 

27/10/2020 Ore 02:25

AMY CONEY BARRETT E LA NUOVA GIUDICE DELLA CORTE SUPREMA!

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Nel giorno del compleanno di Hillary Clinton la maggioranza Repubblicana al Senato ha votato la conferma di Amy Coney Barrett alla Corte Suprema degli Stati Uniti, dando di fatto ai conservatori una maggioranza di 6-3, anche se John Roberts non può essere considerato un vero conservatore.

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Amo la costituzione e la repubblica su cui si poggia” ha detto la Barrett. Un grande giorno per i patrioti americani e la costituzione. Una battaglia vinta nella guerra per il controllo dell’anima di questa Nazione. La lotta continua…

Il giuramento della Barrett è stato amministrato del Giudice Clarence Thomas che dopo la morte di Antonin Scalia era diventato l’unico vero costituzionalista della corte suprema. Da oggi la sua battaglia sarà un po’ meno solitaria.

Quasi mi dimenticavo: Buon Compleanno Hillary!:

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27/10/2020 Ore 02:05

Secondo Gallup il 51% degli americani sostiene la conferma di Amy Coney Barrett alla corte Suprema. Il sostegno è al 52% tra gli elettori indipendenti.

https://news.gallup.com/poll/322232/amy-coney-barrett-seated-supreme-court.aspx

 

27/10/2020 Ore 02:01

Mappa degli elettori nel 2020 con laurea, per distretto congressuale. Più blu è la mappa più marcata è la presenza di laureati votanti. Le grandi aree urbane come San Francisco, Los Angeles, Chicago, New York e altre, sono le più blu. Ciò significa che i laureati votano per la maggior parte partito democratico:

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27/10/2020 Ore 01:49

Interessante grafico di come è suddivisa la preferenza politica della comunità asiatica secondo i sondaggi: 

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27/10/2020 Ore 01:40

Il rosso della mappa rappresenta il numero di casi di Coronavirus, più rossa è la mappa più concentrata è la diffusione del Virus. Dalla mappa è evidente che il rosso più profondo e concentrato nella zone del Wisconsin e in generale la diffusione è più evidente negli stati del Rust Belt, i cosiddetti stati battleground. Questa situazione potrebbe avere un impatto negativo e avverso nel giorno delle elezioni per Trump.

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26/10/2020 Ore 18:55

“Mentre i venti dell’inverno si abbattono su questa grande terra, il nostro stesso futuro è in bilico. E poiché siamo una famiglia forgiata nel conflitto, conosciamo bene il grande costo della libertà. Quindi, lascia che la pace regni! Ma se preservare la pace significa fare la guerra, così sia.“ Postato ieri dai patrioti del Wyoming. 

Il dopo elezioni determinerà i tempi e i modi della prossima guerra civile in America…

 

26/10/2020 Ore 18:04

Aggiornamento Nord Carolina (Voto di persona +  Voto per posta): Democratici in vantaggio di + 354.410 schede

Nel 2016 i Democratici arrivarono al giorno delle elezioni con più di 310.000 schede di vantaggio rispetto a Repubblicani. Nel giorno della elezione Trump finì per vincere la Nord Carolina con 3,8 punti di percentuale. Se i democratici continuano di questo passo, aumentando il vantaggio, allora azzereranno quello dei Repubblicani nel giorno delle elezioni. 

Per Trump comincia a mettersi male in Nord Carolina, se continua questo trend ci vedremo costretti a spostare la North Carolina nella casella di Bidem. La perdita di questo stato sarebbe devastante per Trump.

 

26/10/2020 Ore 08:30

Nelle presidenziali del 2016 i repubblicani hanno vinto sui Democratici nelle aree rurali 56,2% contro il 34,6%. Una differenza di + 21,6% a favore dei Repubblicani.

Nell’attuale votazione anticipata del 2020, i repubblicani superano i democratici nelle aree rurali del 28,3% (58,8% contro il 30,5%).

Il vantaggio per Repubblicani nelle zone rurali e importante per compensare il voto dei democratici nelle zone urbane.

 

26/10/2020 Ore 08:09

Joe Biden è molto preoccupato per il paese che rischia di affrontare “altri 4 anni di George …George (Bush?)…” Nel video si vede dalle labbra di Jill Biden sussurrare il nome di Trump al marito che ha perso il filo del pensiero.

 

 

26/10/2020 Ore 08:03

Rumble è un’alternativa a YouTube che sta crescendo in popolarita`, una nuova alternativa nell’era della censura di YouTube.

https://reclaimthenet.org/rumble-is-a-youtube-alternative-thats-growing-in-popularity/

 

26/10/2020 Ore 08:00

Aggiornamento: La Florida rimane nella casella di Trump: I Democratici mantengono un vantaggio sui repubblicani (Voti Per Posta + Voti in Persona) uguale a 354,732; era 363,849 alle 8 di Domenica mattina. Se il trend continua si prevede che il vantaggio sarà inferiore a 200mila il giorno delle elezioni del 3 Novembre, ciò significa che Trump vincerà la Florida. 200mila voti sono ben al di sotto del numero necessario ai democratici per compensare il voto repubblicano in persona il giorno delle votazioni.

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26/10/2020 Ore 07:22

Sotto trovate il sondaggio pubblicato dall’ “The Economist”; non dico che Trump vince ma questi numeri sono da barzelletta:

Possibilità di vincere il Collegio Elettorale:

Biden 93%

Trump 7%

Possibilità di vincere i voti popolari:

Biden 99%

Trump 1%

Collegio elettorale stimato:

BIDEN 345

TRUMP 193

I sondaggi non sono gli unici parametri da usare nella metodologia di previsione del voto, ma anche se vogliamo usare, solo ed esclusivamente, i sondaggi, l’Economist e un esempio orribile da seguire. Ho postato questo sondaggio solo per mostrare un esempio di un sondaggio fatto senza una traccia di obiettività e  di scientificità. Meno male che ho smesso di sottoscrivere a questa rivista pattumiera molti anni fa. D’altronde sono gli stessi geni (anche se non gli unici) che quattro anni fa avevano previsto una travolgente vittoria di Clinton.

https://www.economist.com/graphic-detail/2016/11/08/hillary-clinton-has-got-this-probably-very-probably

A proposito della Clinton: Ogni giorno siamo riconoscenti agli dei che questa entita` non e diventata presidente

 

26/10/2020 Ore 07:10

La campagna elettorale di Joe Biden ha annunciato che Biden non ha eventi pubblici in programma per i prossimi 9 giorni, cioè fino al giorno delle elezioni. 

 

26/10/2020 Ore 07:00

Ultimo aggiornamento: 25 ottobre 2020, 14:37:01 ora del Pacifico:

A livello nazionale, gli elettori hanno espresso il 39,7% del totale dei voti conteggiati nelle elezioni generali del 2016.

Fino ad ora almeno 54.311.081 elettori hanno votato nelle elezioni presidenziali del 2020.

https://targetearly.targetsmart.com/?view_type=National&demo=Modeled%20Party&demo_val=All

 

26/10/2020 Ore 06:39

Dobbiamo essere onesti, le donazioni si sono arenate dopo dopo il dibattito televisivo…

Sotto la email spedita dalla campagna elettorale di Joe Biden agli iscritti del partito democratico nel sollecitare donazioni dopo che le stesse hanno rallentato a sequito del dibattito televisivo.

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26/10/2020 Ore 06:30

Qualche notizia comincia a trapelare dal Nevada e sono dati positivi per Trump: sotto la tabella dei votanti per partito, nello stesso periodo, nelle ultime 3 elezioni; Democratici, Repubblicani e Indipendenti. I repubblicani sono indietro di qualche punto di percentuale, ma molto meno rispetto a quattro anni, cioè rispetto alle elezioni del 2016.

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26/10/2020 Ore 06:20

Secondo un sondaggio della CBS pubblicato oggi, il 12% dei repubblicani che hanno già votato, avrebbe dato la preferenza a Biden. Non siamo sicuri se sia un sondaggio accurato; 12% e una cifra molto alta. Sarei propenso a credere che sia piu intorno al 6/8% visto che l’indice di approvazione per Trump tra i votati repubblicani e intorno al 94%. Se 12% fosse una cifra reale allora sarebbe un grosso guaio per Trump, il 12% vuol dire sconfitta certa per il Donald.

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26/10/2020 Ore 03:22

E` soprannominato il fenomeno “Bigret”: Cioe Biden+Regret (Rimpianto)

In altre parole il grafico mostra il google trend degli ultimi giorni dove si mostra che la ricerca “Posso cambiare il mio voto?” e “Hunter/Biden/Cina” hanno avuto un picco dopo il dibattito televisivo.

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26/10/2020 Ore 03:11

Green Bay, Wisconsin!

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26/10/2020 Ore 03:05

Per chi intende…

 

25/10/2020 Ore 20:45

Aggiornamento Nord Carolina: 

Democratci: 1.255.960 (40,51%)

Repubblicani: 929.324 (29,98%)

I repubblicani sono indietro di 326.000 schede totali.

Però la situazione non è così rosea per Biden come sembra: La percentuale dell’elettorato Afro-Americano che ha finora votato è del 20,5%. Il voto afro-americano rimane, soprattutto nelle Caroline, importantissimo per Biden. In paragone Obama ha vinto il Nord Carolina, nel 2008, di un 1 punto di percentuale; i neri costituiscono il 23% dell’intero elettorato della Nord Carolina. I Democratici hanno bisogno di un’affluenza alle urne della comunità nera al 22,5% o superiore per vincere la presidenza e la corsa al senato in quello stato. I neri, come ho detto prima, che hanno finora votato costituiscono il 20,5% dell’elettorato nel voto anticipato. Se rimane sotto il 21% le speranze per Joe Biden di vincere la Nord Carolina sarebbero ridotte notevolmente.

 

25/10/2020 Ore 19:15

Dobbiamo trattare le informazioni che vengono pubblicate sul laptop di Hunter Biden come se fossero un’operazione di intelligence straniera, anche se probabilmente non lo sono.” Una frase piccola, ma molto rivelatrice del Washington Post

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I mass media, al di fuori dei pochi temerari, sono sull’attenti per impedire ai loro giornalisti di menzione qualsiasi notizia sulla scandolo Hunter Biden. Per coprire le spalle ai Biden si sono lanciati in una nuova “vecchia” teoria del complottismo: si tratta di “disinformazione russa.” Inutile ricordare che le foto e le oltre 50,000 email provengono dal computer di Biden che l’ho ha dimenticato dal tecnico dove l’aveva lasciato per aggiustarlo. I russi non centrono niente, d’altronde stiamo parlando del Washington Post: 

 

 

25/10/2020 Ore 17:10

Ad oggi, oltre 60 milioni di persone hanno già votato alle elezioni presidenziali. Per fare un confronto, questo equivale a circa il 47% del totale dei voti del 2016 e quell’anno solo il 41% ha votato prima del giorno delle elezioni. Questa volta le proiezioni sono di circa 150 milioni di votanti, quindi siamo al 40% circa di questa cifra. Mancono 9 giorni dalla fine delle elezioni e con il voto di persona anticipato iniziato oggi ein  fase di svolgimento anche in California.

 

25/10/2020 Ore 06:40

13 importanti rabbini della comunità ortodossa appoggiano il presidente Trump firmando una lettera di sostegno:

 

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25/10/2020 Ore 03:30

Con il rosario e la bibbia al Comizio di Trump:

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24/10/2020 Ore 23:45

Sostenitori a confronto che si fanno i dispetti, il pazzo 2020 è anche questo:

Un gruppo di donne usa un altoparlante per “molestare” un gruppetto d sostenitori di Trump:

Un gruppo di gays, sostenitori di Trump, “osa” manifestare per le strade di Los Angeles nel quartiere omosessuale, attirando l’ira di qualche pedone:

 

24/10/2020 Ore 19:25

Una parata di sostenitori di Trump si è presentata al “comizio” di Biden in Pennsylvania e ha continuato a suonare il clacson fino a quando Biden non ha perso la pazienza e si è rivolto ai disturbatori di Trump apostrofandoli come “chumps” idioti.

 

24/10/2020 Ore 19:04

Trump ha votato oggi in West Palm Beach, Florida, prima di iniziare il suo tour de force con molti comizia già programmati.

 

24/10/2020 Ore 18:53

Dieci giorni alle elezioni e i volontari della campagna di Trump stanno bussando ad ogni porta in Ohio, niente è lasciato al caso. “Una battaglia immane contro il mostro democratico, ma non ci sono alternative…Porta per porta, strada per strada, citta` per citta`…” dice Talessia (nella foto)

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24/10/2020 Ore 18:41

Votazione anticipata in Nord Carolina:

Democratci = 1.206.995 (40,82%)

Republicani = 879.222 Rs (29,74%)

Indipendenti = 858,117 (29.0%)

Vantaggio totale dei democratici e di circa 327 mila voti.

Dall’inizio delle votazioni anticipate in Nord Carolina, i Repubblicani, per il terzo giorno consecutivo, hanno superato i Democratici di circa 13.000 voti.

Il totale di ieri e stato  94,885 per I repubblicani contro gli 81,767 dei democratici. 

Questi numeri sono problematici ma non orribili per i Repubblicani poiché, nel 2016, in Nord Carolina, i Repubblicani sono arrivati al giorno delle elezioni indietro nel conteggio del voto anticipato di circa 310 mila voti, ma nonostante ciò Trump ha vinto lo stato della Nord Carolina di circa  3,8 punti di percentuale. 

Attualmente i Repubblicani sono in ritardo nelle votazioni anticipate di circa 327 mila, con altri 10 giorni di voto anticipato prima di arrivare al fatidico 3 di Novembre.  Se il trend degli ultimi 3 Giorni continua i Repubblicani potrebbero comodamente chiudere il gap con i democratici di qualche altro migliaio di voti arrivando al giorno delle elezioni, indietro ai democratici, ma con un divario facile da colmare come fu 4 anni fa.

Il Nord Carolina per il momento rimane nella casella di Trump, seguiamo attentamente gli sviluppi in questo importante stato e ci troviamo pronti a cambiare la mappa elettorale a favore di Biden se sarà necessario.

 

24/10/2020 Ore 06:36

Voci Nere per Trump hanno tenuto una serie di incontri per coordinare la campagna presidenziale di Trump nelle comunità afro-americane:

Alveda Celeste King, la nipote di Martin Luther King Jr. era tra i presenti, una delle voci più energetiche del crescente movimento repubblicano nero:

https://en.wikipedia.org/wiki/Alveda_King

 

24/10/2020 Ore 05:55

Leslie Rossi, nel cuore della Pennsylvania occidentale, ha trasformato la sua casa in un luogo di pellegrinaggio per i sostenitori di Trump. La gente si iscrive al partito repubblicano e la maggior parte sono persone che non hanno mai votato prima,  oppure erano iscritte al partito democratico. Il cuore pulsante dell’america contadina, rurale in contrasto con l’america urbana. E qui che Trump avra` la possibilita di vincere la Pennsylvania.

 

24/10/2020 Ore 05:38

La corsa in Arizona si riscalda: I sondaggi e la nostra metodologia mostrano, nelle ultime 24 ore, dopo il dibattito televisivo, un deciso spostamento delle preferenze verso Trump e i Repubblicani. Se la situazione non cambia nelle prossime ore l’Arizona potrebbe passare nella casella di Trump. C’è` dell’altro; il National File ha ottenuto una serie di foto dall annuario scolastico del 1986 di Mark Kelly, candidato al Senato Democratico in Arizona, che lo mostrano vestito da dittatore nazista; Adolf Hitler, per una festa di Halloween, mentre frequentava l’Accademia della Marina Mercantile.https://nationalfile.com/exclusive-democrat-senate-candidate-mark-kellys-yearbook-shows-him-dressed-as-hitler/

Come risultato delle foto ora la repubblicana McSally (R-inc) 50% (+3) e favorita sul Mark Kelly (D) 47%. https://overland.amgreatness.com/app/uploads/2020/10/Toplines-ArizonaStatewide-CFAG-Oct2020.pdf

L’Arizona e diventato uno stato importantissimo sia per le presidenziali che per la corsa al senato. 

 

24/10/2020 Ore 02:06

Vittime soldati statunitensi nella guerra in Afghanistan:

Bush: 630

Obama: 1758

Trump: 63

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24/10/2020 Ore 01:50

PROSSIMI COMIZI DI TRUMP:

Sabato – Lumberton, North Carolina 

Sabato – Circleville, Ohio

Sabato – Waukesha, Wisconsin 

Domenica – Manchester, New Hampshire 

Lunedi – Lititz, Pennsylvania 

Lunedi – Martinsburg, Pennsylvania

Martedi – Lansing, Michigan 

Martedi – West Salem, Wisconsin

Martedi – Omaha, Nebraska

Nel frattempo Joe rimane nascosto nella cantina…

 

24/10/2020 Ore 01:04

Gli Ispanici, in questa tornata elettorale, dovrebbero votare per Trump intorno al 40%. Se ciò fosse vero; Trump diventerebbe il repubblicano con i voti più alti mai registrati fra la popolazione latina. 

 

 

24/10/2020 Ore 00:53

1,104,159 di persone in totale, tra voto in persona e voto per posta, hanno già espresso la loro preferenza in Wisconsin. Gli elettori repubblicani hanno votato il 4% in più dei Democratici. Il Wisconsin rimane per il momento nella casella di Trump.

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24/10/2020 Ore 00:47

Sorprendenti numeri in Ohio: 1,792,440 in totale, tra voto in persona e voto per posta, hanno già espresso la loro preferenza. Gli elettori repubblicani sono quasi il 10% in più dei Democratici. Una marea Rossa si alza all’orizzonte in Ohio… 

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23/10/2020 Ore 23:41

Weekend con il Morto (Biden…)

 

23/10/2020 Ore 23:35

Gli ascolti del dibattito presidenziale della scorsa notte sono diminuiti dell’11% paragonati al primo confronto. Si calcola che 55 milioni di spettatori si sono sintonizzati ad ascoltare il dibattito tra Joe Biden e Donald Trump.

 

23/10/2020 Ore 20:15

Le elezioni presidenziali non riguardano solo Trump e Biden, quindi la presidenza; non dobbiamo dimenticare delle importanti elezioni alla Camera e la Senato.

Il Senato degli Stati Uniti è attualmente composto da 53 repubblicani e 47 democratici (inclusi due indipendenti). Trentacinque dei cento seggi del Senato sono in gioco. 23 dei 35 seggi senatoriali in gioco sono occupati dai Repubblicani.  I democratici dovranno guadagnare solo 3 o 4 seggi per riacquistare il controllo del senato. I Repubblicani potrebbero perdere non solo la presidenza ma anche il controllo del senato.

Questi sono i posti al senato a rischio per i Repubblicani: 

ARIZONA: La senatrice repubblicana Martha Mc Sally è indietro nei sondaggi rispetto al democratico Mark Kelly (ex Astronauta).

COLORADO: Il senatore repubblicano Cory Gardner è indietro nei sondaggi sullo sfidante democratico John Hickenlooper (ex governatore).

IOWA: La democratica Theresa Greenfield è in vantaggio sul senatore repubblicano Joni Ernst di diversi punti percentuali.

CAROLINA DEL NORD: lo sfidante democratico Cal Cunningham è in vantaggio di diversi punti sul senatore Repubblicano Thom Tillis. Ultimamente però Cal Cunningham sta perdendo colpi per essere stato coinvolto in uno scandalo sessuale.

Questi sono invece i posti vulnerabili al senato per i Democratici: 

ALABAMA: Il senatore democratico Doug Jones è considerato il democratico più vulnerabile al Senato, ha vinto le elezioni per il seggio dopo che il repubblicano Jeff Sessions aveva lasciato vuota la sedia per diventare procuratore generale di Trump nel 2017. Lo sfidante Repubblicano è un ex allenatore di Football della Auburn University, Tommy Tuberville.

MICHIGAN: Il senatore democratico Gary Peters ha un piccolo vantaggio sullo sfidante repubblicano John James in uno stato che rappresenta un importante campo di battaglia per la rielezione di Trump.

MINNESOTA: La corsa per il Senato in Minnesota si è notevolmente equilibrata con la senatrice democratica in carica; Tina Smith ha perso quasi tutto il suo vantaggio che aveva sullo sfidante repubblicano Jason Lewis.

 

23/10/2020 Ore 07:44

ATTENZIONE CAMBIA LA MAPPA ELETTORALE: LA FLORIDA RITORNA NELLA CASELLA DI TRUMP:  Joe BidenJOE BIDEN 279  Donald Trump DONALD TRUMP 259

Il vantaggio dei democratici in Florida si e` ridotto da quando e iniziato il voto in persona. I dati pubblicati oggi sono i seguenti: I repubblicani sono in vantaggio nel voto in persona di +137,686 schede rispetto ai democratici. In democratici sono in vantaggio sui repubblicani di +428,286 schede in totale. Il vantaggio dei Democratici e dovuto al voto per posta.

I democratici devono arrivare al giorno delle elezioni con circa + 650,000-700,000 voti per compensare i voti dei Repubblicani, questo perché il numero dei repubblicani che vota di persona, il giorno delle elezioni e molto più alta di quello democratico. In Florida i democratici preferiscono il voto per posta, i Repubblicani quello in persona. Il numero di 650,00 viene stabilito basandosi sui dati storici. 

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Ci sono diversi parametri da calcolare nella metodologia di previsione del voto: Come menzionato precedentemente; la forza dei democratici sono i voti per posta mentre quella dei Repubblicani sono i voti in persona, cioè presentandosi fisicamente ai seggi. Tradizionalmente in Florida i Democratici arrivano al giorno delle elezioni con un vantaggio consistente. Il bersaglio da colpire per mettersi al sicuro dal voto in persona deve essere  appunto di circa 650,000-700,000 schede. Se l’attuale trend continua, abbiamo calcolato  che i democratici arriveranno al voto del 3 Novembre con un vantaggio di circa 400,000 voti. Questo numero non e sufficiente per compensare il voto in persona. Di questo passo Trump dovrebbe vincere la Florida di circa 2-3 punti di percentuale. Storicamente parlando sia nel 2016 (Presidenziali) che nel 2018 (medio termine),  i democratici hanno perso le lezioni pur arrivando alla vigilia del voto in persona con oltre mezzo milione di schede in più. 

Detto cio`, alla ritrovata forza di Trump in Florida, il presidente mostra debolezza in North Carolina e ora anche in Wisconsin. Se il trend in questi due stati continua saremo obbligati a spostare questi stati nella casella di Biden. Aspettiamo sviluppi nelle prossime ore.

Alla debolezza in North Carolina e Wisconsin si aggiunge la continua debolezza di Trump in Arizona. Senza questi 3 stati Trump deve vincere in Michigan e deve vincere almeno il Minnesota e il Nevada. In Nevada e in Minnesota Trump appare sorprendentemente forte ma non abbastanza da spostare per ora questi stati nella sua direzione. Rimane quindi la Pennsylvania: Questo stato, col passare del tempo, sta assumendo il ruolo di arbitro,  dove si giocheranno le sorti delle elezioni, lo stato “battleground” per eccellenza. Senza la Pennsylvania Trump non vincerà, questo e` un dato di fatto. I dati della Pennsylvania sono di difficile interpretazione, diventa impossibile fare previsioni.

Ha proposito di Pennsylvania; il dibattito tenutosi stanotte potrebbe favorire Trump. Biden ha detto, in diretta televisiva durante il dibattito, che se vince eliminerà i sussidi per l’industria energetica distruggendo di fatto l’economia di quei stati che dipendono la loro vitalità economica dall’industria energetica, come appunto la Pennsylvania.

 

 

23/10/2020 Ore 02:45

Trump arriva al dibattitto:

 

23/10/2020 Ore 02:37

Sta per iniziare il secondo e ultimo dibattito fra Trump e Biden, qui la diretta:

 

22/10/2020 Ore 16:45

La trascrizione dei documenti della deposizione di Ghislaine Maxwell. Non ho letto tutte le pagine, ma i nomi sono stati oscurati, impossibile capire di chi si tratta, siamo entrati in una vicolo cieco…

https://free.law/pdf/gov.uscourts.nysd.447706.1137.13_4.pdf

 

22/10/2020 Ore 16:28

La commissione giudiziaria approva la nomina del nuovo giudice della Corte Suprema  Barrett. Ora la palla passa al Senato per il voto finale. L’arrivo della Barrett alla Corte Suprema avviene in un momento cruciale visto che le contestate presidenziali del 2020 si avvicinano a grandi falcate.

 

22/10/2020 Ore 07:52

“Dal mio cuore”: Bolsonaro sostiene la rielezione di Trump. L’unico capo di stato di un paese sudamericano fino ad ora disposto a sostenere Trump. 

https://www.washingtonexaminer.com/news/from-the-heart-bolsonaro-endorses-trumps-reelection-bid

 

22/10/2020 Ore 07:40

“Fauci è diventato un narcisistico, alla ricerca sempre di attenzioni senza nulla di nuovo da offrire”

“La fine del 2020 non può che arrivare presto, ma purtroppo non ci sono promesse che il nuovo anno ci libererà del dottor Anthony Fauci.

Se l’attuale traiettoria del Coronavirus tiene, vedremo la sua faccia sugli schermi TV e sulle copertine patinate delle riviste finché ognuno di noi non sarà stato esposto al COVID-19. Siamo a 8 milioni di casi confermati. Ne mancano solo 322 milioni!

C’è stato un tempo in cui il santo Fauci, il principale esperto di malattie infettive del nostro governo, era una fonte credibile di informazioni sui rapidi sviluppi della pandemia di coronavirus. Ma quel tempo è finito circa quattro mesi fa…”

https://www.washingtonexaminer.com/opinion/fauci-has-become-an-attention-seeker-with-nothing-new-to-offer

 

 

22/10/2020 Ore 05:16

Obama sta facendo campagna elettorale in Pennsylvania per conto di un desaparecido, Joe Biden. Erano circa 12 le persone presenti. Domanda che sorge spontanea: Con una dozzina di persone presenti a che serve il megafono?

 

22/10/2020 Ore  04:45

“Borat incastra Giuliani: ripreso mentre si tocca” titola una delle testate giornalistiche italiane, copiando il testo dei mass media americani sul presunto scandalo in cui sarebbe coinvolto l’ex sindaco di New York, Rudy Giuliani. Giuliani sarebbe stato scoperto mentre si appartava, con una falsa giornalista, protagonista dell’ultimo film di Sacha Baron Cohen.

Un nutrito stuolo di giornalisti, tra i tanti quelli della CNN, NBC, Politico, Washington Post, c hanno impegnato tutta la settimana sostenendo che la storia del New York Post  su Hunter Biden era “disinformazione russa”; ora invece propongono la bufala su Rudy Giuliani.

Il video di Borat è una montatura. Mi stavo infilando la maglietta dopo aver tolto l’attrezzatura di registrazione. In nessun momento prima, durante o dopo la presunta intervista mi sono comportato impropriamente. Se Sacha Baron Cohen sostiene il contrario, è un bugiardo. Appena ho capito che si trattava di un trucco  ho chiamato la polizia” -Rudy Giuliani

Il presunto video si riferirebbe ad un evento dell’otto luglio scorso durante il quale Giuliani era stato adescato da Borat con il pretesto di una intervista. In quel mentre dopo aver scoperto l’imbroglio Giuliani chiamò la polizia.

Qui l’articolo: https://pagesix.com/2020/07/08/rudy-giuliani-called-the-nypd-on-sacha-baron-cohen-over-prank-interview/

Dopo la prima sbornia, col passare delle ore, a poco a poco, tutti i giornalisti e i presunti esperti di politica, una volta scoperta la bufala, hanno cominciato a cancellare i tweet; gli articoli su questa storia hanno cominciato a sparire. Questa gente sa benissimo cosa vuol dire essere  denunciati presso una corte americana per diffamazione e calunnia per poi vedersi costretti a pagare milioni di dollari per danni morali per calunnia. Consiglierei la cancellazione anche da parte dei nostri intrepidi giornalisti italiani prima che sia troppo tardi; se in dubbio chiedere ai loro modelli gi giornalismo: alla CNN, al Washington Post…

https://www.msn.com/en-us/news/crime/the-washington-post-nick-sandmann-settle-24250-million-lawsuit-out-of-court/ar-BB179ATb

https://www.foxnews.com/media/cnn-covington-nick-sandmann-settlement

 

22/10/2020 Ore  03:23

Attenzione: il Computer portatile di Hunter Biden è collegato ufficialmente ad un inchiesta dell’FBI per riciclaggio di denaro!

https://www.foxnews.com/politics/laptop-hunter-biden-linked-fbi-money-laundering-probe.amp?__twitter_impression=true

 

22/10/2020 Ore  03:23

Il Dipartimento di Stato approva 1,8 miliardi di dollari  di vendita di armi a Taiwan. Gli ultimi fuochi anticinesi sparati da Trump prima di abdicare per Biden, forse…

 

22/10/2020 Ore  03:00

Contrasto fra Trump e l’avatar di Biden; Obama, che in questo momento sta facendo campagna elettorale per conto del suo ex vice presidente in Pennsylvania…

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22/10/2020 Ore  02:51

In questo momento comizio di Trump in Gastonia, North Carolina. Nel frattempo Biden è nascosto nella cantina di casa da tre giorni…

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22/10/2020 Ore  02:39

La costruzione del muro al Confine col Messico è entrato in una fase critica; il lavoro va avanti in una maniera quasi frenetica per completare quante più miglia possibili, prima che Biden arrivi alla Casa Bianca. Al momento di una eventuale amministrazione Biden  a Washington, il progetto del muro verrebbe bloccato istantaneamente.

Aggiornamento:

360 miglia completate
221 miglia in costruzione
157 miglia in fase di pre-costruzione

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22/10/2020 Ore  02:31

Ohio:Il voto anticipato nella contea di Warren (OH) registra un numero record di elettori.

https://local12.com/news/local/early-voting-in-warren-county-sees-record-number-of-voters

Tennessee: Le aree rurali nelle zone dove le votazioni sono già in corso stanno stabilendo il record di di votanti. Ho la sensazione che le élite urbane e burocratiche non hanno idea dell’onda che li sta per travolgere…

https://www.wbir.com/article/news/politics/elections/rural-counties-setting-early-voting-records-but-lines-are-still-moving-fast/51-396d6698-f12f-4bdb-9b5a-b8e9721eab96

 

21/10/2020 Ore  21:33

Tel Aviv: ” Donald Trump, Israele ha bisogno di te per altri quattro anni”

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21/10/2020 Ore  21:30

Il senatore repubblicano Mitt Romney: “Non ho votato per il presidente Trump”

 

21/10/2020 Ore  19:00

“Se vinciamo in Pennsylvania, vinciamo la presidenza”. -Presidente Donald Trump

Il Presidente ha parzialmente ragione, ma senza la Florida e l’Arizona, anche con la Pennsylvania non sarà rieletto..

 

21/10/2020 Ore  18:08

Sono 13 i comizi fino ad ora tenuti da Trump da quando è guarito dal Coronavirus. I dati estrapolati dal Partito Repubblicano sulle persone che hanno partecipato ai comizi ci dice che oltre 167.000 erano presenti ai comizi. Di questi 167,000 partecipanti, il 25% rappresentano nuovi elettori che non hanno mai votato prima. Il 30% non si identifica come Repubblicano, sono un mix quindi fra Democratici e indipendenti.

La base degli elettori di Trump è molto più variegata di quanto i media vogliono far credere.

 

21/10/2020 Ore 16:40

Aggiornamento delle 14:29 data odierna in Florida:

321.007 repubblicani, 279.968 democratici e 111.675 indipendenti hanno votato di persona.

I repubblicani hanno superato i Democratici nei primi 2 giorni di votazioni in persona, ma i Democratici hanno un vantaggio totale di 486.797 voti se includiamo il voto per posta.

Totals: Dem: 1,708,632 (46.5%) Rep: 1,221,835 (33.2%)

Comunque sia dal 2016 ad oggi, il vantaggio Democratico in Florida, nel numero degli iscritti al partito, si è ridotto da 328,000 a 134,000; una diminuzione del 60%!

 

21/10/2020 Ore 07:03

Nuovi elettori iscritti ai partiti dalla fine delle Primarie. Stati Battleground; numeri molto buoni per i Repubblicani che potrebbero avere un impatto positivo sulle presidenziali :

Pennsylvania

Democratici  + 114, 497

Repubblicani+ 215.393

 

Florida

Democratici  + 197, 821

Repubblicani + 344,465

 

Carolina del Nord

Democratici  + 68.817

Repubblicani + 107,908

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21/10/2020 Ore 06:07

Aggiornamento Ghislaine Maxwell!

Tempistica perfetta; in molti tremano. La notizia sta mettendo ansia diversi personaggi, anche politici, e potrebbe avere un impatto sulle elezioni presidenziali: Le trascrizioni delle interviste condotte dagli avvocati con l’ex fidanzata del defunto condannato per molestie sessuali Jeffrey Epstein, devono essere rilasciate giovedì mattina.

L’ordine del giudice distrettuale degli Stati Uniti; Loretta A. Preska, consente il rilascio pubblico delle trascrizioni di due giorni di deposizioni, nel 2016, della socialite britannica Ghislaine Maxwell e dei documenti correlati, insieme alla trascrizione della deposizione di un accusatore anonimo.

https://abcnews.go.com/US/wireStory/judge-orders-speedy-release-ghislaine-maxwell-transcripts-73717681

 

21/10/2020 Ore 06:01

Anna Makanju, esperta legale e direttore “dell’integrità elettorale” per Facebook e stata consulente delle politiche dell’allora Vice presidente Joe Biden per l’Ucraina. Makanju e una pedina di Soros, piazzata dentro Facebook  per manipolare il flusso dei dati e informazioni riguardo le presidenziali del 2020.

Curriculum di Makanju:

-FACEBOOK, GLOBAL POLICY MANAGER, REGOLAMENTO DEI CONTENUTI

-CONSIGLIO NAZIONALE DI SICUREZZA, DIRETTORE PER LA RUSSIA

-MISSIONE DEGLI STATI UNITI ALLE NAZIONI UNITE, SENIOR POLICY ADVISOR

-UFFICIO DEL VICEPRESIDENTE BIDEN, CONSIGLIERE SPECIALE PER LE POLITICHE PER L’EUROPA E L’EURASIA

https://www.pdsoros.org/meet-the-fellows/anna-makanju

 

21/10/2020 Ore 05:32

I democratici sono nei guai in Minnesota: Se paragoniamo le elezione del 2016 con quelle del 2020, nello stesso periodo, i democratici sono giù di quasi 15 punti di percentuale mentre i Repubblicani sono giù solo di un paio di punti . La percentuale fra repubblicani e democratici e ora in Minnesota quasi uguale. Sono cresciuti i voti degli indipendenti. Il Minnesota vota democratico da decenni. L’ultimo repubblicano che ha vinto in Minnesota è stato Richard Nixon nel 1972. Il Minnesota rimane nella casella di Biden, ma la debolezza dei democratici in Minnesota bilancia la debolezza di Trump in Arizona.

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21/10/2020 Ore 05:13

Florida: Secondo giorno del voto in persona: dati delle (23:30) del 20/10/2020

Rep 134.574 (+38.677)

Dem 95.897

Indipendenti 45.604

Totale 276.075

 

Numeri cumulativo (giorno 1 + giorno 2): 

Republicani  287.617 (+39.105)

Dem 248,512

Indipendenti 103.831

Totale 639.960

 

21/10/2020 Ore 05:00

Soldi a disposizione per la campagna presidenziale nelle casse dei due partita da spendere fino alla fine delle elezioni

$ 78.128.419 – RNC (Partito Repubblicano)

$ 63.114.763 – Trump 2020

$ 90.306.941 – Trump Victory

$ 20.082.388 – Trump MAGA

Totale $ 251.632.511

 

$ 98.239.920 – DNC (Partito Democratico)

$ 177.259.299 – Biden 2020

$ 139,467,259 – Vittoria di Biden

$ 13,807,124 – Biden Action Fund

Totale $ 428.773.602

Il doppio dei fondi a disposizione per Biden rispetto a Trump

 

21/10/2020 Ore 04:45

Medie sondaggi negli stati battleground confrontati fra Clinton nel 20 Ottobre del 2016 e Biden il 20 Ottobre 2020 contro Trump.

