La storica vittoria dell’AfD provoca un’ondata di “sconcerto” nell’establishment tedesco, di Simplicius
La storica vittoria dell’AfD provoca un’ondata di “sconcerto” nell’establishment tedesco
| Simplicius 8 settembre |
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Ieri sera il partito tedesco AfD, spesso oggetto di critiche, ha ottenuto una vittoria schiacciante e storica. Molti stanno già minimizzando l’importanza di questa vittoria, dato che la Sassonia-Anhalt è tecnicamente uno degli Stati più piccoli e meno influenti della Germania. Ma c’è molto di più dei semplici numeri, poiché questa vittoria segna una svolta non solo nella politica tedesca ma anche in quella europea e consolida il graduale declino della classe dirigente globalista che da decenni cerca disperatamente di impedire ai movimenti populisti di arrivare al potere, in particolare utilizzando il “Brandmauer” o “firewall” per reprimere la cosiddetta estrema destra.
La distruzione di questo firewall rappresenta un evento storico, anche se dovesse avvenire per mano di uno Stato apparentemente così insignificante.
Naturalmente, ci sono anche altre critiche. L’AfD è vista da molti come una sorta di cavallo di Troia, un partito tedesco “MAGA” guidato da una donna lesbica, Alice Weidel. Ciononostante, rappresenta una notevole perdita di potere per le élite e una svolta che abbatte una sorta di barriera psicologica, il che non farà altro che dare slancio ad altri partiti anti-establishment, di “estrema destra” o populisti in tutta Europa.
Un altro effetto secondario della vittoria è che ha costretto l’establishment tedesco al potere a riconsiderare le proprie politiche più impopolari, come quelle in materia di immigrazione, per adeguarsi a un contesto in netto mutamento.
Merz ha espresso il proprio “profondo sconcerto” per il risultato elettorale, prevedendo che esso avrà ripercussioni significative sulla Germania nel suo complesso:

L’AfD, tuttavia, è rimasta a soli tre seggi dalla “maggioranza assoluta” che le avrebbe consentito di governare lo Stato da sola. Alcuni commentatori hanno segnalato alcune gravi “anomalie” relative al confronto tra voti per corrispondenza e voti espressi di persona. Proprio come nelle elezioni americane del 2020, caratterizzate da gravi irregolarità, tutti i partiti tranne l’AfD sarebbero stati accusati di aver ottenuto un numero sproporzionato di voti per corrispondenza:

Forse qualcuno potrebbe obiettare che i sostenitori dell’AfD sono più “all’antica” e preferiscono votare di persona, come ha suggerito un utente:
Si può spiegare gran parte di tutto questo senza ricorrere a espedienti.
L’AfD invita i propri elettori a recarsi alle urne. Gli elettori per corrispondenza sono più anziani, più urbani, con un livello di istruzione più elevato. L’ondata del 2026 è stata costituita da ex astenuti ed ex elettori della CDU che votavano solo il giorno delle elezioni.
Questo continua a minare la fiducia. Si ottengono due schede elettorali valide, due Germanie, un unico risultato.
Ma questo può davvero spiegare tali disparità, come si vede in questo grafico?

Certo, questo tipo di partiti populisti e anti-establishment spesso criticano il voto per corrispondenza e invitano espressamente i propri sostenitori a recarsi alle urne di persona. Tuttavia, ciò non può che suscitare grande stupore, soprattutto quando le disparità sono così evidenti e sbilanciate proprio in una direzione “prevedibile”, come sembra sempre accadere.
La vittoria dell’AfD segna un’altra importante pietra miliare: il fatto che il partito al governo scenda per la prima volta sotto il 20% a livello nazionale, il che mette in prospettiva le dimensioni cosiddette “irrilevanti” della Sassonia-Anhalt e indica un cambiamento più ampio che sta investendo la Germania:

Una delle ragioni, ovviamente, è legata alla diffusa insoddisfazione della popolazione nei confronti del governo federale, come emerge da sondaggi come quello riportato di seguito, che mostra un’insoddisfazione pari all’88%:

Nel frattempo, l’AfD ha registrato un’impennata di consensi in molti altri Länder:

L’establishment è in preda al panico morale, con i media mainstream che sfoderano le solite tattiche allarmistiche sull’ascesa della cosiddetta “estrema destra”, una definizione ritenuta pretestuosa dalla maggior parte delle persone quando si parla dell’AfD:

