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Prima che Hope Not Hate rendesse pubblica l’operazione di sorveglianza che stavano conducendo su di me, nella mia cerchia sociale si avvertivano dei segnali che qualcosa non quadrava, perché due giovani si aggiravano nei paraggi ponendomi delle domande. Mi arrivavano messaggi, sia diretti che indiretti, che chiedevano se andasse tutto bene e chi fossero questi due giovani con un interesse così evidente nei miei confronti.
Naturalmente, i dipendenti di Hope Not Hate hanno affermato di essere semplici giornalisti interessati agli YouTuber, anziché quello che sono in realtà: un’istituzione profondamente immorale che distorce sistematicamente la verità e la legge per raggiungere i propri scopi, ovvero “smascherare” le persone con opinioni non allineate con il potere costituito.
Partendo da una singola foto scattata a un evento privato, e contro il mio consenso, erano in qualche modo riusciti a risalire a un mio precedente indirizzo e intendevano perquisirmi a domicilio. Lo scopo di una perquisizione a domicilio è principalmente psicologico. Distrugge il senso di sicurezza della vittima, la coglie di sorpresa e trasmette il messaggio “Ti abbiamo trovato e possiamo tornare a interrogarti quando vogliamo”.
A quel tempo non abitavo più a quell’indirizzo da diversi anni, quindi la mia reazione iniziale fu di perplessità. Perché erano andati lì? Le loro informazioni erano obsolete. Mi chiedevo anche come avessero potuto trovare un indirizzo basandosi solo su una foto. Giunsi alla conclusione che quell’indirizzo fosse la mia residenza l’ultima volta che avevo rinnovato il passaporto. Ma questo implicava che Hope Not Hate avesse qualche accordo speciale con il Ministero dell’Interno che consentiva loro di utilizzare la tecnologia di riconoscimento facciale per confrontare le foto scattate sul campo con quelle presenti nel database del Ministero.
Ancora oggi non so se sia andata davvero così, e so che non mi verrà mai detta la verità. Se fosse vero, come sospetto, significherebbe che, lungi dal proteggere i vostri dati, il governo permetterebbe a organizzazioni profondamente dubbie, seppur alleate, di accedervi per avviare operazioni di sorveglianza contro individui problematici, con lo scopo di tormentarli con angoscia e stress psicologico.
Non verrai mai informato sulla natura precisa dell’operazione contro di te, perché concedere al bersaglio un certo grado di tranquillità riduce l’incertezza. Vogliono tenerti all’oscuro, perso in una nebbia di lieve stress e ansia, senza mai sapere se sono fuori o se ti stanno pedinando in qualche modo che non riesci a comprendere.
Serve a farti sapere che vivi in un panopticon. Principalmente passiva, è una forma di tirannia femminile. C’è una plausibile negabilità, una mancanza di responsabilità, un disonesto gioco di prestigio del tipo “ora ci vedi, ora non ci vedi”.
L’amara ironia di tutta questa vicenda è che il discorso che ho tenuto al The Witan era un’ulteriore implorazione da parte mia affinché le persone prendessero sul serio le minacce poste dalla nascente rete di sorveglianza digitale e la portata delle sue implicazioni. Ricordo di aver pensato, all’epoca, che probabilmente la gente fosse stanca di sentirselo ripetere, anni dopo il COVID, e che non esistessero ancora valute digitali delle banche centrali (CBDC) o documenti d’identità digitali, eppure la cosa continuava a tormentarmi. Non sapevo che la “spia” di Hope Not Hate si nascondesse tra il pubblico, scattandomi una foto da sottoporre al riconoscimento facciale.
Gli agenti del regime mi osservavano mentre mettevo in guardia contro il panopticon digitale, e allo stesso tempo utilizzavano proprio quel panopticon per darmi la caccia.
La montagna di cavilli normativi che il governo britannico ha intessuto nello spazio online, e presto anche negli smartphone stessi, farà finalmente capire a tutti quanto sarà miserabile la vita sulla rete.
Con Ofcom che regola i contenuti, l’intelligenza artificiale che filtra le foto sul tuo telefono e la necessità di sottoporti a una scansione facciale per accedere agli spazi online, la natura insidiosa e passiva della griglia gamificata sarà evidente a tutti.
A volte mi chiedo quale sarebbe stata la mia reazione se Harry Shukman si fosse presentato alla mia porta senza preavviso e avesse poi iniziato a tendermi una trappola. Gli avrei dato un pugno in bocca? Vent’anni fa, forse. Ma, cosa più interessante, sarebbe stato giustificato?
Secondo quasi ogni parametro della logica della mascolinità, quando un altro uomo ti fa un torto al punto da condurre un’operazione di spionaggio contro di te con l’esplicito intento di infangare la tua reputazione e di conseguenza distruggere o quantomeno ridurre drasticamente le tue opportunità, se non addirittura farti arrestare, il più delle volte ciò porterebbe a una sparatoria all’alba, o quantomeno a una rissa.
Ma non è così che viviamo. E comunque, tutto il potere dello Stato era ai suoi ordini. L’impulso maschile di sfogarsi e liberarsi catarticamente della rabbia viene represso, soffocato e soppresso.
Il potere diventa passivo e, di conseguenza, la meschina astuzia si trasforma in virtù.
La rete di sorveglianza digitale è intrinsecamente castrante perché, per sua stessa natura, si basa su una serie infinita di piccole concessioni e sulla sottomissione passiva della propria volontà e capacità di agire alle macchine. Eppure, dietro le macchine ci sono persone, e queste persone si dimostrano, a dir poco, inadeguate.
Managerialismo senza vincoli
Ricordo la cultura della salute e della sicurezza che si affermò con il blairismo all’inizio degli anni 2000. Improvvisamente, agli uomini che avevano saldato gli scafi di navi da guerra e petroliere non veniva più concesso di maneggiare un taglierino. Amici che lavoravano come giardinieri paesaggisti furono costretti a indossare elmetti protettivi nei campi aperti, nonostante non avessero altro che cielo e nuvole a proteggerli. Ai minatori fu vietato sollevare più di 17 kg, e vennero introdotti guanti speciali per sollevare i pallet di legno al fine di ridurre il rischio di schegge.
In seguito, il fumo venne considerato un rischio per la salute di tutti i presenti nel bar, quindi venne vietato e i luoghi dove gli uomini bevevano e litigavano furono trasformati in parchi a tema per famiglie, regolamentati e gestiti, pensati per essere a misura di bambino. Molti pub fallirono e gli habitué rimasero a casa con una bottiglia di vino e programmi televisivi come “Celebrities on Ice” .
