Cthulhu e la Rivoluzione francese _ di Constantin von Hoffmeister
Cthulhu e la Rivoluzione francese
Il culto nascosto dietro il 1789
| Constantin von Hoffmeister11 luglio |
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Mentre la lancetta del grande orologio del tempo solcava il crepuscolo del diciottesimo secolo, dalle tenebre del Vecchio Mondo emerse uno spettacolo di mostruosa trasformazione che avrebbe squarciato i fragili veli dell’ordine e della civiltà. Fu la nascita di un’orribile mostruosità chiamata Rivoluzione francese, un evento di tale orrore e impatto così profondo che le vestigia dell’Europa tradizionale – intrisa della potente eredità della nobiltà, della fede e della cavalleria – sarebbero state per sempre spazzate via dalla sua gelida corrente sotterranea.
Questa tempesta, che ha scosso il mondo, non era frutto di mera ambizione politica o malcontento economico; era la macabra manifestazione di un culto troppo terribile da contemplare, un culto nato nell’ombra di tempi dimenticati e di conoscenze proibite: il Culto di Cthulhu.
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La nefasta influenza di questo culto, le cui origini terrificanti risalgono a epoche remote prima della nascita dell’umanità, sulla Rivoluzione francese è rimasta in gran parte celata sotto il manto della storia. Le sue dottrine antinaturali, tuttavia, si rivelarono un terreno fertile per il tumulto che avrebbe sconvolto l’Europa.
Dalle squallide profondità delle catacombe parigine, emersero sussurri di ” Libertà, Uguaglianza, Fraternità “. Eppure, non erano altro che flebili ritornelli dell’antico canto del culto: ” Ph’nglui mglw’nafh Cthulhu R’lyeh wgah’nagl fhtagn ” (“Nella sua casa a R’lyeh, il morto Cthulhu attende sognando”). Entrambi, in sostanza, racchiudevano la stessa terribile promessa: il crollo del vecchio ordine, l’annientamento delle antiche fedi e l’ascesa di un nuovo mondo, indicibile e terrificante.
Qui, nel labirinto oscuro del sottobosco parigino, il Culto di Cthulhu alimentò le filosofie di uomini come Robespierre e Marat, le cui menti erano intrappolate negli arcani incantesimi del Grande Antico. Con dottrine di uguaglianza e fraternità, l’influenza malevola del culto si insinuò nel tessuto stesso della Rivoluzione, spingendola verso il caos e la distruzione.
La follia diede i suoi frutti sinistri nel Regno del Terrore, un periodo che rievoca i grandi sconvolgimenti dell’ordine cosmico quando il Grande Antico si scatenò contro la sua prigionia. La ghigliottina, simbolo di questo regno, non era semplicemente uno strumento di morte, ma un altare a Cthulhu, ogni testa mozzata un macabro tributo all’eterna fame della grande bestia.
Inoltre, la distruzione della Chiesa, baluardo tradizionale contro l’avanzata delle divinità pagane, simboleggiò la vittoria di Cthulhu sul fondamento spirituale dell’Europa. Il Culto della Ragione , la nuova “religione” della Rivoluzione, non era altro che una perversa e umanistica parodia del vero culto che il Culto di Cthulhu propagava in quelle criptiche notti di luna nelle catacombe. Lo sterminio degli antichi residui di fede aprì la strada all’indescrivibile regno dell’abominio alieno.
Mentre la Rivoluzione francese divampava in tutta Europa, lasciava dietro di sé i resti carbonizzati di secoli di tradizione. L’Europa di un tempo – terra di re e cavalieri, di fede e onore, di tranquilli villaggi e immense cattedrali – non esisteva più. Al suo posto sorse un mondo nuovo, un mondo definito dagli ideali rivoluzionari di uguaglianza e laicità.
Eppure, questo mondo era nato dai mormorii del Grande Antico e, pertanto, pur nella sua apparente razionalità, portava il segno dell’ultraterreno, del non euclideo. Nel suo cuore, era un mondo creato a immagine dell’Antico, un mondo che non guardava più al cielo in cerca di guida divina, ma scrutava invece l’abisso, in perenne attesa, in costante timore, anticipando il giorno in cui Cthulhu sarebbe risorto.
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