ERMENEUTICA DEL DIACRONICO ED AUTOPOIETICO SEGRETO MESSIANICO DEL NATIONAL SECURITY STRATEGY OF THE UNITED STATES DEL NOVEMBRE 2025 (NSS 2025)_di Massimo Morigi
TEOLOGIA POLITICA DEL REPUBBLICANESIMO GEOPOLITICO VEL ERMENEUTICA DEL DIACRONICO ED AUTOPOIETICO SEGRETO MESSIANICO DEL NATIONAL SECURITY STRATEGY OF THE UNITED STATES DEL NOVEMBRE 2025 (NSS 2025) VEL EIDOLIA SEMANTICA DELL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE (IA), DELL’ELABORATO CULTURALE, DEL TESTO E DEL SACRO PARTENDO DA CINA E STATI UNITI, DUE PIANI DI SICUREZZA NAZIONALE A CONFRONTO DI GIUSEPPE GERMINARIO E DALL’ ESEGESI DEGLI ULTIMI SVILUPPI E CONSEGUENZE DELL ‘IMPERIALISMO IN FORMA’ DELLA PRESIDENZA TRUMP
Di Massimo Morigi
Gli spiriti immondi, quando lo vedevano, gli si gettavano ai piedi gridando: «Tu sei il Figlio di Dio!» Ma egli li sgridava severamente perché non lo manifestassero.
Marco 3, 11-12
Tutti i concetti più pregnanti della moderna dottrina dello Stato
sono concetti teologici secolarizzati
Carl Schmitt, Teologia politica
Si dice che ci fosse un automa costruito in modo tale da rispondere, ad
ogni mossa di un giocatore di scacchi, con una contromossa che
gli assicurava la vittoria. Un fantoccio in veste da turco, con una pipa
in bocca, sedeva di fronte alla scacchiera, poggiata su un’ampia
tavola. Un sistema di specchi suscitava l’illusione che questa tavola fosse
trasparente da tutte le parti. In realtà c’era accoccolato un nano gobbo, che
era un asso nel gioco degli scacchi e che guidava per mezzo di fili la
mano del burattino. Qualcosa di simile a questo apparecchio si può
immaginare nella filosofia. Vincere deve sempre il fantoccio chiamato
“materialismo storico”. Esso può farcela senz’altro con chiunque se
prende al suo servizio la teologia, che oggi, com’è noto, è piccola e
brutta, e che non deve farsi scorgere da nessuno.
Walter Benjamin, I tesi di Tesi di filosofia della storia
Nel suo ottimo e, per molti versi, esaustivo Cina e Stati Uniti, due piani di sicurezza nazionale a confronto (“L’Italia e il Mondo”, 26 dicembre 2025, Wayback Machine: https://web.archive.org/web/20251228152055/https://italiaeilmondo.com/2025/12/26/cina-e-stati-uniti-due-piani-di-sicurezza-a-confronto_di-giuseppe-germinario/) afferma Giuseppe Germinario: «La sottolineatura, sia pure ancora approssimativa di questi quattro punti, serve a definire meglio i fondamenti culturali, le caratteristiche comuni e le differenze dell’impostazione “olistica” dei due documenti e delle terminologie e degli schemi adottati, ma anche delle “ipocrisie” presenti soprattutto nel documento cinese. Se la natura sottesa, sotto traccia, dell’impostazione olistica del documento statunitense deriva dal fondamento pragmatico-empirico del bagaglio culturale anglosassone, l’impostazione ribadita continuamente nel documento cinese, deriva dall’attenzione e dall’appartenenza al “tutto” del bagaglio culturale confuciano e dalla [sic] schema peculiare del bagaglio comunista di procedere rigorosamente nell’esposizione e nello schema mentale dal generale al particolare. Impostazioni corroborate dalla formazione professionale stessa delle due classi dirigenti e in particolare dei due presidenti.» E, al di là di questo passaggio particolarmente significativo, il giudizio sull’impostazione olistica dei due documenti americani e cinesi sulla sicurezza nazionale è il leitmotiv che molto acutamente struttura tutto l’intervento di Germinario e se si è privilegiata la citazione di questo particolare passaggio (molti altre se ne sarebbero potute trarre dall’analisi di Germinario riguardo alla natura olistica dei due documenti) è perchè è proprio sul giudizio della natura olistica dell’ NSS 2025 statunitense che è necessario un approfondimento ed integrazione. Secondo Germinario, quindi, la Weltanschauung che ispira la natura olistica del documento è il «fondamento pragmatico-empirico del bagaglio culturale anglosassone» e certamente non si può negare che nel de facto disprezzo e tabula rasa in questo documento di tutti i mitologemi che hanno dato vita alla narrazione favolistica delle polioligarchie competitive (democrazia come potere del popolo, diritti dell’uomo metastorici non espressione di una precisa temperie storico-sociale ma