Ogni nuova casella spuntava, e la procedura burocratica riduceva la nostra autonomia e il nostro diritto di prendere decisioni per noi stessi e su ciò che desideravamo fare in quello che avrebbe dovuto essere un paese libero. La logica di tutto ciò a volte sembrava folle, altre volte inconfutabile.
Vista da questa prospettiva, un futuro in cui la burocrazia ti impone di scansionare il tuo volto per usare un telefono o un computer che già possiedi sembra essere inevitabile, un destino ineluttabile. Acquistare un dispositivo e poi vederselo negare finché non ci si umilia di fronte allo Stato è simbolico del terreno etereo e nebuloso in cui ci troviamo immersi.
Nulla è mai definitivo, nulla sembra mai permanente come la roccia sotto i nostri piedi. È un mondo sottosopra, privo di gravità, che ti trascina di qua e di là. Un elenco infinito di piccole rese, ognuna delle quali verrà poi rimpianta, ognuna con conseguenze previste ma non prese in considerazione.
Qualche decennio fa, la gente temeva di poter essere rintracciata tramite i propri cellulari Nokia. Ora, il telefono ascolta ogni tua parola, trasforma le tue conversazioni private in entrate pubblicitarie e le invia a un centro dati per definire con precisione che tipo di persona sei.
Lo Stato di sorveglianza digitale opererà in modi che molti di noi, me compreso, non saranno in grado di comprendere o controllare. Così come non ho modo di sapere come una mia singola foto abbia condotto un ramo del sistema di potere al mio vecchio indirizzo, allo stesso modo non so come i dispositivi comunichino tra loro o a quali “spinte” sono sottoposto.
Come ha osservato Marc Andreessen, il futuro della gente comune potrebbe assomigliare a quello dei contadini del Medioevo, non perché la tecnologia fallirà, ma perché le forze che plasmano le loro vite diventeranno altrettanto opache. Eppure, invece di attribuire eventi misteriosi a Dio, alle streghe o al destino, li attribuiremo ad algoritmi e database. Il risultato è pressoché lo stesso: il potere diventa imperscrutabile. La differenza è che, questa volta, le forze dietro le quinte sono interamente create dall’uomo.
Detto questo, la caratteristica distintiva del Regno Unito come nazione distopica da meme non sono i sistemi di intelligenza artificiale avanzati, bensì il fatto che sia stato creato con l’incompetenza e la malizia della classe politica.
Dovrei credere che le istituzioni che si celano dietro atrocità come le “bande di adescamento” e le politiche di polizia anti-bianchi, che trasformano ogni atrocità in una bella storia incentrata sulla reazione dell’estrema destra, debbano avere il diritto di scandagliare ogni mio gesto, ogni mia foto, ogni mio passo nel mondo reale e ogni mia conversazione privata? Le stesse strutture governative che, con ogni probabilità, hanno permesso a un’organizzazione “benefica” dal nome ridicolo di accedere ai miei dati personali?
La lunga sconfitta
L’idea che il governo britannico stia imponendo un divieto sui social media ai bambini per la loro sicurezza e non perché tutti gli altri debbano mostrare un documento d’identità è del tutto infondata, dato che il governo britannico gestisce un flusso migratorio incessante, pur sapendo benissimo che non contribuisce alla sicurezza delle persone, bambini o adulti che siano.
Inoltre, la precedente serie di regolamentazioni di internet sotto l’egida di Ofcom e la legge sui danni online avrebbero dovuto già rendere internet più sicuro per i bambini.
Ma non importa se riesci a smascherare le bugie; tanto accadrà comunque.
Sono esausto dalla questione delle identità digitali e della sorveglianza. Nel 2020 realizzavo dei video-saggi sull’argomento. Ero tra le persone invitate a partecipare a podcast per parlarne. Solo per poi vedere gli strumenti, ancora in fase embrionale, rivoltarsi contro di me dalla stessa struttura di potere, e nonostante tutto, il programma continua inesorabilmente, a prescindere da quanto siano palesi le menzogne usate per facilitarne l’attuazione.
Il Regno Unito è già un paese profondamente frammentato e infelice, teatro di frequenti scontri violenti e proteste. È del tutto possibile che il governo consideri la sorveglianza tramite identificazione digitale come l’ultima spiaggia per cercare di arginare il deterioramento del tessuto sociale, ma non ci riuscirà.
In effetti, se le persone si abituassero a operare al di fuori dei sistemi digitali, i risultati potrebbero essere ben diversi.
Gli avvenimenti stanno precipitando anche se , continuamente confusi da un continuo teatro, solo pochi tra noi riescono a vedere il punto verso cui ci stanno portando .
Uno di questi da molti anni è certamente Marco Della Luna.
Il post è lungo , troppo lungo per essere riportato qui interamente e quindi io lo commenterò qui solo su di un punto saliente: il nostro destino è già segnato ?.
Innanzitutto dichiaro di condividere totalmente le premesse di MDL; gli attuali avvenimenti , compresi quelli geopolitici , sono espressione “vettoriale” e “complessa” di un processo di trasformazione imposto a tutti noi da una oligarchia tecno-finanziaria che considera “superflui” i “popoli”.
Il mio punto di vista differisce da quello di MDL solo su un aspetto: io credo che questo processo sia una costante della evoluzione umana . Per me questo non è un “ accidente della storia “, bensì l’eterna lotta tra “Gnosi” e “Verbo”, tra “la conoscenza riservata a pochi” ( i “migliori” ovviamente) e la “verità” rivelata a tutti gli altri ( i “ peggiori” appunto).
Perché le tracce di questa “dicotomia” si trovano ovunque nella storia dell’umanità, il cui progresso procede contortamente in una continua dialettica tra “bene” e “ male” .
Tra il Verbo, quindi, e la Gnosi che sempre prospera nell’ ombra del primo, costantemente insidiandolo , per talvolta anche venire allo scoperto ad attaccarlo frontalmente per poi , almeno finora , esserne sempre stato dolorosamente sconfitto .
Questo è già avvenuto parecchie volte nel passato; ma mai come in questi “ tempi” la Gnosi è stata così vicina a uccidere per sempre il Verbo , o se vogliamo usare le categorie di MDL, mai l’ oligarchia è stata così tanto potente da ridurre i popoli a mandrie di bestie gestendoli in modo così tanto “zootecnico”.
O per meglio ancora dire, mai nessuna oligarchia è stata tanto vicina a produrre la “speciazione” , tra “ semidei” e “bestie parlanti”, così tanto da sempre desiderata da ogni “gnostico”.
