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Zelensky afferma che l’intelligence statunitense è stata interrotta mentre missili russi “indetectabili” bombardavano Kiev, di Simplicius

Zelensky afferma che l’intelligence statunitense è stata interrotta mentre missili russi “indetectabili” bombardavano Kiev.

Simplicius 13 ottobre
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Ieri sera la Russia ha colpito Kiev con una serie di quelli che si presume essere missili balistici. Per quanto possa sembrare un attacco di routine, ciò che non lo è stato è stata la presunta mancanza del consueto preavviso da parte degli alleati all’Ucraina.

Lo stesso Zelensky ha espresso delusione per la mancanza di informazioni di intelligence:

È ormai accertato che l’Ucraina riceve tutti gli avvisi di lancio missilistico dagli Stati Uniti, presumibilmente tramite i satelliti di allerta precoce del sistema a infrarossi spaziale (SBIRS), in grado di rilevare i lanci balistici da aree di lancio note, o tramite radar OTH a lungo raggio come l’AN/FPS-132 di Fylingdale, nel Regno Unito, sebbene quest’ultimo sia utilizzato principalmente per il tracciamento di un missile già in volo, piuttosto che per il rilevamento nella fase di lancio.

Ci sono alcuni punti da sottolineare a riguardo.

Innanzitutto, il ministro degli Esteri Sybiha ha confermato che gli alleati si starebbero ancora scambiando informazioni, ma è stato stranamente cauto nell’affermare che la ragione della mancata segnalazione di ieri sera risiedeva in un tipo di armamento “speciale” utilizzato dalla Russia:

Anche Trump sembra aver confermato che gli Stati Uniti continuano a fornire informazioni all’Ucraina:

Quindi, cosa intendeva Sybiha con “armi speciali”?

Alcune fonti hanno affermato che la Russia ha utilizzato lanciatori S-400 appositamente modificati nell’attacco, il che spiegherebbe il tipo di munizione più “speciale”. L’Ucraina ha recentemente dichiarato di aver distrutto un sistema S-400 appena oltre il confine, nella regione di Bryansk, in Russia, che veniva utilizzato come piattaforma di lancio balistico modificata.

https://defence-blog.com/ukraine-destroys-russian-s-400-launcher-in-bryansk-region/

Fire Point ha dichiarato che il lanciatore era stato modificato dalle forze russe per colpire obiettivi terrestri ed era stato precedentemente utilizzato contro Kiev. L’azienda ha affermato che l’attacco ha colpito il lanciatore vicino al villaggio di Poroshino, lungo l’autostrada 15K-303. Il gruppo di monitoraggio open-source CyberBoroshno ha dichiarato di aver geolocalizzato il veicolo distrutto a partire da foto del relitto, individuando il sito alle coordinate 53.134224, 33.944510.

Affrontiamo subito la questione più spinosa: molti ancora non credono che la Russia stia utilizzando gli S-400 in questo modo e che si tratti di falsa propaganda ucraina. Ma per la Russia convertire gli S-400 in eccesso in lanciatori balistici è perfettamente logico, il che dovrebbe far riflettere: significherebbe che la Russia possiede più lanciatori di quanti ne sappia gestire, il che contraddice le continue affermazioni ucraine secondo cui la Russia starebbe esaurendo le proprie difese aeree.

Tenete presente che, secondo molti esperti, il nuovo missile balistico ucraino FP-7 è essenzialmente un missile S-300 rielaborato in una variante balistica. Qui sotto potete vedere l’FP-7 all’estrema sinistra, con il 48N6 (molto simile al 5V55 e ad altre varianti) della famiglia S-300 a destra:

Nell’arte della guerra, la cosa più intelligente ed efficiente che un progettista di armi possa fare è creare armi a duplice uso , adattabili a molteplici scopi.

Ma è qui che le cose si fanno interessanti.

Che la Russia utilizzi o meno i sistemi S-400 o qualche altro “sistema speciale”, la mancanza di preavviso da parte dell’intelligence può significare solo una di queste tre cose, tutte disastrose per l’Ucraina:

1. Che i missili russi S-400 lanciati in modalità balistica non siano rilevabili dai più avanzati sistemi spaziali statunitensi, il che è esattamente ciò che Andriy Sybiha sembra insinuare nel video precedente.

2. Le installazioni Patriot statunitensi all’interno di Kiev non sono in grado di rilevare questi missili con i loro radar.

3. La Russia sta utilizzando una nuova arma che non è rilevabile da nessuno dei suddetti sistemi statunitensi.

Oppure, se Sybiha sta mentendo e gli Stati Uniti hanno effettivamente nascosto informazioni di intelligence, la questione rimarrebbe comunque intrigante, dato che sappiamo che i sistemi Patriot statunitensi proteggono Kiev. Chi gestisce questi Patriot, gli ucraini o gli americani? Se fossero gli americani, significherebbe che potrebbero aver rilevato oggetti diretti a Kiev, ma aver ricevuto l’ordine di non intervenire e di non fornire preavviso radar agli ucraini, ammesso che li abbiano rilevati. Se invece fossero gli ucraini, sicuramente non avrebbero rilevato i missili, il che significherebbe che il radar Patriot, pur essendo altamente “avanzato”, è incapace di rilevare qualsiasi cosa la Russia stia inviando.

Per ipotizzare la spiegazione più probabile e meno “esotica”, possiamo supporre che la Russia abbia utilizzato questi S-400 convertiti in varianti balistiche, semplicemente non rilevabili perché probabilmente non seguono una traiettoria balistica neanche lontanamente simile a quella di un Iskander. Molto probabilmente, utilizzano un arco di volo più basso che sfugge alla maggior parte della copertura radar, senza contare che i missili stessi sono più piccoli e sottili, il che li rende più difficili da individuare sui radar.

I sistemi a infrarossi spaziali potrebbero averli mancati anche perché la scia di lancio è troppo piccola rispetto alla balistica reale, oppure perché il sistema li ha scambiati per veri e propri sistemi di difesa aerea in azione difensiva contro bersagli in arrivo, anziché per missioni offensive. Questo potrebbe essere particolarmente vero se il sistema SBIRS utilizza l’intelligenza artificiale per catalogare automaticamente i bersagli: se l’IA è stata addestrata a individuare gli S-400 come lanciatori di difesa aerea, potrebbe averli ignorati nella loro configurazione offensiva, utilizzata più raramente.

Per la cronaca, Politico afferma che non è stato dato alcun preavviso a causa del “maltempo” , una scusa apparentemente pretestuosa visto che ora si sono verificati diversi attacchi “senza preavviso” di questo tipo:

“Gli americani hanno detto agli ucraini che non era stato emesso alcun preavviso a causa delle cattive condizioni meteorologiche, il che a Kiev non è considerato una ragione sufficiente. Pertanto, molti sono sempre più preoccupati che la verità possa essere stata diversa”, ha dichiarato a POLITICO un funzionario a conoscenza della questione, a condizione di anonimato.

