PODCAST nr 8_ ACCELERAZIONI INSPIEGABILI. LO SCATTO IMPROVVISO DI MICHAEL HASTINGS VERSO LA MORTE 1a parte, di Gianfranco Campa

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A quattro anni dalla sua morte, pubblichiamo alcune considerazioni che vogliono contribuire ad aprire squarci sulle cause effettive della tragedia e sui troppi personaggi che in qualche maniera hanno potuto tirare un sospiro di sollievo alla notizia della morte del giovane giornalista. Michael Hastings, tra i vari articoli di inchiesta e denuncia, ha pubblicato un reportage che ha condotto alle dimissioni del Generale Mc Chrystal, allora comandante delle forze americane in Afghanistan. In un pericoloso crescendo sempre più prossimo al cuore dei centri di potere politico, le sue inchieste hanno messo a nudo le nefandezze e la spregiudicatezza delle loro pratiche. La sua è rimasta, suo malgrado, un’opera incompiuta. Buon ascolto, Giuseppe Germinario.

Per l’ascolto cliccare sull’icona apposita dell’immagine qui sotto. Il podcast può essere scaricato e registrato anche su tablet, cellulari e i-pod 

 

RICAPITOLANDO, di Antonio De Martini (tratto da https://www.facebook.com/antonio.demartini.589?fref=nf&pnref=story)

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Se mettiamo assieme i dati degli attentati dell’ultimo anno compiuti in Europa, appare chiaro che gli “estremisti islamici” vengono chiamati in causa, dai soliti commentatori, a sproposito.
Le erinni dei partiti populisti chiedono la chiusura delle frontiere o dicono che noi italiani siamo messi male mentre ci sono stati attentati in tutta Europa tranne che da noi.

Gli attentatori sono cittadini europei nati e cresciuti in Europa.
Quelli francesi si sono rivelati anche criminali comuni che si sono approvvigionati di armi presso la mala.

Nessuno di loro si è rivelato frequentatore di moschee, mentre tutti avevano un precedente contatto – o addirittura frequentazioni pagate- con la polizia.

Di alcuni si è scoperto che avevano poco prima degli attentati spedito alle famiglie o a parenti ingenti cifre di denaro, ma non è esagerato affermare che tutti sono mercenari prezzolati.
Disperati in cerca di sopravvivenza e soggetti psichicamente disturbati.

L’ultimo, dovrei dire il penultimo, spacciato per attentatore a Dortmund, è risultato addirittura che lo ha fatto per cercare di compiere un aggiotaggio in borsa sui titoli della squadra di calcio.

Il fatto che l’ISIS faccia rivendicazioni infondate è dimostrato anche dall’ultima comunicazione in cui il rivendicatore ha sbagliato nome, provenienza e nazionalità del reo, dato che la polizia non ha rivelato subito queste informazioni come di consueto.
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In comune hanno tutti un passato di cattive cure psichiatriche ( anche numerosi attentatori degli USA), e il fatto di essere tutt senza eccezionei stati uccisi, mentre ormai ogni reparto antiterrorismo del mondo ha i suoi tiratori scelti e tra narcotici e proiettili con sonniferi si addormentano anche gli orsi. Finora l’unico sfuggito alla morte ( il francese rifugiatosi in Belgio) è risultato un confidente delle autorità.

Ammazzano gli attentatori per non interrogarli? La domanda è legittima anche se dolorosa.

Altra domanda: chi può disporre di un’anagrafe tanto vasta di soggetti labili dal punto di vista nervoso, patologicamente bisognosi di sovvenire alle famiglie e con un passato burrascoso di ex galeotti? Chi è il basista, insomma? Chi segnala questi sventurati agli istigatori-reclutatori?

I sospetti appartengono a due categorie: le moschee e le autorità di polizia. Ma i soggetti, lo dicono in molti , non frequentavano le moschee….

Chi ha accesso agli schedari dell’antiterrorismo? Nessuno cerca la Talpa. Nessuno previene gli attentati. Molti attentati (l’ultimo di Londra e di Parigi in specie) giungono a proposito per assecondare le svolte della opinione pubblica desiderate da elementi dirigenziali del paese.

Si fanno inchieste parlamentari su tutto ma non sul terrorismo. E’ un buon segno non riescono a mettere assieme una venina di parlamentari disposti alla complicità.