L’articolo sopra riportato sottolinea che i partiti di estrema destra stanno iniziando a dominare in tutta Europa e che la formazione di coalizioni e le tattiche volte a creare barriere artificiali non funzionano più come un tempo
Sebbene la Sassonia-Anhalt, e la Germania orientale in generale, rappresentino un caso estremo, esse riflettono tendenze simili nel resto dell’Europa. I partiti di estrema destra stanno acquisendo sempre più forza, mentre i vecchi partiti dominanti sono decimati e i sistemi partitici frammentati. Di conseguenza, la formazione di coalizioni sta diventando sempre più complicata, in particolare se si vuole tenere l’estrema destra lontana dal potere. In molti paesi, province e città, la maggior parte dei partiti democratici è costretta a governare insieme per escludere l’estrema destra. Ciò porta spesso a coalizioni inefficienti e instabili, che a loro volta alimentano un’ulteriore insoddisfazione politica e il sostegno all’estrema destra.
Egli sottolinea un punto importante già menzionato da altri esperti: la vittoria dell’AfD costringerà i partiti al governo a un continuo indebolimento, poiché non avranno altra scelta che allearsi tra loro, finendo così per fare proprie le politiche peggiori e più impopolari degli altri.
Come ha giustamente sottolineato il seguente commentatore:

Nota di:
I risultati elettorali in Germania sono perfetti.
Se la CDU vuole impedire all’AfD di arrivare al potere, dovrà formare una coalizione con TUTTI gli altri partiti, compresi i comunisti di estrema sinistra.
Ora sarà ancora più evidente a tutti che esiste una sola vera scelta: la riemigrazione o la sostituzione.
I partiti di centro-destra (come la CDU) sono ora costretti a dimostrare a tutti di far parte dello schieramento della sostituzione insieme ai globalisti e ai comunisti.
Per noi era ovvio fin dall’inizio, ma non bisogna mai sottovalutare fino a che punto le masse siano state indottrinate e accecate. Per molti di loro, questa sarà una rivelazione.
Il centro-destra firmerà ora la propria condanna a morte schierandosi con l’estrema sinistra, oppure si frammenterà e verrà assorbito dall’estrema destra.
Ma nonostante sia una veemente apologia dell’euro-liberalismo dell’establishment, che ci è ostile, l’articolo solleva in realtà alcuni punti validi. In particolare, il fatto che la gente abbia iniziato ad allontanarsi dai partiti della classe dirigente perché i loro leader politici hanno esaurito le idee valide per migliorare concretamente la società e la vita dell’uomo comune:
A peggiorare le cose, la maggior parte dei politici tradizionali ha accettato di essere impopolare e cerca di rimanere al potere sostenendo di rappresentare il male minore e mobilitando la gente ad andare a votare contro l’estrema destra. In definitiva, questa situazione è insostenibile. Se i partiti democratici non elaboreranno programmi elettorali stimolanti su ciò che intendono realizzare una volta al governo, i democratici liberali si rifiuteranno di andare a votare e l’estrema destra otterrà la maggioranza dei voti – anche se rappresenta solo una minoranza della popolazione.
L’elaborazione di tali programmi richiederà realismo da parte dei politici…
Uno dei problemi emblematici di questo tipo di analisi, tuttavia, è l’insensata richiesta di “avere la botte piena e la moglie ubriaca” come soluzione alle questioni. L’autore prosegue esortando a concentrarsi maggiormente su una gestione di bilancio più equa, sulla spesa pubblica, sulle misure per l’edilizia abitativa e così via. Ciò non ha alcun senso se si continua a sostenere la posizione dell’establishment europeo, fortemente favorevole alla guerra contro la Russia, alla militarizzazione e all’iniziativa volta a rendere la Germania la potenza militare più forte dell’UE, ecc. Non si può avere tutto: proprio quelle stesse politiche sostenute dai radicali di sinistra europea come l’autore sono le stesse che impediscono la possibilità di elaborare bilanci ragionevoli, occuparsi dell’edilizia popolare e risanare la spesa pubblica.
Lo ha sottolineato la stessa Alice Weidel: «La Germania è di fatto in bancarotta.»