Il sistema di allarme missilistico ha già avuto malfunzionamenti in passato. “A volte queste informazioni non arrivano a destinazione. Non è la prima volta… Se questa volta ci sono stati problemi tecnici specifici, credo che gli specialisti li risolveranno. E risolveranno questo problema insieme ai nostri partner”, ha dichiarato martedì il portavoce dell’aeronautica militare ucraina Yurii Ignat.

Proprio mentre scrivo, un altro “attacco fantasma” si è appena verificato a Kiev, e anche in questo caso le sirene d’allarme sarebbero suonate solo dopo che i missili avevano già colpito:

Russi con carattere@RWApodcast Stessa cosa. Diversi impatti di missili a Kiev, sirene attivate dopo gli attacchi. Russi con carattere@RWApodcastPoco fa si sono verificati diversi impatti di missili a Kiev. Gli allarmi aerei si sono attivati ​​solo dopo le esplosioni.19:58 · 13 ottobre 2026·3.800 visualizzazioni2 risposte·1 condivisione·72 Mi piace

Zelensky si lamenta del fatto che, ancora una volta, non ci sia stato alcun preavviso da parte dei “partner”:

Volodymyr Zelenskyj / Володимир Зеленський@ZelenskyyUa Un attacco missilistico balistico russo su Kiev. Ancora una volta, nessun preavviso da parte dei nostri partner. L’obiettivo principale era l’infrastruttura energetica, in particolare la centrale CHPP-4. Purtroppo, è stata colpita. Anche un edificio residenziale è stato danneggiato e i soccorritori stanno attualmente spegnendo un incendio. I nostri… 20:23 · 13 ottobre 2026·54.600 visualizzazioni129 risposte·519 condivisioni·1.540 Mi piace

https://www.politico.eu/article/no-warning-for-russian-missile-strike-kyiv-zelenskyy/

Egli scrive:

I nostri sistemi hanno rilevato questi missili solo quando erano già virtualmente in avvicinamento a Kiev. CHPP-4 è uno dei principali impianti energetici di Kiev.

Secondo le nostre informazioni, i russi si stanno preparando a lanciare altri missili balistici. I fatti dimostrano che i russi non si considerano vincolati da quanto affermato dal Presidente degli Stati Uniti. L’Ucraina ha appoggiato un cessate il fuoco nel settore energetico. La Russia sta prendendo di mira un’altra centrale elettrica e la vita del nostro popolo.

E questo è assolutamente ingiusto: stanno distruggendo le nostre infrastrutture energetiche e l’Ucraina non riceve nemmeno un preavviso sui lanci di missili balistici. È importante che il mondo non rimanga in silenzio. Ed è importante che gli Stati Uniti vedano davvero cosa sta succedendo e chi è responsabile del protrarsi di questa guerra.

Vi preghiamo di rimanere al sicuro stanotte e domani. Stiamo lavorando per rifornire le nostre difese aeree con missili antibalistici.

Allora, cosa ne pensate? Varianti balistiche difficili da individuare dei sistemi missilistici russi S-400, oppure Trump che chiude i rubinetti dell’intelligence, anche se solo temporaneamente, per insegnare all’indisciplinato Zelensky a obbedire?

SONDAGGIOQuale dei due?Difficile rilevare i missili balistici S-400Gli Stati Uniti hanno interrotto le attività di sorveglianza e ricognizione spaziale per l’Ucraina.

Zelensky ci introduce all’argomento successivo menzionando il cosiddetto cessate il fuoco energetico che Trump aveva affermato essere entrato in vigore tra i due Paesi. Per chi non avesse assistito al solito circo, ecco un breve riassunto:

L’11 ottobre, Trump ha annunciato un cessate il fuoco energetico definitivo tra i due paesi in guerra:

Il problema era che né la parte russa né quella ucraina erano a conoscenza di questo cessate il fuoco, ed entrambe erano confuse quando venivano interrogate al riguardo:

Secondo quanto riportato da Axios, anche per Zelensky il cessate il fuoco era una “novità”, dato che non ne aveva mai sentito parlare:

https://www.axios.com/2026/10/11/trump-russia-ukraine-energy-ceasefire-zelensky

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha dichiarato ad Axios che l’annuncio “è stata una novità per me. Ma se i russi accetteranno un cessate il fuoco nel settore energetico, anche l’Ucraina accetterà”.

In breve, Trump si è inventato di sana pianta un cessate il fuoco, presumibilmente solo per placare le preoccupazioni economiche relative alla carenza di carburante: un gesto davvero sconcertante.

Interpellato in merito, ecco cosa ha risposto:

GIORNALISTA: “Lei ha detto che Russia e Ucraina hanno concordato un cessate il fuoco, ma entrambe le parti affermano di non averlo accettato…”

TRUMP: “Hanno accettato. Sapete perché? Perché ho detto: ‘Accettate’, ecco perché.Hanno accettato perché ho detto che accettavano, e questa questione deve essere risolta.”

Incredibili manie di grandezza. A quanto pare Trump ha detto a entrambe le parti che ci sarebbe stato un cessate il fuoco, e lo considerava un fatto compiuto semplicemente in virtù del potere del suo decreto.

Lavrov chiarisce che la Russia non cadrà in ulteriori truffe sul cessate il fuoco:

Dopo l’attacco di ieri, Kiev sarebbe stata completamente al buio:

Maria Avdeeva@maria_avdvKiev è al buio. Niente acqua neanche. La centrale termoelettrica di Kharkiv è sotto bombardamento proprio ora. Cessate il fuoco sull’energia? Quale cessate il fuoco sull’energia?16:45 · 11 ottobre 2026 · 380.000 visualizzazioni688 risposte · 4.520 condivisioni · 10.500 Mi piace

Gli attacchi russi hanno distrutto anche un impianto di lubrificanti:

Ecco come si presenta, a quanto pare, la centrale termoelettrica Kiev TPP-5 di Trypilska dopo la precedente ondata di scioperi:

Ecco come si presenta oggi la centrale termoelettrica di Trypilska. Si trova nel villaggio di Ukrainka, nella regione di Kiev.

Infatti, Google ora indica la centrale elettrica come “chiusa definitivamente” sulle sue mappe ufficiali:

Ora anche la centrale termoelettrica di Kharkiv TPP-5 ha subito “danni critici”, secondo quanto dichiarato da un responsabile amministrativo:

La centrale termoelettrica n. 5 di Kharkiv ha subito danni critici a seguito di un attacco – Capo dell’amministrazione militare regionale

▪️Synegubov ha riferito che la centrale termoelettrica ha subito danni critici.
▪️In precedenza, Zelenskyy aveva confermato l’attacco a un impianto energetico a Kharkiv.

