interrogativi ragionevoli, di Giuseppe Masala

Qui sotto alcune considerazioni a proposito delle recenti iniezioni di liquidità della Federal Reserve. La FD ha deciso di sostenere Deutsche Bank, in grandissima difficoltà. Non sarà probabilmente l’unico intervento di soccorso. Un crollo di DB destabilizzerebbe tutto il sistema finanziario e la direzione dei flussi verso gli Stati Uniti. Vedremo come Angela Merkel dovrà ricambiare la cortesia, sempre che vada a finire bene_Giuseppe Germinario

Intanto la Federal Reserve di New York ai 60 miliardi mensili di Quantitative Easing e alle operazioni pronti contro termine a 24 ore da 120 miliardi e a quella da 35 miliardi a 14 giorni ne ha aggiunte due a 42 giorni da 40 miliardi complessivi e un’altra da 15 miliardi a 25 giorni. Ormai stanno allagando tutta la curva dei tassi sull’interbancario…una vera alluvione di liquidità. Il dato interessante è che apertis verbis hanno scritto che non diranno per almeno i prossimi due anni quale (o quali) banche stanno chiedendo soldi perchè evidentemente nei guai fino al collo e nessuna altra banca gli presta un dollaro.

Ora che Deutsche Bank è in fallimento la Merkel accelera per l'”Unione Bancaria”: Conte non ceda al ricatto

 Ora che Deutsche Bank è in fallimento la Merkel accelera per l'Unione Bancaria: Conte non ceda al ricatto
“Le perdite tedesche sono perdite europee e tutta l’Europa deve contribuire. Le perdite degli altri stati, specialmente quelli mediterranei sono perdite dei singoli stati”

di Giuseppe Masala 

https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-ora_che_deutsche_bank__in_fallimento_la_merkel_accelera_per_lunione_bancaria_conte_non_ceda_al_ricatto/29296_31659/?fbclid=IwAR1SV4HesrOrBPgXa5OYtGhv1Tp7g49JDMFLDbjL5IixZCcb_LmHReuk0eUNarrano le cronache che il focus della cena di lavoro tra il PdC Giuseppe Conte e la Cancelliere tedesca Angela Merkel sia stato il completamento della cosiddetta “unione bancaria” con l’introduzione di un’assicurazione europea per le banche che eventualmente andranno in default trascinando con sé i risparmi dei loro clienti. Non esattamente a caso questa preoccupazione alla signora Merkel viene ora che sono a grande rischio le banche tedesche a partire da Deutsche Bank e di Commerzbank. Ricordo inoltre che quando saltarono dopo la cura Monti ben sette banche italiane a Berlino dissero che non ci pensavano proprio a pagare per gli italiani e quindi che l’Unione Bancaria non sarebbe stata mai completata con un’assicurazione sui c/c delle banche sottoposte a bail-out. Hanno cambiato idea, quando gli conviene.

Insomma, vogliono ripetere l’operazione già fatta ai tempi della crisi greca con la costituzione del Meccanismo Europeo di Stabilità che fu finanziato in proporzione al pil dei singoli stati e non in base all’esposizione verso la Grecia insolvente del sistema bancario dei singoli stati. E fu così che l’Italia a fronte di un esposizione di appena quattro miliardi nei confronti della Grecia fu costretta a pagare ben 50 miliardi calcolati in proporzione al peso del pil italiano su quello europeo.

In buona sostanza abbiamo speso una cifra immensa per salvare le banche tedesche e francesi che erano esposte per cifre astronomiche. Ora ci risiamo, e del resto se il colpo è venuto bene una volta, giustamente la furba signora Merkel ci riprova con i fessi di turno (sempre gli stessi, noi).

La regola in sostanza secondo la Signora Merkel sarebbe questa: “Le perdite tedesche sono perdite europee e tutta l’Europa deve contribuire. Le perdite degli altri stati, specialmente quelli mediterranei sono perdite dei singoli stati ed ognuno s’arrangi.”. In altri termini ciò che è mio è mio, ma ciò che è tuo è comunque mio. Questo dicono i tedeschi.

Ora, è molto probabile che i tedeschi lancino una bella esca come per esempio fondi europei o una collaborazione italo-tedesca sulla siderurgia per risolvere la crisi di Taranto. In cambio chiederanno “una firmetta” italiana sull’assicurazione europea sui depositi. Insomma, magari ci daranno un miliardo sulla siderurgia per chiedercene una cinquantina tra un anno per salvare i c/c dei ricchi bottegai tedeschi. Un vero e proprio capestro. L’ennesimo.

il razzismo dell’antirazzismo, di Paolo Di Remigio e Giuseppe Masala

PAOLO DI REMIGIO

Interessante l’articolo di Erri De Luca «Il razzismo spiegato a Salvini». Esso dipende da un errore di base. Il signor De Luca considera il razzismo il male assoluto, non tiene conto che c’è invece di molto peggio. Peggio del razzismo è lo schiavismo. Il razzismo è considerare inferiori certi gruppi in base al loro aspetto fisico, lo schiavismo è considerare un uomo cosa. Mentre superiorità e inferiorità sono relazioni quantitative e non escludono quindi che agli inferiori siano riconosciuti diritti, allo schiavo non è riconosciuto alcun diritto: può essere sfruttato, stuprato, torturato, ucciso. Schiavismo e razzismo non sono affatto la stessa cosa: nel mondo antico si poteva diventare schiavi in quanto prigionieri di guerra o rapiti, poteva cioè capitare a chiunque, anche ai re (un celebre esempio: Platone fu fatto schiavo nell’isola di Egina e si salvò da un destino terribile solo perché Anniceride, un suo ammiratore di Cirene che per caso lo aveva trovato esposto in vendita al mercato, lo comprò e lo liberò). Nel mondo moderno, invece, il razzismo si accompagna al colonialismo; in particolare nel nazismo i due atteggiamenti coincidono.
Che razzismo e schiavismo coincidano è una possibilità, non una necessità. Occorre dunque stare molto attenti al pericolo che, finita l’epoca coloniale, lo schiavismo possa aver assunto una forma non razzista e che nel giusto fervore antirazzista non si insinui un’apologia dello schiavismo. Erri De Luca mi sembra per lo meno imprudente su questo punto. Scrive infatti: «In economia la rinuncia all’impiego di manodopera immigrata a basso costo è atto di autolesionismo», senza porsi il problema se lavorare per tre euro l’ora dall’alba al tramonto non sia una forma di schiavismo, se dunque l’economia di cui sta parlando sia un’economia neo schiavista.
Tipico della condizione dello schiavo è l’isolamento dai legami sociali; la sua estraneità ne fa una merce. A questo proposito occorre chiedersi se il fenomeno della migrazione, su cui Erri De Luca, al pari della signora Boldrini, non ha alcuna riserva, non sia un modo per privare i lavoratori della libertà nel senso classico (dei loro legami umani), per farne delle pure merci.