Pennsylvania: Biden + 3,8  (Clinton + 6,2)

Wisconsin: Biden + 6.2 (Clinton + 6.5)

Ohio: Trump + 0,2 (Trump + 0,4)

Nord Carolina: Biden + 2 (Clinton + 2.8)

Michigan: Biden + 7.3 (Clinton + 12)

Arizona: Biden + 3.1 (Clinton + 1.5)

Florida: Biden + 1 (Clinton + 4)

Georgia: Biden + 7,6 (Clinton + 6,4)

In linea generale Biden, eccetto per l’Arizona e la Georgia, sta mostrando un rendimento leggermente sottotono rispetto alla Clinton. E questo un presagio di sventura per Biden?

 

21/10/2020 Ore 03:07

Ultima ora:

Scandalo Hunter Biden: Rudy Giuliani dice che il computer di Hunter Biden conteneva immagini di ragazze minorenni. Il laptop di Hunter è ora stato consegnato nella mani della Polizia di Stato del Delaware.

 

21/10/2020 Ore 01:15

La campaña de Trump tiene sin duda el mejor esfuerzo de contacto a latinos en la historia. ¡Excelente el nuevo anuncio! La crescente importanza del voto latino in USA…

21/10/2020 Ore 01:01

I repubblicani attualmente sono in vantaggio in Ohio. Per vincere l’Ohio deve  rimane nella casella di Trump.  Ogni dato che conferma la nostra mappa elettorale e` una buona novella per Trump, soprattutto perché, negli ultimi due giorni nell’Ohio Trump cominciava a mostrare segni di debolazza.

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21/10/2020 Ore 00:50

Se Biden dovesse vincere si ritorna al modello neoliberale-neoconservatore. Con l’annuncio dei possibili, papabili, candidati nel Gabinetto di una eventuale amministrazione Biden, tornano in gioco figure come Obama (attraverso la Harris) e Hillary Clinton.  Tra i nomi che vengono proposti ci sono anche “repubblicani” di estrazione neocon come: Meg Whitman, CEO di Qui ed ex CEO di eBay,  l’ex governatore dell’Ohio John Kasich. Menzionati anche il governatore Repubblicano del Massachusetts Charlie Baker e l’ex senatore Repubblicano Jeff Flake (R-Ariz.), così come l’ex rappresentante repubblicano della Pennsylvania, Charlie Dent. Insomma con Biden- Harris si ricostituisce la cricca che ha propinato  guerre e distruzione di intere nazioni negli ultimi 30 anni, con la buona pace di Bernie Sanders.

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20/10/2020 Ore 17:30

Media sondaggi a confronto delle presidenziali a 14 giorni dalle elezioni:

2004: Bush +3,5

2008: Obama +7.2

2012: Romney +0.9

2016: Clinton +6,4

2020: Biden: +10.3

 

20/10/2020 Ore 17:02

Dato interessante: l’indice di approvazione del presidente Trump è di 2 punti superiore a quello di Obama nello stesso periodo nel 2012. 

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20/10/2020 Ore 05:40

I “Mai Trump”,  meglio conosciuti come i “Never Trumpers”, sono un tassello importante del vantaggio di Biden. I never trumpers sono un gruppo di repubblicani che attualmente voterebbe per Biden e rappresenta il 4% di tutti gli elettori a livello nazionale. Se invece votassero per il presidente Trump, la corsa alla presidenza sarebbe in questo momento alla pari. Gente come Cindy McCain, Michael Steele, George Conway e tanti altri hanno pubblicamente affermato il loro sostegno a Joe Biden.

Con “repubblicani” del genere chi ha bisogno dei democratici?

http://politicaliq.com/2020/10/19/never-trumpers-are-key-to-bidens-lead-in-the-polls/

 

20/10/2020 Ore 05:20

Le cose stanno migliorando gradualmente in Nord Carolina per Trump; nelle ultime 24 ore i repubblicani hanno raggiunto i democratici, ma ci vediamo costretti a lasciare lo stato della North Carolina nella casella di Biden poiché attendiamo conferme di  questi dati, se questa tendenza si conferma oppure no, lo sapremo nelle prossime 24-48 ore.

20/10/2020 Ore 04:14

Primo giorno di voto in persona in Florida; alla chiusura dei seggi sono state elaborate 436.000 schede elettorali

Totale: 2.945.510 voti espressi fino ad ora(posta + voto anticipato di persona)

Partito Democratico 1.409.347 (47,8%)

Partito Repubblicano 936.197 (31,8%)

Altri (indipendenti)  520.601 (20,4%)

Gli indipendenti saranno probabilmente quelli che decideranno le sorti delle presidenziali in Florida.

Repubblicani indietro di molto rispetto ai Democratici. Vedremo gli sviluppi nei prossimi giorni. Florida rimane nella casella di Biden.

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20/10/2020 Ore 02:01

Marcia a Washington delle minoranze afro-americane che sostengono Trump. Quest’anno si prevede intorno al 16-18% il sostegno per Trump fra la comunità afro-americana.  Non sembra molto, ma considerando che Romney prese solo il 3% dei voti nel 2012  e Trump 8% nel 2016, le nuovi percentuali vicino al 20% mostrano uno spostamento consistente del voto minoritario versio Donald Trump. Questo voto potrebbe tornare utile a Trump visto che, secondo i sondaggi, Trump ha perso intorno al 15-20% di sostegno nella comunità bianca rispetto al 2016.

 

20/10/2020 Ore 01:50

A proposito di Pennsylvania, la Corte Suprema degli Stati Uniti ha emesso oggi una sentenza storica che potrebbe stravolgere il voto in Pennsylvania: Ripristina la scadenza originale di una corte inferiore che dava allo stato della Pennsylvania 3 giorni di tempo per contare, dopo la data del 3 novembre, le schede elettorali ricevute. Quindi c’è` la concreta possibilità che il risultato della Pennsylvania, uno stato importantissimo per l’esito finale, non arrivi la notte del 3 Novembre. 

 

20/10/2020 Ore 01:00

La media sondaggi di Biden in Pennsylvania è scesa dal 7,3% di una settimana fa al 3,8% di oggi. Comunque sia Biden rimane favorito in Pennsylvania.

 

20/10/2020 Ore 00:47

Situazione non ribaltata, ma in netto miglioramento per Trump negli stati battleground. La sua media personale e in miglioramento di quasi un punto di percentuale rispetto al 2016, anche se è ancora indietro rispetto al consenso di Biden. Ma qualsiasi movimento in positivo e ossigeno necessario per Trump.

 

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20/10/2020 Ore 00:31

Oggi e` iniziato in voto in persona nei seggi della Florida, stato importantissimo, Joe Biden e assente, asserragliato nella cantina di casa, così Kamala Harris ha preso il suo posto facendo campagna elettorale in Florida. Nel video non si sa chi stai salutando, ma va bene lo stesso..

19/10/2020 Ore 17:27

Aggiornamento Florida 19/10/20:

Democratici 1.227.883 (48,9%)

Repubblicani 757.694 (30,2%)

Un vantaggio di 470.189 per i Democratici

 

19/10/2020 Ore 07:04

Perle di saggezza dal nostro zio Joe: Indossa la mascherina. Lavati le mani. Non Votare Donald Trump.

 

19/10/2020 Ore 06:55

Esattamente quattro anni fa; possibilita di vincere:

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19/10/2020 Ore 06:40

Due foto sintetizzano le difficoltà che Trump sta avendo in Arizona, uno stato importante da vincere, uno stato battleground. La media dei sondaggi nel 2016 rispetto al 2020. Si vede che Trump era davanti alla Clinton in tutti i sondaggi, mentre nel 2020 solo il Trafalgar vede Trump in vantaggio su Biden. 2016 Trump + 4,0-2020 Biden +3,9:

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19/10/2020 Ore 06:18

Joe Biden e la nipote Finnegan si godono un frappè in Durham, Carolina del Nord. Si sentono le domande che i giornalisti pongono a Biden: “Che gusto hai preso?” Un giornalismo inquisitivo di alti contenuti informativi e pertinenti alle presidenziali, soprattutto in luce dello scandalo di Hunter Biden, complimenti a questi professionisti rappresentanti dei mass media…

 

19/10/2020 Ore 06:00

Sono più di 27,5 milioni di persone che hanno già votato alle elezioni presidenziali del 2020:

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19/10/2020 Ore 05:39

Comizi di Trump questa notte a Carson City in Nevada e Newport Beach in California.  Migliaia di persone si sono assiepate ai margini della strada per salutare la carovana di Trump in California.

Carson City:

https://twitter.com/DanScavino/status/1317972831603290114?s=20

Newport Beach:

https://twitter.com/DanScavino/status/1317936275815452673?s=20

 

19/10/2020 Ore 05:26

Sondaggi: gli europei preferiscono, con largo margine, Biden a Trump:

State Biden (%) Trump (%) Pollster
EU 83 17 N/A
Denmark 93 7 YouGov
Finland 88 12 Kantar TNS
Germany 87 13 YouGov
Austria 83 17 Research Affairs
Greece 83 17 ProRata
Spain 81 19 YouGov
Sweden 78 22 YouGov
France 76 24 YouGov
Italy 74 26 YouGov
Netherlands 69 31 Kieskompas
United Kingdom 82 18 YouGov

https://europeelects.eu/2020/10/18/polls-europeans-favour-biden-over-trump-by-wide-margins/

 

18/10/2020 Ore 21:45

ATTENZIONE ALTRO AGGIORNAMENTO IMPORTANTE: CAMBIA LA MAPPA ELETTORALE:

Il North Carolina passa nella casella di Biden. Totale collegio elettorale:

Biden 308-Trump 230

Ci vediamo costretti a cambiare di nuovo la mappa elettorale. I voti per posta e l’apertura dei seggi fisici nella Carolina del Nord mostrano dei numeri drammaticamente negativi per Trump che non possono essere ignorati. Quindi la North Carolina entra nella casella di Biden. Se i dati vengono confermati Trump sarà costretto a vincere in tutti e tre i più importanti “Battleground States” in gioco, cioè Florida, Arizona e Pennsylvania. Teniamo d’occhio anche la Georgia dove, anche li, i Repubblicani hanno mostrato segni di debolezza ma non siamo ancora pronti a spostare la Georgia nella casella di Biden.

 

18/10/2020 Ore 20:11

Media nazionale sondaggi delle presidenziali a 16 giorni dalle elezioni, paragonata alle precedenti elezioni: 

2004: Bush +4

2008: Obama +5

2012: Obama +0.2

2016: Clinton +6,3

2020: Biden: +10.6

La media riflette la nostra mappa elettorale che vede Biden in testa nel conto dei seggi elettorali: Biden 293-Trump 245

 

18/10/2020 Ore 06:37

L’ultimo posto dove ci si aspetta di trovare sostenitori di Trump è Beverly Hills in California, ma contro ogni evidenza esistono dei temerari che sfidano la bestia democratica-liberale nella propria tana…

 

18/10/2020 Ore 06:20

In questa stagione schizofrenica delle presidenziali del 2020, dove tutto e il contrario di tutto pare possibile, non dovrebbe sorprendere se certi ruoli si sono invertiti.

Nel 2012 e nel 2016, i democratici avevano aperto centinaia di sedi di partito in più rispetto ai repubblicani, uffici sparsi sul territorio a sostegno della campagna presidenziale.  Obama aveva 791 uffici nel 2012 rispetto ai 283 di Mitt Romney e Clinton ne aveva aperti 538 nel 2016 contro i 165 di Trump .Nel 2020, Trump ha oltre 300 uffici operanti sul campo, mentre Biden non ne ha quasi nessuno.

La completa mancanza di uffici della campagna elettorale di Biden è spiegata dalla pandemia di coronavirus e non è priva di logica. Secondo un sondaggio il 63% degli elettori è a disagio con i volontari che bussano alla porta di casa. I volontari di Biden inviano sms e chiamano gli elettori tramite telefono; nelle parole della organizzazione di Biden siamo di fronte, “all’operazione di contatto elettorale più innovativa, digitale e tecnologicamente avanzata di sempre.

I volontari di Trump d’altra parte, stanno bussando porta per porta forte dei suoi 307 uffici in 22 stati. Il maggior numero di uffici si trovano in Wisconsin (49), Florida (44) e Pennsylvania (42),

La strategia di Trump nel 2020 sembra chiara: mantenere un’ampia rete di uffici nei tre stati che deve assolutamente vincere. Altri stati con un numero consistente di uffici sono il Minnesota (18), seguito dal Michigan (17), dal Texas (15), Iowa (14), Colorado (14) e Arizona (13). 

Se questa strategia funzionerà oppure no lo sapremo solo dopo il 3 di Novembre…

Sotto, la mappa con i puntini rossi dove sono collocate le sedi della campagna di Trump:

 

18/10/2020 Ore 02:55

ATTENZIONE ALTRO AGGIORNAMENTO IMPORTANTE: CAMBIA LA MAPPA ELETTORALE:

Wisconsin e Ohio vanno nella casella di TrumpNuovo responso dei collegi elettorali: Biden 293-Trump 245

Notte di passione fra sondaggi e metodologie che cominciano a capovolgere la mappa elettorale:

Wisconsin e Ohio vanno nella casella di Trump. Anche in questi stati, come per il Michigan, il voto per posta presenta una sorprendente forza dei Repubblicani. La mappa elettorale del 2016 si sta lentamente ricomponendo nel 2020, con gli stati del Rust Belt che cominciano ad allinearsi in favore di Trump. Detto questo, Trump è ancora indietro e ha bisogno di non perdere nessuno degli stati che sono attualmente dalla sua parte, ma in aggiunta deve raccogliere il collegio elettorale di altri due stati fra la Pennsylvania, la Florida e l’Arizona. Qualsiasi combinazione di due di questi tre stati a favore di Trump cambierebbe la mappa elettorale in maniera decisiva, portando Trump oltre la soglia dei fatidici 270 seggi elettorali necessari alla vittoria. La Pennsylvania, l’Arizona e la Florida vanno delineandosi come gli stati “battleground” per eccellenza. Qui sarà terra di fuoco, dove verrà combattuta la battaglia per la presidenza fino all’ultimo voto.

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18/10/2020 Ore 01:00

ATTENZIONE AGGIORNAMENTO IMPORTANTE: CAMBIA LA MAPPA ELETTORALE:

Il Michigan passa nella casella di Trump. Totale collegio elettorale Biden: 321-Trump 217

Il ritorno delle schede elettorali per posta vede il vantaggio inaspettato dei repubblicani. Più repubblicani hanno votato per posta finora in Michigan che Democratici. Uno shock poiché i democratici per azzerare il voto di persona, preferito dai repubblicani, dovrebbe essere in vantaggio di migliaia di schede per posta.

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18/10/2020 Ore 00:30

In migliaia oggi hanno partecipato a Washington DC alla marcia per le donne. Una marcia anti-Trump che di solito si tiene a Gennaio ma anticipata perché ci sono le presidenziali e in concomitanza con l’udienza per la nomina del nuovo giudice della Corte Suprema.

 

18/10/2020 Ore 00:21

Bruce Springsteen ha minacciato di lasciare gli Stati Uniti e andare a vivere in Australia se Trump dovesse vincere le elezioni. In risposta alle affermazioni di Springsteen, i vigili del fuoco di Miami hanno improvvisato una manifestazione pro-Trump, su barca con il sottofondo di un classico di Springsteen…Born in USA

 

17/10/2020 Ore 23:56

Secondo una ricerca di Rasmussen, in questo ciclo di votazioni presidenziali, gli elettori più silenziosi sono quelli non affiliati a nessuno dei due principali partiti politici. Il 21% di loro afferma che è meno propenso a far sapere agli altri come intende votare. Questo 21% degli aventi diritto al voto, potrebbe essere decisivo nel consegnare la vittoria finale a uno dei due candidati.

 

17/10/2020 Ore 19:00

Ci mancavano solo gli Amish per Trump in Pennsylvania! Il numero di Amish non dovrebbe influire più di tanto sul risultato in Pennsylvania, ma è interessante sapere che il sostegno di Trump include un variegato mondo di culture, razze e religioni. 

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17/10/2020 Ore 17:45

Comizio di Trump a Muskegon, Michigan. Il Michigan è importantissimo per Trump, con le difficoltà di Trump in Arizona, Florida e Pennsylvania, una vittoria in Michigan diventa imperativa per Trump.

 

17/10/2020 Ore 17:37

Le schede elettorali restituite in Florida:

Aggiornamento di oggi; 17/10/20:

Democratici = 1.185.892 (49,1%)

Repubblicani = 726.797 (30,1%)

Democratici in vantaggio di 459.095 schede

Una settimana fa il vantaggio era 55% per i Democratici contro il 29%, i Repubblicani quindi lentamente stanno colmando il gap e i Democratici rallentano. Detto ciò lo stato “battleground” della Florida rimane nella casella Biden.

 

17/10/2020 Ore 17:14

Il direttore della campagna del candidato presidenziale democratico Joe Biden ha messo in guardia dal fidarsi dei numeri dei sondaggi nazionali rilasciati questa settimana che mostrano Biden in vantaggio di doppie cifre sul presidente Trump: “E` un dato di fatto che non siamo avanti di due cifre” ha detto Jen O’Malley “Questi sono numeri gonfiati dai sondaggi pubblici nazionali“.

I sondaggi pubblicati questa settimana da NPR / PBS NewsHour / Marist e NBC News / Wall Street Journal mostrano Biden davanti a Trump dell’11% nei sondaggi nazionali.

 

17/10/2020 Ore 04:12

Trump sembra essere una trottola con le batterie cariche, d’altronde non ha più niente da perdere e si gioca il tutto per tutto in questi ultimi 17 giorni prima delle elezioni. Dopo il townhall, la scorsa notte Trump ha tenuto due comizi; il primo a Ocala in Florida, il secondo a Macon, in Georgia.

Foto degli eventi: 

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La consulente di Trump; Hope Hicks, ritorna in scena dopo il Coronavirus, eccola salutata dalla folla in Florida :

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Il deputato della Georgia, Vernon Jones, che qualche mese fa ha lasciato il partito democratico per unirsi a Tramp, viene portato trionfante a onda dai sostenitori del presidente prima del comizio:

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17/10/2020 Ore 03:26

Una dato che potrebbe avere ramificazioni sulle elezioni presidenziali; l’attuale tasso di disoccupazione è più alto negli stati blue, cioè quelli democratici, rispetto a quelli rossi repubblicani: 10,5% contro il 6,6%. Chiaramente l’economia soffre ancora della crisi economica artificiale, come conseguenza dei lockdown-coronavirus. Prima della pandemia la disoccupazione in america era al tasso di 2,9%.

 

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17/10/2020 Ore 03:00

Annuncio stampa della campagna presidenziale di Joe Biden: L’ex presidente Barack Obama, sarà presente in Pennsylvania il 21 di Ottobre partecipando a comizi di sostegno per Biden-Harris. Questo annuncio lascia pensare che Biden sia meno forte di quanto si pensi in Pennsylvania, di conseguenza vengono dispiegate tutte le armi a disposizione.

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16/10/2020 Ore 20:25

Cominciano a venir fuori i retroscena dei due Townhall: I mass media oggi sono un susseguirsi di apprezzamenti sulla performance di Biden e dall’altro lato critiche pesanti su quella di Trump. La verita però e più complessa della propaganda democratica; per chi ha ascoltato i due incontri il comportamento dei giornalisti mediatori è stato agli antipodi: George Stephanopoulos nei confronti di Biden è stato molto più accondiscendente rispetto a quello della giornalista Savannah Guthrie, accusata di comportamento ostile nei confronti di Trump durante tutta la durata della townhall. Quello che i mass media e la macchina propagandistica democratica non menzionano è che il marito di Savannah Guthrie è stato capo del personale dell’ex vicepresidente Al Gore, durante il ciclo delle elezioni presidenziali del 2000. 

Altro aspetto interessante, almeno due degli “elettori” nella townhall scelti per fare domande a Joe Biden non potevano certo definirsi “disinteressati”; un ex scrittore dei discorsi di Obama, un certo Nathan Osbourn e la moglie di un ex democratico della Pennsylvania di alto profilo, la signora Mieke Haeck. 

Altro punto; George Stephanopoulos, è stato direttore delle comunicazioni per la Casa Bianca ai tempi di Bill Clinton.

Insomma questi townhall sono stati concepiti e manipolati per mostrare Biden sotto una luce positiva e Trump sotto una negativa.

 

TODAY -- Pictured: Savannah Guthrie on Tuesday Jan. 9, 2018

 

16/10/2020 Ore 19:17

Numeri interessanti da estrapolare ed analizzare. Abbiamo il totale dell’audience che si è sintonizzata a guardare i due confronti televisivi. Biden ha vinto quello sui canali televisivi; la ABC townhall ha attirato 2,3 milioni di spettatori in più rispetto al townhall di Trump sulla NBC. Biden ha raccolto 12,7 milioni di spettatori totali mentre Trump ha raccolto 10,4 milioni nelle stessa (21:00-22:00) fascia oraria. Durante l’intero periodo, la townhall di Biden ha registrato una media di 12,3 milioni di spettatori. Detto questo i numeri degli ascoltatori in streaming favoriscono Trump, 4,7 milioni di spettatori in più rispetto a Biden, un dato questo interessante poiché dovrebbe essere in teoria il contrario, cioè gli spettatori dei canali televisivi tradizionali tendono ad avere una età media più alta rispetto a quelli che guardano in streaming. Questi numeri vanno contro la logica che i sostenitori di Trump hanno un’età media più alta rispetto ai sostenitori di Biden.

 

16/10/2020 Ore 07:30

In attesa di conoscere il numero di spettatori televisivi delle Town Hall di Trump e Biden trasmesse in contemporanea, abbiamo già i primi risultati del numero di spettatori sintonizzati sui canali youtube che hanno trasmesso gli incontri in diretta; il risultato e assolutamente a favore di Trump. Molte più persone si sono sintonizzate a guardare Trump su youtube che Biden. La differenza è abissale e deve essere tenuta conto nel quadro della metodologia che predice il vincitore delle elezioni. Il numero più alto di spettatori su youtube per Biden è stato 28,000 mentre per Trump e stato di 712,000. 

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16/10/2020 Ore 05:25

Video della campagna elettorale di Trump che fa appello alla comunità cubana della Florida. Trump per vincere in Florida ha bisogno di tutti i voti latini possibili.

 

16/10/2020 Ore 05:17

Aggiornamento voto per posta: Democrati avanti a tutta velocità, repubblicani indietro di molto. Si spera per i Repubblicani che il voto di persona bilanci il voto per posta.

Nord Carolina:

Rep: 96,051

Dem: 269,844

Indipendenti: 165,857

 

Pennsylvania:

Rep: 82,468

Dem: 393,233

Indi: 39,193

 

Maine:

Rep: 24,000

Dem: 77,990

Indi: 27,094

 

Iowa:

Rep: 88,366

Dem: 189,066

Indi: 47,231

 

16/10/2020 Ore 04:45

La scorsa notte, un cartellone pubblicitario sul Sunset Boulevard a Hollywood e stato hackerato e trasformato in un mostruoso pezzo di propaganda anti-Biden.

Il gigantesco cartellone pubblicitario si trova in cima al nightclub Whiskey a Go Go, e pubblicizzava Swamp Thing, una serie televisiva di orrore. Lavorando tutta la notte un gruppo segreto di artisti di strada noto come “The Faction” ha sopraposizionato la faccia di Biden su quella della “vera” creatura del Swamp Thing. La scritta dice “Joe Biden e il mostro della palude, nascondete i figli e le mogli”

Joe Biden as Swamp Thing

 

16/10/2020 Ore 04:06

Questa notte, al posto del dibattito che si sarebbe dovuto tenere e poi cancellato dal fatto che Trump e risultato positivo al coronavirus, si sono tenuti due cosiddette “TownHall”, dove sia Trump sul canale NBC, sia Biden sulla ABC, allo stesso momento, si sono confrontati con un moderatore e domande fatte dal pubblico presente in studio. 

Quando saranno disponibili, sarà interessante vedere i numeri di ha raccolto più ascoltatori fra le due contemporanee, anche questo e un modo di fare sondaggio.

Screen Shot 2020-10-15 at 9.15.22 PM

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15/10/2020 Ore 19:35

Brutte notizie per Trump: In Georgia i numeri alti di votanti, soprattutto nelle città e il numero alto di schede elettorali completate e rispedite, sembrano favorire Joe Biden. Fino ad ora i partecipanti al voto sono, in numero più alto, quelli iscritti al partito democratico che a quello Repubblicano. La perdita della Georgia comporterebbe per Trump un ostacolo difficile da superare. 

Ora le notizie positive: Secondo i dati da noi elaborati, Trump sta mostrando vitalità sia in Michigan sia nel Nuovo Messico. In particolare il Michigan sembra decisamente spostarsi nella casella di Trump. Ecco i dati elaborati per il Nuovo Messico:

Statistiche degli iscritti ai partiti:

 

2016

Democratici =599813 (47%)

Repubblicani =399930 (31%)

Altri = 289.677 (22%)

 

2020 a partire dal 30/09/2020

Democratici = 503.039 (45,4%)

Repubblicani = 413.605 (31,1%)

Altri =312.231 (23,5%)

 

Guadagno netto Democratici 2016-2020: +3.226

Guadagno netto Repubblicani 2016-2020: +13.675

Altri Partiti 2016-2020: +22.554

 

Risultati delle ultime 3 elezioni

2008: D= 56,91%, R = 41,78%

2012: D= 52,99%, R =42,84%

2016: D= 48,26%, R =40,04%, 

 

Il voto per i  Democratici è sceso nelle ultime 3 elezioni consecutivamente. Nel 2016 il libertario Gary Johnson (ex governatore del Nuovo Messico) ha ricevuto 74.541 voti. I voti di Trump più quelli di Johnson hanno superato il voto di Clinton.

Clinton ha battuto Trump di 65.567.

L’affluenza alle urne nel 2016 nel Nuovo Messico è stata del 55% della popolazione con diritto di voto (al 45 ° posto più alto negli Stati Uniti).

Il Nuovo Messico ha una percentuale più alta di residenti latini rispetto a qualsiasi altro stato.

Mentre il Nuovo Messico ha orbitato dalla parte di Biden, non è da escludere una sorpresa a Novembre. Aspettatevi che i risultati siano molto più vicini rispetto al 2016 con Johnson non presente nella scheda elettorale. Probabilmente parliamo di 1-2 punti di differenza fra Biden e Trump. In altre parole il Nuovo Messico è alla portata di Trump.

Ora un aggiornamento dalla Florida:

Ecco i numeri delle schede del voto per posta rispedite indietro dagli elettori. Il vantaggio per i Democratici è alto; per questo motivo al momento attuale non possiamo considerare la florida appannaggio di Trump. Epperò due considerazioni da tenere presente: la prima, con il passare dei giorni il vantaggio dei Democratici sta diminuendo; secondo il vantaggio del voto per posta può essere compensato dai Repubblicani da quello nei seggi di persone, il modo di votare preferito dai Repubblicani in Florida. 

In Totale il  33,9% delle schede Voto Per Posta (VPP) a questo punto  è stato rispedito indietro .

Il 31,9% delle schede Repubblicane è stato restituito mentre il 37,7% delle schede Democratiche è stato restituito.

14/10/20: REP – 564.361, DEM – 967.036, vantaggio di 402.675 per DEM,  50,4% – 29,4%

13/10/20: REP – 519.876, DEM – 904.217, vantaggio di 384.341 per DEM,  50,7% -29,2%

12/10/20: REP – 487.754, DEM – 850.328, vantaggio di 362.574 per DEM, dal 50,9% al 29,2%

11/10/20: REP – 483.090, DEM – 841.355, vantaggio di 358.265 per DEM, dal 50,9% al 29,2%

10/10/20: REP – 450.447, DEM – 791.730, vantaggio di 341.283 per DEM, dal 51,1% al 29,1%

09/10/20: REP – 396.499, DEM – 707.505, vantaggio di 311.006 per DEM, dal 51,6% al 28,9%

08/10/20: REP – 337.927, DEM – 612.982, vantaggio di 275.055 per DEM, dal 52,0% al 28,7%

07/10/20: REP – 269.817, DEM – 497.324, vantaggio di 227.507 per DEM, dal 52,4% al 28,5%

06/10/20: REP – 197.449, DEM – 372.096, vantaggio di 174.647 per DEM, dal 53,0% al 28,1%

05/10/20: REP – 157.855, DEM – 305.982, vantaggio di 148.127 per DEM, dal 53,5% al ​​27,6%

04/10/20: REP – 145.798, DEM – 282.169, vantaggio di 136.371 per DEM, dal 53,7% al 27,7%

03/10/20: REP – 126.799, DEM – 244.806, vantaggio di 118.007 per DEM, dal 53,5% al ​​27,7%

02/10/20: REP – 92.935, DEM – 183.972, vantaggio di 91.037 per DEM, dal 54,0% al 27,2%

01/10/20: REP – 65.516, DEM – 126.602, vantaggio di 61.086 per DEM, dal 53,4% al 27,7%

30/09/20: REP – 36.075, DEM – 70.349, vantaggio di 34.274 per DEM, dal 53,3% al 27,3%

29/09/20: REP – 9.330, DEM – 18.190, vantaggio di 8.860 per DEM, dal 53,5% al ​​27,5%

28/09/20: REP – 2.272, DEM – 3.555, vantaggio di 1.283 per DEM, dal 47,7% al 30,5%

27/09/20: REP – 2.165, DEM – 3.411, vantaggio di 1.246 per DEM, dal 47,9% al 30,4%

26/09/20: REP – 1.983, DEM – 3.184, vantaggio di 1.201 per DEM, dal 48,2% al 30,0%

25/09/20: REP – 754, DEM – 1.673, vantaggio di 919 per DEM, da 55,0% a 24,8%

 

15/10/2020 Ore 07:42

Comizio elettorale di Trump questa notte a Des Moines in IOWA, tra i presenti c’era anche Abraham Lincoln:

https://twitter.com/i/status/1316585625919860738

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15/10/2020 Ore 05:30

Interessante mappa che mostra gli appuntamenti in campagna elettorale di Donald Trump: 

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In rosso tutte le località dove i volontari sono più attivi nel contattare i cittadini e dove i soldi della campagna stessa sono spesi in maniera più consistente. 

Dalla mappa si notano delle certezze e delle stranezze: Chiaramente si nota come gli stati del “Rust Belt” sono ricoperti di puntini rossi. Ciò indica che la vittoria di Trump dovrà passare gioco forza per questi stati (Michigan-Wisconsin-Ohio-Pennsylvania).

La Florida, dalla folta presenza di puntini rossi è chiaramente considerata uno stato “battleground” che vede Biden in vantaggio e che richiede ulteriori sforzi da parte dei Repubblicani per cercare di riportare la Florida nel campo repubblicano. 

Di rosso sono coperti anche gli stati della Nord Carolina e della Georgia, questo significa che la campagna di Trump considera questi stati in pericolo. 

Altro stato dove lo scontro si è fatto aspro e` il Texas che in questi anni si è trasformato da stato conservatore a stato in bilico. 

Gli stati in bianco, cioè senza rosso, sono gli stati dove Trump è sicuro di vincere,  oppure è talmente certo della sconfitta che perdere tempo e denaro in questi stati non vale il risultato possibile. Le risorse a disposizione possono essere riversate ed indirizzate su altri stati.

Quello che sorprende sono il Nuovo Messico e l’Arizona. Il Nuovo Messico in quanto dovrebbe essere uno degli stati sicuri in mano democratica; ma se i repubblicani spendono denaro e risorse umane, vuol dire che il Nuovo Messico è in gioco. 

Il rosso in Arizona non sorprende e conferma che questo stato non è più al sicuro per i repubblicani e di conseguenza richiede la massima attenzione della campagna di Trump. 

C’e molto rosso anche in Nevada. Il “Silver State” è in mano ai democratici che hanno vinto negli ultimi anni le elezioni, ma la pesante presenza della macchina elettorale di Trump in Nevada vuol dire che i Repubblicani sono convinti di avere la possibilità di catturare parte dell’elettorato Democratico.

Il Rosso in California può ingannare,  non vuol dire che lo stato del “Golden Gate’ sia in gioco; vuol dire piuttosto che pure nella democraticissima California ci sono elezioni locali alla Camera papabili per i Repubblicani.

 

14/10/2020 Ore 19:34

Questa mattina è scoppiato lo scandalo Hunter Biden (figlio di Joe Biden); il New York Post ha pubblicato una serie di email e foto che compromettono la famiglia Biden.

Hunter Biden presentò suo padre, l’allora vicepresidente Joe Biden, a un alto dirigente di una società energetica ucraina meno di un anno prima che l’anziano Biden facesse pressioni sui funzionari del governo ucraino affinché licenziassero un procuratore che stava indagando sulla società, secondo le e-mail ottenute da Il Post.

L’incontro, mai rivelato prima, è menzionato in un messaggio di apprezzamento che Vadym Pozharsky, un consigliere del consiglio di Burisma, avrebbe inviato Hunter Biden il 17 aprile 2015, circa un anno dopo che Hunter era diventato membro del consiglio di Burisma con uno stipendio di  $ 50.000 al mese.

“Caro Hunter, grazie per avermi invitato a Washington e per aver dato l’opportunità di incontrare tuo padre e di aver passato [sic] un po ‘di tempo insieme. È una realtà [sic] un onore e un piacere “, si legge nell’email.

I maggiori network stanno cercando di coprire lo scoop ma il danno per la famiglia Biden è fatto. Al di là delle email, le foto pubblicate di Hunter sono a dir poco imbarazzanti: 

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https://nypost.com/2020/10/14/email-reveals-how-hunter-biden-introduced-ukrainian-biz-man-to-dad/

https://www.dailymail.co.uk/news/article-8838939/Joe-Biden-met-son-Hunters-Ukrainian-energy-contacts.html?ito=social-twitter_dailymailus

 

 

14/10/2020 Ore 16:15

Continua l’udienza per la conferma del giudice Amy Coney Barrett alla Corte Suprema degli Stati Uniti. Ricordo che la Corte Suprema potrebbe avere un ruolo determinante nella scelta del presidente degli Stati Uniti qualora le elezioni si rivelassero contestate. L’eventuale conferma della Barrett porterebbe il numero dei giudici conservatori della corte a 6, consegnando ai conservatori di fatto una maggioranza a tenuta ermetica

Siamo al terzo giorno di testimonianze, potete seguire la diretta su youtube: 

 

14/10/2020 Ore 06:04

Questo è un video di cittadini in fila a votare nel paese di Suwannee nello stato della Georgia, non lontano da Atlanta, dove si può già votare di persona. Si parla di oltre sei ore di attesa. Il numero di persone è enorme ed è una ulteriore prova che queste presidenziali vedranno una partecipazione storica degli elettori americani: 

Secondo il giornale di Atlanta; circa 128.000 elettori si sono recati alle urne lo scorso lunedì con un’affluenza maggiore rispetto a qualsiasi precedente elezione in Georgia. La Georgia è uno degli Stati dove si può votare già di persona. 

Il numero di votanti lunedì ha superato quello delle elezioni del 2016, nello stesso periodo infatti, quattro anni fa, l’affluenza alle urne aveva raggiunto 91.000 votati, un ulteriore segno che queste saranno delle elezioni storiche. 

A proposito di elettori; un numero alto di votanti nei centri urbani, dove il sostegno a Biden è più sostenuto di quello per Trump, potrebbe essere un fattore negativo per the Donald, un presagio di sconfitta: 

https://www.ajc.com/politics/start-of-georgia-early-voting-brings-in-high-turnout-of-128k-voters/3WJRO2L4I5CPNDH6JVL42VQUNE/

 

14/10/2020 Ore 05:50

I vertici del Partito Repubblicano, prima di ogni comizio di Trump, fanno un censimento di chi partecipa al comizio stesso. Dati interessanti vengono estrapolati e pubblicati per rendere più chiaro il profilo dei partecipanti:

In Pennsylvania secondo le RNC:

Il 26,8% si è dichiarato NON repubblicano

Il 19,9% dei presenti erano Democratici

Il 22,5% dei presenti non ha votato nel 2016

Il 15,3% non ha votato nelle ultime 4 elezioni

Sono dati interessati che ci danno una idea di quanto variegato sia il sostegno a Trump nonostante i mass media cercano di sopprimere l’idea di un Trump che cresce fra gli elettori indipendenti e democratici.

