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In vista del quinto plenum, Pechino continua a sottolineare l’importanza dell’attuazione, di Fred Gao

In vista del quinto plenum, Pechino continua a sottolineare l’importanza dell’attuazione

Due articoli di Qiushi offrono un utile spaccato delle priorità della leadership in vista della riunione.

Fred Gao19 ottobre
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La quinta sessione plenaria di quest’anno si differenzia dalle precedenti. Mentre le sessioni plenarie passate si sono spesso concentrate sul successivo piano quinquennale, la quarta sessione plenaria del 2025 ha già adottato raccomandazioni per il quindicesimo piano quinquennale.

Per il prossimo Quinto Plenum, l’attenzione è rivolta alla “piena e rigorosa autogoverno del Partito”. Ho trovato due articoli nell’ultimo numero di Qiushi , la principale rivista del Partito, che offrono alcuni indizi sulla direzione della riunione. I loro temi sovrapposti suggeriscono che, oltre all’attenzione precedentemente annunciata sulla lotta alla corruzione, la riunione potrebbe anche affrontare i meccanismi per l’attuazione delle decisioni prese dal comitato centrale.

Il primo articolo è una riedizione del discorso di Xi Jinping del 12 gennaio 2026 alla quinta sessione plenaria della 20a Commissione centrale per l’ispezione disciplinare, dal titolo “Promuovere un’autogoverno completo e rigoroso del partito con standard più elevati e più concreti”. Misure”. Il secondo è “Migliorare i meccanismi di attuazione delle principali decisioni e misure del Comitato centrale del partito” . Plans”,完善党中央重大决策部署落实机制, di Wang Xipeng, direttore dell’Istituto di economia industriale, Accademia cinese delle scienze sociali.

La parte iniziale del discorso di Xi sottolinea la necessità di attuare le principali decisioni e i piani del Comitato Centrale del Partito con maggiore risolutezza ed efficacia. Il secondo articolo adotta un approccio più orientato alla “diagnosi e alla soluzione dei problemi”. Tra le carenze individuate da Wang figurano l’assegnazione di compiti insufficientemente specifici, che lasciano troppo spazio alla discrezionalità; un eccessivo affidamento su registri di lavoro e documentazione scritta durante le ispezioni, con una scarsa verifica in loco; e le difficoltà nella condivisione dei risultati delle ispezioni tra i vari dipartimenti. Questi punti evidenziano in realtà l’assenza di un meccanismo specifico per la supervisione dell’attuazione delle politiche. Le pratiche attuali si basano maggiormente sulla presentazione di documentazione ai livelli superiori della gerarchia amministrativa per dimostrare l’avvenuta esecuzione del lavoro, ma rendono difficile verificare se i risultati abbiano effettivamente raggiunto gli obiettivi prefissati. Ciò significa anche che, oltre a svolgere il proprio lavoro, i funzionari locali devono dedicare ulteriore tempo a dimostrare di averlo effettivamente svolto.

I meccanismi di tolleranza potrebbero essere fondamentali

Nonostante l’enfasi sull’attuazione delle politiche, sarebbe eccessivamente semplicistico definirla semplicemente una spinta verso un controllo più rigido. L’articolo di Wang critica esplicitamente anche gli approcci semplicistici alla responsabilità, osservando che i funzionari locali potrebbero optare per l’inazione perché “più fanno, più errori commettono”. Allo stesso modo, il discorso di Xi afferma che lavorare in modo creativo e attuare con fermezza le decisioni centrali “non sono in contrapposizione”.

A mio avviso, Pechino vuole distinguere tra la mancata attuazione di una politica e la sperimentazione che, pur rimanendo fedele agli obiettivi sottostanti, la politica stessa rimane fedele a tali principi. Questo è uno dei cambiamenti che ritengo degni di attenzione, sebbene non sia ancora chiaro come verrà tracciata tale distinzione o quali meccanismi la sosterranno. Tra le possibilità si possono considerare la definizione di circostanze in cui i funzionari sono esentati da responsabilità, la correzione proattiva degli errori come motivo per un trattamento più indulgente, oppure la definizione di confini distinti tra iniziative pilota e sperimentazione.

Cosa guardare

Due questioni meritano particolare attenzione. La prima è se il “miglioramento dei meccanismi di attuazione delle principali decisioni e dei piani del Comitato Centrale del Partito” diventerà un punto all’ordine del giorno a sé stante. Se dovesse comparire come sezione separata, ciò indicherebbe che la dirigenza ha iniziato a considerare l’attuazione delle politiche come una questione istituzionale, piuttosto che meramente disciplinare.

La seconda questione riguarda la possibile revisione del sistema di valutazione delle prestazioni. Se le valutazioni future dovessero basarsi meno sulla documentazione e sui registri di lavoro, e incorporare invece i risultati delle verifiche in loco, i progressi verso gli obiettivi politici e il feedback del pubblico, ciò modificherebbe la struttura degli incentivi per i funzionari locali. Come sostiene Zhou Li’an nel suo articolo, esiste una “trinità impossibile” nella governance. Obiettivi rigidi, regole di attuazione strettamente definite e risorse politiche ed economiche limitate non possono essere raggiunti contemporaneamente. Ciò che mi interessa maggiormente è come si potrebbe trovare un nuovo equilibrio tra questi tre elementi.

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Qui di seguito trovate le versioni in inglese di due articoli che ho tradotto con l’aiuto dell’intelligenza artificiale.

Promuovere la piena e rigorosa autonomia del partito con standard più elevati e misure più concrete.

