rebus da decifrare, a cura di Giuseppe Germinario

 

DALLA FINZIONE ALLA FARSA di Piero Visani

Siamo nel pieno delle “Tempeste d’acciaio” di Juengeriana memoria: “Avanti, ragazzi!: INCLUSIONEEE…!!!”

Dalla battaglia di Farsalo a quella di Farsaccia. Suggerirei un aggiornamento dei portati “teorici” del M5S: da “uno vale uno” a “a zero vale zero”. Un aggiornamento necessario e più consono, specie se autoriferito…
Ma chiudere per manifesto fallimento, anche ideologico, non sarebbe opportuno, risparmiando paccate di miliardi?

 

SMOTTAMENTI, di Fabio Falchi

In relazione al post precedente (in cui ho indicato i difetti della Lega e degli altri partiti), vorrei precisare che le elezioni del prossimo 26 maggio sono elezioni europee. Invece il M5S che fa? Parla di UE, di trattati da rivedere, di una politica europea funzionale agli interessi della Germania e della Francia o dell’austerity?
Nulla di tutto questo e perfino i “gilet gialli” sono scomparsi dall’agenda politica del M5S, che invece fa solo politica contro Salvini e la Lega. E si badi non in una stanza chiusa, come si conviene tra alleati, ma alla luce del sole.
All’inizio si poteva pensare che fosse solo politica di “bassa lega” per guadagnare un po’ di voti, ma adesso è chiaro che Di Maio, che non è che un burattino nelle mani di Grillo e Casaleggio, ha cambiato strategia e mira a far cadere il governo. La questione del sindaco di Legnano è solo un pretesto (se è corrotto ovviamente pagherà). Difatti, l’attacco contro l’alleato è a 360 gradi e l’importante è non parlare di Europa. Evidentemente l’UE “paga” bene. Che altro aggiungere?

Il difetto peggiore della Lega è certo quello di condividere gli stessi principi e valori di quelli che vorrebbe combattere. Incapace, per mancanza di cultura politica e di senso dello Stato, da un lato di fare una critica seria del neoimperialismo americano e pure di una critica seria ed equilibrata della politica di Israele , dall’altro di proporre una alternativa al neoliberismo, non si distingue dai suoi nemici o avversari che siano. Ma è proprio questo il problema ossia che i suoi avversari o nemici, oltre a questi gravi difetti, ne hanno di peggiori!

 

CON I PIEDI NEL PIATTO, di Vincenzo Cucinotta

Ma a voi sembra normale che il magistrato competente convochi una conferenza stampa per illustrare il procedimento che ha aperto proprio a ridosso delle elezioni (tralasciando di soffermarsi sulla mise apparentemente più adatta a una sfilata di moda)?
Poichè tale conferenza non ha funzioni processuali, è inevitabile dedurne che il fine sia politico.
Anche su questo aspetto, non trovo tuttavia nessun appunto, ma ormai siamo abituati a questa forma sofisticata di censura.

 

REGOLE AUREE, di Giuseppe Masala

  • Premesso che la Regola Aurea per vaticinare sul governo è la seguente: il governo dura fino a quando ha l’appoggio degli USA. Quando manca questo il governo finisce in un’ora di orologio.

Siamo arrivati alla fase delle litigate. Semplice campagna elettorale o c’è di più?

Fino ad ora i momenti salienti sono stati

(1) L’uscita di scena di Paolo Savona dalla compagine governativa che sostanzialmente significa accettazione della dottrina Monti. Certo con qualche possibile aggiustamento per non perdere consenso ma questo è quanto.

(2) La firma del Trattato sulla Via della Seta con Pechino. Anche questo trattato ci avvicina molto a Berlino stante la politica di sganciamento di Berlino da Washington.

Dunque questo governo nasce ostile a Berlino e filoamericano ma cammin facendo si ritrova molto vicino a Berlino e un po’ si allontana da Washington. Comunque siano andate le cose tra i due contraenti questo è quanto.