Ora però l’Ucraina ha colpito anche la raffineria russa di Novoshakhtinsk a Rostov, con immagini di serbatoi di petrolio in fiamme. Questo è un chiaro segnale di sfida a Trump, che presumibilmente non gradirà l’aperta insubordinazione di Zelensky. Allo stesso tempo, Ansar Allah avrebbe colpito un importante impianto della Saudi Aramco a Jubail, il che significa che possiamo aspettarci che la crisi energetica continui, con Trump sotto crescente pressione alla vigilia delle elezioni di medio termine, il che potrebbe costringerlo ad attaccare Zelensky in modo ancora più duro.

Ora il Washington Post riporta che un nuovo “accordo di pace” è in fase di preparazione da parte dell’incompetente duo Kushner e Witkoff, che non è altro che la ripetizione della stessa formula:

https://www.washingtonpost.com/opinions/2026/10/12/kushner-witkoff-ukraine-peace-plan-takes-shape-behind-scenes/​​​​

Il “primo pilastro” offre molte rassicurazioni:

Secondo il funzionario statunitense, il pacchetto avrebbe quattro componenti fondamentali. Il messaggio a Putin sarebbe: non limitarti a porre fine alla guerra con l’Ucraina. Raggiungi un accordo economico e di sicurezza con l’Europa che ripristini la stabilità nella regione dopo una spirale di escalation.

La ricostruzione dell’Ucraina sarebbe il primo pilastro. La Banca Mondiale e la società di investimenti BlackRockvogliono creare un quadro di riferimento per soddisfare le molteplici esigenze finanziarie di Zelensky: ricostruire le aree devastate del Paese, fornire sussidi alle famiglie dei soldati morti e feriti e rilanciare un’economia in frantumi.

I restanti pilastri sono talmente ridicoli che l’autore stesso fa fatica a presentarli senza aggiungere commenti sarcastici: garanzie simili all’articolo 5 per l’Ucraina, “integrazione” economica di Russia e Ucraina nell’Europa e congelamento del conflitto allo stato attuale. Quest’ultima opzione è ovviamente inaccettabile sia per la Russia che per l’Ucraina.

Siamo onesti, l’unico motivo per cui vengono persino proposti questi assurdi piani di pace è che Trump finga di avere una parvenza di iniziativa, in modo da poter deviare le critiche quando gli viene chiesto perché non sia ancora riuscito a porre fine alla guerra o a far scendere i prezzi dell’energia. È il suo modo di provocare la stampa in modo asintotico, insieme a infinite promesse di pace che lasciano il cessate il fuoco perennemente a pochi giorni di distanza.

In breve: non è altro che un tentativo di nascondere la verità e una messa in scena politica, del tipo più imbarazzante in assoluto.


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Ho un sogno! _ di Peter Hanseler

Ho un sogno!

Ho un sogno!

Come sarebbe il mondo se le nazioni decidessero di permettere a tutti di prosperare in pacifica coesistenza? Perché questo non sembra funzionare? Quali elementi problematici dovrebbero essere neutralizzati?

Peter Hanseler

Ven 09 ott 2026Tempo di lettura: 14 minuti24

La realtà: un incubo, non un sogno.

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Un’immagine odiosa del nemico renderà possibile la guerra

I nostri lettori conoscono bene le argomentazioni addotte dall'”Occidente collettivo” per giustificare le guerre in corso – e probabilmente anche quelle future; sono ben note e non c’è bisogno di ripeterle fino alla nausea; sono vuote e del tutto ipocrite. Come conseguenza di queste “giustificazioni”, l’Occidente considera i russi come esseri subumani aggressivi che attaccheranno l’Occidente per raggiungere i propri obiettivi imperialisti – non per la prima volta, ma ripetutamente. Eppure, ogni volta, è stato l’Occidente ad attaccare e a portare morte e distruzione in Russia.

Gli israeliani non considerano nemmeno i palestinesi – e quindi tutti gli arabi – come esseri subumani, ma come animali. Vogliono sterminare i primi attraverso il genocidio e sottomettere e governare il resto sotto Israele (Grande Israele); il “Piano Generale per l’Est” ne è la conferma. Agli occhi dell’Occidente, gli iraniani sono terroristi e assassini di massa mossi da fanatismo religioso.

Questa è l’essenza delle argomentazioni avanzate dall’Occidente collettivo. Gli uomini e le donne che plasmano questa narrazione nella sfera pubblica e la ripetono come un rosario hanno modellato il loro approccio su quello del dottor Goebbels, a cui si attribuisce l’aforisma secondo cui una menzogna diventa verità se ripetuta abbastanza spesso. Gli israeliani e tutti i loro colleghi nell’Occidente collettivo applicano la stessa formula, con successo.

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Il fatto che questo principio sia ancora valido dopo la Seconda Guerra Mondiale è un chiaro segno della completa degenerazione dello scetticismo, l’antidoto alla propaganda. Le conseguenze di questo fatto sono spaventose, perché ancora oggi ci sono molti – troppi – seguaci, spettatori silenziosi e persone che scelgono la via della minore resistenza tra la popolazione.

Nella Germania nazista, gli ebrei venivano assassinati in segreto. La maggior parte della popolazione non era pienamente consapevole di ciò che stava accadendo e, se ne veniva a conoscenza tramite voci di corridoio, le persone tacevano. La leadership nazista mantenne il silenzio su questo genocidio perché credeva che la popolazione non lo avrebbe approvato, e probabilmente aveva ragione. La situazione è ben diversa in Israele: la stragrande maggioranza della popolazione della “Terra Santa” appoggia il genocidio contro i palestinesi, come chiunque può constatare su internet.

Ecco un breve video che mostra la situazione di Gaza prima e dopo l’escalation della distruzione. Rispetto a Gaza, Dresda appariva decisamente meglio dopo i bombardamenti del 1945; a Dresda furono distrutti 25.000 appartamenti, mentre a Gaza ne furono distrutti circa 135.000!

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Israele passerà alla storia come un agghiacciante monito, sostituendo la Germania nazista: una svolta storica che non potrebbe essere più cinica.

Nell’Europa occidentale, gli standard politici e sociali sono altrettanto disastrosi. Nel Regno Unito, si può essere arrestati per aver parlato contro il genocidio a Gaza; persino mostrare in silenzio un cartello con la scritta  “Sono contro il genocidio. Sostengo Palestine Action”  è considerato una violazione della Sezione 13 del  Terrorism Act . È proprio questo che ha portato all’arresto di Graham Bash, un  anziano ebreo , a Londra. Se ti opponi al genocidio e sei solidale con coloro che vengono uccisi, sei un terrorista.

Considero Gaza un immenso campo di concentramento e i prigionieri hanno il diritto di difendersi, con ogni mezzo necessario, come è successo nell’ottobre del 2023. Quando i prigionieri di Sobibor uccisero le guardie e fuggirono, fu considerato un atto eroico – si veda il film  Fuga da Sobibor . Oggi, vieni etichettato come terrorista anche solo per aver mostrato solidarietà a queste povere anime, ad esempio sventolando un cartello.