Autore: Xi Jinping
Pubblicato: 15 ottobre 2026

Il periodo del “15° Piano quinquennale” è un momento cruciale per gettare le basi e compiere uno sforzo concertato verso il raggiungimento sostanziale della modernizzazione socialista. Per trasformare in realtà il progetto elaborato dalla Quarta Sessione Plenaria del XX Comitato Centrale, dobbiamo sostenere e rafforzare la leadership complessiva del Partito, promuovere con perseveranza la piena e rigorosa autogoverno del Partito, rafforzare il senso di missione e lo spirito combattivo di tutto il Partito, consolidare l’unità del Partito, mantenere pure le fila del Partito ed elevare le capacità e il livello di leadership del Partito.

Didascalia: Il 12 gennaio 2026, Xi Jinping, Segretario Generale del Comitato Centrale del PCC, Presidente della Repubblica Popolare Cinese e Presidente della Commissione Militare Centrale, ha pronunciato un importante discorso alla Quinta Sessione Plenaria della XX Commissione Centrale per l’Ispezione Disciplinare del Partito Comunista Cinese. Foto: Xie Huanchi, Agenzia di stampa Xinhua.

I. Attuare con maggiore risolutezza e vigore le principali decisioni e i piani del Comitato Centrale del Partito.

L’attuazione delle principali decisioni e dei piani del Comitato Centrale del Partito è un requisito fondamentale per il mantenimento dell’autorità del Comitato Centrale e di una leadership centralizzata e unificata, nonché un’importante lezione storica per il continuo sviluppo del Partito e della causa popolare. Il Partito Comunista Cinese è nato da ideali e lotte per la sua missione. È stato sotto la forte guida del Comitato Centrale del Partito che generazioni di comunisti, impavidi di fronte alle difficoltà, hanno portato avanti la lotta e condotto con successo il popolo cinese da una società semi-coloniale e semi-feudale a elevarsi, prosperare e diventare forte, aprendo la retta via del socialismo con caratteristiche cinesi. Oggi abbiamo raggiunto una fase critica nel sostanziale raggiungimento della modernizzazione socialista, e il cammino che ci attende ci riserverà certamente grandi prove, tra cui venti impetuosi, onde altissime e persino tempeste furiose.

Finché avremo ideali nel cuore, la nazione nella mente e la missione sulle spalle, potremo guardare al futuro con lungimiranza, rafforzare costantemente la nostra fiducia e la nostra forza, superare ogni difficoltà e unire l’intero Partito e l’intero Paese in un unico obiettivo, affinché le decisioni e i piani principali del Comitato Centrale del Partito siano effettivamente attuati. Dobbiamo conquistare un “Passo di Loushan” e un “Passo di Lazi” dopo l’altro. Tutte le organizzazioni del Partito e tutti i membri e quadri del Partito devono rafforzare il loro senso di responsabilità politica e di missione storica, fare dell’aspirazione fondante del Partito il loro scopo principale e dedicare tutta la loro saggezza e forza al compimento del compito centrale del Partito. I quadri dirigenti a tutti i livelli devono partire dalla missione e dai compiti del Partito e stabilire e mettere in pratica una corretta visione dell’operato. Dovrebbero chiedersi se il loro pensiero e le loro azioni si siano allontanati dall’alto ideale del comunismo e dall’ideale condiviso del socialismo con caratteristiche cinesi, se si siano discostati dallo scopo fondamentale di servire il popolo con tutto il cuore, se si siano allontanati dalla linea, dai principi e dalle politiche del Partito o dalle principali decisioni e dai piani del Comitato Centrale, e se si siano distaccati dalle condizioni nazionali e dalle circostanze reali delle proprie regioni e dipartimenti. Con lo spirito che il successo non deve essere attribuito a se stessi, ma porterà sicuramente la propria impronta, dovrebbero concentrarsi con determinazione sul progresso della modernizzazione in stile cinese.

Il nostro Partito dispone di solidi meccanismi per l’attuazione delle principali decisioni e dei piani del Comitato Centrale, che nel complesso funzionano in modo fluido ed efficace. Allo stesso tempo, le informazioni raccolte attraverso ispezioni, verifiche e attività di supervisione dimostrano la persistenza di problemi, tra cui la mancata attuazione di decisioni e piani importanti, nonché un’attuazione distorta o impropria, e in alcuni ambiti tali problemi sono piuttosto gravi. È necessario chiarire che l’attuazione delle principali decisioni e dei piani del Comitato Centrale è un requisito fondamentale della disciplina politica e delle regole del Partito. Sottolineiamo l’importanza di “sostenere i Due Principi Fondamentali” (两个维护) e di mantenere un elevato grado di coerenza con il Comitato Centrale del Partito. Ciò deve tradursi in azioni concrete, non in slogan vuoti, e non dobbiamo dire una cosa e farne un’altra. Chiunque violi questi requisiti deve essere chiamato a risponderne: criticato dove è dovuto, corretto dove necessario e disciplinato dove la disciplina è giustificata. Non ci devono essere superficialità o ambiguità nella gestione di tali casi. La supervisione politica in questo ambito deve essere rafforzata.

