Elezioni in Spagna e Brasile2! Rassegna stampa a cura di Rosani Gianpaolo
Quest’anno il tasso di astensione è stato il più alto dal 1998, raggiungendo il 21,08%, pari a 33,5
milioni di elettori. I dati del Tribunale Elettorale Superiore mostrano che la distribuzione non è
uniforme ed è concentrata soprattutto tra i giovani e gli anziani. Al primo turno, le fasce di elettori
tra i 18 e i 29 anni e gli over 70 hanno totalizzato 16,05 milioni di assenti, ovvero il 48,8% delle
astensioni a livello nazionale, pur rappresentando solo il 31,4% dell’elettorato. Tra gli
ultrasettantenni, nonostante il tasso di astensione sia diminuito rispetto al 2022 (dal 58,8% al
49,1%), si registra il maggior numero di elettori da convincere dalle campagne: 8,46 milioni. Flávio
Bolsonaro (PL) e Luiz Inácio Lula da Silva (PT) hanno concentrato i loro sforzi sul recupero degli
elettori che non si sono recati alle urne, soprattutto nelle grandi città del Sud-Est, dove quest’anno
il tasso di astensione è aumentato. La parte di elettori che si astiene volontariamente può essere
persuasa ad andare a votare. Se si parla di una differenza di 2 o 3 milioni di voti tra i candidati,
vale la pena investire in questo tipo di comunicazione perché può essere molto più efficace che
cercare di convincere gli elettori dell’altro candidato a cambiare il loro voto.

18.10.2026
L’astensione degli anziani nelle principali città e
il rischio di demobilitazione rappresentano una
sfida per Lula e Flávio Bolsonaro
Le campagne elettorali si sono concentrate sul raggiungimento degli elettori che hanno smesso di recarsi
alle urne, soprattutto nei grandi comuni della regione sud-orientale.
Sondaggio Ipespe: Flávio Bolsonaro ottiene il 48% delle intenzioni di voto contro il 46% di Lula al secondo turno.
Datafolha: metà dei brasiliani riscontra gravi difetti nella democrazia del paese.
Di Dimitrius Dantas, Luisa Marzullo, Victoria Azevedo E Jennifer Gularte
Con il margine di voti più esiguo al primo turno delle elezioni presidenziali dal ritorno alla democrazia, le
campagne di Flávio Bolsonaro (PL) e Luiz Inácio Lula da Silva (PT) hanno concentrato i loro sforzi sul
recupero degli elettori che non si sono recati alle urne, soprattutto nelle grandi città del Sud-Est, dove
quest’anno il tasso di astensione è aumentato.
Possibile disparità di trattamento tra le candidature del presidente Luiz Inácio Lula da Silva (PT) e
di Flávio Bolsonaro nei sistemi di distribuzione dei contenuti della società che controlla Instagram,
Facebook e WhatsApp. La denuncia formale richiede un’indagine sul possibile ricevimento di
benefici economici da parte della campagna del senatore senza la dovuta registrazione, il che,
secondo la coalizione, potrebbe costituire un reato ai sensi dell’articolo 350 del Codice elettorale.
Nel documento inviato all’ONU, la campagna di Lula ripercorre episodi che, a giudizio della
coalizione, hanno compromesso la parità di condizioni tra i candidati.

18.10.2026
La coalizione di Lula intraprende azioni legali
contro le Nazioni Unite, la Procura Generale e la
Polizia Federale in merito a presunti vantaggi
indebiti concessi a Flávio presso Meta.
Il rapporto evidenzia discrepanze nella distribuzione dei video, nei suggerimenti di profili e nella
produzione di annunci pubblicitari da parte dell’intelligenza artificiale dell’azienda; il gruppo richiede
un’indagine sulla possibile omissione di benefici nei resoconti delle campagne.
Di Fernanda Strickland
La coalizione “Brasile pronto per di più”, formata dalla Federazione Brasile della Speranza, PSB, PDT e dalla
Federazione PSOL/Rede, ha contattato sabato 17 ottobre organizzazioni internazionali e autorità brasiliane
per valutare i possibili vantaggi per la campagna di Flávio Bolsonaro (PL) derivanti dalla distribuzione di
contenuti politici attraverso le piattaforme digitali di Meta.
La missione di colmare il divario di 2,2 milioni di voti si preannuncia estremamente ardua. In ogni caso, i
voti ci sono. Ciò che è in discussione è la possibilità che Lula li ottenga. La domanda da porsi in questo
momento è: quale ragione spingerebbe qualcuno che solo due settimane fa negava di aver votato per il
presidente a cambiare idea e a digitare 13 domenica prossima? Questo è il punto cruciale. Il problema è
che, per quanto si impegni per superare lo svantaggio, non sembra avere un’idea molto coerente di
cosa debba fare, sembra che il PT (Partito dei Lavoratori), all’improvviso, si sia reso conto che gli
argomenti che gli hanno garantito la vittoria in cinque delle sei elezioni presidenziali tenutesi in Brasile in
questo secolo si stanno ora dimostrando, come si è visto al primo turno, incapaci di produrre i voti
necessari per assicurarsi un nuovo mandato.

