Le attuali forze in campo in Siria, di Antonio De Martini (tratto da facebook)

Incoraggiato dall’interesse degli amici a capire cosa accade nel Levante e nei paesi appartenenti alla LEGA ARABA da cui dipende la nostra serenità e sicurezza e prosperità , offro una serie di dati da tenere a mente per capire chi fa succedere cosa.
LE COMPONENTI MILITARI DEL CONFLITTO SIRIANO.

Esercito Siriano: forte, prima della guerra, di circa 280.000 uomini ( oggi 140/50.000) e minacciato di implosione della componente sunnita ( maggioritaria al 70%), ha impostato la sua strategia sul controllo della popolazione ( oggi è al 56%)anziché del territorio ( oggi al 40%), si è arroccato sulle grandi città, abbandonando da subito l’area meno densamente popolata del paese e la zona di frontiera con la Turchia abitata da Kurdi ai quali ha favorito l’accesso agli arsenali militari, nella certezza che avrebbero aiutato i compatrioti del PKK in guerra contro la Turchia piuttosto che rivendicare improbabili libertà democratiche di cui nessuno in Oriente sente il bisogno.

Nei villaggi, ha creato una milizia popolare di autodifesa liberandosi della maggior parte dei sunniti ( 90.000 uomini) posti a difesa delle proprie case.

Ha subito due sconfitte sul terreno, la prima – all’inizio – con l’occupazione dI UN sobborgo di Aleppo e la seconda , recentissima, con l’occupazione di IDLIB e provincia come conseguenza della caduta di Jisr el Shoughrour.

Proprio questa sconfitta di sorpresa ha deciso la Russia a un intervento aereo che ha devastato la zona di frontiera turca del sangiaccato di Alessandretta da dove i ribelli ricevevano denari, appoggi e rifornimenti.

Qualche aereo e qualche bomba sono finiti fuori bersaglio e oltrefrontiera eliminando ogni speranza di rincalzi alla truppa addestrata dalla CIA.

L’intervento russo, preceduto da numerosi avvertimenti di “non voler colpire per errore” nessuno e di sollecitare “incontri a livello tecnico” volti ad evitare incidenti, hanno sortito un primo effetto politico importante.

Netanyahu si è precipitato a Mosca ed ha concluso un accordo preciso circa i limiti di intervento israeliano in territorio siriano: il Golan e la zona di Kuneitra.

Nessun altro attacco sarà fatto da Tsahal contro la Siria per non rischiare uno scontro diretto con i russi e problemi interni vista la popolosa immigrazione ex sovietica – 400.000 persone-, molte delle quali non ebrea. In cinque anni il capo dell’aeronautica Amir Eshel, aveva ammesso oltre cento raid contro obiettivi siriani con scuse varie.

Il secondo paese “democratico” che si è precipitato in zona neutrale è stato la Giordania che prima permetteva la selezione e l’addestramento dei volontari reclutati dalla CIA sul suo territorio. Ora che il fronte turco langue, non vuole diventare fronte principale al confine con Israele.

la cessazione del supporto governativo ha avuto come conseguenza il fallimento dell’offensiva ribelle nella zona frontaliera di Deraa dove il ” Fronte sud” non meglio specificato aveva iniziato una “grande offensiva”- contemporanea all’attacco a Idlib nel Nord- finita nel nulla.

Hezbollah: gruppo armato libanese rifornito dall’Iran e nato a seguito della operazione israeliana in Libano del 1982.
Trasformatosi in movimento politico ottiene circa il 50% dei voti alle elezioni. Ha inviato un corpo di spedizione di 6/8.000 uomini a supporto del governo siriano.

Attualmente ha occupato e presidia le alture del Kalamoun che potrebbero interdire le comunicazioni tra Damasco e il Libano. In questi giorni ha ricevuto mezzi corazzati dai russi ( T72 e T55) e quindi adesso dispone di mezzi blindati capaci di contrastare gli israeliani che considerano il principale avversario.

Pasdaran: guardiani della rivoluzione iraniani – circa 6/7.000 uomini. Non appartengono all’esercito iraniano, ma sono una specie di milizia. Operano in appoggio alle forze regolari siriane assieme a istruttori ed “esperti” delle FFAA iraniane.

Fronte AL NUSRA: pur non essendo nota la consistenza numerica, gli viene attribuito il maggior numero di ” volontari” stranieri ed autoctoni. E’ comandato da Abu Mohammed el Jolani ed è finanziato da Turchia. che mirava ad impossessarsi di Aleppo e Mosul.

Molti elementi salafiti hanno militato in questo gruppo, fino a che l’EI-Daesch non ha iniziato una feroce concorrenza di sterminio mirante a calamitare il maggior numero di elementi attratti dalla maggior decisione mostrata coi nemici. Presidiava Idlib e la parte circostante.