GIUSEPPE MASALA

Incredibile articolo di Erri De Luca su #LaRepubblica dove spiega il razzismo a Salvini.
Sottolineo questo passaggio memorabile: “In economia la rinuncia all’impiego di manodopera immigrata a basso costo è atto di autolesionismo”. Dunque per questo signore è assolutamente giusto sfruttare nei campi i richiedenti asilo a 3 euro l’ora (con il pizzo da pagare ai caporali peraltro), farli vivere nelle baraccopoli e magari anche accettare il fatto che ogni tanto qualcuno muoia bruciato vivo a causa di qualche incendio divampato a causa dei fornellini a gas che utilizzano per scaldarsi. Tutto questo è giusto, e chi non lo fa è autolesionista. Questa è la sinistra oggi: schiavista e fascista. Poi in un incredibile transfert freudiano accusano gli altri di quello che appartiene loro. Qui ormai non capisco dove finisca la cattiveria e l’ipocrisia e dove inizi il disturbo psichiatrico.

https://www.facebook.com/cronachedeitempiultimi/photos/a.1191891504240339/2530402820389194/?type=3&theater

L’Europa dei pirati fiscali, di Giuseppe Masala

Cementir e Mediaset spostano la sede legale in Olanda. Ormai le aziende fanno parte a pieno titolo del fenomeno migratorio_Giuseppe Germinario

L’Europa dei pirati fiscali

La transumanza di aziende che dall’Italia spostano la sede legale nei cosiddetti paradisi fiscali europei (Lussemburgo, Olanda e Irlanda) continua. Le ultime due ad aver annunciato l’operazione sono state la Cementir e la Mediaset. Dal punto di vista legale si tratta, naturalmente, di operazioni perfettamente lecite sulla quali nessuno può dire nulla. Ma dal punto di vista etico magari qualcosa ci sarebbe da ridire. La Cementir produce cemento in Italia, e questo significa che sventra mortagne per prendere l’argilla, il gesso e il calcare necessari alla sua produzione. Questo significa che il danno ambientale e paesaggistico viene fatto in Italia. Così come sulle casse del Pubblico Erario italiano vanno a gravare tutti i suoi dipendenti che dopo tanti anni di lavoro si prendono la silicosi a furia di respirare le polveri della lavorazione. Medesimo discorso vale per Mediaset che per decenni ha pagato allo stato italiano cifre irrisorie per la concessione delle frequenze che hanno permesso all’azienda di macinare profitti miliardari. Un discorso legato alla responsabilità sociale delle attività produttive imporrebbe immediatamente la decuplicazione delle cifre che queste aziende corrispondono per lo sfruttamento di un bene pubblico come è il sottosuolo (Cementir) e l’etere (Mediaset), visto che ora sono aziende “straniere”. Non è assolutamente accettabile che le aziende trasferiscano la sede legale con un mancato gettito per quello stato che le ha arricchite.

Dall’altro lato, rimane sempre la critica verso gli stati pirata che fanno dumping fiscale all’interno dell’Unione Europea danneggiando altri stati che – a parole – vengono magari chiamati fratelli in un tripudio di tromboni di retorica europea.

Oggettivamente non ci si può far prendere per il sedere a questi livelli.

Crisi politica e guerre sordide, a cura di Giuseppe Masala e Piero Visani

CRISI ISTITUZIONALE, di Giuseppe Masala

Proviamo a dirla in un altro modo. Lo faccio perchè qui ci sono dei finti tonti che fanno finta di non capire. Questa è una crisi che può essere vista e analizzata su innumerevoli piani diversi. E se uno fa un’analisi complessiva (cosa impossibile su facebook) ciò che se ne trae è che siamo di fronte ad una crisi istituzionale di gravità inaudita che mina alla base la nostra democrazia.

Allora, se nel 1956 tutti i deputati e i senatori del PCI – con Togliatti e Terracini in testa – avessero dichiarato la loro appartenenza al Partito Nazionale Fascista e fossero andati a sedersi a fianco di Almirante cantando “faccetta nera” avrebbero fatto una cosa legittima. La Costituzione dice che non c’è vincolo di mandato e ognuno può cambiare idea quando gli pare. Benissimo. Capite però che ci sarebbe stato un grave problema politico se ciò fosse avvenuto? Capite che sarebbe stata negata con la frode la rappresentanza a milioni di persone che votarono comunista?

Ecco, allo stesso modo oggi, si sta tentando di portare 11 milioni di voti dati contro il PD, contro l’Establishment, contro l’austerità per vederli utilizzati per mettere Cottarelli o chi per lui al Ministero del Tesoro e per puntellare il PD al potere? E’ tutto perfettamente legittimo. Tutto. Ma c’è un problema politico enorme. E questo genere di problemi poi nell’elettorato avranno uno sbocco. Non oso immaginare manco quale.

Peraltro tutta questa cosa enorme si innesta in un contesto democratico già devastato: la scorsa legislatura un parlamento illegittimo costituzionalmente ha eletto un presidente della repubblica che oggi fa buono e cattivo tempo e che ha già fatto dire a tutti i giornalisti quirinalisti che “vigilerà sulla nomina dei Ministri dell’Economia, degli Esteri, degli Interni e della Difesa”. E di grazia che votiamo a fare? Affinchè la maggioranza parlamentare scelga il Ministro della Marina Mercantile perchè al resto ci pensa il Quirinale? E la costituzione? Carta straccia?
E a questo poi aggiungiamo lo scempio del CSM. Giudici corrotti che s’incontrano in riunioni carbonare con parlamentari inquisiti per scegliere i vertici delle Procure e dei Tribunali?
Non aggiungo altro.

Semplicemente in questo paese la democrazia non c’è. E la gente lo capisce. E presto o tardi questa crisi della rappresentanza avrà uno sbocco. Quale non so. Ma ad occhio non credo buono.