18.10.2026
UNO SGUARDO A RIO
Lula minaccia Lula
Oltre a Flávio Bolsonaro, il candidato Luiz Inácio Lula da Silva si trova ad affrontare un potente avversario
in queste elezioni. E quell’avversario è Luiz Inácio Lula da Silva
L’esito delle elezioni non è ancora definitivo e il presidente Luiz Inácio Lula da Silva, del partito PT, ha la possibilità,
nella volata finale, di assicurarsi il diritto di rimanere al Palácio do Planalto per altri quattro anni. Almeno, questo è
ciò che si può dedurre dai risultati elettorali.
Il primo sondaggio Quaest per il secondo turno delle elezioni presidenziali, pubblicato ieri, mostra
che la sfida tra il senatore Flávio Bolsonaro (PL) e il presidente Luiz Inácio Lula da Silva (PT)
rimane serrata a più di una settimana dal primo turno di votazioni. L’indagine, commissionata da
GLOBO e TV Globo, indica uno scenario di parità tecnica, entro il margine di errore di due punti
percentuali, con il candidato del PL in vantaggio numericamente, con il 46% delle intenzioni di
voto, contro il 44% del candidato del PT. Un ulteriore 9% dichiara di voler votare scheda bianca,
annullare il proprio voto o non votare, mentre l’1% è indeciso. Lo staff di Lula ha valutato che i
dibattiti su Band e Globo, rispettivamente domenica prossima e il 23, saranno decisivi per la scelta
del nuovo presidente. Anche lo staff di Flávio ritiene di avere margini per dare una scossa alla
campagna elettorale in questa fase finale. Il senatore punta sui dibattiti e sul rafforzamento della
mobilitazione sui social media.

15.10.2026
Quaest dimostra che la migrazione dalla terza
opzione a Flávio non è automatica e indica il
vantaggio di Lula tra coloro che si sono
astenuti.
La differenza di due punti percentuali indicata dal sondaggio è praticamente identica a quella registrata
al primo turno
Di Paolo Assad,Bernardo Yoneshigue e Bruno Alfano
Il primo sondaggio Quaest per il secondo turno delle elezioni presidenziali, pubblicato ieri, mostra che la
sfida tra il senatore Flávio Bolsonaro (PL) e il presidente Luiz Inácio Lula da Silva (PT) rimane serrata a più di
una settimana dal primo turno di votazioni.
I preparativi per il primo grande scontro del ballottaggio presidenziale e le strategie digitali sono i temi
principali del programma A TARDE Elezioni di questo mercoledì 14.

14.10.2026
A TARDE Elections analizza le strategie di Lula e
Flávio e il voto sulla fine del sistema 6×1
L’edizione odierna esamina a fondo la battaglia tra i candidati in merito alla narrazione online.
A cura della redazione
I preparativi per il primo grande scontro del ballottaggio presidenziale e le strategie digitali sono i temi principali del
programma A TARDE Elezioni di questo mercoledì 14. Presentato da Eduardo Dias, con il commento di Léo Almeida
e Cássio Moreira, il programma andrà in onda alle 15:00 su A TARDE Play su YouTube .
https://atarde.com.br/eleicoes/a-tarde-eleicoes-analisa-estrategias-de-lula-e-flavio-e-votacao-do-fim-da-escala-6×1-1405661
I sostenitori di Lula hanno occupato il lungomare di Copacabana a Rio de Janeiro e hanno tenuto
manifestazioni in 11 capitali di stato, tra cui Brasilia, martedì. Tuttavia, i sostenitori di Bolsonaro
prevedono di raggiungere o addirittura superare il numero di manifestanti mobilitati dalla sinistra.
L’ondata di manifestazioni a favore di Lula è stata una reazione al suo passaggio al secondo turno,
dove è stato superato dal figlio maggiore di Jair Bolsonaro. L’attuale presidente ha ottenuto il 45%
dei voti, contro il 47% di Flávio. Fino ad allora, il candidato del Partito dei Lavoratori era
considerato il favorito, nonostante lo stretto margine di voti.