Ahrar Es-Sham ( liberi siriani in libera traduzione): gruppo armato e sostenuto dal tandem Turchia-Katar, volendo la Turchia conservare il totale controllo di Al Nusra, il primo gruppo che inaugurò le decapitazioni e supporta le mire territoriali di Erdoghan.

Jaish el Islam (esercito dell’Islam): Guidato da Zahran Allouche , non numeroso ma importante perché è il solo operante nei sobborghi di Damasco. Viene finanziato dai sauditi ( del Crownprince Mohammed ben Salman).

D’ora in poi l’esercito siriano ( e alleati) avranno l’appoggio aereo e questo ha provocato la desistenza di Israele e Giordania e sta riducendo a più miti consigli il bullismo USA e Turco che si sta sfogando in dichiarazioni scettiche circa la capacità di vincere dei russi o piagnistei NATO che avendo ritirato i missili Patriot dal territorio turco, non è in grado di essere credibile.Ansar el Islam ( cavalieri dell’Islam): ulteriore sigla appoggiata dai sauditi.

La consistenza di questi gruppi varia in funzione della disponibilità di mezzi finanziari, armi ed obbiettivi come ben descritto ne ” I sette pilastri della saggezza” del ten Col T. E. Lawrence. Ora, l’ultimo obbiettivo perseguibile dai ribelli è in pace onorevole.

Fronte Sud: unico gruppo non clericale. Operante nell’area di Deraa ed alla frontiera giordana. In esso militano numerosi elementi Drusi, provenienti dal Jabal Druso all’incrocio tra libano, Israele e Siria.

Kurdi: circa 15.000 ambosessi, i curdi operano nel loro territorio su una esile fascia a cavallo della frontiera tra Siria e Turchia ( più di 800 Km di lunghezza). Sono cagione di dissensi tra USA e Turchia che teme esfiltrazione di armi verso i curdi di Turchia che combattono da trenta anni per l’indipendenza.

Sono appoggiati da USA e Israele come i loro connazionali viventi nella zona irachena e iraniana. Godono della possibilità di coordinamento col PKK ( ex “partito comunista dei lavoratori” ai tempi dell’URSS), ma sono ferocemente avversati dalla Turchia ( vedi la battaglia di Kobane) , sia perché questa è in lotta da oltre trenta anni coi cugini chiamati ostinatamente ” turchi di montagna” , sia perché geograficamente intralciano le mire territoriali di Erdoghan verso i campi petroliferi di Mossul cui tutti aspirano.

Sauditi: Nessun soldato impegnato direttamente, ma i fondi sono quasi tutti loro. Sono i veri sconfitti della situazione, avendo perso la battaglia per il controllo dell’Irak, si trovano sotto scacco in Yemen ( contro gli Houtis) e in Siria . Dopo l’incidente ai pellegrini della Mecca ( con oltre mille morti di cui 430 iraniani tra morti e “dispersi” e centinaia di feriti) hanno perso la faccia per non essere stati in grado di proteggere gli ospiti-pellegrini dopo aver fatto persino ricorso ad una agenzia di sicurezza israelo-americana.

Per la mentalità araba e quella islamica, questo è il problema maggiore.

STATI UNITI: stando a quanto trapelato sui media americani, dal 2011 ad oggi, sono affluiti circa 30.000 combattenti stranieri e tutti sono stati reclutati e armati e addestrati e equipaggiati dal governo degli USA nelle sue varie forme ( Pentagono, CIA, DIA, POMED). Come avviene dal 1962 non sono stati impegnati direttamente militari USA se non come istruttori, consiglieri e advisors. Non hanno ancora imparato che non basta.

l’afflusso di questi “volontari” ( libici, Ceceni, Tunisini, Marocchini, Francesi , inglesi, turchi e sauditi) ha scatenato un’asta di ferocia mirante a mostrare maggior risolutezza e probabilità di vittoria per attirare gli aspiranti al martirio.

(Tre di questi Ceceni in licenza premio a Barcellona hanno ammazzato di botte un giovane italiano all’uscita da una discoteca la scorsa settimana.)

Gli equipaggiamenti sono americani ( camionette tutte nuove della Corea del sud, comprate dalla Concessionaria saudita della fabbrica…). La notorietà è assicurata dalla radio militare israeliana e dalla signora Rita Katz ( anch’essa israeliana/americana residente negli USA che ha ammesso di aver postato la maggior parte del Twitter dell’ISIS-Daesc- IS).

E’ stata per il Deasch quel che il sig Abdel Rahman, da Londra, è stato per i ribelli siriani verso i media occidentali: una fonte di cui non era lecito dubitare.

Hanno perso. Gli emigranti possono sposarsi per procura, ma le guerre , specie asimmetriche, vanno fatte in prima persona.
Perché nella guerra asimmetrica vince il più deciso e motivato, non il più forte.

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