esistenti, agenti e cogenti in virtù della loro natura angelico-divina, ineluttabile progresso materiale e spirituale delle società informate a regimi politici c.d. democratico-rappresentativi, i.e. secondo un realistico inquadramento depurato da unicornici mitolegemi, regimi con forme di potere polioligarchico-competitive) è presente una fortissima dose di empirismo metodologico (e del suo fratellino individualismo metodologico) che, se proprio vogliamo risalire alle sue più lontane origini, non può che far tornare alla mente l’empirismo totale e totalizzante di Davide Hume e il suo più rozzo successore otto-novecentesco, il pensiero pragmatista anglosassone che, oltre alla sua ovvia avversione alla dialettica marxista ed idealista, grandamente e concretamente influenzò anche il pensiero politico, soprattutto in direzione, con le debite eccezioni, antidemocratica. Ma, accanto a questo canone humiano, convive nel documento un’altra componente che, sebbene in solido concorra a decostruire i mitologemi della narrazione democratica, è del tutto autonoma ed altra da questo primo paradigma empirista e per esplicitare questo elemento rinvio immediatamente al mio Esegesi prima del National Security Strategy of The United States del novembre 2025 (NSS 2025) nella definizione dell’‘imperialismo in forma’ dell’amministrazione Trump (“L’Italia e il Mondo”, 1° gennaio 2026, Wayback Machine: http://web.archive.org/web/20260102122952/https://italiaeilmondo.com/2026/01/01/esegesi-prima-del-national-security-strategy-of-the-united-states-del-novembre-2025-nss-2025-nella-definizione-dell-imperialismo-in-forma-dellamministrazione-trum/): «e quindi non si può che concludere che la preoccupazione del documento riguardo l’Europa è rivolta (almeno dal punto di vista di una retorica non dichiarata ma chiaramente sottesa) al rischio che il Vecchio continente diluisca fino ad annullarla la sua storicamente maggioritaria ed egemone componente etnica c.d. ariano-caucasica, cioè, detto ancor più semplicemente, che la c.d. razza bianca divenga una componente minoritaria soverchiata dalle altre “razze” più o meno variamente colorate. Alla luce quindi di questa ‘interpretazione autentica’ della retorica sottesa al documento National Security Strategy of the United States of America del novembre 2025 (una Weltanschauung i cui punti riferimento sono Joseph Arthur de Gobineau, Friedrich Maximilian Müller e Houston Stewart Chamberlain) ed evidenziando altresì che l’ ‘imperialismo in forma’ dell’amministrazione Trump, oltre alla concreta applicazione pratica ed anche teorica di un realismo politico totalmente schematico ed antidialettico ma comunque con maggiori potenzialità performative rispetto alle precedenti impostazioni neocon e democratiche basate sulla mistica parareligiosa della democrazia e dei diritti umani, sembra anche stare ripercorrendo il tragitto cultural-retorico del vecchio imperialismo otto-novecentesco del fardello dell’uomo bianco […]». Ora, siccome alla luce del fondamentale contributo di Germinario non si può certo negare la componente empiristico-humiana-pragmatistica dell’NSS 2025 (cosa che fra l’altro, trasluce anche dalle mie considerazioni quanto parlo di «un realismo politico totalmente schematico ed antidialettico ma comunque con maggiori potenzialità performative rispetto alle precedenti impostazioni neocon e democratiche»), sarebbe sbagliato affermare che il documento in questione, considerato solo formalmente sub specie philosophiae, non è altro che una confusionaria giustapposizione di due Weltanschauung che hanno ben poco in comune e, soprattutto, una ben diversa dignità filosofica (che hanno l’empirismo e comunque il pragmatismo mentre non ne ha alcuna il razzismo) ma, piuttosto, è corretto inquadrarlo alla luce di una ermeneutica diacronico-storica, una ermeneutica che ci permetta non solo di rivalutarlo dialetticamente e non solo formalmente ma anche concretamente sub specie philosophiae, e così, attraverso questa sintesi, di apprezzarne le terribili ed efficaci potenzialità nel futuro, ossia di valutare debitamente le catastrofiche potenzialità dell’ ‘imperialismo in forma’ dell’amministrazione Trump oltre Trump (e oltre MAGA) e di cui il documento è una conseguente espressione.