15.10.2026
Le campagne elettorali di Lula e Flávio
Bolsonaro stanno preparando una mobilitazione
nelle piazze.
Flávio promette una grande manifestazione domenica in Avenida Paulista. Lo stesso giorno, a Rio de
Janeiro, i sostenitori di Lula vogliono riempire Candelária e Copacabana.
La manifestazione di domenica in Avenida Paulista a
sostegno della rielezione del presidente è stata
considerata la più grande dell’attuale campagna
elettorale
(fonte: Ricardo Stuckert/Lula Campaign)
La campagna del candidato presidenziale Flávio Bolsonaro (PL) ha reagito alle recenti manifestazioni di
piazza a favore del presidente Luiz Inácio Lula da Silva (PT) e ha indetto una serie di eventi di destra in vista
del secondo turno delle elezioni. L’evento principale si terrà domenica in Avenida Paulista a San Paolo, dove
la mobilitazione pro-PT è iniziata lo scorso fine settimana.
Ciò che salta all’occhio è la fortissima dimensione regionale del voto: il Nordeste, rimasto fedele a
Lula, si contrappone a tutto il resto del Paese, che sembra essersi schierato con Flávio Bolsonaro.
I suoi sostenitori hanno prevalso in 14 dei 26 Stati, nonché nel Distretto Federale di Brasília, e
stanno registrando una forte crescita sia alla Camera dei deputati che al Senato. Sebbene sembri
improbabile che il secondo turno ribalti la tendenza, rimane un’incognita: il comportamento degli
elettori che si sono astenuti al primo turno. Hanno rappresentato il 21%, il livello più alto dal 1998.

14.10.2026
Elezioni brasiliane: cosa rivelano i dati del primo
turno
Flávio Bolsonaro ha superato Lula al primo turno delle elezioni presidenziali brasiliane, con il 47% dei voti
contro il 45%.
· La mappa elettorale contrappone il Nordeste, fedele a Lula, al resto del Paese, in particolare al Sud
· Il bacino di voti pende nettamente a destra in vista del secondo turno del 25 ottobre
di HERVÉ THÉRY
Domenica 4 ottobre, i brasiliani hanno votato per eleggere il proprio presidente, ma anche i governatori
degli Stati, i deputati federali e quelli delle assemblee statali, nonché una parte dei senatori.
Il Congresso Nazionale ha promulgato l’Emendamento Costituzionale che pone fine al sistema di sei
giorni lavorativi e un solo giorno di riposo (6×1) e prevede l’introduzione del sistema 5×2, con due giorni
di riposo a settimana, per tutti i lavoratori in Brasile entro due mesi. . I leader dell’opposizione non hanno
partecipato alla seduta. L’emendamento prevede anche una graduale riduzione dell’orario di lavoro
dalle attuali 44 ore a 40 ore settimanali, senza riduzione di stipendio, entro un periodo di transizione di
14 mesi. Nata dalla pressione delle piazze e rispondendo a una storica richiesta di lavoratori e sindacati,
la proposta ha completato il suo iter mercoledì scorso.

16.10.2026
Il Congresso approva un emendamento che pone
fine all’orario di lavoro 6×1
Il PEC è stato approvato mercoledì al Senato con 75 voti favorevoli e 1 contrario
Il Congresso Nazionale ha promulgato, questo venerdì (16), l’Emendamento Costituzionale n. 141 del 2026 , che
pone fine al sistema di sei giorni lavorativi e un solo giorno di riposo (6×1) e prevede l’introduzione del sistema
5×2, con due giorni di riposo a settimana, per tutti i lavoratori in Brasile entro due mesi.
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