 

14/10/2020 Ore 05:26

Comizio di Trump questa notte a Johnstown, Pennsylvania, uno stato importantissimo per le elezioni, uno stato che insieme ad altri 3-4 stati incarna il concetto di stato “battleground”. Il risultato delle presidenziali passa, nel bene o nel male, dal Keystone State.

Alcune foto del comizio di questa notte:

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Trump super-fan dresses boy as president at rally in Johnstown, Pa., where an estimated 10,000 supporters showed up. (Photograph by S.A. Miller/The Washington Times)

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13/10/2020 Ore 18:27

L’entusiasmo per zio Joe Biden e dirompente e contagioso, non ci sono parole per descrivere l’atmosfera di festività che circonda il candidato democratico…

 

13/10/2020 Ore 18:11

Buone notizie per Trump arrivano dal Nevada:Secondo nuovi dati pubblicati oggi sul “The Nevada Poll”, il presidente Donald Trump e il candidato democratico Joe Biden sono testa a testa in Nevada. Il sondaggio, condotto da WPA Intelligence per conto del Review-Journal e AARP Nevada, ha intervistato 512 probabili elettori del Nevada dal 7 all’11 ottobre, con il 44% che ha dichiarato che avrebbe scelto Biden e il 42% a sostenere Trump. Il vantaggio di Biden rientra nel margine di errore del sondaggio di 4,4 punti percentuali. 

Questo sondaggio mi piace perché è condotto da una testata giornalistica locale. I sondaggi condotti a livello locale sono più attendibili di quelli condotti da grosse agenzie nazionali poiché comportano una conoscenza molto più dettagliata e intima del territorio e della popolazione locale.

https://infogram.com/nv-poll-q4-10-20-1h7z2lyx0p9y4ow

Comunque sia per il momento la nostra proiezione del collegio elettorale non cambia: 337 per Biden- 201 per Trump.

 

13/10/2020 Ore 5:13

E stato un weekend di passione (all’incontrario) anche per Biden costellato da una gaffe dopo l’altra:

 Biden dimentica il nome di Mitt Romney:

Mi sono messo nei guai quando stavamo (Biden-Obama 2012) correndo contro il senatore che era un mormone, il governatore..” ha detto Biden riferendosi a Romney.

https://twitter.com/TrumpJew/status/1315685979668312070?s=20

Qui invece si dimentica che sta correndo per la presidenza non il senato:

Joe Biden: “Mi candido come un orgoglioso democratico per il Senato

Nella notte si e tenuto in Florida, di fronte a 20,000 persone, il primo comizio di Trump da quando si e ammalato di Coronavirus. L’entusiasmo è alle stelle e Trump sembra in grand forma:

 

 

https://twitter.com/DanScavino/status/1315845267376218118?s=20

 

Foto dell’evento:

Poll: The Shy Trump Vote Is Bigger This Year...And Who Falls into This Category Should Terrify Democrats

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Non sono mancati neanche gli insulti al giornalista della CNN; Jim Acosta, i sostenitori di Trump cantano “la CNN fa schifo” in diretta televisiva :

 

12/10/2020 Ore 19:11

E stato un fine di settimana pieno di cortei pro-Trump sparsi per l’america incluso in stati estremamente liberali come le Hawaii e la California. Non sono mancati neanche i Gay per Trump, le comunità degli ebrei ortodossi, i vietnamiti, i Sikhs e tanti altri:

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E non mancava il sostegno a Trump style Wyoming…

 

C’erano anche i TIR per Trump in Oklahoma:

https://twitter.com/jacobkschneider/status/1315006502428647426?s=20

 

12/10/2020 Ore 17:48

Continua il voto anticipato in Virginia; foto che provengono dalle emittenti locali mostrano un numero altissimo di persone in fila a votare. L’attesa sarebbe almeno di due ore. Tutto ciò fa pensare che, nonostante il Coronavirus, queste presidenziali del 2020 saranno le lezioni con la partecipazione più alta della storia americana.

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12/10/2020 Ore 06:07

Riprende la corsa a pieno ritmo di Trump dopo la guarigione a tempi record dal Coronavirus. Riprendono di conseguenza i comizi pubblici del Donald di fronte a migliaia di sostenitori. Oggi Trump sara in Florida ma non solo: 

Lunedì – Sanford, Florida

Martedì – Johnstown, Pennsylvania

Mercoledì – Des Moines, Iowa

Giovedì – Greenville, North Carolina

 

12/10/2020 Ore 05:44

Altro sondaggio interessante; alla domanda “Chi pensi i tuoi vicini sostengono per la presidenza?” Ad Agosto 2020, il 39% delle pesone interpellate pensava che il vicino di casa avrebbe votato per Trump, oggi la percentuale è cresciuta al 49% mentre Biden riceve solo il 38%. Tutti i sondaggi ci dicono che Biden sta vincendo la corsa alla presidenza, ma per qualche motivo la gente ha l’impressione che la maggior parte dei suoi vicini voterà per Trump. Potrebbe essere questo dovuto al fatto che le persone interpellate dai sondaggi non abbiano voglia di esprimere un parere diretto su chi intendono realmente votare? Può questo sondaggio essere una ulteriore conferma di un sostegno sotterraneo, nascosto, sopresso, nei confronti di Trump?

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12/10/2020 Ore 05:16

Nelle analisi di previsione sull’esito delle presidenziali si notano dei miglioramenti da parte di Donald Trump. Il fatto che si sia prima ammalato di Coronavirus e poi si sia ripreso velocemente contribuisce ad alimentare una reputazione da duro, da tenace, che associata ad una buona prestazione da parte del vicepresidente Mike Pence nel confronto televisivo con Kamala Harris fa salire l’indice di gradimento dell’attuale amministrazione. In particolare la Florida sembra essere di nuovo in gioco per Trump. Le nostre analisi non tengono solo conto dei sondaggi ma se dobbiamo includere i soli sondaggi; quelli fatti da entità locali sono più attendibili di quelli fatti da grosse organizzazioni a livello nazionale. Sotto un sondaggio condotto da una stazione locale della Florida (canale Fox35 di Orlando); Trump e avanti di 3 punti:

 

11/10/2020 Ore 04:33

Dopo essere guarito dal Coronavirus in tempi e modi quasi miracolosi, grazie alla cure di nuovi rivoluzionari trattamenti come il  REGN-COV2, riparte la rincorsa di Trump verso il traguardo presidenziale. 

Il REGN-COV2 è una combinazione di due anticorpi monoclonali; è stato progettato specificamente per bloccare l’infettività di SARS-CoV-2, il virus che causa il Covid-19.   REGN-COV2; è un farmaco sperimentale sviluppato dalla società biotecnologica americana Regeneron Pharmaceuticals.

Come risultato della ritrovata vitalità Donald Trump riprenderà i comizi pubblici, così tanto amati dal presidente americano. Prima tappa lunedì 12 ottobre a Sanford, in Florida. La Florida è uno stato importantissimo per conseguire la vittoria; senza la Florida e la Pennsylvania Trump non ha modo di raggiungere il fatidico numero di 270 seggi elettorali necessari a vincere le elezioni. A proposito riportiamo dei dati interessanti che potrebbero influire sul voto finale in Florida: 

2008-Vantaggio degli iscritti al partito Democratico rispetto a quello Repubblicano: 694.147. Risultato elettorale: Obama vinse per 236.148 voti

2012-Vantaggio iscritti al partito Democratico rispetto a quello Repubblicano: 558.272. Risultato: Obama vins per 74.309

2016-Vantaggio iscritti al partito Democratico rispetto a quello Repubblicano: 330.428. Risultato: Trump vince per 112.991

2020-(Dati del 09/10/2020) Vantaggio iscritti al partito Democratico rispetto a quello Repubblicano: 136.294. Risultato: ???

Se il trend continua dobbiamo dedurre che Trump potrebbe vincere in Florida con un vantaggio di circa 250 mila voti. Staremo a vedere.

 

10/10/2020 Ore 08:30

Ci sono voluti un paio di giorni per valutare l’impatto che il dibattito tra Mike Pence e Kamala Harris ha avuto nei sondaggi e nella metodologia di previsione del collegio elettorale: Grossi spostamenti non sembra essercene stati, quindi possiamo dire che il dibattito tra i vicepresidenti non ha spostato di molto l’ago della bilancia nelle nostre previsioni sui collegio elettorale. Però qualcosa di positivo per Trump negli ultimi due giorni si è notato.

Sotto vi presento dati non direttamente legati alla preferenza del voto, piuttosto sondaggi che riguardano delle opinioni a margine della corsa presidenziale, però se analizzati bene questi dati potrebbero aprire una finestra alternativa sul reale sostegno di cui Trump gode fra gli elettori americani. Da notare quando il soggetto non include direttamente la corsa fra Biden e Trump i numeri sembrano favorire Trump.

Fonte Gallup:

 

  1. Il 56% degli americani afferma di stare meglio ora rispetto a 4 anni fa
  2. Il 56% degli americani pensa che Trump vincerà la rielezione
  3. Trump ha il 45-50% di approvazione sull’economia, il tema più importante per gli elettori.
  4. Il tasso di disoccupazione è del 7,9% (in calo dal 14,2% di aprile). Obama aveva  lo stesso tasso nel 2012 senza il COVID19
  5. Il tasso di crescita del PIL sarà pubblicato alla fine di questo mese. La Fed di Atlanta prevede un + 32% (un record)
  6. Il 56% degli americani afferma di stare meglio ora con Trump rispetto a quattro anni fa con Obama- Biden.

 

Se questo sondaggio dovesse rivelarsi accurato, ciò significherebbe un livello di sostegno molto più elevato per Trump fra gli elettori di quanto possa sembrare. Detto questo la nostra previsione della mappa elettorale al momento attuale rimane immutata: 337 per Biden- 201 per Trump.

 

10/10/2020 Ore 08:06

Nel bene o nel male la vittoria per Trump passa dalla Pennsylvania; senza una vittoria nello stato del “Keystone” per Trump è quasi impossibile vincere. I sondaggi favoriscono ancora Biden ma i dati sulla iscrizione a i partiti lascia i democratici indietro rispetto ai Repubblicani. Dal 2016 i Repubblicani hanno guadagnato +75,281 nuovi iscritti mentre i Democratici hanno perso -91,567 iscritti. Hanno guadagnato anche gli indipendenti con  +42,035 iscritti.

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08/10/2020 Ore 05:59

Dovremmo aspettare qualche ora per sapere se il dibattito vice presidenziale ha spostato l’ago della bilancia nei sondaggi a favore di un candidato o di un altro. La mia opinione e che in questa calcificata, asserragliata, pazza stagione politica americana, le divisioni sono talmente profonde che il dibattito non abbia influito granché nello smuovere l’opinione degli elettori. 

 

08/10/2020 Ore 04:43

Il dibattito tra Mike Pence e Kamala Harris e` terminato. E stato un dibattito molto più efficace, meno confusionario, di quello presidenziale fra Trump e Biden. Sia la Harris che Pence hanno avuto ampio spazio di manovra per spiegare le loro politiche, trovando anche il modo di sferrarsi qualche pugno sotto la cintura. Comunque sia il dibattito non e mai degenerato ed è rimasto su binari civili.

 

08/10/2020 Ore 01:50

I dettagli del dibattitto fra Pence e Harris:

La durata e di 90 minuti, diviso in nove segmenti e ogni candidato avrà due minuti per rispondere alle domande

Pence e Harris saranno separati da un divisorio in plexiglass.

Il dibattito come ho detto prima è moderato da Susan Page, capo dell’ufficio di Washington per il USA Today

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08/10/2020 Ore 01:20

Mancano meno di due ore al dibattito televisivo in Utah tra il vicepresidente Mike Pence e l’aspirante vice presidente Kamala Harris. Sara l’unico dibattito tra i candidati alla vicepresidenza. Un dibattito questo che assume una importanza enorme per due semplici motivi: Il Primo; gli elettori sono curiosi, dopo il disastroso dibattito fra Trump e Biden, di conoscere meglio l’agenda e le differenze politiche e geopolitiche delle due potenziali amministrazioni. Secondo; con la salute mentale e fisica in fase di declino di Joe Biden, si presume che la Harris assumera` un reale potere decisionale nella nuova amministrazione, potrebbe addirittura diventare la Presidente, quando fra un paio d’anni, Biden abdicasse per motivi di salute.

Dato curioso che lascerà` sicuramente  molti strascichi il dopo dibattito: La moderatrice del di questa sera e Susan Page. I repubblicani temono che la Page non sarà` imparziale visto che sta scrivendo una biografia su Nancy Pelosi…

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07/10/2020 Ore 18:20

Gli elettori che hanno votato negli Stati dove il conteggio e gia inziato sono 5.515.612. In Blue gli stati dove sono gia` in corso le votazioni: 

 

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07/10/2020 Ore 18:06

Secondo delle analisi fatte;  l’11,7% degli elettori repubblicani afferma che non riferirebbe le proprie opinioni politiche sul candidato alla presidenza ritenendo troppo pericoloso qualsiasi espressione di sostegno a Donald Trump, per questo motivo qualsiasi sondaggio che non  prende in considerazione il fatto che quasi il 12% dell’elettorato repubblicano non esprime pubblicamente il suo sostegno per Trump e carente nella metodologia.

 

06/10/2020 Ore 11:55

Confronto medie dei sondaggi nei cosidetti “Battleground States”:

6 Ottobre 2016
• Florida: Clinton +2,5
• Pennsylvania: +5,7
• Michigan: +7,0
• Wisconsin: +6,6
• Nord Carolina: +1,7

6 Ottobre 2020
• Florida: Biden +3.4
• Pennsylvania: +6,6
• Michigan: +7,3
• Wisconsin: +6,9
• Nord Carolina: +2,1

 

06/10/2020 Ore 10:10

Di solito una  metodologia seria per prevedere il risultato delle presidenziali non si deve esclusivamente basare su i sondaggi, però vorrei lo stesso menzionare questo sondaggio per due motivi: Il primo e uno dei più attendibili, seri e migliori in circolazione, condotto da una compagnia che pubblica dati storici attendibili (Suffolk / USA Today), secondo apre una finestra sulla ripartizione demografica del voto:

Uomini
Biden: 42%
Trump: 47%

Donne
Biden: 49%
Trump: 44%

Bianchi
Biden: 41%
Trump: 57%

Neri
Biden: 81%
Trump: 3%

Ispanici
Biden: 46%
Trump: 42%

 

06/10/2020 Ore 01:35

Sotto trovate le precedenti medie storiche dei sondaggi a 29 giorni dalle elezioni presidenziali. Eccetto per Clinton 2016, tutte le altre si sono rivelate precise:

2020: Biden +8,3

2016: Clinton +5,8

2012: Obama +0,5

2008: Obama +6,2

2004: Bush +1,8

 

05/10/2020 Ore 23:55

Buone notizie per i Repubblicani nel numero dell’iscrizione ai partiti di nuovi votanti nell’importantissimo stato “Battleground” della Pennsylvania: Nel periodo che va dal 28 di Settembre ad oggi, cioè 05 Ottobre, i numeri sono positivi:

Democratici +24,217 nuovi iscritti

Repubblicani +27.997nuovi iscritti

I repubblicani hanno un guadagno netto di 3,700 nuovi elettori.

La nostra previsione della mappa elettorale però per il momento non cambia, la Pennsylvania rimane nella casella democratica: 337 per Biden – 201 per Trump.

 

05/10/2020 Ore 18:30

Buone notizie per Trump: Aggiornamento della iscrizione ai partiti nella contea di Maricopa in Arizona. Maricopa e la contea dove si trova la città di Phoenix ed la contea con la  più alta incidenza di elettori Democratici dell’Arizona:

(Dal 4 di Agosto al 4 di Ottobre)

Dem. +34.405

Rep.  +48.180

Guadagno Netto: Repubblicani +13.875

Nonostante ciò manteniamo per il momento l’Arizona nella casella elettorale di Biden in attesa di altri dati, ma Trump si sta avvicinando a grandi falcate. Vi ricordo che senza l’Arizona per Trump e quasi impossibile vincere: L’Arizona e uno stato importantissimo nella matematica del collegio elettorale soprattutto ora che Trump dimostra molta debolezza in Florida.

La mappa del collegio Elettorale rimane per il momento immutata: 337 per Biden- 201 per Trump.

 

05/10/2020 Ore 18:10

L’addetto stampa della Casa Bianca; Kayleigh McEnany e`risultata positiva al COVID.

 

05/10/2020 Ore 02:55

Brutte notizie per Trump arrivano dalla Florida. Il conteggio delle schede elettorali inviate per posta è già cominciato e i numeri per i Repubblicani sono negativi. Ricordo che senza la Florida per Trump la strada verso la vittoria è praticamente sbarrata.

I dati si riferiscono al 01/10//2020: 

Totale Repubblicani = 65,51  

Democratici = 126,602. 

I Democratici sono in vantaggio di 61,086 voti.

Totale percentuale:  53.4% per i Democratici – 27.7% per i Repubblicani. 

Detto questo due fattori attenuano la negatività dei numeri: primo, i dati storici del voto della Florida ci dicono che tradizionalmente i Democratici, con il voto per posta, partono avvantaggiati. Con il passare del tempo però i Repubblicani tendono a ridurre o addirittura azzerare, nel giorno delle elezioni del voto in persona, lo svantaggio nel conteggio dei voti. Secondo fattore mitigante; un consistente numero dei ballottaggi  finora restituito per posta proviene dalla Contea di Broward, un caposaldo del partito Democratico. Quindi i dati sono per il momento negativi ma lasciano degli spiragli di luce per i Repubblicani. Nonostante ciò ci vediamo costretti a cambiare la Florida da Repubblicana a Democratica e di conseguenza la nuova mappa elettorale e la seguente: 337 per Biden, 201 per Trump.

elezioni presidenziali americane_ un primo bilancio e qualche considerazione- con Gianfranco Campa

Il sito italiaeilmondo.com ha dedicato una rubrica agli aggiornamenti costanti sulla campagna delle elezioni presidenziali americane. https://italiaeilmondo.com/2020/10/30/elezioni-presidenziali-americane_aggiornamenti/E’ arrivato il momento di presentare qualche considerazione su quanto di profondo ha rivelato una competizione così accesa e che non ha trovato una soluzione di continuità con quella del 2016. La conversazione con Gianfranco Campa definisce il quadro istituzionale entro il quale il confronto è destinato a proseguire con toni sempre più aspri e comportamenti sempre più ostili. Buon ascolto_Giuseppe Germinario

LE ELEZIONI DEL CAOS, di Gianfranco Campa

Con questo articolo di Gianfranco Campa inauguriamo la rubrica dedicata alle elezioni presidenziali americane di novembre 2020. Ci ripromettiamo di aggiornarla con informazioni ed analisi a costo di enormi sforzi condizionati dalle dimensioni del sito e dalla scarsa disponibilità di tempo degli estensori. Quella di novembre rappresenta una scadenza cruciale per il futuro degli Stati Uniti, per le dinamiche geopolitiche e purtroppo per il decorso preagonico della nostra stessa nazione. Qualunque sia l’esito Trump ha comunque lasciato un segno profondo dal quale l’eventuale successore non potrà completamente prescindere, né tanto meno rimuovere. A chi volesse ripercorrere il clima e le dinamiche convulse di quel paese non resta che ripercorrere le decine di podcast ed articoli pubblicati da questo sito con un piglio originale ed anticipatore. Non ostante l’apparente distacco con il quale si sta vivendo l’evento in Italia quella scadenza sarà fondamentale nello svelare definitivamente il carattere, l’indole, la collocazione e la direzione della gran parte del nostro ceto politico, per altro già facilmente percettibile. Una volta spente le luci della ribalta, a novembre oppure nel 2024, Trump meriterà sicuramente da parte degli storici un giudizio molto più attento ed obbiettivo che ne rivaluti nel bene e nel male il ruolo svolto. Molto più problematica la collocazione della quasi totalità del nostro pavoneggiante ceto politico. Il “sommo poeta”, fosse ancora qui tra noi, faticherebbe non poco ad assegnare loro uno dei tre luoghi di residenza ultraterrena e maggior ragione il girone. Ne dovrebbe creare probabilmente uno apposito: quello forse  degli insulsi_Giuseppe Germinario

 

Forse molti di voi non sanno che le elezioni presidenziali Americane del 2020 sono già ufficialmente iniziate. L’esercizio di voto anticipato e già in corso in Minnesota, Virginia, South Dakota e Wyoming. In questi Stati è già consentito votare di persona in specifici seggi designati. Negli Stati del Vermont, Virginia, Pennsylvania, New Jersey, Minnesota, Sud Dakota, Alabama, Arkansas, Georgia, Idaho, Illinois, Indiana, Kentucky, Louisiana, Michigan, Mississippi, Missouri, Nord Carolina, Nord Dakota, Oklahoma, Rhode Island, Tennessee, Virginia, West Virginia, Wisconsin e Wyoming è già possibile votare per posta. Altri Stati si aggiungeranno nei prossimi giorni alla lista del voto per posta.

A proposito del voto per posta: Con l’avvento del Coronavirus, il numero di votanti per posta è aumentato esponenzialmente; stati che non adottavano un tale sistema di voto si sono affrettati a mettere in piedi l’organizzazione e la struttura  necessaria per consentirne l’esercizio. Per la prima volta nella storia della politica a stelle e strisce il numero dei votanti per posta si quantifica approssimativamente in circa il 40% degli aventi diritto al voto; stiamo parlando di circa 80 milioni di schede elettorali, un record storico.

Se il buon giorno si vede dal mattino queste saranno le elezioni più importanti ma più contestate  della storia americana. Le file di persone che attendono direttamente ai seggi negli stati dove sono ora aperte le operazioni sono imponenti. Nelle ultime presidenziali, quelle del 2016, il 55.5% degli aventi diritto al voto si sono presentati ai seggi. Su oltre 250 milioni di aventi diritto, quasi 140 milioni si sono recati allora ai seggi. Cento milioni sono quindi rimasti a casa; un numero abbastanza consistente. Se anche una piccola percentuale degli assenti cronici dovesse presentarsi ai seggi, potrebbe fare la differenza  in queste presidenziali del 2020. I dati fino da ora, in base a chi ha già votato e a chi ha richiesto la scheda per posta, indica che il numero dei votanti, nonostante il Coronavirus, nel 2020 dovrebbe essere più alto rispetto alle elezioni del 2016.

Fare una previsione in base ai sondaggi su chi vincerà le elezioni è praticamente impossibile;  specialmente su queste presidenziali del 2020. E allora, invece di cercare di interpretare i sondaggi vogliamo concentrarci sui singoli stati per cercare di interpretare l’esito del collegio elettorale ed arrivare a fare una previsione più attendibile rispetto ai sondaggi, su chi tra Biden e Trump ha più possibilità di essere nominato prossimo presidente. Ricordo che non è il voto popolare a decidere le presidenziali bensì la quantità di collegi elettorali conseguiti. Ogni singolo stato contribuisce con un numero specifico di collegi elettorali; la somma di essi determina il vincitore delle presidenziali. Per vincere le elezioni sono necessari 270 seggi elettorali.

Partiamo prima dagli stati dove è assolutamente certo che i seggi elettorali sono al sicuro per un partito o per un altro. In altre parole  sono stati tradizionalmente e storicamente parlando appannaggio di uno specifico partito. Grazie ad una mappa interattiva offerta dalla ABC abbiamo fatto il nostro calcolo sulla ipotesi più plausibile del conto finale dei seggi elettorali. Al momento secondo le nostre previsioni Biden dovrebbe vincere con 308 seggi elettorali; Trump riuscirebbe a conquistare solamente 230 seggi. Comunque sia la forbice elettorale  si è accorciata fra i due candidati. Trump ha recuperato molti punti di percentuale su Biden, ma non ancora a sufficienza per chiudere il gap. Comunque sia il trend per Trump è positivo. Continuando così non si esclude la possibilta che Trump riesca a raggiungere Biden nelle preferenze elettorali

Gli stati in rosso rappresentano quelli che dovrebbero andare a favore di Trump, quelli in Blu rappresentano quelli che dovrebbero andare a favore di Biden. L’azzurro rappresenta il colore degli stati che pendono verso i democratici ma senza certezze. Le nostre proiezioni sono state modificate a nostro piacimento secondo una analisi basata sul voto storico, sui sondaggi, sulle testimonianze di persone direttamente coinvolte nelle due campagne elettorali, sulle notizie locali che riflettono il sentimento dei cittadini del posto, testimonianze sul “campo” di comuni cittadini e sulle reazioni sui social media alle politiche e alle performance di entrambi i candidati. Sotto troverete la mappa del collegio elettorale con le nostre previsioni. Sotto i nomi degli stati si trova il numero dei collegi elettorali a disposizione generato da quel particolare stato. Cercheremo di aggiornare la mappa ogni settimana, applicando la nostra griglia di analisi menzionata prima.

https://abcnews.go.com/Politics/2020-Electoral-Interactive-Map?mapId=MjAyMDA0MTAyNjEwMTYwMTA3NDI3NDE2MTAwqUORTBgmSUhKSSNSTBiRSRKSUUgmCQ

Comunque vada i risultati delle elezioni non saranno disponibile la notte del 3 di Novembre. I numeri dei votati tramite posta fa si che il conteggio si estende passata la soglia del 3 di Novembre. Probabilmente durerà per giorni se non per settimane e sarà un conteggio costellato da battaglie a colpi di proteste di strada e battaglie legali nelle corti locali e federali. Si potrebbe addirittura ipotizzare uno scenario dave Trump sembra vincere le elezioni la notte del 3 di Novembre per poi gradualmente perderle via via che vengono contati i voti per posta. Questo perché alcuni sondaggi ci dicono che il 60% degli aventi diritto al voto iscritti al partito democratico sostengono che voteranno per posta (paura del Covid19) mentre l’opposto e` per gli iscritti al partito repubblicano dove il 60% dichiara, che non fidandosi del voto per posta, si presenterà direttamente ai seggi votando di persona. Comunque sia è ormai certo che la battaglia su i risultati delle presidenziali si prolunghera molto più in là del 3 Novembre. Tenete presente fra l’altro che tra il 2012 e il 2018, secondo i dati della Commissione federale di assistenza elettorale, sono andate perse 28,3 milioni di schede per corrispondenza. Le schede mancanti ammontano a quasi uno su cinque di tutte le schede inviate per posta agli elettori residenti negli Stati che partecipano  alle elezioni esclusivamente per posta. Tenendo presente questo dato, in queste presidenziali del 2020, dove si prevede che 80 milioni di schede per posta verranno spedite agli americani e facile immaginarsi una elezione a dir poco caotica, da repubblica delle banane

I contenziosi delle elezioni apriranno scenari da guerra civile, non escludo che lo scontro si trasformi da politico ad armato. D’altronde Hillary Clinton a categoricamente ordinato a zio Joe di non concedere vittoria a Trump qualunque sia il risultato delle elezioni la notte del 3 Novembre. Quando apre bocca Hillary Clinton non ne esce niente di buono se non morte, disordine e caos…

 

 

L’uomo di paglia! Joe Biden, il candidato fantoccio- conversazione con Gianfranco Campa

La convenzione democratica ha designato Joe Biden come sfidante di Donald Trump alle prossime elezioni presidenziali americane. Una convenzione che ha rivelato come fattore determinante di coesione del Partito Democratico l’avversione viscerale a Trump. In nome di questa crociata ha raccolto intorno a sé tutto e il contrario di tutto, a cominciare dai neocon repubblicani; ha rivelato la forte presenza di una componente radicale, ma anche che la gestione del partito è ancora saldamente in mano alla sua vecchia componente liberal. Ne è venuta fuori una passerella di vecchie volpi, poco intenzionate a lasciare il passo, ma prive di ogni respiro programmatico e suggestione politica. La conclusione non poteva che essere un vuoto di idee e di programmi, l’esorcizzazione dell’avversario politico e il ripescaggio di personaggi ampiamente ridimensionati durante le primarie e mantenuti in vita grazie all’omertà mediatica di cui hanno goduto. Ne ha fatto le spese Tulsi Gabbard, l’unico personaggio in carne e ossa, nello scenario democratico, capace di gridare al Re Nudo https://www.youtube.com/watch?v=Cfp_IIdVnXs&fbclid=IwAR1bdDKBqAwgZtyZ4oG4zQAKZ7OtHC7MAed23awH8jRBQz94Q2Xs-R9RVto. Più le idee saranno confuse, più lo scontro politico futuro assumerà le sembianze di una guerra per bande. In Italia ne sappiamo già qualcosa. Buon ascolto_Giuseppe Germinario

39° Podcast_Scheletri negli armadi_di Gianfranco Campa

Avvincente! Ad un ascolto distratto il 39° podcast di Gianfranco Campa potrebbe sembrare solo un utile riepilogo e un riordino, sia pure arricchito di qualche interessante particolare, delle principali informazioni e congetture distribuite in quattro anni di impegno giornalistico. E’ molto di più. Ci offre un filo logico che consente una lettura coerente delle dinamiche accese di politica interna americana. Ci fa toccare con mano, soprattutto, la cruda realtà di dinamiche geopolitiche e di politica interna degli stati e delle formazioni sociali altrimenti presentati in maniera accademica e deterministica. Cristallizzazioni di centri di potere, di interessi, cinismi e passioni di uomini intrappolati in sistemi di relazioni in grado di rivoltare le situazioni come di perpetuare le inerzie consolidate da decenni di detenzione del potere decisionale. Centri di potere appesantiti da armadi pieni di scheletri. Flynn, negli States ne ha posseduto le chiavi. Inerzie che però in contesti diversi portano a risultati diversi ed opposti rispetto anche alle aspettative dei decisori. Una sorta di eterogenesi dei fini. Da voci sempre più ricorrenti Biden, in realtà chi per lui, sembra voglia riesumare tutta la vecchia classe dirigente legata a Bush, Clinton e soprattutto Obama; come pure l’annesso vecchio armamentario del multilateralismo e del globalismo, condito di ambientalismo catastrofista e dirittoumanitarismo. L’intenzione dichiarata sarebbe quella, se non di eliminarlo, quantomeno di ridurre e regolare il conflitto tra gli stati; quella reale si riduce a trasformare sempre più il conflitto tra stati in una sorta di guerra civile planetaria ed endemica dal carattere sovversivo e millenaristico. In un contesto radicalmente diverso da quello di appena quindici anni fa porterebbe ad agevolare ulteriormente l’emersione di nuovi centri polari, ma in maniera surrettizia, ancora più disordinata e caotica. Gianfranco Campa ci ricorda che la politica è spietata, fatta da uomini e richiede il sacrificio di uomini; il più delle volte dalla parte sbagliata. Il dopo elezioni americane si preannuncia incandescente. Il tweet di Trump che segue pare esserne un presagio oscuro: https://twitter.com/Rominu22/status/1291517793016324097?s=20&fbclid=IwAR1VH7uzf8PTnewX1qZ3h8sdw15TVeiUNIqUX6F9wZ1wMnRzBF3IiVP0wxc  . Del resto gli appunti di Peter Strzok chiariscono la diretta implicazione e responsabilità di Obama, Biden, Rice, ect. Raramente il potere è apparso così nudo; guai a concedergli tempi e modi per rivestirsi dei simboli della regalità.

Buon ascolto_Giuseppe Germinario

https://soundcloud.com/user-159708855/podcast-episode-39

LOS DOS AMIGOS, di Gianfranco Campa

 

Qui sotto alcune considerazioni di Gianfranco Campa riguardo ad un fatto politico rilevante, ma disconosciuto nel mondo e negli stessi Stati Uniti: la sottoscrizione da parte dei presidenti statunitense e messicano del trattato USMCA (Stati Uniti, Messico, Canada) in sostituzione del decaduto NAFTA.  La grande stampa americana ha ignorato e tutt’al più ironizzato sull’evento. Eppure il trattato prevede delle misure di tutela e regolazione sorprendenti visti i precedenti accordi di natura apertamente liberista che avrebbero dovuto quantomeno incuriosire quella sinistra sedicente legata ai problemi di disuguaglianza e di squilibrio economico. Il Messico, assieme al Brasile, è il paese potenzialmente leader dell’America Latina. Gran parte dei paesi di quell’area hanno tentato la via dell’emancipazione sociale che però, al netto di alcuni successi, è rapidamente ricaduta in una facile politica di tipo assistenziale e in una economia ancora una volta fondata e condannata alla rendita legata allo sfruttamento delle materie prime. Con una novità importante: i beneficiari di questo squilibrio non sono più i soli Stati Uniti, ma anche la Cina. Un dualismo che ha consentito ad alcuni regimi di resistere alle intromissioni pesanti di uno, poggiandosi su altri protagonisti dello scacchiere geopolitico; rendendo meno scontati quindi gli esiti di interventi diretti o sovversioni drammatiche come quelle del golpe cileno degli anni ’70. Si assiste ad un ritorno del nazionalismo, ma di una natura diversa. Il processo di globalizzazione ha pesantemente penalizzato quasi tutti i paesi latino-americani. La concentrazione degli investimenti occidentali, soprattutto americani in Cina e nel Sud-Est asiatico, hanno bruscamente e drammaticamente interrotto i processi di industrializzazione nei paesi del Centro-Sud-America devastandoli e degradandoli pesantemente. https://italiaeilmondo.com/2018/09/20/2564/ Hanno contemporaneamente indebolito notevolmente l’influenza e la presa statunitense su di essi senza che le nuove classi dirigenti latinoamericane riuscissero a creare reali condizioni di indipendenza politica ed economica; paradossalmente hanno disarticolato quel poco di tessuto economico autoctono che si era creato. L’accordo sottoscritto sembra porre su nuove basi questo sistema di relazioni interamericano. E’ però ancora solo una traccia passibile di essere rimessa pesantemente in discussione. Con gli occhi e il punto di vista di uno storico, a bocce ferme, la Presidenza Trump dovrà essere rivisitata da troppi luoghi comuni e da troppi stereotipi interessati_Giuseppe Germinario

 

 

LO DOS AMIGOS, di Gianfranco Campa

 

L’8 luglio, alla Casa Bianca, il presidente Donald Trump e il presidente Messicano Andres Manuel Lopez-Obrador (AMLO) hanno sottoscritto il nuovo trattato internazionale fra i tre giganti nord americani (CANADA-USA-MESSICO), il cosiddetto USMCA che sostituisce il vecchio NAFTA.

L’incontro fra i due leader ( i due Amigos, per l’Economist) è stato ignorato dalla maggior parte dei mass-media; qualcuno ha voluto ricordare le dichiarazioni ‘razziste” fatte da Trump sui messicani prima delle elezioni del 2016. Non torniamo su  quelle dichiarazioni poiché all’epoca alcune parole dette da Trump furono travisate e estrapolate fuori contesto. Ma in linea di massima cioè di cui i critici accusano il presidente degli Stati Uniti Donald Trump è di aver denigrato i migranti messicani e di aver minacciato l’alleato degli Stati Uniti con tariffe paralizzanti.

Ma se andiamo al di là della dialettica e propaganda politica, quello che molti non colgono è il filo che accomuna Trump a AMLO. È vero che i due vengono da estrazioni politiche diverse. AMLO è socialista, Trump di destra, entrambi però sono nazionalisti, populisti. AMLO è anti-capitalista, per intenderci anche Trump è un anti-capitalista anche se in versione diversa da AMLO. I due presidenti pur di estrazione politica apparentemente “opposta” non solo condividono la considerazione del nazionalismo, ma anche  l’avversione al cosiddetto crony-capitalism, il capitalismo clientelare.

Tra i due protagonisti ci sono stati scambi amorevoli, qualcuno le ha definite “effusioni pubbliche”. Le critiche ad AMLO continueranno senza sosta; d’ora in poi verrà trattato come un ologramma di Trump stesso, anche perché non solo ha speso parole positive su Trump, urtato quindi la sensibilità di molti, ma ha evitato di incontrare e fare gli omaggi al prossimo presidente Joe Biden. Probabilmente AMLO dovrà pagare un dazio pesante quando e se Bidet diventerà presidente…

Comunque sia, le ragioni del rapporto cordiale fra Trump ed AMLO sono spiegate dallo stesso AMLO nel discorso fatto alla Casa Bianca durante la cerimonia della firma del USMC:

… volevo essere qui anche per ringraziare la gente degli Stati Uniti, il suo governo; grazie presidente Trump per essere sempre più rispettoso con i nostri simili messicani.