Se quindi un giudizio informato ad una non dinamica ed antidialettica logica strettamente aristotelica è del tutto impotente a valutare semanticamente e pragmaticamente la natura e le potenzialità dell’NSS 2025, la migliore tradizione del pensiero politico realista ci fornisce però lo spunto euristicamente decisivo per iniziarne l’ermeneutica attraverso Carl Schmitt e la sua illuminazione espressa in Teologia politica che recita:«Tutti i concetti più pregnanti della moderna dottrina dello Stato sono concetti teologici secolarizzati», informati alla quale, ricorrendo così anche noi per via teologica per incrementare i nostri strumenti euristico-dialettici al caso specifico al concetto denominato dalla teologia moderna ‘segreto messianico’. Brevissimo excursus sul concetto, attraverso il quale si mostrerà la sua utilità per un primo approccio ermeneutico e non solo esegetico al documento in questione. Il concetto di ‘segreto messianico’ fu elaborato in sede teologica ad inizio del XX secolo, capostipite di questa impostazione interpretativa del Vangelo il teologo William Wrede, col quale si cercava (e si cerca tuttora, perchè di segreto messianico si parla ancor oggi nelle omelie che i sacerdoti cattolici pronunciano nel corso della Messa, quanto poi le omelie siano seguite…) di rendere conto, soprattutto in vari passi del Vangelo di Marco, del comportamento contradditorio di Gesù che, dopo aver compiuto il miracolo, ordina perentoriamente al miracolato di non diffondere presso nessuno la notizia dell’immenso beneficio ricevuto. Ma al di là della giusta ed onesta acquisizione da parte della teologia di questo singolare comportamento del Salvatore (direi onesta fino all’autolesionismo dal punto di vista della fede, perchè affermare che Gesù aveva comportamenti strani e contraddittori non depone certo a favore della sua divinità), quello che a noi interessa è il movente che ne viene fornito, un movente dove convivono, apparentemente contradditoriamente e contemporaneamente, due distinte ed alternative finalità da parte di Cristo. La prima è di natura semplicemente politica: Gesù prudentemente non vuole che la sua azione di proselitismo sia turbata dalle negative reazioni da parte delle autorità ebraiche e la diffusione della notizia di miracoli compiuti da un portentoso taumaturgo poteva ingenerarle ostacolandolo nella diffusione presso le masse del suo messaggio. La seconda è invece di natura teologica: Gesù non vuole che si sappia dei miracoli perchè la sua vera natura di Figlio di Dio mandato dal Padre per salvare anime e non corpi si sarebbe dovuta pubblicamente manifestare solo attraverso la sua crocifissione e resurrezione. Ciò detto sull’elaborazione teologica in merito al segreto messianico che promana dal comportamento di Gesù, quale ermeneutica se ne può ricavare a proposito dell’apparentemente contraddittorio NSS 2025? La prima, per intanto, riguarda il bagno di umiltà che deve fare qualsiasi ermeneuta e di testi ma anche della propria esperienza di vita e suona nel seguente modo: non esiste mai un significato unico e definitivo che si può attribuire ad un testo e al proprio essere in questo mondo, e l’NSS 2025 non fa eccezione a questa regola, potendosi così per questa via banalmente anche concludere che per ragioni politiche, cioè per celare e rendere più appetibile l’ ‘imperialismo in forma’ cui intende dar voce, fa convivere al suo interno due linee di pensiero, diverse ma accomunate entrambe dal proposito di servire la volontà di potenza dell’amministrazione Trump, e da questo punto di vista siamo dalle parti di un segreto messianico che viene posto in essere per ragioni di pretta contingenza politica e che, in ultima analisi, ci precluderebbe di attribuirgli un significato univoco e pregnante dal punto di vista strettamente filosofico. (E, sempre per parlare di segreti e occultamenti – forse – solo di natura politica prettamente contingente e definita esclusivamente in uno stretto arco temporale, e di quanto il già citato razzismo e/o suprematismo dell’NSS 2025 sia schermo e al tempo stesso piena espressione dell’ ‘imperialismo in forma’ trumpiano, ricorro, ancora citandolo, al mio Esegesi prima etc. dove con divertita sorpresa notando: «ma perché, udite, udite, le migrazioni favorite dalla politica dell’Unione Europea e dalla maggioranza dei suoi singoli paesi favorendo una sostituzione razziale all’interno di questi paesi alterano l’originaria composizione etnica dell’Europa e la rendono così meno affidabile dal punto di vista del mantenimento degli originari obiettivi militari dell’Alleanza atlantica, diversamente dal passato quanto il Vecchio continente era omogeneo dal punto di vista etno-culturale e una NATO composta da questi paesi era totalmente affidabile e quindi strutturalmente inadeguata a proseguire finalità che non fossero la difesa della pace e la protezione contro le mire espansionistiche dell’Unione Sovietica.» si sottolineava il fatto che nel documento NSS 2025 si metteva – sinceramente? pretestuosamente? – in discussione la NATO per motivi suprematisti e/o razzisti, e poi di nuovo a Giuseppe Germinario, Cina e Stati Uniti, due piani di sicurezza nazionale a confronto, dove, a conferma dei propositi anti Nato di cui sopra, possiamo leggere la seguente significativa indiscrezione: «A sottolineare quanto questa contezza sia ben più radicata di come traspaia nel NSS può essere sufficiente questa rivelazione: il documento dell’ NSS 2025 sottolinea più volte il rischio concreto, a causa delle élites che lo governano e dei conseguenti processi migratori incontrollati, che i paesi dell’Europa e della UE, in particolare i più rilevanti (Regno Unito, Francia, Germania, Italia) cambino di natura e perdano l’impronta specifica della loro civiltà, allontanandole, grazie al prevalere di forze islamiche radicali ormai annidate, in maniera ostile dagli attuali profondi legami che consentono strette collaborazioni e sinergie anche militari. Due di questi, Regno Unito e Francia, dispongono di arsenale atomico proprio. Ebbene, la Casa Bianca e il Dipartimento della Guerra hanno incaricato il Dipartimento di Stato di preparare un piano di sicurezza entro il 2028 cui seguirà un piano operativo del Pentagono e dei servizi segreti , da completare entro il 2035, che prevede l’utilizzo di un gran numero di forze speciali, già presenti in loco, per sequestrare e rimuovere l’arsenale atomico intero, intanto del Regno Unito [evidenziazione nostra]. Se ne parlerà più diffusamente in altre occasioni.» E al netto del gioco di ombre e specchi (o di maschere e pugnali?) fra pretesti e vere ragioni sul perché mettere in discussione la NATO, un gioco dove è direttamente coinvolta la teleologia vera o presunta dell’NSS 2025, è a questo punto anche interessante verificare, se possibile, attraverso fonti OSINT quanto appena riportato in merito all’eventuale sabotaggio da parte degli Stati Uniti dell’arsenale nucleare britannico. Ebbene, a questo punto, si rinvia a Becky Alexis-Martin, UK nuclear deterrent: the mutual defense agreement is at risk in a Trumpian age, in“The Conversation”, 27 marzo 2025 (URL http://web.archive.org/web/20260106143339/https://theconversation.com/uk-nuclear-deterrent-the-mutual-defense-agreement-is-at-risk-in-a-trumpian-age-252674) dove il punto focale è l’affermazione: «However, Starmer faces a problem. The submarine, and the rest of the UK’s nuclear fleet, is heavily reliant on the US as an operating partner. And at a time when the US becomes an increasingly unreliable partner under the leadership of an entirely transactional president, this is not ideal. The US can, if it chooses, effectively switch off the UK’s nuclear deterrent.» “The Conversation” è un sito Web di notizie geopolitiche cui proprio i più “autorevoli” organi mainstream attribuiscono grande qualità – vi collaborano accreditati e stimati accademici – e quindi se “The Conversation” emette questo fumo, ciò significa veramente che il governo britannico pensa con terrore ad un arrosto dove sarà la sua stessa carne ad essere servita al tavolo dell’ ‘imperialismo in forma’ di Donald Trump e, in attesa di sviluppi, non è proprio necessario ricorrere ad ulteriori commenti.)