Dunque c’è molta sostanza nei litigi di questi giorni: i due contraenti devono scegliere il da farsi.

Le cose sono molto complesse per come la vedo io anche in relazione al fatto che c’è un tentativo di riavvicinamento tra Washington e Parigi. E dunque forse c’è una frizione tra la Francia e la Germania.

Comunque in questo difficile puzzle si gioca la durata del Governo. Chi rischia di più è Salvini. Parere mio. Piddi non pervenuto: a parole sono filo europoidi (il che vuol dire filo tedeschi) ma quando erano al governo pure loro hanno subito schiaffi ingiusti da Berlino e hanno sempre tentato di riequilibrare con gli USA (all’epoca guidati da Obama solo che ora c’è Trump con il quale non sono ideologicamente affini). Berlusconi? Lui è al sic transit gloria mundi.

Dietro le scintille degli ultimi giorni c’è un rebus difficilmente leggibile.

  • Può esistere un’Europa sostenibile? Certo che può esistere:

– Mercato comune;
– Libera circolazione delle persone e delle merci;
– Moneta Unica (tanto ormai c’è se non ci fosse stata sarebbe stato meglio) + Emissione di Eurobond
– Sanatoria dei disequilibri di Partite Correnti tramite spostamento di aziende produttive dai paesi il surplus verso quelli in deficit
– Progressiva costruzione di un Welfare Unico Europeo
– Costruzione di una Scuola Europea
– Uniformazione dei sistemi tributari (no al dumping fiscale)
– Salario Minimo orario europeo
– Politica estera Unica solo sui diritti umani e sulla cooperazione transfrontaliera (per il resto ognuno per sé e Dio per tutti)

NO ALL’ESERCITO UNICO EUROPEO.

Praticamente stanno facendo quello che non andrebbe fatto perché è impossibile fare ciò che andrebbe fatto per salvare l’Europa. Io dico che sono in un vicolo cieco: difficilissimo tornare indietro e difficilissimo andare avanti. Traete voi le conclusioni su come andrà a finire.

 

RITORNANO, di Gianfranco La Grassa

Stiamo andando di nuovo verso la piena politicizzazione della “giustizia” come già in altra epoca che ben ricordiamo e che ha avviato il paese ad una netta decadenza. Queste operazioni si accentuano nel momento in cui i “5 stelle” stanno riaprendo quello che fu il “primo forno”, fatto fallire da Renzi a “Porta a Porta”, favorendo così la formazione dell’attuale coalizione governativa. All’improvviso Di Maio si mette a dire cretinate (come il Pd) sullo spread provocato per riportare in auge pienamente l’austerità della UE (soprattutto nei nostri confronti). Ripeto che siamo in mano a prekeynesiani, seguaci del più balordo e fallimentare liberismo (diciamo “alla Pigou”). Sempre più è chiaro che sarebbe necessaria una definitiva resa dei conti con queste forze reazionarie. Se si continua a ricercare il compromesso, si arriva solo alle decisioni ormai “di parte” del premier Conte, infine smascheratosi per quello che è; adesso si capisce perché è stato scelto. La Lega forse sperava di riuscire a condizionare finti alleati e il premier nominato in seguito all’opposizione fin troppo brusca del presdelarep ad un Savona, decisione che suscitava infatti una serie di sospetti. Anche l’improvvida e sgangherata richiesta di impeachment di detto presdelarep da parte del leader pentastellato – d’altra parte ritirata subito in modo altrettanto inconsulto – suscita adesso domande. Era forse una copertura di certi rapporti che intercorrono tra ambienti veteroeuropeisti e questi “ultramoderni” grillini con l’intenzione di ingannare e quindi paralizzare gli ambienti che si dicono sovranisti? PD e “5 stelle” si affannano a dichiarare che mai potrebbero mettersi insieme, che si odiano o giù di lì. Intanto, però, stanno progressivamente rendendo paralleli i loro piani e le loro dichiarazioni sempre più balorde e reazionarie, del più piatto e vetusto liberismo. Si sta ormai giocando sporchissimo come all’epoca della liquidazione della prima Repubblica e del rapido indebolimento del nostro paese.