La maggioranza è condannata al silenzio

Se si prendessero i media come metro di giudizio, allora tutti gli europei sarebbero russofobi. In senso assoluto, questo non corrisponde certo alla verità. Eppure la maggior parte di coloro che non sono russofobi rimane in silenzio. Alcuni per convenienza, altri probabilmente per paura di persecuzioni. Cosa dovrebbe proteggere il “cittadino medio” che non è riuscito a proteggere una figura di spicco come  Jacques Baud ? Parlando con persone in Europa occidentale in un contesto molto privato, diventa chiaro che commenti positivi sulla Russia nella “neutrale” Svizzera non sono, per lo meno, vantaggiosi per la carriera. Personalmente, un banchiere svizzero di medio livello mi ha chiarito che considera inaccettabile e illegale il comportamento della Svizzera, in quanto stato neutrale, nei confronti della Russia, e il comportamento del suo datore di lavoro nei confronti dei clienti con legami con la Russia. Tuttavia, ha due figli e una casa con un mutuo, e quindi si sente impossibilitato a esprimere la sua opinione ai superiori.

Questo è un chiaro segnale che le opinioni personali non contano più e non hanno più alcun impatto. La paura di conseguenze negative è troppo forte. Di conseguenza, l’influenza che i pochi individui coraggiosi esercitano sull’opinione pubblica è trascurabile. Pertanto, chi è al potere ha già vinto.

La russofobia e gli atteggiamenti genocidi in Europa non solo sono socialmente accettabili, ma, attraverso la neutralizzazione delle opinioni dissenzienti descritta in precedenza, sono entrati a far parte dell’agenda politica e dei media. Quest’agenda è caratterizzata da una visione del mondo “monoteistica” che rende impossibile qualsiasi dialogo: esiste un solo Dio. E c’è solo “la nostra” opinione, “la nostra” verità. “La nostra democrazia”.

Il male ha trionfato? Le mie riflessioni a riguardo, espresse nell’articolo del novembre 2025 ” Il male trionferà ?”, sono ormai obsolete? Interi continenti sono avvelenati da falsità che sono diventate l’unica verità. Non c’è più bisogno di uccidere o far sparire gli oppositori di questa politica. La paura regna sovrana e fa svanire le opinioni dissenzienti: missione compiuta.

Come iniziare una guerra

La macchina dell’odio, costruita con grande precisione, funziona senza intoppi in tutti i vecchi partiti. Politica, industria e media sono – ancora una volta – diventati un tutt’uno: un chiaro segno di fascismo. Il meccanismo di controllo che mette a tacere gli “oppositori” si basa sulla paura istituzionalizzata e codificata per legge. Paura di perdere il lavoro, la posizione sociale e la reputazione. Il piccolo gruppo che si rifiuta di farsi intimidire è soggetto a sanzioni che portano all’espropriazione di tutte le risorse finanziarie e alla completa privazione dei diritti. Queste sanzioni minano la dignità umana e i diritti fondamentali che ne derivano. Un meccanismo politico e amministrativo che fa sembrare insignificante, al confronto, il  divieto imperiale medievale  . Se i diritti fondamentali vengono eliminati, si perde il fondamento su cui si basa ogni società. Mi riferisco alla mia conferenza del 3 settembre: “ La dignità umana è intangibile” – davvero? Basta guardare indietro di 90 anni per ritrovare questa stessa erosione della società.

La legge sui pieni poteri del 1933 nacque in seguito a un  attentato sotto falsa bandiera  (l’incendio del Reichstag) e alla mancanza di fermezza del Parlamento tedesco. I suoi membri non nazisti furono ingannati e/o minacciati. Ciò portò a una struttura di potere paragonabile a quella odierna. ” La legge è ciò che serve al popolo tedesco “, una battuta di Hans Frank al Congresso degli avvocati tedeschi nel 1933. È difficile individuare differenze sostanziali tra il 1933 e il 2026. Oggi, la politica dell’UE non solo viene applicata in Germania con tutto il potere delle autorità, ma si è radicata in tutta l’Unione. Al timone di questa struttura sovranazionale si trova Ursula von der Leyen, salita al potere senza un mandato democratico. Al contrario, il cancelliere di Adolf Hitler fu legittimato democraticamente.

A differenza del mandato di Ursula von der Leyen, la cancelleria di Adolf Hitler fu democraticamente legittima.

La guerra diretta in Europa tra NATO e Russia si sta quindi già consumando nell’immaginario collettivo. La polveriera è piena. Il banale  attacco sotto falsa bandiera  di Lipsia (si dice che la Russia abbia attaccato la Germania con un drone da 199 euro) non è stato ancora sufficiente a innescare la miccia; altre scintille verranno accese finché non sarà sufficiente.

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Il concetto alternativo – il sogno – avrebbe un aspetto diverso e sarebbe una benedizione per tutta l’umanità.

Il concetto “I Have a Dream” è pericoloso per la vita

«Ho un sogno. Che un giorno questa nazione si sollevi e viva secondo il vero significato del suo credo. Noi riteniamo che queste verità siano di per sé evidenti, che tutti gli uomini siano creati uguali.»
Il dottor Martin Luther King Jr. durante la Marcia su Washington del 28 agosto 1963.

Il dottor Martin Luther King ha pagato con la vita il suo sogno. Se i governi del mondo seguissero l’esempio di Martin Luther King – e non ho mai sentito una sola voce autorevole opporsi al sogno di questo eroe – e se tutte le persone su questa terra fossero trattate allo stesso modo, allora le ragioni delle guerre attualmente in corso diventerebbero obsolete e vivremmo in pace.

I russi sarebbero esseri umani, non subumani imperialisti e brutali provenienti dall’Oriente. Gli iraniani non sarebbero terroristi religiosi musulmani, assetati di sangue e controllati dai “mullah”. I cinesi non sarebbero robot comunisti senz’anima intenti a soggiogare l’Occidente. I tedeschi non sarebbero nazisti con il cervello lavato, sedotti ancora una volta; gli americani non sarebbero degli ignoranti, primitivi e inaffidabili spacconi che ricattano il mondo; e infine, gli inglesi non sarebbero gli psicopatici provenienti dalle nebbie dell’Albione che ancora vogliono dominare il mondo.

Noi umani vivremmo semplicemente insieme, risolveremmo i nostri conflitti con mezzi pacifici e non penseremmo mai nemmeno di minacciare gli altri con la morte e la distruzione, figuriamoci di attaccarli o distruggerli.

Sono certo che, se si tenesse un referendum globale, questa semplice struttura del mondo troverebbe sicuramente il favore di circa il 99% della popolazione mondiale.

Il sogno sarebbe un paradiso

Sebbene al momento le possibilità di realizzare questo sogno siano scarse, descrivere questo sogno, questo obiettivo, è per me un piacere.