La seconda linea ermeneutica ci dice invece che la teologia politica abscondita e quindi il segreto messianico del NSS 2025 non riguarda meramente il potenziamento di un’agenda politica di ‘imperialismo in forma’ di matrice trumpiana al servizio della quale si mobilitano diverse e non omogenee forze ideologiche ma concordi al servizio della causa della presente amministrazione americana ma è assai più ambizioso e fa leva su una teleologia (non necessariamente conscia da parte degli estensori del documento) orientata alla creazione di un circolo ermeneutico fra il documento e i suoi sostenitori politici e in cui l’ibridazione di due tradizioni di pensiero apparentemente disomogenee non ne costituisce la debolezza ma, ermeneuticamente parlando, fornisce nel corso del tempo e delle mutate circostanze storiche, rinnovata e potenziata capacità perfomantiva e/o performante non solo al documento ma ai suoi seguaci stessi. (É, si noti bene, lo stesso dispositivo di ogni testo sacro di ogni religione, in cui le apparenti contraddizioni non sono fonte di debolezza ma di rinnovato interesse, di nuove interpretazioni e non solo di riconfermata fede di generazione in generazione ma anche del pensiero, più o meno conscio da parte del credente, che il testo sacro – proprio, e non nonostante, per la sua divinamente impervia ed inacessibile oscurità semantica e aggravata dalla sua struttura sintattica paratattica: Marshall McLuhan avrebbe definito il medium del testo sacro come un medium freddo, cioè un sistema trasmittente a bassa definizione generante una intensa ed attiva partecipazione del lettore per estrarne una coerente informazione – non solo ci restituisca la parola di Dio ma sia la parusia di Dio stesso, la sua manifestazione concreta e reale hic et nunc, e quindi agente con la sua presenza reale al fianco del fedele al momento che il testo viene letto pubblicamente od anche solo da lui mentalmente. Questa dinamica appena tracciata presenta apparenti analogie con l’azione svolta dalla paraeidolia semantica nella creazione nella mente individuale e nelle credenze di massa delle vere e proprio ipostasi, quando questa venga innescata da sistemi di intelligenza artificiale. Secondo il filosofo e accademico Luciano Floridi, che per primo ha coniato il termine ‘paraeidolia semantica’, legandolo, appunto, alla tematica dell’IA: «Nell’era dell’intelligenza artificiale generativa, stiamo assistendo a un fenomeno tanto affascinante quanto preoccupante [i.e. la paraeidolia semantica che comporta]: la nostra inclinazione a percepire intelligenza, coscienza e persino emozioni o stati mentali in sistemi che ne sono privi. Questo non è semplicemente un errore di valutazione tecnologica, ma un riflesso profondo della natura umana e delle nostre vulnerabilità cognitive ed emotive.»: Luciano Floridi, L’IA e la pareidolia semantica: quando vediamo coscienza dove non c’è, in “Harvard Business Review”, giugno 2025, Wayback Machine: https://web.archive.org/web/20260124053406/https://www.hbritalia.it/homepage/2025/06/11/news/lia-e-la-pareidolia-semantica-quando-vediamo-coscienza-dove-non-ce-16307/?fbclid=IwY2xjawPhOKRleHRuA2FlbQIxMABzcnRjBmFwcF9pZBAyMjIwMzkxNzg4MjAwODkyAAEeyILUZFVko971x9X1cutSGuXWnC8c8iIvhkGlpFwm4V1wwzovjIlDB8J2YYc_aem_Xpo9VpIkGlm6Hsg_vL7G5w, ma anche download del documento e poi upload su Internet Archive generando gli URL https://archive.org/details/paraeidolia-semantica_202601 e https://ia800401.us.archive.org/6/items/paraeidolia-semantica_202601/PARAEIDOLIA%20SEMANTICA.pdf. È ovvio che quanto detto da Luciano Floridi riguardo alla capacità dell’intelligenza artificiale di innescare la paraeidolia semantica può benissimo essere estesa anche al rapporto illusorio che si può instaurare fra il lettore e il testo, sia questo di natura religiosa o avente finalità di suggestione politica e/o sociale. Paraeidolia semantica quindi sovrapponibile al concetto di circolo ermeneutico? Non proprio: il circolo ermeneutico è pur sempre un processo diacronico, dialettico e dinamico che si svolge ininterrottamente nel tempo e in cui e il lettore – o il fruitore dell’elaborato culturale – e il testo risultano continuamente trasformati dal loro reciproco rapporto e che proprio per la sua morfologia e dinamica non ha mai fine. La paraeidolia semantica, invece, è unicamente manipolatoria, è sincronica e non è dialettica, tipico esempio la propaganda politica il cui scopo è proprio quello di essere recepita passivamente senza che vi sia la possibilità ermeneutica di agire sull’interpretazione di questo elaborato culturale. Questo per quanto riguarda la paraeidolia semantica che si sviluppo qualora questa sia generata da una testo e da altro elaborato culturale espressamente connotato da un sistema di segni atto a trasmettere un messaggio. Ma siccome la vita dell’uomo è caratterizzata appunto dal circondarsi di elaborati culturali, cioè di oggetti pensati e poi costruiti per un determinato scopo matericamente utilitaristico ma non per questo connotati da un direttamente leggibile ed interpretabile sistema simbolico la cui finalità è trasmettere messaggi, fra gli elaborati culturali che possono innescare la paraeidolia semantica possiamo annoverare, oltre all’intelligenza artificiale e, oltre, naturalmente ad un testo oppure ad una qualsiasi espressione artistica, partendo da chi di basso livello culturale o sofferente di patologie mentali allucinatorie fino ad arrivare a persone più o meno normodotate dal punta di vista psichico, anche altri oggetti meno tecnologici e più banali pensati e poi costruiti per l’uso comune, come una forchetta, una scarpa, un’automobile o un computer etc, fino ad arrivare, appunto, all’intelligenza artificiale suscitatrice di una paraeidolia semantica segnalatrice, in ultima istanza, di una fenomenologia che altrimenti potremmo anche definire come la manifestazione del pieno e conclamato animismo nella versione, anziché di società preindustriali e dove la rivoluzione scientifica non aveva ancora informato le credenze, la società e l’economia, della nostra epoca cibernetico-informatica, mentre le precedenti forme di animismo testé indicate e poggiate su oggetti più banali si configurano, oltre ai tempi nostri come una manifestazione di disagio psichico e/o culturale, anche come una epifania storicamente datata della sacralizzazione animistica e/o della paraeidolia semantica che insisteva sugli elaborati culturali sviluppatisi in fasi storiche tecnologico-scientifiche meno evolute. Ma sull’affascinante e determinante campo per la teoria politica, sociale e culturale e per l’epistemologia – e quindi, in primis, per la geopolitica – delle analogie e differenze fra circolo ermeneutico e paraeidolia semantica si tornerà anche in future comunicazioni.)