Durante il periodo del 15° Piano quinquennale, i compiti di sviluppo economico e sociale sono estremamente impegnativi. Dobbiamo concentrarci attentamente sulle direttive strategiche del Comitato Centrale, tra cui la promozione di un nuovo paradigma di sviluppo, la diffusione di uno sviluppo di alta qualità e l’accelerazione della costruzione di un nuovo modello di sviluppo. Dobbiamo impegnarci nella costruzione di un moderno sistema industriale, nello sviluppo di nuove forze produttive di qualità in base alle condizioni locali, nella creazione di un mercato nazionale unificato, nell’espansione dell’apertura a standard elevati, nel costante progresso della prosperità comune per tutti, nella prevenzione di un ritorno sistematico alla povertà, nella risoluzione del debito occulto degli enti locali, nel rafforzamento della tutela ambientale e nel bilanciamento tra sviluppo e sicurezza. Dobbiamo rafforzare la supervisione, rendendola specifica, precisa e continua, valorizzando i risultati delle ispezioni, intensificando la supervisione delle azioni correttive e garantendo l’attuazione concreta delle decisioni e dei piani della Quarta Sessione Plenaria del 20° Comitato Centrale. Quest’anno, gli enti locali saranno soggetti a graduali cambiamenti di leadership. Dobbiamo impedire ai funzionari di rimanere inattivi, in attesa e a guardare mentre la transizione si avvicina, e impedire ai funzionari appena insediati di perseguire vantaggi a breve termine o di “cambiare idea” (翻烧饼) dopo il loro insediamento, affinché il piano venga portato a termine. Occorre sottolineare che l’attuazione risoluta e incisiva delle principali decisioni e dei piani del Comitato Centrale non è in contrasto con il lavoro creativo. Ogni attività deve essere fondata sulla realtà e partire dalle condizioni concrete, ed è necessario evitare una rigida imitazione e approcci standardizzati. Pur esercitando una rigorosa supervisione, dobbiamo sostenere e incoraggiare le regioni e i dipartimenti a esplorare metodi e approcci efficaci per l’attuazione delle principali decisioni e dei piani del Comitato Centrale, tenendo conto delle proprie condizioni, in modo che i risultati finali siano coerenti con le intenzioni del Comitato Centrale e con lo scopo originario delle politiche.

L’attuazione delle principali decisioni e dei piani del Comitato Centrale dipende in ultima analisi dalle persone. Dobbiamo vigilare contro le “persone a due facce” (两面人), che nutrono doppi intenti e dicono una cosa e ne fanno un’altra. Queste persone assumono molte forme. Alcune proclamano costantemente lealtà politica e i “Due Sostegni”, reagendo rapidamente e rumorosamente alle decisioni del Comitato Centrale, ma in pratica si dedicano all’inganno, fanno ciò che vogliono, ignorano gli ordini e non rispettano i divieti, commettendo quelle che sono note come le “sette cose che fanno per sé” (七个有之). Altre abbracciano il liberalismo nel loro pensiero e antepongono l’individualismo a tutto il resto, accettando il socialismo della nuova era con caratteristiche cinesi solo quando fa loro comodo e rifiutandolo quando non lo fa. Altre ancora si dedicano all’opportunismo politico, adulando e ingraziandosi gli altri, seguendo il vento e muovendosi ovunque si trovino i loro interessi, sempre pronte a “abbandonare la nave”. Altri praticano il fazionalismo nelle questioni organizzative, formando cricche, escludendo i dissidenti e usando nomi collettivi per servire interessi di piccoli gruppi. Altri praticano il dipartimentalismo nel loro lavoro, proteggendo solo il proprio “piccolo appezzamento di terra” e sacrificando il tutto per la parte e il lungo termine per il breve termine. Altri ancora praticano una forma fuorviante di “buonismo” nello svolgimento dei loro doveri, omettendo di fermare o correggere i problemi che scoprono e lasciandoli diffondere, affermando che ciò preserva l’unità mentre in realtà evitano le responsabilità. Tutti questi comportamenti violano i principi del Partito, ostacolano seriamente l’attuazione delle principali decisioni e dei piani del Comitato Centrale e causano enormi danni alla causa e all’immagine del Partito. Devono essere smascherati con coraggio ed eliminati con decisione. Durante le transizioni di leadership, dobbiamo essere particolarmente vigili, promuovere quadri validi, genuinamente leali, affidabili, onesti e responsabili e non permettere mai che “persone a due facce” o coloro che antepongono gli interessi personali si infiltrino.

II. Utilizzare le istituzioni per limitare il potere in modo più scientifico ed efficace

Confinare il potere all’interno di un sistema di vincoli istituzionali è un compito importante per un’autogoverno del Partito pieno e rigoroso nella nuova era. Dopo il XVIII Congresso Nazionale del Partito, il primo importante regolamento interno al Partito che abbiamo formulato è stato il Regolamento Centrale in Otto Punti (中央八项规定). Abbiamo iniziato con questo perché molti problemi associati ai “Quattro Stili di Lavoro Indesiderabili” (四风) appaiono in superficie come distacco dalle masse e indulgenza nel lusso, ma nella loro essenza implicano la formazione di cricche per profitto personale e collusione per mutuo vantaggio, occultando scambi di potere con potere, potere con denaro e potere con favori sessuali, che danneggiavano gravemente l’immagine del Partito agli occhi del popolo. Siamo partiti dalle questioni a cui le masse hanno reagito più forte, abbiamo stabilito regole ferree e imposto vincoli rigorosi, siamo rimasti fermi sui nostri obiettivi e non abbiamo mai allentato la presa, e abbiamo usato lo spirito di perseveranza per attuarli. Ciò ha fermato molte tendenze malsane che prima si ritenevano impossibili da arrestare e ha eliminato alcuni mali profondamente radicati che persistevano da anni. Ha posto fine al caos in cui “centinaia di documenti non riuscivano a tenere a freno una sola bocca” e, attraverso l’esempio di “spostare il palo di legno per costruire la fiducia”, ha portato a una completa trasformazione della condotta del Partito e dello stile di governo, generando una potente energia positiva per il Partito e lo sviluppo del Paese. La campagna di apprendimento e formazione condotta in tutto il Partito lo scorso anno ha ulteriormente unificato il pensiero, approfondito la comprensione, sintetizzato l’esperienza e migliorato le misure, dimostrando la nostra ferma determinazione a portare a termine il Regolamento Centrale in Otto Punti. Non ci sono scorciatoie per attuare lo spirito del Regolamento Centrale in Otto Punti. La chiave sta in due parole: “costanza” (常) e “lungo termine” (长). Senza un’attenzione costante, si verificano ricadute; senza un impegno a lungo termine, la conformità consapevole non può radicarsi. Dobbiamo consolidare ed estendere i risultati della campagna di approfondimento e formazione sul Regolamento centrale in otto punti, migliorare costantemente i meccanismi per l’individuazione e la risoluzione periodica dei problemi e rendere il miglioramento delle modalità di lavoro una prassi consolidata e duratura.