In tempo di guerra, i paesi aumentano le spese per la difesa a livelli astronomici. Siamo già in guerra e le spese per la difesa si sono già moltiplicate. Se questi costi venissero eliminati, i governi potrebbero concentrarsi su ciò per cui i cittadini li hanno effettivamente eletti: migliorare la vita della popolazione attraverso investimenti in infrastrutture, istruzione, sanità e così via.

In questo mondo ideale non ci sarebbero sanzioni; il commercio di beni e la circolazione di denaro sarebbero liberi e senza ostacoli, e quindi enormemente più efficienti ed economici. Ogni singola persona al mondo ne trarrebbe beneficio.

Paesi come la Russia e l’Iran diventerebbero improvvisamente i più ricchi del pianeta – per citare solo due dei più grandi tra le parti attualmente in guerra. E questo, in definitiva, è uno dei motivi principali per cui questo sogno sta fallendo. Si chiama invidia – insieme all’avidità, è la forza più potente che alberga nell’animo umano. Molti pensano che l’invidia sia un problema delle classi inferiori, che bramano una vita migliore. Tuttavia, non è così. Ho conosciuto miliardari che avrebbero potuto soddisfare ogni desiderio materiale con un semplice cenno del capo. Eppure invidiavano chi era persino più ricco di loro. Perverso, ma vero. Questo vale anche per la super-élite, che non vediamo mai. Chi detiene il potere più grande desidera automaticamente essere anche il più ricco, perché teme di perderlo altrimenti.

Chi detiene il potere non aspira a un mondo di sogni.

Il mondo dei sogni dei potenti è ben diverso; e questo si riflette nella situazione attuale. Da un lato, guadagnano trilioni dalle spese militari, un business caratterizzato da commissioni e margini di profitto enormi. Un’oasi di benessere creata per imprenditori corrotti, politici, analisti politici, lobbisti e i media mainstream. Il mondo dei sogni che ho descritto segnerebbe la fine di questo business. Questo business è così redditizio perché una piccolissima parte della popolazione mondiale può spartirsi queste somme ingenti, lasciandone a sufficienza per corrompere i decisori politici, economici e mediatici.

Non basta ungere le mani di queste signore e signori per ottenere un contratto da un organo come il parlamento, perché ungere le mani è come affittare: bisogna continuare a pagare. Se si comprano le persone e le si integra nelle catene del valore, si risparmiano le spese di supporto, il tempo di gestione e, di conseguenza, il denaro. I giovani politici vengono sostenuti con borse di studio e lavori ben pagati e di scarso valore, con la promessa che, una volta adempiuto ai loro doveri politici, troveranno un altro lavoro che non sarebbero mai riusciti a ottenere senza aiuto. Più la persona è stupida, minori sono le spese.

Un esempio lampante: Annalena Baerbock. Nonostante la sua intelligenza limitata, ha “frequentato” Londra per alcuni mesi invece della London School of Economics (2004-2005), è diventata Ministro degli Esteri (2021-2025), poi Presidente dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite (2025-2026) e ora è Professoressa di Pratica Professionale alla Columbia University. Il suo stipendio si aggirerà tra i 250.000 e i 400.000 dollari. Lascio all’immaginazione del lettore il compito di capire come il rettore della Columbia University si sia lasciato convincere ad assumere come professoressa una creatura del genere, che non padroneggia nemmeno la propria lingua madre.

Non sono storie nuove. Joschka Fischer, che abbandonò gli studi superiori, finì per diventare professore ospite all’Università di Princeton dopo il suo mandato come ministro degli esteri e vicecancelliere tedesco (1998-2005), senza un diploma di scuola superiore e senza alcuna traccia di una formazione universitaria – licenza, dottorato o abilitazione – da nessuna parte. Bisognerebbe essere un po’ cinici per pensare che questo onore di essere nominato professore abbia qualcosa a che fare con i bombardamenti della Serbia.

Molte carriere seguono lo stesso schema: più deboli sono i candidati, più malleabili sono, e più economico è per i loro finanziatori raggiungere i propri obiettivi. Il presidente Macron non conosceva il termine  EBITDA  quando è entrato in Rothschild nel 2008; è come se un muratore non sapesse come impugnare una cazzuola. Sebbene sia stato promosso a socio dopo soli due anni, il suo ruolo nelle principali transazioni fino a quel momento era stato descritto come “junior”: si limitava a compilare fogli di calcolo Excel. In Rothschild, in genere occorrono dai 7 ai 12 anni per passare da una posizione entry-level a quella di socio. Il signor Macron, quindi, ha ricevuto riconoscimenti prima ancora di aver reso servizi speciali. Lo stesso valeva per il Cancelliere federale Merz in BlackRock.

È così che si costruiscono le carriere in Europa – e anche negli Stati Uniti – per insediare burattini malleabili e controllabili che obbediscono ai loro burattinai e non servono in alcun modo i desideri delle proprie popolazioni. Ecco perché è del tutto irrilevante che il 99% delle persone desideri pace e prosperità. Dove finiremmo se la plebe ottenesse ciò che vuole?

Come ci si libera dei distruttori di sogni?

Con le risorse adeguate e il team di scienziati giusto, sarebbe certamente possibile portare alla luce coloro che lavorano dietro le quinte, ma al momento, per pura istinto di autoconservazione, molti di coloro che possiedono le capacità intellettuali per farlo si trovano impossibilitati ad agire. Esistono numerose pubblicazioni su questo argomento, ma la maggior parte è scritta da autori sconosciuti e pertanto è facile preda di coloro che liquidano tali ricerche come teorie del complotto, inimicandosi così gli  autori .

Qualche settimana fa, ho pranzato con un gruppo dei più eminenti e influenti analisti geopolitici occidentali. Durante il pranzo, ho chiesto loro se anche loro credessero che le teorie su certi gruppi (lo  stato profondo , i Rothschild, ecc.) fossero accurate: la risposta è stata un sonoro sì, da parte di tutti. Il motivo per cui nessuna delle menti più brillanti – e questi partecipanti lo erano – sta indagando su questo argomento e portandolo all’attenzione del pubblico ha a che fare con l’autoconservazione. Non sembra ancora possibile risolvere il problema con i metodi scientifici e giornalistici convenzionali: la paura da una parte è troppo grande e il potere dall’altra è altrettanto formidabile. Tuttavia, il momento arriverà, poiché i burattinai continuano a commettere errori; si veda  Epstein – “Concierge del Male” – Domande pericolose .

Il mio sogno è come il paradiso, ma la realtà è un incubo.

Conclusione

Ho questo sogno, quello di cui ho parlato più volte in questo articolo: il sogno della prosperità per tutti, il sogno della giustizia. E soprattutto, il sogno della pace. È stato questo sogno che, più e più volte, ha ispirato le persone a sollevarsi e a lottare, anche durante i periodi più bui e difficili della loro storia.