PS E non basterà temo, manco arrestare Salvini per riportare i voti nell’alveo che Lorsignori vorrebbero. No, certi voti, ancorchè scippati, verso certi partiti non torneranno mai più.

GUERRE, di Piero Visani

Ho scritto qualche rapidissima riflessione su vecchie e nuove guerre perché trovo un po’ noioso continuare a pensare solo a quelle vecchie, mentre a quelle nuove non pare pensare più di tanto alcuno.
Siamo da tempo immersi nella più assoluta delle democrazie totalitarie, dove davvero nulla è libero, e ci occupiamo ancora della seconda guerra mondiale, il cui esito – a dire il vero – pare ormai assodato.
La morsa che i poteri forti e le burocrazie statali stringono sulle nostre vite, in un mondo ex-occidentale che è liberale più o meno come la Corea del Nord, si chiude ogni giorno di più e – su questo sfondo – a me la seconda guerra mondiale interessa al più come storico.
Come polemologo, invece, mi interessa assai di più sottrarmi alle spire del “gelido mostro”, che invece pare piacere moltissimo a destra come a sinistra, visto che nessuno – da Fratelli d’Italia a LEU – sembra minimamente preoccupato dal restituirci – come cittadini – le nostre libertà civili ed economiche. Solo un “Grande Fratello” che ci sorveglia tutti, che vuole sapere cosa facciamo e come spendiamo i nostri soldi, ovviamente al di sotto di un certo reddito e di una certa rilevanza politico-economica. Al di sopra di quella, il “gelido mostro”, il Leviatano, diventa di una distrazione mostruosa, non riesce a vedere né movimenti di denaro né fughe di capitali all’estero, né altro.
Non ho obiezioni in tal senso, ma vorrei sapere la ragione di tanto interesse per noi poveri diavoli. Evidentemente essere limoni da spremere è l’unico diritto di cittadinanza che ci è rimasto. A Hong Kong, fattori molto meno gravi fanno arrabbiare la popolazione, ma là sono giovani. Qui invece, con un’età media sui 115 anni, nessun rinnovamento demografico e una pensioncina da meno (e talvolta molto meno) di mille euro al mese (per quelli che l’hanno), poche o nulle prospettive di lavoro, ci deve bastare tutto. E in effetti ci basta. E seguiamo con estremo interesse le terribili contese per le poltroncine da un ventimila euro mese, sperando (visto che siamo coglioni di natura, noi) che una movimentazione mensile di quella entità possa da oggi attivare gli “sceriffi” di Bankitalia. Senza nemmeno pensare – ovviamente – che “gli sceriffi” prosperavano in un paradiso del diritto come il “Far West”… Ciascuno sceglie i riferimenti etico-politici che preferisce e notoriamente le presenze italiane all’interno dei celeberrimi “Panama Papers” erano tutte di piccoli industriali della Brianza o del Triveneto. Grandi nomi con e senza particella, ovviamente nessuno…
Avanti così, che a me viene da ridere…

Una scomoda verità: Foti sarà (probabilmente) assolto, di Giuseppe Masala

Più leggo e rifletto sul caso #Bibbiano e più mi persuado di una tragica verità. Foti, il Dottor Stranamore, il Cattivo (ma cattivo per davvero) Maestro sarà assolto.

Provo a spiegarmi. Il caso Bibbiano a grandi linee è il seguente: un gruppo di persone insinuate a vario titolo nella Pubblica Amministrazione sottraeva i figli alle famiglie naturali con varie scuse. Il gruppo era mosso da furore ideologico da un lato e dall’altro lato dall’interesse economico. Ecco, però non tutti in questo gruppo di persone avevano le medesime responsabilità. Da un lato abbiamo “i soldati” – come per esempio l’assistente sociale lesbica e femminista – che hanno agito compiendo degli atti materiali illegali. Per esempio hanno modificato i disegni dei bambini inducendo in maniera fraudolenta i giudici in errore e facendogli emettere sentenza di sottrazione dei figli alle famiglie naturali. E’ chiaro ed evidente che qui c’è un atto materiale doloso che giustamente verrà sanzionato.

Ma Foti il grande guru che cosa ha fatto? Materialmente nulla. Ha solo pensato. Lui pensa (lo si deduce anche da un suo post di avanti ieri sulla sua pagina facebook) che nella famiglia naturale (o patriarcale, come dicono loro) vige la seguente regola rivolta ai figli: “io t’ho fatto, io ti distruggo”. Un retroterra violento rappresentato dal padre. Fosse per lui – ripeto, basta leggere quello che ha scritto – tutti i figli andrebbero sottratti alle famiglie naturali. Lui vuole rivoluzionare la società imponendo altri paradigmi.

Ecco, io posso pensare che il pensiero del Foti sia un pensiero delirante, fondamentalmente nazista, violentissimo e direi mostruoso. Ma il suo è un pensiero. Il suo è un sistema valoriale. Il suo è peraltro un sistema valoriale che non nasce dal nulla ma è figlio di una ben precisa scuola e di un ben preciso orientamento culturale. Anzi, molti orientamenti, variamente intrecciati tra loro:il postmodernismo, il costruttivismo, il freudo-marxismo (in difesa di Marx, sempre ricordiamo che giustamente morì dicendo di non essere marxista e probabilmente se avesse conosciuto questi ignobili filestei li avrebbe scuoiati vivi), la microfisica del potere, la biopolitica, la macchina desiderante, l’Antiedipo, l’esaltazione del perverso polimorfo,l’anarchismo libertario fino ad arrivare – secondo me – all’ultrauomo nietzscheiano.
Ecco, processare Foti significa processare Derrida, Deleuze, Guattari, Foucault, Nietzsche. Per certi versi anche Sartre e Simone de Beauvoir e molti, molti altri.
Ma le idee non si processano. E non si processa neanche chi ha creato una costruzione intellettuale delirante miscelando molte idee come secondo me ha fatto il Foti. Le Corti di Giustizia sono attrezzate – secondo me – per sanzionare reati, non per dibattere idee per quanto sbagliate, pericolosissime e deliranti.