 E a lei, presidente Trump, voglio ringraziarla per la comprensione e l’aiuto che ci ha fornito in questioni relative al commercio, al petrolio, nonché al suo supporto personale per l’acquisizione di attrezzature mediche di cui avevamo urgente bisogno per trattare i nostri pazienti con COVID-19.

 Ma ciò che apprezzo principalmente è che non hai mai cercato di imporci nulla violando la nostra sovranità. Invece della Dottrina Monroe, hai seguito, nel nostro caso, i saggi consigli del brillante e prudente presidente George Washington che ha detto, citando: “Le nazioni non dovrebbero approfittare della sfortunata condizione degli altri popoli“.

 Non hai provato a trattarci come una colonia; al contrario, hai onorato la nostra condizione di nazione indipendente. Ecco perché sono qui per esprimere alla gente degli Stati Uniti che il loro Presidente si è comportato con noi con gentilezza e rispetto. Ci hai trattati proprio come quello che siamo: un paese e un popolo dignitoso; un popolo libero, democratico e sovrano.

 Lunga vita all’amicizia delle nostre due nazioni. Lunga vita agli Stati Uniti d’America. Lunga vita al Canada. Lunga vita alla nostra America. Lunga vita al Messico. Viva México.”

 

 

 

https://publicpool.kinja.com/subject-remarks-by-president-trump-and-president-lopez-1844313082

 

AMERICA FIRST o AMERICA END?_ con Gianfranco Campa

Dove va l’America? La domanda viene posta continuamente da quasi un secolo. Sino a qualche anno fa il quesito sottintendeva un senso ben preciso: quale futuro, quale direzione, quale progresso traccerà l’America al mondo intero. Oggi quella stessa domanda sottende tutt’altro significato: quale sarà il suo posto nel mondo, la sua coesione sociale troverà nuovi accomodamenti o gli Stati Uniti rischiano addirittura di scomparire nella sua attuale conformazione geografica. Gianfranco Campa ci offre una ricostruzione ed una panoramica del tutto inaccessibile a chi attinge ai nostri media e al nostro sistema di informazione, ma anche all’arcipelago alternativo ben presente nei social media. La conversazione è lunga e impegnativa, ma offre un quadro chiaro e leggibile. A voi ascoltarla tutta d’un fiato o a piccole dosi. Buon ascolto_Giuseppe Germinario

VERSO LA GUERRA CIVILE. IL TRAMONTO DELL’IMPERO USA_ di Gianfranco Campa

Abbiamo raccolto in un unico testo sei dei numerosi contributi di Gianfranco Campa che focalizzano l’attenzione sulle profonde e inquietanti lacerazioni della formazione sociopolitica americana, accentuatesi vistosamente con l’accelerazione delle dinamiche della globalizzazione a partire dagli anni ’90. Riteniamo di aver fatto una cosa utile ai lettori interessati_Giuseppe Germinario

VERSO LA GUERRA CIVILE_PRODROMO: CREPE NELL’IMPERO, di Gianfranco Campa 

 

 

 

VERSO LA GUERRA CIVILE. IL TRAMONTO DELL’IMPERO USA

 

(Prima Parte)

 

LA COLLINA DI ARMAGEDDON

 

Questa è la mia collina di armageddon, da qui combatterò la mia ultima battaglia, il mio ultimo atto

Prepper Wallpaper - WallpaperSafari

 

 

Erano i primi giorni di servizio effettivo, giorni di smarrimento, annebbiamento mentale e fisico, seguiti ad un estenuante corso di addestramento durato sette mesi.  Ma non era finita! Ai sette mesi di accademia si aggiungevano i quattro mesi di addestramento sul campo. Quattro mesi di pratica, la prova del fuoco sulla strada, in auto, di pattugliamento con un altro agente seduto al fianco, specializzato nel valutare il rendimento ed il corretto adempimento al dovere. È sulla “strada” che devi dimostrare di aver appreso e di saper mettere in pratica i concetti di base propinati durante l’accademia di polizia. Un appuntamento giunto al quale di solito un buon 10-20% delle reclute fallisce l’obbiettivo e la realizzazione di una aspirazione.

Già nei mesi precedenti oltre il 30% dei commilitoni, compagni di accademia, tra di loro alcuni amici carissimi, erano stati rispediti a casa per aver fallito uno dei 187 esami previsti durante il corso. La durezza della selezione e la concreta possibilità di fallire spinge la maggior parte dei “rookies” a sviluppare una meccanismo di autodifesa. Per molti diventare un poliziotto rimarrà solo un miraggio, un sogno mai realizzato, riposto in qualche cassetto. Per questo ti guardi intorno e cerchi di trovare quella boa,  quel salvagente che ti possa aiutare a rimanere a galla, almeno fino a quando non esci dal tunnel. I meccanismi di autodifesa per superare lo stress e gli ostacoli esistono , anche se sono più che altro espedienti emotivi che ti danno una apparente sensazione di coraggio e di adeguatezza. Chi si affida alle preghiere, chi allo yoga, chi alla bevande energetiche, chi invece alla raccomandazione di qualcuno in una posizione di potere. Tutti questi accorgimenti, lo ribadisco, non assicurano il successo nell’iter di addestramento. Neanche l’ultima soluzione, il sotterfugio può garantire la sopravvivenza; in California per arrivare ad essere poliziotto la raccomandazione non serve, gli esami non si possono aggirare o addomesticare.

Il turno comincia alle 07.00 e finisce alle 19.00. Arrivo al distaccamento 30 minuti in anticipo, entro nello spogliatoio e mi guardo intorno. UOMINI/DONNE, BUSSA PRIMA DI ENTRARE, annuncia il cartello affisso sulla porta. E` il benvenuto in un distaccamento troppo piccolo per avere spogliatoi separati. Lo stress si fa sentire. Lo yoga non lo pratico, con le preghiere ho un rapporto a dir poco conflittuale e di individui che portano l’argenteria sulla divisa non ne conosco nessuno. Un certo senso di sconforto comincia ad insinuarsi nell’anima. Dov’è il galleggiante, il canapo che mi terrà a galla aiutandomi a sopravvivere nei prossimi quattro mesi?

Il distaccamento è minuscolo, in totale dieci agenti, incluso il Chief, due sergenti e sette agenti. Per curiosità do un’occhiata alla lista affissa nella bacheca, quella dei nomi che fanno servizio in questa piccola stazione. Il mio sguardo cade sulle generalità di uno dei due sergenti. Il cognome denota una chiara origine italiana. Mi rivolgo all’altro agente che si sta preparando al servizio con me; punto il dito sul cognome del Sergente “Italiano”: “George?” (non il suo vero nome) mi chiede. “Si” gli rispondo. “Lascia perdere e sempre ‘cranky’ (irritabile), non piace a nessuno;  trenta anni di servizio, potrebbe andare in pensione, ma è qui a rompere le scatole, a rendere la vita difficile a tutti…” La speranza si affloscia come un pallone bucato, lo sconforto ritorna. Appellarsi all’italianità del sergente per un trattamento meno ostico non sembra essere l’ancora che cercavo.

 

Police Forces Are Choosing SUVs Instead of Sedans | Automobile Magazine

 

Caspita! Un vero ‘greaseball”, accento compreso, non uno di quei fasulli che vengono da New York pretendendo di essere Italiani per poi scoprire che sono di seconda o terza generazione” Così mi saluta George, incrociandolo nel parcheggio del distaccamento tra le  macchine di servizio. ”Si, Italiano, ma anche americano di adozione.” gli rispondo, accennando ad un saluto quasi militare. “Okay, whatever, cambia poco; un ‘greaseball’ in questo posto dimenticato da Dio, ci mancava solo quello…”  Questo è stato di fatto il primo contatto con George; un benvenuto corrispondente alle sue propensioni comunicative, prossime al nulla. Ma nonostante tutto, l’inizio di un’amicizia che a distanza di vent’anni resiste ancora al tempo e alla lontananza.

George, di nonna genovese e nonno siciliano. Di Italiano aveva ereditato solo il piacere della pasta al pesto; un piatto che sua nonna sapeva, da buona genovese, cucinare alla perfezione. George non ha mai visitato l’Italia, ne aveva il desiderio di farlo. Tutto barca, pesca e caccia. Due matrimoni falliti alle spalle, quattro figli adulti di cui tre sposati con cinque nipoti a testimoniare e rammentargli costantemente l’età che avanza. I nipoti hanno negli anni ammorbidito la durezza di un uomo che ha sempre combattuto contro tutto e tutti. Un uomo in constante stato di guerra; sul lavoro, in famiglia, con i vicini, con gli amici (quei pochi che gli sono rimasti), con i colleghi, subordinati e superiori che fossero. George è uno degli agenti, tra quelli che ho conosciuto negli anni, rimasti coinvolti in conflitti a fuoco; era appena entrato in servizio nella ormai lontana estate del 1973. Per anni George ha visto il mondo cambiare attorno a sé, ma al cambiamento ha sempre resistito, come un vecchio dinosauro che vede l’asteroide dell’estinzione avvicinarsi a grande velocità dal cielo e, ignorandolo, continua a foraggiarsi tra l’erba.

Uno di quegli asteroidi lo colpì a tre anni dal nostro primo incontro nel parcheggio della stazione di polizia. Era il Giugno 2004; le due del mattino di un sabato come tanti. E’ l’orario più probabile per pescare conducenti in preda ai fumi dell’alcool o di sostanze stupefacenti. Parcheggio la mia enorme macchina di pattuglia, una vecchia Ford Crown Victoria, appostandomi dietro un albero, nascosto all’uscita di una curva della strada principale che attraversa la giurisdizione, con il muso della macchina rivolto nella direzione della corsia della strada. Motore acceso, luci spente, rilevatore di velocità montato sul cruscotto che segnala la velocità di ogni passaggio. Molti non si accorgono nemmeno della mia presenza; altri, i più attenti, nel buio totale colgono la sagoma della mia macchina all’ultimo momento, quando ormai il radar sul cruscotto ha rivelato la loro andatura, troppo tardi per rallentare; i più premono il piede sul pedale del freno e allo stesso tempo, colti di sorpresa, fanno oscillare la macchina verso il lato opposto dove sono parcheggiato. Il traffico è ormai ridotto quasi a nulla, passa una macchina ogni 10 minuti; mentre contemplo la decisione di abbandonare la mia caccia per tornare a pattugliare, George, l’altro collega in servizio con me quella notte, mi chiama alla radio: “Campa c’è una macchina che ho visto sfrecciare mentre arrivavo da una delle traverse, dovrebbe comparire sul tuo radar da un momento all’altro; io non ho fatto in tempo a rivelare la velocità.” “10-4 (ricevuto)” rispondo. Il tempo di rimettere a posto il microfono della radio e il rilevatore di velocità sul cruscotto si illumina come un albero di natale. Segnala 83 miglia all’ora, in una zona dove il limite è di 30. Osservo i fari del veicolo che si avvicinano verso di me a grande velocità raggiungendo e passando dalla mia postazione senza neanche rallentare di un miglio. Accendo le luci della pattuglia faccio inversione e mi lancio all’inseguimento della macchina. “E passato?” mi chiede George alla radio. “Si” rispondo io, “come un razzo” aggiungo. “Non perderlo di vista questo mentecatto” mi dice. Giusto per una frazione di secondo osservo la mia velocità sul contamiglia: 90.  Ora ho la visuale sulla macchina sospetta,  la osservo sbandare due volte quasi finendo contro uno dei pali della luce posizionati al ciglio della strada. George mi raggiunge, ora siamo in due ad inseguire; sento alla radio che altre pattuglie stanno arrivando. “Campa prendo io la posizione primaria, tu prendi quella secondaria e mantieni la comunicazione con la centrale.”  Neanche il tempo di rispondere e osservo la macchina sospetta sbandare per la terza volta, l’ultima, sino a sbattere contro il palo del semaforo abbattendolo al suolo per poi terminare la sua corsa sulla panchina degli autobus in una nube di fumo.

 “Esci di lì coglione” sento gridare fra il trambusto, il fumo e le sirene. Raggiungo George che nel frattempo con le mani cerca di aprire lo sportello del guidatore; la macchina è però un groviglio di lamiere e plastica. A malapena riesce a tirare fuori il conducente attraverso quel che rimane del finestrino, prendendolo per la testa. “Sarge” (abbreviazione per Sergente) sento gridare dietro di me  “ma non vedi che ha perso conoscenza!”. La voce non la riconosco, ma appartiene a uno degli altri agenti nel frattempo arrivati sul posto. Mi rivolgo io al Sergente “probabilmente ha subito un grave trauma, meglio aspettare i paramedici, li ho già chiamati”

 

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Che necessità c’era di estrarlo di forza dall’abitacolo della macchina quando era chiaro che non era cosciente?” La domanda del Chief era diretta a George. “Poteva avere un’arma nell’abitacolo e volevo prevenire che la impugnasse” risponde George. “La macchina era un’accozzaglia di lamiere e lui era chiaramente svenuto se non addirittura morto; la tua logica è antidiluviana. Se mai uscirà dal coma rischia di rimanere paralizzato per il resto della sua vita e sarà anche grazie a uno dei mie Sergenti che vuole sempre usare le mani anche quando non e`necessario.” replica il Chief. “Mica siamo manovali! ” si difende George. “Infatti non sei un metalmeccanico, ma un agente addestrato, un supervisore, un professionista” risponde il Chief.

Sarà l’ultima “avventura” di un uomo superato dalla storia. Un uomo che non aveva colto il cambio generazionale nel modo di interpretare e gestire le relazioni sociali, l’ultimo di una generazione di dinosauri che combattono contro i fantasmi di un cambio epocale che li spinge a isolarsi sempre di più e allontanarsi dalla civiltà attuale.

La vecchia guardia si ritrova oggi smarrita, disorientata da una propsettiva completamente diversa di interpretare il ruolo di pubblico ufficiale. Le reclute e gli agenti che vengono ora sfornati dai corsi di polizia sono addestrati secondo criteri completamente diversi da quelli in uso solo dieci anni fa. Ad un impegno già estremamente stressante e rischiosissimo si aggiunge ora anche un aspetto politico che costringe i poliziotti a riconsiderare ogni azione intrapresa sul campo. Il risultato è visibile nelle statistiche: l’aspettativa media di vita dei poliziotti americani è di 59 anni. Se le armi, gli incidenti stradali, i suicidi non uccidono prematuramente un poliziotto, ci pensano malattie cardiovascolari e tumori vari. Al primo di dicembre di quest’anno, il 2019, le statistiche ci dicono che i soli poliziotti uccisi durante un conflitto a fuoco sono aumentati del 20% rispetto al 2018, per un totale di 267 poliziotti. Una strage senza precedenti. Con il pensionamento dei vecchi dinosauri, definiti a volte (a ragione) dal grilletto troppo facile e con il reclutamento di una nuova leva  imbavagliata dal credo del politicamente corretto i risultati rifulgono nelle statistiche ferali.

George, tre mesi dopo il rimbrotto nell’ufficio del Chief, andrà in pensione concludendo una carriera, che dopo oltre trent’anni, era cambiata di riflesso ai mutamenti del mondo che gli girava intorno. George non era stato capace di cogliere, comprendere e gestire il suo impegno adattandosi ai cambiamenti.

 

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La statale 85 taglia il Wyoming da nord a sud costeggiando il confine con lo stato del Nebraska e del South Dakota. Partendo da sud, cioè dal confine col Messico, la 85 termina a Fortuna, nel Nord Dakota, al confine col Canada. La zona est del Wyoming è forse la meno bella e maestosa di questo stato che incarna il concetto stesso di frontiera americana. I maestosi parchi nazionali di Yellowstone e Grand Teton si trovano dalla parte opposta, nella zona ovest vicino al confine con l’Idaho. Nonostante ciò percorrendo la 85 e attraversando il confine con il Sud Dakota si entra nel parco nazionale del Black Hills. Le bellissime colline del Black Hills sono meglio conosciute perché all’interno accolgono il Mount Rushmore e la montagna memoriale dedicata a Crazy Horse (Cavallo Pazzo).

Vivo negli Stati Uniti da oltre trent’anni, ma la magica terra del west, con i suoi panorami maestosi, epici, pieni di straordinaria bellezza naturale, non finisce mai di stregarmi. Vivo nell’Ovest, in California, perché l’est non è mai riuscito ad entusiasmarmi. Senza togliere nulla alla cosmopolita New York, alla calda Miami, alle montagne dello Shenandoah, al verde sontuoso del Vermont, preferisco l’Ovest con i suoi spettacolari parchi nazionali: Grand Canyon, Yosemite, Yellowstone, Bryce Canyon, Glacier e tanti altri. Dai picchi della Sierra Nevada, ai deserti dell’Arizona. Dalla spettacolare costa Pacifica ai laghi di Tahoe e Powell, dagli altopiani desertici del Nevada alle praterie del Dakota, dai crateri “lunari” dell’Idaho agli Archi monumentali dello Utah,  dalla Valle della Morte al parco nazionale di Zion, l’Ovest è un affresco senza uguali nel mondo. Attraversando le strade leggendarie dell’Ovest, lontano dai grandi centri abitati, in questi ampi e maestosi spazi aperti, si rivive lo spirito pionieristico di un tempo. L’ovest è stato e torna ad essere l’ultima frontiera.

 

 

Percorrendo la 85 in Wyoming, si attraversa un paesino di nome Lusk. Nel minuscolo centro del paese si trova una nota stazione di servizio, punto di ritrovo e di sosta per i motociclisti che attraversano gli Stati Uniti sugli assi East-Ovest, Nord-Sud. Una tappa storica e obbligata per gli amanti delle Harleys. In quella stazione di servizio, due anni fa, io e mia moglie, sulla via del ritorno in California, avevamo offerto la cena a un motociclista infreddolito che aveva sostato di rientro in Colorado.

Dopo aver attraversato il centro abitato, direzione nord, molte miglia più avanti si arriva a un incrocio con una strada non asfaltata, che sfocia in ambedue lati sulla 85. Svoltando si entra nella strada sterrata che mi conduce al ranch di George. Una tenuta collocata internamente, qualche miglio lontano dalla statale. Seduto su una collinetta , il ranch di George gode di una vista panoramica libera tutto intorno da ogni ostacolo. Una proprietà di diversi ettari.

Da quando tuo figlio frequenta l’università di Bismarck mi vieni a trovare tutti gli anni” mi accoglie George. “Lo sai che, anche se devo fare una piccola deviazione per arrivare qui, non mi perderei per nessuna ragione al mondo la possibilità di prendermi un caffè con te e contemplare dalla veranda di casa tua questa splendida vista’ rispondo. “Dalla California al Nord Dakota puoi prendere l’aereo e arrivare a Bismarck in poche ore invece di metterci due giorni con la macchina.”rincara la dose George. “Si lo so, l’aereo lo prendo al ritorno, se no non potrei venire a romperti le scatole; ma se vuoi me ne vado…” gli dico scherzando. “Gianfranco tu sei noioso. La birra non ti piace. Io il vino non lo bevo, mi costringi sempre a procurami una bottiglia di rosso perché la birra la detesti, che razza di Americano sei?” Mi apostrofa con fare seccato. “Parli tu che ti scoli la birra messicana…” gli replico

Il Ranch di George non è grandissimo, ma quanto basta per tenerlo occupato dalla mattina alla sera. Le donne vanno e vengono, ma è troppo scorbutico per stringere una relazione impegnativa. Vive solo, anche se tra figli, nipoti e amici c’è sempre qualcuno a visitarlo. Cinque cavalli, una quindicina di mucche, in più cani, galline, tacchini, ma soprattutto il grande orgoglio di George,  tre bisonti che scorrazzano liberi nella terra recintata di sua proprietà, rendono la visita al ranch di George uno svago e un diversivo per sfuggire alla routine quotidiana.

 

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La scorsa estate ho subito una invasione di serpenti a sonagli; uno di quei viscidi ha morso una mucca del mio bestiame. Superfluo dire che gli ho spappolato la testa con un colpo di fucile” mi racconta George mentre seduti in veranda ci beviamo una bibita. “Zitto che se ti sentono gli animalisti ti fanno causa.”  gli dico. “Mi possono baciare il culo. Mica siamo in quella fogna progressista della California. Questo è il Wyoming e questa è la mia terra. Io sono il re di questa terra. Faccio ciò che voglio.  Il governo, o qualsiasi altra organizzazione per me possono andare a puttane.” mi risponde George con tono aggressivo. Prosegue con un certa concitazione  “Da questa casa, su questa collina, riesco a vedere tutto intorno alla mia proprietà. Una posizione strategica, Se mai verranno e quando verranno avranno delle sorprese poco piacevoli…“ Puntando il dito verso l’orizzonte George esclama ”Questa è la mia collina di armageddon; da qui combatterò la mia ultima battaglia, il mio ultimo atto

George, californiano di nascita, dopo il pensionamento, ha venduto la sua casa in San Rafael, a nord di San Francisco e si è trasferito in Wyoming. Grazie ai costi esorbitanti degli immobili in California, soprattutto nella baia di San Francisco, con i soldi della vendita della casa di proprietà dei genitori, George ha potuto trasferirsi in Wyoming comprandosi il ranch, il bestiame, la terra, tre trattori, due pickup trucks, un quad e una moto Harley. George diceva sempre che quando andava in pensione si sarebbe trasferito in Wyoming; ne era innamorato. Cosa attrae uno come George a trasferirsi nel maestoso Wyoming?

George non è l’unico poliziotto che ha lasciato la California dopo il pensionamento. L’esodo di poliziotti californiani che al termine della loro carriera si trasferiscono in altri stati è biblico, senza precedenti nella storia americana. Molti ex componenti delle forze dell’ordine scelgono l’Idaho come destinazione finale, ma anche il Wyoming, lo Utah, il Montana,  il Tennessee; il Nebraska, risultano fra i più gettonati. La maggior parte di loro preferisce vivere in campagna lontano dai maggiori centri metropolitani.

L’esodo verso questi stati non è riservato ai soli ex-componenti del mondo militare e delle forze dell’ordine: Cittadini comuni da ogni parte dell’America hanno deciso di trasferirsi negli stati “montagnosi”. Le ragioni di questo impulso migratorio sono le stesse per tanti altri che, come George, hanno abbandonato posti come la California, New York, Illinois, Pennsylvania, ma soprattutto i grandi centri metropolitani per trasferirsi nel cosiddetto redoubt states.

 

 

THE AMERICAN REDOUBT

 

”La minaccia di una futura guerra civile è solo un motivo in più per trasferirsi permanentemente in uno stato interno che incarna di più lo spirito conservatore. Se vivi lontano dal conflitto, avrai la scelta di esserne coinvolto, direttamente o indirettamente, ma se vivi “nel bel mezzo di esso”, allora hai maggiori probabilità di essere travolto dagli eventi. Molte situazioni saranno determinate [dalla] geografia, piuttosto che dalla volontà, quindi scegli saggiamente la tua terra. Potrei essere di parte, ma credo che quasi tutte le contee dell’ American Redoubt siano un buon punto di partenza, nella tua ricerca di un rifugio sicuro.”

 

 

 

Benvenuti nel redoubt americano. Che cos’è il redoubt americano? Piu semplicemente possiamo chiamarla l’ultima frontiera americana. Un pezzo di territorio che incorpora le aree geografiche del Nord Ovest-Pacifico. Include lo stato del Wyoming, del Montana, dell’Idaho e la parte orientale degli stati dell’Oregon e Washington. All’alba della nascita degli Stati Uniti, queste zone erano contese dai pionieri. La frontiera americana che si spostava verso ovest, lentamente ingoiava questi pezzi di terra, trasformandoli, malleandoli, rendendoli partecipi nella nascita della nazione a stelle e strisce. Domarli questi stati pero`non è mai stato del tutto possibile; troppo selvaggi, troppo ribelli, per conformarsi pienamente alle regole dettate della lontana Washington.  I territori del Wyoming, dello Utah, del Dakota, dell’Idaho stanno lentamente tornando ad essere terre di frontiera. L’ultima frontiera dell’impero americano, dove nelle montagne e colline del redoubt americano si terrà l’ultima battaglia fra i patrioti americani fedeli alla costituzione originaria e le forze anti-costituzionali. ”Questa è la mia collina di armageddon da qui combatterò la mia ultima battaglia, il mio ultimo atto

Il concetto di redoubt ha preso forma e si è sviluppato nel 2010, in piena presidenza Obama. Gli anni dell’amministrazione Obama hanno esasperato lo scontro in atto fra il movimento patriottico americano (da non confondere con l’idea neo-conservatrice-repubblicana) e il crescente potere governativo che negli ultimi decenni ha cominciato a pervadere sempre di più l’esistenza dei cittadini americani regolamentando la vita quotidiana. In altre parti del mondo l’intervento sociale e legislativo dei governi centrali viene visto a volte come una panacea ai problemi dei cittadini stessi: scuola, sanità, trasporti e servizi sono parte essenziale del rapporto cittadino-stato. I patrioti americani invece concepiscono un mondo diverso, con un governo centrale presente ma non impositivo, minimalista non oppressivo. Incarnano lo spirito dei primi coloni inglesi fuggiti dalla madre patria e dalla oppressione della corona inglese, arrivati nel nuovo mondo alla ricerca della libertà di religione e di espressione. I patrioti americani moderni incarnano lo spirito dei patrioti del 1776. “ Voglio meno ingerenza burocratica, meno governo; lasciatemi in santa pace.Togliete le mani dalla mie tasche e fatemi avere più controllo del mio destino” (Ronald Reagan)

 

 

Ma non è solo dal governo che scappano quelli come George e tanti altri come lui.  Scappano sì dalla tassazione asfissiante degli stati e delle contee progressiste-liberali, ma anche dal cambiamento demografico che li fa sentire emarginati, ospiti in casa propria.  Scappano da questi stati che hanno cominciato, secondo loro, a violare con leggi oppressive il sacrosanto diritto di possedere le armi. Diritto incastonato nel secondo emendamento della costituzione Americana:  “«Essendo necessaria, alla sicurezza di uno Stato libero, una milizia ben regolamentata, il diritto dei cittadini di detenere e portare armi non potrà essere infranto.»

 

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James Wesley Rawles è un autore americano che scrive romanzi sul tema della sopravvivenza; romanzi bevuti, letti e distribuiti tra i patrioti americani, incoraggiandoli a prepararsi alla prossima guerra civile e al caos che la caduta degli Stati Uniti porterà. Rawles si descrive come un costituzionalista tradizionale. Ex ufficiale dell’intelligence dell’esercito americano e` l’ispiratore, la mente, dell’esodo verso il redoubt americano. Anche Rawles, come George è californiano di nascita; di Livermore precisamente, un paese distante dal mio una decina di chilometri. Rawles cita la polarizzazione dei due maggiori partiti politici degli Stati Uniti,  la politicizzazione delle agenzie governative – individuando negli abusi di entità come l’FBI,  la CIA, la DIA e il Dipartimento degli Interni la causa di futuri conflitti. Rawles descrive la polizia, i tribunali e i mass media come complici delle agenzie statali e federali intente a violare i capisaldi presenti nella costituzione americana tesi a prevenire abusi da parte del governo e dei centri di potere della classe dirigente. Continua affermando che la tassazione è uno stratagemma socialista usato da un governo corrotto per “espropriare la produttività altrui e ridistribuire la ricchezza costruendo una base elettorale governo-dipendente e permanenteIl globalismo, il socialismo, la burocrazia sono inconciliabili con il patriottismo e la costituzione americana. I globalisti hanno come obiettivo la redistribuzione della ricchezza a livello globale e allo stesso tempo, attraverso il globalismo, i trattati internazionali ,  le grandi multinazionali e le leggi oppressive sull’ambiente, l’arricchimento personale di pochi a scapito della distruzione del concetto di nazioni e di popoli realmente liberi. La minaccia di una futura guerra civile è solo un motivo in più per trasferirsi permanentemente in uno stato interno che incarna di più lo spirito conservatore. Se vivi lontano dal conflitto, avrai la scelta di esserne coinvolto, direttamente o indirettamente. Ma se vivi “nel bel mezzo di esso”, allora hai maggiori probabilità di essere travolto dagli eventi. Molte situazioni saranno determinate [dalla] geografia, piuttosto che dalla volontà, quindi scegli saggiamente la tua terra. Potrei essere di parte, ma credo che quasi tutte le contee dell’ American Redoubt siano un buon punto di partenza, nella tua ricerca di un rifugio sicuro.”

 

 

Nel caos della futura caduta degli Stati Uniti, qualunque dovesse esserne il motivo, l’America Redoubt diventerebbe il nuovo baluardo, un nuovo soggetto geografico, dal quale, sulle ceneri della precedente, ricostruire il sogno di una nazione libera e costituzionalista; “Una nazione che diventi bastione di un nuovo cristianesimo tradizionale, libero da ogni legge o regola dettata da entità sovranazionali, globali, mondiali, con una presenza governativa ridotta al minimo essenziale. Una nuova nazione garante della libertà personale, con cittadini liberi di possedere le armi, di curarsi della propria terra come desidera, di vivere la propria vita sollevata da ogni giogo legislativo-burocratico. Mi piacerebbe vedere l’American Redoubt ritagliarsi l’autonomia necessaria rispetto a quelli che oggi conosciamo come gli Stati Uniti d’America. Vorrei vedere l’American Redoubt fondamentalmente come una roccaforte di valori tradizionali con il resto degli Stati Uniti affondare nell’oblio” afferma Rawles. Qui il blog di Rawles e dei patrioti dell’America Redbout:  https://survivalblog.com

Perché i patrioti americani hanno scelto questa area geografica per auto-esiliarsi? La risposta è da ricercare nella posizione “strategica” e politica di questa area geografica. Il Wyoming, Idaho, Montana, le parti orientali dell’Oregon e dello stato di Washington, sono a maggioranza di destra conservatrice. Sono geograficamente montagnosi, piene di risorse naturali. Secondo i patrioti dell’American Redbout la possibilità di acquistare proprietà con un esteso pezzo di terra, incluso di torrente, alberi e cacciagione, permette la completa indipendenza e quindi sopravvivenza in caso di collasso sociale. In più il fatto che le regioni sono montagnose permette a chi li conosce bene di usare il territorio a proprio favore in caso di conflitto armato. L’agenzia immobiliare survival realty  è specializzata nella vendita della perfetta proprietà da acquistare nell’America Rebout. https://www.survivalrealty.com/american-redoubt/

C`è un altro aspetto che spinge all’esodo dei patrioti americani verso il redoubt: Sono Stati in cui il diritto al possesso delle armi è regolato al minimo. L’Idaho, il Montana e il Wyoming sono considerati fra i primi dieci stati più permissivi nel possesso delle armi. Per esempio in Wyoming la legge permette il trasporto libero delle armi. Non è richiesto un permesso. Puoi andare dove vuoi con le tue armi, puoi anche mostrarle in pubblico. Non è richiesto nessun permesso e nessuna registrazione al momento dell’acquisto. Non ci sono limitazioni al numero delle armi che puoi acquistare. Non esiste nessuna legge che regola le dimensioni dei caricatori. In contrasto la California non permette l’uso di caricatori con più di 10 proiettili. Lo stato della California richiede un permesso per trasportare l’arma. Per acquistarla devi sottoporti ad un controllo per eventuali precedenti penali e problemi psichiatrici. Le armi acquistate devono essere tutte registrate. Qui in dettaglio le leggi che regolano il possesso di armi stato per stato:https://www.gunstocarry.com/gun-laws-state/#wy2

Ma chi sono e quanti sono esattamente i patrioti del redoubt? Un’inchiesta condotta dalla rivista The Economist in un articolo dell’agosto 2016 sul movimento american rebout intitolato “L’ultima Grande Frontiera”,  stimava che “migliaia di famiglie” si sono trasferite nella Redoubt  affermando che il  movimento “sta lentamente guadagnando terreno”  Quantificare l’esatto numero è impossibile perché la stragrande maggioranza delle persone che si trasferiscono sono per natura molto circospetti. Sono distaccati dal mondo mediatico-sociale. Molti di loro non hanno accesso a internet , televisione e telefono, strumenti che considerano di spionaggio e controllo. La forma di  comunicazione preferita è una battuta di caccia in cui ritrovarsi e coordinare varie idee, tra una birra, un barbeque e una sventagliata di caricatore. Wilderness living – The last big frontier | United States

La maggior parte sono cittadini che non si rispecchiano più in una nazione che sta cambiando, fedeli ancora ad una idea di America che va lentamente dissolvendosi. Sono di tutte le razze, non solo bianchi. Il rappresentante dei patrioti americani che si appresta a correre per la sedia del terzo distretto senatoriale dello stato dell’Idaho si chiama Alexander Barron, un afro-americano: https://alexanderbarron.com

I patrioti americani vengono definiti da molti, come rappresentanti di estrema destra. In realtà i patrioti americani  rifiutano il concetto di nazismo, fascismo e comunismo. Odiano entità come gli antifa e i naziskins. Sono ideologie che non collimano con la loro idea di libertà poiché vengono visti come strumenti di ideologie oppressive dei popoli, veicoli di governi autoritari; l’antitesi del credo patriottico americano che nel governo vede uno strumento di oppressione.

 

 

 

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Sposta una di quelle sagome più a destra, non vedi che sono troppo vicine?” grido a George mentre osservando dalla distanza lo vedo posizionare i bersagli per il tiro. Non lo sento rispondere, ma anche se mi volta le spalle, realizzo mentalmente  la serie di di parolacce che probabilmente sta sussurrandomi contro. “A proposito non vedo l’AR-15- l’hai preso dal bunker?”  chiedo a George guardando di fronte a me la serie di armi appoggiate sul largo tavolo. “Bro, go fuck yourself!” esplode finalmente George, dopo il record di cinque minuti di silenzio durante I quali ha evitato di reagire alla mia prima provocazione. Ma ora la misura è colma “quando smetti di fare la parte della fighetta me lo dici. Hai riempito i caricatori?” mi chiede George. “Certo che li ho riempiti, mentre tu giocavi a bambole con le sagome. Il Remington, l’M60 e il Mossberg sono pronti , ma non vedo gli AR-15. Pensavo li avessi presi.gli rispondo.”Devo averli lasciati a casa” esclama George. “Potevi anche ricordami di portarli” mi dice con tono accusatorio. “Io sono incaricato di trasportare le cassette delle pallottole, le protezioni agli occhi e alle orecchie, tu le armi; se sei entrato in fase senile me lo dici prima, così penso a prendere e trasportare tutto io…” ribatto. “Whatever man! Let’s get it started” risponde con voce alterata.

Con l’arrivo di due amici di George, il suo poligono personale, situato all’interno della sua proprietà, si illumina come un campo di battaglia con i traccianti di fuoco che eruttano dalle canne delle nostre armi. Alla fine, circa 50 sagome e oltre mille cartucce vuote ricoprono il terreno sotto i nostri piedi. Mentre con aria soddisfatta ci stringiamo la mano complimentadoci a vicenda, mi vengono in mente le parole di George “Questa è la mia collina di armageddon, da qui combatterò la mia ultima battaglia, il mio ultimo atto

 

 

 

VERSO LA GUERRA CIVILE. IL TRAMONTO DELL’IMPERO USA

 

(Seconda Parte)

 

CRONACHE DALL’ ULTIMA FRONTIERA

 

Siamo una potenza costituzionale non una potenza imperiale

 

Good Old Fashioned Ways | Alaska: The Last Frontier | Discovery

 

Papà dove sei?” mi chiede mio figlio al telefono. “Ho appena lasciato il Ranch di George, sono sulla strada, il navigatore mi dice che dovrei arrivare a Bismarck intorno alla mezzanotte.” rispondo. “Mezzanotte!!!? Scusa, ma non sei nel mezzo del Wyoming?” mi chiede sorpreso mio figlio. “Si, avrei dovuto metterci circa 7 ore, ma voglio fare una piccola deviazione, arriverò a Bismarck tardi, vado direttamente in albergo, ti chiamo domani mattina così passo dall’Università e ti vengo a prendere.“ la mia risposta lascia mio figlio ancora più perplesso, ma alla perplessità manca la curiosità indagatrice di approfondire le ragioni del mio fuori programma: Chi? Che cosa? Quando? Dove? Perché?