ELABORAZIONE DI UNA TRAGEDIA, a cura di Giuseppe Germinario

ANDREA ZHOK

CENSURE

E’ uno spettacolo bellissimo vedere come schiere di ‘libertari antifascisti’ e di ‘liberali progressisti’ si sbraccino per contestare la presenza di autori o editori di estrema destra alla fiera del libro di Torino.

Come sempre tocca a marxisti, gramsciani, socialisti, e storicisti in generale mostrare come la tutela della libertà da parte di liberali e libertari sia al solito una finzione strumentale, che quando non serve ai loro scopi viene revocata.

Ora, per quanto sia banale ricordarlo, quelli che avevano la coda di paglia per la mancanza di argomenti, e finivano per bruciare i libri e esercitare la censura, erano proprio i fascisti.

Un libro non ti piega il braccio dietro la schiena per costringerti a capire quello che c’è scritto, tantomeno ad aderirvi.
Un libro è un oggetto che ha la forza della sua debolezza: è alla mercé del lettore, e dell’uso che ne farà. Se esiste una forma culturale che rispetta ed alimenta la libertà, per essenza, questa è proprio l’editoria libraria.

A chi invoca la XII disposizione transitoria della Costituzione, o la legge Scelba, è essenziale ricordare che un conto sono forze politiche neofasciste o in generale antidemocratiche, tutt’altro sono le idee.

Uno degli argomenti decisivi a favore della democrazia è proprio la sua disponibilità ad accogliere e discutere ogni contenuto, anche quelli più avversi e lontani, perché non di rado anche nell’errore si scoprono aspetti interessanti o fecondi.

E uno degli argomenti decisivi per detestare i fascismi è proprio la loro incapacità di stare ad ascoltare posizioni da sé distanti, e la volontà di metterle preventivamente a tacere.

Solo chi ha dichiarato la bancarotta della ragione e della riflessione invoca la censura (e che sia la censura del Minculpop o quella di ‘progressisti’ politicamente corretti non fa nessuna significativa differenza).

LA REGOLA DELL’ISMO

La regola universale con il fenomeno dei ‘fascismi’ è sempre una sola: il fascismo (archetipo) viene fuori quando la democrazia perde colpi.
Questa è la realtà del 1919, o del 1922, o del 1933, ecc.
In questo senso, focalizzare sulle manifestazioni fasciste è cosa appropriata per le forze dell’ordine, ogni qual volta ce ne siano gli estremi.
Tuttavia concentrarsi sullo spettro fascista da parte di chi ha (o ha avuto) in mano le leve del potere democratico è autoassolutorio e privo di senso.
E’ privo di senso non necessariamente perché l’allarme sia infondato.
E’ privo di senso perché i ‘prodromi fascisti’ sono gli starnuti di una democrazia col raffreddore: non si curano gli starnuti, si cura il raffreddore.

Quando in un paese la democrazia non riesce a soddisfare le esigenze dei propri cittadini, quando a colpi di austerità e di ramanzine su quanto ‘abbiamo vissuto al di sopra delle nostre possibilità’ si lasciano sguarnite le periferie, e indifesi i ceti più deboli, quando dai propri attici con portineria si plaude all’accoglienza illimitata, quando dalla sicurezza della propria area gentrificata si deridono le proteste sgrammaticate contro l’insicurezza, quando si spediscono all’estero in cerca di fortuna 250.000 persone all’anno presentando questo scempio come “le virtù della mobilità”, quando viene fatto tutto questo, lamentarsi del fascismo è come lamentarsi per il rumore degli starnuti di qualcuno dopo che lo hai lasciato nudo sotto la pioggia.