Ecco, pur non essendo un giurista, non riesco a capire come possano condannare un uomo (pericolosissimo) per aver prodotto delle idee che io posso anche definire (come ho sempre definito) la peste del pensiero. Non risultando che Foti abbia commesso atti contrari alla legge ed essendo difficile dimostrare che lui era al corrente (e dunque era il mandante diretto) dei comportamenti delittuosi posti in essere dai “soldati” della congrega agente a Bibbiano (e temo non solo a Bibbiano, viste le ramificazioni in tutta Italia) mi sembra difficile che venga condannato.

Ecco, se un giorno, tra qualche anno, non si vorrà vedere questa persona santificata e beatificata appare sempre più necessario scindere la vicenda giudiziaria dalla battaglia delle idee. Le idee sbagliate si combattono dialetticamente con le idee non con le forche e le manette.

L’unica cosa che si può fare è pretendere che venga rotto quel meccanismo perverso dove l’interesse economico si somma alle idee ottenendo il risultato di rafforzarle grazie al potere del danaro. Poi bisogna leggere, studiare e scrivere dimostrando la perversione malefica di un certo apparato culturale. Insomma bisogna fare esattamente quello che ha fatto questa gente in questi cinquant’anni arrivando ad occupare tutti i gangli del potere culturale. Insomma bisogna fare egemonia per dirla con il buon Antonio Gramsci.

Sperare che questa battaglia la combattano i giudici con le loro armi spuntate sarebbe un errore tragico che alla lunga rafforzerebbe quello che non esito a definire il Nemico Antiumano.

Scusate la predica non richiesta.

AFORISMI DI UN VECCHIO COMUNISTA, GIUSEPPE MASALA

#Paradossi:

se andavate a chiedere soldi per i 49 migranti trasportati da Karola non prendevate una lira. Se chiedete soldi per Karola che ha trasportato i 49 migranti qui per fare una vita da cani prendete tanti di quei soldi che se li davate a quei migranti sarebbero stati talmente ricchi che avrebbero potuto mandare i loro figli a studiare a Oxford.

Nelle società occidentali ciò che conta non è il bene ma la sua parodia spettacolarizzata.

 

DILEMMI

L’unico modo per non votare Salvini è ascoltare Salvini. Se ascolti i suoi oppositori ti convinci a votarlo

SALVATAGGI

Ma quelli che dicono che per salvare quarantotto persone la disubbidienza civile è giusta sono gli stessi che mi dicono che il rispetto delle regole di Maastricht, del Fiscal Compact e dell’output gap è giusto anche se si affamano milioni di persone? Magari sono anche gli stessi che dicono che è giusta la morte dei bambini greci per il rispetto delle Sacre Regole Europee.

SPATENTATI

Carola Rackete è priva di patente nautica. Ma si sa, ai buoni tutto è concesso.

[Alcuni sostengono sia una #FakeNews, staremo a vedere]

ANTITESI…COMPATIBILI

<<All’anima fa bene affinarli entrambi: parola e silenzio. Il silenzio vale quanto la parola che l’ha preparato. La parola vale quanto il silenzio che l’ha preparata. L’ultima parola è al silenzio.>>

Luigi Lombardi Vallauri

SERVIZIO PUBBLICO

Addio, ora usano Radio Radicale per dare le coordinate 😂😂😂😂
Io a questo punto mi arrendo. Voglio le navi della Tirrenia che li vada a prendere al porto di Tripoli. In fondo, perchè rischiare la vita di innocenti per mettere in moto un teatrino?

SCAMBI DI CORTESIE..e di bontà

Visto che ci si mettono anche gli spagnoli con la loro Open Arms a Lampedusa, fare una Ong e iniziare a fare servizio traghetto tra Marocco e costa spagnola. Peraltro si possono fare anche 4 corse al giorno. Vediamo che succede.

BANDE E BANDERUOLE, DI SINAGRA, CUCINOTTA, de Martini, MASALA

GUERRA TRA BANDE, di Augusto Sinagra

È superfluo aggiungere commenti allo schifo che stiamo vivendo per la ignobile immagine che la magistratura e il CSM stanno dando di sé per colpa di pochi o tanti, non importa.
Certamente ci sono magistrati che in silente e diuturna fatica danno eccellente prova di essere veramente servitori della legge. Ma come tutti gli onesti, non fanno notizia, specie se sono minoranza.
Desidero ora riprendere una acuta osservazione del Prof. Vincenzo Cucinotta, Ordinario nell’Università di Messina e del quale mi onoro di essere Collega e amico.
Che il cosiddetto “gruppo Palamara” ricomprendente molti altri magistrati e componenti del CSM, ha agito (e agisce ancora?) come un gruppo di potere, una lobby, un centro di interferenze, un comitato d’affari ovvero, per semplicità di linguaggio e per sintesi, come una “banda”, è evidente, ma per una esigenza logica oltre che per una evidenza pratica, è altrettanto evidente che tale “banda” non poteva agire solitariamente bensì in contrapposizione ad altra “banda” portatrice di interessi altrettanto illeciti e altrettanto contrapposti.
Dunque, le indagini che attualmente svolgono gli inquirenti dovrebbero essere rivolte anche alla individuazione e al perseguimento dei componenti di altra “banda” o di altre “bande” contrapposte.
Signori, questa è oggi la magistratura!
Questo è oggi il Consiglio Superiore della Magistratura!
Del figlio di Bernardo Mattarella ho già detto. Non occorre aggiungere altro. Basta il suo silenzio.
Altro Capo di Stato che per molti versi ha onorato la Repubblica e che mi voleva bene, il Prof. Francesco Cossiga, in un’occasione certamente meno grave mandò i Carabinieri al CSM per porre termine ad una seduta illegittimamente convocata.
Come ho già detto altre volte, ormai sono vecchio e come fanno i vecchi amo ricordare cose del passato: ero da due anni in magistratura e partecipai al Congresso della ANM che si svolgeva a Catania nel 1967. Incautamente portai con me mia mamma per farle rivedere Catania dove io nacqui. Presi la parola e proposi la immediata abolizione del CSM. Fui coperto di insulti ma rivendico a me stesso capacità profetiche o di preveggenza.
Se non si vuole abolire il CSM, urge riformarlo funditus con la preliminare abolizione per legge delle “correnti” attraverso le quali si combattono i magistrati dell’una e dell’altra banda. Il CSM venga composto da soli magistrati che, divisi per grado e per funzioni, vengano estratti a sorte, abolendo altresì le designazioni da parte del Parlamento dell’attuale quota di componenti. I Partiti devono restare fuori dal CSM che va presieduto, sì, dal Capo dello Stato ma prima questi deve essere eletto all’esito di un suffragio popolare.
Siamo stanchi e troppo abbiamo subito dai Napolitano e dai Mattarella, per citare solamente gli ultimi due.

