Tragicomiche, a cura di Roberto Buffagni

farobello

In calce il testo tradotto della lettera che i Presidenti dei paesi del gruppo di Visegrad hanno inviato al Capo del Governo Italiano. Non è escluso che l’iniziativa goda del placet dei paesi capofila dell’Unione Europea. La nostra classe dirigente si è costruita un recinto nel quale è facile entrare, ma dal quale è sempre più difficile uscire. Deve aver smarrito le proprie chiavi dei cancelli e deve aver consegnato troppe copie di esse in giro_Giuseppe Germinario

Gentile Signor Primo Ministro,

seguiamo con attenzione e simpatia gli sforzi eccezionali che l’Italia sta facendo per affrontare l’attuale pressione migratoria.

Ci teniamo ad assicurarLe, signor Primo Ministro, che i nostri Governi sono come sempre pronti a contribuire, nei limiti dei loro mezzi, agli sforzi che Italia ed Europa sostengono allo scopo di fermare  le partenze dalla Libia e da altre località dell’Africa Settentrionale, e per arginare i flussi d’immigrazione irregolare verso l’Europa, e in particolare verso l’Italia.

Il nostro orientamento complessivo è che dovremmo affrontare con incisività le cause di fondo  delle migrazioni, e adottare politiche adeguate al fatto che la larga maggioranza dei compositi flussi migratori è composta da migranti economici.

Siamo persuasi che i richiedenti asilo autentici dovrebbero essere identificati prima di entrare nel territorio dell’Unione Europea. Le nostre frontiere esterne vanno protette. La UE e i suoi Stati membri dovrebbero mobilitare risorse, finanziarie e d’altra natura, per creare condizioni sicure e umane in centri di raccolta (hotspots) o strutture di accoglienza esterne al territorio UE. In spirito di solidarietà, i paesi del Gruppo di Vysegrad sono pronti a dare un significativo contributo, finanziario e d’altra natura, a tutti gli sforzi europei e nazionali volti ad alleviare il peso gravante su Stati Membri che, come l’Italia, si trovano in prima linea,  in conformità al il nostro orientamento complessivo e nei limiti delle nostre capacità nazionali, con l’esclusione di azioni e strumenti che possano creare ulteriori e più forti fattori d’incremento della pressione migratoria, quali, in particolare,  i riallocamenti e il meccanismo obbligatorio e automatico di ridistribuzione. Sulla base delle necessità identificate, i paesi del Gruppo di Vysegrad offrono il loro contributo in particolare nelle seguenti aree:

  1. Contributo, dietro richiesta, alle attività UE alla frontiera meridionale della Libia,
  2. Contributo all’allestimento, protezione, creazione di umane condizioni di vita in centri di raccolta (hotspots) situati all’esterno del territorio UE,
  3. Contributo all’addestramento della Guardia Costiera libica,
  4. Contributo al rafforzamento delle capacità dell’EASO[1],
  5. Contributo al Codice di Condotta delle ONG.

Ci si consenta di reiterare il nostro sostegno al vostro Paese e di proporre un dialogo volto a identificare i contributi più necessari.

Distinti saluti,

Beata Szydlo, Primo Ministro della Repubblica di Polonia

Bohuslav Sobotka, Primo Ministro della Repubblica Ceca

Robert Fico, Primo Ministro della Repubblica Slovacca

Viktor Orbàn, Primo Ministro d’Ungheria.

Copia per conoscenza: Membri del Consiglio d’Europa

[1] https://www.easo.europa.eu/, European Asylum Support Office [N.d.T.]

2 commenti

  • Massimo Morigi

    «Siamo persuasi che i richiedenti asilo autentici dovrebbero essere identificati prima di entrare nel territorio dell’Unione Europea. Le nostre frontiere esterne vanno protette.»: il passaggio che rivela l’intimo pensiero dei Presidenti dei paesi del gruppo di Visegrad: l’Italia è al di là delle frontiere dell’Unione europea. E come dargli torto?
    Massimo Morigi – 23 luglio 2017

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