Didascalia: Dal 25 al 26 dicembre 2025, il Politburo del Comitato Centrale del PCC ha tenuto una riunione sulla vita democratica. Xi Jinping, Segretario Generale del Comitato Centrale del PCC, ha presieduto la riunione e ha pronunciato un importante discorso. Foto: Xie Huanchi, Agenzia di stampa Xinhua.

La pratica di attuare scrupolosamente gli Otto Punti del Regolamento Centrale dimostra che, per contenere il potere all’interno di un sistema di vincoli istituzionali, dobbiamo sia perfezionare le regole, tessendo una gabbia più solida e robusta, sia migliorarne l’applicazione, rafforzando i vincoli esistenti. Dal XVIII Congresso Nazionale, il Comitato Centrale del Partito ha attribuito grande importanza allo sviluppo di leggi e istituzioni. Il numero di regolamenti formulati e rivisti è senza precedenti e si è delineato un sistema relativamente completo di leggi e regolamenti del Partito. Allo stesso tempo, dobbiamo riconoscere che alcune regole sono eccessivamente generiche, mancano di disposizioni mirate e operative, non presentano uno stretto coordinamento tra i diversi regolamenti e lasciano lacune e scappatoie, e che lo sviluppo istituzionale per i nuovi settori, i nuovi modelli di business e i nuovi gruppi è in ritardo. Dobbiamo continuare a migliorare le leggi e i regolamenti del Partito, rafforzare l’apporto istituzionale in base alle reali esigenze di costruzione e governo del Partito, stabilire rapidamente norme laddove manchino e rivedere e integrare prontamente quelle incomplete o obsolete, in modo che il sistema sia completo ma non farraginoso, efficace e pratico, ed evitare il problema di “usare un recinto per il bestiame per tenere un gatto” (牛栏关猫).

Nel corso degli anni, abbiamo adottato una serie di misure per far rispettare leggi e regolamenti, ma i problemi persistono laddove le norme istituzionali esistono solo sulla carta e, in alcuni casi, l’applicazione si indebolisce a ogni livello successivo, dando vita a “una gabbia di carta che non può contenere una tigre” (纸笼禁虎). Quando le regole esplicite non vengono rispettate, le regole non scritte inevitabilmente prosperano. Quando le regole non scritte dominano, quelle esplicite diventano mera decorazione. Perché ci sono così tanti intermediari politici e ciarlatani attivi nella società? Perché le regole non scritte rendono inefficaci leggi e regolamenti e creano un effetto “finestre rotte”. Alcuni quadri si affidano alle reti personali piuttosto che ai canali organizzativi e alcune persone si fidano delle conoscenze personali piuttosto che della disciplina di partito e della legge. Se ciò continua, “il denaro sporco scaccia quello buono” e “una nota personale ha più peso di un sigillo ufficiale”, il che eroderà inevitabilmente l’ecosistema politico e alimenterà corruzione e disordine. Per arginare le regole non scritte, la chiave è rafforzare l’applicazione delle regole esplicite. Dobbiamo rafforzare la divulgazione e la conoscenza delle leggi e dei regolamenti, guidando i membri e i quadri del Partito a comprendere la disciplina e la legge, a conoscere le regole esplicite e a rispettarle con timore reverenziale, riconoscendo che leggi e regolamenti sono al contempo una “fascia per capelli” (紧箍咒) e un “talismano protettivo” (护身符). Dobbiamo ulteriormente accrescere la trasparenza degli affari di Partito e di governo, garantire che il potere operi alla luce del sole e privare le regole non scritte del loro mercato. Dobbiamo sostenere il principio che tutti sono uguali di fronte alle leggi e ai regolamenti, che il rispetto non è soggetto a privilegi e che l’applicazione non ammette eccezioni. Dobbiamo punire severamente coloro che “passano con il semaforo rosso” o “scavalcano le recinzioni” e ritenere responsabili coloro che hanno responsabilità di leadership, affinché le regole istituzionali diventino davvero fili elettrici ad alta tensione che nessuno osa toccare.

L’efficacia dell’attuazione istituzionale in una regione o in un dipartimento dipende in larga misura dal suo “responsabile principale” (一把手). Per contenere il potere entro i limiti istituzionali, dobbiamo concentrarci sul garantire che il “responsabile principale” assuma un ruolo guida nell’attuazione delle regole. Le opinioni del Comitato Centrale del Partito sul rafforzamento della supervisione dei “responsabili principali” e dei team di leadership stabiliscono requisiti chiari per l’attuazione del centralismo democratico e per il miglioramento della supervisione dei processi decisionali “tre principali e uno importante” (三重一大). I membri dei team di leadership a tutti i livelli, in particolare i “responsabili principali”, devono dare l’esempio, assumere un ruolo guida nell’attuazione rigorosa delle regole e garantire che anche la relativa supervisione sia efficace.