GIUSEPPE MASALA

INTERESSANTE

Sono andato nel sito della casa editrice Altaforte. Non so perché, ma sono stato attratto dalla sezione graphic novel. Vedo che hanno tradotto la bellissima opera di Jacques Terpant “le chien de dieu” sulla vita di Louis Ferdinand Céline. Ammetto la mia colpa, né ho una copia francese peraltro autografata e con tanto di ritratto fatto dall’autore. Chiaro segno di fascismo per qualcuno, mio e ovviamente di Jacques. Provo davvero tristezza contro la barbarie di questo fascismo mascherato da antifascismo manierista e di cartone.

Parliamo seriamente: l’Italia è davvero una polveriera a rischio fascismo. Lo penso, lo penso fortemente. Vedo rafforzato il mio convincimento ora che ho iniziato a leggere M di Scurati. Abbiamo tutti gli ingredienti: una classe politica “per bene” corrotta e ipocrita. Crescenti diseguaglianze. Bande di Fasci da Combattimento spuntate da chissà dove e chissà come. Manca solo lui: M. Una figura carismatica, istrionica, trascinatrice e pronta a tutto per prendere il potere. Lui non c’è, per fortuna nostra. E non fatemi ridere ipotizzando parallelismi tra Salvini e M. Il Ganassa non vale manco l’alluce di M. Dico per la statura dell’uomo: da un lato una figura tragica dall’altra davvero un piccolo borghese dei nostri giorni che recita una parte, e nulla di più.

Ma in tutta questa situazione che può destare preoccupazione il peggio del peggio è il fascismo degli antifascisti. Fascismo degli antifascisti che è comunque roba da operetta e per questo irritante; come tutte le cose inutili e intrise di manierismo ipocrita. Vietare ad una casa editrice di esporre i propri libri è sempre un errore e non me ne frega nulla che tra questi ci sia ciarpame (tutte le case editrici pubblicano il proprio e chi è senza peccato scagli la prima pietra). Altaforte pubblica anche roba interessante che merita di essere letta: penso ad alcune opere di Antoine de Saint-Exupéry a Howard P. Lovecraft fino ad arrivare ad alcune opere di epoca fascista – che sì sono fasciste – ma sono comunque importanti documenti storici che possono interessare a storici, a scrittori o a semplici appassionati dell’epoca. Non è importante le tesi che questi libri espongono, ciò che conta è lo spirito con il quale il lettore si approccia. Esisteranno ancora i lettori dotati di spirito critico, o no? Su chi sia l’editore non mi interessa: se ha problemi giudiziari s’arrangerà lui.

Quello che fa impressione – ripeto – è l’antifascismo manierista con modalità squadriste di chi prova a nutrire il proprio vuoto non solo politico ma esistenziale con queste scemenze. Mentre i Fasci da Combattimento dilagano nelle periferie a causa delle crescenti diseguaglianze che i nostri antifascisti di maniera – generalmente con il culo al caldo – non riescono a vedere. Per fortuna che non si vede un M all’orizzonte. Se no ci sarebbe da preoccuparsi.

Capitali in fuga, Il grafico definitivo di Giuseppe Masala_2a parte

tratto da https://www.facebook.com/bud.fox.58/posts/2354181397973505

Parte seconda

qui la 1a parte http://italiaeilmondo.com/2019/03/05/il-grafico-definitivo-di-giuseppe-masala/

Ancora sul grafico “definitivo” aka “lo spread siamo noi”.