In ultima analisi, quindi, in conformità alla prospettazione dell’azione di un dinamico e diacronico circolo ermeneutico fra NSS 2025 e i suoi fruitori, quella espressa dal NSS 2025 si presenta come una forma dottrinale ancor oggi non solo allo stato embrionale ma anche in continua evoluzione, per servire non solo l’ ‘imperialismo in forma’ dell’amministrazione Trump ma anche la volontà di potenza delle future amministrazioni. In questo caso saremmo sulla direttrice di una edificazione di una vera e propria nuova teologia politica completamente alternativa a quella esangue basata sui mitologemi democratici e che non ha saputo essere all’altezza non solo dal punto di vista delle sue mancate promesse ma anche dal punto di vista del non essere riuscita ad innescare nel tempo e nelle mutate circostanze storiche un efficace circolo ermeneutico che facesse da scudo ai suoi fallimenti, unione reale e non occasionale fra razzismo ed empirismo, che in virtù del proprio autopoietico circolo ermeneutico-interpretativo continuamente in progress fra seguaci e testo, è in grado di rinnovarsi nel tempo pur rimanendo inalterate le sue finalità di dominio (volontà di potenza che, non a caso, è lo stigma originario sia del rozzo razzismo sia dell’empirismo nudo e crudo alla Hume, dove nel primo non conta nemmeno parlarne e nel secondo il massimo obiettivo è la volontà di potenza dell’individuo contro i legami sociali, che non vengono nemmeno riconosciuti in quanto, dal punto di vista humiano-empiristico, catalogabili come illusori e meri artefatti mentali, costruzioni fittizie della mente sempre alla ricerca di un ordine che dia senso alla propria esistenza dove invece regna il caos o, se si vuole essere benigni, una realtà assolutamente inattingibile attraverso le capacità intellettive umane).
C’è, infine, un ultimo aspetto della vicenda dell’ NSS 2025 e dell’ ‘imperialismo in forma’ osservato attraverso la dialettica del concetto dell’evangelico segreto messianico. Di solito il segreto messianico segue il canovaccio del miracolato che vuole diffondere la meravigliosa notizia urbi et orbi e il Salvatore che gli impone, anche se inascoltato, di tacere. Ma fra coloro cui viene imposto il segreto messianico non vi sono solo uomini ma anche demoni, come in Marco 3, 11-12, dove l’evangelista ci riferisce che «[11] Gli spiriti immondi, quando lo vedevano, gli si gettavano ai piedi gridando: «Tu sei il Figlio di Dio!» [12] Ma egli li sgridava severamente perché non lo manifestassero.» In effetti, proprio ora, in seguito alle mirabolanti imprese venezuelane di Trump col gangsteristico rapimento di Maduro, alle reiterate minacce di invadere la Groenlandia e, soprattutto, alla tentata e, al momento, fallita rivoluzione colorata in Iran che, comporta, non piccolo dettaglio, una aggressione mediatica da parte occidentale che vuole dipingere la forma di potere iraniano come un erede legittimo del nazismo, c’è addirittura chi in Italia liberamente e senza che nessuno legato al mainstream abbia da eccepire qualcosa, mosso da sacro furore arriva ad invocare l’uccisione da parte degli Stati Uniti della guida suprema dell’Iran, l’Ayatollah Ali Khamenei, un atto così estremo, diretto e criminale che Trump sì agogna ma che si guarda bene – anche se la sua auspicabilità da parte del Presidente degli Stati Uniti è una sorta di segreto di Pulcinella – di esprimerlo pubblicamente in prima persona (questo appello a Trump perché provveda direttamente all’uccisione di Khamenei, negli Stati Uniti è stato comunque fatto da un esponente politico vicino alla presente amministrazione, il senatore Lindsey Graham e in Israele il ministro della difesa Israel Katz ha dichiarato che lo Stato ebraico durante la crisi del giugno 2025 con l’Iran voleva eliminare Khamenei ma non l’ha fatto perché non è riuscito ad individuare il suo rifugio). In particolare, qui ci si riferisce ad un seminoto uomo politico italiano, con pochissimo seguito, che dalle pagine dei social urla questa sua esortazione. E per non fare la figura di chi lancia il sasso e nasconde la mano e, al tempo stesso, non volendo fare una pubblicità indebita al personaggio presso chi legittimamente non è investito da sacra acribia riguardo alle fonti, non resta che – per attenersi al minimo rigore scientifico richiesto quando vengono svolte affermazioni intorno a poco conosciuti e circoscritti accadimenti specifici – rinviare al caricamento su Internet Archive del download del video che trasmette l’abominevole messaggio dall’account YouTube del personaggio in questione: https://archive.org/details/ytdown.com-shorts-uccidete-l-ayatollah-khamenei-l-appello-media-s-3-js-wvmvy-18-001-1080p-1 e https://ia601704.us.archive.org/15/items/ytdown.com-shorts-uccidete-l-ayatollah-khamenei-l-appello-media-s-3-js-wvmvy-18-001-1080p-1/YTDown.com_Shorts_Uccidete-l-ayatollah-Khamenei-l-appello_Media_S3JsWVmvy18_001_1080p%20%281%29.mp4 .