SCORRI BANDE, di Vincenzo Cucinotta

Ma sbaglio, o sta cominciando una narrazione della vicenda Palamara che non potrebbe mai stare in piedi?
Qui, si parla solo di questa cricca, ma è evidente che ce ne deve stare un’altra che avversa la prima.
Cioè, io non capisco, come si forma una maggioranza nel CSM, sia plenum che commissione? O è preordinata e allora è anche peggio, oppure ognuno va a cercare i membri con i quali costruire una maggioranza. I metodi di Palamara saranno indecenti, ma alla fine non è che se ne possano usare di molto migliori, si tratta sempre di meccanismi che inevitabilmente in qualche misura riproducono meccanismi mafiosi, cioè il consenso è sempre ottenuto in camera caritatis.
Una lettura credibile della faccenda potrebbe essere che una cricca che aveva elaborato un piano per portare il proprio uomo alla guida della procura di Roma, abbia incontrato sulla sua strada la cricca Palamara, e stia usando armi perfino peggiori di quelle di Palamara (io considero riprendere una ricevuta di un pranzo che ci si fa pagare dall’amministrazione, un metodo abietto per fare fuori una persona).
Una domandina sul perchè la stampa parli solo di una delle due cricche, mi parrebbe doveroso farsela.
Qualcuno poi dica a Mattarella che egli, da PdR protempore, ha la presidenza del CSM, mi pare che si sia voltato da tutt’altra parte, e anche questo è un dato di cui tenere conto.

I PRES. DELLA REP. E IL CSM, di Antonio de Martini

Come è noto, i magistrati del CSM vengono eletti in parte dal Parlamento con una votazione.
La dove c’è una votazione, li vi sono accordi politici che cercano equilibri tra i membri togati e quelli scelti dai Parlamentari.

Ho conosciuto il magistrato PALAMARA quando era un giovane assegnato a Roma dopo il prescritto primo periodo in Calabria.

Il padre era un magistrato morto in servizio. Era rimasto orfano giovanissimo e allevato da uno zio.

Accompagnato da un cugino, Palamara jr. veniva a casa mia a vedere con la mia TV la sua Roma alla domenica.

Non lo vedo da oltre venti anni e ho considerato non seria la sparata televisiva di Cossiga – ripescata negli archivi TV da qualcuno che deve aver lasciato tracce- come una delle tante di un personaggio umorale, ma oggi sintomo di una trappola ben preparata.

Tre giorni Prima, mi dice un uccellino, Mattarella aveva fatto un appello ufficiale a “ votare il candidato migliore”. Invano ?

Agnosco stilum romanae ecclesiae.

Per quanto possa valere la mia esperienza degli uomini e delle metodiche compromissorie, ritengo sia un uomo onesto e sospetto che il polverone sia stato alzato per descrivere sui giornali avvenimenti compromissori della pace familiare.

C’è evidentemente chi pensava – e Il presidente del CSM tra questi- che il procuratore generale di Roma dovesse essere scelto dallo Spirito Santo.

La democrazia – e l’autonomia della magistratura – prevedono invece che sia scelto dagli uomini e che la scelta sia preceduta da confronto, anche con oppositori e possibilmente senza intralciare il lavoro.

Contraddittorio il comportamento di chi – Mattarella per non fare nomi ma solo i cognomi- esalta regolarmente i processi democratici e il dialogo a patto che si risolvano in suo favore.

Quando i risultati gli sono avversi o avvengono a sua insaputa, si dichiara
“ sconcertato ”e vuole dare la colpa allo statuto che “va cambiato”.

Se un dibattito avviene anche fuori dalle sedi istituzionali, ritengo la responsabilità sia di chi dirige l’organismo e non ha creato spazi di confronto adeguati o li inquina con lo zittìo.
O no?

Il Testo, il Contesto e il Trojan, di Giuseppe Masala.

Quando la magistratura è scossa da un terremoto c’è un cambio di regime in corso. Cosa stia succedendo non lo sappiamo: non ne conosciamo né la genesi nè il reale decorso degli eventi. Però possiamo valutarne i primi effetti.
Chiaro indebolimento del Presidente della Repubblica: inutile che ci giriamo attorno; l’uomo era ed è evidentemente scosso, vuole metterci una pezza. Il Grande Burattinaio che ha spinto tutti i corifei dell’informazione a paventare una caduta del governo è lui. Voleva un governo amico e fedele per gestire la mina che è scoppiata al CSM. Vista la malaparata ha provato poi a sondare per sostituire Fofò Bonafede al Ministero della Giustizia facendo circolare il nome di un avvocato torinese vicino alla Lega. I due dioscuri hanno risposto picche. Il governo va avanti e niente rimpasti. E ci credo, i dioscuri non sono certamente dei giureconsulti né degli intellettuali ma da uomini d’azione cresciutia a calci in faccia dati e ricevuti hanno capito benone cosa sta succedendo. Infine il poveruomo ha ricevuto Bonafede a Palazzo. I giornali di regime con eloquio paludato hanno spiegato che il Ministro ha rappresentato al Grande Capo quello che stava succedendo, le sue preoccupazioni e, ovviamente, ha detto che le istituzioni sono compatte. Ce lo sto vedendo Fofò Bonafede che dice queste cose. Qui, l’unico preoccupato è l’inquilino, come usa dire, “del Colle”.
Anche Conte s’è scoperto: è schierato con l’uomo del Colle ma i due dioscuri se ne impippano altamente. Figuriamoci.

Cosa succederà non è dato sapere, ma chi ne esce indebolito già lo sappiamo. Il prossimo inquilino del Colle sarà votato dai Grandi Elettori e da un Trojan. Questa è la Costituzione materiale della Terza Repubblica.

NB_Tratti da facebook

rebus da decifrare, a cura di Giuseppe Germinario

 

DALLA FINZIONE ALLA FARSA di Piero Visani

Siamo nel pieno delle “Tempeste d’acciaio” di Juengeriana memoria: “Avanti, ragazzi!: INCLUSIONEEE…!!!”