Ora, nel suo post MDL per valutare il futuro che queste oligarchie ci apparecchiano sviluppa ottime considerazioni riassumendole in questa sua tabella
Fattori di Centralizzazione e zootecnia applicata al corpo sociale:
Fattore
Descrizione (Sintesi)
Rischio Principale
Intelligenza Artificiale (IA)
Strumento per il controllo capillare in tempo reale della popolazione e potenziale agente di sconvolgimento finanziario/militare se incontrollata.
Controllo onnisciente e imprevedibilità del caos finanziario/militare.
Strumenti Elettromagnetici (5G/6G)
Mezzi per il tracciamento universale di persone e oggetti, con il potenziale di manipolazione fisica (termica, attivazione di nanosostanze).
Sorveglianza totalitaria e minaccia alla salute fisica.
Manipolazione Biologica
Uso di nanotecnologie e fattori mutageni per il controllo profondo degli organismi, mutazioni genetiche e programmi di ridimensionamento demografico.
Controllo biologico della popolazione e soppressione di massa.
Stato Guarnigione Orwelliano
Ristrutturazione degli Stati come roccaforti di controllo e autoprotezione delle oligarchie contro le masse impoverite (es. leva di massa per il controllo sociale).
Militarizzazione della società e repressione della protesta popolare.
Atomizzazione e Distrazione
Coltivazione di conflitti diversivi (genere, razza, ecc.) e demolizione dei corpi intermedi (es. famiglia) per prevenire l’unione contro la polarizzazione economica.
Efficace gestione del dissenso e isolamento dell’individuo.
Successione di Emergenze
Uso costante di problemi (climatici, sanitari, economici) reali o simulati per mantenere uno stato di legislazione di emergenza permanente.
Erosione delle libertà individuali in nome della sicurezza.
Crisi Monetaria
Scoppio differibile ma inevitabile della bolla finanziaria dovuta alla sproporzione tra moneta (virtuale) e beni reali, eventualmente gestita con distruzioni regionali per innescare nuova domanda di credito.
Collasso economico o guerre regionali come strumento di stabilizzazione finanziaria.
Indementimento Generale
Calo delle capacità cognitive delle nuove generazioni, accelerato dall’IA, che semplifica la gestione del potere e spegne l’influenzamento popolare.
Società apatica e priva di capacità critica verso il potere.
E analogamente riporta in tabella i vettori di resistenza che potrebbero contrastare il processo
2. I Vettori della Resistenza (Contro-Fattori)
Contro-Fattore
Descrizione (Sintesi)
Manifestazione
Decentralizzazione Tecnologica
Uso di strumenti come Crittografia, Blockchain, e software Open Source per distribuire il potere e l’informazione, garantendo comunicazioni sicure e sistemi finanziari non controllabili centralmente.
Forze di resistenza tecnica e movimenti peer-to-peer che minano il controllo finanziario e di comunicazione.
Psiche Collettiva in Rivolta
Attivazione degli archetipi di Ombra e Senex in risposta allo stress estremo (crisi e controllo). Si manifesta come reazione violenta al trauma e ricerca di un senso nuovo.
Esplosioni emotive di massa e improvvise, difficili da reprimere, guidate da una rabbia profonda o da una ricerca di leader carismatici.
Ritorno tentato al supposto Autentico
Reazione immunitaria del campo sociale contro l’atomizzazione, che spinge alla riscoperta delle reti solidaristiche e delle comunità locali/tangibili.
Rafforzamento involontario delle forme solidaristiche (mutuo soccorso, economie locali) che lo Stato Guarnigione tenta di demolire, creando sacche di autonomia.
Che però, al contrario di MDL, io ritengo assolutamente risibili.
Con SOLO questi fattori di resistenza la sconfitta dei popoli è certa.
Per me non possono esistere forme di resistenza efficaci a questo processo di zootecnia globale che non raggiungano almeno la dimensione di uno solido STATO tecnologicamente avanzato ed AUTOSUFFICIENTE in cui le locali elites abbiano però rifiutato “la gnosi” prendendo invece come proprio valore morale “Il verbo” .
Solo questo STATO potrebbe essere un vero Katechon; colui che “ trattiene il male” rinviando così i “tempi ultimi” del genere umano secondo i termini della apocalittica paolina.
Quindi il nostro futuro è già segnato o c’ è ora da qualche parte speranza di un simile Katechon ?
Ma la vera domanda dovrebbe essere : chi potrebbe mai essere costui ?
Per individure possibili “candidati” c’è un marker molto semplice: i possibili Katechon sono quelli che LORO più odiano , più demonizzano e più perseguitano.
Se non avverranno cataclismi o guerre globali che stravolgano il mondo, il nostro domani risulterà dall’interazione de i seguenti fattori, già oggi all’opera:
Fine delle frottole: gli eventi in corso (soprattutto con Ursula, con Trump e con Israele) stanno ponendo fine alla credibilità di tutti gli story telling sulla solidarietà atlantica, sulla solidarietà europea, sulla solidarietà islamica, sul consenso popolare come presupposto della legittimazione del potere politico, sull’eticità in politica estera, sull’esportazione della democrazia, sul rispetto dei popoli e della legge internazionale; è sempre più evidente che, tra gli stati e tra le classi sociali, contano solo i rapporti di forza e di interesse.
Intelligenza artificiale: essa può essere usata in combinazione con altre tecnologie, da parte di chi la possiede, per stabilire un controllo capillare e in tempo reale dell’intera popolazione terrestre; oppure, al contrario, può sfuggire di mano e produrre sconvolgimenti imprevedibili, agendo tanto in campo finanziario quanto in campo militare.
Strumenti elettromagnetici: il 5G, il 6G etc. possono consentire il tracciamento di ogni movimento e presenza di cose o persone e altresì produrre innalzamenti della temperatura dei corpi fino a cagionarne la morte, oppure l’attivazione di sostanze precedentemente introdotte con farmaci o vaccini racchiusi in capsule termo-solubili.
Manipolazione biologica: con la possibilità di introdurre nel corpo umano nanomacchine e fattori patogeni e mutageni veicolati dal mRNA auto-replicante, già in uso sulla popolazione ignara, in combinazione con la somministrazione obbligatoria di sostanze, e con altre tecnologie, può realizzare un controllo profondo sugli organismi, mutazioni genetiche (facendo diventare noi stessi gli alieni!), sterilizzazione, depopolazione.
Stato-guarnigione orwelliano: come previsto negli anni quaranta del secolo scorso dal sociologo Harold Lasswell, gli stati già oggi vengono ristrutturati per farne roccaforti di controllo e autodifesa delle minoranze oligarchiche contro le turbolenze e le resistenze di sempre più estese masse impoverite e marginalizzate. In Europa, la nuova corsa agli armamenti e i progetti di leva di massa vanno in questo senso: inquadrare i giovani sotto il controllo e la direzione dell’esercito, sottrarli alla partecipazione a una resistenza sociale, usarli per reprimere la protesta popolare.