Come abbiamo visto ieri nel grafico “Target2 + Flussi Cumulati Bilancia Pagamenti” a fronte di 300 mld di euro di investimenti stranieri in Italia abbia 800 mld di investimenti italiani all’estero. Con un mostruoso saldo positivo di 500 mld di euro che in altri tempi sarebbe stato chiamato “fuga di capitali”. Una situazione chiaramente patologica dovuta al fatto che il maggior polmone di impiego di queste risorse è tenuto inattivo: lo stato non può indebitarsi in ossequio all’interpretazione delirante [ed in malafede] delle regole del trattato di Maastricht, del fiscal compact e di tutti gli altri lacci e lacciuoli (pil potenzale, output gap ecc) che sono gli strumenti con i quali siamo sottoposti a water bording fiscale.
Una situazione appunto gravemente patologica doppiamente: perché non permette allo stato di mobilitare le risorse risparmiate dai propri cittadini e che dall’altro lato spinge i propri cittadini a portare all’estero questi risparmi dove vengono sottoposti a repressione finanziaria ovvero a tassi reali negativi per finanziare la spesa pubblica (la mobilitazione di risorse) di stati esteri. Una doppia rapina: in Italia subiamo la rapina di non poter usufruire di servizi e opportunità che solo lo stato può offrire e dall’altro lato gli stati esteri ci saccheggiano con i tassi negativi.

Per rendere più chiaro quanto sia patologica questa situazione basta fare un piccolo esercizio con la mente: provate ad immaginare cosa accadrebbe se i 500 mld netti che abbiamo all’estero domani mattina rientrassero in Italia. Facile immaginare un enorme terremoto sui tassi di interesse: gli interessi sul debito pubblico italiano subirebbero un crollo di proporzioni enormi [con la incidentale conseguenza immediata di risanare i bilanci delle banche italiane, ma questo è un altro discorso]. Al contrario i tassi dei titoli di stato dei paesi che al momento beneficiano del risparmio italiano crescerebbero (ho detto Germania?). Ora io non ho gli strumenti e non ho manco la preparazione per poter fare delle stime ma non rimarrei sbalordito che se rientrasse in Italia un enorme flusso di danaro come quello di cui si parla (e contemporaneamente ovviamente uscisse dall’Estero in egual misura) fulmineamente i tassi italiani si abbasserebbero e quelli esteri si alzerebbero in egual misura a tal punto da polverizzare tutti gli spread di questo mondo. Ivi compreso il celeberrimo spread Btp/Bund. Vista in questo senso (ma non c’è da stupirsi essendo l’economia la più paradossale di tutte le scienze) l’impossibilità dello stato di potersi indebitare mobilitando il risparmio nazionale spinge il risparmio all’estero creando lo spread. Dunque è la stessa austerità nel caso italiano a creare lo spread. Una follia. Una follia parificabile a quella di far correre una persona con uno zaino alpino carico di sassi oppure simili a quella di curare una persona sana con un ciclo di chemioterapia come prevenzione alla possibile insorgenza di un tumore.

Come uscirne? Semplice:

1) Consenti agli stati che hanno un eccesso di risparmio “costretto” ad essere impiegato all’estero di indebitarsi fino all’assorbimento. Ma questo ovviamente non conviene a chi guadagna da questa situazione patologica (ho detto Germania?)

2) Distruggi l’asimmetria di fondo: non puoi avere un mercato finanziario unico per tutta l’Europa e poi il massimo “mobilitatore” di risorse non esiste. Ovvero non esiste un Ministero del Tesoro Europeo che emetta Eurobond e tutti i piccoli indiani dei singoli stati sono legati alla regola del 60% del debito/Pil e del 3% sul deficit/pil come se fosse la stessa cosa l’Italia che ha una bilancia commerciale, un saldo delle partite correnti e una bilancia dei pagamenti in forte attivo e oltretutto un colossale eccesso di risparmio e la Francia o la Spagna che vivono di trasferimenti netti dalla Germania.

3) Terza soluzione: salutare, riportare tutto a casa e andarcene educatamente.

Stiamo vivendo una enorme repressione fiscale (grazie al Trattato di Maastricht) e finanziaria (a causa dell’impiego dei risparmi italiani all’estero a tassi reali negativi) che si traduce nel più grande saccheggio della Storia italiana. Sipario.

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