Mentre percorro la 85, direzione nord, la mia attenzione tutta rivolta alla strada è temporaneamente distratta da tre cartelli, di una discreta grandezza, posizionati al ciglio della strada. Ad occhio e croce, ognuno di questi tabelloni, stile pubblicitario, sarà approssimativamente di 2 metri di altezza per 6 metri di lunghezza.  Apparentemente non c’è niente di anormale nel vedere tabelloni pubblicitari affissi ai margini delle strade cittadine e delle interstatali americane; in questo caso però qualcosa di insolito attira la mia attenzione. Da lontano osservo, sul primo dei cartelloni che incrocio, la sagoma di un fucile da caccia: “Benvenuti in Wyoming; Terra del Secondo Emendamento”. Rallento per leggere meglio le incisioni sugli altri due cartelloni; vorrei scattare una foto fermandomi sul ciglio della strada, ma non ho voglia di farmi passare dal Tir che ho appena superato un paio di chilometri prima. Così continuo la mia corsa, giusto rallentando quanto basta per leggere i messaggi scritti sugli altri due cartelloni. Ad un centinaio di metri dal primo tabellone, il secondo annuncia:  “Gli Schiavi erano Disarmati!“; ancora altri cento metri, il terzo e ultimo cartello annuncia “Le Armi hanno solo due nemici: La ruggine e i Politici!” Solo ora mi accorgo che pur essendo vicini al ciglio della strada i tre cartelloni sono piazzati all’interno della staccionata collocata ai bordi della strada; presumo che siano stati piazzati lì da privati, dal proprietario della terra stessa o da qualcun altro con il dovuto permesso. Hanno utilizzato quindi la proprietà che costeggia la strada per mandare un messaggio a chi si trova, come me, ad attraversare lo spazio sconfinato del Wyoming.

Un po di  miglia più avanti, mentre mi appresto ad superare il confine con il Sud Dakota, mi ritrovo di fronte un Pick Truck, Ford 350, Nero. Il paraurti posteriore è ricoperto di adesivi; riesco a leggerne un paio, prima di sorpassare il veicolo: “Laureato All’università di Smith and Wesson – LGBT: I Support; Liberty, Guns, Beer, Trump.” Trattengo a stento una risata, mentre un cartello mi annuncia l’entrata in Sud Dakota.

 

 

I messaggi pro-armi mi fanno riflettere sulla natura stessa, l’essenza, l’anima, che questa nazione incarna: Gli Stati Uniti non sono una entità creata da burocrati seduti a tavolino, in giacca e cravatta, a colpi di trattati internazionali, come è stata, per esempio, l’Unione Europea; al contrario una nazione nel cui DNA è inciso a caratteri cubitali l’uso delle armi. Una nazione forgiata nel sangue; con l’annientamento di un popolo indigeno (Indiani), una guerra di Indipendenza, passando attraverso le guerre Indiane, la guerra del 1812 con la Gran Bretagna e quella del 1846 con il Messico, per finire con una guerra civile che ha causato più morti fra gli Americani che in quelle della prima, seconda guerra Mondiale, della guerra di Corea e del Vietnam messe tutte insieme. L’America! Un paese cresciuto sul movimento dei coloni e dei pionieri che con le famiglie, tra mille pericoli e peripezie, si lanciavano alla conquista dell’ignoto. Per molti l’unica speranza di sopravvivenza era un fucile, una pistola con i quali proteggersi durante il loro cammino.

I dati sul possesso delle armi rendono chiaro l’enorme significato culturale e simbolico che esse rappresentano per i patrioti americani e i cittadini statunitensi in genere. Piaccia o no  il possesso delle armi è apprezzato, venerato negli Stati Uniti più che in qualsiasi altro paese del mondo. Le armi come simbolo della libertà e della cultura americana. I numeri parlano sa soli. Due sono i dati da considerare. Primo, il dato ufficiale sul numero delle armi in posseso dei cittadini americani quantificato tramite la loro immatricolazione delle armi; secondo, il numero totale stimato delle armi, comprese quelle non registrate in possesso degli americani. Uno studio del Graduate Institute of International and Development Studies di Ginevra sostiene che sono più di 393 milioni le armi di proprietà in possesso dei cittadini negli Stati Uniti. Il rapporto, che si basa su dati ufficiali  di oltre 230 paesi, rileva che il possesso globale delle armi è fortemente concentrato negli Stati Uniti. Nel 2017, ad esempio, gli americani costituivano il 4 percento della popolazione mondiale, ma possedevano circa il 46 percento dell’intero patrimonio mondiale stimato in 857 milioni armi da fuoco in mano a civili. Con una stima di 120,5 armi per ogni 100 residenti, il tasso di possesso pro-capite di armi, negli Stati Uniti è il doppio di quello di qualsiasi altra nazione. Lo stato con il numero pro-capite più alto di immatricolazione è il Wyoming.

https://en.wikipedia.org/wiki/Gun_ownership

Saluto il Wyoming e di conseguenza il Redoubt. Lontano dai maggiori centri abitati l’America Redoubt è un manifesto vivente al diritto di possesso delle armi. Si respira, si coglie, si osserva la voglia di libertà, incastonata negli spazi maestosi di questa America dell’ultima frontiera.

 

 

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Anche il Dakota, sia il Nord che il Sud, sono Stati che potrebbero tranquillamente identificarsi e far parte dell’America Redoubt. La mentalità, lo spirito che li avvolge e lo stesso di quello del Wyoming, del Montana e Idaho, ma per i patrioti del Redoubt i territori del Dakota pongono, tatticamente parlando, un problema non indifferente: le enormi praterie, che il larga parte dominano un territorio povero di grandi catene montuose e di fitte foreste, sono del tutto inadatti alla guerriglia armata. Non danno sufficiente protezione da artiglieria pesante, carri armati e larghi gruppi di combattenti. In contrasto foreste, montagne e la conoscenza intima di esse offrono agli altri stati un vantaggio indubbio, soprattutto in presenza di un nemico più numeroso e meglio armato.

Ormai con la macchina ho raggiunto e sto attraversando le Montagne delle Colline Nere (Black Hills). Questa area geografica del Sud Dakota è una delle più storiche e significative degli Stati Uniti, per varie e importanti ragioni. E qui che Mount Rushmore è collocato. Qui c’e anche la montagna dedicata a Crazy Horse (Cavallo Pazzo) ed è sempre qui, fra i picchi e le foreste delle Colline Nere, che aleggiano i fantasmi storici di un passato mai dimenticato e ancora controverso. Le colline nere sono considerate montagne sacre per gli indiani della tribù Lakota. I Black Hills (Paha Shapa) rappresentano la storia e la tradizione dei popoli nativi di questa area geografica. Nel 1776 gli indiani Lakota-Sioux conquistarono a spese della tribù dei Cheyenne questo territorio. Il 1776  è un anno significativo; fu anche l’anno della Dichiarazione di Indipendenza che di fatto segnava la nascita degli Stati Uniti D’America. La stessa data, due aree geografiche lontane, due entità politiche separate, diverse e aliene fra di esse, che però, per l’ineluttabilità del destino, si incroceranno e si scontreranno nel futuro.

Attraversando le Colline Nere arrivo a un paesino che si chiama Custer.  L’ultima volta che ci ero passato, motivato dal consiglio di un’amico, mi sono fermato in un ristorante per assaggiare “Il miglior Barbecue D’America.” Dakota BBQ è un posto piccolo, niente di sofisticato, ma leggendario fra i buongustai, gli amanti della carne al barbecue. Purtroppo questa volta però dovrò rinunciare al miglior barbecue del mondo; il tempo a disposizione è poco e la strada che mi attende lunga. Do un’occhiata all’orologio; segna le 11:30, la mia corsa continua…

Il paesino di Custer evoca un pezzo di storia importante per gli Stati Uniti. Il paese prende il nome dal famoso ufficiale militare, George Armstrong Custer, comandante del Settimo Cavalleria. Settant’anni dopo l’epico viaggio di Lewis e Clark, che risalendo il fiume Mississippi, attraversarono il Continental Divide, diventando i primi americani ad entrare nei territori dell’Ovest, nel 1874, una spedizione militare comandata dal Tenente Colonnello Custer, partendo dal Forte Abraham Lincoln, sulla riva occidentale del fiume Missouri, in quello che oggi viene chiamata la capitale del Nord Dakota, Bismarck, si avventurò alla scoperta delle Colline Nere. Ufficialmente il governo degli Stati Uniti aveva incaricato Custer di intraprendere la spedizione con l’obiettivo di trovare un luogo adatto per insediare un nuovo forte militare. Ma Custer aveva anche l’obiettivo di accertare se le voci di una possibile presenza di vene d’oro nelle Colline Nere era veritiera. Così, partendo il 2 luglio 1874, l’eroe della guerra civile, George Custer, guidò il Settimo Cavalleria e un gruppo di spedizione di oltre mille uomini alla scoperta delle Colline Nere. Custer era convinto che le Colline Nere sarebbero state fonti di una vasta riserva aurea utile alla prosperità  della nuova nascente nazione degli Stati Uniti D’America.

L’interesse degli americani per le Black Hills e la spedizione di Custer, procedeva in violazione del trattato firmato a Fort Laramie, nel 1868, che garantiva ai Sioux “uso e occupazione assoluta e indisturbata” dell’intera area delle Colline Nere. La spedizione nelle Black Hills gettò le basi per la conseguente “invasione” dei pionieri, dei coloni alla ricerca dell’oro; fu uno dei fattori scatenanti l’ultima guerra indiana, la guerra delle grandi praterie fra i Sioux e gli Americani.  L’ultimo capitolo di un conflitto che spense la luce della libertà delle popolazioni native d’America. Ironia della sorte; è la stessa luce che va lentamente estinguendosi anche sui patrioti americani in questo ventunesimo secolo, patrioti travolti dal cambio epocale demografico e generazionale.

Durante la spedizione di Custer, fu eretto l’accampamento principale del settimo cavalleria nello stesso luogo dove oggi sorge il paese. E sempre nello stesso luogo, tramite una foto storica, Custer veniva immortalato, dopo una battuta di caccia con la sua preda, un orso grizzly.

 

http://www.bigskywords.com/montana-blog/the-black-hills-expedition-of-1874

 

Oggi, la popolazione delle Black Hills è composta principalmente dagli abitanti delle riserve indiane e da quelli della base aerea militare di Ellsworth; in più tanti turisti che, soprattutto d’estate, vengono a visitare questi luoghi leggendari. L’economia delle Black Hills è così passata dallo sfruttamento delle risorse naturali (miniere e legname) all’industria del turismo e dell’ospitalità.

Di solito passato Custer e la città di Rapid City, per raggiungere Bismarck, dovrei dirigermi verso nord attraversando le vasti praterie del Dakota. La strada mi porta a percorrere le riserve indiane delle tribù dei Cheyenne e di Standing Rock. Questa ultima tribù, due anni fa, salì alla ribalta delle cronache mondiali, quando i nativi, sostenuti da migliaia di attivisti ambientali, organizzarono una protesta, in larga scala, contro il gasdotto Dakota Access Pipeline (DAPL). Per i nativi di Standing Rock, i lavori del gasdotto violavano il territorio sovrano e sacro della riserva indiana. Il DAPL, anche conosciuto come Bakken, è un oleodotto sotterraneo lungo 1.172 miglia (1.886 km). Inizia nei giacimenti petroliferi di Scisto della formazione Bakken, nel Nord Dakota, e continua attraverso il Dakota del Sud, lo Iowa, fino al terminale petrolifero a Patoka, nell’Illinois. Insieme al gasdotto di trasferimento di petrolio greggio da Patoka a Nederland, in Texas, forma il sistema Bakken. La Costruzione del DAPL , un progetto da 3,78 miliardi di dollari, iniziò nel giugno 2016. Nonostante la massiccia protesta, che bloccò temporaneamente la costruzione del gasdotto, DAPL fu completato nell’aprile 2017, diventando operativo nel Giugno 2017.

Questa volta però mi dirigo verso est, invece che a nord; una deviazione dal mio tragitto originale con un chiaro obbietivo. Mentre la macchina continua la sua corsa, lo scenario cambia dalle montagne delle Colline Nere, alle pianure e dolci colline delle praterie del Dakota. Mi fermo ad una piccola stazione di servizio nel mezzo del niente; il nucleo urbano è composto, letteralmente parlando, da quattro, cinque case: Hayes, popolazione 77 abitanti recita il cartello al suo ingresso. Devo riempire il serbatoio e rifocillarmi un momento. Entro nella stanzetta del minimarket, anche se descriverlo così sembra eccessivo. Il commesso dietro il banco mi saluta: “Come stai? Tutto a posto?” “Si grazie” rispondo. Il commesso è probabilmente anche il proprietario della “stazione”. Un uomo sulla trentina, cappello, camicia, jeans, stivali e cinturone da cowboy.  Mi ricorda una giovane versione dello Sceriffo più duro e controverso D’America: il Capitano Clay Higgins il quale dopo la pensione fu eletto al Congresso Americano come rappresentante Repubblicano della Louisiana.

 

 

 

Solo ora mi accorgo che al lato del cinturone, il cowboy ha una fondina con dentro la pistola. Incuriosito gli domando: “Ci sono rischi di rapine in questo posto isolato?” No, perché?” Mi risponde. “ Niente, solo curiosità”. Sotto la giacca, la mia Sig 357, fedele compagna, che porto con me ogni volta che viaggio, grida vendetta. In California sarebbe culturalmente inaccettabile mostrare un arma in pubblico. Col gomito accarezzo il lato della giacca, avvertendo il rigonfiamento della mia pistola. Questo mi porta conforto e mi fa sentire meno solo nelle sconfinate pianure del Dakota. Mentre attendo che la cassa elabori i dati della mia carta di credito, noto un cartello affisso al muro, dietro il bancone, incuriosito leggo : “Troppo sangue versato. Siamo una potenza costituzionale non una potenza imperiale!” Deduco che il sangue versato sia riferito alle guerre combattute dall’America in questi ultimi vent’anni. Mi piacerebbe porre una domanda al Cowboy commesso, ma il tempo stringe e la tabella di marcia mi impone di proseguire il mio viaggio.

Da dove vieni?” Mi chiede il cowboy mentre, dopo aver firmato la ricevuta, raccolgo dal banco,  la bottiglia d’acqua e le noccioline acquistate. “Dalla California” gli rispondo. Lui mi guarda dritto negli occhi senza accennare ad un minimo di inflessione emotiva. “Ti sei perso nelle praterie?” Mi chiede. “No, Sono sulla strada per Bismarck vado a trovare mio figlio all’Università”.

Esco dalla stazione di servizio, improvvisamente un vento gelido mi avvolge.  L’assenza di rilievi montagnosi significativi e la latitudine, lasciano esposte le praterie del Nord e Sud Dakota ai venti polari provenienti dal Canada. Siamo ad Ottobre e mentre in California imperversa l’estate indiana, con temperature ben oltre i 30 gradi, in Dakota l’inverno è ormai arrivato.

 

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L’OMBELICO DEL MONDO

 

Qual è il dovere più sacro e la più grande fonte di sicurezza per la Repubblica? Un inviolabile rispetto della Costituzione e delle leggi” 

 

 

Ciao Gianfranco, piacere di conoscerti” mi porge il benvenuto Vince. Il primo scambio è cordialmente positivo. Si avverte la sensazione di mutuo e reciproco rispetto. “Vince, il piacere è tutto mio.” rispondo.

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Vai a trovare Vince” mi aveva suggerito George prima di lasciare il suo ranch in Wyoming. Una veloce telefonata fatta da George, per confermare se Vince fosse disponibile, mi aveva convinto ad effettuare una piccola deviazione sulla strada verso Bismarck per conoscere uno degli amici più cari di George.

L’amicizia tra Vince e George è di vecchia data. George era un giovane poliziotto appena arruolato nelle forze dell’ordine, Vince invece era un professore di storia in una delle più prestigiose e conosciute università della California. Secondo la versione dei fatti, che diverge leggermente a secondo di chi la racconta, Vince era in macchina mentre andava al lavoro e George era di pattuglia. George fermò Vince per notificargli una multa per eccesso di velocità. “Non l’ho multato, gli diedi semplicemente un avvertimento” sostiene George. “Mi multò per eccesso di velocità, andavo solo 15 miglia oltre la soglia del limite” sostiene tuttora Vince. Comunque sia quell’incontro fu l’inizio di un’amicizia che dura ormai da oltre 40 anni.

Vince, durante la sua lunga carriera, ha insegnato storia a migliaia di studenti, ma proprio come George, un giorno Vince si ritrovò sopraffatto dal futuro e relegato in un passato che non esisteva più. La sua colpa? Aver scritto una recensione accademica sulla “pericolosa” erosione dei valori della costituzione americana.  Vince denunciava il numero sempre più alto di istituzioni e cittadini americani che non sapevano piu interpretare l’essenza della costituzione, ignorando completamente il suo significato e i rispettivi contenuti. Vince attribuiva la decadenza dei valori costituzionali, tanto cari ai padri fondatori e ai patrioti americani, a vari motivi. Principalmente tre. Primo, la sempre più crescente macchina amministrativa, burocratica che snatura il concetto costituzionale di  “limited government.” Secondo, la crescente mancanza di insegnamento didattico storico sull’importanza dei valori costituzionali. Terzo, la connessione tra l’immigrazione moderna e l’erosione del rispetto, la conoscenza, l’intendimento dei concetti cardini della costituzione, in particolare quelli ribaditi nel secondo emendamento. Questo ultimo punto creò una levata di scudi da parte di varie entità accademiche e mediatiche che si precipitarono a definire lo scritto di Vince razzista. Vince aveva più volte cercato di chiarire la sua posizione: “La mia affermazione era neutrale, non era un giudizio pro o contro l’immigrazione, ma piuttosto una semplice constatazione dei fatti”. Vince sosteneva che la massiccia immigrazione moderna, proveniente principalmente dai paesi latini e asiatici è intrinsecamente diversa da quella del passato “L’immigrato in quanto tale, indipendentemente da dove proviene è sempre degno dei diritti e delle opportunità che gli Stati Uniti offrono

Secondo Vince, il logorio del rispetto nei riguardi del secondo emendamento in Stati dell’unione come la California e New York è dovuto anche al fatto che i nuovi immigrati sono estranei ai valori legati al concetto di possesso delle armi. La maggior parte arriva da paesi avversi alla cultura delle armi. “Non è una filosofia giusta o sbagliata, ma semplicemente la constatazione che nella stragrande maggioranza dei casi, i nuovi immigrati che arrivano negli Stati Uniti sono estranei al diritto del possesso alle armi, provengono da culture in cui l’equivalente del nostro secondo emendamento non esiste. Non comprendono né la necessità, né la ragione di possedere le armi.

La parte meno compresa del secondo emendamento è il significato, lo spirito, al di là del possesso fisico delle armi, che il secondo emendamento rappresenta: “Il secondo emendamento garantisce di fatto l’opzione del cittadino alla ribellione, alla rivoluzione. ll secondo emendamento, non è stato scolpito dai Padri Fondatori nel testo della costituzione per garantire il diritto del cittadino di andare a sparare al poligono, di andare a caccia, oppure di proteggersi dai criminali; queste sono le conseguenze naturali delle quali il cittadino beneficia.  La vera ragione dell’esistenza del secondo emendamento è quello di garantire un baluardo, un dissuasore contro la nascita di un governo, di un’entità sovrana ostile alla costituzione stessa. I Padri Fondatori si sono preoccupati di codificare i diritti alle armi nella costituzione con una sola ragione in mente: offrire al cittadino gli strumenti necessari per opporsi, se desidera, ad una dittatura tirannica.”  Sostiene Vince. Ad avallare questo concetto essenziale, primario, nella costruzione della costituzione americana, si può portare come esempio la collocazione stessa del secondo emendamento, nella stesura del dettato. Il primo emendamento afferma il diritto alla parola e alla libertà di espressione “Il Congresso non promulgherà leggi per il riconoscimento ufficiale di una religione, o che ne proibiscono la libera professione; o che limitino la libertà di parola, o di stampa; o il diritto delle persone di riunirsi pacificamente in assemblea e di fare petizioni al governo per la riparazione dei torti.” Il secondo emendamento afferma il diritto al possesso delle armi. In altre parole; se il diritto al primo emendamento venisse meno, il secondo diventa garante e baluardo del rispetto del primo emendamento. Il due emendamenti sono interconnessi; il lento, inesorabile sgretolamento di questi due emendamenti porterà alla fine della repubblica a stelle e strisce; il tempo segna l’ora tarda della Repubblica Americana; l’ora della rivoluzione e della ricostruzione di una nuova entità. Una realtà fondamentalmente diversa da quella attuale. Il destino della Repubblica è ormai incanalato su binari che non si possono deviare…Mi vengono in mente le parole di alcuni dei Padri Fondatori, su tutti Alexander Hamilton, Samuel Adams e George Washington: Qual è il dovere più sacro e la più grande fonte di sicurezza per la Repubblica? Un inviolabile rispetto della Costituzione.” “Se mai dovesse venire il momento, quando uomini vanitosi e ambiziosi avranno i posti più alti nel governo, il nostro Paese avrà bisogno dei suoi patrioti per impedirne la sua rovina.“Il governo non è intelletto, non è eloquenza, è solo forza. Come il fuoco, è un servo pericoloso e un temibile padrone.

 

 

Due giorni dopo la pubblicazione dello scritto, Vince fu chiamato a rapporto dal rettore dell’università per chiedere chiarimenti su alcuni dei concetti più” controversi” espressi nel suo saggio. Poiché era professore di ruolo, al rettore dell’Università mancavano  le basi per poter licenziare Vince. “Probabilmente neanche il rettore credeva che il mio ‘peccato’ fosse degno di questa sollevazione di scudi. Ma anche lui dovette cedere  all’impeto critico al quale fu soggetto il mio scritto.

Come conseguenza del suo saggio Vince fu oggetto di minacce alla sua incolumità. Lettere minatorie arrivavano a decine ogni giorno, sia nel suo casellario postale all’Università, sia a casa. Una scritta sul muro dell’Università lo accusava di essere razzista e la macchina gli fu rigata più volte nel parcheggio dell’università stessa. Tutto ciò convinse Vince, dopo tanti decenni di insegnamento, ad appendere i libri al muro e andare in pensione; era il 22 Aprile 1998.

 

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Seduti nel salone di Vince ci gustiamo il tè che sua moglie ha preparato. Il salone è di fatto una libreria privata; i muri sono ricoperti da scaffali pieni di testi. “Quanti sono?” Chiedo a Vince guardando gli scaffali. “Fino a qualche anno fa avevo una collezione di 1322 libri, oggi me ne sono rimasti 543

Vince ha raggiunto e superato la ottantina d’anni anche se ne dimostra non più di 70. ”Sembra più vecchio George, nonostante abbia una decina di anni in meno”,  rivolgo un complimento a Vince ridendo. “George ha vissuto una vita sempre sul filo del rasoio; sparatorie, inseguimenti, botte, arresti, insulti, umiliazioni, divorzi, fallimenti; ha combattuto contro tutto e tutti a volte anche con chi gli era amico. Andare in pensione e lasciare la California per il Wyoming, circondandosi di terra, aria, animali e libertà gli ha sicuramente prolungato la vita” Risponde Vince.

Perché il Sud Dakota?” domando schiettamente a Vince. “Mia moglie è originaria di Sioux Falls, ci incontrammo all’università di Berkeley dove si era trasferita a studiare e da allora non ci siamo più lasciati. Quando andai in pensione si presentò l’opportunità di comprare un appezzamento di terra e una casa qui a Highmore, dove il fratello buonanima, di mia moglie viveva.”   Risponde Vince. Tra la terra del cognato e quella di sua proprieta, intorno ai 110 acri (oltre 44 ettari)  negli ultimi vent’anni, Vince ha coltivato e prodotto tonnellate di Mais e Soia. Vince ora è in pensione per la seconda volta, la terra è stata data in gerenza ad una compagnia che produce il mais, “la stessa a cui vendevo il mais” precisa Vince. Gli Stati Uniti sono il primo produttore al mondo di mais, il Sud Dakota il sesto stato dell’unione per la produzione di mais.

Highmore, il centro abitato dove vive Vince, si fa fatica a chiamarlo paese. Highmore è la “capitale” della Contea di Hyde. Gli elettori della Contea di Hyde hanno votato repubblicano sin dalla creazione dello stato del South Dakota. In sole due elezioni hanno votato democratico: quelle di Franklin D. Roosevelt nel 1932 e Lyndon B. Johnson nel 1964.

Il censimento ufficiale dice che a Highmore vivono 795 persone. In totale nella contea vivono 1280 persone. L’estensione della contea di Hyde è di 2240 chilometri quadrati. Per fare un paragone è più o meno della stessa estensione della provincia di Latina. Hyde sta lentamente scomparendo; nel 1930 la popolazione era di 3690 abitanti. Da allora, anno dopo anno, la contea ha visto calare demograficamente la popolazione. Rispecchia una tendenza ormai consolidata nel paese. Le contee a maggioranza di cittadini bianchi vanno lentamente scomparendo se non sono rimpiazzate da immigrati provenienti da altri Stati dell’Unione o da altri paesi del mondo. Generalmente parlando, la popolazione degli Stati Uniti è sempre in crescita, ma in posti dove l’immigrazione non arriva, il basso tasso di natalità è una condanna certa per il futuro. “D’altronde” dice Vince ”se non sei dedito alla coltivazione e/o all’allevamento, per i giovani qui non c’è niente…

Nonostante tutto, Highmore è salito alla ribalta nazionale nel giugno del 2019, quattro mesi prima della mia visita a Vince. Infatti uno dei motivi di questa mia deviazione non era solo il desiderio di conoscere Vince, ascoltando in prima persona la sua personale storia di fuga verso l’ultima frontiera, ma anche la curiosità di visitare un piccolo centro abitato della praterie del Dakota, diventato, tutto di un colpo famoso e proiettato sulla ribalta della politica nazionale. Highmore, questa comunità minuscola, per qualche ora, si è ritrovata al centro dell’aspro scontro politico-sociale in atto di questi tempi di tardo impero americano. In un istante Highmore si è scoperta al centro del mondo: “Preferire chiamarlo l’ombelico del mondo, definirlo centro è esagerato; alla fine siamo solo un buco nel mezzo della prateria. Passata la sbornia mediatica, siamo tornati ad essere un buco…grazie a Dio…” specifica Vince.

 

https://www.ksfy.com/content/news/Parade-float-causes-controversy-511659961.html

Ogni Giugno, in questa centro abitato, si tiene la celebrazione annuale della giornata dei Coloni di Highmore. Un evento celebrativo per radunare tutti insieme i cittadini della contea e dare la possibilità anche agli espatriati da questa contea, che vivono in altri stati, di rientrare e celebrare la cultura e lo spirito delle praterie. Il Giugno passato però è stato particolare; era la celebrazione del cinquantesimo anniversario della giornata dei coloni. A renderla più vivace e “controversa” ci ha pensato un cittadino di Highmore; Jeff Damer. In uno dei carri della parata celebrativa ha pensato bene di mettere una gabbia con dentro due persone con le maschere rispettivamente di Hillary Clinton e Barack Obama. Al di fuori della gabbia un’altra persona con la maschera di Donald Trump a simboleggiare l’arresto e l’imprigionamento di Obama e Clinton per mano dello “Sceriffo” Trump. Inutile dire che in questi tempi di estrema sensibilità sociale e politica, il simbolismo del carro ha toccato un nervo delicato in questa America che naviga sull’orlo di una guerra civile.

I grandi network come la CNN e il mondo dei social media si sono improvvisamente accorti dell’esistenza di questo “ombelico del mondo” riversandosi nelle praterie del Dakota per comprendere meglio “l’odio” che spinge questi “trogloditi” a fomentare il loro razzismo, misoginismo e anticonformismo…

Ci conosciamo tutti qui, incluso Jeff, un bravo ragazzo, che non si aspettava di certo una reazione del genere..Nessuno mai si era preoccupato di sapere cosa succedesse in questa terra di frontiera…” esclama Vince. “Per qualche giorno mi sembrava di essere tornato in California, con l’ossessione del politicamente corretto che mi ha tormentato negli ultimi anni della mia carriera…Ho avuto flashbacks che mi hanno impedito di dormire per un paio di notti quasi fossi afflitto da disturbo da stress post-traumatico” dice Vince con tono mesto. “Grazie a Dio così come erano improvvisamente apparse le orde urbane-radical chic, così si sono dileguate, un paio di giorni dopo. Qui vive tutta brava gente e desidera solo essere lasciata in pace. Molti nella comunità, dopo la parata, da Jeff al Sindaco del paese, hanno subito minacce di morte. La maggior parte di queste minacce arrivavano da soggetti che vivono in altri stati, come la California.” continua Vince. “Quello che questa gente non riesce a comprendere è il significato stesso del primo emendamento: Libertà di espressione e di parola vuol dire letteralmente quello. I Padri Fondatori non hanno lasciato dubbi. Qualsiasi opinione, per quanto odiosa possa essere, e` protetta dalla Costituzione. Fra l’altro ciò che è detestabile per me potrebbe essere apprezzato da qualcun altro. Il vero lascito al rispetto della libertà di parola non è quando scambiamo opinioni ed esprimiamo concetti con coloro con i quali ci troviamo d’accordo, ma quando ci confrontiamo con chi detestiamo  per le idee che esprimono. Non dobbiamo condividerle ne ascoltarle quelle idee, ma dobbiamo rispettare la libertà di chiunque di esprimerle” dice Vince. “Quello che è successo lo scorso Giugno ha convinto molti di Highmore che anche nelle nostre praterie la libertà concessa dalla Costituzione è ora minacciata da forze sovversive che fino a qualche anno fa erano relegate alle zone metropolitane e universitarie, soprattutto in stati come la California e New York. Qui  la gente ha perso un certo senso di innocenza e si ritrova ora a meditare sul proprio futuro. Molti sono venuti in pellegrinaggio a casa mia per chiedere consiglio e ascoltare la mia esperienza. Ho ricordato a loro che quello a cui hanno assistito, sperimentato, io e mia moglie lo avevamo già vissuto vent’anni fa. Prima di questa storia che ha travolto e stordito il nostro paesino, guardavo alle milizie civili armate del Montana o del Wyoming con un certo disinteresse; le ritenevo francamente troppo radicali e fanatiche. Ora purtroppo in Highmore si sente più di qualcuno che vorrebbe creare anche qui un reggimento miliziano. Ci sentiamo con le spalle al muro. Non vivrò abbastanza a lungo da assistere alla sfracello di questo paese e di questo ne sono riconoscente a Dio. Ma nel futuro tutto sarà diverso: La nostra cara amata nazione non esisterà più e se continuerà sarà in una forma completamenta diversa da quella attuale.” la voce di Vince è tremolante, quasi sull‘orlo del pianto.

Ti vuoi fermare per cena?” mi chiede Vince. “Ti ringrazio, apprezzo l’invito, ma devo declinare; sono già le sette di sera e devo ancora arrivare a Bismarck.” gli replico. “Ti posso donare un libro per farti compagnia?” mi chiede Vince. “Sei molto gentile Vince ma io non leggo quasi più i libri cartacei; preferisco gli audio ebook sul kindle, cosi anche quando sono in macchina posso ascoltare la narrazione, ma sono interessato a conoscere la tua raccomandazione su qualcosa da leggere” dichiaro con curiosità. “Washington’s Crossing di David Hackett Fischer” Risponde Vince

 

***

 

 

Sei mesi dopo la Dichiarazione di Indipendenza, il sogno della rivoluzione americana stava già sfumando. Le forze britanniche aveva sbaragliato gli americani a New York, occupato tre colonie ed erano ormai ad un passo da Filadelfia. La notte di Natale del 1776 George Washington era sul punto di perdere la Guerra Rivoluzionaria. Le truppe continentali erano scoraggiate e quasi sconfitte. Il resto dei patrioti americani avevano perso fiducia nelle capacità militari-tattiche di Washington. Il generale Joseph Reed, uno degli ufficiali più vicini a Washington aveva cospirato contro di lui. Uno dei comandanti di Washington, Charles Lee era stato catturato due settimane prima dagli Inglesi. Il Congresso stesso aveva abbandonato Filadelfia rifugiandosi a Baltimore per sfuggire all’avanzata inglese.

Qualche mese prima, a luglio, nel preciso istante della dichiarazione di indipendenza, George Washington comandava una forza di 20,000 truppe per lo più male addestrate contro 32,000 soldati Britannici altamente addestrati, disciplinati e bene equipaggiati. Sconfitta dopo sconfitta, molti dei soldati continentali erano tornati a casa o avevano disertato raggiungendo le truppe britanniche. Con soli 5000 uomini rimasti, in quella fredda e ventosa notte di natale del 1776, George Washington stava guardando dritto alla disfatta che incombeva. In quella notte di Natale George Washington si sarebbe giocato la sua ultima e decisiva carta. In quella notte la battaglia di Trenton entrerà nella storia come quella che cambierà le sorti della Rivoluzione Americana.

Alle sue truppe esauste e demotivate George Washington aveva letto, tre giorni prima, lo scritto di Thomas Paine: “Questi sono i tempi che provano le anime degli uomini: il soldato estivo e il patriota di un giorno, in questa crisi, si defila nel servire il proprio paese; ma chi lo sostiene ora, merita l’amore e il ringraziamento dell’uomo e della donna. La tirannia, come l’inferno, non si sconfigge facilmente; tuttavia ci portiamo dietro questa consolazione: più difficile è il conflitto, più glorioso è il trionfo.

 

***

 

L’orologio segna le 20:20, ancora tre ore e mezzo mi separano dalla mia destinazione finale: Bismarck. Mentre la macchina attraversa le praterie del Dakota, non c’è più nessuno sulla strada. A parte i mie fari, il buio è totale, le poche macchine che ogni tanto incrocio bucano fugacemente la notte. Il forte vento freddo lo avverto nel controllo dello sterzo; la macchina di tanto in tanto sbanda leggermente e richiede massima concentrazione nella guida.

Nella fredda e ventosa notte delle praterie rifletto sul mio viaggio che involontariamente si è trasformato in un’odissea nell’ultima frontiera americana: Vince fu il precursore di George e di tanti altri personaggi che come loro si sono ritrovati improvvisamente tagliati fuori da una società che stava rapidamente cambiando.