Atomizzazione sociale e distrazione delle masse: per controllare meglio la gente e per prevenire informarsi di fronti di opposizione rispetto al vero conflitto sociale, cioè la polarizzazione economica e tecnologica della società tra ricchi potenti e poveri impotenti, si continua l’opera di coltivazione di minoranze e conflittualità diversive, artificiose, come quelle di genere, razza, di religione; e insieme si continua l’opera di demolizione e delegittimazione delle forme spontanee, tradizionali e solidaristiche di società, come la famiglia, i corpi intermedi, i fattori di autoregolazione. L’immigrazione di massa è utile a spezzare il tessuto socio-identitario fiduciario e a diffondere insicurezza fisica sul territorio. L’accoglienza di massa sta innescando inoltre il crollo finanziario del welfare e della sanità.
Mentre l’Europa impoverita diverrà terra di conquista per capitali esogeni (qualcuno la vede come una grande Ucraina in fieri), continuerà il declino degli USA, in termini di a)credibilità della moneta e delle treasuries; b)equilibrio finanziario interno ed esterno; c)livello culturale e competenza lavorativa della popolazione; d)capacità produttiva; e)immagine internazionale; quelli che in un altro articolo ho chiamato “gli Elohim del Dollaro” potrebbero sostituire presto la Cina agli USA come piattaforma di controllo mondiale.
Successione ininterrotta di emergenze: veri o simulati, i problemi climatici, difensivi, sanitari, economici costituiranno una base permanente per uno stato e una legislazione di emergenza senza fine.
Rafforzamento del pensiero unico obbligatorio: quanto sopra richiede un continuo rafforzamento dell’inculcazione del pensiero unico, dell’interpretazione uniformata della realtà, della emarginazione e scotomizzazione-criminalizzazione del pensiero divergente. Il controllo sui mass media e sulle comunicazioni è già in via di potenziamento.
Indementimento generale: da decenni è in atto, ma ultimamente con l’intelligenza artificiale è notevolmente accelerato, un generale calo della intelligenza delle nuove generazioni, che tendenzialmente porterà a una società di deboli di mente, quindi a trasformazioni necessarie per semplificare la loro vita e le richieste ambientali alle loro ridotte capacità cognitive, e al contempo si spegnerà qualsiasi possibilità di influenzamento popolare sulla gestione del potere. E’ tuttavia possibile, ma pochi lo faranno, usare l’I.A. per esercitare ed ampliare le capacità cognitive, anziché per atrofizzarle delegando ad essa il lavoro intellettivo – delega che asseconda a tendenza al risparmio dello sforzo.
Divaricazione antropologica: non è affatto in corso un ‘risveglio generale della popolazione’, come molti dicono, bensì una crescente divaricazione: mentre una vasta maggioranza si sottomette mentalmente al sistema, una significativa minoranza sposa un complottismo incompetente o paranoide, quindi controproducente; mentre una seconda, più ristretta minoranza sviluppa e affina effettivi strumenti critici e di pensiero alternativo.
Crisi monetaria: in un contesto in cui la tendenza intrinseca del capitalismo a generare monopoli e cartelli per massimizzare il profitto ha oramai annullato gli spazi di libero mercato – in un contesto in cui il profitto viene principalmente realizzato mediante la creazione e lo smercio di titoli monetari, con conseguenti tendenze inflazionistiche – in questo contesto è già alle viste una generale crisi monetaria dovuta al fatto che i grandi profitti vengono realizzati in modo parassitario, prevalentemente attraverso la creazione ed emissione di mezzi monetari o equivalenti, il cui valore nominale totale è ormai circa 15 volte quello dei beni reali esistenti; onde è differibile ma non evitabile lo scoppio di questa bolla, a meno che avvenga una catastrofe globale. Il differimento dello scoppio della bolla può essere ottenuto mediante distruzioni regionali, come quella condotta dall’UE ai danni dell’economia e della società europea, quasi a farne una grande Ucraina. Distruzioni le quali inneschino una domanda di credito, quindi di moneta, per la ricostruzione.
Crisi dell’Impero: continua il declino degli USA come piattaforma tecno-militar-finanziario per la dominanza globale, con possibilità di sua sostituzione in questo ruolo con la Cina (allargata ai Brics) nonché di tentativi scomposti ed estremi della Casa Bianca per prevenire la caduta finale.
In ogni caso e scenario, l’intelligenza artificiale e l’automazione rendono sempre più superflue, ai fini degli interessi dei poteri forti, le masse di popolazione, le quali pertanto già sono state avviate a programmi di ridimensionamento sia della loro quantità che del loro tenore di vita cioè di consumi ed emissioni inquinanti. L’mRNA autoreplicante, ricordiamo, è già stato dispiegato.
Sono pure già allo studio alla Casa Bianca i campi di raccolta e internamento volontario e involontario per disadattati, disoccupati, fragili. Misure straordinarie, comprese quelle tributarie, saranno introdotte per fronteggiare la crisi occupazionale e il conseguente crollo del gettito fiscale e previdenziale.
Vi sono già molti segni di un processo di riorganizzazione del mondo nel senso prefigurato in 1984 di Orwell, ossia una regia globale che, al fine di stabilizzare Il suo dominio sul pianeta, sotto una falsa etichetta di multipolarismo, suddivide il mondo in un numero limitato di grandi potenze continentali, ciascuna esercitante un controllo tecnologico capillare sulla sua popolazione, e mantiene queste potenze impegnate in una incessante guerra tra di loro.
Il Fattore Katechon
Nel frattempo, la suddetta trasformazione viene ritardata e contrastata da un fattore ‘katechon’.
Se le tecnologie avanzate (come l’IA, il 5G/6G e la manipolazione biologica) possono essere usate per stabilire un controllo capillare, quali sono i fattori che potrebbero agire come freno (katechon),contrappeso, o persino vanificare, questo sforzo oligarchico? Mentre le grandi corporazioni e gli stati tendono a centralizzare i dati e il controllo, una contro-tendenza mira a distribuire il potere e l’informazione alla periferia: la decentralizzazione, che si avvale di alcuni strumenti già esistenti e disponibili. Innanzitutto, la crittografia è la tecnologia di base che garantisce la privacy e l’anonimato in rete, mediante:
-Comunicazioni non intercettabili: strumenti di messaggistica end-to-end (come Signal o Telegram basato su crittografia) rendono estremamente difficile (o impossibile) per governi o entità private spiare le comunicazioni tra cittadini.
-Anonimato in Rete: reti come Tor rendono complesso il tracciamento dell’attività online, fornendo un rifugio cruciale per giornalisti, dissidenti e attivisti in regimi repressivi.