Per giudicare correttamente questo messaggio due precisazioni e una osservazione finale. 1) Il “politico” che lancia questo abominevole appello è un “politico” che si proclama cattolico tradizionalista e conservatore, che su questa sua proclamata identità ha costruito il suo movimento, e che sostiene che la sua invocazione è pienamente conforme e in linea con la dottrina cattolica sul tirannicidio. Per carità di patria non ci si diffonde in merito a questa scempiaggine ed anche per non sprecare inutilmente energie, se non osservando che l’immonda invocazione più che con la dottrina cattolica sul tirannicidio è in linea con la ibrida guerra informatico-mediatica scatenata contro l’Iran nel quadro dell’ ‘imperialismo in forma’ dell’amministrazione Trump (e forse anche nel quadro di un tentativo da parte del “politico” in questione di ingraziarsi gli ambienti dell’hasbara, che per un cattolico tradizionalista è certo un bel numero…, ma su ciò non abbiamo documentazione) e non a caso e con tutte le buone ragioni del mondo per diversi giorni, durante i terroristici tumulti di piazza del dicembre 2025-gennaio 2026 sfociati, su istigazione e finanziamento della CIA e del Mossad, in veri e propri atti di sabotaggio da parte dei manifestanti con l’attacco contro edifici governativi e banche e l’incendio e distruzione anche di auto private e mezzi di trasporto pubblico, le autorità iraniane hanno sospeso Internet. 2) L’appello all’assassinio è stato postato oltre che su YouTube anche su Facebook l’11 gennaio (per brevità si sono omessi gli URL dei caricamenti dei download degli snapsnot del testo del messaggio su Facebook, pienamente però disponibili per chi ne facesse richiesta) e visto che ad oggi sono passati ormai molti giorni dacché è comparso su queste due piattaforme social e da esse non è stato ancora cancellato, cosa che invece accade immediatamente quando vengono immessi contenuti ritenuti arbitrariamente violenti ma, in realtà, non in linea con la narrazione mainstream pro il c.d. occidente e/o simili derivati spettrali unicorni, esso si inserisce quindi a pieno titolo e in totale conformità e legittimità politico-ideologica nella anzidetta guerra ibrida informatico-mediatica intrapresa contro l’Iran. (Allo stato della documentazione OSINT disponibile non si può attribuire la sua genesi alla diligente esecuzione di un compito direttamente da altri assegnato al “politico” in questione: egli molto più probabilmente – ma, in linea di principio, non si possono assolutamente escludere scenari che implicano una sua attiva e diretta intesa con le grandi intelligenze, occulte o meno, della manipolazione di massa –, nella sua naïveté strategico-comunicativa, si fa pappagallesco imitatore dei vari Lindsey Graham e Israel Katz della situazione e ciò con l’intenzione di farsi interprete di uno stato d’animo crescente presso quegli strati della popolazione meno attrezzati culturalmente cui piace il violento machismo del modus operandi à la Trump, e che almeno qui in Italia – discorso completamente diverso per i duri e puri MAGA statunitensi certamente alieni dalla pur minima traccia di mentalità pacifista ma in cui la mitologia parareligiosa sulla natura demoniaca del c.d. Stato profondo li rende soggetti particolarmente ostili verso le proiezioni internazionali degli Stati Uniti, siano queste più o meno muscolari – anche particolarmente permeabili e suggestionabili tramite l’azione corruttrice svolta nel nostro paese sui maggiori organi di informazione dalla CIA e dall’ hasbara dello Stato di Israele; anche se, soggiungiamo in conclusione di ragionamento sulla falsariga del grande Ennio Flaiano e poi di un personaggio delle strisce di Altan laddove si afferma «A volte mi vengono pensieri che non condivido», considerando che il “politico” cattolico e tradizionalista in questione si è sempre mostrato fieramente