L’attenzione concentrata sulla guerra contro la Russia ha distrutto l’economia tedesca. Ancora una volta: non si può avere tutto, come immagina l’opinionista irrimediabilmente idealista. L’«antidoto» ai mali della Germania è esso stesso intriso proprio del veleno che sta uccidendo la nazione.
Questa settimana Volkswagen ha annunciato la chiusura di altri quattro stabilimenti:

FRANCOFORTE, Germania — Il consiglio di amministrazione di Volkswagen ha approvato giovedì un piano di riduzione dei costi di ampia portata che prevede il taglio di 50.000 posti di lavoro, il ridimensionamento della gamma di modelli dell’azienda della metà e la cessazione della produzione automobilistica in quattro stabilimenti tedeschi.
A proposito, qualcuno ha mai riflettuto sull’ironia dell’ultima follia autodistruttiva della Germania? Il Paese ha accusato la Russia di terrorismo su larga scala in relazione agli “incidenti” con i droni negli aeroporti tedeschi, ignorando al contempo il vero e proprio atto terroristico comprovato compiuto dall’Ucraina con la distruzione del Nord Stream, che ha di fatto paralizzato l’intera economia tedesca.
Ora la situazione sta chiaramente peggiorando per l’establishment europeo. Le elezioni presidenziali francesi si terranno l’anno prossimo e, secondo tutti gli ultimi sondaggi, Marine Le Pen è già la grande favorita:


Allo stesso modo, nel Regno Unito, il partito Reform di Nigel Farage è balzato in testa nei sondaggi nazionali e, sebbene le elezioni generali non si terranno prima del 2029, lo stesso Farage ritiene che possano tenersi nel giro di alcuni mesi:

L’articolo di Politico EU riporta:
Nigel Farage ha un obiettivo prioritario: convincere gli elettori di essere pronto ad assumere la carica di primo ministro britannico in vista di elezioni che, secondo lui, potrebbero tenersi già tra pochi mesi.
Farage ritiene che la grave crisi del governo costringerà a indire una sorta di elezioni anticipate entro il prossimo anno, momento in cui potrebbe arrivare al potere.
Sebbene ciò possa non essere particolarmente probabile, la tendenza in Europa è chiara. I partiti “populisti”, euroscettici e di “estrema destra” stanno lentamente prendendo il sopravvento, gettando nel panico i globalisti, che si affannano a escogitare nuovi stratagemmi e truffe per mantenere il potere ancora per un po’. Questa tendenza è chiaramente il motivo per cui Putin rimane così particolarmente fiducioso riguardo all’Ucraina: sa infatti che, fintanto che la Russia riuscirà a mantenere l’equilibrio economico mentre porta avanti gradualmente la propria campagna militare, le basi di sostegno dell’Ucraina in Europa crolleranno e non resterà quasi più alcuna resistenza.
Il tempo non è più dalla parte dei globalisti, e qualsiasi nuova misura a metà strada che adottino per guadagnare tempo non fa altro che minare ulteriormente le loro stesse piattaforme, mettendo in luce quanto le loro politiche precedenti siano state gravi errori. I partiti della classe dirigente si trovano ora in una vera e propria situazione di zugzwang, incapaci di compiere qualsiasi mossa che non sia dannosa per la loro stessa esistenza: più erigono un «cordone sanitario» contro i partiti di «estrema destra» ora in ascesa, più mettono a nudo sia la propria irrilevanza che la propria malevolenza. Se aprono le porte alla formazione di coalizioni, finiscono per annacquare le proprie politiche radicali – che possono funzionare solo se espresse in tutta la loro forza radicale – oltre ad assorbire i tratti peggiori gli uni degli altri, a scapito della loro immagine pubblica e del loro capitale politico.
In breve: ora sono con le spalle al muro e non hanno via di scampo. Esistono alcuni precedenti citati di un sottile smantellamento di un movimento “di estrema destra” nascente. La Danimarca ci è riuscita con successo nei primi anni 2000, dopo che i partiti al governo avevano adottato alcune delle posizioni anti-immigrati del partito «di linea dura» DF, indebolendo così il crescente predominio del DF. Ma quelli erano tempi diversi: il globalismo non era ancora stato smascherato come causa dell’impoverimento dell’intero continente in misura pari a quella dell’attuale periodo di crisi.
È quasi impossibile che l’attuale schiera di leader fantoccio – alcune delle peggiori caricature della storia – come Merz e compagni riesca a ribaltare la situazione; agli occhi della gente hanno semplicemente perso ogni legittimità.
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