Molti anni prima che esistesse il Redoubt Americano, George e Vince si sono trasformati, giocoforza, in una sorta di nuovi pionieri alla ricerca di una nuova frontiera che gli permettesse di sfuggire all’onda inesorabile del cambiamento epocale in atto nella società americana. Quello che ha catapultato Highmore alla cronaca nazionale è un riflesso della guerra di pensiero e delle divisioni politiche che affliggono gli Stati Uniti odierni. Ormai nessuno ne è immune, neanche “un buco nel mezzo delle praterie.” Lo scontro fra forze opposte: da un lato quelle elitiste, progressiste-globaliste che cercano di cambiare, trasformare, un modo di pensare e di vivere radicato nel “passato” e dall’altro una parte della società, sempre più minoritaria, che cerca di aggrapparsi e tenere in vita quelle tradizioni, soprattutto costituzionali, sempre meno importanti in questa America del ventunesimo secolo. L’onda trasformatrice, picconatrice dei valori costituzionali, che partendo dai centri di potere amministrativo, finanziario, mediatico, filosofico e didattico ha trasformato la repubblica americana in una impero globalista, sta ora bussando alle porte degli stati del redoubt e della praterie della frontiera americana. Gente come Vince e George che anni prima era fuggita per evitare di essere travolta completamente da quell’onda, ora si ritrova a guardare, dalle montagne del Wyoming o dalle praterie del Dakota, lo tsunami che all’orizzonte avanza inesorabilmente. Con le spalle al muro non hanno più dove andare a ripararsi. Quando George disse che quella di casa sua sarebbe stata la collina di armageddon, l’ultimo suo atto, non scherzava affatto…L’orizzonte si oscura, i cieli annunciano la burrasca…

Questi sono i tempi che mettono alla prova l’animo degli uomini…

 

 

 

VERSO LA GUERRA CIVILE. IL TRAMONTO DELL’IMPERO USA

 (Terza Parte)

 

UN CAMBIAMENTO EPOCALE

 

 

“Lo scopo della costituzione e` limitare il potere del governo federale non quello dei cittadini americani”

 

 

La sala riunioni è affollata. Gente in fila che preme per entrare nel ginnasio di una scuola (Horizon Middle School) di Bismarck. La fila di persone si snoda sin oltre il portone di entrata. Dentro la sala tutte le sedie sono occupate e molti sono appoggiati ai muri in piedi. Non avverto per ora la tensione che mi sarei aspettato per un dibattito così saturo di tensione politica e sociale. Mi accomodo nella terzultima fila in fondo la sala. Prima di entrare nel ginnasio, mentre ero in fila, ho scambiato due battute con un cittadino di Bismarck: Jim è un uomo sulla cinquantina, mi invita a sedermi accanto; ci sono anche la moglie, Mary e un amico di Jim, Greg. Siamo tutti coetanei, anche loro attenti a partecipare alla pubblica riunione. Jim è un imprenditore, ha una ditta di costruzione e scavi; la moglie e i due figli lavorano con lui. Mentre parlo con Jim, osservo con la coda dell’occhio Greg. Un uomo dai lineamenti duri, rughe scavate nella pelle come se fossero dei canali di irrigazione. Occhi blu profondi, capigliatura spessa, barba lunga. La stazza e` imponente; ad occhio e croce Greg svetta a oltre un metro e novanta e supera abbondantemente i 100 chili. Sotto la camicia pesante da cowboy, non intravedo grasso; deduco che la stazza di Greg è per la maggior parte composta da muscoli. Le mani sono grosse come pale meccaniche e nel momento di stringerle le ho sentite callose e ruvide. L’insieme mi lascia pensare ad un uomo temprato da un lavoro duro e faticoso. Mi giro verso Greg e gli domandò: “hai terra?” “Si ho terra, animali e un ranch” mi risponde. Un tema ricorrente quello della terra, dei ranch e degli animali, in questa landa americana dell’ultima frontiera, rada di popolazione, quasi a simboleggiare gli immensi spazi sconfinati, posizionati alla periferia del mondo metropolitano, caotico e  decadente della civiltà occidentale.

 

 

Cosa ha spinto tuo figlio a iscriversi all’università di Bismarck?” Mi chiede Jim incuriosito. “Ha vinto una borsa di studio dall’università di Bismarck e quindi ha deciso di frequentare l’università  in Nord Dakota” rispondo. Aggiungo: ”Infatti ha accettato con molte riserve l’offerta da Bismarck, l’ho convinto dicendogli che se non andava dove gli offrivano una borsa di studio, il costo dell’Università sarebbe stato per me decisamente proibitivo e di conseguenza avrebbe dovuto vedersela da solo.”Povero ragazzo cresciuto e nutrito al sole della California, finito nella ‘tundra’ del Dakota…” Scherza Jim.

Sul palco di fronte alla platea sono seduti i commissari della contea di Burleigh, dove si  trova la capitale del Nord Dakota; Bismarck. Jim con il dito mi indica i commissari identificandoli per nome e cognome:  Brian Bitner, Jerry Woodcox, Mark Armstrong, Kathleen Jones e Jim Peluso.  Mi guardo intorno alla platea, osservo nel volto dei partecipanti alla riunione il tratto della società di questa ultima frontiera americana. Gli uomini e le donne che mi circondano rappresentano i cittadini del Nord Dakota e proprio come quelli del Sud Dakota e degli Stati del Redoubt Americano, sono ancora a maggioranza tradizionalmente bianca, una realtà che rappresenta una america che va velocemente scomparendo.  Nel resto degli stati dell’Unione, oltre questa terra da ultima frontiera, la composizione della popolazione americana è cambiata drammaticamente negli ultimi due decenni.

 

***

 

Sin dall’insediamento di Jamestown nel 1607 e dallo sterminio dei popoli nativi, gli Stati Uniti sono stati prevalentemente a maggioranza bianca. I bianchi rappresentavano nel 1950 intorno all’88% della popolazione statunitense. Nel 2018 sono scesi al 60%. Scenderanno al di sotto del 50% nei prossimi 10-15 anni. Già ora i non bianchi rappresentano più della metà delle popolazioni delle Hawaii, del Distretto di Columbia (Washington), della California, del Nuovo Messico, del Texas e del Nevada. “Resistono” gli stati dell’ultima frontiera americana; Idaho, Montana, Wyoming, North Dakota, South Dakota, ma e una resistenza simbolica, dal destino segnato.

Altro dato interessante; nel 2020 si prevede che negli Stati Uniti ci saranno più nascite di bambini non bianchi rispetto a bambini bianchi. Nel 2015, per la prima volta, negli Stati Uniti ci sono stati più decessi che nascite di persone bianche. Gli stati con il numero più alto di morti di bianchi rispetto alle nascite includono la California, la Florida, la Pennsylvania e il Michigan.

 

 

 

https://www.pewresearch.org/fact-tank/2019/12/20/key-ways-us-changed-in-past-decade/

Il cambiamento demografico negli Stati Uniti è una certezza, un destino segnato che renderà la razza bianca minoritaria; porterà cambiamenti epocali nella composizione politica e ideologica della terra a stelle e strisce.  L’America sta cambiando ed è un cambiamento senza possibilità di ritorno. La popolazione bianca sta velocemente scomparendo mentre aumenta la popolazione ispanica, asiatica e nera. Questo passaggio da una nazione in maggioranza bianca a una più diversificata sta avvenendo in alcuni luoghi degli Stati Uniti più rapidamente rispetto ad altri. Gli stati del Redoubt Americano e dell’ultima frontiera sono quelli che stanno cambiando molto più lentamente, ancorati, asserragliati ancora a una popolazione ed a una tradizione culturale e costituzionale che rappresenta il volto di una America smarrita, un concetto di un’america tradizionale incanalata ormai sul viale del tramonto.

L’onda del cambiamento sta bussando inesorabilmente e prepotentemente alle porte del Redoubt. Quel cambiamento che fino a 10 anni fa ancora eludeva l’ultima frontiera americana, ora si ritrova sotto le mura, alla soglia del cancello. Infatti non solo i grandi centri urbani o le zone costiere, ma anche stati limitrofi ai territori del Redoubt come il Colorado, si sono ormai trasformati completamente in una nuova entità. Il muro del Redoubt si sta lentamente ma inesorabilmente sgretolando e con esso l’America dell’ultima frontiera. L’unica domanda da porsi è se i patrioti del redoubt saranno disposti ad accettare questo cambiamento senza porre resistenza.

 

 

***

 

La riunione trasformata in dibattito va avanti per circa quattro ore. I commissari prima discutono fra di loro e poi passano la parola al pubblico che ha il diritto, se desidera, di esprimersi apertamente al microfono ed esporre la propria opinione per cercare di convincere i commissari a favore o contro la ricollocazione dei rifugiati nella terre delle comunità del Nord Dakota. Alla mezz’ora di dibattito tra i commissari fanno seguito tre ore e mezza di interventi da parte dei cittadini di fronte al tavolo dei commissari e di fronte alla platea stessa. La lunga fila di cittadini in piedi, al centro della sala, aspetta diligentemente il proprio turno per esprimere il proprio parere di fronte ai commissari sperando di convincerli a votare contro o a favore della risoluzione di accettazione della quota di rifugiati. Negli occhi e nello sguardo di Jim, Mary e Greg intravedo il riflesso della emotività che questo tema crea nell’animo di molti cittadini di Bismarck.

 

 ***

 

In seguito alla sconfitta degli Stati Uniti nella guerra del Vietnam, migliaia di vietnamiti furono trasferiti come richiedenti asilo negli Stati Uniti, per sfuggire all’avanzata del  comunismo.

Il 13 aprile 1979, il procuratore generale degli Stati Uniti per l’amministrazione Carter, Griffin Bell, annunciò che, attraverso un ordine esecutivo, avrebbe concesso l’ammissione di migliaia di rifugiati dal Sud-Est asiatico e dai paesi del blocco sovietico negli Stati Uniti.  Come risultato delle azioni di Bell, il numero totale di rifugiati che entrarono negli Stati Uniti raggiunse quell’anno oltre 65.000 (40.000 dal sud-est asiatico e 25.000 dal blocco sovietico). L’azione esecutiva dell’amministrazione Carter apriva la strada alla necessità di cementare una legge, una soluzione, che non fosse temporanea. Il continuo flusso di rifugiati all’indomani della guerra del Vietnam e le rivoluzioni comuniste nel sud-est asiatico generano un sostegno politico, da parte di ambedue i partiti (Repubblicano e Democratico), sulla necessità di rendere permanente, con una legge ed una riforma, l’ammissione di rifugiati negli Stati Uniti allargandone il numero.  Alla fine del 1979 il Congresso approvò tale riforma all’unanimità: Refugee Act del 1980-S.643.

Il 18 marzo 1980, la legge fu presentata al presidente Jimmy Carter che la firmò aprendo definitivamente le porte ai rifugiati. La nuova legge si integrava con la legge sull’immigrazione e naturalizzazione datata 1965, creando anche un meccanismo per rivedere e adeguare le quote dei rifugiati per far fronte alle emergenze che via via si andavano a creare nel mondo. La legge cambiò la definizione di rifugiato stesso, conformando le leggi immigratori americane agli standard stabiliti dalle convenzioni e dai protocolli delle Nazioni Unite.

Dal 1980 ad oggi, cioè dal passaggio in legge del Refugee Act, che va aggiunto appunto alla riforma del 1965, gli Stati Uniti hanno ammesso più rifugiati di qualsiasi altro paese al mondo, oltre 3 milioni in totale. I rifugiati vanno aggiunti al numero degli immigrati legali, che dal 1980, è passato da meno di 15 milioni a 45 milioni. Un aumento vertiginoso spinto dell’immigrazione su larga scala dall’America Latina e dall’Asia, con una popolazione di origine straniera che si è attestata nel 2018 a 44,7 milioni. Agli immigrati legali vanno aggiunti quelli illegali che si calcola siano intorno ai venti milioni (stima per difetto).

 

https://www.migrationpolicy.org/article/frequently-requested-statistics-immigrants-and-immigration-united-states

 

Per anni gli stati, le varie contee e municipalità dell’Unione, si sono visti sdoganare un numero sempre più alto di rifugiati ricollocati dal governo federale nelle proprie giurisdizioni. Stati come la California, New York e  Washington hanno accolto migliaia di rifugiati senza battere ciglio. Altri Stati soprattutto quelli del Redoubt e dell’ultima frontiera americana hanno, malgrado la loro reticenza, accolto i rifugiati senza aver strumenti a disposizione per opporsi. I cittadini dell’ultima frontiera americana hanno sempre espresso la loro disapprovazione al flusso migratorio nei loro stati, mentre i politici locali, siano essi democratici o repubblicani (maggioranza), si sono sempre adoperati per facilitare la ricollocazione dei rifugiati nei territori di loro competenza. Da una parte il governo federale, spalleggiato dai politici locali (di qualsiasi partito essi fossero) che impone agli stati dell’ultima frontiera le quote dei rifugiati pena la perdita di finanziamenti federali,  dall’altro i cittadini che vorrebbero un maggior potere decisionale nella scelta di imporre quote di rifugiati nei propri territori, città, paesi e comunita`.

 

 

Negli anni, i flussi dei rifugiati ammessi negli Stati Uniti è oscillato tra alti e bassi a seconda degli scenari geopolitici mondiali e delle amministrazioni in carica alla Casa Bianca. Con l’avvento di Donald Trump due importanti fattori si sono creati. Il primo:Il numero massimo imposto dall’amministrazione Trump di rifugiati ammessi negli Stati Uniti è sceso al record più basso mai registrato, 18,000 nel 2019, ben al disotto dei 110,000 imposti da Obama nel 2016. Il secondo: Trump nel Settembre del 2019 ha firmato ed emesso un ordine esecutivo con cui, per la prima volta dal 1980,  le agenzie che si occupano di reinsediamento di rifugiati devono ottenere il consenso scritto dai funzionari statali e locali in qualsiasi giurisdizione chiedono di collocare i rifugiati. In altre parole mentre prima i governi locali non avevano modo di opporsi sul numero di rifugiati che il governo federale assegna tramite le agenzie non governative, l’ordine esecutivo di Trump  delega autorità decisionale e consente ai governi locali di accettare o meno i rifugiati e se disponibili a collaborare con le agenzie che si occupano dei rifugiati, decidere quanti rifugiati sono disposti a ospitare.

L’ordine esecutivo di Trump coniugato con il numero striminzito di rifugiati che l’amministrazione Trump è disposta a far entrare, ha reso difficile il lavoro delle agenzie non governative. Le lamentele e le cause intentate in corte per cercare, tramite i giudici, di bloccare l’ordine esecutivo di Trump, si sono moltiplicate. Catholic Charities, Hebrew Immigrant Aid Society, Lutheran Immigration and Refugee Service, Church World Service e tante altre organizzazioni che si occupano di rifugiati sono sul piede di guerra contro l’amministrazione Trump. Cio che queste organizzazioni però non colgono è l’altra faccia di una società che alla periferia dei grandi centri urbani e dei grandi stati liberal-progressisti, fondamentalmente è stanca di vedersi imporre decisioni dall’alto senza essere consultata.

Il decreto esecutivo di Trump ha dato voce ai patrioti che si oppongono all’immigrazione e ai rifugiati offrendo ai cittadini uno strumento da usare per mettere pressione sui politici locali. Prima di Trump i politici si nascondevano dietro la scusa che non potevano opporsi alle quote di rifugiati imposte da Washington nei loro territori. Ora quella scusa è stata rimossa; Trump ha prima abbassato le quote di ammissione di rifugiati nel paese e poi ha trasferito il potere decisionale nelle mani degli stessi enti locali. Il risultato è questa assemblea di cui sono testimone, resa necessaria per discutere e convincere i commissari della contea se accettare o meno i rifugiati.

https://www.whitehouse.gov/presidential-actions/executive-order-enhancing-state-local-involvement-refugee-resettlement/

 

 

***

 

Lentamente la gente in fila, uno alla volta, si presenta di fronte al microfono ed esprime pubblicamente la propria opinione sui rifugiati da collocare nella contea di Burleigh. Sorprendentemente molti di quelli che sono in fila esprimono un’opinione positiva e di sostegno ai rifugiati incoraggiando i commissari  a votare a favore dell’insediamento. Jim con la testa, alzando il mento, indica in direzione delle persone in piedi in mezzo alla sala in attesa pazientemente del loro turno per parlare: “Vedi li riconosci da lontano; molti non sono neanche di Bismarck. Ci sono Immigrati, studenti universitari sottoposti al lavaggio del cervello dai propri professori universitari anche loro presenti in fila, in attesa di parlare ed impartire lezioni di comportamento a noi ‘ignorantoni.” Poi ci sono i rappresentanti di organizzazioni religiose che ci dicono che dobbiamo accettare tutti i rifugiati perché anche Gesù Cristo con la sua famiglia è stato un rifugiato. Se ci ostiniamo ad essere intransigenti ci dicono che andremo sicuramente all’inferno“ mi sussurra Jim all’orecchio. “ Ma all’inferno qualcuno di noi c’è già stato!” continua Jim rivolgendo lo sguardo verso Greg. Mi giro di lato e osservo Greg, ponderando le parole di Jim e chiedendomi che cosa intendesse per  “all’inferno qualcuno c’è già stato”. Jim quasi come se leggesse il mio pensiero continua a parlare sottovoce “quando nel buio più totale che ti avvolge, nei momenti di disperazione che ti  lacerano l’anima, l’unica consolazione che ti tiene a galla è quella di sapere che hai fatto tutto il possibile affinché il sacrificio delle persone a te più care non sia stato invano. Quando Greg ha perso suo figlio, appena ventenne militare in Iraq, queste organizzazioni religiose, caritatevoli, nonostante la tragedia, si sono viste poco o niente.  Gli unici vicini a Greg sono stati i patrioti che stringendosi intorno alla famiglia l’hanno sostenuta e aiutata. Queste entità religiose ritengono meglio concentrarsi sui rifugiati perché portano denaro. Miliardi di dollari dei contributi che ogni anno vanno a riempire le casse di queste organizzazioni religiose o laiche.  Ci sputo sopra e li vomito questi ipocriti

Continua la parata delle persone che esprimono la loro opinione; ha ormai superato le quattro ore, le ultime tre ore e mezza sono state spese dando la possibilità al pubblico di esprimersi. La maggior parte della gente è rimasta seduta ad ascoltare con attenzione e rispetto. Ogni volta che al microfono si sentiva qualcuno esprimere un giudizio positivo, eloquentemente spiegando le ragione per cui si dovrebbero accogliere i rifugiati nelle terre del Dakota, la sala rumoreggiava. Un signore seduto di fronte a me continuava a muoversi nervosamente sulla sedia, quasi come se stesse combattendo internamente con un fuoco invisibile, cercando di domare uno spirito inquieto.

Proprio come era successo con Highmore; “l’ombelico del mondo”, i mass media come la CNN, il New York Times si sono, solo ora, accorti dei malumori espressi da questa ultima frontiera americana. Si sono presentati in massa a questa riunione in Bismarck. Ufficialmente è la prima volta, il primo dibattito pubblico, da quando Trump ha firmato l’ordine esecutivo, in cui un ente locale è chiamato, alimentato dall’impeto dei patrioti e cittadini, ad esprimersi sui rifugiati. Nei commenti dei giornalisti presenti si intravede una certa condiscendenza nei riguardi dei cittadini di Bismarck, a dimostrazione che i rappresentanti delle élite mediatiche e politiche di questo paese nutrono un disprezzo culturale nei confronti di una parte del popolo americano. Si può quasi leggere nella testa ciò che pensano: “…ma come si permettono questi mandriani retrogradi a sfidare le regole del buon senso comune…?

Si susseguono gli interventi:

Non siamo contro i rifugiati o gli immigrati, ma abbiamo i nostri veterani, i nostri senzatetto , gli alcolizzati e tossicodipendenti a cui pensare”

“Siamo una nazione che ha sempre accettato i rifugiati e gli immigrati”

“Stiamo parlando di un piccolo numero di persone che fuggono da guerre e disastri e hanno bisogno della nostra assistenza”

”Secondo le cifre ufficiali ogni rifugiato costa alla collettività dei contribuenti 65.000 dollari di spese necessarie per provvedere ai loro bisogni di base, come alloggio, cibo…”

Alla fine degli interventi i commissari si apprestano a votare. Il processo di voto è semplice e trasparente; i commissari vengono chiamati per nome e annunciano a voce il loro voto: Brian Bitner: No a i rifugiati. Un mormorio si alza in sala, con qualcuno che due file di fronte a me applaude convinto. Jerry Woodcox: Si a i rifugiati. “Vergognati!” Si sente qualcuno esclamare in sala.  Mark Armstrong: Si ai rifugiati “Bravo Mark!” Una voce alla mia destra proclama la sua soddisfazione.  “Mark ma che fai? Hai perso la testa? ” Chiede invece ad alta voce un uomo tre-quattro file avanti a me. Jim Peluso: No ai rifugiati. “ Way to go Jim! (E la strada giusta Jim)” dichiara una voce dietro di me. Kathleen Jones: Si ai rifugiati! Voto finale; tre a favore dei rifugiati due contro. Greg si alza di impeto dalla sedia che cade per terra ed esce dalla sala senza dire una parola. Mary stringe la mano al marito Jim e i due restano seduti a fissare un punto del muro alle spalle dei commissari. C’è chi applaude contento della decisione dei commissari, il resto, la maggioranza, si alza e in silenzio comincia a sfollare la sala; si avverte un senso di rabbia e delusione tra la maggior parte delle persone presenti. Un uomo si alza e camminando si avvicina al tavolo dei commissari, punta il dito verso di loro che sono rimasti seduti di fronte alla platea: “La Costituzione non autorizza il Congresso o alcun ramo del governo federale a fornire alcun tipo di assistenza sociale o aiuto finanziario supplementare agli immigrati o rifugiati. Lo scopo della costituzione è limitare il potere del governo federale non quello dei cittadini americani; con questa decisione andate contro la volontà dei cittadini di Bismarck, portate l’acqua per conto dei politici e degli apparati burocratici,  vi allineate con gli interessi di queste agenzie sovranazionali, vergognatevi…!” Impreca l’uomo.

Mi rivolgo verso Jim e alzandomi chiedo se vogliono rimanere in sala ancora per molto. “No, siamo pronti ad uscire” mi risponde Jim, poi prosegue “ meglio andarcene, voglio vedere dove è andato Greg”. Io, Jim e Mary usciamo insieme dalla sala e dal tepore dei riscaldamenti, appena messo piede fuori, l’aria gelida mi colpisce come una lama di coltello al viso. Greg è in piedi appoggiato ad un camion nel parcheggio, presumo che sia il suo veicolo. Jim si avvicina a Greg e gli chiede come sta: “you okay man?”  Greg gli risponde “all good bro”. Poi Jim si rivolge verso di me “hai programmi per stasera?” mi chiede. “No, devo solo rientrare un po presto in albergo, domani mattina ho il volo di ritorno in California” gli rispondo. “Vieni con noi! Andiamo a bere qualcosa” mi propone Jim.

 

 

***

 

 

 

L’ ASCESA DELLE MILIZIE

 

“Sono come avvoltoi che circolano sopra il corpo di un guerriero ferito mortalmente…”

 

 

Sono le nove di sera, la citta e deserta, una macchina della polizia attraversa l’incrocio di fronte al pub. Siamo agli inizi dell’autunno e ci sono solo 3 gradi, mi chiedo come fanno i colleghi di Bismarck ad operare durante l’inverno quando la temperatura a Gennaio scende sotto i trenta gradi, non li invidio…

Il pub è quasi vuoto, io Jim e Greg ci accomodiamo al tavolo con l’intenzione di ordinare qualcosa da bere, la moglie di Jim è tornata a casa. Dopo la riunione e la “sconfitta” dei cittadini di Bismarck, l’atmosfera al nostro tavolo è sobria e serena, la rabbia, specialmente quella di Greg, sembra essere passata, anche se non è mai sfociata in isteria. Non ci sono state parole fuori posto, non ho sentito in sala bestemmie o parolacce, ma solo una genuina frustrazione che si è materializzata in un uscita frettolosa e rabbiosa di molti dei partecipanti dalla sala riunioni.

Si scherza e si ride fra noi tre. Jim e Greg sono interessati principalmente ad ascoltare le mie avventure da poliziotto californiano. Anche se ho conosciuto per la prima volta Jim e Greg questa notte, percepisco che l’amicizia sarà duratura e il mio prossimo viaggio in Nord Dakota e nell’ultima frontiera americana, oltre a includere George e Vince, avrà come protagonisti anche Jim e Greg.

Vorrei chiedere a Greg i dettagli sulla morte del figlio in Iraq, ma mi astengo per rispetto verso l’uomo che ancora non conosco bene; quando i tempi saranno maturi, al mio prossimo viaggio, avrò la possibilità di discutere anche del figlio di Greg. La perdita di un figlio è una tragedia immane per un padre, quello che rende questa tragedia ancora più dolorosa è il sapere che il sacrificio di tanti giovani americani, per certi versi è stato del tutto inutile. Il prezzo pagato dalle famiglie americane per le avventure imperialistiche dei centri di potere di Washington è altissimo. Secondo l’ultimo rapporto pubblicato nel 2016 dal Dipartimento degli Affari dei Veterani degli Stati Uniti (VA), analizzando i dati di 55 milioni di veterani, dal 1979 al 2014, l’analisi indica che una media di 20 veterani muore per suicidio ogni giorno. Senza includere guerre come quella della Corea e del Vietnam, ai suicidi si aggiungono i morti in Afghanistan; 2,216 e quelli in Iraq; 4,576.

Cerco di comprendere l’opposizione dei cittadini di Bismarck all’accoglienza verso i rifugiati. Parlando con Jim e Greg, capisco che non è un opposizione spinta da un impulso intollerante, ma piuttosto una forma di ribellione contro i poteri burocratici e amministrativi: “I veri rifugiati siamo noi non loro. I nostri soldati, appartenenti a legioni sparse per il mondo, in terre e frontiere distanti, che prestano servizio in aree geografiche delle quali a malapena riconosciamo il nome, tornano a casa distrutti. Soffrono di stress post traumatico. Appena attraversato il ciglio della porta di casa, lasciano cadere lo zaino a terra, si dirigono in camera da letto o sul divano e vanno a dormire stanchi, privi di ogni energia, svuotati da ogni motivazione, gusci vuoti, fantasmi, pallidi ricordi di quegli esseri umani che furono prima di arruolarsi. Molti si chiedono perché sono in Afghanistan, in Iraq, in Siria. I nostri soldati sono il riflesso di una nazione esausta da decenni di guerre create con pretesti fasulli per il beneficio di una classa dirigente alla quale la costituzione non interessa in nessun modo. Poi, per compensarci dei sacrifici fatti dai noi stessi, dai nostri amici, dai nostri figli, dai nostri fratelli e sorelle, dai nostri padri e dai nostri nonni ci impongono i rifugiati nelle nostre terre, rifugiati che le loro politiche hanno contribuito a creare, dicendo che è nostro dovere accettarli altrimenti siamo razzisti, egoisti, tribali, intolleranti, xenofobi…Spediamo oltre 700 miliardi annui in spese militari per crearci una corazza, un’armata invincibile. Ci dicono che i nostri nemici sono i russi, i cinesi, i terroristi, quelli stessi terroristi finanziati dalla classe dirigente di questo paese. Tutto ciò mentre dall’interno la nostra nazione si sta lacerando. Le nostre tradizioni stanno scomparendo. Le nostre terre stanno morendo.  Le nostre città invase e violentate. La nostra costituzione calpestata. La nostra nazione somiglia a un palestrato pieno di muscoli con un corpo perfetto, ma dentro quel corpo dalla apparenza invincibile, un cancro lo sta lentamente consumando.” risponde Jim alla mia domanda del perché si sono recati stasera alla riunione esprimendo la loro opposizione alla collocazione di nuovi rifugiati nel loro territorio. Greg incalza la dose “I globalisti guerrafondaii, lo stato burocratico permanente, insieme alla macchina del complesso militare creano, tramite politiche estere fallimentari, le crisi sociali che spingono milioni di persone a spostarsi in cerca di rifugio e poi chiedono a noi cittadini, contribuenti, di sostenere queste politiche fallimentari tramite i sacrifici, le tasse, l’impegno morale e finanziario, accogliendo nelle nostre terre migliaia di poveri rifugiati sfrattati dai teatri di guerra e violenza che gli stessi poteri forti hanno creato distruggendo quelle terre, le loro culture e tradizioni. I poveri rifugiati sono vittime come lo siamo noi, vittime degli stessi nemici. Si aggiungono i sostenitori del politicamente corretto che usano parole come razzismo e intolleranza per imporre i flussi migratori nelle nostre terre e cambiare sostanzialmente la nostra composizione culturale e costituzionale. Sono come avvoltoi che circolano sopra il corpo di un guerriero ferito a morte…Mark Twain diceva: ‘La nazione è divisa, metà patrioti e metà traditori’…Loro sono i traditori

Fra una birra, le patatine fritte e un bicchiere di vino, la serata al pub scorre veloce, si trasforma in una discussione filosofica-culturale. Scopro con grande sorpresa che Greg è laureato in ingegneria, la sua apparenza bruta e rude inganna e annebbia il giudizio sulla persona, mai giudicare un libro dalla copertina…

La discussione si incanala su diversi argomenti: “Quello che è successo stasera è solo un esempio, un anticipo,  di ciò che avverrà in altri stati; continuano a spingere le loro ideologie e le loro leggi nei nostri territori e se reagiamo ci criticano e ci etichettano usando ogni aggettivo dispregiativo possibile. Nel frattempo sempre più persone si stanno radicalizzando unendosi ai miliziani.”  Afferma Jim. Un tema ricorrente questo delle milizie; lo aveva già accennato Vince durante la mia visita a Highmore due giorni prima. “Ma quante milizie ci sono in Nord Dakota?” Chiedo a Jim. Mi risponde Greg inserendosi nella conversazione ”Una domanda difficile da rispondere, non ti so dire esattamente quanti miliziani ci sono in Nord Dakota, ma ti posso assicurare che c’è ne sono molti di più rispetto al passato. Conosco più di qualcuno che ora fa parte della milizia. Gente assolutamente normale alienata sempre di più dalla società moderna. Si rifugia formando una comunità nella comunità, unendosi a gruppi che resistono e promettono guerra ai nemici della costituzione. Questi sono gli ultimi fuochi di un mondo che sta finendo, tutto intorno il cambiamento ci avvolge; ci si sente impotenti, il coagularsi intorno ad altre persone simili è il naturale processo di autodifesa messo in atto per resistere al cambiamento epocale che ci sta avvolgendo. Si sente nell’aria cha la rivoluzione è prossima. I tempi e i modi non li conosco, ma verrà come è sicuro che la notte segue il giorno, come la morte segue la vita…

Greg ha ragione, lui percepisce ciò che i dati ci dicono: Secondo uno studio del Southern Poverty Law Center; nel 2016 venivano identificati 276 gruppi di milizie attive in tutti gli Stati Uniti. Rispetto ai 202 del 2014 c’è stato un aumento del 37%. Il numero rappresenta una impetuosa crescita dopo diversi anni di declino. Le schiere dei miliziani è cresciuto in modo esplosivo dopo le elezioni nel 2008 del presidente Obama. Si è passati da 42 gruppi nel 2008  ai 276 del 2016. Secondo dati non ufficiali, tra il 2017 e il 2019, i gruppi miliziani attivi sul territorio dell’unione sarebbero aumentati superando abbondantemente le quattrocento unità.

https://www.splcenter.org/news/2016/01/04/antigovernment-militia-groups-grew-more-one-third-last-year

Quantificare il numero dei singoli membri però è molto problematico poiché una larga maggioranza dei miliziani aderiscono in incognito, non pubblicizzano la loro appartenenza alle milizie. Le cifre ufficiali dicono che sarebbero oltre 50,000 i membri appartenenti alle forze miliziane. E una cifra su cui nutro seri dubbi visto la reticenza dei membri stessi a manifestarsi; stimerei quel numero ad almeno il doppio, 100,000. Significativa è stata la manifestazione recentemente svoltasi in Richmond, la capitale dello stato della Virginia.

Lo stato della Virginia, sotto il controllo di legislatori democratici, ha cercato di introdurre una legge restrittiva sull’uso delle armi. La reazione dei cittadini è stata immediata. Secondo la polizia sarebbero state altre 22,000 le persone armate fino ai denti scese in piazza a Richmond per dimostrare contro la legge. Ora è chiaro che non tutti i 22,000 partecipanti erano membri miliziani, ma è altrettanto certo che almeno la metà dei partecipanti hanno contatti o appartengono a organizzazioni miliziane. Il resto ha la potenzialità di unirsi ai miliziani visto che la libertà delle armi è uno dei maggiori punti che accomuna i patrioti americani di ogni tipo e i miliziani. 22,000 persone in piazza a protestare solo nello stato della Virginia mi fanno pensare che 100,000 miliziani per l’intero paese è probabilmente un numero ancora troppo basso. A dimostrazione della pesante presenza di miliziani durante la manifestazione di protesta contro la legge sulle armi, basterebbe osservare alcune delle bandiere che sventolavano nelle strade di Richmond, una fra tutte quella del “III 1776”, un gruppo paramilitare molto nutrito, antigovernativo, fondato nel 2008, attivo sia negli Stati Uniti sia in Canada.

 

 

 

Secondo i mass media e i democratici, i movimenti miliziani sarebbero composti da gruppi bianchi di estrema destra. Questa definizione di comodo, semplicistica e affrettata, denota una mancanza di onestà intellettuale e giornalistica. I miliziani e i movimenti patriottici in generale, sono composti da varie estrazioni sociali, razziali, inclusi afroamericani, latini, donne e movimenti omosessuali.

Storicamente parlando le forze miliziane moderne sono tornate alla ribalta nazionale agli inizi degli anni novanta, ma in realtà hanno sempre fatto parte della cultura a stelle e strisce. Infatti le unità della milizia costituirono la spina dorsale della forza che iniziò la rivoluzione americana e furono usate per potenziare l’esercito continentale durante la guerra di indipendenza. Fu la milizia che portò a termine l’assedio di Boston e diede a George Washington un esercito con cui proseguire la guerra prima che il Congresso continentale potesse fornire l’autorizzazione a una forza semi-professionale.

Quando la Rivoluzione americana finì, l’esercito fu ridotto a una piccola forza in risposta a uno spirito anti-monarchico prevalente all’epoca che considerava un esercito permanente come un pericolo per un popolo libero. Tuttora nello spirito patriottico prevale sì il sostegno ai soldati americani per il dovere che esplicano al servizio della patria, ma nel profondo del loro spirito di libertà sono convinti che un esercito è un viatico di potere in mano ai burocrati per minare e indebolire l’autorità dei governi locali e dei cittadini.

 

 

***

 

Mentre la notte fredda del Nord Dakota scorre via velocemente è giunto il momento di congedarmi dai miei nuovi amici. Il ritorno in albergo e le poche ore di sonno sono tutto ciò che mi separa dal volo di rientro in California. Una delle cose più belle degli Stati Uniti, soprattutto nell’America dell’ultima frontiera è la facilità con cui si fa amicizia e ci si connette con la gente.

Dopo la presa di posizione anti-rifugiati dei cittadini di Bismarck, la diga si è aperta. Sono seguite altre udienze pubbliche: La contea di Beltrami in Minnesota ha votato contro l’insediamento di nuovi rifugiati. La contea di Cass dove si trova la città di Fargo in Nord Dakota  ha votato si ai rifugiati, creando anche li molto malumore. Il governatore del Texas ha chiuso lo stato ad ulteriori rifugiati, i semi della ribellione stanno lentamente germogliando.

Al mio ritorno in albergo mi sdraio sul letto esausto da un viaggio che in 5 giorni mi ha portato a percorrere oltre 2,700 chilometri attraversando 7 stati, incluso il cuore dell’America Redoubt. Non è la prima volta che attraverso gli Stati Uniti dal nord a sud, da est a ovest, in lungo e in largo. Questo viaggio però rispetto agli altri mi ha lasciato dentro un segno indelebile. Sono partito da San Francisco per Bismarck, in macchina, come avevo già fatto altre volte, non più con l’intenzione solamente di visitare il figlio, gli amici o parchi nazionali, bensì con il desiderio di comprendere meglio i cambiamenti in atto in questa nazione. Negli ultimi anni ho sperimentato di persona il cambiamento tumultuoso in corso in America. Un cambiamento culturale, demografico e generazionale che, alimentato dalla politica corrosiva di questi ultimi quattro-cinque anni, sta lacerando profondamente la terra a stelle e strisce. Il viaggio si è trasformato in una odissea che mi ha spiritualmente ed emotivamente scosso, esaurendo l’energia che avevo dentro. Ritornerò in California, al lavoro, in riserva, più stanco di quando sono partito, ci vorranno molti giorni per recuperare. Definire questo viaggio una vacanza è per lo meno un azzardo.

Mentre rivivo mentalmente i momenti più significativi di questo viaggio, improvvisamente mi ricordo che devo prendere la mia pistola, scaricarla, smontarla, per poterla trasportare, con il consenso del capitano, nella stiva dell’aereo. Fisso l’arma per qualche secondo pensando a quanto importante sia questo strumento nello scontro culturale epocale in atto negli Stati Uniti.

Sdraiato sul letto in attesa che morfeo mi accolga, incuriosito vado su un sito di miliziani, leggo la loro introduzione:

Perché state tutti nell’ombra, patrioti? Risorgete fratelli e sorelle di questa nazione, coraggiosamente insieme, l’uno con l’altro, chiedete ai nostri servitori eletti di tornare allo stato di diritto se non vogliono essere trattati da criminali quali sono!

Desideriamo la pace, ma non a spese della nostra libertà! Siamo uniti e pronti!