Dalla battaglia di Farsalo a quella di Farsaccia. Suggerirei un aggiornamento dei portati “teorici” del M5S: da “uno vale uno” a “a zero vale zero”. Un aggiornamento necessario e più consono, specie se autoriferito…
Ma chiudere per manifesto fallimento, anche ideologico, non sarebbe opportuno, risparmiando paccate di miliardi?

 

SMOTTAMENTI, di Fabio Falchi

In relazione al post precedente (in cui ho indicato i difetti della Lega e degli altri partiti), vorrei precisare che le elezioni del prossimo 26 maggio sono elezioni europee. Invece il M5S che fa? Parla di UE, di trattati da rivedere, di una politica europea funzionale agli interessi della Germania e della Francia o dell’austerity?
Nulla di tutto questo e perfino i “gilet gialli” sono scomparsi dall’agenda politica del M5S, che invece fa solo politica contro Salvini e la Lega. E si badi non in una stanza chiusa, come si conviene tra alleati, ma alla luce del sole.
All’inizio si poteva pensare che fosse solo politica di “bassa lega” per guadagnare un po’ di voti, ma adesso è chiaro che Di Maio, che non è che un burattino nelle mani di Grillo e Casaleggio, ha cambiato strategia e mira a far cadere il governo. La questione del sindaco di Legnano è solo un pretesto (se è corrotto ovviamente pagherà). Difatti, l’attacco contro l’alleato è a 360 gradi e l’importante è non parlare di Europa. Evidentemente l’UE “paga” bene. Che altro aggiungere?

Il difetto peggiore della Lega è certo quello di condividere gli stessi principi e valori di quelli che vorrebbe combattere. Incapace, per mancanza di cultura politica e di senso dello Stato, da un lato di fare una critica seria del neoimperialismo americano e pure di una critica seria ed equilibrata della politica di Israele , dall’altro di proporre una alternativa al neoliberismo, non si distingue dai suoi nemici o avversari che siano. Ma è proprio questo il problema ossia che i suoi avversari o nemici, oltre a questi gravi difetti, ne hanno di peggiori!

 

CON I PIEDI NEL PIATTO, di Vincenzo Cucinotta

Ma a voi sembra normale che il magistrato competente convochi una conferenza stampa per illustrare il procedimento che ha aperto proprio a ridosso delle elezioni (tralasciando di soffermarsi sulla mise apparentemente più adatta a una sfilata di moda)?
Poichè tale conferenza non ha funzioni processuali, è inevitabile dedurne che il fine sia politico.
Anche su questo aspetto, non trovo tuttavia nessun appunto, ma ormai siamo abituati a questa forma sofisticata di censura.

 

REGOLE AUREE, di Giuseppe Masala

  • Premesso che la Regola Aurea per vaticinare sul governo è la seguente: il governo dura fino a quando ha l’appoggio degli USA. Quando manca questo il governo finisce in un’ora di orologio.

Siamo arrivati alla fase delle litigate. Semplice campagna elettorale o c’è di più?

Fino ad ora i momenti salienti sono stati

(1) L’uscita di scena di Paolo Savona dalla compagine governativa che sostanzialmente significa accettazione della dottrina Monti. Certo con qualche possibile aggiustamento per non perdere consenso ma questo è quanto.

(2) La firma del Trattato sulla Via della Seta con Pechino. Anche questo trattato ci avvicina molto a Berlino stante la politica di sganciamento di Berlino da Washington.

Dunque questo governo nasce ostile a Berlino e filoamericano ma cammin facendo si ritrova molto vicino a Berlino e un po’ si allontana da Washington. Comunque siano andate le cose tra i due contraenti questo è quanto.

Dunque c’è molta sostanza nei litigi di questi giorni: i due contraenti devono scegliere il da farsi.

Le cose sono molto complesse per come la vedo io anche in relazione al fatto che c’è un tentativo di riavvicinamento tra Washington e Parigi. E dunque forse c’è una frizione tra la Francia e la Germania.

Comunque in questo difficile puzzle si gioca la durata del Governo. Chi rischia di più è Salvini. Parere mio. Piddi non pervenuto: a parole sono filo europoidi (il che vuol dire filo tedeschi) ma quando erano al governo pure loro hanno subito schiaffi ingiusti da Berlino e hanno sempre tentato di riequilibrare con gli USA (all’epoca guidati da Obama solo che ora c’è Trump con il quale non sono ideologicamente affini). Berlusconi? Lui è al sic transit gloria mundi.

Dietro le scintille degli ultimi giorni c’è un rebus difficilmente leggibile.

  • Può esistere un’Europa sostenibile? Certo che può esistere:

– Mercato comune;
– Libera circolazione delle persone e delle merci;
– Moneta Unica (tanto ormai c’è se non ci fosse stata sarebbe stato meglio) + Emissione di Eurobond
– Sanatoria dei disequilibri di Partite Correnti tramite spostamento di aziende produttive dai paesi il surplus verso quelli in deficit
– Progressiva costruzione di un Welfare Unico Europeo
– Costruzione di una Scuola Europea
– Uniformazione dei sistemi tributari (no al dumping fiscale)
– Salario Minimo orario europeo
– Politica estera Unica solo sui diritti umani e sulla cooperazione transfrontaliera (per il resto ognuno per sé e Dio per tutti)

NO ALL’ESERCITO UNICO EUROPEO.

Praticamente stanno facendo quello che non andrebbe fatto perché è impossibile fare ciò che andrebbe fatto per salvare l’Europa. Io dico che sono in un vicolo cieco: difficilissimo tornare indietro e difficilissimo andare avanti. Traete voi le conclusioni su come andrà a finire.