III. Portare avanti la lotta alla corruzione in modo più chiaro e risoluto

Dal XVIII Congresso Nazionale, il nostro Partito ha approfondito l’autorivoluzione, si è opposto con fermezza alla corruzione e ha tracciato con successo un percorso cinese di lotta alla corruzione sotto la guida centralizzata e unificata del Comitato Centrale del Partito. Questo percorso combina l’affrontare sia i sintomi che le cause profonde e procede in modo integrato per rendere i quadri “incapaci, non disposti e non osanti” essere corrotti. Questo percorso deve continuare ad essere seguito con risolutezza.

Attualmente, la corruzione continua a manifestarsi e a ripresentarsi. I fatti dimostrano ancora una volta che il giudizio del Comitato Centrale del Partito, secondo cui “la lotta alla corruzione rimane dura e complessa, e il compito di eliminare i terreni fertili e le condizioni che la alimentano rimane arduo e gravoso”, è pienamente corretto. La lotta alla corruzione è un processo senza fine e un compito continuo. Dobbiamo portarla avanti con lo spirito del Vecchio Folle che spostò le montagne e con lo spirito di Jingwei che riempì il mare, e perseverare fino alla fine. I fatti ci ricordano anche che la corruzione è il rischio maggiore, la minaccia maggiore e la sfida più grande che il nostro Partito si trova ad affrontare, un ostacolo e una pietra d’inciampo sul cammino dello sviluppo nazionale. Se le si permette di diffondersi senza controllo, inevitabilmente comprometterà il contesto di sviluppo economico, innescherà diversi rischi e scuoterà le fondamenta del governo del Partito. L’esperienza ci ha anche insegnato che la lotta alla corruzione è una battaglia fondamentale che non possiamo permetterci di perdere e che non dobbiamo mai perdere, una battaglia che non può fermarsi un attimo né indietreggiare di un solo passo. Come recita la poesia, “Mentre le navi affondate vengono superate da mille vele, gli alberi malati che si trovano davanti sono accolti da diecimila fioriture primaverili”; gli alberi malati devono essere sradicati e abbattuti dove necessario. Dobbiamo “incalzare il nemico in fuga finché abbiamo ancora forze da spendere”, mantenere la calma strategica e la resilienza in combattimento, continuare a sradicare la corruzione in modo completo e arrivare alla radice del problema. Non importa quanto grande sia la resistenza o il costo, dobbiamo portare avanti la lotta contro la corruzione fino alla fine. Indipendentemente da chi sia, dalla sua posizione o dai suoi contributi passati, chiunque si macchi di corruzione non sarà risparmiato!

Dobbiamo mantenere una posizione di costante e forte pressione. Dobbiamo attenerci al principio che ovunque esista la corruzione, essa deve essere contrastata; ovunque si trovi la corruzione, essa deve essere estirpata; e il male deve essere completamente eliminato, in modo che gli elementi corrotti non abbiano dove nascondersi. Dobbiamo concentrarci sulle aree in cui il potere è concentrato, il capitale è denso e le risorse sono abbondanti, vigilando attentamente sulla collusione tra governo e imprese, sulla protezione del capitale da parte del potere e sull’infiltrazione del capitale nella politica. Dobbiamo intensificare le indagini sulla corruzione tra i “primi incarichi” e i giovani quadri, e rimuovere con fermezza gli individui corrotti che non si ravvedono e persistono nelle loro malefatte. Dobbiamo punire con risolutezza coloro che offrono tangenti e che violano consapevolmente la legge o che commettono reati ripetutamente. Dobbiamo scavare a fondo per scoprire nuove e nascoste forme di corruzione, inclusi i benefici attesi, gli accordi per partecipazioni azionarie nominali e il fenomeno delle “porte girevoli” tra governo e imprese. Dobbiamo intensificare ulteriormente le campagne centralizzate contro le tendenze malsane e la corruzione a livello locale, e rafforzare la governance della corruzione transfrontaliera e gli sforzi per perseguire i latitanti e recuperare i beni rubati. Le località e i dipartimenti in cui si sono verificati importanti casi di corruzione devono eliminare completamente le tracce residue e rimuovere del tutto le fonti di contaminazione.

Dobbiamo rafforzare costantemente la capacità di penetrazione della lotta alla corruzione. Dobbiamo cogliere le nuove tendenze e caratteristiche della corruzione, innovare i nostri metodi e individuare, identificare con precisione e contrastare efficacemente le varie forme di corruzione con maggiore tempestività. Dobbiamo approfondire l’indagine e la gestione congiunta dei problemi legati allo “stile” e alla corruzione, andando oltre la superficie dello “stile” per smascherare l’essenza della corruzione. Dobbiamo indagare a fondo sulla pratica di utilizzare gli affari per sostenere i funzionari, i funzionari per proteggere gli affari e la collusione tra funzionari e imprenditori, che si cela dietro l’inazione e le azioni arbitrarie. Dobbiamo inoltre indagare a fondo sulle richieste di favori e sui trasferimenti di interessi che si celano dietro un’ospitalità impropria e punire severamente coloro che si associano a intermediari politici e ciarlatani della politica. Dobbiamo rafforzare il potenziale della tecnologia e fare un maggiore uso dei big data e di altri strumenti per migliorare l’efficienza della supervisione, del controllo disciplinare e dell’applicazione della legge. Naturalmente, l’uso delle nuove tecnologie deve essere regolato da rigorose norme etiche e di sicurezza dei dati e deve essere attuato nel rigoroso rispetto delle regole, della disciplina e della legge del Partito. Dobbiamo migliorare i meccanismi di attuazione delle responsabilità in materia di lotta alla corruzione. I comitati di partito (gruppi di partito) a tutti i livelli devono assumersi con fermezza la loro principale responsabilità, e i segretari di partito devono adempiere al loro ruolo di primi responsabili. Devono assumere posizioni ferme e chiare, guidare le parti interessate nell’assunzione piena delle proprie responsabilità e non considerare la lotta alla corruzione come una mera questione di competenza delle commissioni disciplinari, di controllo e di vigilanza. Devono conoscere a fondo le proprie responsabilità, assumersele e portarle a termine.