Per il momento, oh voi tiranni, andate avanti contro di noi usando le vostre leggi incostituzionali, ma mentre ci prepariamo allo scontro finale, vi avvertiamo che non obbediremo! E  rifiutandoci di obbedire, stroncheremo e annulleremo le vostre leggi incostituzionali rendendole inutili!

Fratelli e sorelle, alle armi!

https://modernmilitiamovement.com/

Il mio viaggio nell’America del Redoubt è terminato, quello nella futura prossima guerra civile continua. Nella mente recito la poesia scritta da un patriota anonimo delle praterie:

Lascia che l’America sia di nuovo America.

Lascia che sia il sogno di una volta.

Lascia che sia il pioniere sulla prateria

cercare una casa dove lui stesso è libero.

Lascia che l’America sia di nuovo il sogno sognato dai sognatori.

Lascia che sia quella grande terra splendente

dove mai i re sorgeranno né i tiranni cospireranno.

 

 

VERSO LA GUERRA CIVILE IL TRAMONTO DELL’IMPERO USA 

 

(Quarta e Ultima Parte)

 

I NEMICI SI SCHIERANO: LE CITTÀ STATO

 

 “Preferisco stare nella mia fattoria piuttosto che essere imperatore del mondo.”

 

LA Traffic Nightmare: 405 Freeway at Complete Standstill ...

 

 

Il traffico è apocalittico! Si avanza di pochi centimetri alla volta, ogni 5 minuti. Sono le 14 e 20 di un martedì qualunque e mentre sono al volante della mia macchina, affogato nella marea di veicoli che mi accerchia, rifletto sul cambiamento che gli ultimi 30 anni hanno portato nella vita quotidiana di chi vive nella Bay Area (la Baia di San Francisco). Lo stesso ponte, nello stesso giorno e alla stessa ora, trenta anni fa riuscivo ad atrraversarlo in meno di dieci minuti; adesso se sono fortunato riesco a farcela in ¾ d’ora. All’epoca le scorribande da un parte all’altra della baia erano, per me che, lavoravo al giornale di San Francisco, prassi quotidiana, ordinaria amministrazione. Infatti fino a quando riuscivo a rientrare alla base prima delle 15:00, di solito la mia auto sulle freeways della baia scivolava piacevolmente, priva di intralci significativi. Ora pur facendo un lavoro diverso e una strada diversa, il traffico è diventato  talmente asfissiante che le corsie libere di una volta giacciono nella mia mente come un pallido ricordo. Qualche settimana fa un articolo di Business Insider sosteneva che il traffico nell’area della baia era aumentato, solo nell’ultimo decennio, dell’84%.

Il mio viaggio nell’ultima frontiera americana è terminato appena qualche giorno fa e già, nonostante il desiderio di rientrare in California, dalla mia famiglia, lo stress del traffico, delle torme di auto e persone che mi cingono d’assedio mi porta un senso di soffocamento nel cuore. Con la mente rivivo il mio viaggio nell’America del Redoubt. Non ci sono più le praterie del Dakota, le montagne del Wyoming, le colline della Idaho. Non ci sono più le rade macchine che ogni tanto incrociavo nelle strade deserte in quelle immense praterie. Non ci sono più i cavalli liberi a cavalcare tra terreni incolti e selvaggi; un vero inno alla libertà. Non ci sono più i pascoli con i Bisonti e le Mucche a foraggiare. Non ci sono più i cartelloni pubblicitari che dichiarano amore eterno alle Armi, a Dio e alla Patria. Spariti i Cowboys con la pistola nella fondina attaccata al fianco, alla cintura dei jeans. Il sussurro del vento delle praterie rimane un pallido ricordo rimpiazzato dal rumore dei motori delle macchine e dei camion bloccati sulla freeway.

Mentre pazientemente attendo di avanzare centimetro per centimetro imbottigliato nel traffico, sulla mia destra osservo lo stagliarsi all’orizzonte dei grattacieli di San Francisco. In una giornata limpida come quella di oggi riesco a cogliere in tutta la sua estensione l’area urbana della baia di San Francisco; 8 milioni di persone stipate in una area geografica di appena 18,040 km2.

Il mio viaggio nell’America del Redoubt e dell’ultima frontiera mi ha sbattuto in faccia il contrasto stridente fra l’America dei grandi centri urbani e quella dei grandi spazi immensi; due mondi lontani fra di loro geograficamente, economicamente e culturalmente. Due mondi diversi, agli antipodi nel modo di interpretare la vita, la libertà, ma soprattutto la costituzione americana. Due mondi che hanno sempre fatto fatica a incontrarsi, ma che in questi ultimi anni si sono divaricati tra di loro ancora di più. I centri urbani da un lato; addensamenti di masse umane, un caleidoscopio di razze e culture che convivono sopra, sotto, nei meandri di grattacieli, di periferie e freeways; conglomerati caotici che si avviluppano per centinaia di chilometri senza interruzione. Dall’altro? Praterie, montagne, deserti, colline, laghi, piccoli paesi, spazi immensi, cieli limpidi e profondi. Tutte cose che mettono in risalto le differenze di questi due mondi, ma nonostante tutto un qualcosa li accomuna: Lontano dai grandi centri urbani, si trovano le fattorie e i terreni che producono carne, latte, formaggi; il grano, le verdure, l’acqua, cioè tutto il necessario e l’indispensabile alla vita, alla sopravvivenza dei grandi centri urbani. Due mondi lontani ma allo stesso tempo connessi da un legame esistenziale. Il primo, il mondo urbano, in particolare al secondo. La ribellione che fermenta nell’America dell’ultima frontiera, all’interno dell’America rurale renderà questo rapporto ancora più problematico, ma soprattutto mette a rischio la sopravvivenza stessa dei grandi centri urbani.

Lo scontro segue in apparenza gli schemi del confronto politico. In realtà la divisione fra repubblicani e democratici, fra destra e sinistra, fra i liberali e i conservatori, fra rossi e blu, fra i globalisti e i nazionalisti patriottici, fra lo stato ombra e lo stato costituzionale, fra Wall Street e Main Street è in realtà solo un corollario del vero scontro del quale l’America prossima futura sarà testimone e protagonista; lo scontro fra i centri urbani e le aree rurali. Lo scontro fra le città-stato e il resto del paese, lo scontro tra urbanisti e ruralisti. Queste sono le forze realmente schierate, una accanto all’altra, una contro l’altra; due forze destinate a scontrarsi in una guerra civile prossima futura. Quanto prossima?

 

***

 

Le elezioni presidenziali del 2016, con la vittoria a sorpresa di Donald Trump, hanno evidenziato una mappatura all’interno della società americana che va ben aldilà della ideologia politica. Trump ha vinto nei centri rurali mentre Hillary Clinton ha vinto, comodamente, nei centri urbani, soprattutto in quelli più grandi. La elezione di Trump ha confermato una tendenza già in corso che si era vista con il referendum in Inghilterra l’anno prima; i centri periferici e rurali avevano votato per la Brexit mentre i centri urbani avevano votato contro. La cosa si è ripetuta nelle recenti elezioni in Canada dove Justin Trudeau, ha vinto grazie ai voti dei centri urbani ma ha perso pesantemente nelle zone rurali. Il potere, il dominio conseguito, soprattutto grazie alla globalizzazione, dalle Città Stato negli ultimi decenni è ora messo in discussione.

Le città stato americane sono l’esempio più chiaro della posizione acquisita negli anni da questi centri urbani. Tra i tanti esempi Los Angeles è la città stato centro del potere mediatico; San Francisco la città stato centro del potere della new economy che ha dato vita, grazie alla Silicon valley, alla rivoluzione digitale e all’alta tecnologia; New York è la città stato di Wall Street, centro di potere finanziario e bancario. Washington è la città stato centro di potere amministrativo, politico. Boston è la città stato centro del potere intellettuale. Las Vegas il centro del divertimento.  Poi ci sono Chicago, Seattle, Detroit. Philadelphia e via discorrendo, tutti posti dove i democratici elitisti, l’establishment politico e finanziario, propinatori del concetto di globalismo si annidano e proliferano…

Con la fine della seconda guerra mondiale e l’avvento del globalismo, negli ultimi decenni la società americana ha visto la separazione fra i centri rurali e quelli urbani divaricarsi in maniera sempre più accentuata. L’ascesa al potere delle Città Stato non è nuova nella storia dell’umanità. Basta ricordare le Città Stato della Grecia e quelle dell’Italia. Il globalismo ha contribuito ad alimentare, ha sostenuto la crescita di potere economico e politico delle città stato. In questi agglomerati si annidano anche le forze elitiste che controllano i processi del globalismo. Gli elitisti che grazie alle masse urbane sotto il loro controllo, propinano le politiche che hanno plasmato l’America degli ultimi 50 anni.

In tempi di prosperità le città stato crescono, acquistano potere e dettano le linee sociali e politiche da seguire. Il cittadino di San Francisco o di New York diventa il cittadino del mondo, un cittadino non più ancorato al concetto di delimitazione, di nazionalismo, di sovranità. In altre parole il cittadino di San francisco o di New York si riflette, tanto si identifica in quello di Roma, Londra , Parigi, Tokyo, Pechino e via dicendo, quanto lo stesso è completamente alienato e distaccato dalla realtà rurale prossima che lo circonda. Chi sente il bisogno dei trogloditi del Montana, del Wyoming, del Dakota, dell’Idaho quando si ha a disposizione il mondo intero? Non è un caso che molti dei grandi centri urbani Statunitensi si trovano nello zone costiere del Pacifico o dell’Atlantico. Così si intrecciano tra di essi più facilmente rapporti, collaborazioni, scambi culturali ed economici. Si firmano trattati internazionali, mentre il resto del paese, le zone interne e rurali rimangono ancorate ad un concetto più tradizionale di società, appena sfiorate dalla globalizzazione.

Con l’avvento di Trump e della Brexit la globalizzazione è entrata in crisi. Più probabilmente ne sono la cartina di tornasole. Il processo di globalizzazione si è arrestato ed è ora entrato in una fase di decadenza; una crisi che, anche dopo l’uscita di scena di Trump, quest’anno o fra quattro anni, sarà comunque irreversibile. Così come caddero le città stato greche e italiane, così le città stato americane cadranno sotto i colpi di una crisi che si aggrava sempre di più e che fomenta la ribellione nei centri rurali del paese.

Le città stato oggi sono potenti perché raggruppano una popolazione molto più larga rispetto alle aree rurali. Globalmente parlando il 54% della popolazione vive nelle aree urbane; negli Stati Uniti arriva addirittura al 63%. Questa differenza, associata alla globalizzazione, ai trattati internazionali e al libero scambio di prodotti e di persone, alimentata ulteriormente dai grandi hub di trasporto di massa presenti nelle città stato, fa sì che il potere di queste sia molto più incisivo e decisivo rispetto alle zone rurali. La potenza delle città stato non è riuscita a fermare le elezioni di Trump poiché il sistema elettorale negli Stati Uniti ha caratteristiche peculiari rispetto al resto delle democrazie nel mondo. La costituzione americana non contempla un sistema maggioritario. In altre parole la maggioranza dei votanti non decide la presidenza; è il sistema del collegio elettorale che decide le elezioni presidenziali. Ecco perché Trump ha vinto nel collegio elettorale pur perdendo nel voto popolare con una differenza di oltre due milioni e mezzo di voti. Nonostante ciò è diventato Presidente. I padri fondatori avevano immaginato e paventato un futuro in cui il voto popolare, le masse, avrebbero influenzato e deciso le sorti per il resto del paese, tagliando fuori dalle decisioni politiche il cuore agricolo, rurale e produttivo della nazione. I padri fondatori stessi erano nazionalisti e per la maggior parte figli delle campagne. Tra di loro gente come Thomas Jefferson, George Washington, Benjamin Franklin, John adams, James Madison. Famose sone le frasi espresse da alcuni di loro sull’importanza della libertà e del significato che la terra, i suoi frutti e i suoi figli hanno sul resto della nazione:

Sembrano esserci solo tre modi per acquisire ricchezza da parte di una nazione:  Il primo è la guerra, come fecero i romani, nel saccheggio dei popoli soggiogati. Questa è la rapina. Il secondo è il  commercio, più generalmente definito barare, fregare il prossimo. Il terzo dall’agricoltura, l’unico modo onesto in cui l’uomo riceve un vero ritorno del seme gettato nel terreno, in una sorta di continuo miracolo, portato dalla mano di Dio a suo favore, come ricompensa per la sua vita innocente e la sua industria virtuosa. ” Benjamin Franklin

Penso che i nostri  futuri governi rimarranno virtuosi per molti secoli; purché siano principalmente agricoli ” Thomas Jefferson.

 “Preferisco stare nella mia fattoria piuttosto che essere imperatore del mondo.” George Washington

 

 

IL TRAMONTO DELLE CITTÀ STATO

 

“Se verranno camuffati da “semplici” nuovi residenti li riconosceremo e li smaschereremo. Se verranno armati, affamati e disperati li affronteremo…”

 

The 3 Generations Of Smart Cities | Fast Company

 

I nazionalisti fedeli alla costituzione sono quindi in realtà i veri eredi del concetto dell’America come inteso originariamente dai padri fondatori: potere limitato dei burocrati e quindi dei governi, antimperialismo e potere costituzionale, poteri ai cittadini garantito principalmente dalla costituzione con la garanzia del possesso delle armi e della libertà di parola.

Il potere delle città stato e quindi dei globalisti elitisti è ora in fase calante. La globalizzazione e i trattati internazionali sono in crisi e la fine della globalizzazione porterà la fine del potere delle città-stato. Le economie hanno esaurito il loro impeto espansionista, soprattutto il modello di capitalismo sfrenato; anche questo contribuisce alla decadenza delle città stato. Nessuna sommatoria di potere finanziario e politico può fermare il tramonto dei centri urbani. Si aggiunge anche un altro aspetto all’equazione del tramonto delle città-stato: la crisi del tasso di natalità. Verso la fine di questo secolo, secondo alcuni studi, la popolazione mondiale comincerà a declinare. Ciò che ancora permette ad alcuni, anche se non tutti, ì grandi centri urbani americani, occidentali in genere ed asiatici di crescere è l’immigrazione, soprattutto dai paesi più poveri del terzo mondo, in particolare l’Africa e l’India. Intorno al 2040 il calo demografico, pur con la crescita immigratoria attuale, comincerà ad influire in maniera negativa sui centri urbani; questo metterà in crisi la ricchezza e la prosperità delle città-stato. Il calo demografico associato al riflusso della ricchezza contribuirà al deterioramento degli standard di vita nelle città-stato. Il calo demografico colpirà anche i centri rurali, ma la differenza fra le zone interne del paese e le zone urbane è fondamentale visto che le risorse si trovano nelle zone interne.

I centri urbani credono di essere potenti e ricchi ma mancano delle risorse primarie per sopravvivere. Le risorse che permettono ai centri urbani di operare provengono dall’interno del paese, dalle zone rurali. L’acqua, il cibo, le principali fonti di sostentamento dei cittadini metropolitani,proviene dalle sorgenti delle montagne, dei laghi, dei bacini idrici. Il grano proviene dalle praterie. La carne proviene dai ranch e dagli allevamenti di bestiame. Le verdure, l’insalata, la frutta proviene dalle campagne. Senza il contributo delle zone rurali, i grandi centri urbani farebbero fatica a sopravvivere.

Lo scontro prossimo futuro nell’America del ventesimo secolo è sì uno scontro politico costituzionale, ma si trasformerà più o meno rapidamente in uno scontro anche per il controllo delle risorse. I miliziani, i cittadini dell’ultima frontiera americana saranno pronti a respingere le orde alla ricerca di quel sostentamento che i centri urbani non potranno più offrire? Chi sono queste orde provenienti dai centri urbani? Le orde non saranno semplicemente ex-residenti delle città stato che fuggono dai centri dell’Impero in fase di disfacimento. Tra queste orde liberali progressiste, orfane delle classi globaliste, elitiste si annidano, ex funzionari dello stato burocratico, ex appartenenti ai centri di potere finanziario ed economico. Questi potenti soggetti porteranno con sé armate mercenarie arruolate fra i guerrieri della giungla urbana; ex-appartenenti alle bande criminali che infestano i centri urbani a stelle e strisce. Tra di loro ci saranno potenziali terroristi, ex-narcotrafficanti, ex-carcerati se non malavitosi in piena attività. Opposte a queste orde ci saranno i miliziani, i patrioti e i semplici residenti delle campagne e dei paesi dell’America dell’ultima frontiera.

Non è fantascienza, nè complottismo; è uno scenario di una società che quando si sgretolerà potrà affrontare scenari apocalittici. Il professore Vince mi disse “ Gianfranco, due sono gli esiti possibili, in una caduta dell’impero americano: Il primo, una fratturazione relativamente indolore; ognuno per la sua strada, noi abitanti delle praterie insieme all’America rebout da una parte, dall’altra gli stati dove i grossi centri urbani sono collocati. I quei centri si annidano i proponenti di una costituzione americana revisionata secondo le necessità e i bisogni ideologici degli elettori democratici liberali progressisti. Tieni però presente che anche in stati ultra-liberali come la California, lontano dai centri urbani, ad esempio nel nord e nella sua valle centrale, i residenti “conservatori”, i  patrioti talvolta superano di numero i liberali progressisti. La seconda possibilità, una caduta violenta che degenera in una guerra civile che porterà le orde urbane a infrangere il confine delle terre libere dell’ultima frontiera

Il cerchio a questo punto si chiude. Nel mio viaggio precedente nel profondo dell’america del redoubt, il sentimento quasi complottista che ora si annida nell’America dell’ultima frontiera appariva quasi fuori luogo, esagerato. La “fuga” di George, Vince e migliaia di patrioti come loro l’avevo interpretata come l’incapacità di adattarsi, da parte di certi dinosauri ancorati al passato, ad un mondo dinamico, ad una società in constante moto perpetuo di cambiamento.  Ora comprendiamo il sentimento e la logica dei patrioti americani. Non sono dei fanatici complottisti alla ricerca di uno scontro armato contro un invisibile e immaginario nemico; sono persone che si sono rifugiate nell’ultima frontiera per evitare di rimanere travolti dalle possibili conseguenze catastrofiche che la caduta dell’impero americano porterà a molti dei suoi figli. Ritengono la possibilità di tornare alle origini di una nazione costituzionale antiimperialista, una possibilità troppo remota; piuttosto si preparano, dovesse essere necessario, ad affrontare lo scontro civile prossimo futuro; una nuova guerra civile.

La logica di scegliere le armi e il territorio su cui scontrarsi rappresenta un vantaggio tattico importante da ponderare. Riaffiora continuamente nella mia memoria la frase di George: “Se verranno camuffati da ‘semplici” nuovi residenti li riconosceremo e li smaschereremo. Se verranno armati, affamati e disperati li affronteremo. La giungla urbana è la loro casa, ma questo è il nostro territorio. Conosciamo ogni albero, ogni ruscello, ogni montagna, ogni vallata, ogni grotta, ogni pietra di questa nostra terra. Sappiamo cosa vuol dire sopravvivere semplicemente con quello che la nostra terra ci offre. Conosciamo le tempeste di neve e di pioggia, la intensità dei terremoti, la forza e la direzione del vento, gli animali che vagano in questa nostra ultima frontiera, dell’ America libera e costituzionale. Siamo pronti!Questa è la mia collina di armageddon, da qui combatterò la mia ultima battaglia, il mio ultimo atto.” Se non sarà George a difendere la sua terra saranno sicuramente i suoi figli o nipoti a dover affrontare la guerra civile. Tutta la sua stirpe è forgiata nella solidità di una tempra che tanto distingue i residenti dell’ultima frontiera americana. Gli americani del Redoubt; gente pacifica, cresciuta nel rispetto del prossimo e nel rispetto della libertà del vicino, altrettanto anelante all’ardente desiderio di libertà. Gente forgiata fra le praterie, le montagne, i duri inverni e il duro lavoro delle fattorie e terre. Pronta ad aiutare chiunque abbia bisogno, ma allo stesso tempo gente che se messa contro un muro, che se appena percepisce che qualcuno vuole privarli della libertà, fa scattare un istinto guerriero che li porta a difendere la propria terra e i propri cari fino alla morte. Le orde urbane avranno anche i gangster addestrati alla sopravvivenza nelle giungle di cemento, ma in queste terre dell’ultima frontiera, carichi di armi e munizioni, i patrioti non indietreggeranno di un centimetro…

Rappresenteranno l’ennesimo paradosso della storia. Saranno per alcuni versi i nuovi indiani d’America; figli, per una beffa del destino, di coloro che li hanno spossessati.

 

IL VIRUS DEL NOSTRO MALCONTENTO

 

 “La nostra Costituzione garantisce che il diritto dei cittadini sia protetto…Ho prestato giuramento di sostenere la costituzione…

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P.S. Sono passati piu` di 4 mesi dal rientro del mio viaggio nell’america dell’ultima frontiera e la crisi del coronavirus e scoppiata travolgendo il mondo. Le città stato sono quelle che hanno pagato il prezzo più alto di questa pandemia, dove la concentrazione urbana ha generato una incidenza di infezioni e mortalità molto più alta rispetto alle zone rurali, mettendo appunto in risalto la fragilità dei conglomerati urbani. Come ho detto prima; in tempi di prosperità le città stato crescono e si arricchiscono, mentre in tempi di crisi si impoveriscono e perdono potere.

 

***

Ha gli occhi grandi e verdi che ricordano le praterie del Dakota. D’altronde lei stessa è figlia di quelle praterie. Nata e cresciuta nel Sud Dakota, da famiglia di agricoltori, colpita dalla tragedia della perdita del padre a soli 22 anni, ha dovuto lasciare il college per tornare a casa ad occuparsi del ranch di famiglia. Se si deve descrivere una donna che incarna lo spirito delle praterie, la cinquantenne governatrice repubblicana del Sud Dakota, Kristi Noem è la candidata per eccellenza.

La Noem si è rifiutata, con altri quattro governatori, di imporre il lockdown ai cittadini del Sud Dakota. Ha invece preferito suggerire le linee guida per evitare l’espansione del contagio e ha lasciato ai cittadini stessi la decisione, la responsabilità di gestire la crisi. I risultati fino ad ora hanno dato ragione a lei, forte anche del vantaggio di una popolazione assai diradata, mancando al Sud Dakota, centri urbani di grandi proporzioni. Comunque sia, al momento attuale, il Sud Dakota registra 2,600 casi con 21 morti.

La governatrice ha espresso il suo pensiero nei seguenti termini “La nostra Costituzione garantisce che il diritto dei cittadini sia protetto…Ho prestato giuramento di sostenere la costituzione… Il mio ruolo rispetto alla sicurezza pubblica è qualcosa che assumo seriamente. Le persone stesse sono le entità principalmente responsabili della loro propria sicurezza. Sono a loro che vengono affidate ampie libertà – sono liberi di esercitare i loro diritti, quelli al lavoro, al culto e allo svago- oppure starsene a casa se desiderano praticando il distanziamento sociale. La scelta è loro…La mia responsabilità è rispettare i diritti delle persone e dei cittadini che mi hanno eletto…

 

I cittadini del Sud Dakota hanno ringraziato la loro  governatrice con una parata di veicoli di fronte alla sua casa. Un omaggio e un incitamento al suo coraggio: Ambulanze, Polizia, Vigili del Fuoco, Camionisti, motociclisti, semplici cittadini…In altri paesi si è giustamente voluto ringraziare gli operatori sanitari; nel Sud Dakota hanno voluto invece celebrare una donna che gode del rispetto dei propri elettori e cittadini. L’immagine di una governatrice in lacrime per la intensità dell’evento ha fatto il giro dei social media.

 

 

Sono curioso di sentire l’opinione di Vince: lo chiamo a quasi due mesi dall’ultima volta che abbiamo parlato la telefono: ” L’ultima volta ci siamo sentiti a Natale credo? “ Mi risponde Vince prima ancora di di salutarmi con un Hello. “Si, volevo sapere se il coronavirus fino ad ora ha risparmiato te e la tua famiglia.”Gli chiedo. “Siamo in buona salute, se non ci ha ucciso l’inverno delle praterie, non penso lo farà il coronavirus…hai parlato con George?” mi risponde Vince “Si, l’ho sentito la settimana scorsa; l’ho trovato bene, anche se un po alticcio, ma in buono spirito.” rispondo a Vince. “ George! Il dottore gli ha detto di smettere con alcool e fumo ma quello continua imperterrito è più duro di una sequoia ” Esclama Vince. Chiedo a Vince la sua opinione sulla situazione in America, visto il drammatico cambio di eventi rispetto a qualche mese fa: “La crisi del Coronavirus ha solamente contribuito ad evidenziare le differenze di questa America in profonda crisi di identità . Di solito, nel passato, eventi di grande impatto hanno sempre condotto ad una unificazione di spirito ed intenti fra gli americani, coagulando il paese intorno alla causa, qualunque essa fosse. Così fu con la prima e seconda guerra mondiale. E stato cosi anche con l’undici di Settembre, anche se quella unità nazionale fu sperperata con la guerra in Iraq.  Questa volta la crisi del Coronavirus ha accentuato ancora di più le differenze nel paese. Il lockdown e le limitazioni alla libertà del cittadino ha incrementato ancora di più la convinzione, fra i patrioti, che la costituzione sia stata violata in una maniera irreparabile. Un lento, inesorabile tramonto dei valori costituzionali, accentuato da una crisi che quei valori avrebbe dovuto far rinascere. Il solco scavato è ormai irrimediabilmente troppo profondo da colmare. Il destino della nazione è segnato, mi sento addirittura di stabilire una data alla caduta. Mentre prima ero convinto che i tempi non erano quantificabili, ora sono dell’opinione che al  massimo fra quattro decenni, gli Stati Uniti D’America saranno un’entità del tutto diversa da quella attuale. Vedi anche solo come i diversi stati dell’unione si stanno muovendo per gestire la crisi del Coronavirus. La diversità di risposte e soluzioni fra i vari stati è accentuata dalle differenze politiche e sociali. I democratici approvano le misure restrittive imposte da burocrati e scienziati e forse, in uno stato come New York, queste misure sono anche necessarie; in molti Stati repubblicani le misure restrittive per il controllo della pandemia sono viste con una insofferenza enorme. D’altronde è come ingabbiare una bestia selvaggia; la bestia in gabbia tende a ribellarsi. Lo spirito americano è uno spirito pionieristico. Se i nostri antenati si fossero preoccupati dei pericoli, della morte e delle sfide che li attendevano quando partivano alla conquista dell’ignoto, sarebbero rimasti dove erano…La differenza di risposte e di interpretazioni alla crisi del Coronavirus mette in risalto, per la prima volta dal 1861, lo spirito federalista dell’Unione…”  Lo spirito federalista dell’Unione! Mi colpiscono le parole di Vince. Lui sostiene che per la prima volta dalla fine della guerra civile l’America sta tornando ad un sistema di federalismo incentrato sull’importanza degli stati e delle realtà locali rispetto al potere centrale. Parte delle problematiche che portarono alla guerra civile (1861-1865) riguardavano appunto l’interpretazione del federalismo. Molti cittadini degli Stati del Sud ritenevano che i soli governi statali avessero il diritto di prendere decisioni importanti, come per esempio la legalizzazione della schiavitù. I sostenitori dei diritti degli Stati credevano che i singoli governi statali avessero il potere sul governo centrale federale. La maggior parte degli stati del sud alla fine si separò dall’Unione perché ritenevano che la secessione fosse l’unico modo per proteggere i propri diritti. Il risultato fu appunto quella terribile guerra civile. In altre parole quello che Vince sostiene è che si stanno ricreando le condizioni per una America impostata sul potere dei singoli stati e delle realtà locali, in contrasto con le autorità federali. Un’America ante 1861, ante guerra civile insomma. “Gianfranco tante volte non ci si accorge di essere entrati  in una condizione di guerra civile fino a quando la prima pallottola non ti ha bucato la fronte..! Un’altra cosa, Gianfranco. E’ sbagliato definire nazionalisti i patrioti. Il nazionalismo impone una interpretazione centralista del concetto di nazione. I patrioti americani credono nella costituzione, che è decana della indipendenza personale e territoriale. I patrioti amano il loro paese ma odiano la centralità burocratica di esso…” Tutto mi è ora più chiaro. Le risposte che cercavo le ho trovate lungo il mio viaggio nell’america dell ultima frontiera.

Gli Stati Uniti sono ormai entrati in uno stato di pre-guerra civile. Tempi, modi e schieramenti in questione contengono ancora elementi di incertezza; il destino è però segnato, scritto nella storia prossima futura. I miei figli e soprattutto i miei nipoti saranno testimoni di eventi epocali, dovranno solo scegliere con chi schierarsi.

 

 

 

APPENDICE

LA RIVOLTA DEGLI SCERIFFI, di Gianfranco Campa 

 

 

 

 

VERSO LA GUERRA CIVILE IL TRAMONTO DELL’IMPERO USA – IV parte, di Gianfranco Campa

qui le parti precedenti: https://italiaeilmondo.com/2020/01/17/verso-la-guerra-civile-il-tramonto-dellimpero-usa_2a-parte-di-gianfranco-campa/

 

VERSO LA GUERRA CIVILE IL TRAMONTO DELL’IMPERO USA 

 

(Quarta e Ultima Parte)

 

 

I NEMICI SI SCHIERANO: LE CITTÀ STATO

 

 

 “Preferisco stare nella mia fattoria piuttosto che essere imperatore del mondo.”

 

String of sporting, music events impact traffic tonight across Bay Area - Mercury News

 

Il traffico è apocalittico! Si avanza di pochi centimetri alla volta, ogni 5 minuti. Sono le 14 e 20 di un martedì qualunque e mentre sono al volante della mia macchina, affogato nella marea di veicoli che mi accerchia, rifletto sul cambiamento che gli ultimi 30 anni hanno portato nella vita quotidiana di chi vive nella Bay Area (la Baia di San Francisco). Lo stesso ponte, nello stesso giorno e alla stessa ora, trenta anni fa riuscivo ad atrraversarlo in meno di dieci minuti; adesso se sono fortunato riesco a farcela in ¾ d’ora. All’epoca le scorribande da un parte all’altra della baia erano, per me che, lavoravo al giornale di San Francisco, prassi quotidiana, ordinaria amministrazione. Infatti fino a quando riuscivo a rientrare alla base prima delle 15:00, di solito la mia auto sulle freeways della baia scivolava piacevolmente, priva di intralci significativi. Ora pur facendo un lavoro diverso e una strada diversa, il traffico è diventato  talmente asfissiante che le corsie libere di una volta giacciono nella mia mente come un pallido ricordo. Qualche settimana fa un articolo di Business Insider sosteneva che il traffico nell’area della baia era aumentato, solo nell’ultimo decennio, dell’84%.

Il mio viaggio nell’ultima frontiera americana è terminato appena qualche giorno fa e già, non ostante il desiderio di rientrare in California dalla mia famiglia, lo stress del traffico, delle torme di auto e persone che mi cingono d’assedio mi porta un senso di soffocamento nel cuore. Con la mente rivivo il mio viaggio nell’America del Redoubt. Non ci sono più le praterie del Dakota, le montagne del Wyoming, le colline della Idaho. Non ci sono più le rade macchine che ogni tanto incrociavo nelle strade deserte in quelle immense praterie. Non ci sono più i cavalli liberi a cavalcare tra terreni incolti e selvaggi; un vero inno alla libertà. Non ci sono più i pascoli con i Bisonti e le Mucche a foraggiare. Non ci sono più i cartelloni pubblicitari che dichiarano amore eterno alle Armi, a Dio e alla Patria. Spariti i Cowboys con la pistola nella fondina attaccata al fianco, alla cintura dei jeans. Il sussurro del vento delle praterie rimane un pallido ricordo rimpiazzato dal rumore dei motori delle macchine e dei camion bloccati sulla freeway.

Mentre pazientemente attendo di avanzare centimetro per centimetro imbottigliato nel traffico, sulla mia destra osservo lo stagliarsi all’orizzonte dei grattacieli di San Francisco. In una giornata limpida come quella di oggi riesco a cogliere in tutta la sua estensione l’area urbana della baia di San Francisco; 8 milioni di persone stipate in una area geografica di appena 18,040 km2.

Il mio viaggio nell’America del Redoubt e dell’ultima frontiera mi ha sbattuto in faccia il contrasto stridente fra l’America dei grandi centri urbani e quella dei grandi spazi immensi; due mondi lontani fra di loro geograficamente, economicamente e culturalmente. Due mondi diversi, agli antipodi nel modo di interpretare la vita, la libertà, ma soprattutto la costituzione americana. Due mondi che hanno sempre fatto fatica a incontrarsi, ma che in questi ultimi anni si sono divaricati tra di loro ancora di più. I centri urbani da un lato; addensamenti di masse umane, un caleidoscopio di razze e culture che convivono sopra, sotto, nei meandri di grattacieli, di periferie e freeways; conglomerati caotici che si avviluppano per centinaia di chilometri senza interruzione. Dall’altro? Praterie, montagne, deserti, colline, laghi, piccoli paesi, spazi immensi, cieli limpidi e profondi. Tutte cose che mettono in risalto le differenze di questi due mondi, ma nonostante tutto un qualcosa li accomuna. Lontano dai grandi centri urbani, si trovano le fattorie e i terreni che producono carne, latte, formaggi; il grano, le verdure, l’acqua, cioè tutto il necessario e l’indispensabile alla vita, alla sopravvivenza dei grandi centri urbani. Due mondi lontani ma allo stesso tempo connessi da un legame esistenziale. Il primo, il mondo urbano, in particolare al secondo. La ribellione che fermenta nell’America dell’ultima frontiera, all’interno dell’America rurale renderà questo rapporto ancora più problematico, ma soprattutto mette a rischio la sopravvivenza stessa dei grandi centri urbani.

Lo scontro segue in apparenza gli schemi del confronto politico. In realtà la divisione fra repubblicani e democratici, fra destra e sinistra, fra i liberali e i conservatori, fra rossi e blu, fra i globalisti e i nazionalisti patriottici, fra lo stato ombra e lo stato costituzionale, fra Wall Street e Main Street è in realtà solo un corollario del vero scontro del quale l’America prossima futura sarà testimone e protagonista; lo scontro fra i centri urbani e le aree rurali. Lo scontro fra le città-stato e il resto del paese, lo scontro tra urbanisti e ruralisti. Queste sono le forze realmente schierate, una accanto all’altra, una contro l’altra; due forze destinate a scontrarsi in una guerra civile prossima futura. Quanto prossima?

 

***

 

Le elezioni presidenziali del 2016, con la vittoria a sorpresa di Donald Trump, hanno evidenziato una mappatura all’interno della società americana che va ben aldilà della ideologia politica. Trump ha vinto nei centri rurali mentre Hillary Clinton ha vinto, comodamente, nei centri urbani, soprattutto in quelli più grandi. La elezione di Trump ha confermato una tendenza già in corso che si era vista con il referendum in Inghilterra l’anno prima; i centri periferici e rurali avevano votato per la Brexit mentre i centri urbani avevano votato contro. La cosa si è ripetuta nelle recenti elezioni in Canada dove Justin Trudeau, ha vinto grazie ai voti dei centri urbani ma ha perso pesantemente nelle zone rurali. Il potere, il dominio conseguito, soprattutto grazie alla globalizzazione, dalle Città Stato negli ultimi decenni è ora messo in discussione.

Le città stato americane sono l’esempio più chiaro della posizione acquisita negli anni da questi centri urbani. Tra i tanti esempi Los Angeles è la città stato centro del potere mediatico; San Francisco la città stato centro del potere della new economy che ha dato vita, grazie alla Silicon valley, alla rivoluzione digitale e all’alta tecnologia; New York è la città stato di Wall Street, centro di potere finanziario e bancario. Washington è la città stato centro di potere amministrativo, politico. Boston è la città stato centro del potere intellettuale. Las Vegas il centro del divertimento.  Poi ci sono Chicago, Seattle, Detroit. Philadelphia e via discorrendo, tutti posti dove i democratici elitisti, l’establishment politico e finanziario, propinatori del concetto di globalismo si annidano e proliferano…

Con la fine della seconda guerra mondiale e l’avvento del globalismo, negli ultimi decenni la società americana ha visto la separazione fra i centri rurali e quelli urbani divaricarsi in maniera sempre più accentuata. L’ascesa al potere delle Città Stato non è nuova nella storia dell’umanità. Basta ricordare le Città Stato della Grecia e quelle dell’Italia. Il globalismo ha contribuito ad alimentare, ha sostenuto la crescita di potere economico e politico delle città stato. In questi agglomerati si annidano anche le forze elitiste che controllano i processi del globalismo. Gli elitisti che grazie alle masse urbane sotto il loro controllo, propinano le politiche che hanno plasmato l’America degli ultimi 50 anni.