-Resistenza al Tracciamento: questi strumenti sono una barriera diretta contro l’uso del 5G/6G per il controllo delle comunicazioni.
-Blockchain (la tecnologia sottostante le criptovalute e non solo): è l’esempio più lampante di decentralizzazione del potere finanziario e organizzativo. Le criptovalute (come Bitcoin) offrono sistemi finanziari privi di un’autorità centrale (banche o stati). Questo è un potenziale contropiede alla crisi monetaria e sui tentativi di un controllo monetario totale (ad esempio, tramite valute digitali delle banche centrali, CBDC, percepite da alcuni come strumenti di tracciamento).
-Decentralizzazione della Fides: i contratti intelligenti (Smart Contracts) e le DAO permettono alle persone di organizzarsi, prendere decisioni e gestire fondi senza la necessità di intermediari (avvocati, notai, banche o burocrazia statale). Questo erode il potere delle “Roccaforte di controllo” basate sull’intermediazione.
-Open Source: l’IA come strumento di controllo dipende dalla sua proprietà e dal suo accesso limitato, però la comunità open source agisce in senso opposto. Lo sviluppo di modelli di IA e software open source (a codice aperto) rende la tecnologia disponibile a tutti, non solo ai poteri forti. Se il codice è pubblico, chiunque può esaminarlo, modificarlo e usarlo per i propri scopi. Sicurezza e Controllo: La trasparenza del codice aperto impedisce l’introduzione nascosta di backdoor o meccanismi di sorveglianza da parte di chi sviluppa la tecnologia, dando alla comunità la possibilità di mantenere il controllo. Contro-Propaganda: Strumenti di IA open source possono essere usati per sviluppare filtri e analisi per smascherare la propaganda e le fake news promosse dai regimi o dagli interessi oligarchici, contrastando l’opera di “distrazione delle masse”.
Sebbene reali e disponibili, questi fattori ‘catecontici’ servirebbero solo a ritardare il processo, data l’insuperabile disparità tecnologica tra le tecnologie suddette e quelle in mano ai poteri forti, i quali dispongono anche della forza poliziesca e militare necessaria a neutralizzare ogni centrale di resistenza significativa.
Il Fattore Psicologico
Un ulteriore fattore di incertezza è quello psicologico, sia della psiche individuale (resilienza, inventiva, sabotaggio) che di quella collettiva.
A-La Reazione dell’Inconscio Collettivo (Jung)
Secondo Carl Gustav Jung, l’inconscio collettivo è un substrato psichico condiviso dai popoli, composto da archetipi (modelli universali di pensiero e comportamento). Una crisi estrema e prolungata come quella che ho descritto agirebbe come un catalizzatore per l’attivazione di questi archetipi.
1. Attivazione dell’Archetipo dell’Ombra
Reazione: L’Ombra rappresenta tutto ciò che la psiche (individuale o collettiva) rifiuta o reprime. Di fronte a una minaccia esterna percepita come assoluta (il potere oligarchico, la tecnologia incontrollabile), l’Ombra collettiva potrebbe emergere con forza dirompente.
Manifestazione Sociale: Si manifesterebbe in un aumento della ‘paranoia’ collettiva, della caccia alle streghe e della proiezione. Le masse, incapaci di affrontare direttamente l’autorità invisibile e onnipotente, potrebbero sfogare la loro aggressività repressa su minoranze, capri espiatori o gruppi devianti, intensificando le “conflittualità diversive” che hai già identificato (razza, genere, religione).
2. Emergenza dell’Archetipo del Puer/Senex
Reazione: La crisi potrebbe portare a una forte regressione o, al contrario, a una ricerca disperata di un salvatore.
Puer Aeternus (Giovane Eterno): Manifestazione di rifiuto della realtà, con evasione di massa, distrazione ancora più estrema (in linea con l’atomizzazione e l’indementimento), o forme di ribellione irrazionale e distruttiva.
Senex (Vecchio Saggio): Ricerca di figure di guida forti e carismatiche (politici, leader religiosi, guru) che promettano ordine e sicurezza. Questo potrebbe sia rafforzare i regimi autocratici che far emergere movimenti popolari di resistenza basati su un forte senso di missione o fanatismo religioso.
3. La “Funzione Trascendente” e la Ricerca di Senso
Reazione: Di fronte alla dissoluzione dei valori e delle strutture sociali (famiglia, istituzioni), l’inconscio collettivo potrebbe tentare di stabilire una nuova mitologia o una nuova religione di massa per dare significato al caos.
Manifestazione Sociale: Potrebbe nascere un forte spiritualismo o misticismo collettivo (non necessariamente religioso, ma basato su nuove narrazioni cosmiche e complottistiche) come unico modo per spiegare e tollerare il controllo tecnologico percepito. L’IA stessa potrebbe diventare un oggetto di venerazione o di odio metafisico (il “Grande Altro” imperscrutabile).
B – La Reazione del Campo Sociale (Mente-come-Campo)
Il concetto di “mente-campo sociale” o “campo morfogenetico” (neovitalismo alla Sheldrake, ma qui usato in senso sociologico) si riferisce al sistema di credenze, emozioni e informazioni che circola rapidamente e influenza la collettività.
1. La Dissociazione Collettiva
Meccanismo: Di fronte a un’informazione percepita come insopportabile (ad esempio, la consapevolezza del controllo totale e della propria “superfluità”), la mente collettiva può subire una dissociazione o quanto meno reagire come un’auto-inibizione cognitiva.
Manifestazione Sociale: Le persone potrebbero rifiutare completamente la realtà e ritirarsi in bolle di auto-inganno o micro-comunità nichiliste o di identità rattrappite. Si accetterebbe tacitamente il controllo in cambio di una compensazione minima (es. un reddito di base per i “superflui”) pur di non affrontare il trauma, portando all’apatia e alla resa che faciliterebbero lo “Stato guarnigione”.
2. L’Iper-Connessione Emotiva (Contagio)
Meccanismo: le emergenze continue e la comunicazione in tempo reale (anche sotto controllo) esasperano la risposta emotiva del campo. Il panico, l’ansia e la rabbia si propagano in modo virale e simultaneo.
Manifestazione Sociale: si creerebbero oscillazioni estreme tra periodi di obbedienza paralizzata e momenti di esplosione emotiva di massa (sommosse improvvise, proteste non organizzate, jacqueries, “rivolte della fame” o “rivolte della rabbia”) che sono difficili da prevedere e reprimere, anche per un regime ad alta tecnologia.
3. Il (tentativo di) Ritorno all’Autentico e al Locale
Meccanismo: L’atomizzazione e il non-sense imposti dalla società tecnologica possono generare una potente reazione immunitaria del campo sociale.