 

RITORNANO, di Gianfranco La Grassa

Stiamo andando di nuovo verso la piena politicizzazione della “giustizia” come già in altra epoca che ben ricordiamo e che ha avviato il paese ad una netta decadenza. Queste operazioni si accentuano nel momento in cui i “5 stelle” stanno riaprendo quello che fu il “primo forno”, fatto fallire da Renzi a “Porta a Porta”, favorendo così la formazione dell’attuale coalizione governativa. All’improvviso Di Maio si mette a dire cretinate (come il Pd) sullo spread provocato per riportare in auge pienamente l’austerità della UE (soprattutto nei nostri confronti). Ripeto che siamo in mano a prekeynesiani, seguaci del più balordo e fallimentare liberismo (diciamo “alla Pigou”). Sempre più è chiaro che sarebbe necessaria una definitiva resa dei conti con queste forze reazionarie. Se si continua a ricercare il compromesso, si arriva solo alle decisioni ormai “di parte” del premier Conte, infine smascheratosi per quello che è; adesso si capisce perché è stato scelto. La Lega forse sperava di riuscire a condizionare finti alleati e il premier nominato in seguito all’opposizione fin troppo brusca del presdelarep ad un Savona, decisione che suscitava infatti una serie di sospetti. Anche l’improvvida e sgangherata richiesta di impeachment di detto presdelarep da parte del leader pentastellato – d’altra parte ritirata subito in modo altrettanto inconsulto – suscita adesso domande. Era forse una copertura di certi rapporti che intercorrono tra ambienti veteroeuropeisti e questi “ultramoderni” grillini con l’intenzione di ingannare e quindi paralizzare gli ambienti che si dicono sovranisti? PD e “5 stelle” si affannano a dichiarare che mai potrebbero mettersi insieme, che si odiano o giù di lì. Intanto, però, stanno progressivamente rendendo paralleli i loro piani e le loro dichiarazioni sempre più balorde e reazionarie, del più piatto e vetusto liberismo. Si sta ormai giocando sporchissimo come all’epoca della liquidazione della prima Repubblica e del rapido indebolimento del nostro paese.

ELABORAZIONE DI UNA TRAGEDIA, a cura di Giuseppe Germinario

ANDREA ZHOK

CENSURE

E’ uno spettacolo bellissimo vedere come schiere di ‘libertari antifascisti’ e di ‘liberali progressisti’ si sbraccino per contestare la presenza di autori o editori di estrema destra alla fiera del libro di Torino.

Come sempre tocca a marxisti, gramsciani, socialisti, e storicisti in generale mostrare come la tutela della libertà da parte di liberali e libertari sia al solito una finzione strumentale, che quando non serve ai loro scopi viene revocata.

Ora, per quanto sia banale ricordarlo, quelli che avevano la coda di paglia per la mancanza di argomenti, e finivano per bruciare i libri e esercitare la censura, erano proprio i fascisti.

Un libro non ti piega il braccio dietro la schiena per costringerti a capire quello che c’è scritto, tantomeno ad aderirvi.
Un libro è un oggetto che ha la forza della sua debolezza: è alla mercé del lettore, e dell’uso che ne farà. Se esiste una forma culturale che rispetta ed alimenta la libertà, per essenza, questa è proprio l’editoria libraria.

A chi invoca la XII disposizione transitoria della Costituzione, o la legge Scelba, è essenziale ricordare che un conto sono forze politiche neofasciste o in generale antidemocratiche, tutt’altro sono le idee.

Uno degli argomenti decisivi a favore della democrazia è proprio la sua disponibilità ad accogliere e discutere ogni contenuto, anche quelli più avversi e lontani, perché non di rado anche nell’errore si scoprono aspetti interessanti o fecondi.

E uno degli argomenti decisivi per detestare i fascismi è proprio la loro incapacità di stare ad ascoltare posizioni da sé distanti, e la volontà di metterle preventivamente a tacere.

Solo chi ha dichiarato la bancarotta della ragione e della riflessione invoca la censura (e che sia la censura del Minculpop o quella di ‘progressisti’ politicamente corretti non fa nessuna significativa differenza).

LA REGOLA DELL’ISMO

La regola universale con il fenomeno dei ‘fascismi’ è sempre una sola: il fascismo (archetipo) viene fuori quando la democrazia perde colpi.
Questa è la realtà del 1919, o del 1922, o del 1933, ecc.
In questo senso, focalizzare sulle manifestazioni fasciste è cosa appropriata per le forze dell’ordine, ogni qual volta ce ne siano gli estremi.
Tuttavia concentrarsi sullo spettro fascista da parte di chi ha (o ha avuto) in mano le leve del potere democratico è autoassolutorio e privo di senso.
E’ privo di senso non necessariamente perché l’allarme sia infondato.
E’ privo di senso perché i ‘prodromi fascisti’ sono gli starnuti di una democrazia col raffreddore: non si curano gli starnuti, si cura il raffreddore.

Quando in un paese la democrazia non riesce a soddisfare le esigenze dei propri cittadini, quando a colpi di austerità e di ramanzine su quanto ‘abbiamo vissuto al di sopra delle nostre possibilità’ si lasciano sguarnite le periferie, e indifesi i ceti più deboli, quando dai propri attici con portineria si plaude all’accoglienza illimitata, quando dalla sicurezza della propria area gentrificata si deridono le proteste sgrammaticate contro l’insicurezza, quando si spediscono all’estero in cerca di fortuna 250.000 persone all’anno presentando questo scempio come “le virtù della mobilità”, quando viene fatto tutto questo, lamentarsi del fascismo è come lamentarsi per il rumore degli starnuti di qualcuno dopo che lo hai lasciato nudo sotto la pioggia.

GIUSEPPE MASALA

INTERESSANTE

Sono andato nel sito della casa editrice Altaforte. Non so perché, ma sono stato attratto dalla sezione graphic novel. Vedo che hanno tradotto la bellissima opera di Jacques Terpant “le chien de dieu” sulla vita di Louis Ferdinand Céline. Ammetto la mia colpa, né ho una copia francese peraltro autografata e con tanto di ritratto fatto dall’autore. Chiaro segno di fascismo per qualcuno, mio e ovviamente di Jacques. Provo davvero tristezza contro la barbarie di questo fascismo mascherato da antifascismo manierista e di cartone.

Parliamo seriamente: l’Italia è davvero una polveriera a rischio fascismo. Lo penso, lo penso fortemente. Vedo rafforzato il mio convincimento ora che ho iniziato a leggere M di Scurati. Abbiamo tutti gli ingredienti: una classe politica “per bene” corrotta e ipocrita. Crescenti diseguaglianze. Bande di Fasci da Combattimento spuntate da chissà dove e chissà come. Manca solo lui: M. Una figura carismatica, istrionica, trascinatrice e pronta a tutto per prendere il potere. Lui non c’è, per fortuna nostra. E non fatemi ridere ipotizzando parallelismi tra Salvini e M. Il Ganassa non vale manco l’alluce di M. Dico per la statura dell’uomo: da un lato una figura tragica dall’altra davvero un piccolo borghese dei nostri giorni che recita una parte, e nulla di più.