In tempi di prosperità le città stato crescono, acquistano potere e dettano le linee sociali e politiche da seguire. Il cittadino di San Francisco o di New York diventa il cittadino del mondo, un cittadino non più ancorato al concetto di delimitazione, di nazionalismo, di sovranità. In altre parole il cittadino di San francisco o di New York si riflette, tanto si identifica in quello di Roma, Londra , Parigi, Tokyo, Pechino e via dicendo, quanto lo stesso è completamente alienato e distaccato dalla realtà rurale prossima che lo circonda. Chi sente il bisogno dei trogloditi del Montana, del Wyoming, del Dakota, dell’Idaho quando si ha a disposizione il mondo intero? Non è un caso che molti dei grandi centri urbani Statunitensi si trovano nello zone costiere del Pacifico o dell’Atlantico. Così si intrecciano tra di essi più facilmente rapporti, collaborazioni, scambi culturali ed economici. Si firmano trattati internazionali, mentre il resto del paese, le zone interne e rurali rimangono ancorate ad un concetto più tradizionale di società, appena sfiorate dalla globalizzazione.

Con l’avvento di Trump e della Brexit la globalizzazione è entrata in crisi. Più probabilmente ne sono la cartina di tornasole. Il processo di globalizzazione si è arrestato ed è ora entrato in una fase di decadenza; una crisi che, anche dopo l’uscita di scena di Trump, quest’anno o fra quattro anni, sarà comunque irreversibile. Così come caddero le città stato greche e italiane, così le città stato americane cadranno sotto i colpi di una crisi che si aggrava sempre di più e che fomenta la ribellione nei centri rurali del paese.

Le città stato oggi sono potenti perché raggruppano una popolazione molto più larga rispetto alle aree rurali. Globalmente parlando il 54% della popolazione vive nelle aree urbane; negli Stati Uniti arriva addirittura al 63%. Questa differenza, associata alla globalizzazione, ai trattati internazionali e al libero scambio di prodotti e di persone, alimentata ulteriormente dai grandi hub di trasporto di massa presenti nelle città stato, fa sì che il potere di queste sia molto più incisivo e decisivo rispetto alle zone rurali. La potenza delle città stato non è riuscita a fermare le elezioni di Trump poiché il sistema elettorale negli Stati Uniti ha caratteristiche peculiari rispetto al resto delle democrazie nel mondo. La costituzione americana non contempla un sistema maggioritario. In altre parole la maggioranza dei votanti non decide la presidenza; è il sistema del collegio elettorale che decide le elezioni presidenziali. Ecco perché Trump ha vinto nel collegio elettorale pur perdendo nel voto popolare con una differenza di oltre due milioni e mezzo di voti. Nonostante ciò è diventato Presidente. I padri fondatori avevano immaginato e paventato un futuro in cui il voto popolare, le masse, avrebbero influenzato e deciso le sorti per il resto del paese, tagliando fuori dalle decisioni politiche il cuore agricolo, rurale e produttivo della nazione. I padri fondatori stessi erano nazionalisti e per la maggior parte figli delle campagne. Tra di loro gente come Thomas Jefferson, George Washington, Benjamin Franklin, John adams, James Madison. Famose sone le frasi espresse da alcuni di loro sull’importanza della libertà e del significato che la terra, i suoi frutti e i suoi figli hanno sul resto della nazione:

Sembrano esserci solo tre modi per acquisire ricchezza da parte di una nazione:  Il primo è la guerra, come fecero i romani, nel saccheggio dei popoli soggiogati. Questa è la rapina. Il secondo è il  commercio, più generalmente definito barare, fregare il prossimo. Il terzo dall’agricoltura, l’unico modo onesto in cui l’uomo riceve un vero ritorno del seme gettato nel terreno, in una sorta di continuo miracolo, portato dalla mano di Dio a suo favore, come ricompensa per la sua vita innocente e la sua industria virtuosa. ” Benjamin Franklin

Penso che i nostri  futuri governi rimarranno virtuosi per molti secoli; purché siano principalmente agricoli ” Thomas Jefferson.

 “Preferisco stare nella mia fattoria piuttosto che essere imperatore del mondo.” George Washington

 

 

IL TRAMONTO DELLE CITTÀ STATO

 

“Se verranno camuffati da “semplici” nuovi residenti li riconosceremo e li smaschereremo. Se verranno armati, affamati e disperati li affronteremo…”

I nazionalisti fedeli alla costituzione sono quindi in realtà i veri eredi del concetto dell’America come inteso originariamente dai padri fondatori: potere limitato dei burocrati e quindi dei governi, antimperialismo e potere costituzionale, poteri ai cittadini garantito principalmente dalla costituzione con la garanzia del possesso delle armi e della libertà di parola.

Il potere delle città stato e quindi dei globalisti elitisti è ora in fase calante. La globalizzazione e i trattati internazionali sono in crisi e la fine della globalizzazione porterà la fine del potere delle città-stato. Le economie hanno esaurito il loro impeto espansionista, soprattutto il modello di capitalismo sfrenato; anche questo contribuisce all decadenza delle città stato. Nessuna sommatoria di potere finanziario e politico può fermare il tramonto dei centri urbani. Si aggiunge anche un altro aspetto all’equazione del tramonto delle città-stato: la crisi del tasso di natalità. Verso la fine di questo secolo, secondo alcuni studi, la popolazione mondiale comincerà a declinare. Ciò che ancora permette ad alcuni, anche se non tutti, ì grandi centri urbani americani, occidentali in genere ed asiatici di crescere è l’immigrazione, soprattutto dai paesi più poveri del terzo mondo, in particolare l’Africa e l’India. Intorno al 2040 il calo demografico, pur con la crescita immigratoria attuale, comincerà ad influire in maniera negativa sui centri urbani; questo metterà in crisi la ricchezza e la prosperità delle città-stato. Il calo demografico associato al riflusso della ricchezza contribuirà al deterioramento degli standard di vita nelle città-stato. Il calo demografico colpirà anche i centri rurali, ma la differenza fra le zone interne del paese e le zone urbane è fondamentale visto che le risorse si trovano nelle zone interne.

I centri urbani credono di essere potenti e ricchi ma mancano delle risorse primarie per sopravvivere. Le risorse che permettono ai centri urbani di operare provengono dall’interno del paese, dalle zone rurali. L’acqua, il cibo, le principali fonti di sostentamento dei cittadini metropolitani,proviene dalle sorgenti delle montagne, dei laghi, dei bacini idrici. Il grano proviene dalle praterie. La carne proviene dai ranch e dagli allevamenti di bestiame. Le verdure, l’insalata, la frutta proviene dalle campagne. Senza il contributo delle zone rurali, i grandi centri urbani farebbero fatica a sopravvivere.

Lo scontro prossimo futuro nell’America del ventesimo secolo è sì uno scontro politico costituzionale, ma si trasformerà più o meno rapidamente in uno scontro anche per il controllo delle risorse. I miliziani, i cittadini dell’ultima frontiera americana saranno pronti a respingere le orde alla ricerca di quel sostentamento che i centri urbani non potranno più offrire? Chi sono queste orde provenienti dai centri urbani? Le orde non saranno semplicemente ex-residenti delle città stato che fuggono dai centri dell’Impero in fase di disfacimento. Tra queste orde liberali progressiste, orfane delle classi globaliste, elitiste si annidano, ex funzionari dello stato burocratico, ex appartenenti ai centri di potere finanziario ed economico. Questi potenti soggetti porteranno con sé armate mercenarie arruolate fra i guerrieri della giungla urbana; ex-appartenenti alle bande criminali che infestano i centri urbani a stelle e strisce. Tra di loro ci saranno potenziali terroristi, ex-narcotrafficanti, ex-carcerati se non malavitosi in piena attività. Opposte a queste orde ci saranno i miliziani, i patrioti e i semplici residenti delle campagne e dei paesi dell’America dell’ultima frontiera.

Non è fantascienza, nè complottismo; è uno scenario di una società che quando si sgretolerà potrà affrontare scenari apocalittici. Il professore Vince mi disse “ Gianfranco, due sono gli esiti possibili, in una caduta dell’impero americano: Il primo, una fratturazione relativamente indolore; ognuno per la sua strada, noi abitanti delle praterie insieme all’America rebout da una parte, dall’altra gli stati dove i grossi centri urbani sono collocati. I quei centri si annidano i proponenti di una costituzione americana revisionata secondo le necessità e i bisogni ideologici degli elettori democratici liberali progressisti. Tieni però presente che anche in stati ultra-liberali come la California, lontano dai centri urbani, ad esempio nel nord e nella sua valle centrale, i residenti “conservatori”, i  patrioti talvolta superano di numero i liberali progressisti. La seconda possibilità, una caduta violenta che degenera in una guerra civile che porterà le orde urbane a infrangere il confine delle terre libere dell’ultima frontiera

Il cerchio a questo punto si chiude. Nel mio viaggio precedente nel profondo dell’america del redoubt, il sentimento quasi complottista che ora si annida nell’America dell’ultima frontiera appariva quasi fuori luogo, esagerato. La “fuga” di George, Vince e migliaia di patrioti come loro l’avevo interpretata come l’incapacità di adattarsi, da parte di certi dinosauri ancorati al passato, ad un mondo dinamico, ad una società in constante moto perpetuo di cambiamento.  Ora comprendiamo il sentimento e la logica dei patrioti americani. Non sono dei fanatici complottisti alla ricerca di uno scontro armato contro un invisibile e immaginario nemico; sono persone che si sono rifugiate nell’ultima frontiera per evitare di rimanere travolti dalle possibili conseguenze catastrofiche che la caduta dell’impero americano porterà a molti dei suoi figli. Ritengono la possibilità di tornare alle origini di una nazione costituzionale antiimperialista, una possibilità troppo remota; piuttosto si preparano, dovesse essere necessario, ad affrontare lo scontro civile prossimo futuro; una nuova guerra civile.

La logica di scegliere le armi e il territorio su cui scontrarsi rappresenta un vantaggio tattico importante da ponderare. Riaffiora continuamente nella mia memoria la frase di George: “Se verranno camuffati da ‘semplici” nuovi residenti li riconosceremo e li smaschereremo. Se verranno armati, affamati e disperati li affronteremo. La giungla urbana è la loro casa, ma questo è il nostro territorio. Conosciamo ogni albero, ogni ruscello, ogni montagna, ogni vallata, ogni grotta, ogni pietra di questa nostra terra. Sappiamo cosa vuol dire sopravvivere semplicemente con quello che la nostra terra ci offre. Conosciamo le tempeste di neve e di pioggia, la intensità dei terremoti, la forza e la direzione del vento, gli animali che vagano in questa nostra ultima frontiera, dell’ America libera e costituzionale. Siamo pronti!Questa è la mia collina di armageddon, da qui combatterò la mia ultima battaglia, il mio ultimo atto.” Se non sarà George a difendere la sua terra saranno sicuramente i suoi figli o nipoti a dover affrontare la guerra civile prossima futura. Tutta la sua stirpe è forgiata nella solidità di una tempra che tanto distingue i residenti dell’ultima frontiera americana. Gli americani del Redoubt; gente pacifica, cresciuta nel rispetto del prossimo e nel rispetto della libertà del vicino, altrettanto anelante all’ardente desiderio di libertà. Gente forgiata fra le praterie, le montagne, i duri inverni e il duro lavoro delle fattorie e terre. Pronta ad aiutare chiunque abbia bisogno, ma allo stesso tempo gente che se messa contro un muro, che se appena percepisce che qualcuno vuole privarli della libertà, fa scattare un istinto guerriero che li porta a difendere la propria terra e i propri cari fino alla morte. Le orde urbane avranno anche i gangster addestrati alla sopravvivenza nelle giungle di cemento, ma in queste terre dell’ultima frontiera, carichi di armi e munizioni, i patrioti non indietreggeranno di un centimetro…

Rappresenteranno l’ennesimo paradosso della storia. Saranno per alcuni versi i nuovi indiani d’America; figli, per una beffa del destino, di coloro che li hanno spossessati. Sarebbe la nemesi.

 

IL VIRUS DEL NOSTRO MALCONTENTO

 

 

“La nostra Costituzione garantisce che il diritto dei cittadini sia protetto…Ho prestato giuramento di sostenere la costituzione…

 

P.S. Sono passati quasi 4 mesi dal rientro del mio viaggio nell’america dell’ultima frontiera e la crisi del coronavirus e scoppiata travolgendo il mondo.

Ha gli occhi grandi e verdi che ricordano le praterie del Dakota. D’altronde lei stessa è figlia di quelle praterie. Nata e cresciuta nel Sud Dakota, da famiglia di agricoltori, colpita dalla tragedia della perdita del padre a soli 22 anni, ha dovuto lasciare il college per tornare a casa ad occuparsi del ranch di famiglia. Se si deve descrivere una donna che incarna lo spirito delle praterie, la cinquantenne governatrice repubblicana del Sud Dakota, Kristi Noem è la candidata per eccellenza.

La Noem si è rifiutata, con altri quattro governatori, di imporre il lockdown ai cittadini del Sud Dakota. Ha invece preferito suggerire le linee guida per evitare l’espansione del contagio e ha lasciato ai cittadini stessi la decisione, la responsabilità di gestire la crisi. I risultati fino ad ora hanno dato ragione a lei, forte anche del vantaggio di una popolazione assai diradata, mancando al Sud Dakota, centri urbani di grandi proporzioni. Comunque sia, al momento attuale, il Sud Dakota registra 2,600 casi con 21 morti.

La governatrice ha espresso il suo pensiero nei seguenti termini “La nostra Costituzione garantisce che il diritto dei cittadini sia protetto…Ho prestato giuramento di sostenere la costituzione… Il mio ruolo rispetto alla sicurezza pubblica è qualcosa che assumo seriamente. Le persone stesse sono le entità principalmente responsabili della loro propria sicurezza. Sono a loro che vengono affidate ampie libertà – sono liberi di esercitare i loro diritti, quelli al lavoro, al culto e allo svago- oppure starsene a casa se desiderano praticando il distanziamento sociale. La scelta è loro…La mia responsabilità è rispettare i diritti delle persone e dei cittadini che mi hanno eletto…

I cittadini del Sud Dakota hanno ringraziato la loro  governatrice con una parata di veicoli di fronte alla sua casa. Un omaggio e un incitamento al suo coraggio: Ambulanze, Polizia, Vigili del Fuoco, Camionisti, semplici cittadini…In altri paesi si è giustamente voluto ringraziare gli operatori sanitari; nel Sud Dakota hanno voluto invece celebrare una donna che gode del rispetto dei propri elettori e cittadini. L’immagine di una governatrice in lacrime per la intensità dell’evento ha fatto il giro dei social media.

 

Sono curioso di sentire l’opinione di Vince: lo chiamo a quasi due mesi dall’ultima volta che abbiamo parlato la telefono: ” L’ultima volta ci siamo sentiti a Natale credo? “ Mi risponde Vince prima ancora di di salutarmi con un Hello. “Si, volevo sapere se il coronavirus fino ad ora ha risparmiato te e la tua famiglia.”Gli chiedo. “Siamo in buona salute, se non ci ha ucciso l’inverno delle praterie, non penso lo farà il coronavirus…hai parlato con George?” mi risponde Vince “Si, l’ho sentito la settimana scorsa; l’ho trovato bene, anche se un po alticcio, ma in buono spirito.” rispondo a Vince. “ George! Il dottore gli ha detto di smettere con alcool e fumo ma quello continua imperterrito è più duro di una sequoia ” Esclama Vince. Chiedo a Vince la sua opinione sulla situazione in America, visto il drammatico cambio di eventi rispetto a qualche mese fa: “La crisi del Coronavirus ha solamente contribuito ad evidenziare le differenze di questa America in profonda crisi di identità . Di solito, nel passato, eventi di grande impatto hanno sempre condotto ad una unificazione di spirito ed intenti fra gli americani, coagulando il paese intorno alla causa, qualunque essa fosse. Così fu con la prima e seconda guerra mondiale. E stato cosi anche con l’undici di Settembre, anche se quella unità nazionale fu sperperata con la guerra in Iraq.  Questa volta la crisi del Coronavirus ha accentuato ancora di più le differenze nel paese. Il lockdown e le limitazioni alla libertà del cittadino ha incrementato ancora di più la convinzione, fra i patrioti, che la costituzione sia stata violata in una maniera irreparabile. Un lento, inesorabile tramonto dei valori costituzionali, accentuato da una crisi che quei valori avrebbe dovuto far rinascere. Il solco scavato è ormai irrimediabilmente troppo profondo da colmare. Il destino della nazione è segnato, mi sento addirittura di stabilire una data alla caduta. Mentre prima ero convinto che i tempi non erano quantificabili, ora sono dell’opinione che al  massimo fra quattro decenni, gli Stati Uniti D’America saranno un’entità del tutto diversa da quella attuale. Vedi anche solo come i diversi stati dell’unione si stanno muovendo per gestire la crisi del Coronavirus. La diversità di risposte e soluzioni fra i vari stati è accentuata dalle differenze politiche e sociali. I democratici approvano le misure restrittive imposte da burocrati e scienziati e forse, in uno stato come New York, queste misure sono anche necessarie; in molti Stati repubblicani le misure restrittive per il controllo della pandemia sono viste con una insofferenza enorme. D’altronde è come ingabbiare una bestia selvaggia; la bestia in gabbia tende a ribellarsi. Lo spirito americano è uno spirito pionieristico. Se i nostri antenati si fossero preoccupati dei pericoli, della morte e delle sfide che li attendevano quando partivano alla conquista dell’ignoto, sarebbero rimasti dove erano…La differenza di risposte e di interpretazioni alla crisi del Coronavirus mette in risalto, per la prima volta dal 1861, lo spirito federalista dell’Unione…”  Lo spirito federalista dell’Unione! Mi colpiscono le parole di Vince. Lui sostiene che per la prima volta dalla fine della guerra civile l’America sta tornando ad un sistema di federalismo incentrato sull’importanza degli stati e delle realtà locali rispetto al potere centrale. Parte delle problematiche che portarono alla guerra civile (1861-1865) riguardavano appunto l’interpretazione del federalismo. Molti cittadini degli Stati del Sud ritenevano che i soli governi statali avessero il diritto di prendere decisioni importanti, come per esempio la legalizzazione della schiavitù. I sostenitori dei diritti degli Stati credevano che i singoli governi statali avessero il potere sul governo centrale federale. La maggior parte degli stati del sud alla fine si separò dall’Unione perché ritenevano che la secessione fosse l’unico modo per proteggere i propri diritti. Il risultato fu appunto quella terribile guerra civile. In altre parole quello che Vince sostiene è che si stanno ricreando le condizioni per una America impostata sul potere dei singoli stati e delle realtà locali, in contrasto con le autorità federali. Un’America ante 1861, ante guerra civile insomma. “Gianfranco tante volte non ci si accorge di essere entrati  in una condizione di guerra civile fino a quando la prima pallottola non ti ha bucato la fronte..! Un’ultima cosa, Gianfranco. E’ sbagliato definire nazionalisti i patrioti. Il nazionalismo impone una interpretazione centralista del concetto di nazione. I patrioti americani credono nella costituzione, che è decana della indipendenza personale e territoriale. I patrioti amano il loro paese ma odiano la centralità burocratica di esso…” Tutto mi è ora più chiaro. Le risposte che cercavo le ho trovate lungo il mio viaggio nell’america dell ultima frontiera.

Gli Stati Uniti sono ormai entrati in uno stato di pre-guerra civile. Tempi, modi e schieramenti in questione contengono ancora elementi di incertezza; il destino è però segnato, scritto nella storia prossima futura. I miei figli e soprattutto i miei nipoti saranno testimoni di eventi epocali, dovranno solo scegliere con chi schierarsi.

 

 

 

 

 

 

FINESTRA DI AGGIORNAMENTO SULLA SITUAZIONE IN NORD COREA

 

04/28/2020 Ore 03:32

Donald Trump durante la conferenza stampa di oggi alla Casa Bianca alla domanda sulla situazione in Nord Corea e se aveva un aggiornamento sulla salute di Kim Jong-Un, Trump ha risposto con convinzione dichiarando il seguente: “Kim Jong Un? Non posso dirtelo esattamente. Sì, ho un’ottima idea di quella che è la situazione, ma non posso parlarne adesso, Gli auguro solo del bene. Spero che sia in salute. So come sta, relativamente parlando. Vedremo. Probabilmente sentirai di lui in un futuro non troppo lontano.”

Trump ha anche negato con veemenza le notizie sulla salute di Kim, etichettando come “fake news” il rapporto originale della CNN secondo cui il leader nordcoreano appariva essere gravemente malato.

A QUESTO PUNTO CON LE DICHIARAZIONI DI TRUMP POSSIAMO CHIUDERE TEMPORANEAMENTE LA FINESTRA DI AGGIORNAMENTO. DOPO LA DICHIARAZIONE DEI SUDCOREANI, DEI DISSIDENTI NORDCOREANI, DELLA MANCANZA DI SIGNIFICATIVI MOVIMENTI AL CONFINE TRA LA CINA E LA COREA, POSSIAMO TRARRE SOLO UNA LOGICA CONCLUSIONE: KIM JONG-UN È ANCORA VIVO. PROBABILMENTE LE NOTIZIE SUI PROBLEMI DI SALUTE SONO FONDATI, MA SIAMO QUASI DEL TUTTO CONVINTI CHE IL LEADER SUPREMO SIA ANCORA VIVO.

 

 

04/28/2020 Ore 01:11

Un amico mi ha appena ricordato che nel 2014 Kim Jong Un scomparse dalla scena pubblica per riemergere qualche settimana dopo usando un bastone per camminare (cosa di cui mi ero completamente dimenticato-grazie Bob). Potremmo trovarci di nuovo di fronte a una situazione simile,  anche se la diagnosi medica potrebbe essere diversa rispetto al 2014.  Kim Jong Un potrebbe ritornare sulla scena pubblica appena recupera le forze.

 

04/27/2020 Ore 22:05

Ieri abbiamo riportato la notizia, che secondo i servizi di intelligence occidentali, attivita` di mezzi e truppe di militari cinesi si sarebbero messe in movimento verso il confine nordcoreano. Oggi , grazie ai video disponibili su Open-source intelligence (OSINT) , possiamo verificare, che se movimenti di truppe ci sono state, queste non sono movimenti massicci. Dai video girati che arrivano dal distretto cinese di Changbai, quello che confina con la città Hyesan in Corea; tutto sembra normale, non c’è nessun segno di movimenti militari insoliti.  Da questo possiamo dedurre che la situazione in Nordcoreana e per il momento sotto controllo. 

Strada principale di Changbai che porta la confine con la Corea del Nord

 

Video del lato cinese a Changbai, dall’altra parte dello Yalu River si trova la citta nordcosreana di Hyesan, dai video non si notano cose fuori dall’ordinario.

 

 

04/27/2020 Ore 19:45

La TV nordcoreana ha terminato le trasmissioni per la giornata di oggi senza riportare nulla di straordinario. La novità principale è stata, come abbiamo riportato in precedenza, il messaggio di ringraziamento che Kim Jong Un ha inviato agli operai di Wonsan. Ripetiamo che il messaggio di Kim non e stato accompagnato da nessuna immagine del leader supremo.  Le trasmissioni riprenderanno a mezzanotte ora italiana. Se ci sono novità vi aggiorneremo durante la notte.

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04/27/2020 Ore 19:12

Christian Whiton, ex consigliere del Dipartimento di Stato di Trump e Bush, risponde alle domande delle giornaliste di Fox News sulla situazione in Nord Corea. Whiton afferma, (giustamente) che in presenza di un disabilitato leader supremo i vertici dell’esercito Coreano assumo pieno potere e si innalzano a guida del paese, fino a quando Kim si riprende oppure viene nominato il suo successore (la sorella…)

Whiton afferma anche che l’epidemia di coronavirus nella Corea del Nord è probabilmente devastante, questo avanzerebbe l’ipotesi che Kim possa essere rimasto colpito dal Coronavirus e sarebbe morto oppure in fin di vita, intubato in un reparto di terapia intensiva. La versione dell’operazione al cuore andata male sarebbe solo quindi una copertura, ricordiamo che Kim e sovrappeso, beve e fuma pesantemente…

https://video.foxbusiness.com/v/6152312477001/?playlist_id=3166411554001#sp=show-clips

 

04/27/2020 Ore 18:52

Secondo alcune fonti di stampa occidentale, Kim Jong Un, potrebbe essere rimasto ferito durante esercitazioni militari. Il Daily Mail, cita il dissidente politico Lee Jeong Ho, rifugiatosi nella Corea del Sud ed ex funzionario del Partito dei Lavoratori, che avrebbe avanzato oggi, sul quotidiano sudcoreano Dong-a Ilbo, l’ipotesi che Kim potrebbe essere rimasto ferito durante lancio di missili balistici, lo scorso 14 Aprile.

PER PRECISAZIONE; NON C’È NESSUNA AGENZIA DI INTELLIGENCE OCCIDENTALE  CHE AVANZA QUESTA IPOTESI, QUINDI AL MOMENTO NON DAREI TROPPO CREDITO A QUESTA VERSIONE DEI FATTI…

https://www.dailymail.co.uk/news/article-8260075/Kim-Jong-injured-missile-test.html

 

04/27/2020 Ore 17:45

L’albero di famiglia di Kim Jong-Un, in rosso la linea diretta di parentela, in grigio le spose, le amanti e le consorti. 

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04/27/2020 Ore 17:30

Secondo l’agenzia di stampa di stato nordcoreana; Kim Jong Un avrebbe inviato oggi un messaggio al presidente sudafricano Cyril Ramaphosa per celebrare la festa nazionale del paese. Inoltre la TV di stato avrebbe letto un messaggio di ringraziamento di Kim Jong Un ai lavoratori che stanno costruendo il Wonsan-Kalma Tourist Resort.

Attenzione dei messaggi di oggi inviati da Kim Jong-Un non ci sono ne video, ne messaggi registrati di Kim. Chiunque può inviare un messaggio da parte del leader supremo usando gli organi di stampa di stato, questi messaggi non provano lo stato di salute di Kim…

 

 

04/27/2020 Ore 08:41

Foto di Kim Jong-Un scattata il 6 Aprile a Wonsan: Osservando la foto si vede che Kim pur non essendo nel meglio della forma, appare nel viso molto meno afflitto rispetto alla foto del 10 Aprile. Ricordiamoci che intorno al 15 Aprile Kim e sparito di scena. Si può interpretare come un segno di deterioramento della salute del leader

This photo, carried by North Korea's state news agency on April 6, 2019, shows its leader Kim Jong-un (C) inspecting the Wonsan-Kalma coastal tourist area. (For Use Only in the Republic of Korea. No Redistribution) (Yonhap)

 

04/27/2020 Ore 08:15

La dissidente  Nordcoreana  Yeonmi Park sostiene il seguente: Secondo le mie fonti il dittatore codardo ed egoista; Kim Jong Un, non nè morto nè malato, si sta semplicemente nascondendo nel timore di contagiarsi di Coronavirus. Nonostante abbiano mentito al mondo che non esiste nessun caso nel paese; il Coronavirus si sta diffondendo in modo incontrollato all’interno della Corea del Nord.

Non oso criticare l’affermazione di una cittadina nordcoreana rifugiata politica, ma con tutto il rispetto, se fosse vero che Kim si sia solo nascosto per paura del coronavirus, basterebbe anche un veloce video, una foto verificabile ed attuale da trasmettere o pubblicare al paese per dissipare i petegolezzi sulla sua salute…

 

 

04/27/2020 Ore 07:51

La riunione sarebbe durata oltre 4 ore, secondo quanto riferito, Kim Yo-Jong ha detto ai dirigenti del partito che lei sarà la nuova leader Coreana

 

04/27/2020 Ore 07:37

I dirgenti del Partito dei Lavoratori della nord corea sono confluiti ieri sera in riunione, incluso il Vice Presidente e lo Stato Maggiore dell’Armata Del Popolo Coreano.

 

04/27/2020 Ore 04:00

Due foto satellitari della base di Sondok a confronto, prese a pochi giorni di distanze una dall’altra, più esattamente il periodo che va dal 13 al 24 Aprile. Queste foto suggeriscono  movimento di mezzi militari missilistici.

https://www.planet.com/stories/sondok-airfield-smFIfu3WR

 

04/27/2020 Ore 03:17

La fotografia più recente di Kim Jong Un datata 10 Aprile: Non siamo esperti medici ma pur essendo una foto che proviene da fonti di regime, dal viso e dal corpo, Kim Jong Un non appare in piena forma…

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https://en.yna.co.kr/view/AEN20200425000300315

 

04/27/2020 Ore 00:05

…e abbiamo i video…

 

 

04/27/2020 Ore 00:03

ATTENZIONE MOVIMENTO DI TRUPPE CINESI VERSO IL CONFINE NORD COREANO.

Mobilitazione al confine al confine tra Cina e Corea del Nord per prevenire probabilmente incidenti. Un segno che il leader Nordcoreano sia effettivamente morto…

 

04/26/2020 Ore 23:50

L’Intelligence americana sostiene che ci sarebbero movimenti di piattaforme mobili di missili balistici all’aerodromo di Sondok, questo in preparazione ad un possibile lancio, forse per distrarre l’opinione pubblica straniera sulle voci riguardanti Kim Jong Un e allo stesso tempo lanciare un messaggio di forza.

 

04/26/2020 Ore 23:27

In Pyongyang la gente comincia a commentare (con molta cautela) sulla presunta assenza del leader dalla capitale nordcoreana. Ci sarebbero anche voci che descrivono un numero consistente di elicotteri che starebbero sorvolando basso il cielo della capitale. Una possibile spiegazione sulla presenza degli elicotteri sarebbe la preparazione di un funerale di stato…

 

04/26/2020 Ore 23:23

Ancora nessuna foto del leader nordcoreano; Kim Jong Un, sulla prima pagina dei giornali di stato della Corea del Nord dell’edizione del Lunedì mattina. Questa la prima pagina in anteprima

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04/26/2020 Ore 23:05

Il treno di Kim Jong Un sembra essere ancora fermo nella stazione di Wonsan, 8 ore dopo l’ultima immagine satellitare della zona e stata pubblicata.

 

04/26/2020 Ore 20:20

“La posizione del nostro governo è chiara”, ha dichiarato Moon Chung-in, il principale consigliere di politica estera del presidente sudcoreano Moon Jae-in. “Kim Jong Un è vivo e vegeto. Si trova nell’area di Wonsan dal 13 aprile. Finora non sono stati rilevati movimenti sospetti…”  La dichiarazione dei sudcoreani però lascia perplessi poiché, per loro stessa ammissione, se Kim Jong Un si trova a Wonsan, ininterrottamente, dal 13 di Aprile, viene il dubbio che qualcosa sia successo…

https://kprcradio.iheart.com/content/2020-04-26-south-korea-says-kim-jong-un-alive-and-well-amid-rumors-of-his-death/

 

04/26/2020 Ore 17:40

Se siete interessati sotto trovate il link della televisione Nord Coreana. Sul lato a sinistra dello schermo, cliccando sul Korea Central TV,  ci sono due versioni; quella livestream e quella archivio. Buona Visione…

https://kcnawatch.org/

 

04/26/2020 Ore 16:01

Le speculazioni sulla stato di salute di Kim Jong-Un non possono essere verificate ed è presto per giungere a delle conclusioni, ha detto oggi il legislatore russo Kazbek Taysaev dopo i suoi colloqui con il nuovo ambasciatore nordcoreano a Mosca

https://sputniknews.com/world/202004261079095708-kim-jong-uns-health-not-deteriorated—russian-lawmaker-after-talk-with-north-korean-ambassador-/

 

04/26/2020 Ore 08:00

Domande sul perché il fratello maggiore non può appropriarsi del regno della Corea del Nord in caso di morte di Kim Jong Un sono facilmente esaudite dalla foto sotto:  Il fratello maggiore di Kim Jong-Un; Kim Jong-Chul ad un concerto di Eric Clapton a Londra, 2015.  In ogni caso, secondo Thae Yong-ho, ex vice ambasciatore della Corea del Nord a Londra, che disertò chiedendo asilo nella Corea del Sud; Kim Jong-Chul non si occupa di politica, conducendo una vita tranquilla a Pyongyang dove suona la chitarra in una band. 

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04/26/2020 Ore 07:29

Secondo il giornale The Korea Times, uno dei più importanti della Corea del Sud: sono due settimane che i media statali della Corea del Nord  sono silenziosi sulle attività pubbliche di Kim Jong Un.  Un segnale che non necessariamente ne conferma la morte, ma sicuramente rafforza almeno la possibilità che il leader supremo sia in gravi condizioni, incapacitato a muoversi.

https://www.koreatimes.co.kr/www/nation/2020/04/103_288496.html

 

04/26/2020 Ore 07:19

Quando nel 2008 il padre di Kim Jung Un, Kim Jong Il, ebbe un ictus, fu riferito che i medici cinesi erano coinvolti nel suo trattamento insieme ai medici francesi. Muori tre anni dopo.

 

04/26/2020 Ore 05:05

Il senatore Lindsey Graham durante un’intervista alla Fox News ha dichiarato il seguente:  “Credo che sia morto o seriamente inabilitato (riferendosi a Kim Jong Un), spero quindi che la lunga sofferenza del popolo nordcoreano otterrà un po di sollievo … Se questo uomo è morto, spero che la prossima persona lavorerà con Donald Trump per trasformare la Corea del Nord in un posto migliore”

 

04/26/2020 Ore 04:49

Qualcuno aspetta dietro le quinte

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04/26/2020 Ore 04:33

Il giornale sudcoreano; The Korea Herald , sostiene che Kim Jong Un non sarebbe ancora morto ma e` in uno stato vegetativo, tenuto in vita artificialmente quindi.

http://www.koreaherald.com/view.php?ud=20200426000101

 

04/26/2020 Ore 03:41

Massiccia operazione di spionaggio satellitare da parte della CIA (e non solo) attualmente in corso per verificare le notizie della presunta morte di Kim Jong Un. lo con ferma un articolo del NYT.

https://www.nytimes.com/video/world/asia/100000007099211/kim-jong-un-surveillance-intelligence.html?smtyp=cur&smid=tw-nytimes

 

04/26/2020 Ore 03:37

Secondo la rivista TMZ, citando fonti Giapponesi e Cinesi; Kim Jong Un sarebbe morto come risultato di un’operazione sbagliata al cuore. Notizia da prendere con le molle…Aspettiamo conferma…

https://www.tmz.com/2020/04/25/north-korea-dictator-kim-jong-un-dead-dies-heart-surgery-reports/

 

04/26/2020 Ore 03:20

Per Reuters: la Cina ha inviato un team di esperti medici a sostegno dell’equipe medica che si occupa della salute di Kim Jong Un

https://www.reuters.com/article/us-northkorea-politics-exclusive/exclusive-china-sent-team-including-medical-experts-to-advise-on-north-koreas-kim-sources-say-idUSKCN2263DW?utm_medium=Social&utm_source=twitter

 

04/26/2020 Ore 01:54

Un eventuale morte di Kim Jong Un, innalzerebbe sua sorella, Kim Yo-Jong, a leader supremo del paese Asiatico. Secondo fonti vicine al governo Nord Coreano la sorella di Kim Jong Un sarebbe molto più intelligente dell’attuale leader in carica. Cominciamo a familiarizzare con la nuova possibile leader: 

 

04/26/2020 Ore 01:30

Dal Tweet parodia del Governo Nord Coreano; il leader supremo Kim Jong-Un si starebbe godendo una meritata “vacanza” a casa… 🙂

 

 

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