Non è certo se ciò sia possibile nelle circostanze che prevalgono almeno dalla Seconda Guerra Mondiale, con gruppi segreti non eletti, la cui esistenza si può al massimo ipotizzare, che controllano il destino del mondo. Chi ha la forza, il coraggio e i mezzi per trascinare questi mostri, che rifuggono la luce, sotto i riflettori dell’opinione pubblica mondiale e consegnarli alla giustizia?

Il tempo stringe. Se, ad esempio, gli europei raggiungessero il loro obiettivo e scoppiasse una guerra con la Russia, si tratterebbe – secondo il ministro degli Esteri Lavrov – di un tipo di guerra completamente diverso, e di breve durata.

Mi appello a tutti i decisori politici occidentali affinché riconsiderino la loro ossessione bellica e frenino finalmente, prima che la strada si ghiacci, che si perda ogni potere frenante e che gli incoscienti al volante si rendano conto della loro stupidità solo nell’istante dell’impatto. L’umanità ne pagherà il prezzo.Tag dell’articolo:

L’arma più forte – Il tradimento non porta mai bene _ due articoli di WS

“L’agente Korybko” è sempre molto interessante da leggere ed offre sempre spunti interessanti da commentare, ma mettere insieme molti suoi articoli, tutti insieme, rende difficile commentarlo puntualmente.

Comunque, dal “ricco zuppone ” di oggi, qui riportato

oggi commento per esteso solo due passaggi importanti.

Il primo è questo:

  la famigerata menzogna secondo cui Putin sarebbe segretamente un antisionista

 che non ha alcun senso politico , perché ormai nessuno potrà negare che “Putin è indubitabilmente prorusso” come daltronde lo è sempre stato l’ ebreo “ puro” Zerinowsky !. 

Ed anche ammettendo fosse vero che sia il semplice “sionismo” la prima minaccia per l’ esistenza della Russia, cosa dovrebbe fare Putin ? Attaccarlo frontalmente ed in piena luce come un noto “sciocco” prima di lui?

Qualunque cosa pensi in merito al “sionismo” un russo di madre ebrea ma convintamente russo, la sua azione politica in difesa della Russia dovrebbe essere di non ripetere l’errore che quello ” sciocco” fece a suo tempo, anche solo partendo dalla semplice costatazione che le responsabilità non sono mai collettive come invece pretendono i “sionisti” per tutti gli altri.

Il secondo punto da chiarire è questo:

   Dal momento che la Cina si è rifiutata di accelerare radicalmente il multipolarismo sfidando le tre sanzioni statunitensi contro la Russia e interrompendo le vendite di droni all’Ucraina, è una sorta di giustizia poetica che la Russia inasprisca radicalmente la campagna di pressione statunitense contro la Cina attraverso un riavvicinamento con gli Stati Uniti incentrato sulle risorse, che farà deragliare la traiettoria di ascesa della Cina a superpotenza.

 Per spiegare una ovvietà: le relazioni tra Russia e Iran non sono una ALLEANZA e tanto meno lo sono quelle tra Russia e Cina.

L’ unica cosa che hanno in comune queste tre “ canaglie” è la minaccia che ricevono da U$rael e dalla quale tutti e tre devono difendersi, ma con cui ognuno dei tre ha interazioni diverse in relazione al diverso teatro dei propri interessi e al livello di attacco che si trovano a dover subire, PUNTO. 

Tutti e tre quindi hanno solo un comune interesse affinché nessuno degli altri due “crolli” sotto la pressione U$raeliana e tutti e tre temono che in qualcuno degli altri due possa prendere il potere il locale partito de “l’ appeasement”, cioè la locale ” borghesia compradora”.

Quindi nessuno si sbilancia troppo a favore degli altri due ed essendo la Cina il bersaglio più grosso e quindi “l’ ultimo” , essa ha solo interesse a sfruttare al massimo il “fattore tempo” ritardando al massimo la sua “entrata in campo”.

E questo dovrebbe subito chiarire che i Brics non esistono al di fuori di essere solo un “club di renitenti” alla dittatura globale di U$rael.

La relazione quindi tra le ” tre canaglie” è definita dal peso relativo e dal relativo livello conflittuale con l’ impero U$raeliano”.

La Cina essendo quella più forte e meno aggredita può permettersi di non sostenere “ufficialmente” le “battaglie” delle altre due. La Russia che è in posizione sottostante, pur essendo la prima potenza nucleare del globo, deve invece sostenere la Cina sulle sue questioni cruciali ( Taiwan) senza ricevere in cambio alcuna reciprocità sulle proprie , mentre l’ Iran che è il più debole di tutti deve sostenere le ragioni delle altre due senza analoghe contropartite diplomatiche .

Ed addirittura l’ Iran, dipendendo in modo marcato dalla Russia, ha dovuto chiedere l’ammissione ad un livello di relazione più stretta con lo spazio strategico russo ( adesione al CIS+1) senza che la Russia si impegni in cambio , almeno ufficialmente, a sostenere quello dell’ Iran.

Va comunque precisato che tutte e tre “le canaglie” restano attori indipendenti nei loro settori strategici di interesse. Né Russia, né Cina possono ordinare qualcosa all’ Iran e tantomeno la Cina può ordinare qualcosa alla Russia. Semplicemente i tre si coordinano al solo fine di non danneggiarsi reciprocamente , cosa che, avendo un nemico comune, sarebbe anche una palese idiozia.

Semplicemente la diversa ” stazza” e le diverse priorità strategiche impongono ai tre di ingoiare “bocconi amari” diversi. Ad esempio l’ Iran ha dovuto ingoiare il “boccone” del ritiro russo dalla Siria, con conseguente crollo dei suoi proxi locali; un ritiro per altro ampiamente giustificabile e un “crollo” che senza l’ arrivo dei russi sarebbe già avvenuto 10 anni prima .

La Russia invece deve ingoiare che le armi occidentali che gli impediscono di avanzare nel Donbass e che distruggono le sue infrastrutture siano costruite con componenti vendute dai cinesi esattamente, per altro, come buona parte di quelle russe.

Ma anche la Cina ha i suoi “bocconcini amari”. In MO dove viene marginalizzata dalla violenta reazione iraniana alla aggressione u$raeliana , nel sub continente indiano sia per la perdita di influenza sul suo alleato Pakistan che per l’ ascesa di un’ India sempre più spregiudicata; nella stessa penisola coreana dove sta già vedendo un chiaro spostamento delle due Coree verso l’ influenza russa.

In conclusione la partita è complessa ed ognuno gioca per conto proprio esattamente come la Russia che , e questo non bisogna dimenticarlo mai e tantomeno se lo dimentica Putin , “ ha solo due amici …” 

Quindi Putin “ antisemita” / “ servo di Sion” ? E Cina “debole” , “falsa” e “ remissiva” ? Tutte sciocchezze portate avanti dalla solita “narrazione” che resterà “ l’arma più forte”…. finché non ci sarà una “guerra “ davvero.