avverso, per usare un termine gentile, verso le rivendicazioni politiche degli omosessuali e di qualsivoglia altra minoranza sessuale ma, sorpresa delle sorprese, mentre ora nell’appello viene detto espressamente che uno dei motivi cogenti per assassinare la guida suprema dell’Iran risiede nel fatto che colà gli omossessuali vengono mandati a morte, ed essendo conclamato il fatto che uno dei pilastri della propaganda dell’hasbara per rimpanucciare la disastrosa immagine d’Israele in via di una sempre più inarrestabile necrosi, è instillare l’idea presso le masse del c.d. occidente che Israele è la nazione che più di ogni altra intende promuore i diritti di queste minoranze – come, fra l’altro, chiaramente si evince da Dalal Iriqat e Mahdi Owda, Israel’s Public Diplomacy Strategies. “Hasbara” Case Study: Pinkwashing in Israeli Politics, in “Journal of Ecohumanism”, Volume 4, N° 3, pp. 363–369, 2025, documento disponibile all’URL Wayback Machine https://web.archive.org/web/20260125191546/https://ecohumanism.co.uk/joe/ecohumanism/article/view/6698/6920; Alessandro Colla, Hasbara. Disinformazione e informazione, in “Eurasia. Rivista di Studi Geopolitici”, 1° novembre 2024, documento disponibile all’URL Wayback Machine https://web.archive.org/web/20250322090912/https://eurasia-rivista.com/hasbara-disinformazione-e-informazione/; Sadie Lopez-Reiss, Deconstructing Hasbara as a Means of International Communication, documento all’URL Wayback Machine https://web.archive.org/web/20260125194818/https://soar.suny.edu/server/api/core/bitstreams/be50c81d-96fb-4e3c-b7f3-19aa5e8f5e8a/content e, infine, ma ben più lunga lista di fonti si potrebbe esibire, Jon Dart, ‘Brand Israel’: hasbara and Israeli sport, pubblicato online il 13 gennaio 2013 a cura della Leeds Beckett University, documento disponibile all’URL Wayback Machine https://web.archive.org/web/20231221202741/https://eprints.leedsbeckett.ac.uk/id/eprint/2206/3/Brand%20Israel_hasbara%20and%20Israeli%20sport.pdf –, ci ritorna insistentemente e fastidiosamente in mente, perché in cuor nostro la disapproviamo con tutte le nostre forze per la sua immoralità, antiscientificità e in quanto miglior via per prendere colossali granchi, la famigerata boutade attribuita al grande sulfureo notabile democristiano dei tempi che furono che recita: «A pensare male degli altri si fa peccato, ma spesso ci si indovina»…)
E con questa ultima puntualizzazione, ritorniamo al segreto messianico dell’NSS 2025 e dell’ ‘imperialismo in forma’, un segreto messianico diffuso come in Marco 3, 11-12 anche dagli spiriti immondi e demoni e che nella sua forza primigenia di richiamo alla violenza e alla sopraffazione c’è da ritenere che non solo ora ma anche per i tempi a venire costituirà il lievito decisivo per l’autopoietica – e in questo caso, integrale espressione di un originario ‘compiuto peccato’ se raffrontato ad una dialetticamente e strategicamente performante e non ipostatizzata Res Publica – ermeneutica dell’NSS 2025 e dell’ ‘imperialismo in forma’, quali che siano nel corso del tempo le modalità espressive che esso verrà ad assumere. Partendo il Repubblicanesimo Geopolitico dall’antitetica dialettica ermeneutica rappresentata dalla I tesi di filosofia della storia di Tesi di filosofia della storia di Walter Benjamin, dal tracciato assiologico e teorico espresso dalla mazziniana endiade ‘Dio e popolo’ e dalla gramsciana dialettica filosofia della prassi, il compito di dare vita ad una teologia politica che seppur non possa fare a meno di una qualche forma di segreto messianico, sappia almeno fare a meno di imporre inutilmente segreti, non ascoltati, e intrinsecamente peccaminosi ordini ai demoni e agli spiriti immondi. Ora e sempre.

Massimo Morigi, 1° Febbraio 2026, nel mese di fondazione della Repubblica Romana del 1849
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