Didascalia: Il 15 luglio 2026, Xi Jinping, Segretario Generale del Comitato Centrale del PCC, Presidente della Repubblica Popolare Cinese e Presidente della Commissione Militare Centrale, ha visitato Shanghai. Questa foto mostra Xi mentre conversa cordialmente con i rappresentanti dei residenti, i quadri di sottodistretto e gli operatori comunitari presso il centro servizi del Partito per le masse nel quartiere residenziale di Shimin Xincun, nel distretto di Banshengyuan Road, distretto di Huangpu, durante la sua visita. Foto: Xie Huanchi, Agenzia di stampa Xinhua.

Dobbiamo impegnarci maggiormente per promuovere un approccio integrato dall’alto verso il basso. La promozione integrata di un approccio che mira a contrastare la corruzione in modo totale, senza ostacoli, riluttanza o osare corrompere, risiede proprio nella parola “integrato”, ed è difficile proprio perché è integrato. Dobbiamo rafforzare il pensiero sistemico e agire simultaneamente, nella stessa direzione e in modo completo. In pratica, potremmo dare priorità diverse alle varie fasi, ma non dobbiamo separarle o trascurarle, e dobbiamo impedire che un pensiero basato su fasi o collegamenti comprometta l’efficacia degli sforzi anticorruzione. Dobbiamo ulteriormente migliorare il meccanismo di lavoro anticorruzione e garantire il coordinamento nell’assegnazione dei compiti, nell’allocazione delle risorse, nell’avanzamento del lavoro e nella valutazione delle prestazioni. Dobbiamo collegare la supervisione quotidiana dell’organizzazione del Partito, l’ispezione e la supervisione disciplinare, e la supervisione attraverso visite ispettive, audit, petizioni e opinione pubblica, sfruttando appieno la “lampada senza ombra” (无影灯) della supervisione globale e il “bisturi” (手术刀) della gestione energica dei casi, e promuovere una governance integrata attraverso il coordinamento lungo tutta la catena. Dobbiamo concentrarci sull’apprendimento dai casi per promuovere la riforma e la governance, analizzando le cause della corruzione, identificando le lacune gestionali e utilizzando i casi emblematici come monito e formazione, in modo che i vecchi problemi non si ripresentino e nessun costo sia pagato invano. Dobbiamo selezionare e nominare i quadri secondo gli standard per i buoni quadri della nuova era, costruire relazioni sane e positive tra i compagni di Partito e rapporti puliti e stretti tra governo e imprese, e purificare continuamente l’ecosistema politico. Dobbiamo rafforzare lo sviluppo di una nuova cultura anticorruzione, migliorare la rilevanza e l’efficacia dell’educazione all’integrità e creare con vigore un ambiente sociale che valorizzi l’integrità, respinga la corruzione e promuova la frugalità opponendosi allo spreco.

Gli organi di ispezione e supervisione disciplinare hanno una grande responsabilità e una nobile missione nel promuovere la piena e rigorosa autogoverno del Partito. Essi devono sempre ricordare qual è il loro compito, sostenere con fermezza l’unità del Partito e salvaguardare con risolutezza la sua natura avanzata e la sua purezza. Dobbiamo continuare a rafforzare la standardizzazione, il fondamento giuridico e la formalizzazione del lavoro di ispezione e supervisione disciplinare, e migliorare costantemente la qualità e l’efficienza della supervisione, dell’applicazione della disciplina e dell’applicazione della legge. Dobbiamo rimanere fermi sul principio di rivolgere la lama verso l’interno ed eliminare con risolutezza i “cavalli che danneggiano il gregge”. Dobbiamo continuare a rafforzare la formazione di squadre secondo i requisiti di solidità politica, competenza professionale, buona condotta e integrità, e forgiare una “squadra d’acciaio” di personale addetto all’ispezione e alla supervisione disciplinare che sia leale, integro, responsabile, coraggioso e abile nella lotta.

Nota: Questa è la parte principale del discorso del Segretario Generale Xi Jinping alla Quinta Sessione Plenaria della XX Commissione Centrale per l’Ispezione Disciplinare del 12 gennaio 2026.

Migliorare i meccanismi di attuazione delle principali decisioni e dei piani del Comitato Centrale del Partito.