Il tradimento non porta mai bene_ di WS

E’ inutile ripetere gli stessi commenti e le stesse polemiche mentre aspettiamo il compimento del nostro “ fato” ( per esempio siete già in fila ai distributori ENI ? ) e così questo articolo

nella sua semplicità è un ottimo stimolo per una digressione che ho in pancia da tanti anni.

Perché , nel caso di specie , semplicemente il declino della Lega segna la sconfitta del ” nordismo” davanti ad un “meridionalismo” sempre più avanzante e dominante al Nord ( La Russa, il ” ras di Milano”, ne è un bell’ esempio).

Tanto più che oggi il problema dei (residui) “ceti medi produttivi” non è più il fiscalismo “romano” , oramai solo il braccio armato della €uroburocrazia, ma direttamente proprio l’ €uromoloch sotto cui lo stato profondo italiano (“romano” e “terronico” ) si è infeudato ( e per vederlo basta guardare ” il colle” )

La “sconfitta del Nord” era facilmente prevedibile dalla storia dato che l’ incapacità politica “padana” sta scritta nella sua storia fin da quando l’ aristocrazia lombarda aprì le porte di Milano ai francesi per poi finire al servizio di hidalgos spagnoli.

Ma già allora il disastro ” padano” fu un disastro italiano. Questo dovrebbe ammonirci tutti , perché altrettanto sarà questa volta e paradossalmente la frantumazione di QUESTA Italia , accusa tanto imputata alla Lega, non è mai stata tanto vicina come adesso.

Quando esplose il primo leghismo io comprai un libretto di un “Anonimo Lombardo” titolato ” Della guerra dei politici contro il Nord e contro l’Italia” .

Un “anonimo ” che io ho sempre sospettato fosse Tremonti ma che esprime bene il punto di vista della solita , politicamente incapace, elite “padana”.

Il concetto era semplice ed era ovviamente in linea con il “Britannia” di un anno dopo: l’ Italia è fottuta, la politica romana è incapace e lo stato è irrimediabilmente inefficiente in quanto sempre più “meridionalizzato”. E se a questo il “leghismo” una reazione giustificabile , tuttavia è destinata al fallimento perché non disporrà mai delle “leve” necessarie; tanto vale, quindi, “questa italia” mangiarsela fino al si salvi chi può .

Caso mai toccherebbe alla ” elite” romana&sudista” , se mai lo volesse e ne fosse capace, cercare di salvare la PROPRIA “mucca”, perché , ed è questo che si intuisce dal tono del libro , l’ elite “padana” ha già la sua uscita “personale” in €uropa e nel mondo della globalizzazione “ angloamericana”.

Ed infatti il “bubbone leghista” non era la “malattia” ma un macroscopico sintomo della malattia che PRIMA ha portato l’ Italia alla irrilevanza politica di oggi e, presto o tardi , al suo totale disfacimento .

Ed io ho sempre pensato che sarebbe stato meglio cogliere questo sintomo in tempo invece di tentare continuamente di “estirparlo” o “ingessarlo”. 

Quando esplose “il salvinismo” della lega 2.0 io dissi ” Salvini è tutto ciò che avremo perché non avremo mai di meglio “; cosa spera, quindi, ora l’ autore prendendo atto di questo ” risultato”?

Ma la questione va oltre il “ caso italiano” .

Infatti , come ci preannunciava “l’Anonimo” , “il Nord” ha perso perché è stato completamente tradito dalla sua elite; non solo perché questa è politicamente incapace pur disponendo di “molti mezzi”, ma soprattutto perché essa aveva i suoi “affari”, sia con la “politica romana” che con il “mondo” europeo&globale, e a quelli solo pensava.

Di questa “elite” gli Agnelli ne sono il prototipo e gli alfieri; ma la stessa vicenda politico-affaristica dei Berlusconi , dal padre palazzinaro alla figlia “banchiera” ne è proprio l’ emblema

Questo, per altro, è poi avvenuto DAPPERTUTTO in €uropa .

TUTTI i ceti medi produttivi sono stati traditi dalle proprie élites economiche e politiche , solo che l’ Italia, e “il Nord” in particolare, è stata la prima ad essere “macinata” da questo processo proprio per il suo problema strutturale di una classe politica “romana” e uno stato “ meridionalizzato” contro cui l’elite “lombarda” non aveva avuto altra strategia che farsi gli “affari propri”.

La “macellazione” della classe produttiva del “Nord” ha generato il “leghismo” nei primi ‘90 esattamente come la “macellazione” dei ceti produttivi francesi ha poi generato il “lepenismo” in Francia ventanni dopo e adesso la “macellazione” dei ceti produttivi tedeschi sta generando AFD in Germania.

E perché questi sono tutti “ di destra” ? Ma ovviamente perché chi li vota cerca di “conservare” e “ difendere” quello che aveva ! Anche gli “operai” vanno a “ destra” se la “ sinistra” è diventata solo uno stumento del “grande capitale apolide” !

E che altro hanno in comune questi “bubboni” ? La inevitabile sconfitta per non riuscire comunque a raggiungere le “leve” dello stato perché le “locali” elites hanno volutamente già tradito “il territorio” da cui hanno tratto il loro successo come classe.

Ma si tratta di puro autolesionismo, perché è dai tempi della repubblica romana che la storia ci insegna che “il tradimento non porta mai bene”.

(+) Per chi fosse interessato

https://www.ibs.it/della-guerra-dei-politici-contro-libri-vintage-anonimo-lombardo/e/2570030177464?srsltid=AU7gw4UGrFG68sCE3NlFw-3fxvE4tN-_t0MhI1fDhy8779FsyO4F7HVy

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La crisi francese sta diventando un problema europeo, di Duran Daily

La crisi della Francia sta diventando un problema per l’Europa

Le proteste in Francia mettono in luce un divario sempre più ampio tra gli impegni assunti dallo Stato e la sua capacità di mantenerli: una debolezza che ha ripercussioni sulle finanze e sulle ambizioni strategiche dell’Europa.

Il Duran Daily9 ottobre
 
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La forza economica di un governo non dipende solo dalla sua capacità di contrarre prestiti, ma anche dalla sua capacità di convincere i cittadini che gli oneri che impone perseguono uno scopo credibile. Quando tale consenso si indebolisce, le misure volte a ripristinare la stabilità finanziaria possono aggravare l’instabilità politica. Lo Stato conserva i propri poteri formali, ma perde l’autorità necessaria per esercitarli in modo efficace.

La Francia è un esempio sempre più evidente di questa situazione. Le proteste studentesche in quel Paese collegano il deterioramento dei servizi pubblici a una questione più ampia riguardante la distribuzione delle opportunità e dei sacrifici. La portata del fenomeno va ben oltre la sopravvivenza di un governo. Una delle principali potenze europee sta lottando per conciliare i propri obblighi interni con i propri limiti finanziari, indebolendo così le fondamenta su cui poggiano le sue ambizioni più ampie.