Ma in tutta questa situazione che può destare preoccupazione il peggio del peggio è il fascismo degli antifascisti. Fascismo degli antifascisti che è comunque roba da operetta e per questo irritante; come tutte le cose inutili e intrise di manierismo ipocrita. Vietare ad una casa editrice di esporre i propri libri è sempre un errore e non me ne frega nulla che tra questi ci sia ciarpame (tutte le case editrici pubblicano il proprio e chi è senza peccato scagli la prima pietra). Altaforte pubblica anche roba interessante che merita di essere letta: penso ad alcune opere di Antoine de Saint-Exupéry a Howard P. Lovecraft fino ad arrivare ad alcune opere di epoca fascista – che sì sono fasciste – ma sono comunque importanti documenti storici che possono interessare a storici, a scrittori o a semplici appassionati dell’epoca. Non è importante le tesi che questi libri espongono, ciò che conta è lo spirito con il quale il lettore si approccia. Esisteranno ancora i lettori dotati di spirito critico, o no? Su chi sia l’editore non mi interessa: se ha problemi giudiziari s’arrangerà lui.

Quello che fa impressione – ripeto – è l’antifascismo manierista con modalità squadriste di chi prova a nutrire il proprio vuoto non solo politico ma esistenziale con queste scemenze. Mentre i Fasci da Combattimento dilagano nelle periferie a causa delle crescenti diseguaglianze che i nostri antifascisti di maniera – generalmente con il culo al caldo – non riescono a vedere. Per fortuna che non si vede un M all’orizzonte. Se no ci sarebbe da preoccuparsi.

Capitali in fuga, Il grafico definitivo di Giuseppe Masala_2a parte

tratto da https://www.facebook.com/bud.fox.58/posts/2354181397973505

Parte seconda

qui la 1a parte http://italiaeilmondo.com/2019/03/05/il-grafico-definitivo-di-giuseppe-masala/

Ancora sul grafico “definitivo” aka “lo spread siamo noi”.

Come abbiamo visto ieri nel grafico “Target2 + Flussi Cumulati Bilancia Pagamenti” a fronte di 300 mld di euro di investimenti stranieri in Italia abbia 800 mld di investimenti italiani all’estero. Con un mostruoso saldo positivo di 500 mld di euro che in altri tempi sarebbe stato chiamato “fuga di capitali”. Una situazione chiaramente patologica dovuta al fatto che il maggior polmone di impiego di queste risorse è tenuto inattivo: lo stato non può indebitarsi in ossequio all’interpretazione delirante [ed in malafede] delle regole del trattato di Maastricht, del fiscal compact e di tutti gli altri lacci e lacciuoli (pil potenzale, output gap ecc) che sono gli strumenti con i quali siamo sottoposti a water bording fiscale.
Una situazione appunto gravemente patologica doppiamente: perché non permette allo stato di mobilitare le risorse risparmiate dai propri cittadini e che dall’altro lato spinge i propri cittadini a portare all’estero questi risparmi dove vengono sottoposti a repressione finanziaria ovvero a tassi reali negativi per finanziare la spesa pubblica (la mobilitazione di risorse) di stati esteri. Una doppia rapina: in Italia subiamo la rapina di non poter usufruire di servizi e opportunità che solo lo stato può offrire e dall’altro lato gli stati esteri ci saccheggiano con i tassi negativi.

Per rendere più chiaro quanto sia patologica questa situazione basta fare un piccolo esercizio con la mente: provate ad immaginare cosa accadrebbe se i 500 mld netti che abbiamo all’estero domani mattina rientrassero in Italia. Facile immaginare un enorme terremoto sui tassi di interesse: gli interessi sul debito pubblico italiano subirebbero un crollo di proporzioni enormi [con la incidentale conseguenza immediata di risanare i bilanci delle banche italiane, ma questo è un altro discorso]. Al contrario i tassi dei titoli di stato dei paesi che al momento beneficiano del risparmio italiano crescerebbero (ho detto Germania?). Ora io non ho gli strumenti e non ho manco la preparazione per poter fare delle stime ma non rimarrei sbalordito che se rientrasse in Italia un enorme flusso di danaro come quello di cui si parla (e contemporaneamente ovviamente uscisse dall’Estero in egual misura) fulmineamente i tassi italiani si abbasserebbero e quelli esteri si alzerebbero in egual misura a tal punto da polverizzare tutti gli spread di questo mondo. Ivi compreso il celeberrimo spread Btp/Bund. Vista in questo senso (ma non c’è da stupirsi essendo l’economia la più paradossale di tutte le scienze) l’impossibilità dello stato di potersi indebitare mobilitando il risparmio nazionale spinge il risparmio all’estero creando lo spread. Dunque è la stessa austerità nel caso italiano a creare lo spread. Una follia. Una follia parificabile a quella di far correre una persona con uno zaino alpino carico di sassi oppure simili a quella di curare una persona sana con un ciclo di chemioterapia come prevenzione alla possibile insorgenza di un tumore.

Come uscirne? Semplice:

1) Consenti agli stati che hanno un eccesso di risparmio “costretto” ad essere impiegato all’estero di indebitarsi fino all’assorbimento. Ma questo ovviamente non conviene a chi guadagna da questa situazione patologica (ho detto Germania?)

2) Distruggi l’asimmetria di fondo: non puoi avere un mercato finanziario unico per tutta l’Europa e poi il massimo “mobilitatore” di risorse non esiste. Ovvero non esiste un Ministero del Tesoro Europeo che emetta Eurobond e tutti i piccoli indiani dei singoli stati sono legati alla regola del 60% del debito/Pil e del 3% sul deficit/pil come se fosse la stessa cosa l’Italia che ha una bilancia commerciale, un saldo delle partite correnti e una bilancia dei pagamenti in forte attivo e oltretutto un colossale eccesso di risparmio e la Francia o la Spagna che vivono di trasferimenti netti dalla Germania.

3) Terza soluzione: salutare, riportare tutto a casa e andarcene educatamente.

Stiamo vivendo una enorme repressione fiscale (grazie al Trattato di Maastricht) e finanziaria (a causa dell’impiego dei risparmi italiani all’estero a tassi reali negativi) che si traduce nel più grande saccheggio della Storia italiana. Sipario.

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