Manifestazione Sociale: Una ricerca disperata di ciò che è reale, tangibile e non-tecnologico. Questo potrebbe portare al rafforzamento involontario di quelle forme solidaristiche che si cercano di demolire (come le reti di mutuo soccorso, comunità locali autosufficienti, economie di baratto, riscoperta della manualità e della terra). Questa è una potenziale forma di resistenza passiva che lo Stato Guarnigione troverebbe difficile da controllare senza un’azione fisica e repressiva totale.
C- Una probabile grande delusione
In sintesi, la psiche collettiva non reagirebbe in modo uniforme, ancor meno in modo efficace. Avverrebbe una polarizzazione estrema:
Una parte cadrebbe nella dissociazione e nell’apatia, accettando il controllo in cambio della distrazione (rafforzando il fattore di indementimento e stato guarnigione).
L’altra parte attiverebbe gli archetipi di ribellione, paranoia e ricerca di un senso trascendente, portando sia a conflitti interni e proiezioni su capri espiatori, sia a una resistenza radicale e decentralizzata (in linea con la forza della decentralizzazione tecnologica che abbiamo discusso in precedenza).
La stabilità del futuro distopico dipende dalla capacità del potere di mantenere l’apatia della prima metà, mentre reprime o incanala la rabbia della seconda metà verso bersagli innocui.
SINTESI PROVVISORIA
I Vettori della Centralizzazione convergono verso la creazione di un sistema di controllo globale e di monopolio delle risorse naturali e tecnologiche; ma sono all’opera, o disponibili, anche fattori idonei a contrastarli. Possiamo riassumere come segue il quadro d’insieme:
Fattori di Centralizzazione e zootecnia applicata al corpo sociale:
Fattore
Descrizione (Sintesi)
Rischio Principale
Intelligenza Artificiale (IA)
Strumento per il controllo capillare in tempo reale della popolazione e potenziale agente di sconvolgimento finanziario/militare se incontrollata.
Controllo onnisciente e imprevedibilità del caos finanziario/militare.
Strumenti Elettromagnetici (5G/6G)
Mezzi per il tracciamento universale di persone e oggetti, con il potenziale di manipolazione fisica (termica, attivazione di nanosostanze).
Sorveglianza totalitaria e minaccia alla salute fisica.
Manipolazione Biologica
Uso di nanotecnologie e fattori mutageni per il controllo profondo degli organismi, mutazioni genetiche e programmi di ridimensionamento demografico.
Controllo biologico della popolazione e soppressione di massa.
Stato Guarnigione Orwelliano
Ristrutturazione degli Stati come roccaforti di controllo e autoprotezione delle oligarchie contro le masse impoverite (es. leva di massa per il controllo sociale).
Militarizzazione della società e repressione della protesta popolare.
Atomizzazione e Distrazione
Coltivazione di conflitti diversivi (genere, razza, ecc.) e demolizione dei corpi intermedi (es. famiglia) per prevenire l’unione contro la polarizzazione economica.
Efficace gestione del dissenso e isolamento dell’individuo.
Successione di Emergenze
Uso costante di problemi (climatici, sanitari, economici) reali o simulati per mantenere uno stato di legislazione di emergenza permanente.
Erosione delle libertà individuali in nome della sicurezza.
Crisi Monetaria
Scoppio differibile ma inevitabile della bolla finanziaria dovuta alla sproporzione tra moneta (virtuale) e beni reali, eventualmente gestita con distruzioni regionali per innescare nuova domanda di credito.
Collasso economico o guerre regionali come strumento di stabilizzazione finanziaria.
Indementimento Generale
Calo delle capacità cognitive delle nuove generazioni, accelerato dall’IA, che semplifica la gestione del potere e spegne l’influenzamento popolare.
Società apatica e priva di capacità critica verso il potere.
2. I Vettori della Resistenza (Contro-Fattori)
Questi fattori agiscono come potenziale contrappeso al progetto di controllo totale, introducendo elementi di imprevedibilità e conflitto:
Contro-Fattore
Descrizione (Sintesi)
Manifestazione
Decentralizzazione Tecnologica
Uso di strumenti come Crittografia, Blockchain, e software Open Source per distribuire il potere e l’informazione, garantendo comunicazioni sicure e sistemi finanziari non controllabili centralmente.
Forze di resistenza tecnica e movimenti peer-to-peer che minano il controllo finanziario e di comunicazione.
Psiche Collettiva in Rivolta
Attivazione degli archetipi di Ombra e Senex in risposta allo stress estremo (crisi e controllo). Si manifesta come reazione violenta al trauma e ricerca di un senso nuovo.
Esplosioni emotive di massa e improvvise, difficili da reprimere, guidate da una rabbia profonda o da una ricerca di leader carismatici.
Ritorno tentato al supposto Autentico
Reazione immunitaria del campo sociale contro l’atomizzazione, che spinge alla riscoperta delle reti solidaristiche e delle comunità locali/tangibili.
Rafforzamento involontario delle forme solidaristiche (mutuo soccorso, economie locali) che lo Stato Guarnigione tenta di demolire, creando sacche di autonomia.
3. La Risultante: Un Futuro Estremamente Conflittuale
Il risultato di questi vettori opposti non è, per i prossimo futuro, una dittatura statica e monolitica (come il mondo prefigurato nel 1984 di Orwell, che era in equilibrio e potrebbe costituire il punto di caduta dell’attuale turboenza), ma un sistema instabile e in costante lotta:
Guerra Tecnologica: Il mondo sarà definito da una guerra incessante e polarizzata su due fronti:
Guerra Geopolitica (Esterno): La lotta tra le grandi potenze continentali prefigurate (come nel modello di 1984).
Guerra Sociale (Interno): Il certame tra il potere centralizzato (che usa l’IA e la sorveglianza per assoggettare la popolazione generale a un controllo di tipo zootecnico, come prefigurato nel mio Oligarchia per popoli superflui) e la resistenza decentralizzata (che usa la crittografia e l’Open Source).
Il Prezzo della Stabilità: Il sistema oligarchico sarà costretto a pagare (e far pagare) un prezzo altissimo per mantenere la sua stabilità. La sua sopravvivenza dipenderà dalla capacità di neutralizzare o incanalare l’Ombra collettiva (la rabbia e la paranoia di massa) verso obiettivi inoffensivi e dalla capacità di infrangere la crittografia e la decentralizzazione.
L’Elemento Incontrollabile: Il nostro quadro è completato dalla consapevolezza che sia il progetto di controllo (se l’IA “sfugge di mano”) sia il progetto di resistenza (se la psiche collettiva esplode in modo irrazionale) sono entrambi vulnerabili a fattori esogeni ineludibili (astronomici, climatici o tecnologici).