Quando il contratto sociale non mantiene più le promesse
Le condizioni scolastiche hanno dato a questo conflitto un’espressione concreta. La carenza di insegnanti, le aule sovraffollate e il deterioramento degli edifici hanno scatenato manifestazioni che hanno coinvolto genitori, insegnanti e sindacati. L’istruzione è diventata un punto attorno al quale può concentrarsi un malcontento più ampio, poiché riguarda la promessa più importante dello Stato: che la prossima generazione avrà i mezzi per costruire un futuro migliore.

Per gli studenti, la distinzione tra una spesa pubblica consistente a livello nazionale e un’offerta formativa locale inadeguata offre ben poco conforto. Essi entrano in contatto con lo Stato attraverso la disponibilità di insegnanti, strutture funzionanti e l’accesso alle opportunità. Quando questi aspetti subiscono un deterioramento, il problema diventa non solo di finanziamento, ma anche di legittimità. Un governo non può difendere all’infinito l’entità della propria spesa ignorando al contempo l’insoddisfazione per i risultati ottenuti.

La controversia di fondo riguarda le priorità. Gli impegni già assunti assorbono le risorse prima ancora che i governi prendano in considerazione nuove richieste, mentre ai cittadini più giovani viene chiesto di accettare l’incertezza in materia di occupazione, istruzione e tenore di vita. La riforma diventa più difficile quando coloro che ne sostengono i costi immediati dubitano di poterne trarre i benefici futuri. Gli attori politici possono sfruttare tale frustrazione, ma non hanno bisogno di creare artificialmente le condizioni che la rendono convincente.

La sopravvivenza parlamentare sostituisce l’autorità di governo
La scommessa parlamentare di Macron per il 2024 ha aggravato la situazione. Lo scioglimento ha portato a un’assemblea frammentata, lasciando l’esecutivo senza una maggioranza stabile a sostegno di un programma coerente. La cooperazione volta a impedire la vittoria del Rassemblement National non ha portato alla definizione di una posizione comune su come la Francia debba tassare, spendere o attuare riforme. La capacità di bloccare un avversario si è rivelata più forte della capacità di governare insieme.

Questa distinzione caratterizza ora la battaglia sul bilancio. I partiti dell’opposizione hanno tutto l’interesse a respingere misure dolorose, mentre il governo deve scambiare concessioni con il sostegno parlamentare. Ogni negoziazione può garantire una sopravvivenza temporanea senza risolvere le scelte economiche che ne stanno alla base. La responsabilità si disperde tra le diverse istituzioni, mentre la frustrazione dell’opinione pubblica si concentra sulla presidenza.

La risposta più conciliante del primo ministro Sébastien Lecornu alle proteste riconosce i limiti dello scontro. Tuttavia, le manifestazioni di comprensione non possono sostituire i miglioramenti che richiedono risorse finanziarie. Gli scontri con la polizia complicano ulteriormente il quadro, trasformando una controversia sull’istruzione in una disputa sul modo in cui il governo tratta i propri cittadini.

La conseguenza è un restringimento degli orizzonti. Con l’avvicinarsi delle elezioni presidenziali del 2027, la gestione delle prossime elezioni parlamentari o delle manifestazioni potrebbe avere la precedenza sul ripristino della capacità produttiva. Un successore erediterebbe gli stessi vincoli. Un cambiamento elettorale può ridistribuire l’autorità, ma di per sé non è in grado di conciliare obblighi, risorse e aspettative.


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Il ricorso al prestito rinvia l’adeguamento
Alla fine di giugno, il debito pubblico francese ha raggiunto circa 3,6 trilioni di euro, pari al 119% del PIL. Tali cifre non indicano che sia imminente una crisi finanziaria. Dimostrano tuttavia quanto il ricorso al prestito abbia sostenuto lo Stato e quanto una strategia fiscale credibile dipenda ora dalla crescita economica e dalla cooperazione politica.

L’euro limita i meccanismi di aggiustamento a disposizione. La Francia non può svalutare autonomamente la propria moneta né fissare i tassi di interesse in funzione delle circostanze interne. Il miglioramento della competitività dipende quindi in misura maggiore dalla produttività, dagli investimenti e dalle variazioni relative a salari, fiscalità o spesa pubblica. Si tratta di processi che richiedono tempo e le cui conseguenze distributive necessitano di consenso.

L’adesione all’unione monetaria non spiega completamente le difficoltà della Francia. I governi continuano a stabilire le priorità di spesa e rimangono responsabili dell’efficienza amministrativa. Tuttavia, i vincoli monetari rendono ancora più importante fare le scelte giuste. Il ricorso al debito può attenuare l’impatto dell’aggiustamento, ma non può compensare in modo permanente una crescita debole o un’allocazione inefficace delle risorse.

Ciò crea un difficile equilibrio politico. Tagli indiscriminati possono indebolire l’istruzione e le infrastrutture necessarie per migliorare i risultati futuri. Il ricorso continuo all’indebitamento può preservare gli assetti esistenti senza renderli più sostenibili. La sfida principale consiste nel reindirizzare le risorse verso la capacità produttiva, mantenendo al contempo un sostegno pubblico sufficiente per portare a termine il programma.

La debolezza interna si trasforma in un rischio a livello europeo
Le dimensioni della Francia fanno sì che questo problema non possa rimanere esclusivamente nazionale. Una pressione prolungata sul suo debito si ripercuoterebbe, attraverso le partecipazioni bancarie, i portafogli di investimento e le condizioni di finanziamento, su tutta l’eurozona. L’aumento dei costi di finanziamento potrebbe quindi aggravare il conflitto interno, assorbendo risorse che altrimenti sarebbero disponibili per i servizi pubblici.

Le istituzioni europee dispongono di strumenti per contenere le turbolenze sui mercati. Lo strumento di protezione della trasmissione della BCE consente l’acquisto di titoli obbligazionari senza un limite di volume prestabilito, previa valutazione di fattori quali la politica fiscale e la sostenibilità del debito. L’intervento è quindi tecnicamente possibile, ma la sua giustificazione e le relative condizioni diventerebbero politicamente controverse se la Francia non riuscisse a definire un percorso credibile per il futuro.

Lo scenario più probabile nel breve termine è un’altra tregua negoziata: concessioni, trattative sul bilancio e sforzi per rassicurare i creditori. Ciò potrebbe scongiurare lo scontro immediato senza però ripristinare l’autorità di governo. Nel frattempo, la fragilità interna limita la capacità della Francia di sostenere gli impegni in materia di difesa europea e di influenzare le decisioni economiche collettive.

Le ambizioni strategiche dell’Europa dipendono da Stati in grado di mobilitare risorse con il consenso dell’opinione pubblica. La crisi francese mette in luce quanto facilmente tale base possa indebolirsi. Un continente che aspiri a una maggiore autonomia sulla scena internazionale deve innanzitutto sostenere la capacità economica e la legittimità politica che rendono possibile tale autonomia.


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