Wang Xipeng

“Durante gli anni di guerra, il Comitato Centrale del Partito e il Presidente Mao comandavano l’intero Partito e l’esercito tramite telegrafo. Il ‘dit-da, dit-da’ del telegrafo era la voce del Comitato Centrale del Partito e del Presidente Mao, e l’intero Partito e l’esercito obbedivano incondizionatamente.” In una conferenza sulla costruzione del Partito negli organi centrali e statali, il Segretario Generale Xi Jinping ha guidato i membri e i quadri del Partito a comprendere, attraverso il suono del “dit-da, dit-da”, che il Comitato Centrale del Partito deve avere un’autorità suprema e le cui decisioni sono definitive. Ha dichiarato con fermezza: “Se gli ordini emessi dal Comitato Centrale del Partito non vengono ascoltati, se gli ordini non vengono obbediti e i divieti non vengono rispettati, allora di cosa si può parlare nel sostenere l’autorità del Comitato Centrale del Partito e la sua leadership centralizzata e unificata!” Alla Quinta Sessione Plenaria della XX Commissione Centrale per l’Ispezione Disciplinare, il Segretario Generale ha ribadito un requisito chiaro: “Sottolineiamo i ‘Due Principi Fondamentali’ e il mantenimento di un elevato grado di coerenza con il Comitato Centrale del Partito. Ciò deve tradursi in azioni concrete nell’attuazione delle principali decisioni e dei piani del Comitato Centrale del Partito. Non dobbiamo gridare slogan vuoti e, soprattutto, non dobbiamo dire una cosa e farne un’altra”. Sostenere l’autorità del Comitato Centrale del Partito e la sua leadership centralizzata e unificata significa sostenere il suo sistema di leadership, le sue procedure e le sue regole, così come le sue decisioni, i suoi piani e le sue modalità di lavoro. L’attuazione delle principali decisioni e dei piani del Comitato Centrale del Partito è un requisito fondamentale della disciplina politica e delle regole politiche del Partito. Indipendentemente dalla complessità dei compiti di una regione o di un dipartimento, la loro responsabilità primaria è quella di attuare efficacemente le principali decisioni e i piani del Comitato Centrale del Partito. Indipendentemente dalla varietà di ruoli e mansioni dei membri e dei quadri del Partito, la loro responsabilità condivisa è quella di attuare efficacemente tali decisioni e piani.

L’attuazione delle principali decisioni e dei piani del Comitato Centrale del Partito dipende sia dalla consapevolezza politica che dalle garanzie istituzionali. Dal XVIII Congresso Nazionale del Partito, il Comitato Centrale, con il compagno Xi Jinping al suo centro, ha istituito e perfezionato le istituzioni e i meccanismi per l’attuazione delle sue principali decisioni e dei suoi piani. Ha rafforzato la responsabilità politica di tutte le regioni e i dipartimenti per l’attuazione e ha costruito un sistema completo di meccanismi di lavoro che comprende l’assegnazione dei compiti, la supervisione dell’attuazione, la rendicontazione periodica, l’ispezione e la diffusione dei risultati, il monitoraggio dei risultati, la supervisione e la rendicontazione. Ciò ha garantito efficacemente che gli ordini del Comitato Centrale vengano eseguiti senza intoppi e che le sue direttive siano rispettate.

Innanzitutto, il sistema di leadership è stato continuamente rafforzato e migliorato. Il Politburo del Comitato Centrale ha adottato disposizioni per rafforzare e sostenere la leadership centralizzata e unificata del Comitato Centrale e si fa promotore dell’attuazione delle decisioni e dei piani più importanti, considerandola una responsabilità politica fondamentale. Gli organi centrali di decisione e coordinamento svolgono un ruolo nella definizione di alto livello, nel coordinamento generale, nello sviluppo integrato e nella supervisione dell’attuazione dei compiti principali.

In secondo luogo, si è delineata una divisione delle responsabilità. Sotto la guida centralizzata e unificata del Comitato Centrale, i comitati di partito (gruppi di partito) a tutti i livelli allineano il loro lavoro agli standard richiesti. I dipartimenti funzionali si suddividono il lavoro. Gli organi di controllo verificano i risultati. Gli organi di controllo disciplinare svolgono la supervisione politica. Le unità di base attuano le politiche in modo creativo. Insieme, ripuliscono ogni “capillaro” dell’attuazione.

In terzo luogo, i meccanismi di lavoro sono diventati più pratici ed efficaci. Basandosi sul sistema organizzativo del Partito, dagli organi centrali e statali fino alle prime linee di base, la responsabilità è stratificata e trasferita gradualmente, formando un potente sforzo nazionale “a scacchiera unica”. I comitati di Partito (gruppi di Partito) a tutti i livelli considerano l’attuazione delle principali decisioni e dei piani del Comitato Centrale come la loro responsabilità primaria. Applicano coscienziosamente il sistema “primo punto all’ordine del giorno”, suddividono i compiti punto per punto, assegnano una chiara divisione del lavoro, tengono registri delle attività e adottano una gestione basata su liste e un avanzamento di carriera basato su progetti.

In quarto luogo, il quadro istituzionale è diventato più sistematico e completo. Il Comitato Centrale ha formulato e rivisto i regolamenti del Partito, tra cui il Regolamento di funzionamento del Comitato Centrale, il Regolamento di funzionamento dei Comitati Locali del Partito e il Regolamento di funzionamento dei Gruppi di Partito. Questi regolamenti pongono l’attuazione delle principali decisioni e dei piani del Comitato Centrale al primo posto tra i doveri degli organi del Partito e di governo e la prima funzione elencata nei regolamenti che determinano le funzioni, la struttura e il personale (i “tre regolamenti”). Il Comitato Centrale ha inoltre formulato e rivisto i regolamenti sulla supervisione interna al Partito, le ispezioni, la responsabilità e le sanzioni disciplinari, stabilendo così rigorosi requisiti di disciplina politica.

In quinto luogo, la responsabilità dell’attuazione è stata rigorosamente applicata. Il Partito ha rafforzato la formazione alla lealtà e alla disciplina politica, ha incoraggiato i membri e i quadri del Partito, in particolare i quadri dirigenti, a stabilire e praticare una corretta visione delle prestazioni e ha indagato seriamente e sanzionato il formalismo e la burocrazia. Ha istituito meccanismi di monitoraggio e feedback, ha studiato e pubblicato tempestivamente politiche di supporto e norme di attuazione dettagliate, ha rafforzato la supervisione politica e intensificato i viaggi di ispezione politica, garantendo unità di pensiero e coerenza di azione in tutto il Partito.