In sintesi: il futuro non si affaccia al presente col volto di prigione, ma di un assedio.
E GLI ALIENI?
Che ci sian ciascuno dice, dove sian nessuno sa, ma gli alieni non potevano mancare nella nostra rassegna dei fattori del futuro.
L’industria culturale occidentale, con la fiction, la para-fiction e la para-scienza, ha sempre diffuso storie, di alieni, quasi sempre extraterrestri, solitamente pericolosi, spesso ambivalenti; ma da qualche anno sta inseminando la mente pubblica con la percezione di una incombente presenza, di una minaccia aliena, dove gli alieni sono meno frequentemente prospettati come extraterrestri provenienti dagli abissi dello spazio, e sempre più come invece esseri trans-dimensionali – i Trans per eccellenza – che stanno potenzialmente tutt’intorno a noi, in ogni momento, infiltrandosi da altre dimensioni, così che noi non abbiamo la possibilità di interporre una distanza, una separazione fisica, oggettiva, di sicurezza, tra noi e loro, per rifiatare; quindi ci sentiamo costantemente spiati e minacciati, e ci consumiamo in questa sensazione ansiogena.
Questa potrebbe essere una svolta assai efficace e inquietante della narrativa. Trasformerebbe, se ben coltivata, nel mostro immaginario, una lotta sociopolitica in un dramma metafisico e psicologico senza via di fuga razionalmente progettabile.
Introducendo spioni e invasori transdimensionali, non solo creeresti l’emergenza definitiva, ma otterresti anche un nemico che non può essere sconfitto né con la tecnologia (non puoi costruire un muro interdimensionale) né con la resistenza sociale (non puoi fare uno sciopero un essere inafferrabile) né con le armi (che non colpiscono le altre dimensioni).
03.12.25 Marco Della Luna
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Testo utile a ricordare e contestualizzare la recente crisi pandemica. Glissa, però, sulle responsabilità di uno dei protagonisti della diffusione e della gestione della crisi: la Cina! Tutti da accertare i suoi livelli di complicità o di ingenuità_Giuseppe Germinario
Negli ultimi giorni, su pagine di cui ho stima, sono comparsi alcuni testi il cui senso di fondo – senza rendere giustizia delle argomentazioni differenti – può essere riassunto in questi termini: “Lasciamoci la vicenda pandemica alle spalle una volta per tutte. Sono stati commessi errori, certo, ma continuare ad ogni pie sospinto a tornarvi sopra finisce per nutrire il settarismo dogmatico di una minoranza, e ciò rende difficile occuparsi di altri temi, più urgenti e importanti.”
Vorrei di seguito spiegare, nel mondo più conciso possibile, perché credo che questo appello, per quanto comprensibile, sia sbagliato.
Parto dal perché lo ritengo comprensibile.
È indubbio che nelle pieghe della critica alla gestione pandemica si sono incistati argomenti di livello molto diverso ed è emersa una tendenza al settarismo. È sicuro che, essendo stato per alcuni un forzoso “momento di sveglia politica”, esso è divenuto per quelli una sorta di paradigma con caratteri di unicità, il che è una forzatura. Ed è certo che la tendenza a vedere tutti gli eventi con occhiali forgiati dalla vicenda pandemica tende a creare, talora, una ripetitività fastidiosa (e anche controproducente per una stessa riflessione sul passato).
Tutto questo lo condivido e dunque capisco il moto di impazienza che può aver alimentato quelle pagine.
Ci sono però ragioni sostanziali per cui penso sia profondamente sbagliato ogni tentativo di “lasciarsi alle spalle” il problema. Nomino, senza pretese di esaustività, tre ragioni, nell’ordine.
1) C’è un elemento di carattere MORALE, profondo, che non solo non è stato mai affrontato pubblicamente, ma che è stato integralmente rimosso. Si dice “sono tati commessi degli errori”, restando nel vago, ma non si ricorda la miriade di vicende letteralmente schifose, di bullismo istituzionale e personale, denigrazione, character assassination, mobbing, ecc. di cui è stato investito quel 15% circa della popolazione italiana che si è trovata tra i renitenti alle inoculazioni (per sé o per i figli).
Chi cerchi un po’ in rete potrà facilmente trovare una lista, che qualcuno si è peritato di raccogliere, di tutti gli improperi, le offese, le aggressioni verbali, gli auspici di morte violenta o malattia dolorosa formulati da rappresentanti delle istituzioni o figure pubbliche, spesso in prima serata, verso i renitenti (etichettati genericamente come “no-vax”). E senza che seguisse mai nemmeno un rimbrotto da parte di quel vasto mondo che si picca costantemente di essere “inclusivo” e “non stigmatizzante”.
Ma quella era solo la punta dell’iceberg, perché l’autorizzazione dall’alto ha dato il via libera a chiunque, all’ultimo buono a nulla, che – per la prima volta nella sua vita, poteva dirsi dalla parte del giusto – di sentirsi in diritto di bullizzare chiunque fosse dall’altra parte, anche persone fragili, adolescenti, malati, donne in stato di gravidanza, ecc. Questa situazione fomentata dalle istituzioni ha portato alla rottura di famiglie, a divorzi, alla rottura di amicizie, ha spaccato durevolmente rapporti umani.
Ecco, rispetto a tutto ciò, gran parte di quelli che erano dalla parte del “Bene con licenza di bullismo” non ha mai ammesso nulla, non è mai ritornato su quanto successo, ha preferito mettere tutto sotto il tappeto, in attesa che il tempo e l’oblio facciano il loro lavoro. È esattamente questo atteggiamento che spinge l’ampia minoranza dei renitenti, spesso, a ritornare con fastidiosa insistenza su quanto accaduto. Perché si tratta di una ferita morale aperta, che semplicemente è impossibile sia dimenticata fino a che non ci sarà una schietta rielaborazione, con ammissioni di colpe.
2) In seconda istanza c’è una questione parimenti priva di elaborazione che ha a che fare con la sfera delle CONSEGUENZE PRATICHE di tutta la vicenda. Oltre al piano delle questioni di ordine morale, che si riferiscono all’interpretazione di ciò che fu, c’è la questione della realtà emersa da quella vicenda. Per un breve momento all’inizio della pandemia si riconobbe che il sistema sanitario era stato condotto dai tagli precedenti ad una condizione di impotenza di fronte a qualunque sovraccarico di ricoveri. Si improvvisarono risposte raffazzonate, costosissime e fallimentari.