Al momento, il quadro generale è chiaro. Le istituzioni e i meccanismi per l’attuazione delle principali decisioni e dei piani del Comitato Centrale continuano a migliorare, e le regioni e i dipartimenti si dimostrano risoluti ed energici nell’applicarli. Tuttavia, se confrontati con l’esigenza politica di “non trascurare nulla nell’attuazione” e con lo standard disciplinare di “obbedienza agli ordini e rispetto dei divieti”, alcune località e dipartimenti presentano ancora carenze e colli di bottiglia che non possono essere ignorati. Nella suddivisione dei compiti per l’attuazione, a fronte di interventi interministeriali e complessi, alcune località e dipartimenti hanno divisioni dei compiti non sufficientemente specifiche e chiare, lasciando troppo spazio a interpretazioni discrezionali. Ciò fa sì che l’attuazione effettiva si discosti dall’intento originario del Comitato Centrale e incide direttamente sulla profondità e sull’efficacia dell’attuazione delle politiche. In termini di coordinamento, i meccanismi di coordinamento interministeriale a livello centrale sono piuttosto consolidati, ma in alcune località i corrispondenti meccanismi di coordinamento rimangono deboli e il problema dello scaricabarile e dell’ostruzionismo tra i dipartimenti non è stato eliminato, creando reali colli di bottiglia nel lavoro. Nell’ambito della supervisione e dell’ispezione, il lavoro degli organi ispettivi a livello centrale e provinciale è generalmente standardizzato, ma l’attività di supervisione a livello comunale e di contea presenta ancora delle lacune. Alcune attività ispettive si basano eccessivamente su registri e documenti scritti, con verifiche in loco e orientamenti sul campo insufficienti. Tra i dipartimenti generali del Partito, i dipartimenti funzionali e gli enti di supervisione specializzati, non sono stati ancora pienamente definiti meccanismi per ispezioni collegate e condivisione dei risultati. Nel riferire questioni importanti ai superiori per ottenere istruzioni, alcune relazioni non sono tempestive o precise. Persistono la tendenza a riportare buone notizie omettendo quelle cattive, ad agire prima e riferire dopo, e a eludere questioni chiave. Alcuni si concentrano sulla comunicazione dei risultati trascurando il processo, altri presentano richieste a più organi, altri ancora ripetono le relazioni su una singola questione e altri ancora sostituiscono le richieste di istruzioni con le relazioni. Nell’ambito dell’accertamento delle responsabilità, alcune interpretazioni sono generalizzate e semplicistiche. In alcuni casi si tende a “ritenere responsabili i livelli inferiori e non quelli superiori”, scaricando la colpa sui membri e sui quadri del Partito a livello di base. Altri applicano sanzioni disciplinari in modo semplicistico, senza analizzare attentamente la natura del problema o il danno effettivo causato. Ciò smorza l’entusiasmo, l’iniziativa e la creatività dei quadri e incoraggia una mentalità passiva del tipo “più fai, più errori commetti; meno fai, meno errori commetti; se non fai nulla, non commetti errori”. Questi sono vincoli che influenzano la possibilità che le principali decisioni e i piani del Comitato Centrale attecchiscano e producano risultati.

Il sistema di richiesta di istruzioni e di rendicontazione è un’importante disciplina politica, organizzativa e lavorativa del nostro Partito. Fin dal XVIII Congresso Nazionale, il Comitato Centrale, con il compagno Xi Jinping al suo centro, ha attribuito grande importanza a questo lavoro. Ha formulato e emanato una serie di regolamenti del Partito che impongono a tutte le regioni e i dipartimenti di segnalare tempestivamente al Comitato Centrale del Partito le decisioni più importanti, le questioni più rilevanti e le situazioni importanti, indirizzando così questo lavoro verso percorsi istituzionali, standardizzati e scientifici. Didascalia: Regolamento del Partito Comunista Cinese sulla segnalazione di questioni importanti per ottenere istruzioni, entrato in vigore il 31 gennaio 2019. Foto: Sun Tong, grafica.

Durante il periodo del 15° Piano quinquennale, la Cina si trova ad affrontare un contesto interno ed esterno più complesso, e i compiti di riforma, sviluppo e stabilità sono estremamente impegnativi. Che si tratti di raggiungere traguardi rivoluzionari nell’innovazione tecnologica per superare i problemi più critici, di promuovere uno sviluppo regionale coordinato, di perseguire una trasformazione verde e a basse emissioni di carbonio, o di garantire e migliorare il tenore di vita delle persone e di prevenire e disinnescare i rischi maggiori, nessuno di questi obiettivi sarà facile. Dobbiamo condurre l’intero processo di sviluppo sotto la guida globale del Partito e la guida centralizzata e unificata del Comitato Centrale, e utilizzare un solido sistema istituzionale per trasformare il piano strategico in risultati concreti. La Quarta Sessione Plenaria del 20° Comitato Centrale ha sottolineato la necessità di migliorare i meccanismi di attuazione delle principali decisioni e dei piani del Comitato Centrale del Partito, per garantire che fluiscano senza intoppi dall’alto verso il basso e vengano attuati con forza. Le principali decisioni e i piani del Comitato Centrale sono ancorati agli obiettivi di sviluppo della modernizzazione in stile cinese e riguardano il quadro generale dello sviluppo e gli interessi fondamentali del popolo. Affinché ogni compito si radichi e produca risultati dipende dalla piena attuazione e dal coordinamento preciso ed efficiente da parte delle regioni e dei dipartimenti. Le organizzazioni del Partito a tutti i livelli e le ampie fila dei membri e dei quadri del Partito