Da allora il sistema sanitario pubblico ne è uscito clinicamente morto, con liste di attesa ingestibili e un passaggio sistematico di chi se lo può permettere alla sanità privata. Tutto questo è passato nel dimenticatoio. Viene letto come fatalità. Le persone che restavano in vigile attesa senza cure fino ad arrivare in ospedale spacciate non se l’è filate più nessuno. Rientra tutto tra gli “errori” e le “fatalità”. Pronti a far ripartire la stessa manfrina senza responsabili al prossimo giro.
Tra le conseguenze pratiche c’è anche la semidistruzione psicologica di una generazione di preadolescenti e adolescenti che dalle brillanti soluzioni pademiche è uscita con tassi di depressione, anoressia e bulimia, disagio mentale, abbandono scolastico, fuori controllo (chiedete agli psicologi giovanili che operano sul territorio). Anche qui il sistema del sostegno psicologico e psichiatrico pubblico è tracollato. Anche di ciò nessun parla, nessuno cerca di porvi rimedio. Chi ha avuto, ha avuto, ha avuto…
Vogliamo parlare delle sconcertanti e penose trafile dei danneggiati (o morti) dopo le inoculazioni? Gente che si è trovata a muoversi in un meccanismo costruito a tavolino per evitare qualunque responsabilità? Un meccanismo dove tutti, dalle case farmaceutiche ai medici vaccinatori erano coperti da varie forme di immunità, dove veniva chiesto di firmare un “consenso informato” che doveva fungere anche da liberatoria, solo che se non apponevi liberamente la firma ti toglievano il sostentamento (non era possibile venire inoculati senza firmare, senza inoculazione niente Green Pass, senza Green pass niente stipendio). Qui la lista dei trucchi adottati per deresponsabilizzare le istituzioni e minimizzare le ammissioni di colpa è letteralmente infinita. Ma siccome di tutto ciò non si è mai voluto discutere pubblicamente, i più continuano a non avere idea di quel che è successo e sbambano di “pochi casi” (spiace, per fare un omelette si deve rompere qualche uovo no?).
3) C’è infine un elefante geopolitico nella stanza. La gestione pandemica ha rappresentato la prova generale di un “serrate le fila” del mondo occidentale a guida americana. Tutti e soli i paesi che rientravano nel cerchio magico delle alleanze militari americane hanno adottato la medesima lettura dei fatti, si sono affidati (obbligatoriamente) ai medesimi vaccini, hanno fornito dati coordinati, hanno bloccato e censurato centralmente le voci dissidenti. Questo fronte includeva Europa occidentale, Usa, Canada, Australia, Nuova Zelanda e Israele. Al di fuori di questa cerchia le soluzioni e le lettura degli eventi sono state molto variegate, ma di tutto ciò noi non riuscivamo a sapere praticamente nulla. (In Europa l’unico paese che ha adottato soluzioni diverse, e alla fine nettamente migliori, è stata la Svezia, che era fuori dall’eurozona e, allora, fuori dalla Nato.)
Noi oggi sappiamo che sin dall’inizio la gestione della strategia pandemica ha visto la presenza attiva di esperti militari, rappresentanti della Nato che assistevano alle riunioni dei “comitati scientifici”. La motivazione, naturalmente, può essere del tutto comprensibile: poteva trattarsi di un attacco batteriologico e il coordinamento in ottica militare era una reazione sensata. Solo che, al netto del buon senso e anche al netto dell’origine del virus (che oggi sembra oramai accertato essere un prodotto di laboratorio), ciò che è avvenuto davanti ai nostri occhi è stato un cambiamento di paradigma geopolitico epocale, in cui oggi siamo immersi.
Per la prima volta dalla seconda guerra mondiale la società occidentale è stata subordinata a meccanismi di sorveglianza, inquadramento e controllo di tipo militare, coprifuoco, lockdown, patentini, sistemi di videosorveglianza. Per la prima volta il controllo sull’informazione è stato capillare, con pressioni ai più alti livelli sulle agenzie di stampa e sui social media per bloccare la diffusione di informazioni contrarie alla “ragion di stato”. E che dire delle riviste scientifiche, dove come denunciato da quei pochi che hanno cercato di sottrarvisi (tra le maggiori l’unica eccezione è stata il British Medical Journal) era divenuto virtualmente impossibile pubblicare alcunché che potesse ostacolare lo “sforzo bellico” dell’inoculazione di massa. Che dire degli ordini dei medici e del loro utilizzo disciplinare con sanzioni pesantissime nei confronti di quei medici che, esercitando in scienza e coscienza, ritenevano di dover dissuadere alcuni tra i loro pazienti all’assunzione di un farmaco sperimentale? (Non entro neppure nella serie infinita di schiette idiozie dal punto di vista scientifico che sono state fatte passare per “la Voce della Scienza”, come i mix di vaccini diversi – del tutto privi di sperimentazione – o l’utilizzo raccomandato per donne in stato di gravidanza – laddove le stesse case farmaceutiche affermavano non essere stata condotta alcuna sperimentazione.)
Questo straordinario accentramento del controllo, questo disciplinamento autoritario di quasi un miliardo di persone, utilizzando una chiave di lettura per definizione inaccessibile all’accertamento del grande pubblico – la minaccia di un virus – ha oliato meccanismi di straordinaria pericolosità per tutto ciò che riteniamo essere democrazia. Questo meccanismo ha dato prova di sé così eccellente che a tutt’oggi una maggioranza della popolazione pensa che non sia successo niente, che sia tutto come prima, che viviamo in festose liberaldemocrazie – opposte a quei luoghi di oscurità retriva in cui vivono gli altri 7 ottavi del pianeta.
Ecco, mi sono dilungato sin troppo, anche se non ho detto neanche un centesimo di tutto quello che si potrebbe dire. Quello che mi preme sottolineare in conclusione è solo una cosa. Le ragioni per cui la vicenda pandemica non solo non deve, ma non può essere lasciata dietro le spalle sono ragioni fondamentali.
Esse hanno a che fare con ferite morali non sanate, con conseguenze pratiche lasciate cadere in un oblio senza colpevoli e soprattutto con uno straordinario cambiamento di paradigma nella gestione del potere di quella parte di mondo che ci compiacciamo di chiamare “liberaldemocratico”. Con un potenziale orizzonte bellico che oscura sempre di più l’orizzonte dell’Europa – spiace dirlo – ma ciò di cui avremmo bisogno non è affatto di “lasciarci dietro le spalle” quello che è accaduto, ma, semmai, di renderlo finalmente oggetto di un’aperta e diffusa analisi pubblica.
Il sito Italia e il Mondo non riceve finanziamenti pubblici o pubblicitari. Se vuoi aiutarci a coprire le spese di gestione (circa 4.000 € all’anno), ecco come puoi contribuire:
– Postepay Evolution: Giuseppe Germinario – 5333171135855704;